cosa è un amico/a (scritto per un amico/a che avrei voluto avere)

cosa è un amico/a

un amico è chi ti accetta come sei e ti vuole come sei e non ti cambierebbe mai, e pensa che se tu non ci fossi bisognerebbe inventarti, un amico è chi ti pensa e si preoccupa per te, un amico è colui che ti prepara un caffè nei momenti più difficili, un amico è quando beve un caffè e pensa a te che glielo hai preparato in quel momento particolare, un amico è quando tu stai facendo una cosa e all’improvviso ti viene in mente quella persona e ti metti a raccontare di lei a tutti gli altri, un amico è quello che ricordi nei momenti buoni e non buoni, un amico è quello che ti prepara la parmigiana di melanzane perchè sa che ti piace, l’amico è quello a cui pensi e per cui sorridi augurandoti che stia bene e che sia felice, un amico è quello a cui puoi dire tutto oppure niente, restare in silenzio senza che sia un silenzio pesante, un amico è chi anche se è lontano senti vicino e tanto altro ancora…

(avrei tanto voluto avere un amico/a in più)

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Io resto.

Riprendo il mio viaggio

piano piano

Nuova

consapevolezza di me.

Nuove scoperte o solite conferme?

entrambe

È stato utile o inutile?

Entrambi

E’ stato facile o difficile?

Entrambi

non posso

fermarmi qui,

io sono nata

per gli spazi aperti e luminosi

resto affamata della vita,

resto innamorata del mondo,

non posso impedirmi

di vivere,

non posso sapere o

preventivare

ciò che troverò

Mi sono fermata qui per capire

ma si deve fare tutto da soli

Io resto

diversa anche tra i diversi

io resto

dissimile anche tra i miei simili

io resto

sola anche tra i soli

Buonanotte che è quasi viaggio (per un Figlio in partenza)

fiori 6

30 dicembre 2014

Buonanotte anche se so che non dormirai,

buon viaggio per domani

e il mio pensiero ti accompagnerà,

io sarò il piccolo sbuffo di nuvola nel cielo

che ti seguirà,

o la coccinella su un fiore,

il tuo splendido fiore:

ogni tuo sorriso io sorriderò,

ogni tua lacrima io asciugherò

e ne farò un diamante,

ogni tua emozione sarà la cascata

a cui attingerò acqua purissima,

ogni tuo ricordo sarà un geode prezioso

che io conserverò,

buonanotte anche se so che non dormirai

buonanotte di quieta veglia

buonanotte come una luce accesa alla finestra

che mai si spegne,

buonanotte che è già quasi viaggio.

Una domenica a Brisighella, novembre 2014.

BRISIGHELLA

Una domenica a Brisighella, novembre 2014.

In ogni stagione la mia passeggiata preferita è quella a Brisighella. Ora lungo alla strada che da Faenza porta a Brisighella piante spoglie ma cariche di cachi, lanterne rosso arancio, colorano i malinconici campi autunnali, pur restando così solitarie e melanconiche anch’esse perché nessuno ne raccoglie i frutti , e oggi ancora le rose della collezione della scuola agraria davanti alla quale si passa in auto sono fiorita, poco lontano la sosta è d’obbligo nel nostro vivaio preferito, dove si trova sempre qualche pianta da comprare… Brisighella è circondata da morbidi colline e il paesaggio tutto ispira pace e serenità, e si capisce perché Giuseppe Ugonia avesse scelto di vivere qui, il suo piccolo museo di acquarelli è un’oasi di delicatezza, questo paese è un posto del cuore e sa sempre stupirmi, amo passeggiare nelle sue vie, specie se deserte, e ho i miei riti, ho la mia passeggiata rituale nella via degli asini, quante volte ho pensato di comprare un piccolo appartamento in questa via fuori dal tempo, mi piace sostare in una delle sue arcate e guardare il mondo che vive sotto, i ristorantini e la gente al mercatino, le voci che giungono da lontano ed io sono lontana in un altro tempo che tempo non è, in un sogno che sonno non dà… si sale alla torre dell’orologio tra i gradini e le pareti di gesso, poi una strada bianca nella campagna conduce fino alla rocca veneziana, tra vegetazione di gariga con tamerici canneti tuie e poi ulivi melograni tigli e tutte le erbe spontanee, dalla rocca in breve si va al vicino santuario del Monticino al di sotto del quale vi è una vecchia cava di gesso trasformata in museo aperto, è sempre solitaria e deserta, con il gesso che luccica come quarzo.

