Anamnesi del fenomeno Palle di Natale.

Anamnesi del fenomeno Palle di Natale : ovvero tutti i perché di un successo svelato dal suo interno.

22 dicembre 2013

Premessa: nel dicembre 2013 lavoravo in un laboratorio fotografico e la novità del natale era la palla di natale in plexiglass trasparente contenente una foto e per tutto il mese di dicembre confezionai un totale di 6000 palle tanto che alla vigilia di natale giunsi ad uno stato tale esaltazione o di adrenalina natalizia da poter concepire questo scritto divertente e di appenderlo alla bacheca del mio posto di lavoro come un mio sincero “dono” di Natale per la fabbrica intera, colleghi e superiori. la prima reazione dei miei lettori per caso fu di sconcerto alla parola anamnesi, sicuramente qualcuno pensò che dovevo essere andata fuori di testa, la seconda reazione fu di stupore, la terza reazione fu di sconvolgimento emotivo, la quarta reazione fu la scoperta di una persona che molti dei miei colleghi, superiori e dirigenti non conoscevano per davvero, cioè io , e la quinta reazione fu solo mia, di sorpresa per essermi resa conto di quanto mi fossi divertita a scrivere questa cosa, ma talmente tanto che mi era tornato il desiderio di scrivere, cosa che stavo trascurando da molti anni, insomma fu per me una specie di epifania: io sapevo ancora scrivere e regalare un’emozione. buona lettura e buon divertimento! Le palle di Natale sono partite piano, inaspettate, in sordina, poi è stata una rincorsa, un gioco al rialzo giorno dopo giorno fino quasi alla fine…palle, palle, palle… Intanto quanto abbiamo scherzato al lavoro sul significato di questa parola che si presta a varie interpretazioni, ma le parole non hanno malizia in sè… Perchè le palle? Perchè questo prodotto semplice, poco tecnologico, ma così mediatico nella sua immediatezza stava guadagnando uno spazio sempre più grande e così inaspettato per noi del settore fotografico? Io la donna delle palle, continuavo ad interrogarmi sul perchè di questo successo mentre nel mio piccolo e umile angolino tagliavo, impallavo e confezionavo una palla dopo l’altra. Lentamente si andava formando sotto ai miei occhi e sotto alle mie mani un inatteso affresco italiano. La domanda esatta che mi ponevo era questa: perchè le palle hanno così successo, qual è il segreto del loro successo ? Inizialmente noi addetti ai lavori ritenevamo che il fenomeno sarebbe stato temporaneo, legato alla stretta necessità intorno al 7- 8 dicembre di allestire gli alberi di natale, dopodichè se ne ipotizzava un calo.Dopodichè si aggiunse anche la promozione 3×2, e le palle fioccavano, finita la promozione si poteva stimare che le palle si sarebbero sgonfiate, invece no il prodotto continuava a tenere e a scalare le classifiche delle vendite. Il fenomeno Palle è stato in continua e costante salita, una lunga maratona, i numeri li lascio volentieri ai contabili, io qui vorrei parlarvi di filosofia, ricordando a voi e per prima a me stessa che non è la barba che fa il filosofo, come l’abito non fa ilmonaco, nè il camice fa il dottore…(queste erano frecciatine ironiche non capite verso colleghi e capi) Ma procediamo con ordine. Carta d’identità del prodotto: immagine rotorda di foto su carta patinata, palla trasparente apribile costituita da due metà con divisorio interno per la foto, fiocco di colore neutro, scatolina con fiocco rosso stampato per confezione. Un articolo semplice senza alcune pretese tecnologiche, un articolo da bricolage. e qui avevo il primo dubbio: un vero appassionato di bricolage le palle se le fa da solo senza andare dal fotografo, va nei negozi di bricolage, compra l’occorrente e se le fa da solo, ciò mi faceva pensare erroneamente che l’acquirente di palle dal fotografo o da un sito di stampe fotografiche digitali fosse una persona negata per il bricolage oppure una persona che disponeva di poco tempo e di poca fantasia per preparare un regalo originale. Per quanto riguarda il prezzo, era un prezzo accettabile visto i tempi di crisi, nè caro nè economico, una volta conclusasi la promozione dovetti riconsiderare che ciò che attirava non era il suo prezzo, perchè le palle non cessarono, il prezzo non era dunque il motivo del