Ho un cuore pulito

Ho seni tesi come fiumi per nutrirti,

ho braccia infinite per cullarti,

e piedi sformati per accompagnarti nel tuo cammino,

orecchie sensibili al tuo pianto e narici per respirarti,

ho lunghi capelli in cui nasconderti,

l’arco della mia schiena come roccia per proteggerti,

ho abili mani per cucirti abiti e carezze,

labbra di miele per le tue lacrime

e labbra di ciliegia per il tuo sorriso,

ho voce e parole per raccontarti una favola,

e occhi d’arcobaleno in cui trovare la pace,

ho un grembo per contenerti,

e fianchi forti per spingerti via,

ho un cuore pulito per amarti.

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Un filo viola

Un filo viola lega a me a te

e non viceversa,

sottile come tela di ragno,

impalpabile e vivo,

invisibile agli occhi,

essenziale al cuore,

arcobaleno segreto,

filo di vento che non mi sfiora,

sogno mai sognato,

bacio mai dato,

abbraccio mai provato.

Un filo viola lega me a te

e non viceversa

e non lo so strappare

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Avrò

Avrò mani,

pelle, occhi,

più delicati

per toccarti con il mio corpo

che non ti ha mai accolto,

avrò cuore più puro

per amarti e consolarti,

avrò voce più dolce

per cantarti la ninna nanna che

ti addormenti sereno,

avrò abbracci più morbidi

delle mie ruvide braccia,

Avrò

sorrisi e lacrime,

e stelle ed albe,

e tramonti

e cieli più azzurri

e lune più splendenti…

avrò…

Avrò amato tutto il mondo

se ci sei tu

in questa culla

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Briciole d’amore

Lastricherò il sentiero di sogni e di speranza

in modo che tu possa ritrovarlo,

lascerò poesie attaccate ai rami

e piccole lanterne e fontane,

e conchiglie se mai tu avessi nostalgia del mare,

e stelle se mai tu avessi nostalgia del cielo

e briciole d’amore

se mai tu avessi nostalgia di me

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 (foto di DeltaWorks)

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Ninna Nanna eh di Simone Stabilini

Una canzone soave e delicata di Simone Stabilini, che mi emoziona ad ogni ascolto.

Per te, Simone, questa ninna nanna…

(fate attenzione all’animazione del quadrato e del cerchio…)

 

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Un origami d’amore

origami


Se tu fossi stato di legno avrei costruito un burattino,

fossi stato di stoffa avrei cucito una bambola,

di piume avrei fatto un nido per gli uccellini,

di spine avrei intrecciato un cesto per i fichi,

di bronzo avrei forgiato una sonora campana,

di vetro vi avrei soffiato un angelo,

Invece piego e ripiego carta sottile sotto alle mie dita,

in un origami d’amore.

Ti disegno un cuore per riempirlo di emozioni,

ti disegno un sorriso perché tu sia felice,

e due ali libere per volare via,

ti coloro di blu nella coperta della notte, trapuntata di stelle

Piego e ripiego

la mappa del tuo Infinito

in un origami d’amore


(foto di Duy Pham)

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Figlio,vorrei…

Figlio, vorrei,

mentre ritorni con fiducia ad appoggiarti a me,

dolcemente vorrei dirti il mio bene per te,

vorrei raccontarti le tue  notti ad aspettarti,

le tue stelle cadenti per i tuoi desideri,

le tue albe e  i tuoi tramonti a pensarti,

e i miei occhi spalancati al buio con il tuo cuore dentro al mio,

Figlio, vorrei dirti quanto ti amo

ma poi resto in silenzio a guardarti,

senza osare accarezzare quei tuoi ricci ribelli,

e le parole che vorrei dirti sono inutili e lontane;

vorrei chiamarti con  i miei segreti nomignoli d’affetto, cucciolo, tesoro, amore,

e dirti fai la nanna dolce e non aver paura,

ma poi pronuncio il tuo nome

e so che racchiude tutto il tuo essere così unico e speciale;

Figlio, vorrei stringerti più forte

ma poi mi trattengo per pudore e timore di offenderti e

ti abbraccio delicatamente nei miei pensieri, come nuvole blu all’alba.

