Un viaggio nuovo e diverso

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Un viaggio nuovo e diverso

Figlio, per te ho fatto un viaggio nuovo e diverso:

sono andata alle radici di me stessa

per ritrovare la fonte della  mia tenerezza

e la sorgente più pura della mia compassione,

per te, Figlio.


A new and different journey

For you, Son, I made a new and different journey:

I went to the roots of myself

to find the source of my tenderness

and the purest source of my compassion,

for you, Son.

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Un gelato a Castel San Pietro

Vado matta per lo yogurt gelato e a Castel San Pietro ( BO) lo fanno ottimo tra una passeggiata al Giardino degli Angeli e in centro fino al famoso Cassero, sede del teatro.

Volevo soltanto

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Volevo soltanto qualcuno a cui pensare ogni momento della mia vita, al mattino andando al lavoro e ritorno, la notte in tutti i miei sogni, o a Natale quando la solitudine mi si stringe addosso come un cappotto troppo pesante volevo avere qualcuno a cui inviare un tenero pensiero e per il quale segretamente sorridere di viva gioia.

Volevo soltanto qualcuno a cui stare vicino nei passi offerti dalla sua Vita, qualcuno da vedere crescere e per il quale sentirmi felice.

Volevo soltanto qualcuno di cui prendermi cura con delicatezza e aprire le sue ali a quei silenzi impenetrabili, asciugare le sue lacrime inconsolabili, sollevarlo dalle sue inspiegabili paure, lasciarlo andare per vederlo fiorire e generare altro amore.

Tutto è accaduto troppo in fretta ed io non ho avuto modo di imparare.

Ho avuto il tempo del sogno per attenderlo e amarlo, ora ho il tempo dell’oblio per dimenticare di averlo tanto amato.

Volevo soltanto un pensiero da curare, rispettare, onorare e amare.

Volevo soltanto un figlio come te.


I just wanted someone to think about, every moment of my life, going to work in the morning and return, at night in all my dreams, at Christmas when lonelyness squeezes me as a too heavy coat I just wanted to have someone to give a tender thought and someome beacause of I could secretly smile of true joy.

I just wanted someone to stay close in his steps offered by his Life, to see someone growing up and for whom I could feel happy.

I just wanted someone to take care gently and open his wings to his impenetrable silences, dry his inconsolable tears, lift him from his inexplicable fears, let him go and see him flourishing and creating other love.

Everything happened too quickly and I couldn’t learn it well.

I had the time of dream for waiting and loving him, now I have the time of oblivion to forget how much I loved him.

I just wanted a thought to care for, and to respect, to honor and to love.

I just wanted a son like you.

5- Quadri viventi (S. Lega)

Altre straordinarie rappresentazioni viventi dei quadri di Silvestro Lega nativo di Modigliana, dove ogni anno si tiene in suo onore la festa de le Tableaux vivant

La signora Clementina e le figlie

La curiosità

La trecciaia

(foto di Grande Luce)

Il pasto dell’allocco

Una mia insolita passione quando sono in un bosco è quella di cercare le borre dei rapaci. La borra è un rigurgito costituito da cibo indigesto eliminato a seguito di un pasto. Le carni rappresentano la parte digeribile del pasto mentre la pelliccia e le ossa  della preda vengono appallottolate dall’intestino del predatore che in seguito le rigurgita sotto forma di borra.Questa misura 45 mm con un diametro di 15 mm e potrebbe trattarsi di borra di allocco ( stryx aluco) e i resti dovrebbero essere quelli di un malcapitato topolino 🙂

La Reggia di Portici

 La reggia di Portici (Na) euna meraviglia sconosciuta. Progettato come dimora estiva di re Carlo di Borbone divenne in breve residenza reale e sede del museo Ercolanense con gli oggetti rinvenuti nei vicini scavi di Ercolano. La reggia si affaccia al mare mentre alle sue spalle troneggia il Vesuvio. Oggi il palazzo reale e sede della facoltadi Agraria ed e' visitabile in parte in quanto i locali sono adibiti ad aule per gli studenti, oppure sarebbe meglio programmare una visita guidata di sabato o domenica quando non vi sono lezioni. L'ingresso al giardino inferiore con bosco mediterraneo laghetto e prateria ea ingresso libero, mentre il giardino inferiore ospita un notevole orto botanico. La reggia ospita inoltre una ricca collezione di entomologia, di mineralogia, di botanica, di meccanica agraria( all’esterno), di anatomia -zootecnica, di tassordermia, inoltre vi sono un’ampia biblioteca storica dal cinquecento al novecento e una notevole esposizione di strumentazioni scientifiche di botanica, di chimica agraria e di topografia. In numerose teche sono conservate diverse varietaitaliane di spighe di grano e di pannocchie di mais che testimoniano un enorme e diversificato patrimonio genetico.
Purtroppo non ci e
stato possibile visitare la sala cinese, adibita ad auditorium, e neppure il museo ercolanense e l’orto botanico, entrambi chiusi in questo periodo, la visita esoltanto rinviata ad altra occasione considerata la bellezza e la ricchezza del sito. A pochi chilometri e possibile visitare gli scavi di Ercolano.

