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Volpina Blu va su Etsy con le sue creazioni…

https://www.etsy.com/it/shop/TheFlowerAndTheStar

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Con grande piacere vi invito a dare un’occhiata al mio negozio virtuale sulla piattaforma di Etsy

Benvenuti al mio negozio! TheFlowerAndTheStar

Mi piace creare cose divertenti e colorate per portare gioia e colore nelle vostre case e nelle vostre vite. La maggior parte dei miei prodotti sono disegnati e fatti a mano da me nella mia soffitta laboratorio insieme alla mia gatta principessa Otta.

Vorrei proporre anche alcuni oggetti vintage e di modernariato, e alcuni vetri di antica farmacia.

Sono molto graditi gli ordini di prodotti personalizzati per i clienti.

Amo molto i colori e mi piace giocare con essi. Ho un passato lavorativo di addetta alla stampa fotografica di vecchia tradizione, con esperienza di stampa amatoriale e professionale, per questa ragione posso affermare che mi intendo bene di colori!

Grazie. Benvenuti e buon divertimento!

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La lettera di un angelo

Cara Anima di Luce,

Amato Sogno,

Mi è proibito pronunciare il tuo nome come mi è proibito entrare troppo in contatto con te e sto già violando la regola scrivendoti ora in piena notte… mentre ti osservo dormire scopro in me la debolezza di provare tenerezza per te, mi scopro vulnerabile ad amarti… e cosi’ apro le mie ali su di te a volerti proteggere da tutto il male del mondo e vorrei farti dono dell’universo e delle sue leggi e mostrarti tutto ciò che la scienza e la fede ignorano. Vorrei darti la Conoscenza perfetta e infallibile dell’Amore.
Ma ciò non è concesso ad un angelo… a proposito le mie ali sono bianchissime e forti, tessute di polvere di stelle e di meteoriti d’amore. E io vorrei donartele e con esse proteggerti sempre…ma è tenerezza da poco, sai, non mi è concesso innamorarmi di te, così io richiudo le mie ali…

Credo nella tua anima di Luce e nel tuo libero arbitrio. E, tristemente, so che tu non hai alcun bisogno di me perché sei un essere libero intelligente e amabile… io invece ho bisogno di te se non altro perché è il mio lavoro e l’Altissimo mi ha affidato a te… sebbene io non interferirò mai con la tua Vita e resterò un paio di ali indietro ti infonderò sempre speranza e amore puro. Farò il mio lavoro con determinazione angelica.
Allontanerò da me la mia tenerezza… dimenticherò di essere innamorato di te. Ubbidirò al fine della mia esistenza, di umile portatore di lampade. Ti starò accanto in silenzio con le ali aperte quando occorre…

Vorrei fare da scudo al dolore che senti, alla sofferenza che provi, e resto sconfitto con le mie stupide magnifiche ali perché so che devo lasciarti camminare da solo ed essere discreta presenza di vento soave e passo leggero nella tua mente.

Io ti amo, anima lucente.

Allora io prego che giunga nella tua vita un amore vero che ti possa amare più di quel niente che è concesso a me, un amore di cui tu possa innamorarti con fiducia… io potrei portarti in volo e farti dono di tutte le leggi del cosmo e dell’Amore… ma è quasi alba e il mio sogno si è concluso…

riapro per un istante le mie ali vibranti di polvere stellare intorno a te, ti abbraccio  dolcemente e aspetto il tuo risveglio.

Sei forte luminoso e libero…

Ricordati di esserlo, sempre.

ciao:)

il tuo angelo

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Mio figlio non esiste

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Mio figlio è una piccola volpe spaventata

a volte morde la mia mano che si avvicina

a volte esplode in rabbia o in pianto,

non sa quanto gli voglio bene;

mio figlio è una piccola volpe triste

quando non si sente accettata,

non sa che non è mai solo

perché è sempre nei miei pensieri;

mio figlio è una piccola volpe libera e felice,

corre nel bosco, amando la vita,

non sa che io lo ammiro;

mio figlio è una piccola volpe innamorata

che aggiunge bellezza al mondo,

di notte la luna lo avvolge come una madre,

non sa che è la mia carezza;

mio figlio ha zampe magre di volpe,

non ha imparato ad abbracciare,

non sa che io l’abbraccio con le parole;

mio figlio ha muso di volpe

e non ha imparato a sorridere,

non sa che io sento il suo sorriso;

mio figlio ha un cuore di volpe

_mio figlio non esiste_

è solo un sogno che la luna pietosa mi ha donato,

non sa che per lui io scrivo poesie.

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Il viaggio di Volpina Blu alla ricerca dell’amicizia

Il Viaggio

di Volpina Blu

alla ricerca dell’amicizia

Dedicato alla Volpe del Piccolo Principe e alla Volpina Blu che è dentro ognuno di noi

Premessa:

Non si diventa la Volpe del Piccolo Principe per caso, e non si nasce così, occorre un lungo percorso, un viaggio, tra incontri ed errori, tra amore e perdono finché forse un giorno si potrà diventare come quella Volpe che mostra al Piccolo Principe cosa è l’amicizia. Questa è una piccola storia di come, secondo me, potrebbero essersi svolto il viaggio di Volpina Blu alla ricerca dell’amicizia.

Volpina Blu decide di lasciare il villaggio e di partire.

Nella grande pianura veniva una volpina, piccola e magra.

Camminava rapida scartando di lato le pietre e i cespugli spinosi.

Ogni tanto sollevava appena il musetto al cielo e parlava alla luna senza guardarla direttamente.

Ma davvero Volpina era blu?

Si sa che non esistono volpi di colore blu…

Volpina aveva alle estremità delle zampe due calzini blu.

Quasi tutti notavano in lui quel difetto, ma non credo si possa chiamare difetto ciò che in effetti è una particolarità o meglio un carattere distintivo, quelle zampette blu erano uniche e la rendevano diversa da tutte le altre volpi.

Aveva un sorriso simpatico e al collo portava una fettuccia di raso blu.

Volpina camminava nella pianura.

Era sola e la luna pure era sola.

Due solitudini si guardavano, la luna, lassù, maestosa, splendeva sola nella sua grandezza, e la volpe tanto piccola magra e sola…

Volpina pensava tu sei tanto lontana da me ma mi sembri così vicina… sei irraggiungibile per una Volpina come me eppure mi accompagni sempre, grazie amica Luna.

Volpina Blu, in verità il suo nome completo era Volpina dai calzini blu, si era messa in cammino già dall’imbrunire del giorno precedente.

A chi l’avesse incontrata avrebbe dato l’impressione che si trattasse di una volpe che sapeva il fatto suo per quanto camminava lesto e sicuro

Ogni tanto, Volpina si fermava per darsi una grattata ala schiena ossuta e per far riposare un attimo i piedini doloranti.

Quanta strada avevano macinato quelle zampette…

Era una volpina in fuga…

Nessuno la voleva, nessuno l’amava…

Eppure quanto aveva desiderato e quanto desiderava avere amici nella gran tana delle volpi.

