Come chicchi di pannocchie

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Un’artigiana è venuta al centro ad insegnare a lavorare ai bambini di strada a lavorare il gesso e a fare cestini. Ci teniamo che i bambini imparino perché possano vedere uscire dalle loro mani delle cose belle, apprezzate dalla gente. Il pomeriggio vanno a scuola. La maestra li prende ad uno ad uno e li spidocchia. Per ora la lotta più grande è insegnargli l’igiene, l’ordine, leggere e scrivere. Le ho detto: «Parti sempre da un’esperienza viva. Si scava il pozzo? Portali là a parlare con gli operai; fagli vedere il fiume più vicino. Che vivano, prima di tutto». Studiano il cavallo? Prima ci vanno in sella. Studiano la canna da zucchero, la banana? Prima se la mangiano. Dico loro: «Vedete le pannocchie come sono gialle? Hanno immagazzinato sole e pioggia. Ogni chicco restituisce tanti chicchi. Anche voi dovete restituire l’amore che ricevete. Ci aiuterete a raccogliere altri bambini abbandonati quando sarete adulti?». Poi mi rivolgo a Dio: “Che risorse hai tu per non lasciar perdere l’umanità? Che significa, per te, essere papà di tutti gli uomini?”.

Fausto A. Marinetti da Ai confini di Dio

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