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Vorrei (per un figlio)

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Vorrei, ogni volta che soffri,

prendere su di me il tuo dolore;

vorrei ogni volta che sei felice

farmi piccola piccola e guardarti di nascosto per non disturbare;

vorrei tenerti tra le braccia ogni volta che hai la febbre

e rassicurarti dolcemente senza mostrare la mia preoccupazione,

vorrei venire ad annusare il tuo profumo ogni notte mentre dormi,

e indagare la profondità del tuo viso per capire il tuo mistero,

vorrei mille volte regalarti al mondo quando esso ti sorride,

e vorrei mille volte rimetterti dentro alla mia pancia quando esso ti fa male,

vorrei darti il mio sorriso

per dirti che la ti Vita ti ama,

vorrei darti la mia gioia

per dirti di amare la Vita,

perché, amore, non c’è niente di più importante al mondo

che l’Amore

e vorrei che tu non avessi paura, mai,

di non riuscire a dare amore

§§§

My wishes for a son

Whenever you suffer, I would like
to take on me your pain;
whenever you’re happy, I would like
to get tiny and look at you without disturbing;
I would hold you in my arms every time you have fever
and reassure you gently without showing my concern,
I would come to smell your perfume every night while you sleep,
and investigate the depth of your face to see your mystery,
a thousand times I would like to bear you to the world when it smiles at you,
and a thousand times I would like to put you again inside my womb when it hurts,
I would like to give you my smile
to tell you that Life loves you,
I would like to give you my joy
to tell you to love Life,
because, dearie, there is nothing more important to the world
that Love
and I wish you’ll never be scared
not being able to give love.

(foto di Blanka)

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Mio figlio non esiste

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Mio figlio è una piccola volpe spaventata

a volte morde la mia mano che si avvicina

a volte esplode in rabbia o in pianto,

non sa quanto gli voglio bene;

mio figlio è una piccola volpe triste

quando non si sente accettata,

non sa che non è mai solo

perché è sempre nei miei pensieri;

mio figlio è una piccola volpe libera e felice,

corre nel bosco, amando la vita,

non sa che io lo ammiro;

mio figlio è una piccola volpe innamorata

che aggiunge bellezza al mondo,

di notte la luna lo avvolge come una madre,

non sa che è la mia carezza;

mio figlio ha zampe magre di volpe,

non ha imparato ad abbracciare,

non sa che io l’abbraccio con le parole;

mio figlio ha muso di volpe

e non ha imparato a sorridere,

non sa che io sento il suo sorriso;

mio figlio ha un cuore di volpe

_mio figlio non esiste_

è solo un sogno che la luna pietosa mi ha donato,

non sa che per lui io scrivo poesie.

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Incontro con Gianmarco

Dopo molti anni che non ci vedevamo lo scorso 24 luglio ho incontrato mio zio Fausto, sua moglie Luiza e il loro figlio Gianmarco.

Mio cugino è disabile grave non vedente, eppure i suoi occhi sono magnifici e il suo sorriso e la sua felicità contagiose.

Certo i suoi genitori si occupano di lui a tempo pieno, giorno e notte, con un amore, una dedizione e un sorriso che mai vengono a meno.

Gianmarco ama molto andare in stazione e sentire i treni passare e anche salirvi e fare piccoli tragitti in treno. E così dopo il pranzo di festa per esserci ritrovati, siamo andati insieme alla stazione a gioire insieme a Gianmarco. Al solo sentire le parole treno e stazione Gianmarco si illumina e scoppia in un riso vero di pura gioia. La sua felicità è fatta di tante altre piccole cose…per esempio le parole affettuose di mamma e papà, la musica che ascolta con le cuffie, il rombo di un aereo, la gratella di un tombino su cui passa sopra con la carrozzina…

La felicità di Gianmarco è semplice e pura e fa stare bene chi gli è vicino, è contagiosa, restituisce il valore autentico della Vita, semplice pura e viva come lui a dispetto della sua grave disabilità. Gianmarco è un autentico Maestro di Vita.

