Poesie per un Figlio che non mi ha voluto.

 

Poesie per un Figlio che non mi ha voluto.

(una raccolta di mie poesie dedicate ad un Figlio)

Premessa:

La mia verità.

Non ho avuto figli.

Nessun figlio ha scelto di venire a stare con me.

Così è stato.

Ho cercato di farmi madre per un amico. Non mi ha capito, non mi ha voluto.

Così è stato.

Non sono madre di niente.

Queste sono le poesie che ho scritto per un figlio sognato e immaginato come l’amico segreto che ci inventiamo da bambini.

Se la realtà non mi piaceva ho creato un sogno d’amare, forse per soffrire meno, per ingannare la mia mente e tenere il mio cuore occupato.

Questo Figlio è stato il mio Segreto cullato e onorato.

Per lui queste poesie.

Né il figlio che non ho avuto, né l’amico che non mi ha voluto leggeranno questi versi.

 

Un viaggio nuovo e diverso

Figlio, per te ho fatto un viaggio nuovo e diverso:

sono andata alle radici di me stessa

per ritrovare la fonte della  mia tenerezza

e la sorgente più pura della mia compassione,

per te, Figlio.

 

Figlio, vorrei,

Figlio, vorrei,

mentre ritorni con fiducia ad appoggiarti a me,

dolcemente vorrei dirti il mio bene per te,

vorrei raccontarti le tue  notti ad aspettarti,

le tue stelle cadenti per i tuoi desideri,

le tue albe e  i tuoi tramonti a pensarti,

e i miei occhi spalancati al buio con il tuo cuore dentro al mio,

Figlio, vorrei dirti quanto ti amo

ma poi resto in silenzio a guardarti,

senza osare accarezzare quei tuoi ricci ribelli,

e le parole che vorrei dirti sono inutili e lontane;

vorrei chiamarti con  i miei segreti nomignoli d’affetto, cucciolo, tesoro, amore,

e dirti fai la nanna dolce e non aver paura,

ma poi pronuncio il tuo nome

e so che racchiude tutto il tuo essere così unico e speciale;

Figlio, vorrei stringerti più forte

ma poi mi trattengo per pudore e timore di offenderti e

ti abbraccio delicatamente nei miei pensieri, come nuvole blu all’alba.

Figlio, vorrei cullarti ancora

ma ora è la tua Vita a condurti per mano

ed io resto a sognarti e tu sei già grande…

 

Volevo soltanto

Volevo soltanto qualcuno a cui pensare ogni momento della mia vita, al mattino andando al lavoro e ritorno, la notte in tutti i miei sogni, o a Natale quando la solitudine mi si stringe addosso come un cappotto troppo pesante volevo avere qualcuno a cui inviare un tenero pensiero e per il quale segretamente sorridere di viva gioia.

Volevo soltanto qualcuno a cui stare vicino nei passi offerti dalla sua Vita, qualcuno da vedere crescere e per il quale sentirmi felice.

Volevo soltanto qualcuno di cui prendermi cura con delicatezza e aprire le sue ali a quei silenzi impenetrabili, asciugare le sue lacrime inconsolabili, sollevarlo dalle sue inspiegabili paure, lasciarlo andare per vederlo fiorire e generare altro amore.

Tutto è accaduto troppo in fretta ed io non ho avuto modo di imparare.

Ho avuto il tempo del sogno per attenderlo e amarlo, ora ho il tempo dell’oblio per dimenticare di averlo tanto amato.

Volevo soltanto un pensiero da curare, rispettare, onorare e amare.

Volevo soltanto un figlio come te.