Io devo seguire il mio itinerario rituale : per primo percorrere la via degli asini poi salire alla torre e quindi proseguire fino alla rocca, da qui scendere verso il paese e percorrere quella viuzza laterale per vedere quel negozietto, a volte vario il percorso leggermente ma più o meno è lo stesso, anche per il parcheggio ho una preferenza e anche per il bar , quello dei motociclisti, perché ci sentiamo un poco motociclisti anche noi per via della moto che abbiamo noleggiato in Brasile.

Tanti angolini da riscoprire ogni volta a seconda dei ritmi delle stagioni, la natura più o meno spoglia o rigogliosa, gli abitanti del luogo che siedono d’estate davanti a casa, la stessa via degli asini cambia a seconda delle luci e delle ombre se è mattina o pomeriggio, e tante altre piccole cose, per questo mi piace recarmi a Brisighella perché ogni volta scopro un nuovo particolare, che è nuovo perché è sempre diverso. Da quel punto preciso nella via sottostante agli asini si apre uno scorcio sulla torre dell’orologio e la roccia di gesso sopra alla quale è stata costruita, mentre dalla torre mi soffermo a guardare la vista sulla rocca sul santuario sui tetti e le terrazze del paese le sue chiese e la valle molto morbida…

Oggi ci sono nuvole scure su di un cielo verde azzurro, qualche tuono lontano, dalle nuvole in fondo alla valle si squarcia un foro da cui fa capolino un raggio di luce che illumina l’aria e un punto laggiù…

poi proseguendo il cammino, mentre ci trovavamo tra la torre e la rocca, ha iniziato a piovere ma quella pioggia fine fine, quasi primaverile, che da sollievo all’animo e al cuore, quella pioggia che ti aspetti che da un istante all’altro esca un arcobaleno…

(nel video ci sono anche io)

g

Le galline di Markus a Praia do Pipa, (Rio Grande do Norte, Brasil), marzo 2006.

