unmatched hugs

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…. a man embraces a girl
after the tears (Caruso, Lucio Dalla)

 The sky embraces the mountain
The mountain embraces the sea
The sea embraces the clouds
Clouds hug the moon
The moon embraces the fox
The fox rules over
I, a phlomis, embrace the dust of the earth.

     …I love you very
but much, you know (Lucio Dalla)

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Autism and me.

I and the Fox, the child and the flower.

19th of September about a year ago.

It was the night before a departure, this time my depature, I was closing the bag thinking if I put everything when at the last second there is always something essential to carry with. And so just before close on my backpack it happened to meet a Fox, cute nice friendly, with the face of a good poet, and asks me to tame … Yes like the Fox of St. Exupery’s little Prince book … and now a Fox asked me to tame it , a Fox asked to me that I am a plant, one Phlomis precisely.

I was very surprised and fascinated : it doesn’t happen every day that a wild and mysterious creature as a Fox to ask such a thing.

The Fox said, ” tame me please … I need you to do as  the little Prince does with the Fox …. my autism give no place to people in person, autism is a bad companion because it makes you feel good by yourself, then when you don’t have anyone next and you realize this, and you don’t want to feel that same pain, again, of being alone so you resume of being  to leave all and everybody.

According to me the little Prince is a little autistic, he  has a Fox as best friend, he travels from planet to planet making meeting strange people but he remains alone  and hr cries for a rose.

I cried when a currant plant died in my garden and I get emotional when I see the Bluebells that emerge, they lurk , always they make me worry: and I think will they come  this spring, once again? And then when I don’t have much hope they come out.

I need someone to do as the little Prince does with Fox that day by day approaching a bit more, if you do too soon  the Fox gets scared and runs away, like me, I am the Fox and you may be a kind of  the little Prince. ”

I said okay, but I felt in my heart a trembling by fear and I thought if I were like the little Prince I should have died for a snake bite, it were inevitable sooner or later …

Fox reassured me: “you can’t make mistakes  by heart and in the case, the snake will be well received and it won’t bite you.”

By definition The Fox is  a wild animal and it cannot be tamed, therefore I respect it as such, but not to tame it does not mean  unaffordable or impossible to establish a relationship with it.

If a Fox asks me to tame, what could I do in front of such request?

After a few hours I left for a trip and I put a Fox into my backpack and I took it in my heart since now.

To tell the truth, the fact was that I didn’t meet just  a Fox but also a child and a flower at the same time …. Three things together.

But one day, inevitably, the snake came and bit me. It made me very badly, I cried a lot, I had lost a fox, a child and a flower ….

Very very sad to lose these three important things in just one second.

It happened that Phlomis made a movement too fast, and the Fox got frightened and ran away, the child’s eyes widened in amazement, and the flower dropped its petals.

So Phlomis wilted before they could see your own flower bloom.

The Fox was back in his lair, scared and worried, the child continued to make oh for small discoveries of stars or ants, and the flower was preparing new petal, most beautiful and secret.

But plants are stubborn and Phlomis awaited its return and one day to surprise the Fox returned …

Do you know how the foxes do, they make you believe they are gone instead they are hidden somewhere and investigating and thinking in silence and then come back…

And so the Fox and Phlomis took  dialogue again, because it is not true that foxes are unapproachable or unattainable and it is not true that there can be no friendship …

Fox puts the nose out of its lair, smelling world in search of love and pure goodness, the baby marvel at ladybugs while the flower with its bright blue atypical petals smiles …

And now  Phlomis looks the Fox running free, watches the wonder child, contemplates the flower that spreads its new, no more crumpled, petals.

And Phlomis is happy about that even if sometimes it can happen to cry.

To moon and back, by foot.

To moon and back, by foot.

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Take my hand to the moon and back, by foot
guide my steps with you,
a moonbeam touched down in your hair :
I follow you
you won’t lose me.
Tell me a silent story without words, without talking
so that I sleep quiet,
touch on me with the caress of your smile
so that I remember you,
hug me without touching me as a kind shadow
so that I may dream of you,
take my heart to moon and back, by foot,
and do not let me fall
I won ‘t let you fall,
ever shining stars dance around us
and when the moon will be turned off
I will love you secretly with my silver tenderness.