 

 

(Eppure questa è una delle prime poesie che ho scritto per te … Buonanotte tenero gentile Figlio… e fai buon Viaggio ed io penserò a te…)

Buonanotte

anche se so che non dormirai,

buon viaggio per domani

e il mio pensiero ti accompagnerà,

io sarò il piccolo sbuffo di nuvola nel cielo

che ti seguirà,

o la coccinella su un fiore,

il tuo splendido fiore:

ogni tuo sorriso io sorriderò,

ogni tua lacrima io asciugherò

e ne farò un diamante,

ogni tua emozione sarà la cascata

a cui attingerò acqua purissima,

ogni tuo ricordo sarà un geode prezioso

che io conserverò,

buonanotte anche se so che non dormirai

buonanotte di quieta veglia

buonanotte come una luce accesa alla finestra

che mai si spegne,

buonanotte che è già quasi viaggio.

Vorrei essere il tuo angelo

Vorrei essere l’angelo del tuo sorriso

per tenerlo sempre acceso,

l’angelo della tua stella quando dimentichi la Luce,

l’angelo della tua notte per tenerti addormentato tra le braccia,

l’angelo della tua veglia per attendere che la speranza ritorni,

l’angelo del tuo dolore per sostenerti,

l’angelo della tua gioia per farla risuonare nel creato,

l’angelo della tua morte per donarti la quiete.

Non so dove sei.

Non so dove sei, Figlio

non so se avresti imparato a suonare il pianoforte,

non so di che colore sarebbero stati i tuoi occhi,

non so se la tua voce mi avrebbe fatto commuovere,

non so se guardandoti avrei pianto di tenerezza,

non se sarei stata orgogliosa

al tuo primo passo o al tuo primo amore.

Figlio, ti penso anche se non ci sei

ti aspetto anche se non potrai arrivare,

ti onoro e ti rispetto anche se non sei presente:

certe assenze sono destinate a rimanere sempre con noi,

impalpabili presenze a cui non si può sfuggire

sempre ci ricordano ciò che non siamo,

ciò che non abbiamo,

sempre ci inchiodano alla croce

di ciò che non saremo,

ciò che non avremo,

fino alla fine.

Figlio, non ci sei.

 

Andata e ritorno fino alla luna

Prendimi per mano andata e ritorno fino alla luna, a piedi,

guida i miei passi insieme a te:

un raggio di luna si è posato tra i tuoi capelli,

io ti seguo,

tu non perdermi.

Raccontami in silenzio una storia senza parole, senza parlare,

perché mi possa addormentare serena,

sfiorami con la carezza del tuo sorriso

perché ti possa ricordare,

abbracciami senza toccarmi come un’ombra gentile

perché possa sognarti.

Prendi il mio cuore andata e ritorno fino alla luna, a piedi,

e non lasciarmi cadere

io non ti lascio cadere

le stelle sempre accese danzano intorno a noi

e quando la luna sarà spenta e invisibile

ti amerò con l’argento della tenerezza.

 

 Mio figlio non esiste.

Mio figlio è una piccola volpe spaventata

a volte morde la mia mano che si avvicina

a volte esplode in rabbia o in pianto,

non sa quanto gli voglio bene;

mio figlio è una piccola volpe triste

quando non si sente accettata,

non sa che non è mai solo

perché è sempre nei miei pensieri;

mio figlio è una piccola volpe libera e felice,

corre nel bosco, amando la vita,

non sa che io lo ammiro;

mio figlio è una piccola volpe innamorata

che aggiunge bellezza al mondo,

di notte la luna lo avvolge come una madre,

non sa che è la mia carezza;

mio figlio ha zampe magre di volpe,

non ha imparato ad abbracciare,

non sa che io l’abbraccio con le parole;

mio figlio ha muso di volpe

e non ha imparato a sorridere,

non sa che io sento il suo sorriso;

mio figlio ha un cuore di volpe

_mio figlio non esiste_

è solo un sogno che la luna pietosa mi ha donato,

non sa che per lui io scrivo poesie.