Mio zio racconta:

“Frequento la scuola di Vita di mio figlio Gianmarco da 18 anni e sono ancora all’abc. Io non finisco mai di imparare da Gianmarco. Vado alla stazione quasi tutti i giorni e comincio a godere con lui del treno, delle botole, delle “graticole” (per strada). Lui percepisce quando entriamo nel sottopassaggio e sa già che io farò il verso del treno a tutto volume, incurante dei passanti, i quali sorridono, sorridono…

Mi fermo in sosta quando sento un uccellino che canta e lo invito, a gran voce, a cantare ancora per Gianmarco. I cani, poi, vengono invitati ad abbaiare delicatamente…

E poi c’è l’orchestra del mare. Rimaniamo a lungo ad ascoltarla, applaudirla, viverla con tutti i pori del corpo e dell’anima.

Ieri sono andato in treno con Gianmarco da Senigallia fino a Pesaro.

Non stava nella pelle… dovevi vederlo per sentire le sue vibrazioni di gioia e piena felicità. Forse può bastare un viaggio in treno per sentirsi vivi, felici?

Quando stai insieme a Gianmarco  mi passa tutto, ogni turbamento, ogni sofferenza, ogni dolore, tutto, perché mi costringe ad essere felice per trasmettergli felicità, anzi, è una simbiosi: lui trasmette a me ed io a lui. Vedrai, provare per credere.

Anche stasera siamo andati alla stazione… ormai piace anche a me:

movimento, vita, correre dietro a un sogno che viaggia senza fine… come il treno della Vita!”

(nella foto Fausto Gianmarco Phlomis )

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Figlio,vorrei…

Figlio, vorrei,

mentre ritorni con fiducia ad appoggiarti a me,

dolcemente vorrei dirti il mio bene per te,

vorrei raccontarti le tue  notti ad aspettarti,

le tue stelle cadenti per i tuoi desideri,

le tue albe e  i tuoi tramonti a pensarti,

e i miei occhi spalancati al buio con il tuo cuore dentro al mio,

Figlio, vorrei dirti quanto ti amo

ma poi resto in silenzio a guardarti,

senza osare accarezzare quei tuoi ricci ribelli,

e le parole che vorrei dirti sono inutili e lontane;

vorrei chiamarti con  i miei segreti nomignoli d’affetto, cucciolo, tesoro, amore,

e dirti fai la nanna dolce e non aver paura,

ma poi pronuncio il tuo nome

e so che racchiude tutto il tuo essere così unico e speciale;

Figlio, vorrei stringerti più forte

ma poi mi trattengo per pudore e timore di offenderti e

ti abbraccio delicatamente nei miei pensieri, come nuvole blu all’alba.

Figlio, vorrei cullarti ancora

ma ora è la tua Vita a condurti per mano

ed io resto a sognarti e tu sei già grande…

(dedicato ad un figlio di pensiero)

 

Son, I would,

as you return with confidence to lean on me,

gently I would tell you my good for you,

I would like to tell your nights waiting for you,

your shooting stars for your whishes,

your sunrises and your sunsets  thinking of you,

and my eyes wide open in the dark with your heart inside mine,

Son, let me tell you how much I love you,

but  I rest quietly watching you,

without daring to caress those rebellious curls of yours,

and the words, I would  say , seem so unnecessary and far;

I would like to call you with my secret nicknames of affection,

my dear, my tender love, my baby,

and tell you have a sweet sleep and do not be afraid,

but I say your name

and I know that it encloses your whole being so unique and special;

Son, let me hold you stronger

but I hold myself back out because of the shame and the fear of offending you,

I embrace you gently in my thoughts as dawn made of blue clouds.

Son, I would cradle you again,

but now Life is guiding you by the hand

and I stay here

 dreaming about you and you’re already grown up…

(Dedicated to a son)

Fingendo con me stessa

Dicesti tornerò.

