3- Quadri viventi (S. Lega)

Le Tableaux Vivants a Modigliana fanno rivivere i dipinti del grande macchiaiolo Silvestro Lega.

I modiglianesi indossano costumi d’epoca per interpretare i suoi dipinti :

il canto di uno stornello

i fidanzati

signora in giardino

(foto di Grande Luce, 2003)

Quando un’estate ha il colore dell’azzurro

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Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me. Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all’incontrario va.

Paolo Conte

Azzurro

per qualcuno è un numero…

per qualcuno è un profumo…

per altri è il colore azzurro…

per me è questa canzone di Paolo Conte…

azzurro… la capacità di colorare un ricordo del colore della malinconia

con quel gatto che non c’è più, con quelle rose che non profumano più, con quella siepe che non nasconde più l’infinito, con quel treno che non torna più indietro se non con la forza motrice del ricordo…

Quando il tempo rallenta o accelera come un treno in una stazione che non ha più fermate, quando un secondo pesa come un macigno, quando tu non ci sei più e un altro treno ti sta portando via, via da me, quando un’estate ha il colore dell’azzurro…

 

Perché scrivere? Cosa sono le parole?

Le storie sono doni d’amore… (Lewis Carroll)

Michela Marzano

Ho sempre pensato che la scrittura nascesse dall’urgenza. L’urgenza di dire qualcosa che ci si porta dentro e che, prima o poi, non si può più tacere. L’urgenza di dare corpo a quelle parole che si affollano e si impongono. L’urgenza della condivisione e del dono.

Anche se poi, quando si scrive, non ci può solo accontentare di “gettare” a casaccio le parole sulla carta. Perché la scrittura è anche tanto esigente. E allora non tollera gli strafalcioni, la fretta, la mancanza di cura…

Si scrive per lasciare una traccia. Per dire quello che conta veramente. Per trovare le parole adatte. Per colmare un vuoto. Per farsi capire. Per non lasciare che il tempo cancelli i ricordi…

Si scrive perché le parole danno un senso a quello che si vive e che si percepisce. Permettono di ritrovare il filo perso. Aggiungono un tassello al puzzle dell’amore. Anche quando urlano la…

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Al Jardim botanico di Rio de Janeiro

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una scolaresca in visita
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il giardino sensoriale
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l’imperatore Joao VI e consorte

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Orquidario
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il giardino messicano
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bambù bengala

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lago delle ninfee Victoria amazonica

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palmeria imperial

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Jequitibá branco
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il giardino giapponese
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Abricò de macaco
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fontana chafariz das Musas

 

Il Giardino Botanico di Rio de Janeiro occupa un’area di 137 ettari, di cui solo 55 aperti al pubblico, fu fondato il 13 giugno 1808 per volontà dell’imperatore portoghese Joao VI inizialmente il proposito era quello di realizzare un giardino per l’acclimatazione di specie provenienti dalle indie orientali e in seguito si sviluppò la ricerca scientifica  di classificazione della flora proveniente da ogni stato del Brasile.

Il giardino che in ha l’aspetto di una vera e propria foresta si compone sia di flora brasiliana che esotica e oggi l’Istituto del Giardino Botanico di ricerca di Rio de Janeiro è un’agenzia federale sotto il Ministero dell’Ambiente ed è diventato uno dei centri di ricerca più importanti del mondo nel campo della botanica e della conservazione della biodiversità.

Casualmente la mia visita al Giardino avvenne proprio nel giorno della ricorrenza dei 200 anni, il 13 giugno 2008.

Per la visita è necessaria una giornata intera, e le piante e i fiori sono davvero tutti magnifici, vi sono diverse aree tematiche come il giardino sensoriale, l’orquidario con una vasta collezione di orchidee e di bromeliacee , il piacevole angolo zen giapponese, e poi le fontane, le cascate, i giochi d’acqua, i laghetti con le splendide gigantesche ninfe Victoria amazonica, il viale delle palme imperiali, le piante carnivore, il giardino di cactus… Numerose anche le specie animali vertebrate e invertebrate che abitano il giardino di giorno e di notte. Si possono facilmente vedere le chiassose scimmie cappuccine.

La visita segue il percorso storico del giardino ed è caratterizzata da 50 punti di rilevanza tra esemplari botanici, monumenti artistici e architettonici.

(foto non riproducibili di Grande Luce)

http://jbrj.gov.br/colecoes/biologicas

 

Foulards….

per piazze e ponti ciascuno se ne va,

e se vuoi, laggiù li vedi ancora danzanti

che più che gente sembrano foulards…

Paolo Conte

foulards (Medium)

 

 

Foulards al vento, straccetti di stoffa che sventolano nel vento, inconsistenti volano via… ne resta il ricordo di colore lontano…

Caro Amico ciao…


Ciao.