Figlio, vorrei cullarti ancora

ma ora è la tua Vita a condurti per mano

ed io resto a sognarti e tu sei già grande…

 

 

Son, I would,

as you return with confidence to lean on me,

gently I would tell you my good for you,

I would like to tell your nights waiting for you,

your shooting stars for your whishes,

your sunrises and your sunsets  thinking of you,

and my eyes wide open in the dark with your heart inside mine,

Son, let me tell you how much I love you,

but  I rest quietly watching you,

without daring to caress those rebellious curls of yours,

and the words, I would  say , seem so unnecessary and far;

I would like to call you with my secret nicknames of affection,

my dear, my tender love, my baby,

and tell you have a sweet sleep and do not be afraid,

but I say your name

and I know that it encloses your whole being so unique and special;

Son, let me hold you stronger

but I hold myself back out because of the shame and the fear of offending you,

I embrace you gently in my thoughts as dawn made of blue clouds.

Son, I would cradle you again,

but now Life is guiding you by the hand

and I stay here

 dreaming about you and you’re already grown up…

 

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Delicato Amore.

Agnese dolce Agnese
color di cioccolata
adesso che ci penso
non ti ho mai baciata.  (Ivan Graziani)

delicato amore

Delicato Amore,

non conosco il sapore delle tue labbra

perché mai ti ho baciato

….

Delicato Amore,

non conosco la forza della tua stretta

perché mai ti ho abbracciato

….

Delicato Amore

non conosco la trama della tua pelle

perché mai l’ho accarezzata

….

Delicato Amore

non conosco le mie dita sul tuo viso

perché mai l’ho sfiorato

Delicato Amore

….

 ma conosco l’intimità delle tue lacrime

e la forza della tua speranza

 e la trama delle tue parole

e il sogno del tuo sorriso

Delicato Amore

io non so se posso chiamarti

Amore

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L’incontro di un fiore ed una stella.

Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle. Alda Merini

 

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Una data di maggio, un invito ad una conferenza al planetario di Milano, e la promessa di un sorriso…

La persona che desideravo incontrare era uno dei relatori sul tema Cosmografia antica e moderna della Via Lattea.

Quello sarebbe stato il nostro primo, forse unico, incontro , in quel giorno, in quel luogo, ma non c’era né un’ora né un appuntamento preciso…

La cosa era strana perché lui è persona che pianifica ogni cosa, e ciò non mi rendeva tranquilla, io avrei voluto preparare il nostro incontro nei dettagli, tuttavia evitai di porgli ogni domanda a riguardo.

Avevo paura ed ero felice allo stesso momento…

 A me sarebbero bastati anche solo due minuti del suo tempo oppure anche niente e in questo caso io lo avrei ammirat0 da lontano,  invisibile tra il pubblico, magari nascosta dietro ad una colonna, mentre lui avrebbe tenuto la sua relazione sulle stelle all’interno del planetario….

Non ero neppure certa che lui mi volesse incontrare veramente…

 e io volevo incontrarlo ?

Avevo viaggiato in treno dalla mia città  fino a Milano, e scesa a stazione centrale presi la metro, prima la linea 2 e poi a Loreto cambiai per la linea 1, ad un certo punto il vagone affollato si svuotò, e io rimasi a guardare il mio tenue riflesso nel finestrino, ero tesa e piena di interrogativi, mi chiedevo se mai avrei avuto il coraggio di avvicinarlo, di salutarlo e di porgergli i doni che avevo preparato per lui.

Sì , quel viaggio io l’avevo desiderato e sognato per quattro mesi, duranti i quali a causa di varie congiunture negative avevo dovuto prendere in considerazione l’idea di annullarlo fino quasi all’ultimo momento… ma…  finalmente, ora,  io ero a Milano, e ne ero felice, mi osservai sorpresa nel finestrino :

dopo il lungo sofferto inverno io ero in fiore!