Ti amo più forte

Figlio, ti amo più forte

contro la mia ragione, contro le mie convinzioni,

contro me stessa:te le dico

nella carezza rubata mentre dormi,

nel bacio che mi neghi per capriccio,

quando piangente ti abbraccio e non so consolarti,

te le dico in un sorriso quando tieni il broncio,

te le dico cucinando il tuo piatto preferito quando non vuoi mangiare,

te lo dico nel silenzio quando rifiuti di parlarmi,

quando ti sento piangere dietro a quella porta e non ho il coraggio di avvicinarmi,

quando ti osservo di nascosto provare la tua nuova bicicletta

e devo trattenermi dal dirti di stare attento,

quando mi vorresti vicina e io non riesco a stare al tuo passo,

quando non posso dirti quanto ti amo

nell’abbraccio o nella carezza o nel bacio che non vuoi…

e dico parole senza senso e faccio errori

e tu mi ferisci allontanandomi.

Figlio,ti amo forte

contro ogni ragione, contro ogni logica

contro quello che sono,

e vorrei essere perfetta per te

e vorrei essere più forte

della mia paura di sbagliare,

della mia paura di non sapere come fare,

della mia paura di deluderti e di perderti.

Figlio, voglio amarti più forte.

 

 Fuori posto

Vorrei una casa dove ogni cosa fosse al suo posto

e nessuna cosa si sentisse inutile:

il cane che scodinzola alla porta,

un figlio che gioca nella stanza vuota,

il pettirosso che mangia le briciole sul davanzale

mentre il gatto, attento, lo guarda,

la neve sull’ulivo morto,

le stelle sul cuore,

le mie mani, silenziose,

sui capelli di un figlio,

i suoi sogni da far volare,

le sue lacrime da consolare,

i suoi passi da seguire

Vorrei una casa con ogni cosa al suo posto…

ma io sono fuori posto…

 

Proibito colore blu

Il mio amore per te si veste di un solo colore proibito

è il colore blu,

io non riesco a vedere gli altri colori,

so che il mondo è fatto di colori,

io non riesco a vedere l’arcobaleno lassù in alto,

sento il cuore pesante e oppresso

il mio cuore si veste di un solo colore,

e io sono folle d’amore per questo colore,

mi toglie il respiro,

mi annienta i pensieri,

non mi fa vedere il blu del cielo,

il colore blu occupa tutto il mio cuore,

io piango perché non so che fare,

tutto ciò è troppo grande,

sentire il cuore di colore blu,

tutto ciò è troppo forte,

tutto ciò mi sovrasta,

io ho pregato per avere la forza

di trasformare questa oppressione

in amore per il blu dell’universo.

Madre Infinita,

blu è il tuo mantello,

blu è il tuo amore,

blu la tua tenerezza,

blu il tuo dolore,

tu, Madre Infinita,

io,  madre di nulla,

ho blu il mio cuore

e lo stringo forte

per tingerlo del rosso del mio amore.

 

Silenzi e parole

Avremmo semplicemente camminato insieme,

complementari,

io madre e tu figlio,

io figlio e tu madre,

io rispettando i tuoi silenzi,

tu rispettando le mie parole,

che le parole vestono i silenzi

e i silenzi colmano le parole,

avremmo semplicemente camminato insieme,

riversandoci l’un con l’altro,

riempiendo i nostri vuoti e i nostri pieni,

complementari i tuoi silenzi e le mie parole.

 

Maternità

Io e te eravamo celati segreti,

e segreti rivelati solo a noi stessi,

io ero il tuo segreto e tu il mio,

io ero con te,

e tu eri con me,

attesi nove mesi per darti al mondo,

o forse furono molti anni,

un giorno vidi il tuo viso a pieno sole,

fu allora che tu mi partoristi al tuo mondo

Eternità

Dopo la pioggia torna

la notte dolcemente a parlarmi,

forse di te, forse di me,

forse di noi,

ascolto due gocce

dialogare libere d’eternità

 

Doppia goccia d’acqua- doppia goccia di pensiero

Vorrei scriverti una poesia

per dirti quanto ti penso

mentre sta piovendo

ora piano ora forte

l’intensità non cambia

quando ogni goccia risuona nel mio cuore

io penso alle tue lacrime,

io penso a te che permetti alla pioggia di bagnarti

ed io vorrei essere quella pioggia.

