Una lettera.

29 maggio 2015

Sono le quattro di notte e sto piangendo, ti ho appena incontrato e so che domani dovrò salutarti. E tornare a casa, alla mia vita. E vorrei che tu venissi con me, vorrei tenerti con me per sempre. Io lo so che tu sei libero, magnificamente libero, ed è questo che più amo di te.

La tua libertà, la forza della tua solitudine, il tuo grande amore per l’universo.

Sai mi sono innamorata di te quando parlavi del tuo desiderio di diventare padre e tu lo sai che io non sono madre. Eppure mi hai commosso, mi hai colpito profondamente.

Dicesti “io penserei a mio figlio in ogni momento, mentre al lavoro mangio un panino, mentre guido verso casa e saprei che sto per tornare ad abbracciare lui, sempre vi penserei. Farei in modo di regolare il battito del mio cuore al suo.”

Quanta tenerezza nelle tue parole, una tenerezza così  struggente che  io iniziai allora a provarla per te, iniziai a volerti bene proprio come tu amavi questo figlio che non avevi e che io spero che un giorno avrai.

Ti amo così come un figlio anche se non ti ho partorito io, anche se non sono madre, e ieri io ho visto un fiore speciale fiorire e avrei voluto mandarti milioni di rose  per dirti che non c’è rosa più bella di te.

E come tutte le notti sono sveglia a quest’ora che precede l’alba e ti sto scrivendo o sto scrivendo a me stessa, so che tu sei sveglio, so che mi leggerai ma non potrai rispondermi, io stringo tra le mani la pietrina che mi hai dato poche ore fa quando ci siamo incontrati.

Io ti ringrazio tanto per averti potuto incontrare ed io vorrei potermi ricordare per sempre il tuo discorso alla conferenza, il nostro breve dialogo, il suono della tua voce, il colore dei tuoi capelli, li tuo sorriso, le tue mani e tutto… e tutto ciò che io non potrò mai spiegare o tradurre in parole, tutte le mie emozioni sia al tuo discorso sia all’incontro con te tanto che dirti ti voglio bene non avrebbe alcuno significato.

Lascio che sia la luce blu dell’alba ad abbracciarti al posto mio.

Lascio andare nelle lacrime tutto ciò che provo e che non riesco a tradurre in parole.

E sono felice e sono triste.

Sono felice per il fiore che ho ammirato e sono triste perché dobbiamo dirci addio e io non riesco.

E non riesco a capire perché non possa esserci un’altra soluzione, perché per forza devo dirti addio se quest’amore è così grande…

Abbi una buona notte e cerca di riposare e avere sogni sereni

Phlomis

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