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Tag libero : la felicità è quella cosa semplice e piumata…

Tag libero : la felicità è quella cosa semplice e piumata…

cicogna

Ho pensato a quale poteva essere il mio contributo alla felicità, a cosa mi faceva venire in mente la parola felicità.

La felicità è come una piuma
Che il vento porta in aria
Vola lieve
Ma ha una vita breve
è necessario ci sia vento senza fine

Vinicius De Moraes

Felicità è quella cosa semplice e piumata… che ci sorprende in un istante poi come piuma vola via…

se mettessimo insieme tutte le nostre piume… forse si alzerebbe in volo un uccello di nome Felicità …

Ecco le mie piume di felicità, quali sono le vostre?

Qual è il vostro contributo alla Felicità?

1) essere nel cuore di chi mi ama anche se si è lontani

2) poter vedere o sentire il sorriso di chi amo

3) gioire della felicità e del successo degli amici

4) provare gratitudine per il dono della vita e vivere, onorando il mondo e soprattutto i suoi figli

5) gioire della bellezza del mondo, di un fiore, di un albero, di una vita…

6) poter sognare, sempre e comunque, anche quando ti dicono che non serve a niente e non vale la pena

7) saper perdonare e comprendere che l’amore è qualcosa che va Oltre, oltre ogni ragione, ogni logica,  e persino oltre me stessa

8) saper fare scorta dei momenti belli e poterli ricordare sempre

9) sentirsi liberi anche quando ci si sente in gabbia o impotenti o depressi

10) essere qui e ora nel mio quadratino che è il mio posto nel mondo

11) essere me stessa, amarmi e ad amare gli altri in modo incondizionato

12) fare di me un dono per gli altri per ciò che sono e per ciò che posso

13) accogliere con gentilezza l’Altro come un arricchimento della mia vita

(le mie piume sono numerate per praticità ma senza un ordine di preferenza)

Aspetto le vostre piume!

Questo è un tag come gli altri, potete riproporlo nei vostri blog se vi piace e se volete contribuire alla Felicità… le regole le decidete voi… perchè la Felicità è sempre fuori dagli schemi!!!

(foto di Blickpixel)

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Argilla e poesia – Clay and poetry

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Argilla e Poesia

Tu separi i petali dal fango per pulirli,

io separo le parole dalle emozioni per lavarle,

brilla il fango al sole,

grigio azzurro d’argilla,

i petali caduti non torneranno fiore

e tu non hai abbastanza mani per raccoglierli,

tu ti sciogli in un pianto per i petali,

io sciolgo in poesia le emozioni per lasciarle andare,

i petali si sollevano in aria

nel dorato pulviscolo

e poi ricadono nel fango,

grigia azzurra argilla del tuo cuore,

impasto di niente di questa mia poesia

§§§

Clay and Poetry

You separate petals from the mud to clean them,

I separate words from emotions to wash them,

mud is shining in the sun,

Grey light blue,

Fallen petals will not return flowers

And you do not have enough hands to pick them up,

You loose in a weeping for the petals,

I meld in poetry the emotions to let them go,

The petals lift into the air In a golden dust

And then they fall again into the mud,

Grey light blue clay of your heart,

Mixture of nothing of this my poem

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Giona delle stelle cadenti di Simone Stabilini

Giona copertina

Giona delle stelle cadenti di Simone Stabilini è un prezioso libretto che parla del valore dell’Amicizia tra due bambini Giona e Mattia, un’amicizia capace di superare qualsiasi ostacolo.

Giona è un bambino di dieci anni, che vive da solo in una casa di legno sulla collina, dimenticato da tutti tranne che da Mattia, un altro bambino che tutte le sere lo osserva contare le stelle da dietro le finestre della sua minuscola casa del villaggio, assieme alla sua mamma. Una sera Mattia chiederà alla madre di potere andare a conoscere Giona, e scoprirà così di essere più vicino a lui di quanto mai potesse immaginare.

Un’ amicizia fuori dagli schemi, due bambini molto particolari, un’avventura per fuggire da un villaggio dal cui stesso odio verrà distrutto.

Un racconto da leggere con gentilezza, perché Giona e Mattia sono profondamente buoni, e perché l’autore vi è profondamente affezionato.

