Linee allineate.

Brilla,

sola nel mezzo alla città che dorme,

una finestra,come una pupilla

aperta.

Giovanni Pascoli

finestre

Cammini nella notte senza stelle,

ti perdi ti incanti nel buio,

i fari delle auto ti abbagliano,

scarti di lato, rapido, come un animale selvatico,

alzi gli occhi alle finestre illuminate

e immagini la vita che vive dentro

e ti senti estraneo al mondo,

poi guardi le linee parallele sull’asfalto

sono in ordine,

perfettamente allineate,

e poi ritorni.

Poi ritorni a casa.

Non guardo molte cose, ogni tanto mi perdo e mi incanto e poi ritorno. Poi ritorno.

finestre parallele
Io sono dentro ad una casa con la finestra illuminata,

e guardo fuori la quieta disordinata vita del mondo,

immagino la vita là fuori,

il segreto della vita che vive,

che muove, che genera vita,

poi guardo il gatto placido sulla sedia

il lucido granito della cucina,

perfettamente pulito,

e sento due linee allineate nel cuore,

spengo e vado a dormire.

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12 pensieri riguardo “Linee allineate.

  1. Mi piace molto (come sempre) quello che scrivi,quello che “vedi”.
    Giusto ieri sera,tornando a cada,osservavo le crepe sull’asfalto nella discesa che porta a casa mia: non parallele ma rese evidenti dall’umidità della sera.Erano bellissime e disegnavano cose.Buongiorno e un sorriso che ti abbraccia.❤

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    1. Buongiorno a te e ricambio il tuo sorriso che abbraccia 🙂 questa “poesia” e ‘ un doppio sguardo di due persone, una che guarda le finestre e le linee dall’esterno e una che le guarda dall’interno, due solitudini diverse che si sentono vicine e unite, forse.
      Un grande sorriso 🙂

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  2. Molto bella, e nella tua spiegazione mi torna alla mente Il Destino di Antarion di C.A. Smith, dove lo sguardo di due anime di mondi diversi si incrocia nella “linea allineata” della focale dei rispettivi telescopi. A far da punto forse è l’unico modo per non correre paralleli senza mai incontrarsi e così facendo essere uno. Mi faccio punto! E non vado a capo. (E buona giornata a te Phlomis)

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  3. Sei brava! Io detesto in generale le poesie che troppo spesso si perdono in accostamenti oscuri di parole, ma la tua nella sua stupefacente semplicità riesce ad essere viva ma sopratutto vera. Da ritrovarsi un po’ tutti.
    PS: Ero tentato di fare lo scherzo e scriverti che i primi versi erano belli (quelli di Pascoli) ma gli altri a seguire… Ciaooo! 🙂

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    1. grazie tante 🙂 in fondo anche Pascoli scriveva di cose semplici e vere come le umili tamerici, e io molto molto umilmente sono una Phlomis 🙂 speriamo che Pascoli perdoni il mio accostamento:) il suo sentire è ben allineato al tema di questa poesia, un senso di estraneità al mondo e alla vita, e un riconoscersi simili tra solitudini diverse. E anche un umile omaggio alla poesia di Pascoli.

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