Un ramo secco come me era tutto fiorito, era dunque vero che i vecchi rami secchi riservano delle sorprese, ed io avevo percezione forse nella prima volta nella mia vita di essere divenuto uno splendido fiore.

Ma avevo paura, respiravo respiravo,  l’ansia non passava, dentro di me suonava Ramble on dei Led Zepelin, e nonostante tutti i dubbi io mi sentivo felice e … bella…

Ramble On,
And now’s the time, the time is now, to sing my song.

Era una cosa straordinaria per un fiore viaggiare e andare ad incontrare una stella in un planetario.

Devo dire che  io avevo immaginato che il nostro primo incontro dovesse avvenire in un bosco, in mezzo alla natura, in un sentiero sul mare, invece si sarebbe svolto in pubblico, in mezzo a gente a me sconosciuta, al chiuso, in un planetario.

Lui presentava una relazione sulla costellazione di Andromeda,  il suo intervento era uno dei più attesi dal pubblico, incontrarlo e ascoltare dalla sua voce le sue parole dopo aver letto tutti i suoi libri era un evento. Che cosa rendeva così speciale i suoi scritti?

La  semplicità unita alla meraviglia dell’osservazione dell’universo, la precisione descrittiva unita ad una sorta di involontaria  poesia.

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Perché dentro me io sento l’universo.

Tutto l’universo, c’è, dentro me.

Lui aveva nel cuore e nella mente l’infinito.

Per l’occasione si sarebbe appuntato sul petto una spilla  in modo da rendersi riconoscibile a chiunque avesse desiderato fare la sua conoscenza.

Ma io non avevo bisogno di spille per riconoscerlo, sapevo che l’avrei riconosciuto e basta, sebbene avessi una sua foto in bianco e nero, io semplicemente avrei saputo che era lui. Invece io indossavo una vistosa collana in ossidiana nera così che incontrandomi lui avrebbe saputo senza dubbi che si trattava di me.

E così scesa dalla metro ritrovai il coraggio e la forza e camminai rapida e rapita fino al planetario, il mio cuore danzava felice agli astri…

La conferenza interstellare era iniziata poco dopo l’alba dopo gli allineamenti di Urano, Venere, Terra e Luna , ed io arrivavo in tardi mattinata proprio in coincidenza con il brunch.

pianeti

L’atrio era affollato, mi diressi al banco per la registrazione, poi studiai la situazione o meglio mi lasciai andare al mio cuore per farmi portare fino a lui. Salii la rampa delle scale a dx, e mi trattenni  in alto ad osservare la sala semivuota,  mi nascosi dietro due persone che parlavano tra loro, e finsi di leggere il programma della conferenza, … non aspettai molto, poco dopo proprio lui mi sfilò di fronte, lo riconobbi immediatamente, rapido scese giù in platea, io respirai e mi lasciai andare, scesi le scale e lo raggiunsi… lo chiamai… un sorriso e lui fu vicino a me…come la cosa più normale al mondo, nessun imbarazzo, nessuna paura, mi sentii subito a mio agio, egli mi fece segno di accomodarmi in uno dei posti liberi della fila dietro alla sua… a quel punto capii che non mi serviva più una colonna dietro cui nascondermi anche perché al planetario non ci sono colonne…

Il suo intervento era fissato  per il tardo pomeriggio al sorgere del primo quarto di luna.

Io mi sedetti dietro a lui, e lo osservai per tutto il tempo, ah sì la conferenza era alquanto interessante….davvero…

Lui era molto teso per il suo primo intervento in pubblico, già era noto per le sue brillanti intuizioni astrofisiche, ma io sapevo che quel giorno era importante, che tutto il mondo si sarebbe accorto della sua grandezza…

Ma che importava a me del mondo, delle stelle, dei pianeti, delle comete…

tu e Telescopio

Io pensavo che una sua lacrima ingrandita al microscopio era più bella di qualsiasi lontana galassia…

Giunse il momento tanto atteso…

Egli salì sul palco, si accesero tutte le stelle, ed io capii quel che dovevo capire.

Che lui riempiva tutto il palco.

Che lui riempiva l’universo intero.