Ma le giovani volpi, i suoi compagni, spesso l’ avevano derisa per quelle sue strane zampette blu perché spesso la diversità viene vista come una cosa spaventosa invece Volpina aveva un animo buono e gentile. Voleva soltanto essere accettato ed amato da tutti.

Non si capiva come mai Volpina fosse nato con le zampette blu…

Sua madre, Teresa, aveva pianto a lungo e aveva provato ogni tipo di prodotto e di solvente per smacchiarle e farle tornare rosse, aveva persino portato Volpina a far benedire nella chiesetta dove si era sposata, credendo in un maleficio.

Niente, le zampette erano rimaste blu.

Volpina blu non comprendeva la preoccupazione della madre che sperava lui diventasse uguale alle altri volpi temendo che essi l’avrebbero deriso ed escluso dal gruppo. Per questo Teresa ripeteva sempre a Volpina che era orgogliosa di lui e che lui doveva essere fiero di sé. A Volpina blu non dispiacevano le proprie zampette ma presto dovette convenire che sua madre aveva ragione. Quelle sue zampette iniziarono ben presto a dargli dei problemi, iniziarono gli scherzi e le prese in giro dei compagni e Volpina incominciò a soffrire e a rattristarsi.

Quanto avrebbe voluto avere quel bel pelo fulvo dei suoi compagni…

Tante volte le giovani volpi e anche alcune adulte lo avevano additato come un diverso, del resto Volpina non aveva mai saputo come fare per accattivarsi le simpatie del gruppo; anzi quasi ogni giorno c’erano dissidi e litigi con i compagni e spesso anche gli adulti le ringhiavano contro dei rimproveri.

E così un giorno, Volpina Blu era fuggito via, con il desiderio di conoscere il mondo e di incontrare nuove volpi, diverse da quelle che vivevano alla gran tana, magari avrebbe voluto incontrare un’altra volpina che gli assomigliasse, che avesse le zampette blu o anche di un qualsiasi altro colore. Soprattutto desiderava tanto trovare un amico, qualcuno che l’ accettasse così come era, qualcuno con cui non dovesse fingere di essere diverso da come era.

Tante volte Volpina si era rotolato nell’argilla e nella sabbia cercando di camuffare quel colore blu o si era macchiato con le bacche del sambuco ma inutilmente. Aveva provato di tutto ma proprio non era mai riuscito ad avere un vero amico.

Come si fa ad avere un amico? O meglio come si crea un’amicizia?

Non lo sapeva ma era disposto ad imparare le segrete e invisibili regole dell’amicizia. Lontano dalla gran tana, Volpina era sicuro che avrebbe conquistato il mondo e che il mondo l’avrebbe amato.

Volpina Blu era uno spirito incredibilmente libero. Ed era dolce buono e sensibile, anche se spesso appariva scostante e irascibile. Purtroppo spesso non sapeva dominare l’angoscia e la rabbia.

Ogni volta che aveva uno scontro con un compagno Volpina scappava via e andava a nascondersi nelle tane abbandonate nel vecchio uliveto, dove nessuno scendeva per il pericolo delle frane; là nascosto da tutti, piano piano si calmava rincorrendo per gioco uno scoiattolino oppure inseguendo il volo di una farfalla, tra i fiori selvatici ritrovava la quiete.

Quando, la sera, faceva infine ritorno a casa al villaggio, le altri volpi gli voltavano la schiena e lo ignoravano.

Così accadeva che Volpina Blu sparisse di nuovo e andasse a piangere senza farsi vedere nei pressi della saggia quercia.

Un giorno, dopo aver a lungo pensato, Volpina Blu prese la risoluzione di partire.

Si mise in cammino in una notte senza luna.

Non sarebbe mai più tornato al villaggio, e quelle giovani volpi che non l’accettavano e che la deridevano si sarebbero amaramente pentite di non averlo voluto. oh sì! …

Sentiva che un grande destino lo stava aspettando se solo ne avesse avuto il coraggio, sentiva che avrebbe di certo realizzato qualcosa di importante per il mondo, anche se ancora non sapeva né cosa, né come, né quando. Al momento gli parve che la decisione di partire fosse la scelta migliore.

Camminando si pensa meglio e chissà che via facendo non avrebbe trovato quello che cercava…

Volpina Blu in viaggio

E così Volpina era partito alla ricerca del senso profondo della sua esistenza, ma soprattutto di qualcuno che le volesse bene e a cui volere bene, di un Amico vero, di qualcuno che rispettasse la sua libertà di essere quello che era, senza voler cambiare colore alle sue zampe.

Nel cuore e nella mente Volpina aveva tanti pensieri buoni e belli, sentiva che poteva dare tanto amore al mondo se solo qualcuno l’avesse voluto.

Desiderava visitare il mondo, finora aveva conosciuto soltanto la Gran Tana, il suo villaggio al riparo tra gli antichi ulivi.

Come era il mondo al di fuori?

Da un lato lo attraeva, dall’altro lo spaventava.

Talvolta il mondo gli appariva come il riccio di una castagna, all’esterno le spine e all’interno la polpa dolce e che gli infarinava la bocca… ogni volta si pungeva per aprire il riccio ma poi si gustava il buon sapore della castagna… ecco così era il mondo…come il riccio di una castagna…

Il mondo era così difficile da capire …

Volpina conosceva la favola della volpe e l’uva e aveva capito che nella vita bisogna avere il coraggio di osare e di trovare la propria strada in mezzo a tante senza nascondersi dietro la scusa che l’uva non è matura. A Volpina l’uva non piaceva neppure e quindi non vi era problema.

Tante volte si era domandato come mai il mondo fosse in guerra, perché gli esseri umani sprecassero così tanto tempo a fabbricare armi di distruzione e di offesa invece che costruire ponti o inventare strumenti di pace?

Volpina aveva un cuore molto sensibile, piangeva per ore a volte, ma poi gli bastava guardare la sua amata luna per ritrovare la quiete.

Nelle notti senza luna camminava spedito senza sentire la fatica, invece, nelle notti di luna piena una specie di sconosciuta tenerezza lo invadeva.

Si ricordava quando da piccolo guardava i pulcini e ne aveva desiderava l’amicizia. L’amicizia, allora, gli era sembrava una cosa fatta di morbide piume e di infinita dolcezza.

Però succedeva che non appena i pulcini si accorgevano di lui, iniziavano a pigolare forte

e la chioccia accorreva e lo cacciava via…

Come si sentiva mortificato Volpina sebbene sapesse che ciò era una conseguenza del comportamento crudele di alcune volpi che si cibavano dei pulcini…

oh come poteva essere il mondo tanto crudele?