Praia do Pipa nel Rio Grande do Norte è terra rossa e rocce nere e mare verde, è selvaggia e forte. La cittadina è lunga e stretta, costruita in modo veloce e disordinato, in pochi anni Pipa è diventata un centro turistico importante e la gente del luogo è impazzita, da non avere che modeste capanne di pescatori ora quelle stesse capanne sono diventate case e oggetto di speculazione in vista di un soldo facile. Ma a parte il paese caotico, la bellezza del luogo è innegabile, è meta di surfisti per le onde straordinarie. Arrivare a Pipa da sud non è facile, perchè gli autobus di linea passano lontano dalla costa e quindi occorre arrivare al paese più vicino sulla statale e poi da qui prendere un minivan o un taxi collettivo, un’altra mezzoretta. L’arrivo a Pipa è un poco terrificante, c’è un sacco di gente che va e viene ai minivan e agli autobus che provengono da Natal, venditori ambulanti di pannocchie di mais e di formaggio infilanzato su un bastoncino e cotto al momento sulla carbonella e carellinii mobili di gelato. Non abbiamo prenotato alcuna pousada, Pipa è carissima per gli alloggi, io aspetto alla fermata con le valigie mentre mio marito cerca una sistemazione ad un prezzo giusto. Torna a prendermi con una ford Ka rossa insieme al gestore della pousada Kalunga, che è aperta da poco, noi staremo in una piccola dependance ma il costo è della metà rispetto alla camera regolare, bene! Il fatto è che non appena cambio gli euro io mi metto a pensare in reais, non che voglia risparmiare però inizio a pensare in reais e così penso questo è caro e questo no! Poco dopo di noi arriva una coppia di argentini sui 30 anni e si sistemano in una camera per 100 reais mentre noi per la metà, gli argentini sono più ricchi degli italiani? Io penso che con quei 50 reais risparmiati  posso anche cenare e fare una merenda! Comunque la nostra sistemazione è buona, vista diretta sulla piscina! Il gestore della pousada si chiama Markus, ed è un amico di fiducia del proprietario, il campione di surf Kalunga, che per il momento è assente, è sempre via ad inseguire le onde. Markus aiuta in tutto Kalunga più per passione che per lavoro, è un signore alto, un gigante, una cinquantina d’anni, al secondo matrimonio, pelle un poco giallastra, occhiali, è appassionato di cucina, è cuoco autista giardiniere tuttofare in pousada. Giusto all’ora del tramonto, 17e 30, scendiamo verso la spiaggia per lo stretto sentiero di terra rossa dall’alto della falesia fino al mare, l’acqua è caldissima e io mi lascio andare ad un bagno rigenerante e totale con le onde che mi ricaricano di energia. Ma la notte inizia a piovere e il mattino il tempo non promette nulla di buono, mi rifaccio con la colazione, tanto di cappello al gestore tuttofare, c’è di tutto frutta torte queijo e presunto e succhi freschi e le scimmiette sagui fanno capolino dagli alberi e prendono il cibo dalle nostre mani. Passeggiamo per le spiagge vicine, tra rocce vulcaniche nere e terra rossa, il contrasto è molto acceso e il verde del mare è tagliente. E’ il momento della bassa marea, con l’alta marea tutto muterà, cambiando fisionomia. Le nuvole si addensano rapidamente ed inizia a piovere, dalle alte rocce nere cadono torrentelli di acqua colorata nera e rossa. Tornati nel pomeriggio alla camera ci prepariamo ad uscire, appena cessato il forte temporale, ma va via la corrente e Pipa sarà completamente al buio per un’oretta, noi abbiamo la nostra pila a manovella così usciamo ugualmente, ristoranti bar e supermercati si sono attrezzati con candele, è un poco suggestivo! La nostra pousada si trova alla fine del paese e la passeggiata in centro è lunga specialmente quando si ha fame e non si trova un ristorante che accetta la visa. Di notte ricomincia a piovere, sono le piogge tropicali che mi fanno paura, la camera si allaga, ma al mattino come promesso da Markus il tempo si rischiara. Il tavolo della colazione sembra il tavolo dei giganti oppure siamo noi ad essere dei nanetti perchè è molto alto, creato e fatto su misura e a misura del buon Markus, ci ritroviamo insieme ai due argentini, Ezechiele e Carolina, parliamo sul da farsi per la giornata, qui interviene Markus che convoca un buggueiro e la gita è pronta, andiamo a sud di Pipa, Markus si raccomanda di fermarci al ritorno all’azienda di pescicoltura per comprare i gamberi, avrà il piacere di cucinarli per noi! Con il favore della bassa marea il buggy corre sulla battigia costeggiando falesie rosse d’un tratto interrotte da fasce di sabbia completamente bianca o sale e pepe tra le rocce nere, attraversiamo con la balsa il rio Catu, attraversiamo la mata estrela, sostiamo per un bagno alla lagoa Coca cola, così chiamata a causa del colore scuro delle sue acque per la presenza di ferro, e poi di nuovo in buggy fino alla frontiera del Rio grande do Norte con il Paraiba, un fiume fa da frontiera, lasciato il buggy con una barchina risaliamo il fiume fino ad una