Você é a música das palavras

Você é a música das palavras


As palavras são puxadas do arco de estrelas,
è música melodiosa de silêncio.
Eu gosto das palavras que dize
n sem dizer,
Eu gosto das palavras inventadas no sonho,
Eu gosto das palavras que têm o cheiro de azul
da meia-noite.


As palavras são feitos para ser puxadas fora de nós
e
mante-las junto a nos,
as palavras são feitas para voar para longe como cabeças
do dente de leão,
as palavras são nuvens perseguindo seus olhos,
as palavras são os limites em que parar
como ilhas de areia no mar
como oásis no deserto do Tuareg,
as palavras são limites para superar
ou portões da frente
onde ficar o coração batendo,
as palavras são jardins secretos,
eden pequeno na alma,


as palavras são novos para reinventar,
as palavras são as filhas de silêncio para embalar,
as palavras são brotos tímidas
e
las se tornam em meravihlosas flores

e, em seguida, tornar-se em pipas,
as palavras são luz e sombra
as palavras não traduzem o meu coração

são mudança do nome e significado
são mascarada de magia intangível
Eles acendem-se como
os relâmpagos na tempestade
são vestido
s de arco-íris,
às vezes, de imenso luz,
às vezes cantam melodias,
eles montan de noite a sonhos,
as palavras sonh
am,


as palavras que precisam de tempo
a ser revelado ou não,
as palavras nada
n sem voz
como correntes oceânicas
as palavras
contrabandean emoções,
as palavras são mandíbulas de formigas pretas,
as palavras são libélulas
tentando o voo,
as palavras são insetos varas camuflados,
as palavras são
como clubes de malabarismos,
as palavras são moscas e bravas beija-flores,
as palavras são teias de aranha de memórias,
as palavras são poemas de amor,
as palavras são música,


Eles são s
om
Eles são sono
e sonho
Eles são silencio
e nada mais.

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You are the music of the words

You are the music of the words.

The words are drawn with stars’ archery,
They are the melodious music of silence,
I like the words that say without saying,
I like the words invented in the dream,
I like the words that have the scent of blue,
The words are made to be thrown out of us
and held next to us
the words are made to fly away like dandelion heads,
the words are clouds following your eyes,
the words are boundaries in which to stop
as sand islands in the sea
like oases in Tuaregs’ desert,
the words are limits to overcome
or front gates to stop with a beating heart,
the words are secret gardens
little eden in the soul,
the words are new to reinvent,
the words are sons of silence to lull,
the words are shy plant shoots
that will become beautiful flowers

and then they’ll turn in cute kites,
the words are light and shadow,
the words cannot translate my heart
changing of name and meaning
masquerading of intangible magic.
They light up like lightning in the storm
wearing rainbows
sometimes lighting of immense
sometimes singing melodies
the words ride the night and the dreams
the words dream,
the words need time
to be spoken or unspoken,
the words swim voiceless
as secret ocean currents,
the words smuggle emotions,
the words are black mandibles of ants,
the words are dragonflies improving the flight,
the words are sticks insects camouflaging,
the words are clubs juggling,
the words are bold flies and hummingbirds,
the words are cobwebs of memories,
the words are love poems,
the words are music.
They are sound
They are sleep
and dream
They are silence
and nothing more

Tu sei la musica delle parole

Tu sei la musica delle parole

in amore non contano le parole, conta la musica “ Roberto Benigni

(non contano le parole conta solo la musica che si percepisce, che fa venire I brividi anche se le parole d’amore non escono.)