Le nubi nere corrono in cielo e inizia a piovere d’un tratto

e I pioppi si inchinano e poi risalgono

e io ascolto la mia musica dentro di me

e mi sento libero per un istante.

Lascio il mondo fuori di me, per un istante.

Per un istante non mi schiaccia.

e poi salgo ad asciugarmi dalla pioggia, accidenti.

Ma non fa niente. Poter sentire le gocce una a una

è stata una grande libertà.”

Basta una sola goccia di pensiero –

basta una sola goccia di pioggia-

Vorrei spiegarti

quel senso di attesa che finisca il temporale

senza portarmi distruzione,

quel senso di speranza d’eterno

senza causarmi perdita,

quel senso di sospensione tra il tuo silenzio e il tuo ritorno

senza farmi spavento che tu non torni più

io penso

a te

mentre le tue lacrime si mescolano alla pioggia

e ti domandi qual è il tuo senso.

e guardi il cielo di velluto lontano

e sei sicuro che stelle e luna ci sono sempre

anche se assenti o invisibili

io ti domando

se basta una goccia di pioggia

a superare ogni distanza

ogni differenza

tu rispondi

Dipende la distanza fra cosa.
Fra due atomi basta una molecola.
Se guardiamo l’uomo rispetto all’universo, è un atomo.
Quindi basta proprio poco.
Basta una goccia di pensiero.”

io ti penso

io ti vedo

ti ricreo con la forza di una goccia d’acqua

come cielo che si specchia nelle pozzanghere

ti disegno un volto puro

e un cuore intatto

accendo le tue labbra di sorrisi

illumino i tuoi occhi

e annullo il pianto.

Ma è solo un illusione

una sola goccia non può-

Forse una doppia goccia di pioggia,

forse una doppia goccia di pensiero-

Diluvio universale

la notte rovesciava pioggia su pioggia

per riempire distanze terrene

altrimenti incolmabili

Come spiegare?

Come spiegare le poesie ad una mente razionale?

Come spiegare le emozioni ad un cuore spaventato?

Come spiegare che i numeri sono colorati al poeta che conosce solo le parole?

Come spiegare cosa succede quando due persone si prendono per mano?

Come spiegare come si sta quando stai piangendo e qualcuno ti abbraccia?

Come spiegare che si piange anche di gioia?

Come spiegare la magia di due anime che si incontrano?

Come spiegare che il due è bianco, l’otto è blu, il sette viola e il 4 un azzurro turchese?

Come spiegare l’amore che sboccia come un fiore prepotente e tagliente?

Come spiegare

???

Figlio non ci sei

Non so dove sei, Figlio

non so se avresti imparato a suonare il pianoforte,

non so di che colore sarebbero stati i tuoi occhi,

non so se la tua voce mi avrebbe fatto commuovere,

non so se guardandoti avrei pianto di tenerezza,

non se sarei stata orgogliosa

al tuo primo passo o al tuo primo amore,

figlio, non so dove sei,

non ci sei,

ti penso anche se non ci sei

ti aspetto anche se non potrai arrivare,

ti onoro e ti rispetto anche se non sei presente

certe assenze sono destinate a rimanere sempre con noi,

impalpabili presenze a cui non si può sfuggire

sempre ci ricordano ciò che non siamo,

ciò che non abbiamo,

sempre ci inchiodano alla croce

di ciò che non saremo,

ciò che non avremo,

fino alla fine.

Figlio, non ci sei.