Io finsi di crederti,

le tue parole erano di chi avrebbe voluto essere un altro

ma sa che non potrà mai esserlo,

finsi di credere a quel ragazzo buono

che volevi essere,

finsi di credere ai tuoi occhi dolci

e alle tue parole delicate,

finsi così tanto

che alla fine io ti credetti per davvero,

e restai,

da sola,

ad aspettarti

fingendo con me stessa

 

Il cuore di un giardiniere di Trapunta zero

Il cuore di un giardiniere di Trapunta zero

Trapunta zero

al Giardiniere chiedo un cuore piccolo che sappia infilarsi ovunque, un cuore delicato che sappia guidare senza ferire, un cuore tenero che sappia accogliere, un cuore forte che sappia resistere, un cuore grande che sappia coprire, un cuore onesto che sappia combattere, un cuore chiaro che sappia vedere, un cuore vivo che sappia vibrare, un cuore lucido che sappia distinguere, un cuore generoso che sappia donare, un cuore umile che sappia imparare, un cuore buffo che sappia sorridere, un cuore empatico che sappia comprendere e tanta pioggia e tanto sole, perchè ogni seme possa germogliare nel Suo Giardino.

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Il tuo posto nel mondo è qui e ora

Il tuo posto nel mondo

è qui e ora

è ciò che costruisci con le tue mani,

con la tua intelligenza,

con il tuo cuore;

il tuo posto nel mondo

sono i legami che stabilisci,

il tuo posto nel mondo è l’amore che dai

e che ti viene restituito;

il tuo posto nel mondo

è la bellezza del tuo sorriso,

è la gentilezza delle tue azioni,

è la tenerezza delle tue parole;

il tuo posto del mondo

è qui e ora

La vita non è male (E. Finardi )

Certe volte mi vien voglia di farla finita
che oramai non mi rimanga più che una via di uscita
quando mi sembra di aver fatto di tutto
ma che non ci sia più fiato per finir la partita

La vita fa male

Quando ti senti cascare le mani
e sembra sempre più lontano il domani
quando aspetti delle ore sono solo minuti
e i sogni del passato sono tutti svaniti

La vita fa male

Le cose sembran che diventin peggio ogni giorno
che sian saltati i ponti sulla via del ritorno
quando tutti i tuoi amici sono morti o cambiati
e le loro vite sembran tutte bruciate

La vita fa male

E poi arriva chi ti dice: “Va tutto bene
fai finta di niente che al giorno d’oggi conviene
ruba tutto ciò che vuoi se no se lo prendon gli altri
non conta il mezzo ma ciò che riesce a darti.”

La vita fa male

Ma io mi sento oramai così stanco
mi sembra che il mondo mi sfugga di fianco
e anche un futuro con poche pretese
chissà forse adesso capisco Pavese

La vita fa male

Ma poi ci sono le giornate di sole
le lacrime agli occhi per un tramonto banale
senso di pace di fare il proprio dovere
di giochi con i figli e insegnar loro a sognare

La vita non è male

Eugenio Finardi

https://youtu.be/3P-JCMxHapU

Ecco le parole dell’angelo custode

Ecco le parole dell’angelo custode se potesse parlare o se noi potessimo udirlo, dedico questa dolce canzone a tutti le amiche e gli amici del blog che sono angeli custodi “in borghese”…


Ti vedo per tutto quello che sei
Ti vedo con la tua forza che nemmeno tu sai 

 Vedo quella bambina nascosta in fondo ai tuoi occhi e
Vedo dentro ai tuoi giochi come tu vuoi che ti tocchi

Ti vedo da dietro alle parole
Ti vedo e mi scivoli nel cuore

Ti vedo con le tue insicurezze
Proprio perché stai urlando tutte le tue certezze
Ti vedo e ti accarezzo con lo sguardo
Vedo che lo senti ma che non riesci a dirlo