P1170982

Tu sei la musica delle parole

sono parole tracciate dall’arco delle stelle

è musica melodiosa del silenzio

mi piacciono le parole che dicono senza dire

mi piacciono le parole inventate nel sogno

mi piacciono le parole che hanno profumo di blu

Le parole sono fatte per essere lanciate fuori di noi

e trattenute accanto a noi

le parole sono fatte per volare lontano come soffioni di tarassaco

le parole sono nuvole che inseguono I tuoi occhi

le parole sono confini in cui sostare

come isole di sabbia in mezzo al mare

come oasi nel deserto dei tuareg

le parole sono limiti da sopra-valicare

o cancelli davanti a cui fermarsi con il cuore sospeso

le parole sono giardini segreti

little eden nell’anima,

le parole sono nuove da rinventare

le parole sono figlie del silenzio da cullare

le parole sono timidi germogli

e poi splendidi fiori e poi diventano aquiloni

le parole sono luce e ombra

le parole non traducono il mio cuore

si cambiano di nome e di senso

si travestono di impalpabile magia

si accendono come lampi nel temporale

indossano arcobaleni

talvolta illuminano d’immenso

talvolta intonano melodie

cavalcano la notte e I sogni

le parole sognano

le parole hanno bisogno di tempo

per essere dette o taciute

le parole nuotano senza voce

come correnti oceaniche

le parole contrabbandano emozioni

le parole sono mandibole di nere formiche

le parole sono libellule che saggiano il volo

le parole sono insetti stecchi che si mimetizzano

le parole sono clave di giocolieri

le parole sono mosche e arditi colibrì

le parole sono ragnatele di ricordi

le parole sono poesie d’amore

le parole sono musica

sono suono

sono sonno

e sogno

sono silenzio

e nulla più

mai un istante

P1180671Vorrei dirti che per me sei importante

vorrei stringerti la mano

e non lasciarti più andare

Vorrei scivolare con te

nella quiete blu

di un mare di luna piena

vorrei che la luna

scompigliasse i tuoi capelli

come riccioli di pensieri

vorrei che tu fossi un mago e

potessi fermare un istante eterno

per osservare insieme le stelle.

Ma  se  tu all’improvviso

oscurassi l’universo

io precipiterei in un vuoto di stelle

ma mai un istante

smetterei di volerti bene.

 

 

Una questione di fiducia.

Tutto d’un tratto mi ritrovavo con un complicato problema ai denti che mi sarebbe costato non solo migliaia di euro ma soprattutto tempo e pazienza, un percorso di un anno, mi scoppiava la testa sia per i soldi per il tempo che ci sarebbe voluto e per il trauma di trovarmi in una situazione difficile causata dal precedente lavoro di un dentista poco competente.

Voglio premettere che so che ci sono cose molto più gravi di un problema ai denti, sapevo che non dovevo farne una tragedia ma mi sentivo tradito per il fatto di essermi fidato di un dentista che ritenevo un amico, e ora dovevo essere io e solo io a cercare una soluzione, a decidere cosa era meglio per me, e soprattutto in chi avrei nuovamente riposto la mia fiducia.

Iniziò così, alla fine dell’estate, un lungo balletto di appuntamenti in vari studi dentistici. Tutti si dimostrarono molto professionali e tecnicamente preparati, mi fecero lastre su lastre, il caso non era difficile tanto in esecuzione ma quanto in complessità, era un poco complicato.

Ognuno di questi professionisti mi propose diverse e valide soluzioni per tecnica e metodo ma mi pareva che nessuno fosse in grado di fornirmi la soluzione adatta a me, quella di cui andavo alla ricerca, poter tornare non solo a mangiare ma tornare a sentire il sapore della vita.

Ad ogni giro di ambulatorio il preventivo in euro diminuiva e ogni volta la soluzione che mi veniva prospettata cambiava. Ciò aumentava la mia confusione perché questo rendeva impossibile un confronto alla pari tra i vari preventivi e complicava la scelta che avrei voluto prendere il più rapidamente possibile. Fissai gli ultimi due appuntamenti : poi avrei dovuto scegliere.

Arrivai nello studio di P.P ed espressi il mio problema, oramai ne sapevo più io dei dottori, conoscevo tutte le parole tecniche e il loro significato, posi domande specifiche, e lui mi capì e mi propose una soluzione che salvava capra e cavolo, la capra io e il cavolo il mio portafoglio!

Non saprei dirvi esattamente cosa successe tra me e P.P, so che accettai quasi subito senza neppure riflettere e disdissi l’altro appuntamento per il quale avevo tanto insistito.