Volpina Blu camminava dall’imbrunire, era quasi le tre di notte quando decise di fare una breve sosta, raggomitolandosi nella sua coda e leccando i piedini sfiniti, guardò nella sabbia le sue impronte che lasciavano questi segni curiosi e si chiedeva a cosa assomigliassero… impronta-di-volpina impronta-di-volpina

Cammino facendo, Volpina scopriva il mondo, e annotava su un piccolo quaderno le cose che più lo colpivano, i suoi pensieri e i suoi sogni.

Osservava e apprezzare ogni cosa, anche l’esserino più piccolo, la farfallina, la cimice, il bruchino verde, le ragnatele brinate al mattino, le microscopiche tracce degli insetti sulla polvere del deserto, il profumo secco dello scirocco e quello umido del libeccio, lo sbocciare inaspettato di un fiore, l’odore della notte d’inverno con le stelle tanto vicine che sembrava di poter afferrare con le zampe.

Volpina si sorprendeva di quanta meraviglia e bellezza il mondo contenesse, praticamente inesauribili, per esempio l’ alba era uno spettacolo che si rinnovava quotidianamente e Volpina si commuoveva.

Di notte, tratteneva il fiato per ascoltare il linguaggio segreto degli alberi perché di notte gli alberi stanno svegli e riposano di giorno, ma solo per schiacciare un pisolino. Le foglie nel vento gli sussurravano delicate e gli ricordavano i suoi ulivi e i suoi carrubi alla Gran Tana, cosicché Volpina avvertiva meno la nostalgia di casa. In realtà non c’era molto tempo per provare nostalgia perché quando si è in viaggio si camminare e si deve guardare avanti, passo dopo passo, e non c’è tempo per i ricordi.

Occorreva percorrere la strada, farsi viaggio.

Erano già 1881 giorni che camminava…

Da molti mesi ormai aveva lasciato la sua terra tra le rocce e il mare, dove il clima era mite tutto l’anno, ed era arrivato al deserto.

Volpina Blu incontra il serpentello

Ecco una pianura con praterie desolate, cespugli spinosi, fiori di cardo e cactus e poi ecco di nuovo una foresta di spine che gli ferivano i magri fianchi.

Volpina si sentiva stanco, molto stanco e qualche volta aveva pensato di pregare l’avvoltoio perché lo facesse a pezzi. Poi riprendeva il cammino, solitario e fiero, senza bisogno di nessuno perché mostrarsi fragile era un segno di debolezza, e Volpina non poteva permetterselo.

Sapeva che il suo viaggio sarebbe stato lungo e non poteva abbattersi, doveva farcela, doveva andare avanti anche se era solo una piccola magra volpe dai calzini blu.

Un giorno aveva trovato in terra un paio di occhiali e li aveva indossati, gli pareva che gli attribuissero un aspetto più minaccioso, Decise che li avrebbe sempre portati con sé.

Può bastare un paio di occhiali per tenere a distanza il mondo e per difendersene?

Gli occhiali potevano aiutarlo ad avvistare un serpente e a schivarlo, per esempio.

Gli avevano raccontato che il serpente era un essere molto pericoloso, ma finora non ne aveva ancora incontrato uno. Era curioso di vederne uno e desiderava parlargli. Aveva la sensazione che i serpenti lo evitassero apposta.

Finalmente un giorno catturò un innocuo serpentello giallo. Trattenendolo tra i canini affilati gli disse:

Ti risparmierò se risponderai alla mia domanda perché tutti scappano da me e non mi vogliono?”

Tu stai nel tuo mondo e rifiuti gli altri.”

Volpina si innervosì e rispose seccato:

Io non ho bisogno di te e ora vattene all’inferno e riposa in pace, gentile serpentello.”

Il serpentello rotolò morto tra le spine di una rosa canina.

Volpina si allontanò ringhiando, il pelo arruffato, poi scoppiò in un pianto irrefrenabile.

Inutili lacrime di pentimento…

Volpina non era cattivo, soltanto voleva sapere perché nessuno voleva stare insieme a lui, pure il serpente lo aveva respinto.

Era vero che lui non aveva bisogno di alcuno… ma ora si sentiva profondamente triste per la morte del serpentello.

Oh se esisteva un Dio delle Volpi, Volpina lo avrebbe pregato perché il serpentello fosse ancora vivo…

Quanto era triste e affranto! Volpina non sapeva davvero se c’era un Dio delle Volpi, eppure a suo modo egli pregava qualche volta…

Volpina Blu e la signora istrice

Di notte le stelle erano troppe e gli dolevano gli occhi, anche per questo teneva sempre gli occhiali, di giorno i suoi occhi si affaticavano molto per dovere stare attento alle pietre aguzze e alle spine che gli ferivano le zampe sensibili.

Forse le sue zampe erano così delicate proprio per il fatto che erano blu. Chissà…

Volpina si perdeva nella contemplazione le stelle, sapeva a memoria la mappa del cielo e tutti i nomi delle costellazioni e pensava che l’universo, lassù, era abitato e che magari in quel momento forse c’era qualcuno che pensava a lui.

Volpina lo sperava tanto!

Una notte, d’un tratto, mentre camminava distratto, inciampò in un istrice.

Ahi, disse Volpina, perché mi hai punto? E chi sei?”

Veramente sei tu che non mi hai visto e mi sei venuto addosso, maleducata di una volpe…”

Non penso proprio… tu mi hai punto, ma chi sei?”

Sono un istrice. Anzi una signora istrice.”

E perché mai hai tutte quelle spine e perché mai mi hai punto?”

Non l’ho fatto apposta, ci siamo scontrati per sbaglio ed io per autodifesa ho lanciato le mie spine, ma non è colpa mia, e poi non si chiamano spine, sai, la natura mi ha fornito di aculei…”

Però mi hai fatto male… sai essere così pungente!”

Scusami, non volevo, ma se tu ti avvicini piano a me, senza spaventarmi, vedrai che i miei aculei non pungono, sono solo un poco ruvidi…”

Ah ho capito… sei come il riccio della castagna?”

Quasi… se mi abbracci non aver paura… farò in modo che i miei aculei non ti pungano”

No. Non voglio!” gridò Volpina saltellando dal dolore, un aculeo era ancora conficcato in una caviglia.

Allora se tu non ti fidi degli altri, tu non sai cosa vuol dire voler bene.”

Volpina a queste parole fu molto mortificato.

Perché dici così?”

Perché è vero… ma un giorno imparerai… strada facendo, ciao. Io ora devo andare.”

L’istrice scappò via sorridendo, stava scherzando ma Volpina non lo capì e mostrò furioso i denti e lo rincorse ma il dolore alla caviglia si fece più intenso e così dovette fermarsi. Piano piano sbollì la rabbia che sentiva dentro. Si sedette tra l’erba con i ciuffi di menta che gli solleticavano le fini narici.

Un leprotto gli passò accanto di corsa, ignorando il suo pianto.

Improvvisamente Volpina si sentì ancora più solo. Solissimo.