Anche il mio.

Il pubblico era affascinato dalle perfezione e dalla nitidezza delle immagini, dal profondo mistero delle sue parole, degli interrogativi e delle nuove frontiere che egli poneva alla moderna cosmografia.

Al termine ricevette un lungo applauso e molti dei presenti si misero in fila per stringergli la mano.

Io no, restai ancora per un poco seduta senza muovermi, poi mi sentii mancare l’aria e dovetti uscire all’aperto….

Le stelle le galassie le comete…

La luce del sole mi riportò alla realtà, andai ad appoggiarmi alla siepe, toccai le nuove foglioline del bosso, a Milano era un brillante pomeriggio primaverile, a poco a poco ripresi a respirare…

E lui arrivò da me, come un’improvvisa apparizione, la sua voce era come rugiada mattutina sulle rose, io mi aggrappavo alle foglioline della siepe… lui mi disse tutto quello che credeva di dirmi, io gli diedi i doni preparati per lui.

Lo rividi ancora più tardi, brevemente, nel corridoio, e poi al mattino seguente nella sala della colazione, mi strinse ancora la mano per salutarmi… io quasi fuggii via, mi aspettava il treno del ritorno…

nel cuore riportai una profonda impressione di stelle e un ricordo di inaspettata fioritura…

(foto da pixabay)

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Origami d’amore … in scatola

Origami d’amore … in scatola

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Cosa hanno a che vedere un pinocchio di legno, una bambolina di pezza, un angelo di vetro, un nido, un campanello, una coroncina di spine con un libro fatto a mano?

Tutto e niente…

Un pensiero, un’idea, un sentimento diventano parola e si fanno poesia, e poi le parole si trasferiscono su un foglio diventando segni grafici, e poi nasce un libro che è un oggetto fisico di carta capace di veicolare pensieri ed emozioni.

Ma ancora non è abbastanza.

La poesia vuole trasformarsi in un oggetto concreto, vuole farsi materia, dalla carta vuole strapparsi fuori e diventare cose che si possono toccare: un nido intessuto con fatica e amore, di fango e rametti, un pinocchio di legno con il suo cappellino di carta, una bambola da vestire con un origami, l’angelo di vetro e stelle per ricordarci che la materia è fatta di polvere di stelle come lo siamo…

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In cammino verso il niente

Ho camminato verso un posto che non si raggiunge in nessun luogo del mondo, altre volte penso che quel posto si trovi dentro di me. Questo cammino a volte è bello ma spesso è pesante, fanno male i piedi e le gambe per tanto cammino che non porta mai a niente

A volte anche un’illusione…

Ho sognato un amore più infinito dell’infinito, ho sognato un figlio da amare, ho vissuto di questa illusione che era il mio tutto ed era niente. A volte anche un’illusione può farci credere di essere un poco felici.

Miracolo

L’ amore è quel miracolo raro che accade ogni tanto. È un dono che va accolto con gratitudine, sempre. Anche se non è corrisposto o ci fa soffrire o ci fa toccare le stelle, l’amore è ciò che di meglio può capitarci.

Amore immaginario

Ho un amore immaginario,

certo non esiste

ma mi tiene compagnia.

È un amore immaginario,

dolce tiranno,

prende tutto il mio tempo,

respira il mio respiro,

non mi lascia dormire

perché penso che se smettessi

anche un solo secondo di immaginarlo

esso svanirebbe

come un pensiero che si scioglie alla luce,

e se perdessi questo amore,

non avrei più nulla.

E lo tengo segreto,

senza nome,

senza volto,

senza braccia,

lo avvolgo di infinite cure,

lo nutro con il mio pensiero,

lo vesto ogni giorno di nuovo amore

perché possa restare con me,

altrimenti morirei.