Abbracci senza corrispondenza

Abbracci senza corrispondenza.

abbracci

….un uomo abbraccia una ragazza
dopo che aveva pianto… (Caruso, Lucio Dalla)

Il cielo abbraccia la montagna
La montagna abbraccia il mare
Il mare abbraccia le nuvole
Le nuvole abbracciano la luna
La luna abbraccia la volpe
La volpe abbraccia l’universo
Io, una phlomis, abbraccio la polvere della terra.

Te voglio bene assai
ma tanto tanto bene sai…

Io e la volpe, il bimbo e il fiore.

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Io e la volpe, il bimbo e il fiore.

Ancora un 19 settembre di un anno fa. (che strana coincidenza nuvolesparsetraledita)

Era la notte di vigilia di una partenza, questa volta la mia, io stavo chiudendo lo zaino pensando se vi avevo messo tutto, all’ultimo momento c’è sempre quel qualcosa di irrinunciabile da portare con sé. E così poco prima di chiudere il mio zaino incontro una volpe, simpatica gentile educata, con il viso di un poeta buono, e mi chiede di addomesticarla… eh sì come la volpe di S. Exupery con il piccolo principe… ed ecco che ora una volpe lo chiedeva a me che sono una pianta, Phlomis appunto, io rimasi molto sorpresa e affascinata, non capita mica tutti i giorni che una creatura selvatica e misteriosa quanto una volpe ti chieda una cosa simile.

La volpe mi disse:

Addomesticami… a me serve che si faccia come fa il piccolo principe con la volpe….

il mio autismo non lascia spazio alle persone di persona , è un cattivo compagno perchè ti fa sentire bene da solo, poi quando non hai più nessuno ti accorgi di questo, e poi ti riprende e tu pur di non sentire ancora quel dolore di essere solo accetti di lasciare tutti.

Il piccolo principe è un poco autistico secondo me, come migliore amica ha una volpe, non ha nessun altro e viaggia di pianeta in pianeta facendo incontri strani ma poi resta sempre solo e piange per una rosa, io ho pianto quando una pianta di ribes è morta nel mio giardino e mi commuovo quando vedo le campanule che sbucano, esse si nascondono, mi fanno sempre preoccupare: e io penso verranno questa primavera ancora una volta? Ed esse poi quando io non ho più molta speranza esse vengono fuori.

a me serve che si faccia come fa il piccolo principe con la volpe che piano piano giorno per giorno la avvicina un pezzetto di più, se con la volpe si fa troppo subito si spaventa e scappa via, come me, io sono la volpe e tu un pochino il piccolo principe.”

Io risposi va bene, ma avvertii nel cuore un tremito di paura e pensai che se io ero un poco il piccolo principe sarei morta per il morso di un serpente, prima o poi è inevitabile…

La volpe mi rassicurò:

Non si sbaglia con cuore e nel caso, il serpente sarà ben accolto e non morderà.”

La volpe è per definizione un animale selvatico pertanto esseri non addomesticabili e io li rispetto in quanto tali, ma ciò non addomesticabile non è sinonimo di irraggiungibile o di inavvicinabile o di impossibilità di instaurare un rapporto.

Se una volpe mi chiede in questo modo di addomesticarla, cosa dovevo fare se non accogliere la sua richiesta?

Dopo poche ore io partii per un viaggio e misi una volpe nello zaino e la portai nel mio cuore e da allora lì è rimasta.

Il fatto è che non si trattava soltanto di una volpe ma anche di un bimbo e di un fiore allo stesso tempo…. Tre cose insieme.

Ma un giorno inevitabilmente arrivò il serpente e mi morse.

Mi fece molto male, piansi molto, in un secondo avevo perso una volpina, un bimbo e un fiore….

Decisamente molto triste… perdere queste tre cose importanti in un solo secondo.

Successe che Phlomis fece un movimento troppo rapido in avanti, e la volpe si spaventò e scappò via, il bimbo sgranò gli occhi per lo stupore e il fiore lasciò cadere I suoi petali…

Così Phlomis appassì ancor prima che potesse vedere il proprio fiore fiorire.