Tante volte Volpina era stata tenero con i leprotti, li aveva protetti dalle altre volpi, ringhiando loro contro, e poi li aveva aiutati a nascondersi nel passaggio tra i capperi e i lentischi che solo lui conosceva. Le altre volpi lo deridevano di questa sua tenerezza per i leprotti e gli dicevano che era uno stupido.

Al chiarore della luna Volpina si specchiò in una pozzanghera, si vede brutto, il pelo spettinato opaco e il blu non era più tanto brillante, era quasi diventato nero, Volpina avrebbe voluto farsi un bel bagno nel torrente vicino al suo villaggio, dove amava andare a giocare, tentando di acchiappare quei piccoli arcobaleni che si formavano con le goccioline delle cascate oppure tentando di prendere qualche pesciolino.

Volpina era in pace quando lasciava fuori il giudizio delle altre Volpi o della signora istrice che aveva appena incontrato, come potevano giudicarlo senza conoscerlo per davvero?

Perché la signora istrice l’ aveva punto?

Era vero che era stata colpa sua che sbadatamente le era andato addosso.

Volpina rifletteva che quando se ne stava da solo tutto filava liscio e lui era tranquillo… quanta fatica faceva invece a rapportarsi con gli altri, a spiegarsi e a comprendersi e poi andava a finire, spesso, che con le volpi non ci si capiva mai, si litigava e non si voleva fare la pace.

Che gli importava degli altri?

Volpina stava benissimo da solo, aveva avuto ragione il serpentello, però allo stesso tempo, desiderava trovare un vero amico.

Il cuore di Volpina era come un campo su cui ha appena nevicato, puro, senza impronte ,vi regnavano amore e meraviglia per il creato, a parte quei momenti di rabbia in cui non riusciva a controllarsi e durante i quali diceva e faceva cose di cui poi si pentiva. Non sapeva dominarsi e le sue emozioni erano sempre troppo grandi e forti, le sue reazioni spropositate, poi magari si rammaricava ma ormai quello che era stato detto o fatto, era stato detto o fatto e non vi trovava un rimedio.

Volpina Blu e il topolino

Un giorno, sul sentiero incontrò un topolino, che lo salutò :

Ehi, ciao! Sai per caso dove si va per di là, possiamo fare un poco di strada insieme?”

Ma tu dove stai andando?”

Io ero insieme ad una carovana di beduini, stavano andando ad un mercato ma credo di essermi perduto… e tu dove vai?”

Vado a cercare un amico, disse Volpina blu, dove lo posso trovare?”

Io non lo so, dovevo incontrare alcuni amici al mercato ma a quest’ora mi sa che sono già partiti, senti potremmo camminare insieme, almeno per un pezzetto di strada. Se vuoi.”

Tu dici? Accompagneresti una volpina come me dalle zampette blu?”

Hai le zampette blu, che simpatico che sei, ma sai che io avevo un amico ghiro con le orecchie blu, davvero erano blu, mai visto orecchie tanto belle! Ma anche le tue zampe sono stupende!”

???Tu dici!!! Mi imbarazzi così…”

Facciamo un patto, mentre cammineremo insieme promettiamo che saremo sempre sinceri l’un con l’altro e che ci diremo sempre la verità.”

Va bene, accetto, sei gentile, Topolino.”

Senti, io resterò con te per il tempo che tu riterrai necessario, poi quando tu mi dirai di andare via, io me ne andrò. Vorrà dire che sarà arrivato il tempo per separarci. ”

No, mai succederà ciò, Topolino, se tu sarai sempre così delicato con me come lo sei ora. Io amo la delicatezza. ”

All’inizio camminarono scambiandosi soltanto qualche impressione generale sul tempo.

Ogni tanto Topolino gli faceva un sorriso ma Volpina non aveva alcuna voglia di sorridere, anzi non capiva per quale motivo questo topolino sorridesse sempre.

Poco a poco, camminando insieme, Volpina prese fiducia nel piccolo compagno di viaggio e iniziò a raccontargli qualcosa di sé e a porgli delle domande sui viaggi che Topolino aveva compiuto al seguito delle carovane dei beduini.

E poi arrischiò domande come queste.

Come si fa a diventare amici?

Cosa si prova quando qualcuno ti abbraccia?

Cosa si prova a condividere qualcosa con qualcuno?

Come succede che ci si prende per zampa?

Il topolino si mise d’impegno a rispondere a tutte le domande di Volpina ma mentre parlava si rese conto che erano cose che le parole non riuscivano a spiegare, che erano cose che si sentivano con il cuore oppure no, E che se si sentivano nel cuore, allora avvenivano. Come spiegare a parole la magia di un abbraccio o un bacio? No, non si poteva.

Quando la sera Volpina si raggomitolava per riposare, il topolino si accovacciava timidamente accanto alle sue zampette e così vicini si addormentavano.

Ma una notte Volpina fece un incubo davvero terribile e al risveglio prese a imprecare contro al topolino che non aveva colpa alcuna, e lo cacciò via violentemente.

Vattene via, non voglio più vederti, via vai via Topolino, non tornare mai più…”

Il topolino ci rimase male, era sinceramente affezionato a Volpina e gli voleva molto bene, ma a quelle cattive parole che non meritava sentì un forte dolore al cuore e si sentì gelare.

Provò a calmare l’amico che era fuori di sé per il cattivo sogno.

No no gridava Volpina, Topolino disse non può essere, non puoi fare così con me, io sono tuo amico, io ti ascolto sempre…

Volpina non ci vide più dalla rabbia, raccolse una pietra e la scagliò sul topolino uccidendolo.

Poi, Volpina corse via lontano lontano. Dopo alcune ore, dopo essersi calmato, senza ricordare cosa aveva fatto, tornò indietro sul luogo del delitto, ma il topolino non c’era più.

Volpina era nuovamente disperatamente solo. Aveva trovato un amico e gli aveva fatto del male. Ecco che avevano avuto ragione le altri volpi a non volerlo. Perché lui era cattivo. Volpina era cattivo.

Pianse per settimane, incapace di darsi pace, poi non ebbe più lacrime e riprese il cammino.

Volpina Blu e la pianta

E così giunse in una grande pianura, al centro della quale vi era una sola pianta verde simile ad una salvia con alti steli e corolle di fiori gialli, non era niente di particolare, ma era comunque una pianta in quel deserto.

La piccola volpe trotterellava, era molto piccolo e magro, però era carino con quelle zampette blu, non esistevano altre volpi come lui.

Nella pianura c’erano cactus, cespugli secchi spinosi , pietraie, qualche fiorellino dai toni violetto, formiche, scorpioni, insetti stecchi, lucertole.

Ad ogni passo Volpina Blu si distraeva a guardare queste piccole cose, d’un tratto si trovò vicino alla pianta, l’esaminò, gli sembrò una pianta tranquilla, senza pretese, non aveva spine come le altre ed era verde, Volpina le si avvicinò e a quel punto una foglia della salvia gli fece il solletico.

