Perché la vita è più ricca del nostro pensiero e della nostra fantasia. Va oltre, ecco tutto.

Non aver paura di viaggiare. Viaggiare rende più aperti, più universali, sei costretto a confrontarti con gli altri, devi aver bisogno degli altri per andare in un posto, per capire la loro realtà, provare per credere.

Carissima nipote,

Açailandia 29.3.1994

mi piace la tua sincerità.

Vedo che lo zio suscita in te reazioni opposte ma grazie al cielo riesci a dire quello che ti passa dentro! Quindi di paura te ne metto poca. Meglio così. Non importa la confusione nella quale ti dibatti. E’ inevitabile, specie in giovane età e senza avere, vicino a te, un sostegno, un termine di confronto all’altezza del tuo carattere e dei tuoi sogni. Se permetti, io voglio continuare ad essere me stesso con te : cioè ciò che tu hai già indovinato nelle precedenti lettere.

Non ti preoccupare della collaborazione, magari potresti venire qui a passare un periodo per conoscere aprire gli occhi e vedere una realtà come questa.

Tieni presente che io in questi tempi mi trovo in una situazione di stallo, di attesa…per spiccare altri voli.

L’esperienza della comunità agricola è passata; quella dei bambini è a rilento perché siamo rimasti con pochi (diversi sono tornati dai parenti); quello che mi rimane da sperimentare, l’ultimo volo dell’anima, sarebbe viaggiare nelle vene dei popoli. Cioè : è un desiderio che coltivo da diversi anni, per questo volevo studiare giornalismo, si trattava del pretesto per poter viaggiare e conoscere altre espressioni di vita umana, rompere il guscio della mia cultura occidentale, varcare i limiti di essere europeo. Sai, qualcosa che spinge ad andare oltre me stesso…difficile farlo stare dentro a delle parole.

Non si tratta di curiosità per l’esotico, ma per conoscere dio attraverso le sfaccettature dei popoli suoi figli! Adesso te l’ho detto troppo velocemente… vivo l’intuizione che l’uomo è immagine di dio non solo come singolo ma anche i popoli come tali sono in qualche modo sua immagine. E io lo vorrei scoprire attraverso l’esperienza diretta perché queste cose non si possono scoprire a tavolino.

Vedi? forse è questo di cui anche tu hai bisogno: non aver paura della realtà, degli incontri, delle esperienze. Io posso dire di essere io, cioè l’insieme delle esperienze che mi hanno costruito.

Probabilmente in te c’è una frattura, una spaccatura nel tuo subconscio: siccome la realtà non corrisponde ai tuoi sogni, alle tue aspirazioni, la senti distante, nemica o per lo meno pericolosa, qualcosa da cui difendersi.

Anche io avevo un carattere molto chiuso e timido, arrossivo per ogni apparizione forzata in pubblico, avevo paura della mia ombra. Questo tipo di carattere aiuta ad essere più riflessivi, più inclini a guardare dentro alle cose, rifuggire dalla superficialità, ricercare il contatto con la natura.

Quindi, mi raccomando, cerca di fare esperienze vive e arricchenti. Non aver paura di viaggiare. Viaggiare rende più aperti, più universali, sei costretto a confrontarti con gli altri, devi aver bisogno degli altri per andare in un posto, per capire la loro realtà, provare per credere.

Posso darti un suggerimento? Approfitta del laboratorio fotografico in cui lavori. Io ho imparato a fare fotografie in laboratorio, sai? Bianco e nero, chiaro! Attraverso la macchina fotografica si impara a leggere la realtà con un taglio speciale. Ma prima devi imparare un minimo di tecnica: stampare e sviluppare. Lo so che oggi i laboratori sono tutti automatizzati, ma prova a vedere se nel tuo c’è la possibilità di imparare a fare le cose manualmente, cioè con l’occhio del cuore… difficile dire certe cose!

Io so che amo di più la natura, anche perché la vedo con occhio da fotografo, cioè con occhio che valorizza il taglio della luce, dei colori, delle posizioni. L’immagine è viva e parla.

Probabilmente il dilemma viaggiare – o -scrivere va superato trovando un equilibrio tra le due componenti, non ti pare? Viaggiare scrivendo!

Un conto è mettersi a scrivere a tavolino macinando pensieri e mettendo insieme sentimenti, vestendoli di parole appropriate, e un altro conto è avere qualcosa dentro che vuole venire fuori perché non riesci a contenerlo. Questa seconda posizione deriva da chi vive intensamente esperienze forti. Guarda: ti dirò più apertamente: le cose che scrivo adesso le ho pensate 15 anni fa, ma allora erano intuizioni e quindi le scrissi in modo freddo e astratto, oggi le riscrivo vestendole di sentimenti, dandogli nomi e cognomi, fatti, incontri che toccano dentro.

Perché? Perché la vita è più ricca del nostro pensiero e della nostra fantasia. Va oltre, ecco tutto.

Non aspettare tempo per viaggiare perché poi diventi più pesante per gli spostamenti, capisci? Bisogna viaggiare quando si hanno forti slanci e ideali da verificare.

Cosa aspetti?

Tuo zio.

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