La spinta per prendere il volo. (ultima lettera )

La spinta per prendere il volo.

ultima lettera

Açailandia 30.9.1994

Cara nipote,

non credere: io capisco benissimo quanto tu dici di apprezzarmi e di avere paura nello stesso tempo. Tu avverti che dietro alle mie parole ci sono delle proposte, delle possibilità che ti costringono a prendere delle decisioni, che fanno crollare il tuo attaccamento quasi morboso alla solitudine.

Non credo che sia impossibile che tu mi dia una mano per fare qualche lavoro di giornalista qui in America Latina! Che ne diresti? Solo come esperienza. Mi rendo sempre più conto che abbiamo bisogno di stare insieme qualche tempo. Senza impegno sai? Non credere che io voglia fare il salvatore della patria o che coltivi desideri di vederti dipendente da me, per carità! Io amo la mia libertà e quella degli altri. Ho l’impressione che ci può fare bene un periodo di tempo insieme. Ma non sentirti vincolata.

Sii te stessa, non quella solitudine che ti fa vivere in ghiacciaia! Esagero lo so ma solo per farti capire. Lo so, lo si legge che ami la natura, l’universo, il mare, il sole. Hai delle pennellate sul mare, sul lago, sul vento, sulle stelle, sulla luna, sulle stelle che mostrano tutta la tua sensibilità.

Mi piace rileggerti nella lettera quando urli ‘ho bisogno di altro, sto aspettando altro! sento l’urgente necessità di appartenere a qualcosa, ad un’idea, ad una persona, a me stessa. Appartenere, essere parte di qualcosa contro la solitudine e la separazione, non sentirsi esclusa, divisa dal mondo ma esserne parte, farne parte. Aderire, essere inclusa in tutto, accettata, accolta.’

Tu sai di cosa hai bisogno, ma non ne hai la forza, non hai quella spinta che ti faccia prendere il volo.

Vedi? Mi è sfuggita la parola volo, volo in tutti i sensi.

Volare dal nido che sei tu, il tuo passato, quello che tu descrivi così bene: ‘mi sono scoperta vuota, indecisione e confusione, non so ancora fare della mia vita, vorrei avere risposte certe, non nutrirmi di illusioni. Non desidera più sperare, vuole poter credere, cioè possedere la sicurezza della realtà che accoglie il sogno.’

Come potrai lasciar cantare la tua anima finché non riuscirai ad abbattere, per quanto tu lo desideri, il muro che ti divide dal mondo.

Scrivi: ‘Perché la sola parola che riesco a pronunciare è io, perché non riesco a dire tu come dico io? Potessi dirlo il muro crollerebbe e l’incomunicabilità sarebbe abbattuta.’

Così lucide queste parole! ma lo so che non è sufficiente sapersi radiografare. Specie quando si tratta di ferite interiori ricevute nell’infanzia e si ha bisogno di una spinta esterna per liberarsene.

Riguardo alla famiglia quanto ci sarebbe da scavare. I genitori trattano i figli come dei vegetali, non per cattiveria ma per impreparazione. Un falso concetto d’amore fa sì che si occulti a loro tante cose, per preservarli, cioè per non farli vivere. Si cerca di dare tutto e non si dà l’indispensabile. Ma qui si tratta di diagnosticare tutta una cultura e una società. Un lavoro non da poco.

Tu scrivi ancora: ‘ So che non voglio più scrivere di solitudine, non voglio più girare intorno alle mie pareti bianche’. Applausi per favore! e poi ancora: ‘non credo più di bastare a me stessa, le pareti bianche devono crollare.’

Capisco che la condivisione ti possa fa paura, ma credi si tratta di un orizzonte tutto da scoprire. Non credi che possa essere esattamente il contrario delle pareti bianche?

Nel racconto di te io ho dovuto remare controcorrente, tra gli scogli e la corrente gelida della solitudine, a me non riesce di immaginare una cosa del genere perché non ne ho esperienza, la mia vita è stata sempre in comunità, in condivisione con gli altri. Io spesso ho vissuto il desiderio opposto, cioè quello di isolarmi per stare con me, per avere e vivere il diritto di ascoltarmi.

Sono solo un amico e un fratello che per meritare di essere tale, deve passare se stesso e gli altri attraverso il crogiolo della sincerità.

Credilo e credimi sempre, tuo zio.

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2 pensieri riguardo “La spinta per prendere il volo. (ultima lettera )

    1. I see the sun, it shines a little brighter today
      ‘cos I decided to find the peace inside, rearrange my mind
      I find a freedom when I try to see that there’s more to life
      It helps me make it through the day…
      sei un osservatore preciso

      Mi piace

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