Volpina, che stava sempre all’erta, balzò rapido all’indietro per osservare meglio la pianta, e constatato nuovamente che si trattava di una semplice pianta verde, si riavvicinò con cautela, poi, siccome era sfinito, si addormentò lì sotto all’ombra della piantina.

Al mattino Volpina si svegliò, qualcosa gli sfiorava le punte delle orecchie, gli steli fioriti ondeggiavano eleganti nel vento. A Volpina parve di udire un suono, una specie di musica delicata, che diceva ti voglio bene.

Era la voce di Topolino che risuonava nel vento, dunque egli era vivo!

Volpina assaporò tutta la dolcezza di quel suono che veniva con la brezza del mattino, come un profumo o un sapore buono, sorrise, seppe che il topolino lo aveva perdonato. Anche lui voleva del Bene al topolino e sperava, pregava che anche lui lo avesse perdonato, oh Dio delle Volpi!

L’amicizia non è un gioco, non è una cosa che si usa e quando non serve si butta via, l’amicizia è un viaggio che ci cambia e implica fiducia e responsabilità l’uno verso l’altro.

Volpina sperò che Topolino tornasse ma quel giorno Topolino non tornò. Topolino aveva compreso che il suo amico doveva fare da solo fino in fondo la sua strada per diventare ciò che già era, senza saperlo.

E Volpina Blu si rimise in cammino… Forse un giorno il suo viaggio l’avrebbe fatto diventare la Volpe del Piccolo Principe….Chissà Voi che dite?

Fine

Epilogo:

Incontrai Volpina Blu, tanto tempo fa, diventammo amici, facemmo un pezzo di strada insieme, poi Volpina dovette partire e proseguire da solo, senza di me, il suo entusiasmante viaggio che si chiama Vita.

Dal momento in cui è partito, io sono diventata Volpina Blu inizialmente per onorare il ricordo di questa amicizia. Poi mi sono resa conto che Volpina blu sono anche io, che Volpina Blu rappresenta il mio sogno puro di amore e di bontà.

Per me, blu è il colore dell’amore incondizionato e dell’infinito, blu è la coperta della luna, trapuntata di stelle, blu è l’amore che si veste di delicata tenerezza.

Questa non è che una storia di Volpina Blu, questa è la Storia raccontata da me.

Favola di Antonella Marinetti

Progettato, stampato, illustrato e rilegato da TheFlowerAndTheStar

theflowerandthestar@gmail.com

 

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Incontro con Gianmarco

Dopo molti anni che non ci vedevamo lo scorso 24 luglio ho incontrato mio zio Fausto, sua moglie Luiza e il loro figlio Gianmarco.

Mio cugino è disabile grave non vedente, eppure i suoi occhi sono magnifici e il suo sorriso e la sua felicità contagiose.

Certo i suoi genitori si occupano di lui a tempo pieno, giorno e notte, con un amore, una dedizione e un sorriso che mai vengono a meno.

Gianmarco ama molto andare in stazione e sentire i treni passare e anche salirvi e fare piccoli tragitti in treno. E così dopo il pranzo di festa per esserci ritrovati, siamo andati insieme alla stazione a gioire insieme a Gianmarco. Al solo sentire le parole treno e stazione Gianmarco si illumina e scoppia in un riso vero di pura gioia. La sua felicità è fatta di tante altre piccole cose…per esempio le parole affettuose di mamma e papà, la musica che ascolta con le cuffie, il rombo di un aereo, la gratella di un tombino su cui passa sopra con la carrozzina…

La felicità di Gianmarco è semplice e pura e fa stare bene chi gli è vicino, è contagiosa, restituisce il valore autentico della Vita, semplice pura e viva come lui a dispetto della sua grave disabilità. Gianmarco è un autentico Maestro di Vita.

Mio zio racconta:

“Frequento la scuola di Vita di mio figlio Gianmarco da 18 anni e sono ancora all’abc. Io non finisco mai di imparare da Gianmarco. Vado alla stazione quasi tutti i giorni e comincio a godere con lui del treno, delle botole, delle “graticole” (per strada). Lui percepisce quando entriamo nel sottopassaggio e sa già che io farò il verso del treno a tutto volume, incurante dei passanti, i quali sorridono, sorridono…

Mi fermo in sosta quando sento un uccellino che canta e lo invito, a gran voce, a cantare ancora per Gianmarco. I cani, poi, vengono invitati ad abbaiare delicatamente…

E poi c’è l’orchestra del mare. Rimaniamo a lungo ad ascoltarla, applaudirla, viverla con tutti i pori del corpo e dell’anima.

Ieri sono andato in treno con Gianmarco da Senigallia fino a Pesaro.

Non stava nella pelle… dovevi vederlo per sentire le sue vibrazioni di gioia e piena felicità. Forse può bastare un viaggio in treno per sentirsi vivi, felici?

Quando stai insieme a Gianmarco  mi passa tutto, ogni turbamento, ogni sofferenza, ogni dolore, tutto, perché mi costringe ad essere felice per trasmettergli felicità, anzi, è una simbiosi: lui trasmette a me ed io a lui. Vedrai, provare per credere.

Anche stasera siamo andati alla stazione… ormai piace anche a me:

movimento, vita, correre dietro a un sogno che viaggia senza fine… come il treno della Vita!”

(nella foto Fausto Gianmarco Phlomis )

gianmarco

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Figlio,vorrei…

Figlio, vorrei,

mentre ritorni con fiducia ad appoggiarti a me,

dolcemente vorrei dirti il mio bene per te,

vorrei raccontarti le tue  notti ad aspettarti,

le tue stelle cadenti per i tuoi desideri,

le tue albe e  i tuoi tramonti a pensarti,

e i miei occhi spalancati al buio con il tuo cuore dentro al mio,

Figlio, vorrei dirti quanto ti amo

ma poi resto in silenzio a guardarti,

senza osare accarezzare quei tuoi ricci ribelli,

e le parole che vorrei dirti sono inutili e lontane;

vorrei chiamarti con  i miei segreti nomignoli d’affetto, cucciolo, tesoro, amore,

e dirti fai la nanna dolce e non aver paura,

ma poi pronuncio il tuo nome

e so che racchiude tutto il tuo essere così unico e speciale;

Figlio, vorrei stringerti più forte

ma poi mi trattengo per pudore e timore di offenderti e

ti abbraccio delicatamente nei miei pensieri, come nuvole blu all’alba.

Figlio, vorrei cullarti ancora

ma ora è la tua Vita a condurti per mano

ed io resto a sognarti e tu sei già grande…

(dedicato ad un figlio di pensiero)

 

Son, I would,

as you return with confidence to lean on me,

gently I would tell you my good for you,

I would like to tell your nights waiting for you,

your shooting stars for your whishes,

your sunrises and your sunsets  thinking of you,

and my eyes wide open in the dark with your heart inside mine,

Son, let me tell you how much I love you,

but  I rest quietly watching you,

without daring to caress those rebellious curls of yours,

and the words, I would  say , seem so unnecessary and far;

I would like to call you with my secret nicknames of affection,

my dear, my tender love, my baby,

and tell you have a sweet sleep and do not be afraid,

but I say your name

and I know that it encloses your whole being so unique and special;

Son, let me hold you stronger

but I hold myself back out because of the shame and the fear of offending you,

I embrace you gently in my thoughts as dawn made of blue clouds.