Cuore di Volpe

Mio figlio è una piccola volpe spaventata

a volte morde la mia mano che si avvicina

a volte esplode in rabbia o in pianto,

non sa quanto gli voglio bene;

mio figlio è una piccola volpe triste

quando non si sente accettata,

non sa che non è mai solo

perché è sempre nei miei pensieri;

mio figlio è una piccola volpe libera e felice,

corre nel bosco, amando la vita,

non sa che io lo ammiro;

mio figlio è una piccola volpe innamorata

che aggiunge bellezza al mondo,

di notte la luna lo avvolge come una madre,

non sa che è la mia carezza;

mio figlio ha zampe magre di volpe,

non ha imparato ad abbracciare,

non sa che io l’abbraccio con le parole;

mio figlio ha muso di volpe

e non ha imparato a sorridere,

non sa che io sento il suo sorriso;

mio figlio ha un cuore di volpe,

mio figlio non esiste,

è un sogno che la luna pietosa mi ha donato,

non sa che per lui io scrivo poesie

Un fiore prepotente

Da argilla desiderai farmi vaso

e raccogliere terra per una radice,

farsi vaso presuppone il fermarsi,

e io che avevo sempre avuto una naturale propensione per il viaggio,

mi fermai per diventare vaso.

Incontrai un fiore strappato

le radici nude, sofferenti,

ne ebbi compassione,

lo raccolsi, mi feci vaso per lui.

Il fiore si rianimò,

ed io presi ad amarlo di tenerezza,

a pensarlo curarlo e a coltivarlo,

ma ben presto egli si fece forte

ed ebbe il sopravvento su di me.

Infilò il suo fittone fin dentro al mio cuore,

vi si conficcò ben saldo,

ed iniziò a succhiare avido

via tutto il sangue,

prosciugò il mio cuore,

fece arido deserto dell’amore.

Infine il fiore prepotente ebbe abbastanza energia

per sradicarsi dal cuore che lo aveva accolto,

con tutta la terra insieme

riuscì a strappare via il cuore dal mio petto.

Il fiore crebbe divenne un albero,

come il baobab del piccolo principe,

tra le sue radici ben stretto

tenne il mio cuore macilento.

Non avevo più un cuore,

ero diventato sì un vaso,

un vaso vuoto,

senza terra, senza storia,

senza tempo,senza viaggio.

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Se ci fosse

Se ci fosse un’altra via o un’altra vita

che mi portasse da te, ad incontrare te,

stai sicuro che io la seguirei,

ma forse non c’è

forse non qui,

forse non in questo cuore,

vita e via non conducono da nessuna parte

(ma se un giorno dovessimo ritrovarci tra le nuvole o tra le pieghe dell’anima … ecco come ci incontreremo:)

 Ci incontreremo Figlio

Ci incontreremo di passaggio

in un sentiero di montagna

tra cielo e mare

e il saluto che ci scambieremo

sarà sincero e leale

sarà il buongiorno

tra gente che cammina

ci scambieremo

la gioia del cammino

e guarderemo insieme

lo spettacolo del mondo

non diremo una parola

che di parole non avremo bisogno

non ci toccheremo

che ogni distanza sarà superata

staremo accanto in silenzio

e ci annulleremo

nel mare del mondo

spezzeremo il pane

sapendo che altro nutrimento è per noi

berremo questo nettare d’Amore,

fino in fondo,

io e tu, Figlio.

 

Io ti amo comunque.

Mio fiore ,

mio gentile fiore,

mio delicato fiore,

mio profumato fiore,

io ti amo,

sia che tu sia

un libero fiore di prugno,

o una sofisticata orchidea

o una tenera rosa,

io ti amo,

mio crudele fiore,

fiore del mai più,

fiore fatto di spine,

spine selvatiche,

non addomesticate,

appuntate sul mio cuore,

fiore del mai più,

io ti amo, comunque.

(E se qualche volta sei spina resti sempre Amore:)

Delicato Amore

Delicato Amore,

non conosco il sapore delle tue labbra

perché mai ti ho baciato

.