La tua scelta improvvisa di partire mi ha reso triste e sola. Ma cerco di accettarla.
Avrei tante cose da dirti ma ne ho scelte solo quattro.

1) hai fatto bene a bloccarmi nel caso tu non fossi felice con me. Ma forse non ti sei accorto di stringere tra le tue dita la mia liberta’. Gli amici si fidano e si aiutano l’un l’altro e cosa piu’ importante si sorridono sempre l’un l’altra. Io ho sempre desiderato farti sorridere e  Tu hai sempre sorriso  poco…

2) mi ha messo nella lista delle persone… io non sono le persone, io sono una persona, uguale o diversa non vi e’ #differenza…

tu invece… ci sei tu e le persone

3) continuerò a pregare per il tuo Bene. Perché la preghiera è libertà ed è l’unica cosa che non può essere bloccata, supera anche le sbarre delle prigioni e dei pensieri chiusi

4) sono triste perché la tua partenza è stata così repentina che io non sono neppure riuscita a salutarti. Ti saluto ora, così.

Caro Amico ciao…

che il mio ciao ti sia più leggero di una piuma…

Curiosi coati a Rio.

Alle spalle del Cristo Redentor, sul monte Corcovado, nella foresta atlantica di Tijuca, a Rio de Janeiro, vivono questi curiosi coati, adattabili mammiferi onnivori appartenenti alla famiglia dei procionidi, sono innocui e addomesticabili, si lasciano facilmente avvicinare e fotografare, per niente intimoriti…

La cosa triste è che razzolano tra i bidoni in cerca di avanzi di cibo e di rifiuti dei tanti turisti, animali onnivori  non sempre innocui o addomesticabili…

Esci al largo di te….

above-736879_1280Io non riesco a concepire la mia vita se non con gli altri. E oggi a me servono gli altri su misura cosmica e planetaria, non mi basta chi mi sta intorno, un ruscelletto non mi disseta e allora mi butto in alto mare..

Esci al largo di te e troverai l’altro che rende possibile la pienezza di te, ma forse c’è una premessa: eliminare la paura.

Perché aver paura di non farcela ancora prima di mettersi in viaggio?

Fausto A. Marinetti

(da lettere di uno zio per una nipote)

(foto da Pixabay)

Senza misura

geum
Quindi, guardare avanti, Fausto, guardare Oltre.
Imparare dalle delusioni e dalle  sconfitte ad amare ad oltranza, altrimenti è un piccolo amore da due soldi.
L’amore non è quello che calcoliamo noi, che preventiviamo sulla nostra misura. O è senza misura o non è amore.
Fausto A. Marinetti da una lettera

La circonferenza del tuo essere.

rot

Più ci si affina in umanità più si avverte quello che passa nell’intimo dell’Altro. E l’Altro non è più l’Altro, ma qualcosa che tu vivi come se fosse la circonferenza del tuo proprio essere.

Fausto da una lettera

Now I walk alone…

magia

“Bye, music,
goodnight, my special lullaby,
sweet danger
and now I walk alone” Paolo Conte

Cammino sola nella notte e ascolto nel silenzio la mia anima cantare con l’Universo.

2-Quadri viventi. (S. Lega)

Altre immagini tratte da Le Tableaux Vivants, la festa che Modigliana dedica al suo illustre concittadino Silvestro Lega, il maestro macchiaiolo.

I modiglianesi si mettono in posa per interpretare i quadri viventi del pittore.

Giovane contadina

Gabriggiana

ritratto di Eleonora Tommasi

(foto di Grande Luce)

Cuore Pietra ( Josè Saramago )

cuore pietra

Pietra Cuore.
Ci fu un tempo senza forma, una fusione
infilzata di cristalli nel basalto.
Ci fu di certo un rio, un antico mare,
in cui la pietra rotolo`.
Ci fu pure un sisma, e un altro sisma
ora portera` a compimento, nella mano chiusa,
la forma promessa. In questo modo, precisamente,
la pietra (cuore) si plasmo`.

iotraducoSaramago

Il decollo – Dragon’s airbone

Il decollo della libellula – Dragonfly airbone

libe P1240760 1(Medium)

Pilota:
tower this is Dragon for preflight and time check, over.
qui è Dragon per prova radio e stop orario, passo.