Son, I would cradle you again,

but now Life is guiding you by the hand

and I stay here

 dreaming about you and you’re already grown up…

(Dedicated to a son)

Le calzette del Calendario dell’Avvento – Xsmas Countdown-Volpina.

Non posso che ri-bloggarlo per dire che Paola è un tesoro di amica e che sono felice di conoscerla, che il suo nero illumina la mia via…

Paroledipaola

http://wp.me/p5F33D-3CW

Quando ho scoperto il negozietto di Volpina, ero commossa. Conosco la sua dolcezza, quel suo buon gusto fatto di delicatezza e tanto cuore. Lei è tutta bella, sento proprio di doverlo dire. Scrive e si esprime come un piumino al vento, una dote che poche persone possiedono.

Adorando lei, non ho potuto far altro che adorare il suo negozietto e diventare anche una piccola cliente.

Visitate i suoi lavori, stupendi fatti con amore e tanta bravura!.

Paola.

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La busta del cuore: un regalo che viene dal cuore…

La busta del cuore

Vuoi scrivere una lettera per S. Valentino, per la festa della Mamma, per una dichiarazione d’amore o di amicizia, o per qualsiasi altra occasione importante e soprattutto per una persona a te molto cara?

Ecco che la scelta della busta può risultare efficace.

La busta è come l’abito giusto per un contenuto importante.

Esprimete i vostri sentimenti con un colore, per esempio rosso per un amore appassionato, viola per un amore puro, blu per un amore misterioso, giallo per un amore allegro e spensierato, rosa per un amore tenero, verde per un amore fatto di speranza, arancio per un amore pieno di fascino, azzurro per un amore tra le nuvole… e ora anche nero … per un amore tenebroso o per la festa di Halloween…

Realizzerò la vostra busta per il vostro messaggio speciale alla vostra persona importante nel colore che desiderate e anche del formato che desiderate.

Prodotto personalizzabile.

visita il mio negozio su etsy:

https://www.etsy.com/it/listing/544475700/la-busta-del-cuore-per-regalare

Da intervistatore a intervistato sulla questione delle barriere architettoniche a Milano

Andrea De Chiara

In un giorno come un altro io e Gianluca Gazzoli, (speaker radiofonico di Radio 2) in una sorta di sfida in stile game, siamo andati in giro per le vie del centro di Milano per constatare quante troppe barriere architettoniche impediscono a una persona con disabilità di passeggiare tranquillamente come qualsiasi altra in ogni dove.
Benché, questo” delle barriere architettoniche”, sia un tema di cui si parla spesso, purtroppo però ancora oggi nel 2017 si è fatto poco o nulla per arginare il problema. Noi, persone con disabilità e non, continueremo a ribadirlo finché tale situazione invivibile non venga risolta una volta per tutte. In tal senso la potenza dei Social gioca a nostro favore: Scendete in piazza, in strada, oppure dovunque vogliate, e con in mano il vostro smartphone immortalate ogni barriera che incontrate lungo il vostro cammino, (come abbiamo fatto io e Gianluca) poi postate il video e…

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Le calzette del Calendario dell’Avvento – Xsmas Countdown

Un calendario dell’avvento di allegre calzette porta dolcini per dare allegria e colore alla vostra casa.
visita il mio negozietto
https://www.etsy.com/it/shop/TheFlowerAndTheStar

The Flower And The Star

https://www.etsy.com/it/TheFlowerAndTheStar/listing/556502201/calendario-dellavvento-con-24-calze-per?utm_source=Copy&utm_medium=ListingManager&utm_campaign=Share&utm_term=so.lmsm&share_time=1505675183633

Una colorata e allegra decorazione natalizia, un calendario dell’avvento per aspettare insieme ai bambini il giorno del Santo Natale.

Questo addobbo è composto da 24 calze numerate da 1 a 24 con una piccola tasca nelle quali è possibile inserire un cioccolatino, una caramella, un torroncino, una filastrocca, o un piccolo giochino.

Le calze sono fatte in feltro, h 14, la pallina in alto è in rattan, bianca o rossa, in basso vi è un cuoricino oppure una fetta di legno sui quali sono segnati i numeri da 1 a 24, che mancano al Natale.

Le calze sono appese in un filo elastico di 2, 5 mt.

E’ possibile appendere il festone con le calze sia a parete oppure da un punto all’altro della camera per creare un effetto scenografico.

Nelle foto potete vedere due versioni, una in rosso chiaro e verde chiaro e cuoricini, l’altra in rosso scuro…

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Farfalle nel cielo di Gradara

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Leggere farfalle nella notte sognante e incantata di Gradara (PU) al castello di Paolo e Francesca

«Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense»

(Inferno V, 100-107)

 

La storia di Volpina Blu ora è in formato ebook gratuito

https://www.bookrepublic.it/book/9788826402796-il-viaggio-di-volpina-blu-alla-ricerca-dellamicizia/?tl=1

“Non si diventa la Volpe del Piccolo Principe per caso, e non si nasce così, occorre un lungo percorso, un viaggio, tra incontri ed errori, tra amore e perdono finché forse un giorno si potrà diventare come quella Volpe che mostra al Piccolo Principe cosa è l’amicizia. Questa è una piccola storia di come, secondo me, potrebbero essersi svolto il viaggio di Volpina Blu alla ricerca dell’amicizia.”

La paghetta

Dopo un pomeriggio di giochi con mio nipote a casa sua, lo aiuto a riporre i Lego. Lui mi guarda con la faccia un poco contrariata e seria e mi dice :

“…sai, lo devo fare io altrimenti la mamma non mi da la paghetta…”

la paghetta a 4 e 8 mesi?

Perplessa guardo  la madre di mio nipote, lei sorride…

e mio nipote continua:

“Mi tocca farlo… e se non metto a posto bene… niente paghetta, devo comprarmi la play station… e costa un sacco di soldi…”

Resto ancora più perplessa e gli dico ma con tutti i giochi che hai perché vuoi la playstation?

Mio nipote sta mettendo a posto i Lego controvoglia:

” …costa un sacco e io ho pensato che la chiedo a Babbo Natale …”

“a Babbo Natale? perché a lui non costa?”

“No….lui le fabbrica!”