La volpe era tornata nella sua tana, impaurita e preoccupata, il bimbo continuava a fare oh per le piccole scoperte di una stella o di una formica, e il fiore stava preparando nuovi petali segreti, più belli.

Ma le piante sono ostinate e Phlomis attendeva il suo ritorno e un giorno a sorpresa la volpe tornò…

Sapete come fanno le volpi, ti fanno credere che se ne sono andate invece sono nascoste da qualche parte e ti stanno studiando e stanno pensando in silenzio e poi ritornano…

E così la Volpe e Phlomis ripresero il dialogo, perché non è vero che le volpi sono inavvicinabili o irraggiungibili e non è vero che non ci può essere amicizia…

La Volpe mette il musetto fuori dalla tana e annusa il mondo in cerca di amore e di pura bontà, il bimbo si meraviglia alle coccinellle e alle stelle , il fiore con I suoi brillanti e atipici petali blu sorride…

E ora Phlomis guarda la volpe che corre libera nei prati,  osserva il bimbo che si meraviglia ,  contempla il fiore che stende i suoi nuovi petali non più stropicciati.

E Phlomis è felice di ciò anche se qualche volta si può anche piangere.

We’ll meet. (friendship poem)

ci incontreremo

We’ll meet crossing
in a mountain path
between sky and sea
and the greeting we exchange
will be sincere and loyal
It will be a good morning
between people walking
We’ll exchange
the joy of the journey
and we’ll look together
the spectacle of the world
we won’t say any word

‘cause we don’t need of words,
we won’t touch
that each distance will be overcome,
we will stand in silence,
and we’ll lose
in the sea of the world,
we will break the bread
knowing it’s nourishment for our souls ,
we drink friendship coffee
until the end.

ezz

Andata e ritorno fino alla luna.

luna

Prendimi per mano andata e ritorno fino alla luna, a piedi,

guida i miei passi insieme a te:

un raggio di luna si è posato tra i tuoi capelli,

io ti seguo,

tu non perdermi.

Raccontami in silenzio una storia senza parole, senza parlare,

perché mi possa addormentare serena,

sfiorami con la carezza del tuo sorriso

perché ti possa ricordare,

abbracciami senza toccarmi come un’ombra gentile

perché possa sognarti.

Prendi il mio cuore andata e ritorno fino alla luna, a piedi,

e non lasciarmi cadere

io non ti lascio cadere

le stelle sempre accese danzano intorno a noi

e quando la luna sarà spenta e invisibile

ti amerò con l’argento della tenerezza.

Tender magnificent bark.

corteccia 2

No armor
on my heart.
It wears a tender and
magnificent tree bark:
it flips as the pages of a book,
it flakes as sandstone,
it crumbles as dust.
Ancient tender tree bark,
rough to the touch,
well polished by sun and wind :
and time makes it in dust.
When the sap slowly dies,
It remains a tender magnificent bark,
it crumbles between my fingers,
Exoskeleton of my heart.

September with sunset and princess. (For Claudia)

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September still my summer inside, 19 September is still summer, my summer, another quiet day at sea, in the beach, sand shells stones dry twigs, little things to look at and even bigger as the sea and the sky, and all these clouds that intersect, forming patterns that suggest someone or something bigger, immense, infinite in the square of our limitations, and then burning and  flaming sunsets or sunrises soft and  pink.

White sails are racing in my horizon, a guitar and a bandoneon play gypsy music  on the beach while  I’m writing poems.

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Summer September 19 we are still loving, still playing, still dreaming, still writing and flying away in these clouds, in this sunset burning as a volcano on a rock on a hill with a princess locked in her  tower, looking clouds go away and get lost, so far and so near to almost touch them on tiptoe, on fingertips, on the tip of the heart, from that window that looks at her world,  with the fire in and out, that she, the princess, can not afford the flight.