Ti vedo perché ti so guardare
Ti vedo per farmi sentire
Ti vedo perché Tu sei come me
E se mi guardi bene lo vedi pure te

Io vedo tutti i sogni che fai
I tuoi desideri, anche se…
Non li confesserai
Tu non me li dirai, no mai
Io ti darò tutto quello che vuoi
Anche se adesso tu forse
Ancora non lo sai
O forse non lo chiedi mai

Ti vedo dentro ai tuoi sentimenti
E vedo quello che pensi, vedo quello che senti
Ti vedo per ciò che potresti dare
Se tu ti abbandonassi, se ti lasciassi andare

Ti vedo e più ti vedo capisco
Che sei come ti voglio, che ti riconosco
Ti vedo perché tu sei come me
E se mi guardi bene lo vedi pure te

Eugenio Finardi

Faccio ritorno a me stessa

Faccio ritorno a me stessa,

alla mia solitudine,

senza più illusioni,

“l’acqua è chiara

e si vede il fondo limpido finalmente “

tengo stretti i miei sogni

e respiro l’odore delle stelle

Questa versione di Le ragazze di Osaka di Finardi insieme a  Rossana Casale è la mia preferita, è intrisa di dolce serena malinconia, la solitudine è una tazza oscura in una stanza più sicura e d’un tratto il fondo diventa limpido e tutto si ricompone in una calma accettazione di se stessi, è una canzone che mi concilia con me stessa.

Tag : libera il tuo alfabeto d’amore

tag alfabeto

Le parole sono doni d’amore e scrivere non è che un altro modo d’amare,

si scrive amando e si ama scrivendo, ecco il mio alfabeto, qual è il vostro?

Questo è semplice ed essenziale ma l’alfabeto dell’amore non conosce limiti o limitazioni, dunque a voi massima libertà nel creare il vostro alfabeto d’amore personale, potete usare qualsiasi tipo di alfabeto oppure inventarlo! Possono essere poesie, nomi dei vostri cari, oppure immagini o quello che volete.

Se volete potete seguire le solite regole dei tag oppure nessuna regola, siete benvenuti, grazie!

a ammirazione

b benedizione

c cura

d dedizione

e esserci

f fiorire

g gioia

h home page

i illuminare

l libertà

m musica

n nutrimento

o onorare

p preghiera

q qui

r rispetto

s sorriso

t tenerezza

u universo

v viaggio

z zolla

(la foto è di Rawpixel)

Grazie Carla : Antonella stai con noi!

 

E grazie Carla di cuore, e grazie a tutti gli amici del blog che sempre mi dimostrate attenzione e stima 🙂

carlartestyle

Antonella perdonami ma questo è l’unico mezzo che ho per parlarti, quindi ti scrivo pubblicamente come tu hai fatto con tutti noi, con il tuo gran cuore. Questo blog mi ha dato la possibilità di conoscere persone vere, creative, umane e soprattutto umili, ciò che non esiste in altri social. In questa lettera esprimi ciò che il tuo cuore ti sta dettando, ma ora è un cuore pesante, deluso, non lasciarti andare, trasportare via, passa tutto, con il tempo, devi solo avere fiducia in te stessa, pazienza, e vedrai che il sole arriva, per tutti! Ascolta i tuoi amici e resta qui con noi, anche se siamo virtuali. Io ho ricevuto molto da voi, sai cosa? “. Il “Calore” , e questo ti assicuro che spesso anche chi ti è più vicino non può dartelo…Sei autentica e bella, quindi Vivi e Divertiti, sempre!!!! SIAMO CON TE.

“Amici virtuali, grazie per…

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Il gelso bianco di Cervia

Ecco il monumentale Gelso bianco (morus alba) in via Catullo a Cervia, ha una circonferenza di 4 mt mentre il diametro di proiezione della chioma è più di 12 e ha un’altezza di 8 metri.