zona di argilla con cui ci ricopriamo viso e corpo, incontriamo altre barchine con altri esseri umani ricoperti d’argilla da capo a piedi, è divertente, la teniamo finchè non si asciuga poi ci laviamo nel fiume, si ritorna a Pipa ma prima ci fermiamo alla fazenda per comprare i gamberi, in una vasca ci sono anche due piccoli jacarè, in un recinto due tatù, cioè gli armadilli, che lasciati liberi corrono velocissimi, i brasiliani se ne cibano, cosa è che non mangiano? in  un altro recinto ci sono cavalli e struzzi, e nelle vasche granchi giganti blu e gamberi che saltano come cavallette nella nostra rete, ne compriamo 2kg per meno di 15 euro. Markus ci aspetta in cucina per prepararci la cena, io mi offro di fargli da assistente, è il minimo! Lui li salta in padella aglio e olio! I due kg gamberi sono pronti con una gustosa salsina rosa e con arroz branco,ci sono 2 kg di gamberi sul tavolo per noi 4, io mio marito e i due argentini. Carolina continua a ripetere ah que rico! ah que delicia! ( mentre in brasiliano si dice gostoso!), Ezechiele mangia senza parlare, noi mangiamo, eh sono proprio buoni e freschi, ottimo cuoco Markus! Markus non c’è, ci ha lasciato da soli con i gamberi e dopo poco i gamberi sono finiti, 2 Kg!  ecco che ricompare Markus, ” come va, tà gostoso?, vorrei tenerne da parte un piatto per assaggio a Kalunga e al suo ospite” d’un tratto noi quattro arrossiamo di colpo, sono rimasti solo la salsina e il riso bianco mentre la pentola coi gamberi è vuota! Che figura! Markus ci presenta il proprietario e surfista Kalunga, è appena tornato da un mese di allenamento sull’isola Fernando do Noronha e con lui è venuto un amico, un altro campione di surf, nativo di Noronha e questa è la prima volta che ha lasciato la sua isola e ha incontato quattro stranieri mangiatori di gamberi! Chissà quanto devono sembrargli strani questi due italiani e gli altri due argentini! Kalunga e l’amico sono di passaggio, partono subito per Natal. Continuamo la serata con Markus che ci prepara anche un succo fresco di cajà, mio marito ci filma mentre parliamo in un misto di brasiliano argentino e italiano, Markus è una persona colta e ha viaggiato molto in Brasile, parliamo come sempre di tutto politica sanità religione scuola e delle differenze tra Argentina Italia e Brasile, cerchiamo di scusarci ancora per i gamberi ma Markus sorride e ci invita per domani a pranzo. Il mattino seguente, digeriti perfettamente i gamberi, e senza esserci fatta mancare una ricca colazione, accompagnamo Markus al mercato a comprare le galline, due povere magre galline spennacchiate vive. Markus dice che il suo piatto preferito è carne di maiale bella unta e grassa coi fagioli neri ma anche la gallina è gostosa, bene oggi a pranzo ci sarà gallina almeno non è cotica di maiale! Comunque io informo Markus che mangerò formaggio perchè a parte il pesce non mangio carne e Markus ma che dici la gallina non è carne, è pollo! Io ribadisco che in ogni modo io non mangio neppure pollo. Markus sta meditando la vendetta per i gamberi sbaffati via! E così io mangio formaggio mentre i miei compagni mangiano le due povere galline spelacchiate uccise e cucinate da Markus, l’argentina dice ah que rico ma come l’hai preparato? Bhè le ho uccise e ne ho scolato il sangue e le ho cotte piano piano nel loro stesso sangue, gostoso neh? io ho visto impallidire i miei compagni e quando Markus ha chiesto gentilmente se ne volevano ancora loro hanno risposto di no! Markus è stato un ospite perfetto, alla nostra partenza (con la lauta mancia di 10 euro per la cena e tutto il resto!) ci accompagna pure in auto alla stazione degli autobus, torniamo a Natal direttamente in aereoporto per il volo del pomeriggio per l’Italia. In questa occasione l’autobus a circa un ‘ora da Natal e tre ore dalla partenza del volo si blocca in mezzo alla statale per un guasto,( panico, questo imprevisto non ci voleva), tutti i passeggeri e i loro bagagli sono invitati a scendere e aspettare un autobus di ricambio che in meno di mezz’ora ci viene a prendere e ci conduce in orario all’aereoporto. (i nostri amici argentini li riincontreremo qualche anno dopo in un altra vacanza nello stato di Rio, appena scesi dal traghetto sull’isola di Ilha Grande, ci sentiremo chiamare oi Lucas i Antonela ed erano Carolina e Ezechiele, increible!)

Ci incontreremo.

 

Ci incontreremo di passaggio

in un sentiero di montagna

tra cielo e mare

e il saluto che ci scambieremo

sarà sincero e leale

sarà il buongiorno

tra gente che cammina

ci scambieremo

la gioia del cammino

e guarderemo insieme

lo spettacolo del mondo

non diremo una parola

che di parole non avremo bisogno

non ci toccheremo

che ogni distanza sarà superata

staremo accanto in silenzio

e ci annulleremo

nel mare del mondo

spezzeremo il pane

sapendo che altro nutrimento è per noi

berremo questo caffè

fino in fondo

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