Una domenica a Brisighella, novembre 2014.

BRISIGHELLA

Una domenica a Brisighella, novembre 2014.

In ogni stagione la mia passeggiata preferita è quella a Brisighella. Ora lungo alla strada che da Faenza porta a Brisighella piante spoglie ma cariche di cachi, lanterne rosso arancio, colorano i malinconici campi autunnali, pur restando così solitarie e melanconiche anch’esse perché nessuno ne raccoglie i frutti , e oggi ancora le rose della collezione della scuola agraria davanti alla quale si passa in auto sono fiorita, poco lontano la sosta è d’obbligo nel nostro vivaio preferito, dove si trova sempre qualche pianta da comprare… Brisighella è circondata da morbidi colline e il paesaggio tutto ispira pace e serenità, e si capisce perché Giuseppe Ugonia avesse scelto di vivere qui, il suo piccolo museo di acquarelli è un’oasi di delicatezza, questo paese è un posto del cuore e sa sempre stupirmi, amo passeggiare nelle sue vie, specie se deserte, e ho i miei riti, ho la mia passeggiata rituale nella via degli asini, quante volte ho pensato di comprare un piccolo appartamento in questa via fuori dal tempo, mi piace sostare in una delle sue arcate e guardare il mondo che vive sotto, i ristorantini e la gente al mercatino, le voci che giungono da lontano ed io sono lontana in un altro tempo che tempo non è, in un sogno che sonno non dà… si sale alla torre dell’orologio tra i gradini e le pareti di gesso, poi una strada bianca nella campagna conduce fino alla rocca veneziana, tra vegetazione di gariga con tamerici canneti tuie e poi ulivi melograni tigli e tutte le erbe spontanee, dalla rocca in breve si va al vicino santuario del Monticino al di sotto del quale vi è una vecchia cava di gesso trasformata in museo aperto, è sempre solitaria e deserta, con il gesso che luccica come quarzo.

Io devo seguire il mio itinerario rituale : per primo percorrere la via degli asini poi salire alla torre e quindi proseguire fino alla rocca, da qui scendere verso il paese e percorrere quella viuzza laterale per vedere quel negozietto, a volte vario il percorso leggermente ma più o meno è lo stesso, anche per il parcheggio ho una preferenza e anche per il bar , quello dei motociclisti, perché ci sentiamo un poco motociclisti anche noi per via della moto che abbiamo noleggiato in Brasile.

Tanti angolini da riscoprire ogni volta a seconda dei ritmi delle stagioni, la natura più o meno spoglia o rigogliosa, gli abitanti del luogo che siedono d’estate davanti a casa, la stessa via degli asini cambia a seconda delle luci e delle ombre se è mattina o pomeriggio, e tante altre piccole cose, per questo mi piace recarmi a Brisighella perché ogni volta scopro un nuovo particolare, che è nuovo perché è sempre diverso. Da quel punto preciso nella via sottostante agli asini si apre uno scorcio sulla torre dell’orologio e la roccia di gesso sopra alla quale è stata costruita, mentre dalla torre mi soffermo a guardare la vista sulla rocca sul santuario sui tetti e le terrazze del paese le sue chiese e la valle molto morbida…

Oggi ci sono nuvole scure su di un cielo verde azzurro, qualche tuono lontano, dalle nuvole in fondo alla valle si squarcia un foro da cui fa capolino un raggio di luce che illumina l’aria e un punto laggiù…

poi proseguendo il cammino, mentre ci trovavamo tra la torre e la rocca, ha iniziato a piovere ma quella pioggia fine fine, quasi primaverile, che da sollievo all’animo e al cuore, quella pioggia che ti aspetti che da un istante all’altro esca un arcobaleno…

(nel video ci sono anche io)

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