Nel mese di giugno 2012 l’albero ha subito un cedimento strutturale in seguito a un forte vento, con la frattura di uno dei rami portanti. Sotto il profilo vegetativo il gelso è in ottima forma mentre dal punto di vista della resistenza biomeccanica non è più in grado di auto sostenersi, recentemente è stata realizzata a suo sostegno una struttura di  leggeri piloni metallici e cavi ad elasticità controllata e regolabile su cui appoggiano gli assi principali dell’albero.

Il gelso bianco è una specie tipica della tradizione rurale della pianura padana, le sue fronde venivano utilizzate per l’alimentazione del baco da seta.

In romagna nelle campagne vi era l’usanza di intercalare piante di gelso nei filari di vite con funzione di sostegno e produttiva legata all’allevamento del baco da seta.

 

Ponte di solitudine

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Il patto era di costruire insieme un ponte,

sponda a sponda,

dal tuo al mio cuore,

non importava chi avrebbe messo di più e chi meno,

non c’era una bilancia e non c’era un tempo per farlo,

c’era il bene e

c’erano due cuori

che progettavano pilastri e campate

fino ad incontrarsi.

Il patto era costruire un ponte.

Io arrivai a pochi metri dalla tua riva

ma all’ultimo il ponte crollò,

ero sola,

lo ero sempre stata.

(foto di Antranias)

Silenzi e parole

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Avremmo semplicemente camminato insieme,

io madre e tu figlio,

io figlia e tu madre,

io rispettando i tuoi silenzi,

tu rispettando le mie parole,

che le parole  vestono i silenzi

e i silenzi colmano le parole,

avremmo semplicemente camminato insieme,

riversandoci l’un con l’altro

riempiendo i nostri vuoti e i nostri pieni,

complementari, i tuoi silenzi e le mie parole

(foto Arnica Backstrom)

Il sogno di una volpina blu

Ti ero così vicina che avrei potuto sfiorare la tua mano, o dare una leggera carezza al tuo viso, oppure forse anche rubarti un bacio, invece …

sono restata a guardarti trattenendo il fiato per non disturbarti, avrei voluto avvicinarmi fino a sentire il battito dell’universo dentro al tuo cuore, o annusare il sapore della vita nel tuo odore, invece ti ho solo guardato, indaffarato come eri, a riporre le tue cose nel tuo zaino, eri talmente assorto e concentrato che pareva che il tuo corpo fosse lì ma che tu fossi lontanissimo anni luce con la mente, e poi senza neppure alzare lo sguardo  sei corso via con quel tuo passo rapido e furtivo da volpe … e io sono restata a chiedermi perché…

perché mi sentissi così, piccola e annientata, con quel senso di vertigine come se si fosse aperta una voragine nel pavimento

perché avessi  quel senso di essere stata appena investita da un’intera orchestra sinfonica…

sono rimasta a chiedermi perché avevo camminato incontro a te fino a quel momento, perché avevo viaggiato così a lungo solo per poterti incontrare e subito dopo perderti

e sono rimasta a chiedermi perché se sapevo che quella sarebbe  stata l’unica possibilità che mai più avrei avuto di vederti, non avrei comunque fatto niente per disturbarti, se non ammirarti nel segreto silenzio della mia felicità.

E sì, io ti ero così vicina che avrei potuto sfiorare la tua mano o rubarti un bacio, ma tu Figlio sei corso via con il tuo passo rapido e furtivo di volpe che a me è rimasto il sogno di te… di una volpina blu…

 

I bagni della Regina

I bagni della Regina Giovanna, a pochi chilometri dal centro di Sorrento, costituiscono un luogo di grande incanto naturalistico con una piscina circondata da alti scogli e collegata al mare tramite un arco. Pare che qui la  Regina Giovanna D’Angiò amasse fare il bagno in riservatezza e tranquillità. La storia di questo posto è molto più antica e risale al I sec. a.C. quando su queste rocce sul mare sorgeva la grande villa romana di Pollio Felice, i cui ruderi ne fanno immaginare la passata magnificenza. Nel periodo invernale in essa e nei campi vicino trovano riparo alcuni senzatetto mentre in estate è meta di naturisti.