Puoi leggere un estratto del libro qui:

http://amzn.eu/aTN6OuY

e, se vuoi, acquistare l’ebook a 2.99Euro su:

https://www.amazon.it/Giona-stelle-cadenti-Simone-Stabilini-ebook/dp/B01MRVDZ7U

https://www.bookrepublic.it/book/9788822875181-giona-delle-stelle-cadenti/

https://www.ibs.it/giona-delle-stelle-cadenti-ebook-simone-stabilini/e/9788822875181

http://www.lafeltrinelli.it/ebook/simone-stabilini/giona-stelle-cadenti/9788822875181

e su molte altre piattaforme nel mondo

(cerca Giona delle stelle cadenti Simone Stabilini su google)

Grazie!

 

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Vorrei (per un figlio)

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Vorrei, ogni volta che soffri,

prendere su di me il tuo dolore;

vorrei ogni volta che sei felice

farmi piccola piccola e guardarti di nascosto per non disturbare;

vorrei tenerti tra le braccia ogni volta che hai la febbre

e rassicurarti dolcemente senza mostrare la mia preoccupazione,

vorrei venire ad annusare il tuo profumo ogni notte mentre dormi,

e indagare la profondità del tuo viso per capire il tuo mistero,

vorrei mille volte regalarti al mondo quando esso ti sorride,

e vorrei mille volte rimetterti dentro alla mia pancia quando esso ti fa male,

vorrei darti il mio sorriso

per dirti che la ti Vita ti ama,

vorrei darti la mia gioia

per dirti di amare la Vita,

perché, amore, non c’è niente di più importante al mondo

che l’Amore

e vorrei che tu non avessi paura, mai,

di non riuscire a dare amore

§§§

My wishes for a son

Whenever you suffer, I would like
to take on me your pain;
whenever you’re happy, I would like
to get tiny and look at you without disturbing;
I would hold you in my arms every time you have fever
and reassure you gently without showing my concern,
I would come to smell your perfume every night while you sleep,
and investigate the depth of your face to see your mystery,
a thousand times I would like to bear you to the world when it smiles at you,
and a thousand times I would like to put you again inside my womb when it hurts,
I would like to give you my smile
to tell you that Life loves you,
I would like to give you my joy
to tell you to love Life,
because, dearie, there is nothing more important to the world
that Love
and I wish you’ll never be scared
not being able to give love.

(foto di Blanka)

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Mio figlio non esiste

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Mio figlio è una piccola volpe spaventata

a volte morde la mia mano che si avvicina

a volte esplode in rabbia o in pianto,

non sa quanto gli voglio bene;

mio figlio è una piccola volpe triste

quando non si sente accettata,

non sa che non è mai solo

perché è sempre nei miei pensieri;

mio figlio è una piccola volpe libera e felice,

corre nel bosco, amando la vita,

non sa che io lo ammiro;

mio figlio è una piccola volpe innamorata

che aggiunge bellezza al mondo,

di notte la luna lo avvolge come una madre,

non sa che è la mia carezza;

mio figlio ha zampe magre di volpe,

non ha imparato ad abbracciare,

non sa che io l’abbraccio con le parole;

mio figlio ha muso di volpe

e non ha imparato a sorridere,

non sa che io sento il suo sorriso;

mio figlio ha un cuore di volpe

_mio figlio non esiste_

è solo un sogno che la luna pietosa mi ha donato,

non sa che per lui io scrivo poesie.

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Incontro con Gianmarco

Dopo molti anni che non ci vedevamo lo scorso 24 luglio ho incontrato mio zio Fausto, sua moglie Luiza e il loro figlio Gianmarco.

Mio cugino è disabile grave non vedente, eppure i suoi occhi sono magnifici e il suo sorriso e la sua felicità contagiose.

Certo i suoi genitori si occupano di lui a tempo pieno, giorno e notte, con un amore, una dedizione e un sorriso che mai vengono a meno.

Gianmarco ama molto andare in stazione e sentire i treni passare e anche salirvi e fare piccoli tragitti in treno. E così dopo il pranzo di festa per esserci ritrovati, siamo andati insieme alla stazione a gioire insieme a Gianmarco. Al solo sentire le parole treno e stazione Gianmarco si illumina e scoppia in un riso vero di pura gioia. La sua felicità è fatta di tante altre piccole cose…per esempio le parole affettuose di mamma e papà, la musica che ascolta con le cuffie, il rombo di un aereo, la gratella di un tombino su cui passa sopra con la carrozzina…

La felicità di Gianmarco è semplice e pura e fa stare bene chi gli è vicino, è contagiosa, restituisce il valore autentico della Vita, semplice pura e viva come lui a dispetto della sua grave disabilità. Gianmarco è un autentico Maestro di Vita.

