Esdras, il poeta dell’amore tra il sole e la luna. (seconda parte.)

rovine nella mata

Esdras, il poeta dell’amore tra il sole e la luna. (seconda parte.)

Sabato non ci vedemmo , ma per la domenica si era deciso che avremmo fatto una gita insieme nel mistico nord, noi e il poeta, ci chiese soltanto il costo del carburante, nonostante la simpatia che provavamo per lui capimmo ben presto che non era stata una buona idea, ovvero la prima parte della giornata fu ottima , ma la seconda si trasformò in una quasi tragedia. Partimmo con il buggy lungo alla battigia, la prima fermata fu al centro tamar, dove dei volontari preservano le zone della deposizione delle uova delle tartarughe marine e ne tutelano la schiusa , poco dopo ci fermammo a salutare un’amica che aveva la casa sulla spiaggia, facemmo una deviazione su asfalto verso Lucena per visitare il santuario di Nostra Senhora do Guia del 1500 con annesso cimitero, andammo a casa del custode perchè venisse ad aprirci e conoscemmo la sua famiglia , conclusa la visita proseguimmo fino alla casa sul mare del dottor Bergson , viceprefetto di Lucena, qui ci fu il ristoro con carne allo spiedo e birra, finalmente raggiungemmo la nostra meta, la spiaggia isolata di Bom successo, dove sfocia il fiume Miriri, ci inoltrammo a piedi nella foresta e ecco che apparvero le rovine della chiesa di Bom Successo, era come un miraggio, il poeta abbracciò un albero, e in preda a delirio panteistico iniziò a recitare la storia del luogo, declamò che un uccellino aveva mangiato un frutto e poi cacò (usò proprio questa parola) sul tetto della chiesa un semino e dal semino nacque un fico e il fico crebbe fino ad abbracciare con le sue radici l’intera chiesa, quanta poesia e intensità in tanta semplicità! Ma i frati dalla pelle nera non potevano essere sepolti all’interno della chiesa come i bianchi, infatti lì all’esterno scavando se ne trovano i resti. Tornati in riva al mare si tuffò in mare nelle onde come un bambino mentre gli urubu banchettavano coi pesci morti.

Il ritorno fu drammatico, iniziò a fermarsi in ogni baretto sulla spiaggia a bere birra, tornammo a casa del viceprefetto, dove gli ospiti continuavano a bere birra e a mangiare carne allo spiedo no stop, mentre noi avremmo desiderato andare a vedere il tramonto alla vicina praia do Jacarè, finalmente ripartimmo per tornare a casa ma le birre bevute da Esdras erano troppe, ad un certo punto dovevamo salire su un ferry boat e lui iniziò ad andare a zig zag con il buggy ed io ero terrorizzata, non so come ma riuscì a salire e poi forse con l’aria fresca la sbornia calò, io speravo che ci riaccompagnasse al più presto alla pousada, invece volle fermarsi a tutti i costi in un centro sportivo dove vi era una festa per la scarcerazione di un detenuto innocente, c’erano Grazia e alcuni amici da Rio e ci invitarono a mangiare una zuppa di fagioli neri con le cotiche, io rifiutai, una signora carioca si accorse che ero un poco tesa e si offerse per farmi un massaggio, io ero a disagio, rifiutai, ma lei si avvicinò decisa e  mi tolse il fazzoletto, io dissi no che non era il caso in più avevo vergogna dei miei capelli bianchi, il poeta mi disse beh ora non farai la timida e la signora sconosciuta ebbe la meglio su di me, e quando alla fine mi chiese come stavo dovetti rispondere che era stato un magnifico massaggio, ah come ero rilassata!, ora posso tornare in pousada per favore?

Il giorno dopo il poeta venne a prenderci per accompagnarci alla stazione dei bus ma prima avevamo qualche ora per visitare il parco della mata atlantica., dove vedemmo alcuni bradipi in libertà, un jacarè nella palude, alcune formiche giganti, e alberi giganteschi come una magnifica gameleira.

Esdras si scusò , forse ieri aveva bevuto un pochino di troppo, poi mentre aspettavamo un passaggio in auto, visto che avevamo perso il bus, facemmo l’ultima bevuta (cioè lui birra noi succhi di frutta) insieme e ci confidò di avere tre relazioni stabili con 3 donne, la prima con la quale conviveva e aveva un figlio, la seconda che avevamo conosciuto e con la quale usciva a ballare per i locali, e la terza con la quale praticava il tantra, non so per quante ore, anzi adesso andava da lei per rilassarsi.

Per fortuna che noi eravamo in partenza! Ne avevamo avuto abbastanza di lui! Ma davvero Esdras era un poeta!

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