In alto si gode uno straordinario panorama sul golfo di Napoli tra i colori e i profumi di una rigogliosa macchia mediterranea.

La vista della piscina naturale mi ha lasciato senza fiato per la sua selvaggia bellezza.

Di tutto questo amore (grazie a tutti gli amici che oggi mi sono stati vicini)

Di tutto questo amore

cosa farò?

Io te lo regalo,

Amore,

tutto questo amore è tuo.

Di tutto questo amore

io ne farò umile lampada

per illuminare la tua via,

io ne farò superba stella

perché tu non possa smarrirti,

io ne farò potente faro in tutte le tempeste

che attraverserai,

io ne farò infinito sogno

perché tu non possa mai rinunciare a sperare,

io ne farò semplice poesia

perché ti sorprenda con le piccole cose,

io ne farò nuovo fiore

per farti apprezzare la bellezza della vita,

io ne farò incanto e magia

perché tu possa innamorarti ancora,

io ne farò un ardito ponte

che ti porti ad incontrare altri universi,

di tutto questo amore io ne farò

Amore

dentro al tuo cuore

perché tu un giorno possa

regalarlo al mondo

E le guglie come in una favola…

Il parco dei Sassi di Rocca Malatina appare come d’incanto nelle verdi colline dell’appennino modenese ed è una piacevole passeggiata nel verde, tra coltivi, castagneti, boschi e piccoli borghi medievali. Le guglie di pietra arenaria appaiono d’improvviso come uscite da un libro di favole. La salita dal Borgo dei sassi al monte della croce è molto caratteristica con alcune strette e ardite scale scavate nel vivo della roccia e una piccola ferrata. In 15 minuti di impegnativa ma divertente salita si è in cima, da qui la vista spazia sui vicini innevati monti del Corno alle Scale, monte Cimone e monte Cusna e pare che nei giorni sereni si possa vedere persino il monte Rosa. Qui nidifica anche il falco pellegrino e siamo riusciti a vederlo in volo. Vi sono roverelle, eriche arboree, ginepri e biancospini.

Il parco si raggiunge facilmente da Modena, passando per Vignola e poi fino a Guiglia.

Mi impegno per restare

Le emozioni mi hanno travolto e io non sono riuscita a fermarle.

Ho buttato giu’ i miei pensieri come li avevo dentro. 

Mi impegno per restare.

se non riesco a farlo ora, a scrivere a ognuno di voi, che siete amici splendidi, e’ solo perche’ ora ho troppe emozioni e anche lacrime

per ora vi ringrazio e vi abbraccio tutti con il cuore

e ora vi dico

Grazie Amici,

Voi non siete virtuali 

Voi siete veri!

Voi siete meravigliosi!

Con le vostre anime, le vostre vite, i vostri pensieri, i vostri sorrisi, i vostri cuori

♥♥♥

Antonella

Grazie di cuore, cari amici virtuali

Cari amici virtuali,

grazie per avermi tenuto buona compagnia,

grazie per avermi mostrato amicizia,

grazie per i commenti stupendi che mi regalate.

GRAZIE DI CUORE

Sono stanca.

Credevo che la vita fosse un impegno a dare e qualche volta a ricevere. Soprattutto a dare.

Ma non è così, le esperienze e le delusioni passate mi stanno insegnando che la vita è tutta una perdita, è tutto un lasciare andare…

Sono stanca di scrivere le mie poesie e sono stanca di piangere da sola dietro lo schermo del pc o dietro a un cellulare quando ricevo i vostri graditi e amabilissimi commenti.

Sono stanca del mio dolore.

Ecco io lascio andare.