Quello che P.P mi propose era la cosa giusta per me, non il meglio in assoluto, ma il meglio per me in quel momento, P.P mi parlò sinceramente, avrebbe potuto propormi quella soluzione da cui avrebbe potuto trarre più guadagno, invece fu onesto e corretto.

Iniziammo così un lungo rapporto di cura e certi momenti furono difficili per entrambi poi la fiducia divenne totale.

Quando arrivavo lui mi accoglieva e salutava con un sorriso e mi abbracciava come si consola un bimbo che si è fatto un graffietto! Semplicemente cercava di trasmettermi fiducia e tranquillità tanto era evidente la mia tensione.

Piano piano, seduta dopo seduta di un lavoro che facevano insieme, collaborando l’uno con l’altro e dandoci tutto il tempo per fermarci o proseguire, io andavo rilassandomi sempre più e recarmi in quello studio divenne quasi un abitudine piacevole, lentamente andavo riappropriandomi del sapore del cibo e del gusto della vita.

Dopo un anno la mia bocca tornò a posto.

Avevo ritrovato due cose importanti una migliore qualità della vita e una persona valida di cui avere nuovamente la fiducia.

Visitare Ilheus, capitale del cacao e città di Jorge Amado, stato di Bahia, Brasile, gennaio 2008.

bar vesuvio  Ilheus
“Vim prá’qui aos quatro anos. Aqui transcorreu a minha adolescência, vivi minha infância, corri nas ruas solto, livre, capaz de amar a liberdade sobre todas as coisas, pois a primeira lição que recebi desta terra foi a lição de liberdade. Ilhéus não é apenas uma bela cidade do sul da Bahia, com a tradição de luta, de violência, de vida espantosamente vivida. Ilhéus é bem diferente, é bem mais que isso. É a transformação de tudo isso em criação.”(Jorge Amado)

Ilheus 1
Ilheus significa letteralmente isole, quale nome più suggestivo per una città? e se poi aggiungiamo che è stato un porto importante, oggi scalo di navi da crociera, principale centro della produzione del cacao, luogo d’infanzia di Jorge Amado, si capisce perché non potevamo non visitarla.
Davanti alla spiaggia centrale vi è una piccola isola verde e selvaggia, dalla spiaggia guardando la città troneggia su tutto la chiesa di Sao Sebastiao contro il cielo azzurro e profondo di nuvole.
Il volo del 18 gennaio da Malpensa a Salvador, via Natal, è stato ottimo, il trasferimento in taxi dall’aereoporto alla rodoviaria dei bus è facile, siamo sbarcati alle ore 21 e subito alle ore 22, 50 saliamo su di un autobus semileito, destinazione Ilheus.
Guardando fuori dai finestrini del bus alle prime luci del mattino, sembra che il sole brasiliano ci abbia abbandonato, c’è una nebbiolina bassa e goccioline di umidità sono condensate sui vetri, pare quasi l’inizio di una giornata autunnale.
Una volta arrivati ad Ilheus l’umidità evapora, il cielo si pulisce e assume quel bel colore azzurro tipico di Ilheus.
Ci sistemiamo rapidamente alla pousada Encontro das Aguas sul lungomare della Praia do Cristo e usciamo subito a fare una passeggiata verso il centro per orientarci.
Alle ore 8, 30 di sabato mattino del 19 gennaio 2008 la piazza della chiesa di Sao Sebastiao con i tavoli all’aperto del bar Vesuvio è avvolta in un perfetto silenzio e in una pace assoluta, non c’è traffico, il sole illumina dolcemente la chiesa e la spiaggia, l’aria è dorata, lentamente aprono i negozi del centro, la gente si mostra per le strade, il via vai accresce, oggi è festa!
Que som é esse mano?
Que o povo tá dançando?
Que vem de lá prá cá?
É um som diferente
Que alucina a gente
E faz dançar…

