Quale fondo? Siamo già arrivati al fondo. (da Appunti di giovinezza)

Le cose vanno a finire così quando nell’amore non ci si mette quel qualcosa in più, quando ci si dimentica di metterci il lievito e si arriva a toccare il fondo senza neppure rendersi bene conto di ciò.

L’amore è fatto di attesa, sogno, idealizzazione e tanto altro.

Ma così, come qui viene descritto,  svuota, diventa scialbo, senza cielo, eppure si può imparare anche da questo.

notte

Andiamo via subito.” dice Eva, tornando da Jonathan dopo aver chiamato casa, lei è molto agitata.Aspetta, io prendo la mia auto, così dopo non devi riaccompagnarmi indietro, cerchiamo una pizzeria sulla strada per Ravenna e poi stiamo insieme. Vado avanti io.” risponde Jonathan tranquillo come se avesse un piano perfetto in mente.

Va bene, io ti seguo.”

Eva, non voglio fare l’amore con te.”

Ognuno è solo dentro alla propria auto.

Sono le otto di un sabato sera di metà ottobre, sulla strada è scesa una leggera nebbiolina, Jonathan si ferma a due distributori chiusi per chiederle se è tutto a posto.

Jonathan guida senza sapere neppure lui dove andare. Eva lo segue, guarda nello specchietto la strada buia che si dilegua nella nebbia dietro di lei.

Una corsa in auto.

Le tornano in mente le parole del libro:

Mentre correvo verso nord sull’autostrada capii finalmente che follia stavo commettendo.”

Una follia!

E’ dunque una follia seguire quell’auto e quella figura che intravede nell’oscurità, Eva vorrebbe arrestarsi, fare inversione e tornare indietro a casa e alle sue certezze, là dove sa esservi il proprio posto nel mondo. Ma è davvero così, cosa sta cercando, cosa sta inseguendo? E’ davvero una corsa folle e inutile senza alcun punto di arrivo?

Considera con freddezza la persona davanti a lei, non lo riconosce, non sa chi sia e se ne valga la pena, non sa se è inutile o se è già tutto perso.

Eva continua a seguirlo nella strada cieca decisa ad arrivare fino in fondo ammesso che non l’abbiano già toccato e che lei non se ne sia accorta.

Le risuona la voce di Jonathan:

Quale fondo? Siamo già arrivati in fondo.”

Può darsi che sia così, sempre meglio sbatterci per bene la testa.

I paesini sulla strada per Ravenna si assomigliano tutti in quanto a squallore, le case a ridosso della carreggiata, la chiesa con il campanile, un campetto da calcio e il circolo.

Guglielmo si ferma in un piccolo piazzale davanti al circolo della frazione X, le fa cenno di parcheggiare.

Entrano nel locale dove vengono immediatamente notati perché estranei, forestieri.

Dove siamo capitati?” si dicono sorridendosi. Jonathan le chiede se desidera mangiare qualcosa, ma Eva non ha fame, neppure lui. Al grasso barista con i baffi lui ordina due cappuccini e si fa indicare i servizi igienici. Eva resta al banco, è stanca, osserva il locale e i gesti del barista nel preparare il caffè e il latte. Quando lui torna i cappuccini sono pronti e prendono posto ad un tavolino. Anche Eva ha necessità del bagno, “Attenta, pericolo di infezioni”, lui l’avvisa. A lato della porta del bagno, un vero cesso, c’è una stanza fumosa illuminata da luce al neon una tv accesa un tavolo da biliardo e quattro giocatori con le stecche in mano in un’atmosfera da bar Mocambo come in una canzone di Paolo Conte.

Jonathan ed Eva sono seduti a quel tavolino, uno di fronte all’altro, bevono il cappuccino e si guardano intorno. Eva pensa che è davvero squallido quel locale ma non dice niente mentre Jonathan non si astiene dai commenti negativi. Le pareti giallognole sono ricoperte da foto di gruppo, avvisi, pubblicità, ritagli di giornali sportivi, gli stretti tavolini stanno addossati al muro come foglie d’autunno sugli alberi pronte a cadere, il grasso barista coi capelli unti e la testa intontita dalla tv, i vecchietti accaniti in una briscola, l’aria densa del fumo e l’odore del caffè e del latte rancido.

Non vuoi qualcosa da mangiare?”

No, non potrei mangiare più niente.”