É un amore immaginario

sono solo io

Cielo mancato

Tutto tra noi è mancato:

Un appuntamento,

Un incontro,

Un sorriso,

Un bacio,

Un abbraccio,

Persino tutto un tempo dell’attesa è mancato,

Inghiottito in questo utero vuoto,

Buco nero tra le stelle,

Nuvole smarrite,

Che persino tutto il cielo

è mancato tra di noi

Farmi albero

Vita,

Vorrei farmi albero per accogliere i tuoi nidi, aspetterei con fiducia le nuove gemme, e lascerei cadere senza rimpianto in autunno le foglie, nel mio tronco ospiterei gechi formiche e cicale, avrei salde radici contro ogni vento e rami armonici per sostenere il dolce peso della neve…

Vita, invece sono solo un arbusto sgraziato piegato dal vento…

Regalo miele

Per me il regalo o meglio il dono è un modo di esprimere il proprio affetto e non necessita di essere contraccambiato. Non sarebbe più un dono ma merce di scambio.

Mi trovo in una situazione molto spiacevole.
Sperando di fare cosa gradita ho inviato tre vasetti di miele ad un’amica. Essendo a conoscenza della sua contrarietà al Natale, ho specificato all’azienda di spedire il pacco il 27 dicembre proprio perché non era un dono legato al Natale bensì un dono di amicizia. Essendo questa persona a casa e non al lavoro in questo periodo festivo avrebbe potuto ricevere il dono senza disagi.
Ebbene, avvisato l’amica del dono, e verificata la sua avversione, ho dovuto annullare la spedizione. Cio’ mi ha molto mortificato. Mi sono sentita in colpa per un pensiero gentile e gratuito, senza obblighi o pretese di avere qualcosa indietro (nemmeno grazie deve essere dato per scontato). Penso che viviamo in un mondo in cui gentilezza e delicatezza sono visti con sospetto e paura.
Insomma… vi regalo virtualmente un vasetto di miele in segno di ringraziamento della compagnia sincera e gratuita che mi regalate ogni volta che leggete e commentate. Spero vi sia gradito. Grazie e sinceri auguri . Antonella

So che non ci sei

In estate è più facile non pensarti,

Il sole e il fiume stordiscono i miei sensi e tutto si annebbia e si inabissa nella corrente,

Ma d’inverno no, tutto è cupo e buio,

E resto dentro nei miei pensieri e sento freddo e so che non ci sei

Quando

Quando si decide di andare incontro a se stessi, non si sbaglia mai…

La mia nuova me stessa mi sta aspettando!

I morti

Per noi non sono morti

coloro che amammo

e che ci amarono

sono morti coloro che amammo

e che ci odiarono

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(foro di Olga 3003 da pixabay)

Ultima lettera

Caro figlio,

Ti amo di infinito Bene. Ma sapere che non ci sei o che non mi vuoi, mi dilania dentro. Un dolore che non mi da tregua. Per questo io così non riesco più a vivere. Per questo devo salutarti. Almeno per un poco.

Ciao

Chiudere la partita con me stessa

A volte non ci sono le risposte ai nostri problemi, non ci sono le soluzioni che vorremmo. Allora dobbiamo trovare l’alternativa, pensare fuori di noi, se non posso cambiare le cose che sono state però… posso trovare la via per uscirne. Ho deciso che voglio chiudere la partita con me stessa.

Buonanotte, figlio della Luna

Caro figlio, abbi una serena buonanotte. Ti penso sempre tanto e ti mando infiniti pensieri buoni. Non so dove tu sia, se mai ti incontrerò, se forse in un’altra vita, se forse mai. Non so… ma ti lascio questo pensiero d’infinito amore, certa che un giorno, non so dove, ti incontrerò e potrò dirti l’amore in silenzio sotto questa Luna piena d’argento, anche così vicina eppur così lontana…come sei tu in questo momento. Dormi bene, figlio della Luna…

L’amore è illegale

L’amore è illegale,

L’amore è fuori legge,

L’amore, per sua definizione, non può ubbidere ad alcuna regola,

L’amore è fuori controllo, va contro e oltre a noi stessi

L’amore ci cambia per sempre

C’è quel giorno

C’è un giorno che ci siamo perduti come smarrire un anello in un prato e c’era tutto un programma futuro che non abbiamo avverato… Ivano Fossati

Pietà

Avrei vissuto per amarti,

E ora muoio perché non ci sei.