Settembre con tramonto e principessa. (per Claudia)

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Settembre, ancora la mia estate dentro, 19 settembre è ancora estate, la mia estate, un’altra giornata serena al mare, sabbia conchiglie sassolini rametti secchi, piccole cose da guardare e anche le più grandi come il mare e il cielo, e tutte queste nuvole come nuvolesparsetraledita (  https://mariangelatardito.wordpress.com/ ) che si incrociano, che formano disegni che fanno pensare a qualcuno o qualcosa di più grande, immenso, infinito dentro al quadrato dei nostri limiti, e poi tramonti accesi infuocati o albe soffuse, rosa. Vele bianche che ricorrono nel mio orizzonte, una chitarra e un bandoneon gitano sulla spiaggia ed io che scrivo poesie.

mare 2

Estate, 19 settembre, ancora amiamo, ancora suoniamo, ancora sogniamo, ancora scriviamo e voliamo via tra queste nuvole, in questo tramonto che accende un vulcano su una rocca su una collina con una principessa chiusa nella sua torre che osserva le nuvole andare via lontano e perdersi via, lontane e vicine che quasi si toccano in punta di piedi, in punta di dita, in punta di cuore,da quella finestra che guarda il mondo, con l’incendio dentro e fuori a cui lei, la principessa, non sa dare il volo.

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White sail.

By night, in to the sea,vela 2

islands are off and quiet,

the Lighthouse is lit and beating,

the opposite coast is all a throb of vibrant lights,

a cruise ship goes slowly and majestic through the gulf,

in the sky ripped clouds are sailing, stars indicate the way to the moon.

But my love is far away:

just before sunset his white sail voyaged between the Islands

without even a greeting for me.

And I don’t know the reason.

His sail is white, white my soul too,

without him all is white,

‘cause my love for him makes me forget the beauty of sky,

‘cause my love for him makes me forget sunset’s colors.

White and far away,

my love’s sail,

white and far away,

my soul,

White lost sail

between islands,

by night, into the sea.

Settembre mangia il sole

E’ intensamente meravigliosa poesia di settembre 🙂

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robertacatalano

Come di tanto amore
oasi e oblio di un indizio di umanità fallace,
di tanto amore sbocciato
e trattenuto tra le pieghe della memoria,
di tanto corpo, d’occhi liquefatti,
antri di un sogno anestetico
che riempie gli echi e la notte.

Come di queste mani, impenetrabili aeree,
universi, profumi, desideri
che svengono prima di esser toccati,
come di questa morte amica che assaporo
e di cui spio le infiltrazioni lascive,
soporose, sogno seducente di antiche dolcezze.

Come nei tuoi capelli multifrutti,
nelle tue appendici di pelle,
sulla lingua livida, sui tuoi occhi,
come liberarmi da me,
defluire in questo amore
e non accorgermi mai più di quando dovrò morire
di fronte alla visione lucida del giorno.

La notte è apparecchiata
sulla stella di un corpo
che è una tavola di verde e di luce.
La notte è mia,
non un miraggio, né un attimo,
buco nero di tronchi d’acqua abbracciati.

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due cuori, la pioggia e un settembre. (da Favola per mio nipote)

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in onore di https://mariangelatardito.wordpress.com/  nuvolesparsetraledita,  pubblico questo brano da Favola per mio nipote, un racconto inedito dedicato al mio piccolo immenso amore, mio nipote.

Roverella è una fanciulla-quercia, mentre Verbascum un pirata-roccia. Verbascum scopre di essere innamorato di Roverella in modo tenero e delicato.

fiore del cisto, un fiore stropicciato e delicato

Quel giorno era il 19 settembre, cessato ogni colore, esaurita la lunga ubriacatura dei colori della primavera e della prima metà dell’estate, tutto era secco esausto e in sofferenza per la lunga siccità, le coronille, gli alaterni, i carrubi ,gli ulivi pendevano tristi foglie secche accartocciate, era una pena vederle così, l’erba tanto rigogliosa e forte ora era stesa abbattuta e gialla, sterpaglia secca, gli ulivi avevano abortito le olive.

Dove erano andati i trifogli, le centauree, i gladioli, le acetoselle, gli asfodeli, la veronica rossa, i lamium, il verbascum nigrum, le orchis italiche, le campanule, il convolvolo rosa, gli allium e tutti, tutti con i loro intensi fiori dove erano andati?