Il latte del cappuccino è andato a male.”

Jonathan paga, escono dal locale e vanno nell’auto di Eva, ferma davanti ad una casa con gli scuri chiusi mentre un albero oscura la luce del lampione.

Si distendono sui sedili, Jonathan ha un senso di nausea.

Avvicinati.”

Lui le prende la mano e la porta sotto alla sua maglietta, sulla sua pancia, Eva avverte il contatto caldo con la sua pelle e istintivamente gli fa un leggero massaggio per calmargli il dolore allo stomaco.

Sì così, toccami, toccami…”, sussurra sempre più intensamente, toccami diventa l’unico verbo, l’unico modo possibile e totale.

Adesso lo desidero, quando sarà finito non lo desidererò più, ma ora lo voglio, ora è la cosa più importante e tra poco non lo sarà più.”

Eva dice di no, che è inutile.

E’ già tutto finito, resta il mal di testa, ora lui non la desidera più, non le importa più. Eva si rende conto che Jonathan sta per lasciarla, aveva ragione lui, erano già arrivati in fondo.

Jonathan ora la guarda freddamente con una punta di disprezzo.

Ma guarda le tue mani, non hanno mai provato niente, non sanno niente, dimmi ma cosa ti aspettavi da me, cosa credevi, perché mi hai cercato?”

Niente, non credevo niente, volevo solo stare insieme a te, volevo sapere se il mio pensiero di te corrispondeva a qualcosa di concreto se eri parte del mio mondo oppure no, è iniziato tutto ascoltando Van Loom, così diverso e così lontano da me ed io non avevo capito, Van Loom viveva ed io lo credevo morto…, che ne sapevo di quanto avesse navigato.”

Eva parla del senso di estraneità, dell’incomunicabilità tra due esseri umani, di quanto sia difficile se non impossibile comprendere l’esistenza di un altro nonostante che uno ce la metta tutta. Guglielmo pare capire nonostante che lei si esprima in modo confuso, le risponde recitando il testo di una canzone degli Area, Consapevolezza da Arbeit macht frei. Recita credendo e scandendo con fredda precisione ogni parola.

Sono alle ultime battute, Jonathan è sceso dall’auto:

Io sono io. Uno uguale a me non lo troverai mai più.”

Eva gli è di fronte, lui l’abbraccia per salutarla, Eva lo stringe forte ma lui la respinge adducendo un forte mal di stomaco, sale sulla sua auto, abbassa il finestrino per l’ultimo saluto.

Così non mi va, in questo modo non ne vale la pena, non può continuare, lo capisci?”

E’ lei ora a fissarlo con fredda indifferenza, lui sta andando via e non si vedranno più.

Se un giorno capito a suonare dalle tue parti te lo faccio sapere.

Ora io vado, non so nemmeno a che ora sarò a casa, non mi sento bene e non funziona neppure l’impianto di riscaldamento, ciao, io vado via e basta.”

Eva continua a ripetere senza guardarlo più in viso.

Non mi importa più, è tutto inutile.”

Ciao.”, lui dice.

Ciao.”

Jonathan va via.

Basta. Stop. Fine. Basta.

Eva gli volta le spalle e sale in auto, parte nella direzione opposta di quella in cui è andato Jonathan, torna indietro a casa. Non si gira neanche una volta, da questo istante è come se lui non esistesse più, cancellato finito, e lo stesso lei per lui.

I vetri dell’auto sono appannati e la notte è nebbioso, l’asfalto è bagnato, la strada più deserta di prima.

Nel sedile Jonathan la lasciato una cassetta musicale, la lattina vuota di birra, un pacchetto con due o tre sigarette, e dietro tutte le lettere che lei aveva scritto per lui ora giacevano perdute e abbandonate. Lui non le avrebbe mai lette.

Eva abbassa il finestrino, una ventata di aria fresca le colpisce il viso, prende la cassetta e la lancia fuori, l’osserva volare poi rotolare e infine rompersi, il nastro srotolarsi come una stella filante, poi getta la lattina e il pacchetto delle sigarette, è sola per strada, controlla negli specchietti che non ci siano altre auto, infine strappa le lettere e ne fa coriandoli nel vento.

E’ stato l’ultimo atto.

per chi vuole continuare a  leggere Appunti di giovinezza http://wp.me/P5F33D-E

soon available in english

Annunci

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

pantalica

la capitale dei siculi

Laura Parise

Come le onde del mare... un moto perpetuo... perché la vita è un libro pieno di pagine bianche...