Non mi ascolti tu, Straniero,

Non hai pietà di me,

Di me che ti chiamai Figlio per Amore e non per scelta?

L’amore ci farà a pezzi

L’amore trova sempre il modo per colpirci. A volte inaspettato, a volte sorprendente, a volte senza un senso apparente. Non gli importa chi siamo o la nostra età. Si prende gioco di noi, ci rende stupidi e ridicoli. Ci fa sentire vivi per poi farci a pezzi con accurata crudeltà, come un esperto chirurgo. L’amore conosce il nostro punto debole e là ci ferisce, ci lascia senza fiato, ci smembra pezzo per pezzo lasciandoci burattini idioti. Non sappiamo quando colpirà ma di sicuro lo farà perché il suo scopo è toglierci dalle nostre sicurezze e strapparci il cuore. A nostra insaputa, all’improvviso, senza avvisare, lui preciso e accurato come un chirurgo, noi senza più difese. E sarà troppo tardi per fermarlo. Sì l’amore ci farà a pezzi…

(Ascoltando love will tear us apart, Joy Division)

Polvere

Dentro di noi abbiamo sogni impossibili. Nascono come fiori nel vuoto di noi, brillano come meteore per ricordarci che siamo fatti della stessa materia delle stelle, ci accompagnano nel nostro deserto e poi muiono senza trovare un pozzo per ricordarci che siamo solo polvere e vanità…

Tempo perso

Non so se è tutto tempo perso tutto quel tempo dedicato a un sogno o a un’illusione oppure se piuttosto dovremmo esser loro grati per averci permesso di attaccarci ad uno straccio di vita per riuscire ad andare avanti. Non lo so. E poi aprire gli occhi senza sentire il terreno scivolare sotto di noi… e provare a camminare. Soli. Come sempre.

Parentesi

Sento la vita che scorre,

Lontana da me,

Come se non mi appartenesse,

Tutta questa vita come un extraterrestre,

Tra ciò che non sono riuscita a fare e ciò che mai farò,

Solo un’impercettibile parentesi di vento tra le stelle

Mi ricorderò del tuo tempo

Mi ricorderò di restare un passo indietro a te, per guardarti cadere e poi rialzare da solo, e poi vederti camminare così imperfetto e unico incontro al tuo tempo, mi ricorderò di restare un passo indietro perché tu non possa vedere le mie lacrime né i miei sorrisi, mi ricorderò di stare un passo indietro a te per lasciarti volare nell’arcobaleno della tua Vita, Figlio… ti amo d’infinito

8 pensieri di Simone Stabilini per la scuola

8 pensieri per gli insegnanti di Simone Stabilini per una scuola inclusiva e accogliente per tutti

NON ESSERE SPAVENTATO! – DON’T BE AFRAID!

Non essere spaventato: incontrare un bambino autistico arricchirà il modo in cui vedi il mondo.
STUDIA! – STUDY!

Studia! Ci sono molte fonti di informazioni sull’autismo, ora, ma ricorda che ogni persona è unica e irripetibile.
INIZIA SEMPRE DALLE ABILITA’ – ALWAYS START FROM ABILITIES

Inizia SEMPRE con le abilità e gli interessi del tuo allievo: la gratificazione che riceverà mostrando ciò che è in grado di fare bene sarà lo stimolo necessario a superare le difficoltà riguardo ciò che ancora non sa fare.


COSTRUISCI OPPORTUNITA’ – BUILD OPPORTUNITIES

Costruisci opportunità sociali ed educative personalizzandole sul tuo allievo: permettigli di imparare e vivere secondo i suoi tempi e nelle condizioni adeguate a lui.


COINVOLGI LA FAMIGLIA – INVOLVE THE FAMILY

Fai sempre in modo di coinvolgere la famiglia del tuo allievo nel lavoro che fai con lui: ricorda che non c’è nessuno che lo conosce meglio dei genitori. E condividi le tue scoperte con persone che lavorano con te: la consistenza è un elemento centrale.