É uma mistura de tambor
Violino e agogô
Que não deixa ninguém parado
Lá no fundo tá rolando
O som que vem empurrando
É o berimbau metalizado…
(berimbau metalizado, Ivete Sangalo)

ilheus
Un battere di tamburi, musica sparata a tutto volume, seguiamo il suono e raggiungiamo la piazza vicina, c’è una squadra colorata di percussionisti con i tamburi e gli atabaques pronti a dare il ritmo alla processione che si sta preparando, un camion corredato da casse amplificate li seguirà; si addensano in gruppetti le donne bahiane, nonne con le nipotine, indossano inamidati abiti di pizzo bianco, la teste sono avvolte in scialli bianchi lavorati a mano e recano anfore con fiori azzurri bianchi e gialli, hanno lunghe collane di perline colorate rosse e blu, sottobraccio hanno una scopa per il lavaggio rituale dei gradini della chiesa; jogadores do capoeira si esibiscono in evoluzioni al suono del berimbao, che è un arco musicale, accompagnato dal pandeiro, un tamburello a sonagli, e dal reco reco, una specie di “raspa” di legno.

Un jogador do capoeira in divisa, pantaloni bianchi e il cordel , cioè la cintura fatta di una treccia di nove fili, torso nudo, capelli rasta, 25 anni, ci invita alla festa, si chiama Moreno ma il suo nome d’arte è Boca Preta.

La lunga processione, a cui mano a mano si aggiunge una folla infinita, si snoda per tutta la città, camminiamo ore sotto al sole, compriamo anche le magliette della festa, lavagem do Sao Sebastiao 19-01-2008, i jogadores do capoeira compiono evoluzioni mentre le baiane in bianco invadono la scalinata della chiesa, rovesciando il contenuto delle loro anfore, acqua profumata e fiori sui gradini, e poi con la scopa iniziano a pulire energicamente i gradini, le mae de santo versano in una sorta di rito battesimale l’acqua sulla testa dei presenti, anche sulla mia, (c’è sempre bisogno di una benedizione in più), infine arriva il camion – cisterna che spara con gli idranti sulla folla entusiasta cannoni d’ acqua con la musica a pieno volume, mentre i tamburi ora sono al riparo in un angolo sicuro della piazza, i percussionisti si bagnano in mezzo alla folla, la processione e il lavaggio sono terminati, ritorniamo stanchi alla pousada, quella sera nella stessa chiesa ci sarà la celebrazione di un matrimonio.
Con Boca Preta e un suo amico ci troviamo a cena e ci accordiamo per la gita dell’indomani alla Lagoa Encantada.
Il giorno seguente con un taxi ci fermiamo in località Joja do Atlantico, alla casa di Maria che Boca Preta ci presenta come sua esposa.
Maria ha 50 anni, è nata a Malaga e fino a poco tempo fa viveva a Maiorca, dopo il divorzio è fuggita in Brasile e ora sta per ottenere la cittadinanza, ha comprato un lotto di terra di fronte al mare, ha costruito questa deliziosa casetta in cui al mattino entrano gli ucccellini cinguettando, ci racconta orgogliosa che sta per diventare ufficialmente brasiliana, una delle sue tre figlie già vive in Brasile, un’altra la raggiungerà, sta progettando di ampliare la sua casa per aprire una pousada.
Riprendiamo insieme il taxi fino ad un piccolo porto sul fiume Almada da cui si prende una lancia per raggungere le 2 cascate che costituiscono la lagoa Encantada, alla seconda è possibile fare il bagno in un ambiente incantato come dice il suo nome.