Lasciar andare sembra essere la vera finalità della nostra vita, io credevo fosse impegnarsi, fosse provarci a dire per sempre, per sempre a un amore, per sempre a un figlio, a un fratello, a un nipote, a un genitore, a un amico. Ho imparato dolorosamente che la Vita è perdita.

lascio andare il lavoro dal quale sarò licenziata

lascio andare l’amore che se ne è andato

lascio andare l’amore invisibile e sprecato

lascio andare il figlio che non è voluto restare

lascio andare il figlio immaginario

lascio andare il mio dolore

lascio andare le mie poesie

lascio andare i miei pensieri

lascio andare le mie notti insonni

lascio andare la mia scrittura

lascio andare me stessa

lascio andare alla deriva e alla sua naturale fine anche il blog, fine che avverrà tra un anno, circa. Lo so c’è ancora tempo, ma preferisco essere onesta con voi e spiegare ciò che avverrà, così siete preparati.

Lo spazio gratuito che WP mi ha reso disponibile gratuitamente si sta esaurendo, tutti i prossimi articoli sono programmati, fino all’esaurimento totale dello spazio, non ci sarà un ioinviaggio2, per cui arriverà un giorno che questo blog finirà come tutti i fatti della vita. Non so ancora se disabiliterò i commenti, per onestà vi informo di questa mia decisione, penso di continuare comunque a seguirvi se sarà vostro desiderio.

Io credevo molto nell’amicizia. Molto.

L’ho molto desiderata, cercata.

Per me l’amicizia è l’immagine di me e una mia amica, a 16 anni, a stare insieme a parlare di tutto o di niente, oppure rimanere in silenzio oppure ridere per un nulla, oppure piangere o trascorrere interi pomeriggi insieme.

Lo so che la vita è tutta diversa.

Ma io vorrei un’amicizia che non sia virtuale, vorrei un amico da guardare in viso con cui sorridere o piangere e magari scambiarci un abbraccio, ma non virtuale che alla fine io piango o rido dietro i tasti di un cellulare o dietro lo schermo di un pc … e così vorrei un figlio vero da accarezzare e da guardare e non uno da immaginare o da sognare…

Lascio andare le lacrime, i sorrisi, le speranze, le stelle… tutto

Infine per salutarvi ( vi saluto ora e non alla fine dello spazio del blog) prendo in prestito questi versi da https://danilocristianrunfolo.wordpress.com/2017/05/10/giocare-col-tempo/

solo chi torna ha capito la strada; perché ciò che torna è appena rinato.”

Ciao e GRAZIE di cuore,

sinceramente

Antonella

Sei andato via

 

Raccoglievo semini di speranza, e pietrine e

sassolini in riva alla mia tenerezza,

e conchiglie e rametti,

e piccole cose e semplici emozioni,

per fartene dono,

ogni pensiero era per te,

e ti mandavo rose e fiori blu,

ed ero felice se tu lo eri,

ed ero triste se tu lo eri

ti mandavo infinito amore

e ti pensavo sempre

ti rispettavo e onoravo, 

e sempre ti ascoltavo

e tu sei andato via … ???

forse ho sbagliato tutto,

forse non ho sbagliato nulla,

mi sarei meritata di vivere un amore come questo

 

e se tu sei andato via

io continuo a sognarti

e a prendermi cura di te…

 

 

e ora buonanotte…

Ogni sera prima di addormentarmi

e ogni mattino al mio risveglio

e ogni momento del giorno

io ti mando onde di bene,

oceani di baci,

inondazioni d’Amore.

Vorrei essere il cuscino su cui appoggi il capo stanco,

vorrei essere la coperta gettata sulle tue ginocchia,

vorrei essere la carezza che ti fa il vento,

vorrei essere i tuoi occhiali da cui mai ti separi,

vorrei essere la mosca che attira la tua attenzione,

vorrei essere i tasti del tuo pianoforte,

vorrei essere un pensiero buono

vorrei essere amore nel tuo cuore

e così buongiorno e buona giornata,

tesoro dolce, e così ora buonanotte e felici sogni…

Il glicine del 1902

Quasi a metà della strada che da Portico di Romagna (FC) conduce a Tredozio siamo andati ad ammirare su consiglio un incredibile glicine, la cui presenza è documentata dal 1902, avente un diametro di 1,75mt.  I proprietari ci hanno accolto con gentilezza e cordialità, mentre erano occupati con scopa e paletta e carriola a raccogliere i numerosi petali che la notte precedente un forte temporale ha fatto cadere.

