Un figlio, una figlia sono la storia di tutta una vita. (da Appunti di giovinezza)

panchina

(dopo una litigata un padre e una figlia si ritrovano così:)

Si fermano di fronte alla gelateria meta della loro passeggiata.

“Lo prendi un gelato?”, le chiede suo padre.

” No, io no e tu?”

“Io neppure.”

“e allora mi dici siamo venuti a fare qui?”

“Siamo venuti per fare una passeggiata. Insieme.”

E’ chiaro che il gelato era solo un pretesto.

Tornano indietro per i viali freddi e deserti, non parlano, in auto vanno in stazione e salgono a vedere se c’è qualche treno che passa ma F. è una stazione ferroviaria modesta e non c’è tutto questo transito di treni.

“Mi piace guardare i treni passare.” lui dice.

“Anche a me, ma qualche volta li vorrei prendere i treni.”

“Avrai tutto il tempo per farlo.”

Restano fermi seduti in auto.

Suo padre ha un momento di silenzio poi inizia a parlare.

“Vorrei spiegarti perché siamo usciti questa sera, non certo per il gelato che non abbiamo preso e neppure per fare una passeggiata, vero?”

Questo è il momento di parlare, di arrivare al nocciolo del discorso, di buttare fuori il rospo, il momento non può essere rimandato. Eva lo ascolta stupita e curiosa.

“Se c’è una cosa davvero riprovevole è quello che è successo ieri sera, intendo dire la scenata che ti ho fatto. Ne sono dispiaciuto ma se tu provassi a metterti nei miei panni di genitore forse potresti capire che quando si tratta di un figlio è difficile se non impossibile trattenersi.

Forse tu non lo sai ma io sono molto timido e riservato nei mei affetti più sinceri. Faccio fatica a manifestare i miei sentimenti, ad esternare le mie emozioni, e così a volte la rabbia esplode ma non sono io quello di ieri sera, non è tuo padre, tuo padre è quello che ti vuole bene e vuole il tuo bene.

So che pensi ma cosa significa voler bene? Voler bene è comportarsi come me ieri sera? No di certo. Io ti chiedo scusa.

Vorrei raccontarti una curiosità sul tuo nome. Quando nasce un figlio cerchi un nome da dargli, ma non un nome qualunque, perché il nome lo accompagnerà per tutta la vita e vorresti che gli portasse fortuna.

Quando tu sei nata era molto popolare un’attrice, una certa Eva, a me piaceva ma non dirlo alla mamma. Scegliendo per te lo stesso suo nome io speravo che mia figlia potesse avere uguale bellezza e uguale successo nella vita. Questo del nome è una sciocchezza se vuoi…

Ti garantisco che la scenata di ieri non si ripeterà, io vorrei che tu avessi fiducia nei tuoi genitori, e se tu vuoi io sono qui per ascoltarti per parlare per consigliarti. E anche la mamma lo è, lo sai. Non abbiamo niente da insegnarti però magari la nostra esperienza potrebbe esserti utile perché da certe situazioni ci siamo già passati, le abbiamo già attraversate.

Vedi per noi, per me e per tua madre, la famiglia è la cosa più importante. Non è solo il senso della nostra vita, è molto di più…

Un figlio, una figlia sono la storia di tutta una vita.”

Tace e osserva il volto della figlia, le ha detto tutto quello che sentiva dentro, ci è riuscito.

Eva non ha mai serbato rancore contro di lui, solo tristezza per il non riuscire a capirsi, le sue parole l’hanno colpita intimamente, forse per la prima volta riesce a comprendere l’esistenza di un altro essere, suo padre.

L’orologio sulla facciata esterna della stazione segna un quarto a mezzanotte.

“Si è fatto tardi, il tempo è volato, ritorniamo a casa.”

Per tutto il tragitto nessuno dei due dice una parola.

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3 pensieri riguardo “Un figlio, una figlia sono la storia di tutta una vita. (da Appunti di giovinezza)

    1. Io, allora, avevo 16 anni, troppo giovane e immatura per capire a fondo il senso di una frase come un figlio sono la storia di tutta una vita, tuttavia questa frase me la impressi bene a mente per non dimenticarla perche’ intuivo che mio padre mi stava dicendo una cosa molto importante…
      Se ti va di leggere tutta la storia Appunti di Giovinezza la trovi sul blog nelle pagine vicino a chi sono. Ciao e grazie.

      Liked by 1 persona

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