Delicato Amore,

non conosco la forza della tua stretta

perché mai ti ho abbracciato

.

Delicato Amore

non conosco la trama della tua pelle

perché mai l’ho accarezzata

.

Delicato Amore

non conosco le mie dita sul tuo viso

perché mai l’ho sfiorato

Delicato Amore

.

 ma conosco l’intimità delle tue lacrime

e la forza della tua speranza

 e la trama delle tue parole

e il sogno del tuo sorriso

Delicato Amore

io non so se posso chiamarti

Amore

Incontro con Gianmarco

Dopo molti anni che non ci vedevamo lo scorso 24 luglio ho incontrato mio zio Fausto, sua moglie Luiza e il loro figlio Gianmarco.

Mio cugino è disabile grave non vedente, eppure i suoi occhi sono magnifici e il suo sorriso e la sua felicità contagiose.

Certo i suoi genitori si occupano di lui a tempo pieno, giorno e notte, con un amore, una dedizione e un sorriso che mai vengono a meno.

Gianmarco ama molto andare in stazione e sentire i treni passare e anche salirvi e fare piccoli tragitti in treno. E così dopo il pranzo di festa per esserci ritrovati, siamo andati insieme alla stazione a gioire insieme a Gianmarco. Al solo sentire le parole treno e stazione Gianmarco si illumina e scoppia in un riso vero di pura gioia. La sua felicità è fatta di tante altre piccole cose…per esempio le parole affettuose di mamma e papà, la musica che ascolta con le cuffie, il rombo di un aereo, la gratella di un tombino su cui passa sopra con la carrozzina…

La felicità di Gianmarco è semplice e pura e fa stare bene chi gli è vicino, è contagiosa, restituisce il valore autentico della Vita, semplice pura e viva come lui a dispetto della sua grave disabilità. Gianmarco è un autentico Maestro di Vita.

Mio zio racconta:

“Frequento la scuola di Vita di mio figlio Gianmarco da 18 anni e sono ancora all’abc. Io non finisco mai di imparare da Gianmarco. Vado alla stazione quasi tutti i giorni e comincio a godere con lui del treno, delle botole, delle “graticole” (per strada). Lui percepisce quando entriamo nel sottopassaggio e sa già che io farò il verso del treno a tutto volume, incurante dei passanti, i quali sorridono, sorridono…

Mi fermo in sosta quando sento un uccellino che canta e lo invito, a gran voce, a cantare ancora per Gianmarco. I cani, poi, vengono invitati ad abbaiare delicatamente…

E poi c’è l’orchestra del mare. Rimaniamo a lungo ad ascoltarla, applaudirla, viverla con tutti i pori del corpo e dell’anima.

Ieri sono andato in treno con Gianmarco da Senigallia fino a Pesaro.

Non stava nella pelle… dovevi vederlo per sentire le sue vibrazioni di gioia e piena felicità. Forse può bastare un viaggio in treno per sentirsi vivi, felici?

Quando stai insieme a Gianmarco  mi passa tutto, ogni turbamento, ogni sofferenza, ogni dolore, tutto, perché mi costringe ad essere felice per trasmettergli felicità, anzi, è una simbiosi: lui trasmette a me ed io a lui. Vedrai, provare per credere.

Anche stasera siamo andati alla stazione… ormai piace anche a me:

movimento, vita, correre dietro a un sogno che viaggia senza fine… come il treno della Vita!”

