Tema : il mio papà

papà (Medium)

È un momento cruciale della mia piccola vita, io sto per compiere 11 anni, sono nata a Milano e ho abitato a Milano dove ho frequentato le scuole elementari, ho un fratello di 5 anni, e i miei genitori hanno progettato di cambiare città e regione, mio padre deve affrontare un lavoro completamente diverso da quello che ha sempre fatto e ha comprato un terreno che coltiva personalmente, a breve io e la mia famiglia, insieme, stiamo per sostenere un trasloco e io sto per concludere il ciclo della scuola elementare e per iniziare un nuovo periodo della mia vita, quello della pre- adolescenza.

Le circostanze che rendono necessario il nostro trasferimento non sono belle, una serie di furti ha compromesso la serenità della nostra vita lavorativa ed affettiva a Milano, siamo alla fine degli anni 70, forse i miei genitori temono per i figli e desiderano offrirci una vita migliore in un’ altra regione, in una piccola città di provincia (allora tranquilla, ora non più) .

Per me ciò significa iniziare le scuole medie in un’altra città, per mio padre cimentarsi in un nuovo lavoro, in una nuova scommessa, in una nuova responsabilità, e così pure lo è per mia madre, mentre per mio fratello sarà l’inizio della sua prima avventura scolastica.

22 maggio 1979 Classe V/A scuola elementare via Magreglio, Milano

tema: Il mio papà

Assai nervoso, sempre in lotta con tutti, indipendente con una vita tutta sua : è il mio papà.

In questi giorni è tutto preso fra il lavoro della terra e il trasloco.

Quando è a casa smonta i mobili ma trova sempre un attimo per dedicarci il suo amore.

Al contrario della mamma ci fa sempre giocare.

L’altra domenica io e mio fratello stavamo discutendo sull’alfabeto Morse e il papà per farci divertire ha inventato una storiella su questo modo di comunicare. Poi mio fratello è andato in bagno per parlare in alfabeto morse.

Con il mio papà ci divertiamo molto e non solo, trattiamo anche degli argomenti molto interessanti.

Quando è in Romagna è tutto preso dal suo nuovo lavoro e dalla terra.

Il suo nuovo lavoro di rappresentante di prodotti per l’agricoltura e l’allevamento gli da preoccupazioni con i clienti che discutono sulla qualità dei mangimi per animali che il papà tratta.

La terra gli procura molto lavoro perché non vuole che sia curata da altri.

Una volta ha fatto tanti buchi in una volta e per non sprecare tempo ha messo in questi buchi due o tre patate assieme.

A mezzogiorno e alla sera rincasa molto tardi.

Vivere su un’isola deserta, lontano dal resto del mondo è il suo sogno.

Sempre pronto a lottare con la vita e con il mondo è il suo principale pane quotidiano.

Forse è per la sua indipendenza e per la sua lotta continua di ogni giorno che lo ammiro e che gli voglio bene e sono certa che se anche in cambio mi offrissero tutto l’oro del mondo, io non cesserei di volergli bene.

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21 pensieri riguardo “Tema : il mio papà

  1. Ciao cara, non sembra proprio un tema da V elementare: “indipendente con una vita tutta sua” è una frase che pochissimi bambini di 11 anni avrebbero la maturità per scrivere. E’ molto bello che tu l’abbia conservato.

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  2. Conosco bene i siti di Milano che tu citi, e la tua scuola – se non sbaglio – era in una specie di borgo di case nuove che fa capo a una chiesa. Lì a due passi c’è la Montagnetta… la mia seconda casa.
    Quanta fede e coraggio occorre per stare al mondo!
    Un sorriso alla tua infanzia dai tuoi… vecchi posti!

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    1. 🙂 sì vicino c’era la chiesa dove andavo a catechismo, io abitavo in via Luciano e dovevo attraversare viale certosa e alla montagnetta andavo di domenica… i miei nonni paterni abitavano nel palazzone di via Pogatschnig , poi quando ci trasferimmo essi ci seguirono, ora riposano al cimitero di Musocco , la mia vita è continuata qui in Romagna nell’arca che mio padre ha costruito nel terreno che allora comprò e impiantò a frutteto, ancora oggi mio padre a 77 anni scava i buchi nella terra a mano per piantare gli ulivi per il nipote.

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      1. Ti abbraccio, mi hai commosso.
        Mi stai parlando di posti che fanno parte della mia vita, nel palazzone lì di via Poga… (impronunciabile), avevo degli amici, tutta una famiglia, nonni e nipoti… se ne sono andati, insieme a tanti altri, chi di qua e chi di là, e nel tempo si perdono i contatti.
        La tua lettura mi ricorda tanti episodi di vita andata che non tornerà.
        Gli ulivi per il nipote… eh, come lo capisco! Tuo padre ha una saggia e degna ragione di vita… mi viene da fare un discorso lungo, penso agli antichi Greci, agli ulivi secolari della Puglia, c’è da pensare tante cose…

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      2. Il palazzone di via Poga… un nome impronunciabile per me bambina, anche io vi ho vissuto due anni, che fascino nelle cantine, nei sotterranei…mi dicono che e’ stato ristrutturato…
        Magari conoscevi i miei nonni e mio padre e i suoi fratelli e sorelle… ti abbraccio tanto anche io 🙂

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      3. Ho trovato un altro tema in cui parlo di cio’ che vedevo dal mio appartamento al quinto piano… io da allora non vi sono piu’ tornata se non per andare a malpensa e per seppellire mia nonna 😦

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      4. I sogni futuri… non so! Già il presente assorbe molto. Certo, resistono i ricordi.
        Per esempio, cos’erano prima questi posti, ho fatto in tempo a raccogliere testimonianze, cose che ricordarle ora, suonano incredibili…

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      5. Raccontale 🙂 forse ne hai gia’ scritto e io vorrei leggerle. Queste storie mi appassionano, mia nonna me le raccontava e anche mio padre, ora un poco meno…
        Hai ragione il presente e’ cio’ che conta ma a volte ricordi e sogni sono il bagaglio del nostro pullmino della fantasia che si fa magia…

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      6. Non ne ho mai scritto, forse perchè sono molto preso dall’attualità, la quale non è che manchi di spunti sia strettamente personali che generali: cambiamenti della società, di chi circonda, mode e tendenze, sviluppi che sono ormai sempre più veloci …

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