lagoa encantada
La lagoa è abbracciata all’intorno da una fitta verde foresta. Le rocce sono nere e l’acqua ha una colorazione scura per via dei sali minerali che vi sono disciolti. La cascata degrada dolcemente in piccoli sbalzi.
Tra le rocce e gli spruzzi Boca Preta bacia sulle labbra la sua Maria, prima Maria sulla barca mi ha confidato che lei lo sa che lui è solo un ragazzo, che ha la metà dei suoi anni, che potrebbe essere suo figlio ma ne è innamorata e non le importa quanto e come durerà, lei ora è felice e della sua felicità non ha vergogna.
Pranziamo insieme un ottimo pescado al ristorante presso il porticciolo, Boca Preta si addormenta appoggiando la testa come un bambino sulle ginocchia di Maria, lei lo guarda e sorride dicendo ‘ ieri alla festa si è stancato, giovane amore mio’.
La notte il lungomare di Ilheus si anima di bancarelle di cibo di strada e di generi vari, sulla spiaggia c’è una fiera dell’artigianato e prendiamo due fette di torta al cioccolato fatta in casa dalle bahiane, una delle più gustose torte al cioccolato che ricordiamo di avere mai assaggiato. Come potrebbe essere diversamente: Ilheus è la capitale del cacao!
L’indomani con un bus raggiungamo località praia do norte per visitare la fabbrica di chocolate caseiro di Ihleus, il piccolo edificio assomiglia ad uno chalet svizzero, la fabbrica non si visita, dalle due finestre esterne si possono vedere le abile artigiane, in guanti e cuffietta, confezionare a mano uno per uno i cioccolatini come dentro ad un quadro, nell’annesso negozio ci concediamo una mini degustazione. Prima di far ritorno in città passeggiamo lungo alla spiaggia di Praia do Norte, è alta marea e le onde sono forti e fragorose, al di là della strada ci sono povere case con piccoli cortili che si affacciano su un rio, adulti che giocano a carte e bambini che giocano con dei gattini, un bambino si accorge di noi, ci sorride e ci mostra un gattino, ecco che arriva il bus direzione Ilheus.
Ci sono ancora un paio d’ore prima che faccia buio, decidiamo di scendere alla praia di Sao Miguel in periferia della città, attraversiamo un ponte, la spiaggia è là con le sue palme, solitaria e bella come un miraggio, all’apparenza tutto è tranquillo, ci affacciamo sul ponte : la favela colorata è adagiata lungo al fiume là sotto, tra tetti di eternit, baracche improvvisate, confusione e sporcizia, ma al contempo è quasi una visione idilliaca.
Una signora con un bambino ci viene incontro dall’altra parte del ponte e ci blocca dove state andando?, ci dice con tono allarmato, tornate subito indietro, questa è una favela e la spiaggia non è sicura, vi lasceranno entrare ma uscirete in mutande, vi scongiuro andate via. Seguiamo il suo consiglio, riprendiamo il bus e scendiamo a praia do sul, nei pressi di un mega complesso alberghiero , è quasi l’imbrunire e ragazzi appaiono e scompaiono tra le dune, anche qui non è per niente sicuro, meglio tornare in centro.
Ancora un altro giorno a Ilheus, visitiamo l’ ecoparque di Una, 45 km a sud di Ilheus, importante per la presenza del mico leao da cara dourata, una piccola scimmia con una piccola criniera simile a quella di un leone, minacciata di estinzione, che però non riusciremo a vedere.
L’ andata è in taxi , l’appuntamento con le guardie ecologiche è alle 10 all’ingresso, il taxista ci lascia qui sulla statale, c’è un piccolo riparo, inizia a piovere sempre più forte, sempre più fitto, poi finalmente ci viene a prendere un camioncino trasformato in bus con alcuni sedili, la strada sterrata è in pessime condizioni, tutta buchi e sobbalzi , sono 6 km sotto alla pioggia, fortunatamente non appena arriviamo smette di piovere così possiamo iniziare la visita.
Per primo osserviamo l’estrazione artigianale della gomma naturale, il caucciù, dagli alberi di seringuera, si incide la corteccia da cui fuoriesce un liquido bianco che viene raccolto in una ciotola.
ecoparque de UnaLa particolarità di questo parco sono le passerelle sospese a 20 metri sopra alla foresta tropicale, sostenute da maglie in acciaio, si cammina in mezzo agli alberi, in un tempio verde pieno di vita.
Camminiamo anche lungo corso di un rio, raggiungendo una piccola cascata, la lu
ce del sole filtra tra le foglie sul’acqua, un momento di pace e silenzio. Ritorniamo alla struttura base in muratura, c’è un porticato con dei tavoli e delle panche, intorno ci sono alberelli con fiori e meline, da cui gli uccellini come il colibri e il tio sangre vengono attirati.
Il camion ci riaccompagna all’uscita dove aspettiamo il bus per Ilheus, scendiamo ad Olivença, centro d’ acque termali, con la bella spiaggia di Batuba, che ha un tappeto erboso che arriva fino quasi alla battigia, qui troviamo, mezza sprofondata nella sabbia , una composizione di candele del candomblè, un’offerta a Jemenjà, che disseppelliamo e metteremo in valigia.
Non mancate di visitare una piantagione di teobroma cacao, il centro del Ceplac e il centro per il recupero dei bradipi della biologa Vera de Oliveira, e di fare una gita a Castelo Novo con la guida Ivanildo e i suoi figli, e la notte di rivivere i fasti dello storico locale del Bataklan, di cui ho già raccontato in precedenti articoli.
Da Ilheus la meta successiva è Itacarè con spiagge e cascate fantastiche, ideale per gli amanti del surf e del trekking.