Tutto secco sparito solo lo spinoso sparzio villoso buttava ancora nuovi germogli e minacciava di invadere e sopraffare i coltivi.

Da quanto non pioveva! Il temporale suonava la sua sinfonia, un rombo di tuono si perdeva laggiù verso P. e un lampo schioccava sulla vetta di un ulivo vicino, il fiume che aveva il suo corso a pochi metri dal roccione raccoglieva quella pioggia improvvisa e la convogliava alla cascatella più in basso sul mare.

Al riparo dalla roccia Roverella ristette in silenzio: come era bello persino il temporale!

Verbascum pure manteneva il silenzio e piangeva.

Piangeva di malinconia, pensava al naviglio che aveva abbandonato, alla Tsiligua, che forse era stata venduta e aveva mutato nome, ma non aveva rimpianti, oggi era sereno, era un uomo in pace. Sentiva un sottile dolore d’amore per la fanciulla e sapeva che mai avrebbe potuto comunicarglielo ma ora la stessa pioggia li univa e li separava, ma ora la stessa pietra trasmetteva loro calore e assorbiva i battiti dei loro cuori.

Verbascum riaprì gli occhi, la pioggia era cessata, gli odori della terra e dell’erba e il respiro degli alberi erano dilatati e amplificati dalle gocce d’acqua, si mosse dunque d’istinto verso il punto in cui si era riparata la fanciulla ma non la trovò, trovò la sua impronta tra l’erba e accanto notò una piantina di cisto rosa, di cui prima non si era accorto, era minuscola, prese delle pietre e le dispose a cerchio per proteggerla. Perché proprio questa piantina, si sorprese a pensare, ve ne erano tante su quel lato della montagna così ben esposto, a sud ovest, a fine maggio era tutta una macchia di colore rosa brillante. Gli pareva che quei fiori di cisto fossero un poco come lui e un poco come lei ma non sapeva dire come o perché.

Gatti al mare.

