Que lindo o Corcovado

Um cantinho, um violão,
Esse amor numa canção,
Pra fazer feliz a quem se ama,
Muita calma pra pensar e ter tempo pra sonhar,
Da janela vê-se o Corcovado,
O Redentor que lindo…

Antônio Carlos Brasileiro de Almeida Jobim

(traduce Phlomis : un angolino, una chitarra, questo amore in una canzone, per far felice chi si ama, molto tempo per pensare e aver tempo per sognare, dalla finestra si vede il Corcovado, che bello il Redentore…)

Que lindo è una di quelle esclamazioni con cui i brasiliani esprimono stupore, quasi uno stupore infantile di fronte alla bellezza… Que lindo ebbi modo di dirlo anche io nella mia salita e visita al Corcovado da cui si ammira un panorama mozzafiato…

Rio de Janeiro, giugno 2008

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14 pensieri riguardo “Que lindo o Corcovado

  1. Lo stupore, essere ancora capaci di provarlo, ci dà la misura di quanto siamo rimasti (o siamo tornati ad essere) collegati con il nostro io più genuino. E’ un buon segnale. E’ una condizione alla quale – se ci se ne è allontanati – si può tornare, in particolare dopo aver tolto tolto tolto.. o dopo aver perso.. Perchè è nell’essenziale che ci possiamo ritrovare.
    Un doppio abbraccio.

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