Per sottofondo Paolo Conte. (da Appunti di giovinezza)

La fine di una telefonata, la fine di una storia di non amore, un’ultima lettera e per sottofondo la musica e le parole di Paolo Conte.

“Lo so, se non ci fosse il telefono, se fossimo io e te soli nella stessa stanza, potremmo rimanere a lungo seduti in silenzio, senza bisogno di parlare. Ma il telefono non è fatto per stare zitti. Credo che potremmo dirci molte cose anche senza usare le parole.”

Se fossero vicini.

La sala è in penombra, il sole è appena tramontato.

Silenzio.

Le braccia incrociate, lo sguardo perso in un punto imprecisato della stanza, fino a che la sala non diventi completamente scura, fino a che un gesto non intervenga a rompere il magico equilibrio di due esseri in comunicazione.

Guglielmo sospende il silenzio.

“Ti richiamo domani. Ciao.”

Non sono mai stati vicini quanto in quei pochi istanti.

Nella sua stanza, alla luce della lampada sulla scrivania, un disco che gira, Eva gli scrive una lettera.

“Sentire la tua voce,

il tuo tono ora dolce,

e sentirmi inutile, inerme

fa solo venire voglia di piangere lacrime leggere.

Quante canzoni di Paolo Conte che ora riascolto,

parlano di te e di me,

di noi, di quello che è successo o non è successo

‘recitando un ritorno sulla pista delle allegrie’

Dancing, Parigi, Come mi vuoi, Recitando, Blu notte, Mocambo…

Non solo le parole ma anche la musica

evocano un sapore un profumo un ricordo

Quando in Blue Notte Paolo Conte canta

che vuoto, che grande vuoto

è questo il modo in cui Eva desidera Jonathan

o in Madeleine

tanto io capisco soltanto il tatto delle tue mani

a C. seduti a quel tavolino

e la pioggia leggera di Parigi

un addio senza che me ne rendessi conto

o come in Mocambo

serrande abbassate

tempo sulle insegne delle notti andate (Rimini)

Devo pendarci su ( tu adesso)

ma dipenderà (io non ci capisco niente)

‘quale storia vuoi che io ti racconti?

E ricomincerà come da un rendez-vous

parlando piano tra di noi’

(ora sta piovendo forte e leggero)

‘passa una mano qui sopra ai miei lividi’

e la terribile dancing l’attimo in cui tu mi sei sembrato niente.

E ora i giorni del tuo ritorno, quando non è rimasto più niente.”

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4 pensieri riguardo “Per sottofondo Paolo Conte. (da Appunti di giovinezza)

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