Torre:
this is Fiume tower reading you loud and clear, time check 12, go ahead.
qui è torre, vi sentiamo forte e chiaro, stop orario 12, andate avanti.

libe 5 P1240750 (Medium)

Pilota:
tower this is
Dragon, roger, reading you loud and clear too, time check 12, T45 from Fiumicino to Linate, VFR flight plain, request taxy instruction, over.
qui è Dragon, ricevuto, vi sentiamo anche noi forte e chiaro, stop orario 12, T45 da Fiumicino a  Linate, piano di volo VFR, richiediamo istruzioni per il rullaggio, passo.

libe 7 P1240753 (Medium)

Torre:
this is tower, cleared to taxy to the holding position, runway in use 32, surface wind from 80°, 10 knots, QNH 1005, over.
qui è torre, autorizzato a rullare alla posizione di attesa, pista in uso 32, vento al suolo da 80°, 10 (nodi), QNH 1005, passo.

libe P1240746 2(Medium)

Pilota:
tower this is I-AL, roger, cleared to taxy to the holding position, runway in use 32, surface wind 80° – 10, QNH 1005, over.
qui è Dragon, ricevuto, autorizzato a rullare alla posizione di attesa, pista in uso 32, vento al suolo 80° – 10, QNH 1005, passo.

Torre:
this is Fiume tower, correct.
qui è Fiume torre, corretto.

Dopo questa prima fase l’aereo inizia a spostarsi lentamente nella posizione di attesa, da qui riprendono i messaggi.

libe P1240748 4(Medium)

Pilota:
tower,
Dragon request line up and take-off clearance, over.
Torre, qui Dragon hiede autorizzazione all’allineamento e decollo, passo.

Torre:
Dragon cleared to line up and take-off, over.
Dragon autorizzato ad allineamento e decollo, passo.

libe P1240754 3(Medium)

Pilota:
Dragon, roger, wilco.
Dragon, ricevuto, eseguo.

Dopo questa seconda fase l’aereo decolla, al termine riprendono i messaggi.

Torre:
Dragon airbone at 15, report leaving the airdrome traffic zone, over.
Dragon decollato ai 15, richiamare lasciando la zona di traffico aeroportuale, passo.

Pilota:
Dragon, roger, airbone at 15, will report leaving the airdrome traffic zone, over.
Dragon, ricevuto, decollato ai 15, richiamerà lasciando la zona di traffico aeroportuale, passo.

Torre:
Dragon, correct.
Dragon, corretto.

libellula airbone

Pilota:
Dragon leaving the airdrome traffic zone, over.
Dragon lascia la zona di traffico aeroportuale, passo.

Torre:
Dragon, roger, contact Roma Information on frequency XYZ.
Dragon, ricevuto, contattate Roma Informazioni sulla frequenza XYZ.

Pilota:
Dragon, roger, wilco, out.

Dragon, ricevuto, eseguo, fine comunicazione.

(tutte le foto sono di Grande Luce, non riproducibili, tranne l’ultima presa da pixabay)

 

Noi siamo una polvere di stelle innamorata

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in noi vive l’eternità delle stelle…

Da Memorie del Deserto di Ariel Dorfam

“…Mi spiegò come tutto era cominciato come gli atomi creati nei primi istanti dell’universo, 15 ml di anni fa, si fossero aggregati per formare nubi molecolari e da queste le stelle, e dalle stelle le galassie. Mi spiegò come le molecole lassù sono le stesse che hanno formato il deserto, e me e lui, e il cielo e l’acqua che manca nel deserto e i minerali. Mi raccontò come tutto ciò che è su questa terra si sia formato all’interno del meccanismo termonucleare delle stelle, il ferro, nell’emoglobina del nostro organismo, che trasporta l’ossigeno attraverso i nostri tessuti, i sodio e il potassio che diventano nitrato e poi fertilizzante, il cuore che batte dentro di noi e il nostro cervello che pensa, e i nostri stessi RICORDI. Tutto, tutto questo deriva dalle stelle, si è formato al loro interno. SIAMO POLVERE DI STELLE. Potevo sentirmi sollevato, forse nella mia ansia di ricerca delle origini, mi era appena stato rivelato che noi esseri umani siamo letteralmente polvere di stelle.”

… allora noi siamo una polvere di stelle innamorata…

(foto da pixabay)

Una domanda…

 

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Ed io mi dico: è vero! Perfino il Cristo, pur esaltando i perduti; pur riservando i primi posti del Regno a peccatori e prostitute; pur mettendo sul trono i poveri e gli oppressi; ecc. ecc. è pur vero che non li ha scelti come discepoli, non li ha chiamati al suo seguito.

Non è una riflessione da poco, perché io mi rodo fegato ed anima per chiederGli se non sia quasi una forma di “discriminazione”. Allora chi si è ridotto a spazzatura, chi è sprofondato nella depressione, nella disperazione è fatalmente destinato al nulla? Io non sono sceso nell’inferno della solitudine, frustrazione, delusione, depressione. Non conosco il buco nero della disperazione. Ne ho solo sentito gli echi nei loro racconti. Chi ricorre, come extrema ratio, alla droga o all’alcool deve essere perché non ce la fa più a sopportare se stesso, non accetta i suoi limiti, non resiste all’ignominia della sua fragilità. C’e’ chi per esempio, riesce a buttare fuori quello che gli fa male dentro, solo con l’aiuto dell’alcool. Altrimenti si tiene tutto dentro. Tutto cosa? Il desiderio di morire, l’angoscia di non riuscire ad accettarsi come è e come sono gli altri. Chi può misurare il dolore di un crocifisso dalla vita, dai suoi cari, da se stesso?

