Le accenderai tu le stelle?

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Come tutte le sere io lo stavo aspettando, non ero certa che sarebbe venuto…lo aspettavo come le cose che non si aspettano più, lo aspettavo come il profumo di un fiore in un soffio di vento che arriva all’improvviso o  come il fresco sorriso di un bimbo…

Comunque  io lo aspettavo con la tenerezza di una notte estiva.

Sola nel giardino, gli occhi al cielo, mi sentivo immersa nel liquido amniotico dell’ universo. La pace della notte risuonava nel canto dell’allocco e nel gracidare lontano delle rane.

Il sole era appena tramontato, l’ora blu sfumata in un cielo di stelle e io pensavo a lui nel giardino  estivo e solitario, lo tenevo stretto nei miei pensieri, così vicino a me che vi dialogavo continuamente nella mia mente e mi pareva di udire le sue risposte.

Le lucciole nel prato davano la sensazione che il cielo si fosse capovolto a testa in giù, distesa nella mia amaca fluttuavo in un doppio cielo …

Ecco che quando non lo attendevo più, udii un lieve fruscio, non mi spaventai, poteva essere il gatto Zorro, invece era lui, il Piccolo Principe.

Ogni volta che ritornava dalle sue silenziose assorte assenze io mi sorprendevo e gliene ero grata, vivevo la sua presenza  come un dono.

“Ciao, scusami…”

disse in un sorriso, il capo leggermente inclinato a destra, gli occhi vivaci e indecifrabili, nel suo sguardo vi era un qualcosa che non saprei spiegare. Spesso capitava che nel corso di una conversazione lui mi lasciasse a metà discorso e  che io continuassi a parlare finché non mi accorgevo della sua assenza, ma non ci facevo caso più di tanto, perché lui era così, sempre impegnato e preoccupato a riordinare il mondo, una cosa mica da poco. Ogni volta riprendevamo il filo interrotto del nostro precedente discorso come se non ci fossimo mai separati…

“Immagino che tu abbia avuto da fare ad accendere tutte le stelle e che tuoi 43 tramonti ti abbiano dato non poche preoccupazioni…”

“Sai…in realtà ora le stelle si accendono da sole, ho installato il sensore crepuscolare… e per i tramonti c’è il timer…”

“Ma sei sicuro che tutto funzioni bene? e se timer e sensore  si dovessero rompere, le accenderai tu le stelle?”

“Se si rompono timer e sensore, le accendo io, le stelle e i tramonti. Io ho tanto tempo.”, si mise a guardare in alto, quel mantello blu notte trapuntato di diademi, forse cercava il suo pianeta, il suo sguardo si perdeva nell’infinito, lui era lì in carne ed ossa vicino a me ma lontanissimo con il pensiero.

“Oh sì, accendili tu, risposi, ecco io ora sto più tranquilla…”

Lui era sempre preoccupato e pensieroso che quasi mai io avevo il coraggio di chiedergliene il motivo, lo rispettavo profondamente e non osavo infrangere il suo perfetto e intenso silenzio.

 Si parla anche con i gesti, con gli sguardi, con i movimenti del corpo. Si parla con il Silenzio.”  aveva detto una volta e io il suo silenzio lo conoscevo bene e lo amavo quanto  le sue parole.

D’un tratto mi disse:

“ Sai Phlomis, io ora devo partire per un piccolo viaggio, poi torno. Poi torno.”

Quel ‘ poi torno’ ripetuto due volte doveva servire a rassicurare  me o  forse più se stesso, non vi diedi peso, io pure stavo con il naso all’insù, nell’universo io vi vedevo riflessa la sua immagine.

Eh sì io lo amavo di una tenerezza infinita…

” E se qualche stella scivolasse via e diventasse una stella cadente… oh eccola…, esclamai, ti è  appena scivolata via una stella, Piccolo Principe, esprimi un desiderio ! “

Mi voltai verso di lui ma era già sparito, niente di strano, lui era così…

Il prato e il cielo scintillavano ugualmente di stelle...

Di nuovo era tutto silenzio, il canto dell’allocco risuonava in fondo alla valle, avvertii il lieve tocco della zampina del gatto Zorro che reclamava il suo posticino sull’amaca, allora lo espressi io  un desiderio per il piccolo principe :

” che la tua stella possa portarti tutto ciò che desideri…

e quanto a me… io spero di poterti rivedere presto…”

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(foto da pixabay )

 

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16 pensieri riguardo “Le accenderai tu le stelle?

  1. Molto dolce, mi ha fatto un po’ sognare e ci ho messo dentro le figure con te come sei dentro il quadratino adesso. E il gatto Zorro com’era nella realtà… c’era un gatto che si chiamava Zorro anche qui, ed era bellissimo! Ciao Phlomis 😉

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    1. cara Sherascolta, grazie 🙂
      Ci sono molte più cose che io non so neppure dire cosa sono.
      Tristezza, forse, ma una tristezza dolce, più una nostalgia di qualcosa che non si conosce.
      Desiderio, lo esprimo alla fine ma non per me , per il Piccolo Principe qualcosa che lui desidera molto, per me di rivederlo anche se so che non accadrà e fa lo stesso.
      E l’ Amore è fatto di infinita tenerezza e mi fa amare l’universo intero. Sì vive in noi ma talvolta è lontano. Silenzi che mi parlano dentro…

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