Mio zio racconta:

“Frequento la scuola di Vita di mio figlio Gianmarco da 18 anni e sono ancora all’abc. Io non finisco mai di imparare da Gianmarco. Vado alla stazione quasi tutti i giorni e comincio a godere con lui del treno, delle botole, delle “graticole” (per strada). Lui percepisce quando entriamo nel sottopassaggio e sa già che io farò il verso del treno a tutto volume, incurante dei passanti, i quali sorridono, sorridono…

Mi fermo in sosta quando sento un uccellino che canta e lo invito, a gran voce, a cantare ancora per Gianmarco. I cani, poi, vengono invitati ad abbaiare delicatamente…

E poi c’è l’orchestra del mare. Rimaniamo a lungo ad ascoltarla, applaudirla, viverla con tutti i pori del corpo e dell’anima.

Ieri sono andato in treno con Gianmarco da Senigallia fino a Pesaro.

Non stava nella pelle… dovevi vederlo per sentire le sue vibrazioni di gioia e piena felicità. Forse può bastare un viaggio in treno per sentirsi vivi, felici?

Quando stai insieme a Gianmarco  mi passa tutto, ogni turbamento, ogni sofferenza, ogni dolore, tutto, perché mi costringe ad essere felice per trasmettergli felicità, anzi, è una simbiosi: lui trasmette a me ed io a lui. Vedrai, provare per credere.

Anche stasera siamo andati alla stazione… ormai piace anche a me:

movimento, vita, correre dietro a un sogno che viaggia senza fine… come il treno della Vita!”

(nella foto Fausto Gianmarco Phlomis )

gianmarco

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Figlio,vorrei…

Figlio, vorrei,

mentre ritorni con fiducia ad appoggiarti a me,

dolcemente vorrei dirti il mio bene per te,

vorrei raccontarti le tue  notti ad aspettarti,

le tue stelle cadenti per i tuoi desideri,

le tue albe e  i tuoi tramonti a pensarti,

e i miei occhi spalancati al buio con il tuo cuore dentro al mio,

Figlio, vorrei dirti quanto ti amo

ma poi resto in silenzio a guardarti,

senza osare accarezzare quei tuoi ricci ribelli,

e le parole che vorrei dirti sono inutili e lontane;

vorrei chiamarti con  i miei segreti nomignoli d’affetto, cucciolo, tesoro, amore,

e dirti fai la nanna dolce e non aver paura,

ma poi pronuncio il tuo nome

e so che racchiude tutto il tuo essere così unico e speciale;

Figlio, vorrei stringerti più forte

ma poi mi trattengo per pudore e timore di offenderti e

ti abbraccio delicatamente nei miei pensieri, come nuvole blu all’alba.

Figlio, vorrei cullarti ancora

ma ora è la tua Vita a condurti per mano

ed io resto a sognarti e tu sei già grande…

(dedicato ad un figlio di pensiero)

 

Son, I would,

as you return with confidence to lean on me,

gently I would tell you my good for you,

I would like to tell your nights waiting for you,

your shooting stars for your whishes,

your sunrises and your sunsets  thinking of you,

and my eyes wide open in the dark with your heart inside mine,

Son, let me tell you how much I love you,

but  I rest quietly watching you,

without daring to caress those rebellious curls of yours,

and the words, I would  say , seem so unnecessary and far;

I would like to call you with my secret nicknames of affection,

my dear, my tender love, my baby,

and tell you have a sweet sleep and do not be afraid,

but I say your name

and I know that it encloses your whole being so unique and special;

Son, let me hold you stronger

but I hold myself back out because of the shame and the fear of offending you,

I embrace you gently in my thoughts as dawn made of blue clouds.