loro successo. Non si trattava neppure di una chissà quale novità, di palle se ne erano già viste di tutti i tipi e di tutti i generi…E allora? Vuoi vedere che… mi sto sbagliando, vuoi vedere che chi sceglie la nostra palla come regalo non è quella persona che non ha dimestichezza con il bricolage, e neppure quella che dispone di poco tempo, e neppure quella che vuole fare un regalo dal costo contenuto. Iniziavo ad essere convinta che ci fosse dietro qualcosa di più profondo…Ma analizziamo la palla da più vicino, prendiamo la lente di ingrandimento…Intanto sull’occhiello in cui si infila il fiocco c’è scritto in piccolissimo il nome della nostra città, e Italy, che cosa strana e nel contempo che finezza! Se vuoi vedere questa scritta la vedi altrimenti passa del tutto inosservata, è proprio vero “l’essenziale è invisibile agli occhi”(Saint Exupery) ! E la palla? Essa è divisa in due metà con divisorio interno in cui va posta la foto, poi si uniscono le due metà con un leggero scatto, la palla è così impallata. si fa la scatolina, si aggiunge il fiocco e il mio gioco è fatto. Avviciniamo ancora di più la nostra lente alla palla: è un oggetto sferico, trasparente, liscio al tatto, rotondo appunto, un oggetto in cui si può racchiudere un’immagine, un ricordo, ma anche un pensiero, un’idea, una visione della vita. Una palla, un’immagine, unite insieme per augurare un buon Natale, per fare un regalo, per fare un regalo, per regalare un pensiero. Passiamo a considerare i contenuti delle immagini: neonati, bambini, presidenti di squadre di calcio, animali domestici, neomamme in dolce attesa, esponenti politici patinati, antenati defunti, spiagge caraibiche, babbi natale, pubblicità commerciali di palestre, sposi, paesaggi innevati, le parole più gettonate sono ovviamente buon natale, ma anche frasi d’amore tra fidanzati, messaggi d’amicizia, auguri per i nonni, preghiere religiose, inni sportivi…Una delle più belle immagini resta secondo me la pancia della donna in dolce attesa, per il suo parallelo, nella palla, una bolla di plastica, è racchiusa una pancia che racchiude in sè un’attesa di vita nuova e tanti desideri e sogni e speranze, e il tutto contenuto all’interno di una semplice palla ha qualcosa in sè di commovente,(e ciò detto da una per la quale la maternità è la cosa più aliena che ci sia). E ancora la palla di Natale non necessita di campagne pubblicitarie , il suo sponsor naturale è l’albero stesso. Si potrebbe aggiungere tanto altro ancora ma torniamo alla domanda principale. Perchè questo successo e cosa rappresenta? La mia risposta da umile osservatrice è stata questa che la palla è semplice, immediata, non tecnologica, di per sè e in sè è espressione del Natale, è quello che si dice ti ho fatto un pensiero, in ultimo la palla viene appesa all’albero e ne è parte integrante e insostituibile. La palla contiene un’immagine di noi dei nostri cari dei nostri animali domestici dei nostri bambini e nipoti, ci rappresenta come un biglietto da visita con cui farsi ricordare e ricordare, esserci. Questo successo deve servirci a non farci perdere di vista la nostra storia di fotolaboratorio, oggi così in rapida evoluzione, deve aiutarci a non farci perdere di vista la nostra missione di stampare foto, produrre immagini per fissare i ricordi, foto che costudiscano la memoria, foto per ricordare e per farci ricordare come una palla di Natale. Questo infine è il messaggio contenuto nella mia palla: auguri.

 

13 risposte a "Anamnesi del fenomeno Palle di Natale."

Add yours

  1. Ciao cara,
    io trovo bello e quasi commovente, a volte, non riuscire a capire il perché di certi eventi e di certe dinamiche.
    Mi aiuta a sentirmi piccolo, e mantiene viva la mia capacità di stupirmi.
    Un caro saluto

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    1. Ci stupiamo insieme, ogni momento puo’ essere occasione per stupirsi profondamente:)
      Io,qui, ringrazio e te e tutti le persone che mi seguono per i vostri, per me preziosi, commenti che mi fanno riflettere pensare sorridere ridere e talvolta commuovere… o stupire… semplicemente grazie e auguri 🙂

      "Mi piace"

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