C’e’ una spiaggia sulla costiera amalfitana che si raggiunge a piedi scendendo un facile sentiero tra la macchia mediterranea.E ‘ la spiaggia in localita’ Tordigliano- Chiosse, individuare l’ inizio del sentiero non e’ cosa semplice ma in pochi minuti di discesa non difficoltosa sarete ripagati, la vista la spiaggia e il mare sono stupendi, in aggiunta a cio’ le barche in rimessa sul molo, un piccolo rifugio addossato alla roccia, i resti di una fornace di calce sono molto suggestivi nel loro insieme. Ma la bellezza del luogo sta nell’incontro con la colonia felina che qui vive.
Dopo essersi inoltrato nella macchia mediterranea tra carrubi, mirti corbezzoli e lentischi, il sentiero corre sotto una parete di sedimenti marini, antiche grotte marine crollate, e si aprono scorci sul mare quando all’improvviso spuntano due tre quattro simpatiche e miagolanti teste che come sentinelle del posto ti vengono incontro e ti invitano gentilmente insistenti a seguirli poco piu’ in basso in un piccolo spazio riservato al loro ristoro dove vi sono diverse ciotole, ora vuote ma che qualche gattaro o pescatore provvede di sicuro a riempire.
“Ciao Umano cosa mi hai portato da mangiare? Finalmente sei arrivato, ho una fame!”
Qualche gatto entra a quattro zampe dentro ad una ciotola come a dirti:
“Non vedi che e’ vuota? Cosa hai nella borsa?Cibo per me?”
Un altro si affretta a leccare e lustrare per bene una ciotola per ribadire il concetto che e’ vuota, “allora hai capito che e’ vuota?cosa aspetti? Apri quella borsa!”
Un altro gatto ti guarda dolcemente, un altro miagola in modo eloquente: “O il cibo o la vita!”
Non abbiamo niente con noi, niente cibo in borsa…
Abbiamo solo qualche carezza o qualche coccolina…
Ma questi gatti non conoscono il piacere e il calore di una carezza. Sono mezzi selvatici, per loro l’amore e’ attesa di un umano con una borsa di cibo.
E’ possibile addomesticare questi gatti? La domanda e’ come funziona l’addomesticamento? E che cosa e’ ? Un qualcosa che aspetti e se non arriva ti manca? O e’una specie di amore- attrazione? Quando e come scatta la molla della fiducia che avvicina il felino all’uomo e viceversa? Quanto tempo si e’ disposti ad investire e a rischiare?
Certi gatti restano selvatici, non hanno mai conosciuto amore o il piacere di una carezza. Per loro l’amore e’ semplicemente una ciotola di cibo portato da un umano.
Questi gatti bianchi e rossi non si fidano. Forse non sanno cosa e’ una mano umana, cosa e’ una carezza. Restano a guardarti a distanza di sicurezza, appena ti avvicini di un passo scattano rapidi e si nascondono tra i cespugli. Poi si riavvicinano con la speranza che in quella borsa ci sia qualcosa di buono.
Sulla spiaggetta, piccolo molo per i pescatori, tra le barche in rimessa ci le mamme gatte con i piccolini teneri e graziosi, ma ogni tentativo di avvicinamento e di addomesticamento fallisce.
Dal rifugio adornato di legnetti, conchiglie, sassi e da una madonnina votiva si passa a destra sugli scogli per una scaletta in ferro e in breve si raggiunge la spiaggia marina di Tordigliano. Proprio di fronte, le 3 isole dell’arcipelago dei li galli appaiono vicinissime, la vista e’ stupenda, e’ l’ora del tramonto e ogni cosa assume morbidi contorni. La parete alle spalle e’ a rischio di frane e un masso con un albero in cima torreggia sulla spiaggia.
Un gatto rosso e bianco se ne sta qui in solitudine e tranquillita’ dal resto della colonia. Non c’e’ altro gatto o altra persona umana.
Io pure assaporo la pace del tramonto, io e il gatto rosso ci accorgiamo l’uno dell’altro, ci osserviamo da lontano chiedendoci se sia il caso di incontrarci ma poi lasciamo perdere, sara’ per un’altra volta se deve essere, restiamo a guardare il mare e l’ora blu che precede il tramonto in perfetta solitudine e in magico silenzio.

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Bianca vela

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Nella notte,
nel mare
le isole sono spente e silenziose,
solo il faro è acceso e pulsante,
la costa opposta è tutta un palpito di luci vibranti, una nave da crociera attraversa lenta e maestosa il golfo,
nel cielo navigano nuvole strappate e stelle indicano la via verso la luna.
Ma il mio amore è lontano:
poco prima del tramonto
la sua bianca vela è passata
tra le isole senza nemmeno mandarmi un saluto.

E io non so perchè.

Bianca è la sua vela,
bianca la mia anima senza di lui,
poichè l’amore che ho per lui mi fa dimenticare la bellezza del cielo,
poiché l’amore che ho per lui mi fa dimenticare i colori del tramonto.
Bianca e lontana
la vela del mio amore,
bianca e lontana
la mia anima.
Bianca vela perduta
tra le isole,
nella notte,
nel mare.

Evanescente alba

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Il mare risuona come acqua risorgiva,
immobile ed eterno
è sospeso in quest’alba
di petali di rosa.
Il cielo è un delicato bocciolo di velluto,
Alba , tenera amante non riamata,
Accarezza e bagna il mare,
non appena lo risveglia alla luce,
evanescente si dissolve,
sogno di dolcezza,

perdurando la sensazione  di un bacio soave mai dato.
….

Fragile magnifica corteccia

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Non ha corazza
il mio cuore.
Indossa una fragile e
magnifica corteccia:
si sfoglia come pagine di un libro,
si sfalda come pietria arenaria,
si sbriciola come polvere.
Antica tenera corteccia,
Ruvida al tatto,
Ben levigata da sole e vento,
E il tempo ne fa polvere.
Quando lentamente la linfa muore,
Resta fragile magnifica corteccia,
Si sgretola fra le mie dita,
Esoscheletro del mio cuore.