Son, I would cradle you again,

but now Life is guiding you by the hand

and I stay here

 dreaming about you and you’re already grown up…

(Dedicated to a son)

La roverella di Brienza

La roverella di Brienza (PZ) si trova in localita’ Pozzi, a lato dell’hotel Eden si imbocca una strada laterale che sale al bosco Lago, passando a fianco di una cava, superata la quale, in una radura a sinistra si incontra la bella roverella delimitata da uno steccato in legno. Per abbracciarlo sono necessarie 7 persone.Ho trovato l’albero in buona salute e ho raccolto qualche cappellino di ghianda e pezzetti di corteccia in regalo.

​​

Il tuo silente mistero

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Contemplo i tratti delicati e misteriosi del tuo viso

nella foto che mi mandasti,

sembra un ritratto pittorico in stile romantico,

il tuo viso è perfettamente diviso a metà

tra luce ed ombra,

nella soffusa illuminazione del tuo studio

riflessi blu dilagano sui tuoi capelli,

le tue labbra sono chiuse al silenzio,

impenetrabili,

il capo leggermente inclinato di lato,

lo sguardo attento e risoluto,

metà luce, metà ombra

nel tuo viso e nella tua anima,

così sei tu,

un’alternanza di luce ed ombra,

di ombra e luce

tra i riflessi blu del tuo silente mistero.

(foto di Wilhei da pixabay )

Del bene…

Il bene si sente e viaggia senza confini.

Più veloce della luce, arriva subito dove deve arrivare…

Senza barriere. Non conosce limiti né ostacoli.

A volte servono le parole per dirlo, perché noi siamo limitati.

Ma va oltre alle parole, alle definizioni, alla logiche, agli stessi cuori e cervelli.

Dirlo a parole volte non serve.

Dirlo a parole a volte è una debolezza e una limitazione.

Perché in realtà non ci sono parole che lo contengano.

Ti voglio del Bene… forse sta tutto in quel “del”

in un umile articolo, che dice tutto e niente….

Accoglierlo il Bene, invece, è sempre una forza invincibile.

Amore?

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La luna disse al mare oscuro, vuoi bagnarti nella mia luce, vuoi stare insieme a me fino alla fine di questa notte? il mare era oscuro ed ebbe paura, disse no e si ritirò, la luna allora fece un giardino tra le rocce e le pietre e vi rinchiuse il suo cuore. La luna non seppe mai farsene una ragione di questo rifiuto per questo una sua faccia è rimasta oscura come il mare che non l’ha voluta.

 

Poesie di un grembo vuoto (ebook gratuito)

“Come poteva un fiore creare un burattino partendo da una corolla di petali?

Come poteva un fiore illudersi di essere una madre?”

Poesie per un figlio mai nato e forse solo concepito dentro un pensiero, poesie d’amore per un figlio solo sognato, poesie di una maternità fuori dagli schemi.

In formato ebook gratuito sulle varie piattaforme, per esempio amazon, bookrepublic e tante altre

In formato ebook gratuito sulle varie piattaforme, per esempio amazon, bookrepublic e tante altre.

https://www.bookrepublic.it/book/9788826475547-poesie-di-un-grembo-vuoto/

http://www.lafeltrinelli.it/ebook/antonella-marinetti/poesie-un-grembo-vuoto/9788826475547

https://www.kobo.com/it/it/ebook/poesie-di-un-grembo-vuoto

 

 

 

 

verso ancora

Questa versione di “verso ancora” è stupenda 🙂
i ciclamini…

scrivere per immagini


(foto ed elaborazione di luciana riommi) (foto ed elaborazione di luciana riommi)

Aspettami sotto casa
verso dopodomani o ancora
e se il cielo è di pioggia
indossa
qualche nuvola sparsa.
Poi la finestra è aperta
e le domande
tirale sottovento
altrimenti gli odori copriranno
tutto il gusto d’amaro.
Non assicuro niente:
tu rimani
e l’ombrello appoggiato contro il muro
legaci fazzoletti
e vento
che lo gonfi di sera
come una spedizione di confine.
Mandami qualche cosa da scordare
ciclamini
un biglietto forato.
Io non lo so se vengo:
capirai.