(nella foto Fausto Gianmarco Phlomis )

gianmarco

Figlio,vorrei…


Figlio, vorrei,

mentre ritorni con fiducia ad appoggiarti a me,

dolcemente vorrei dirti il mio bene per te,

vorrei raccontarti le tue  notti ad aspettarti,

le tue stelle cadenti per i tuoi desideri,

le tue albe e  i tuoi tramonti a pensarti,

e i miei occhi spalancati al buio con il tuo cuore dentro al mio,

Figlio, vorrei dirti quanto ti amo

ma poi resto in silenzio a guardarti,

senza osare accarezzare quei tuoi ricci ribelli,

e le parole che vorrei dirti sono inutili e lontane;

vorrei chiamarti con  i miei segreti nomignoli d’affetto, cucciolo, tesoro, amore,

e dirti fai la nanna dolce e non aver paura,

ma poi pronuncio il tuo nome

e so che racchiude tutto il tuo essere così unico e speciale;

Figlio, vorrei stringerti più forte

ma poi mi trattengo per pudore e timore di offenderti e

ti abbraccio delicatamente nei miei pensieri, come nuvole blu all’alba.

Figlio, vorrei cullarti ancora

ma ora è la tua Vita a condurti per mano

ed io resto a sognarti e tu sei già grande…

(dedicata ad una Volpina blu)

 

Son, I would,

as you return with confidence to lean on me,

gently I would tell you my good for you,

I would like to tell your nights waiting for you,

your shooting stars for your whishes,

your sunrises and your sunsets  thinking of you,

and my eyes wide open in the dark with your heart inside mine,

Son, let me tell you how much I love you,

but  I rest quietly watching you,

without daring to caress those rebellious curls of yours,

and the words, I would  say , seem so unnecessary and far;

I would like to call you with my secret nicknames of affection,

my dear, my tender love, my baby,

and tell you have a sweet sleep and do not be afraid,

but I say your name

and I know that it encloses your whole being so unique and special;

Son, let me hold you stronger

but I hold myself back out because of the shame and the fear of offending you,

I embrace you gently in my thoughts as dawn made of blue clouds.

Son, I would cradle you again,

but now Life is guiding you by the hand

and I stay here

 dreaming about you and you’re already grown up…

(Dedicated to a blue little foxy)

Vista dal Fondaco dei Tedeschi

Il Fondaco dei Tedeschi è un palazzo di Venezia situato nel sestiere di San Marco e affacciato sul Canal Grande, vicinissimo al Ponte di Rialto.

In alto dalla sua terrazza panoramica si gode un’ottima vista gratuita su Venezia a 360 °. Occorre prenotarsi salendo fino all’ultimo piano in quanto la visita ha una durata di 15 minuti e un limite massimo di 70 persone a volta. Il Fondaco ospita vari negozi di noti marchi del lusso italiano e gentili uscieri aprono e chiudono le porte agli ospiti in visita anche solo per curiosare. Inoltre è possibile fare uso gratuito dei bagni!

Consiglio vivamente di prenotare una visita alla terrazza e di farvi una sosta “tecnica”.

Ne vale la pena 🙂

Maschere e … una mascherina :)

C’è sempre una prima volta!

Non ero mai stata a Venezia per il Carnevale!

E non avevo mai indossato una mascherina…

lunedì 27 febbraio 2017, Venezia

(da ieri sono in contratto di solidarietà, ciò significa che sarei stata tra i 15 licenziati nell’azienda in cui lavoro da molti anni, ho deciso di reagire e di non abbattermi e così ieri ho fatto una delle tante cose che in vita mia non ho mai fatto, andare al Carnevale di Venezia,  e mi sono molto divertita e rilassata, è stata una giornata spensierata e felice)

Baciarsi a Venezia

Che so dell’amore se non ho mai baciato?

Conosco ogni malizia di seduzione,

affascino con la grazia del mio mistero,

mi muovo leggera e delicata

ma sono di ghiaccio come il blu del mio abito,

baciare vorrei sotto al caldo sole di febbraio

ma resto sconosciuta all’Amore.

Cos’è quel mistero

che fa avvicinare due cuori a fior di labbra?

Cos’è quell’emozione che chiamano Amore?

(nella foto sullo sfondo due innamorati che si baciano, lunedì 27 febbraio, Venezia)

bacio-venezia