I bimbi che leggono ai gatti randagi

La volpe tacque e guardo’ a lungo il piccolo principe: 
“Per favore… addomesticami”, disse. 
“Volentieri”, disse il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, pero’. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose”. 
“Non ci conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno piu’ tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia’ fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu’ amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!” 
“Che cosa bisogna fare?” domando’ il piccolo principe. (S.Exupery)
l’articolo che segue mostra un’interessante modalita’ di addomesticamento 🙂

Belle Storie d'Amore e di Amicizia

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La lettura può essere una terapia e in Pensylvania gatti e bambini la praticano insieme. La Animal Rescue League of Berks County ha dato il via ad un programma per il recupero dei gatti randagi a cui partecipano anche i bambini che prestano la loro voce per aiutare i felini a recuperare fiducia negli uomini. I bimbi si siedono e leggono ad alta voce dei libri ad una platea tutta di felini. A poco a poco gli animali familiarizzano con il suono ritmico della voce, si avvicinano ai bambini e iniziano a fare amicizia. Il programma porta benefici ai gatti ma anche ai bambini che possono così superare le loro difficoltà di lettura.

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Il topolino spaventato.

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Nel giardino, all’ombra del carrubo, in un
sonnecchioso e caldo pomeriggio d’estate, riposavo sulla mia amaca tra
le cicale e il profumo del sole, quando mi accorsi di due occhietti neri. Mi stavano
guardando da dietro una pietra a pochi centimetri da me, pensai alla solita
lucertola curiosa, invece si trattava di un piccolo innocuo topolino impaurito. Nel pomeriggio c’era
pace e caldo e nonostante avessi bevuto un doppio caffe’ mi riassopii, ogni tanto cadeva una foglia secca, e una bacca di carrubo, oppure la solita lucertola maldestra faceva rotolare un sassetto, allora aprivo gli occhi e provavo a
riprendere il filo della lettura interrotta, ma mi vedevo sempre quei due occhietti neri a punta che mi osservavano, il mio topolino doveva essere molto intimorito e probabilmente non sapeva come far ritorno sano e salvo alla sua tana tra le pietre sotto al carrubo.
Devo confessarvi che io ho paura dei topolini anche se mi
piacciono, ne raccolgo anche gli scheletrini e li conservo per un po’, andrà via pensai,
invece lui continuava a restare li’con il fiato sospeso ed io pure. Il caldo e la pace del luogo mi rapirono nel sonno, quando mi svegliai era ora di cena, lasciai cosi’ la mia comoda amaca, preparai la cena e mi dimenticai del topolino. Nel risciasquare i piatti lui si spavento’ del rumore, fece una rapida apparizione tra le pietre che sostengono il lavello, ( in seguito ho provveduto a chiudere per bene tutti i buchi) e si nascose tra i rametti del lentisco, era li’ indifeso, i suoi occhietti mi fissavano spaventati e anche io lo ero e sentivo il
suo cuoricino battere in quegli occhi…, volevo che se ne andasse dal mio giardino,
da sotto al mio lavello, non pensai minimamente di fargli
del male, sperai che se ne andasse da solo.
Dopocena tornai alla mia amaca, il cielo stellato e il rumore del mare, tutto era pace e tranquillita’, come potevo avere sentimenti bellicosi per un povero topolino sperduto !
Presto mi ritirai a dormire, accompagnata dai suoni del bosco, dimenticai il mio spaurito topolino.

La mattina mi alzai e uscii all’esterno a godere del panorama e del mare luccicante,
andai verso al lavello per lavarmi il viso, quando dalla parete di
roccia scendeva silenzioso un serpente cervone, di color marrone chiaro, di sicuro stava cacciando la sua preda tra
le pietre, era talmente concentrato da non essersi accorto di me, all’improvviso le fui di fronte e si mise
talmente paura che si lanciò per terra da due metri di altezza,
accartocciandosi e contorcendosi, per la sorpresa gridai anche io, probabilmente avevo appena salvato il mio topolino da una fine certa… comunque sia
non lo vidi più.

Info sul serpente Cervone
http://www.naturamediterraneo.com/cervone/

La mia estate dentro.