Viaggi Social

Viaggi e Foto

Vale in-divenire...

Just another WordPress.com site

La Terra di Mezzo

La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori. Alda Merini

Tanos andando

Viaggio in sudamerica - Travel blog

CONTATTOZERO - NARCISISMO PATOLOGICO E PSICOPATIA

NARCISISMO PATOLOGICO E PSICOPATIA NO CONTACT

narcisismo patologico

Un benvenuto speciale alle/ai Sopravvissut@ al narcisismo. una volta scoperto che NON SIAMO PAZZ@ e soprattutto NON SIAMO SOL@, possiamo cominciare a rivivere un'altra volta. la miglior vendetta è una vita vissuta bene e pienamente.

Limù

- So many things to say -

Fame di parole

Storie, articoli e pensieri

La Poesia del Cuore

Questa è la poesia del mio cuore. Il mio essere, il mio amore. Dedicata alla persona che amo.

Piccoli ventagli

Poesia d'ispirazione orientale

The Art of Books

books and other mixed media works of art from the eclectic mind of jamila rufaro

La Vita, così come me la racconto

Quando sono quello che sono appare Dio dentro di me. (A. Jodorowsky)

Letters from Santa Blog

Make Christmas Magical with Letters from Santa!

prima dei tasti sul cuore

Il territorio dell'agire poetico

La porta della condivisione

La vita...è...un'avventura.........

SENZ'AZIONI

Qui sensibilizzo la mia immaginazione.

Chiavari EMOZIONI tra Caruggi e Portici

Da un'Emozione nasce un Disegno da un Disegno un'EMOZIONE

-Conto Alla Rovescia-

•Scegli i tuoi pensieri con attenzione, sei tu il creatore della tua vita•

piapencil

L'ironia è la prima strada verso la libertà

Illuminata

perchè tenerci tutto dentro, la comunicazione è la cosa più bella

patriziaturno

school is fun

Il tuo cielo

Li dove puoi mettere insieme persone, momenti, ricordi e sogni. Dove puoi esprimere serenamente i tuoi desideri oppure svuotarti delle tue paure. Puoi condividere le tue esperienze o aiutare chi sta in difficoltà. È il tuo cielo e decidi tu cosa vederci dentro.

L'angolo di White B.

Attraverso questo blog vogliamo parlare di NOI genitori: genitori di corsa, sempre alle prese col tempo e la gestione di lavoro e famiglia, e genitori che all’improvviso devono rallentare senza capire fino in fondo cosa sta succedendo. I loro bambini infatti sono ammalati o non ci sono più.

laspunta

Qui le chiacchiere stanno a zero... Siete capitati nel blog di un’accumulatrice compulsiva di informazioni...

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

folioandfibre.wordpress.com/

experimental mixed media, paper and textile explorations...and a place to empty my head

Woodlands and Waters

Outdoor adventures in the Tennnessee Valley and beyond

PaperMatrix

take paper in excess - add crafty fingers - and make woven wonders

fabriziocaramagna

Fabrizio Caramagna, ricercatore di meraviglie e scrittore di aforismi

SOGNOTEATRO

Il teatro è un sogno che si vive in poche ore e continua anche dopo. (Salvatore Pagano)

ALBERTO ROSSETTI

PSICOTERAPEUTA e PSICOANALISTA

Parole in Processione

nevrotiche e appassionate

Visitare Civita di Bagnoregio

Prenotazione guida turistica, pacchetti e informazioni

Petru In Viaggio

Viaggia più che puoi. La vita non è fatta per essere vissuta in un unico luogo!

Convitto Art Lab

Creatività contemporanea negli spazi della storia

Tempo di Carta

DIAMO STILE ELEGANZA EMOZIONI PERSONALITÀ AD OGNI VOSTRA SCELTA

Paper Girl in a Paper Town

Aspirante scrittrice. Sono una ragazza di carta in una città di carta

...Cilento Channel

l'informazione del cilento sul web e in tv canale 636 del digitale terrestre

Dove nascono le idee...

il blog di La Rana Viola

Final Year Research

Research for my final year projects

words and music and stories

Let's recollect our emotions in tranquillity

Biblioteca il Gatto

via battaglini cagiallo