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Notte di madri

Di notte si sistemano i pensieri, si riordina la mente, si riorganizzano i desideri, si fa riposare il corpo… ma la notte per le madri è sempre di veglia e di preghiera. Ci si sveglia di colpo con un nome sulle labbra, del figlio, della figlia, non importa quale sia la loro età, se bimbi ragazzi o adulti, si prega nel silenzio del cuore, si pensa a quel sorriso che non arriva, e si inviano tonnellate di amore…

Ogni notte per le madri è di amore e di preghiera, di attesa e speranza, ogni notte per le madri è un mantello che si stende sui figli per proteggerli e conservarli nel Bene della Vita, ogni notte per le madri è una coperta fatta di sogni felici e intessuta d’amore…

 

I gatti di Valencia

 

 

 

Il giardino botanico di Valencia (Spagna) si trova nella Calle Quart 80, molto vicino alla Torres de Quart , non è soltanto un fantastico luogo di collezioni arboree e floreali ma anche un occasione di incontro con i gatti del gattile controllato dall’università, i gatti socializzano facilmente e sono tutti disponibili all’adozione, ovvero chiunque può recarsi al giardino e tornare a casa con un nuovo amico, la mia visita risale all’aprile 2008.

Ilaria Bidini affronta con coraggio chi la insulta su internet

Forza Ilaria! Siamo con te!

Il Mondo di Dora Millaci

Disabile, vittima di Cyberbullismo non si arrende e realizza un video-denuncia

Analizziamo insieme i fatti e vediamo esattamente che cos’è accaduto

Ilaria Bidini è il nome di una ragazza che di certo mai avrebbe voluto essere protagonista di una storia come questa.

31 anni, vive ad Arezzo, ha un carattere allegro, solare, amante della vita, è molto attiva e vicino a lei c’è la sua dolce metà Federico. Da qui, per così dire, nulla di strano, sembra la vita di una donna come tante, e allora perché tutto questo clamore mediatico?

Il “problema”, se vogliamo definirlo tale, è che Ilaria è affetta dalla nascita da Osteogenesi Imperfetta. Alta solo 105 cm. si ritrova in carrozzina.

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All’inizio dell’anno ha pubblicato anche un libro dal titolo: “Io e la mia normale disabilità. La mia vita è un film”, dove racconta il suo percorso di vita e di come si è impegnata…

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Amata Phegea in love

L’amata phegea è un lepidottero tipico delle aree aperte, si trova a basse quote ma anche su versanti montagnosi fino a 2000 mt, ben esposti al sole: Il suo volo è lento e librato e ama i prati ricchi di infiorescenze, su cui si posa a lungo per succhiarne il nettare, vola da maggio a tutto settembre e si riproduce una sola volta all’anno.

Passeggiata e salita al Sasso Simone

Un parco che mi ha molto emozionato è stato il parco del sasso Simone e del Simoncello, si trova nella provincia di Arezzo ma in realtà l’area della riserva è situata tra Toscana, Marche e Romagna.
Il Sasso Simone (mt 1200) e quello del Simoncello sono “giganti con i piedi d’argilla”, si tratta di due massicci calcarei appoggiati su uno strato di argilla. Un’enorme frana di crollo interessa tutto il versante Sud del Sasso Simone ed ai suoi piedi si estende un enorme fiume di roccia che scende fra i calanchi per più di un chilometro. Attraversando la frana si possono vedere numerose conchiglie fossili.

Tra i tanti sentieri abbiamo seguito quello che da Case Barboni (Sestino, AR) sale fino al Sasso attraversando vallicole e zone calanchive dal fascino lunare. La vista sui massicci del Simoncello e di Simone è mozzafiato, molto interessante ed emblematica pure la storia di questo luogo. Sembra debba l’origine del suo nome ad un eremita venuto dall’oriente, detto appunto “Simone”, che stabilì qui la sua isolata dimora spirituale.

Sasso Simone fu poi scelto da Cosimo I nel 1565  per edificare la sua Città del Sole, toponimo analogo a quello di Terra del Sole, l’altra città-fortezza medicea costruita in terra romagnola. Infatti Sasso Simone rappresentava un nodo strategico del Granducato di Toscana in contrapposizione al castello di San Leo nel Montefeltro. Progettata dagli architetti Giovanni Camerini e Simone Genga, fu utilizzata nella sua doppia funzione sia di città militare che civile per quasi un secolo, poi, per avverse condizioni naturali e le mutate condizioni politiche la città venne abbandonata, rimane soltanto una strada lastricata e pochi ruderi. E per molto tempo il luogo, difficilmente raggiungibile, fu quasi dimenticato.

Oggi nel parco vi sono numerosi sentieri e sono promosse varie iniziative nel periodo estivo.

http://www.parcosimone.it/