“Sì ma il materiale lo deve comprare… non ci hai pensato che costa il materiale e poi potresti aiutarlo…” (tento inutilmente un ragionamento…)

“No, lui ha i suoi aiutanti, lui le fabbrica, a lui non costa niente, io la chiedo a lui così con la paghetta compro altri giochi…”

Una scala verso il cielo

Nel cuore delle dolomiti lucane si trova Castelmezzano (Potenza), uno dei borghi più belli d’Italia, un paesino di grande fascino e ospitalità, noto per il famoso volo dell’angelo e per la sua antica storia e la possibilità di compiere fantastiche escursioni.

Castelmezzano nasce nel X secolo, quando i cittadini di Mandoro fuggirono e trovarono riparo tra le vette delle montagne dagli arabi che stavano invadendo la zona.

Questa incredibile scala verso il cielo è di origine normanna e nasconde alla base una cisterna per la raccolta delle acque.

La salita o scalata, seguita da una guida esperta, dura una decina di minuti, e da lassù in alto si gode un panorama mozzafiato sulla cittadina e sulle montagne.

Da non perdere!

Volpina blu e Grande Luce

Secondo volo!

secondo volo (1)
Castelmezzano

Il tempo di  riprendersi dal primo volo e di fare una passeggiata a Castelmezzano che si torna a volare di nuovo…

L’organizzazione che ruota intorno al volo dell’angelo è perfetta e ti da un senso di sicurezza.

Castelmezzano e Pietrapertosa sono due borghi molto carini, che già da soli meriterebbero una visita se non altro per l’ospitalità. La bellezza del luogo è superlativa.

C’è la gioia di volare… di provare cosa significa avere le ali ed essere un uccello…

Il volo dura un minuto, 1km a 120 all’ora… ma ne vale la pena!

Volare è stato come fare l’amore per la prima volta a 16 anni… quindi la seconda volta è più bella….(spero che il paragone non vi imbarazzi ma è solo per farvi capire) … e lo vuoi rifare…

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la piattaforma di partenza, sullo sfondo l’arrivo a Pietrapertosa
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non vedo l’ora di volare… speriamo di arrivare vivi per raccontarlo…
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Buon volo!
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Volpina Blu e Grande Luce in volo

Primo volo!

Primo volo dell’angelo, il primo volo della mia vita, partenza da Pietrapertosa arrivo a Castelmezzano, tra le guglie delle dolomiti lucane.

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Pietrapertosa
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vestizione

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Ecco mi stanno preparando per il volo, la signora mi guarda e mi chiede “tutto bene?”

E via si va, buon volo…..!

Ve lo dico quando arrivo dall’altra parte se è stato un buon volo…

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in volo verso Castelmezzano

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non sono morta!
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Voglio una vita spericolata!

E non finisce qui… questo è stato il primo volo e poi c’è stato il secondo, di ritorno da Castelmezzano a Pietrapertosa, e si sa che la seconda volta è più bella!

La sottile trama

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trame di ragno
KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA
trame di ragno
KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA
trame di ragno
KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA
trame di ragno

 

Un ragno è intento a tessere i fili della sua ragnatela tra le foglie e i frutti di un pero cotogno.

Il pero cotogno riveste i suoi dorati  frutti di una fitta peluria che scompare a maturazione completa.

Il ragno fa brillare la sua tela.

La sottile trama della vita va intrecciandosi sopra ad un albero.

Impercettibile

Un gesto o forse una parola, o il ricciolo che si sposta di lato, o il labbro che trema, impercettibile, e lei sorride e lui sorride: la magia di un sorriso, la condivisione di un istante d’eterno, il rapimento di un momento, lo smemorarsi di se stessi: innanorarsi: due anime che respirano l’una nell’altra, ape e fiore a completare l’uno nell’altra….(Dedicata a due innanorati)

Gli angeli, che amano di nascosto…

Gli angeli, che amano di nascosto, che desiderano in segreto, recano nella notte una lampada fioca per illuminare il nostro cammino, e se ne stanno zitti zitti per non disturbare il libero arbitrio, ma qualche volta vorrebbero che ci si accorgesse di loro, qualche volta vorrebbero ricevere una carezza, qualche volta vorrebbero diventare di carne per essere il sentiero sul quale camminiamo, ma gli angeli si accontentano dei baci e abbracci che diamo ad altri e che mai loro proveranno

La fontana della Vita

Skulptur Liebespaar von Malgorzata Chodakowska im Hochzeitsgarten der Grossen Keisstadt Radebeul

 

Ho scoperto le opere  di Malgorzata Chodakowska grazie a https://ilmestieredileggereblog.wordpress.com/2017/08/08/malgorzata-chodakowska-la-poesia-delle-forme/

in particolare questa fontana mi ha dettato questo semplice pensiero:

Lascio scorrere la mia vita dalle mie alle tue mani,

come acqua di fonte pura ed eterna,

che tu possa accoglierla, amarla, benedirla

e poi restituirla alla vita stessa,

acqua  sempre nuova e perenne

 

 

Cuore di latta

Ferite da nulla per un amore inesistente, non adatte al nobil oro del kintsugi,  non all’argento della Luna, semmai fatte per l’umile latta, battuta e ribattuta, rappezzata alla meglio: ferite da nulla, non pietre preziose, non perle ma schegge di vetro, non eleganti peonie ma inutuli fiori di pruno, non un amore vero ma una parvenza, appena un’ombra, un’illusione quanto basta per un cuore di latta.

Lo scarabeo va Oltre :)

scarabeo

Non abbiamo mai voluto assumerci la responsabilità di indagare dove sia la verità. Non guardiamo mai oltre la superficie. Se qualcosa è duro in superficie, lo pestiamo, così ci ritroviamo nello sterco.

Anne Wilson Schaef

Consideriamo la vita di un insetto come lo scarabeo stercorario, esso trasporta pallottole di sterco in un nascondiglio per usarle come riserva di cibo o come protezione delle uova. Il suo lavoro  di movimentare dello sterco è pesante e umiliante e grandioso allo stesso tempo. Infatti esso è l’unico animale al mondo capace di orientarsi con la via Lattea. Non è straordinario?

Da recenti studi in Sud Africa pare che  questo insetto prenda come punto di riferimento per i suoi spostamenti la brillante striscia luminosa generata dalla via Lattea, muovendosi lungo la linea corrispondente, e se incontra un ostacolo, cerca di superarlo scavalcandolo, senza cambiare direzione.