Dio mio, la domanda è per Te.

Fausto Marinetti in una lettera.

A sud

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In questa cala a sud mi soffermo tra il canto delle cicale e il suono delle onde, tra mortale ed eterno: una danza di vita prima della morte al finire dell’estate, e il moto infinito del mare, ed io passeggero viaggiatore di questo unico momento.
(Cala di Mitigliano, 6 luglio 2016)

Tende al mare

La spiaggia libera di Cesenatico, di fronte a piazza Costa , ospita nel periodo estivo le tende al mare, realizzate su speciali tele e dipinte da importanti artisti.

Negli anni 20 sulla riviera romagnola iniziava a svilupparsi il primo turismo balneare con i primi capanni in legno mente le tende da sole venivano picchettate e girate a secondo del sole, si affittavano persino i costumi da bagno.

La mostra attuale ripropone il fascino delle antiche tende unendo stile e arte.

Un invito a scoprirle a Cesenatico.

(foto di Grande Luce, edizione tende a mare estate 2004)

Come un filo d’erba

image

Ognuno di noi e’ importante nello schema delle cose. Nessuno e’ di troppo o e’ qui per caso. Nessuno e’ uguale a me. Soltanto io posso essere chi sono e ho il dovere di impegnarmi per cercare di affermare la mia identita’. Se voglio che il prato sia verde, devo accettare, proprio come un filo d’erba, di crescere quanto piu’ possibile verde e rigogliosa. Posso essere un fiore o un albero, e anche in questo caso io ho un preciso ruolo da giocare.
Non posso commettere errori… se non quello di rifiutare di essere chi sono. E nello schema delle cose io sono importante.
Anne Wilson Schaef da Perche’ sei qui?

L’alba è l’infanzia della vita…

alba 2

L’alba avanza e m’appassiona sempre più. Come un bambino di luce che nasce. La sento arrivare anche ad occhi chiusi. La luce che sboccia tra le fragili braccia dell’orizzonte. L’alba mi fa più buono. Lo stesso fenomeno che innesca in me Luisinho, il bimbo più piccolo, quando lo prendo in braccio: m’impone d’essere più umano. Forse l’alba è l’infanzia della vita. Una lama di luce che avanza a tagliare le tenebre e far nascere il nuovo, a promettere una cascata di luce.

Tutto ciò che è piccolo ha più bisogno di cure, di premure. Ed io ricerco la compagnia dei pulcini, degli agnelli. Convivo con i fermenti della storia, le proiezioni in avanti, gli slanci, le frustrazioni: ingredienti che esigono un dosaggio equilibrato. Forse ci è dato di contemplare l’uomo universale solo in sogno. Ci è dato di sospirarlo, di struggerci dalla voglia di vederlo; ma è in gestazione nell’utero della storia. Nel frattempo possiamo mandargli lettere d’amore, offrirgli mazzi di colori.

Luisinho mette insieme dei suoni: «Didì (pulcino), gagà (gallina), mou (mucca), agún (acqua)». Tutti i momenti vuole prendere un pulcino. Sale sulle sedie, conquista i tavoli. Al mattino fa il suo giro del mondo in carriola e pare un principe. Gli occhi vivissimi che non si saziano mai di bere cose nuove. Mette e toglie coperchi; apre e chiude vasetti, serrature, interruttori: vivere è la sua passione. Piove fino fino. Ho giocato con lui ad afferrare l’acqua che cade dalla grondaia.

Fausto A. Marinetti da Ai confini di Dio

https://empobrecidosblog.wordpress.com/

Ti incrocio…

Ti incrocio nei miei pensieri,

ti incrocio nelle nuvole,

ti incrocio in un sogno che ha il sapore dell’infinito…

ti incrocio e mai ti incontro…

incrocio

Ritorno da Ilha Grande

Dal diario di viaggio

Lasciamo l’isola di Ilha Grande sul catamarano che scivola veloce sullo stretto di mare fino al porto di Angra do Reis, nello stato di Rio, la sera ci avvolge piano come una tenera coperta, l’isola si accende e Angra risponde di luci più intense man mano che ci avviciniamo… risate, sorrisi, racconti dei passeggeri, musica brasileira… una nuova partenza ci attende, la notte ci ha avvolto del tutto quando tocchiamo il porto, lenta si dissolve la suadade di Ilha Grande…

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