La duna del tramonto a Jericoacoara, stato del Cearà, Brasile 2006.


Ogni sera si rinnova a Jericoacoara il miracolo del tramonto, la gente come attirata da un magico richiamo sale sull’alta duna che sovrasta il paese, la duna del por do sol, (del tramonto ), per assistere al compiersi dello spettacolo della natura, persone sedute sulla sabbia con parei con la bandiera brasiliana o in piedi, persone allineate accomunate innamorate della medesima cosa : il tramonto sull’oceano : ogni sera si replica lo spettacolo del sole ed è gratuito.

Si sale in processione e si attende il miracolo, intanto qualche capoerista si allena buttandosi giù per le dune rotolando in fantastiche evoluzioni e i bambini giocano imitandoli.

L’ora è calda, il mare si tinge di azzurro tiepido e poi le nuvole rafforzano l’oro e il rosso.

Si ridiscende in silenzio, nell’oscurità, verso il paese con il cuore riscaldato e acceso, è l’ora di una birra o di un succo di frutta tropicale nei baretti in spiaggia, la marea è salita inaspettatamente e si guada verso la luce del paese, poi la gente ci si disperde…

Nel cielo perdura quell’oro e rosso fusi insieme nel blu delle nuvole.

La notte ci si ritrova tutti nel centro del paese a vedere uno spettacolo di capoeira.

Lettera dal cielo.

Lettera dal cielo.

Può un essere così piccolo come l’uomo nutrirsi di sogni senza confini?


volo Milano-Rio de Janeiro 22.7.1991 

In quota novemila, scivolando leggero come l’aria, come lo spirito. Sentirsi di casa nell’Universo e desiderare l’infinito. In un cielo senza curve, senza steccati, senza burroni, sentirmi parte di questa materia di luce che mi avvolge.

Dall’osservatorio del cielo abbraccio l’universo. Per vibrare la materia di questo aereo che mi porta nel suo ventre. La materia che vola! Viaggiare nella luce. Per cantare i salmi dei colori, l’inno dell’arcobaleno.

Specchiarsi nel volto azzurro del cielo.

In cima al cosmo l’ossigeno è più puro e l’anima spazia senza peso di gravità. E il desiderio di comunicare con l’uomo, con la storia, si fa più acuto.

Il pulpito del cielo deve essere il posto più adatto per parlare al cuore dell’uomo. Sospesi sull’infinito si relativizza tutto. Quassù ci sono persone di tutte le nazionalità. Ma a questa quota i passaporti non valgono niente. Ci si sente piccoli piccoli con una gran voglia di nascere di nuovo. Dal ventre immenso del cielo. Per essere cittadini del cosmo.

Ho sonnecchiato sull’Atlantico. La rotta di Colombo. In cerca dei cieli dell’anima da esplorare. Dell’anima dei popoli ha sete l’anima mia. Dove il riflesso dell’infinito se non in una moltitudine di volti unici, irrepetibili, senza fine?

Dio! Può un essere così piccolo come l’uomo nutrirsi di sogni senza confini?

Il cielo mi fa sentire a casa tra le stelle.

Coltivare aspirazioni illimitate, navigare in un foglio di cielo e portare nel cuore l’Universo.

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