Impariamo a guardare Oltre come lo scarabeo stercorario 🙂

(foto di Debbie Dejager)

Vassoio carico di frutti

fruit-basket-396622_640

Un vassoio carico di frutti ti recherò dal blu cobalto del mediterraneo al verde smeraldo del bosco: bacche rosse di mirtilli, baccelli di carrubo, profumato rosmarino e semi di finocchio, lentischi, aroma di alloro e poi semplici fiori, gladioli asfodeli e regali orchidee…

“Vassoio carico di frutti” e’ un nome di peonia

(foto di Avantrend)

Tutto questo tempo

Tutto questo tempo che passa e che ci porta via con se...
- non si chiede l'acqua che scorre con il fiume dove va-
Tutto questo tempo che ci serve per capire la vita
- non si chiede perche
l’acqua che scorre verso il mare-
Tutto questo tempo che passa e che domandiamo amore
-non si chiede se ama l’acqua che va-
Tutto questo tempo che passa senza sapere che senso ha
– non si chiede l’acqua cosa restera` dopo di lei-
Tutto questo tempo…

Tre vele

Amore,

la tua barca ha tre vele bianche:

di speranza per navigare leggera,

di carità per navigare con fiducia,

di sogno per navigare sicura.
Fermati, amore,

al mio porto

in questa notte di pace,

tra le tue vele e tra le mie braccia

la luna ci sorriderà…

(foto di FunkyFocus)

Azzurro multiverso

Guardo da qui la tua vita cosi` distante dalla mia,tanto lontana che se allungo le mani e le braccia tu non le afferri, tanto lontana che se lancio il mio cuore oltre questa siepe d’infinito tu non lo prendi.

Guardo da qui la tua vita cosi’ perfetta e completa senza di me.

Provo una gioia che sa d’azzurro multiverso, provo gioia, viva e profonda, d’amore per te

La risposta esatta :)

Io e mio nipote stavamo leggendo un manuale di sopravvivenza nella jungla… cose che possono servire nella vita… una lettura interessante, infine un test per dichiararci esperti esploratori. Rispondiamo sicuri ad ogni domanda… finche` …
“Cosa fare se l’accendino non funziona e dobbiamo accendere un fuoco?”
Guardo mio nipote e penso qui si fa difficile…
E lui tranquillo:
” Uso il secondo accendino…!”
Risposta esatta 🙂

Le Perseidi

Fuochi d’artificio a mare

simulano le scie delle Perseidi,

oscurano la magia della notte che piange,

dove sei mio primo amore…

dove sono le notti in cui guardavamo insieme il cielo

ti chiedevo hai espresso un desiderio, no non me lo dire…

e ora non ci sei più

e io esprimo il desiderio che tu sia felice,

da qualche parte della notte,

e le Perseidi non sono stelle cadenti,

ora preferisco guardare i fuochi al mare,

perfettamente sincronizzati con la fine di questo amore…

scusa se non so cantare ninna nanne

La mia voce non è intonata,

e non ho imparato ninna nanne da cantarti;

il mio corpo non sa muoversi a tempo,

e non ho imparato passi di danza per cullarti;

le mie mani non sanno le carezze di una madre,

e non ho imparato ad amarti come si deve,

ma il mio cuore trabocca di gioia al solo pensarti,

e il tuo nome è l’unica stella che brilla nel cielo:

scusa se non so cantare ninna nanne

Mi manchi tu, mio fiore mio. (Mango)

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Sono qui, notte mia

sono sempre ad un passo da te

Tutto il tempo non è mai

sono sempre ad un passo da te

Amo quando t’amo

naso tra i capelli

stella di un ricordo che sei

Dimmi che l’amore non è mai peccato

ne ho bisogno adesso perchè

Mi parlerà di te,

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu,

mi ucciderà di te,

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu

Sono qui, notte mia

a nasconderlo il vuoto che è in me,

verità nooo! Che ne sa la verità

senza te son legato a metà.

Amo quando t’amo,

mare rassegnato,

non fermare il senso di noi

Eco di un dolore, volo mai finito

raccontato al cielo da noi

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu

mi ucciderà di te

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu

E no, non resterò qui ad aspettarti

E no, io lo attraverserò

questo silenzio mio

senza di te…

Mi parlerà di te,

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu,

mi ucciderà…

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu,

Mi parlerà di te,

bacio d’addio mentre parlo al silenzio mio

my love, my love, my love…

Mi parlerà di te

mi ucciderà

mi parlerà di te

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu

Mi manchi tu!

Mango

La mia esperienza sul Ponte Tibetano

Saranno i 50 anni che si avvicinano… sarà che ho voglia di fare cose pazze o cose che non ho mai fatto prima… sarà che ho pensato e chi se ne importa… la vita è una sola… e così ho deciso di attraversare un ponte tibetano… e sono andata a Sasso Castalda, in provincia di Potenza, in Basilicata, dove è stato da poco costruito il ponte alla luna, dedicato a Rocco Petrone, l’ingegnere della Nasa che contribuì alla missione Apollo 11 , e i cui genitori erano originari di questo paesino. Sasso Castalda ti accoglie con calore e cordialità, tutti ti salutano, a partire dalle vecchine tutte vestite di nero che incutono timore rispetto eppure sono loro stesse a darti per prime il saluto.

Come è stata questa esperienza?

Stupenda! … anche se dopo pochi passi  sul primo ponte ( i ponti sono due, il primo più breve e meno alto,  è , diciamo, di prova) ero già morta di paura e mi stavo maledicendo per la mia sconsiderata idea e vi giuro che avrei voluto tornare indietro… temevo di morire nonostante fossi imbragata con un doppio cavo di sicurezza…

poi… piano piano ho iniziato a riprendere fiato, a respirare, a guardarmi intorno non direi… che vertigini… tra un passo e l’altro vi era il vuoto… e piano piano ho iniziato a concentrarmi su ciò che stavo facendo e cosa stavo facendo?

primo ponte in primo piano e secondo sospeso più in alto

Io stavo camminando …

e come si cammina?

e come si arriva alla fine del ponte?

….

???

semplice….

passo dopo passo!

dettagli tecnici del primo ponte di “prova”:

  • Altitudine partenza 940 mslm
  • Altitudine arrivo 934 mslm
  • Lunghezza campata 93 metri
  • Altezza massima da terra 70 metri
  • Diametro funi portanti 30 mm
  • Gradini d’appoggio n°180
  • Morsetti totali impiegati n°720
  • Tempo di percorrenza stimato 8 minuti

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primo ponte in primo piano e secondo sospeso più in alto
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l’imbragatura di sicurezza
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il primo ponte di “prova”
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primi passi …
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paura e follia … che cosa sto facendo…?
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ce l’ho fatta! e ora al secondo ponte!
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il secondo ponte: una bella passeggiata di 300 mt sospesi a 120 mt da terra

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ma siamo sicuri?

caratteristiche tecniche “ponte alla luna”

  • Altitudine partenza 973 mslm
  • Altitudine arrivo 975 mslm
  • Lunghezza campata 300 metri
  • Altezza massima da terra 120 metri
  • Diametro funi portanti 30 mm
  • Gradini d’appoggio n°600
  • Morsetti totali impiegati n°2500
  • Tempo di percorrenza stimato 30 minuti
  • ponte tibetano (109) (Small) (2)
    panorama mozzafiato!
    ponte tibetano (121) (Small) (2)
    passo dopo passo… posso arrivare dovunque!

     

    ponte tibetano (135) (Small) (2)
    sono arrivata al punto finale! e ho vinto la mia paura del vuoto

    ponte tibetano (142) (Small) (2)
    la terrazza di vetro al termine del ponte alla luna