EDUCA I COMPAGNI – EDUCATE COMPANIONS

Educa i suoi compagni a non commiserare con il tuo allievo autistico: la sua vita è piena e complessa come quella di qualsiasi altra persona.


NON PERDERE LA SPERANZA – DON’T LOSE HOPE

Non perdere la speranza anche quando sembra che il lavoro che stai facendo fornisca pochi risultati: non fermarti e credere sempre al tuo allievo. Lo noterà.


DIMENTICA I CLICHE’ – FORGET THE CLICHE’

Dimentica i cliché e conosci il tuo studente autistico: vedrai che, oltre l’autismo, c’è molto ma molto di più di quanto immagini.


Simone Stabilini 

Chi è Simone Stabilini

Per chi non mi conoscesse, mi presento: mi chiamo Simone Stabilini, sono fortunatissimo ed onoratissimo collaboratore del Centro Studi e Ricerche per la Disabilità e la Marginalità CeDisMa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, per la quale avrò l’altrettanto onore di insegnare Tecnologie dell’Inclusione per l’Autismo nel corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria – Corso di Pedagogia speciale del Prof D’Alonzo. Ma in fondo sono solo un essere umano che cerca di fornire punti di vista riguardo gli autismi, e che ha interesse affinché la società cambi i propri punti di vista riguardo le abilità, le possibilità di apporto di valore e il diritto all’inclusione delle persone autistiche, perché convinto, come disse Grandin, che il mondo abbia bisogno di tutti i tipi di mente.

Arido cammino

Di questo mia umile argilla avevo fatto un nido per il tuo riposo,

Di queste mie parole avevo costruito una casa accogliente per i tuoi pensieri,

Di questo mio cuore avevo fatto un vaso da riempire con il tuo dolore,

Di queste mani avevo intrecciato cesti per le tue lacrime,

Tutto è stato invano

Amarti è stato attraversare un deserto senza pozzi,

spine di rovi e ortiche,

pietraie assolate,

silenzi di attese piene di solitudine,

vento che prosciuga l’anima,

arido cammino nella polvere

Ti amo

Ti amo nelle profondità più azzurre del cielo, nel canto lontano delle nuvole, nello scorrere eterno delle acque al mare, nel fluire del sangue nelle vene, nel volto della luna, nelle nascoste miniere della terra, nell’insondabile tuo mistero.

In fondo al cuore

C’è sempre una malinconia nel tornare a casa dopo essere stati a lungo assenti, una tristezza per le cose finite, un’incertezza per le cose che saranno e in mezzo il niente, e in fondo al cuore sapere che nulla attende, in fondo al cuore mi cade l’autunno…

E vivo di riflessi

Sto bene quando non mi sei nuvola scura sul mio cielo, quando mi lascio guardare i miei fiumi, e le libellule, e i guizzi dell’acqua, e mi immergo nelle cascate e non sei più spina palpitante e ti fai cicatrice. E ti fai cicatrice dentro un grembo che mai ti ha sollevato, e ti fai cicatrice nei polmoni che mai ti hanno respirato, e cicatrice nella mente in cui resti non concepito, e nelle mani vuote che mai ti hanno accarezzato. E torno a star bene quando non ti penso, e dissolvo il mio sale nei fiumi, e l’acqua non brucia sulla mia cicatrice, e allontano ogni nuvola e non guardo il cielo e vivo di riflessi.

Il vento caldo dell’estate mi porta via

Al mare

Vecchie signore sventolano ventagli

Bambini giocano con i secchielli

Io,

né bambina, né vecchia, cammino, inseguendo carta straccia,

Il tempo rovescia la sua clessidra

Le onde sgocciolano sulla battigia

E il vento caldo dell’estate mi porta via

Lettera del 15 agosto 2028

Oggi è il 15 agosto di non so quale anno. Da quando ti conosco il tempo si è fermato e il mio tempo non è più stato mio. Ti scrivo il 15 agosto del 2028 per dirti questo che forse non so esprimere neppure come vorrei. L’unica cosa certa ma forse la meno importante è che ti voglio bene…