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La mia estate dentro.
C’è un posto in cui l’estate non finisce mai ed è sempre presente : è il mio cuore.
La mia estate dentro sono semplici storie che sanno di sole, là dove il mare e’ più blu, dove il sole luccica in mille specchietti tra le onde, dove la natura è amica confidente e offre un riparo alla mia anima freddolosa e un piccolo, sicuro rifugio dal lungo inverno.
Questo posto è diverso per ognuno di noi, può coincidere con una stagione oppure essere un luogo particolare oppure uno stato naturale della mente.
L’estate per me è una stagione dell’anima, un sorriso caldo da cui mai vorrei separarmi, un ricordo per i lunghi e bui giorni invernali, il mio sorriso segreto e invincibile. E luoghi segreti, giardini segreti in cui ritornare nel più freddo inverno, il cappotto più caldo da indossare, il vestito più lussureggiante contro il bianco nulla della neve. E’ l’odore del sole, del sale e del mare sulla mia pelle, è il soffio del vento caldo, è il cielo notturno ascoltato da un’amaca in un giardino di fiori e frutti con accanto un gatto nero di nome Zorro, è il rumore incessante delle cicale, e’ quel caldo che stordisce e scioglie, è una mastella blu in cui fare un bagno frugale, è la canzone Azzurro come un treno che all’incontrario va, è un viaggio notturno andata e ritorno a piedi nudi fino alla luna…
Sono sassi conchiglie e rametti, cose semplici da trasportare e conservare, leggeri aquiloni da far volare lontano e poi vederli ritornare, piume delicate, soffioni di tarassaco, gentili tamerici.
L’ estate dentro è dimenticarsi di sé su una riva di mare o di fiume… perdersi nell’estate…
perdersi in se stessi…
Ora che l’estate sta per finire continuerò ad andare sempre più a sud di me ricercando un’ estate, la mia estate dentro, raccontando piccole, semplici, frugali storie di sassi conchiglie rametti lucertole gatti alberi rocce fiori stelle…
Raccontate anche voi la vostra estate dentro, ascolterò le vostre storie nel vento, farò gemme da pietre e dipingerò fiori che mai perderanno il loro colore.
Ringrazio https://sarahmaria76.wordpress.com/ per avermi  dato lo spunto per questa sezione di ioinviaggio.

Del tuo essere teso.

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Del tuo essere teso.

Teso lenzuolo al sole.
Teso limite di perfezione.
Tesa ragnatela di rugiada.
Teso ponte tra strappi di nuvole.
Teso elastico sul cuore.
Tesa alchimia tra cerchio e quadrato.
Tesa luna di pace.
Teso bocciolo tra le spine.
Tesa stella che tende ad essere universo.
Teso germoglio che diventa quercia.
Tesa corda dell’emozioni.
Tesa domanda di un senso.
Teso silenzio d’una risposta.
Teso slancio di cometa.
Teso squarcio di lampo sul mare.
Tesa polvere innamorata che lascia una scia.

Tesa attesa, tesa speranza, teso amore…

Del tuo essere teso tendo un arco e mi faccio fionda.

Fiore controvento

una poesia magnifica, un autentico dono 🙂 grazie.

intempestivoviandante's Blog

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Sei nel silenzio fertile di questa fiamma intensa e schiva,
fragranza di pane caldo, arance e rosmarino nel mio petto,
il fremito sottile del tuo fiore che germoglia controvento;
in grembo il solco profondo del tuo pensare a largo raggio.
Appollaiato in cima ai pali di una porta, ai margini del campo
guardi ancora quei fiocchi di cielo  non addomesticati
e ti si scioglie il fiato d’intatta meraviglia,
sì che anche alle finestre s’è appannato il vetro attonito.
Condivido il tuo amore per le asperità ribelli delle forme
contro la perfezione geometrica degli altrui cerchi
Ma quell’oscuro bisogno che abbiamo delle stelle,
quello scintillio dolceamaro che ci reca la scoperta della pioggia,
non ha rivali in altri amori, o glorie, o inutili  difese ed armamenti
quello è il senso della vita e del coraggio, del desiderio e della pelle
è la libertà assoluta che tu da sempre conosci più d’ogni altro

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