Lo stupendo esemplare di glicine troneggia nel cortile del piccolo e grazioso borgo di Montalto, offrendo in primavera una grande emozione al cuore per la sua incomparabile bellezza.

 

 

Incontro con Calligrafie d’Anima

Primo incontro di Phlomis con Susanna di https://mutazionidelsilenzio.wordpress.com/ in occasione della mostra  Come la fotografia incontra la scrittura a Morro d’Alba (AN) 7-8 maggio 2016.

Susanna presentava le sue Calligrafie d’Anima.

https://mutazionidelsilenzio.wordpress.com/2016/05/11/calligrafie-danima/

 

Cartoline da Teggiano

Teggiano si trova n ella provincia di Salerno in Campania, ma  è parte della regione storica della Lucania. Il piccolo centro, Patrimonio dell’umanità UNESCO, si trova su un’altura che con una magnifica terrazza domina il Vallo di Diano.

Emozione in giallo

Il colore giallo era caro agli imperatori cinesi e la peonia gialla era simbolo di potere. L’imperatore ordinava di avvolgere i teneri boccioli con sciarpe di seta in filo d’oro con l’intento di tingere il fiore di giallo intenso. Ora ci sono ibridi di peonia di giallo carico mentre il giallo originario era molto tenue e delicato.

Emozione azzurra (Tagore)

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Durante il suo soggiorno a Santiniketan, in India, Tagore era solito guardare dalla sua finestra un arbusto straniero, un rampicante della famiglia delle verbenacee, piantato da un amico inglese, dopo lungo tempo esso fiorì, ecco qui descritta l’emozione azzurra del poeta alla vista di questi fiori:

… un giorno quasi sfacciatamente, l’arbusto produsse innumerevoli grappoli di fiori azzurri.

Quell’azzurro mi procurava una gioia così profonda da farmi trasalire perché mi sembrava quasi che quei fiori incontrati durante la mia passeggiata quotidiana mi chiamassero. Anche il poeta che è in me desiderava parlare con loro, ma senza conoscerne il nome non poteva dar loro il benvenuto. Perciò diedi a quella pianta il nome di Nilmonilota (nilmoni zaffiro, lota rampicante).

La grazia di Falgun (il mese d’inizio della Primavera) con le cavigliere ai piedi

ha fatto tintinnare le cavigliere del Nilmonilota.

Non può sopportare

il peso del silenzio del cielo!

C’è un’ansia infinita in quell’emozione,

in quello spazio, in quell’inondazione d’azzurro:

l’arrivo del Nilmonilota ha riempito il vassoio di fiori.

Il silenzio profondo della terra

ha gettato ombre azzurre sulle montagne lontane,

cercando all’orizzonte

nell’incanto del mezzogiorno l’oggetto del sogno.

L’immenso silenzio che cerca se stesso

nell’azzurro dell’oceano

si è rivelato nel mazzo degli azzurri fiori.

Un mistero impenetrabile si è mostrato

oscillando nel battito sereno del tempo.

Sentendo la speranza vicina

la dolcezza

ha palpitato nel corpo

raccogliendo le parole

nei veli

delle regioni azzurre del cielo.

Nell’azzurro denso e puro,

brillante di gioia,

che trasforma l’invocazione in mazzi

di azzurre gemme,

il linguaggio muto del cuore

ha trovato forza.

Tagore

info su Santineketan e Tagore:

http://whc.unesco.org/en/tentativelists/5495/