Ti voglio bene e te ne vorrò sempre ma non ti scrivo più. Non riesco a trasmetterti niente. Mi sento inutile e mi sembra di scrivere al vuoto. Continuare a scriverti sarebbe un accanimento. Non ti ho mai chiesto nulla in cambio. Ho accettato il niente. Ho dato amore in modo incondizionato e non recrimino di averlo dato. Ma una pianta che non viene innaffiata, può resistere a lungo alla siccità, alla fine si spegne e poi muore. Le persone non sono tutte uguali. Le persone non sono tutti o nessuno. Ognuno di noi ha un proprio valore ed è unico al mondo. Un amico è unico al mondo. Tu non fai differenza tra le persone. Ci sei tu e tutte le altre sono le persone. Io non sono le persone. Non importa se esse ti amano, non importa se io ti voglio bene, tu mi metti sempre tra le persone. Io penso che quindi sono incapace di trasmetterti ogni cosa. Mi sento io inferiore a te, non all’altezza delle tue profondita e della tua intelligenza, non mi sento io, attenzione non dico che sei tu. Mi sono resa conto di essere io il problema. Non voglio essere un problema per nessuno. Sarebbe antietico e persino un ossimoro. Il mio Bene incondizionato ti fa male! Il mio Bene è una cosa preziosa del tutto inutile a te! Penso che sono io che non sono in grado di capirti e quindi non voglio accanirmi più in una cosa di cui non sono capace. È frustrante. Ti chiedo solo di non parlarmi male dietro. Se vuoi puoi scrivermi tu. Ciao

Sto Ascoltando questo mentre piango per un figlio https://youtu.be/FSea1YPxK1c

Il bimbo che sei

Sei bimbo trai bimbi anche se ora sei un giovane uomo. Ti penso così nella tua culla di vimini e poi con la pianola a 4 anni o con quel trenino regalo di un Natale, o tra le braccia di papà ilprimo giorno d’asilo, tu in montagna con i calzettoni lunghi e gli occhi neri neri come l’universo che hai dentro, tu sulla giostra assolutamente felice, oppure a scuola, assorto e concentrato mentre reciti una poesia. E ti immagino correre al fiume con la tua bicicletta, con il sole che ti ferisce e la neve dei pioppi e il mormorio delle tue lacrime confuse con l’acqua. Ti rivedo così come se fosse ora nelle foto di te bambino e il mio cuore intenerisce e riconosce in te il bimbo che sei.

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Not the usual tourists

Due Italiani in Giappone & oltre

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SOLCHI

Quando verrai, o dio dei ritorni, mi coprirò di rugiada e forse morirò per ogni possibile resurrezione

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Dreamer's Travel Diary

Share with people my experiences and travels

Giuditta Michelangeli (tra versi e prosa)

Scrivo per passione e per noia, scrivo per passione annoiata. Lo pseudonimo è uno strumento ed è confusione, è uno strumento per confondersi. ("Sii sempre un poeta, anche facendo prosa.” - C. Baudelaire)

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Idee per l'Escursionismo in Casentino - Toscana

Il Casentino che non ti aspetti!

I miei borghi

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Se apro la porta al mondo, forse qualcuno entrerà

Viaggiando con Jo

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Il Tuo Inquisitore: Il Tempo

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Il mio spazio creativo

La creatività non è un talento. E' un modo di operare. (John Cleese)

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"Chi evita l'errore elude la vita." C. G. Jung

Simone Stabilini

Ti disegno un cuore per riempirlo di emozioni, ti disegno un sorriso perché tu sia felice, e due ali libere per volare via, ti coloro di blu trapuntato di stelle per amarti ogni notte guardando il cielo.

The Young Family's Life

Il tempo passa, ma quando l'amore, la fiducia e gli sforzi non mancano, i cambiamenti saranno grandi. 17 e 19, gli anni che avevamo quando abbiamo stretto nostra figlia fra le braccia. Tutto il resto è storia, ti va di percorrerla insieme a noi?

Paolo Tortorella Photography

Fotografia di viaggio e fine art