Per altre informazioni

http://www.centromusa.it/it/

Mimosa di gennaio

​Sentiero Nerano- Baia di Ieranto (penisola sorrentina) mimosa in fiore nostante il gelo e il forte vento di questo gennaio.

Le grotte della capra nera



Interessante e spettacolare escursione alle grotte dei Crapari sopra alla baia di Ieranto insieme al gruppo trekking Ulysses sulle tracce dell’antica capra nera.

Fiori di gennaio sul Monte San Costanzo

Anemone stellato (anenome hortensis) e crocus zafferano (crocus sativus) 22 gennaio 2017, monte San Costanzo (Massa Lubrense, penisola sorrentina) con splendida vista sul Vesuvio innevato e su Punta Campanella e faraglioni di Capri​

Don’t Make Me Speak – A Poem (Non farmi parlare-una poesia)

Un’onesta e sincera poesia di una persona autistica che descrive quel momento in cui le parole non riescono ad uscire e l’ansia di non essere in grado di parlare predomina.

Non mi fare parlare 

quando non sono pronto

A volte le parole non mi escono

 Di tanto in tanto la mia mente si svuota 

Ancora più frustranti sono i momenti di silenzio durante i quali sto urlando al mio interno

 Ma la mia bocca non si muove

 se provo a forzare le parole

Posso essere fortunato a fare uscire qualcosa 

sebbene queste frasi forzate non siano mai quelle che io speravo

Tutto dentro di me è martellante mentre cerco di trovare qualcosa da dire

 Più cerco di parlare e più lontano le mie parole scivolano via

Eventualmente me ne vado infuriato oppure scoppio in lacrime
E ‘doloroso e disorientante

 quando cerco di forzare le parole

 ho un senso di panico se provo a spingerle fuori di me 

quando io non accetto quello che mi sta succedendo
Per favore non confondere il mio silenzio con mancanza di rispetto

 Non mi fare parlare 

Dammi tempo e pazienza

Quando sono gentile con me stesso Alla fine le parole ritornano da sole

Addio_Arrivederci

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Lui dice a lei , dicendole addio:

“Sarai per me un ottimo ricordo. Sempre.”

Lei dice a lui, dicendogli arrivederci:

“Non voglio che tu mi ricordi, si ricordano i morti, non i vivi…

i vivi si vivono, o piuttosto si odiano o si amano, ma non si ricordano. Mai.”

(foto di enileni da pixabay)

Figlio, non ci sei.

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Non so dove sei, Figlio

non so se avresti imparato a suonare il pianoforte,

non so di che colore sarebbero stati i tuoi occhi,

non so se la tua voce mi avrebbe fatto commuovere,

non so se guardandoti avrei pianto di tenerezza,

non se sarei stata orgogliosa

al tuo primo passo o al tuo primo amore.

Figlio, ti penso anche se non ci sei

ti aspetto anche se non potrai arrivare,

ti onoro e ti rispetto anche se non sei presente:

certe assenze sono destinate a rimanere sempre con noi,

impalpabili presenze a cui non si può sfuggire

sempre ci ricordano ciò che non siamo,

ciò che non abbiamo,

sempre ci inchiodano alla croce

di ciò che non saremo,

ciò che non avremo,

fino alla fine.

Figlio, non ci sei.

Il mondo, a volte

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Il mondo, a volte, va avanti

e sembra fare a meno di me,

il mondo corre veloce

ed io resto indietro anni luce,

resto lontana e sola,

in un attimo il mondo fa quello

che io non ho fatto in tanti anni e che mai farò,

il mondo ama e concepisce figli,

senza neppure pensarci, spesso,

il mondo odia e combatte e uccide

senza neppure rendersi conto, spesso,

mentre io resto in disparte

e scrivo poesie che tu non puoi capire,

mentre scrivo parole d’amore che non puoi leggere,

mentre do amore che non puoi accogliere,

mentre ti penso e tu mi respingi

mentre ti amo e tu non mi vuoi

mentre sono felice di amarti anche se mi mandi via,

mentre amo te

che rappresenti tutto il mondo

che mi lascia in disparte,

sola e lontana,

e che sembra fare a meno di me, a volte

 

(foto di comfreak da pixabay)

Il distributore di palline con sorpresa

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Ecco un dialogo tra mio nipote di quattro anni e sua mamma al supermercato davanti al distributore a gettoni di palline con sorpresa.

“uffa mamma perché viene sempre una pallina con una sorpresa che non mi piace, perché non viene mai quella che voglio?”

“perché non puoi scegliere, appunto è una sorpresa, viene la pallina che viene…”

“va bene.”

Qualche giorno dopo mio nipote chiede alla sua mamma andando a trovare le cuginette:

“perché lo zio ha tre bambine femmine?”

“Perché è una sorpresa, lo zio non ha potuto scegliere…viene quello che viene”, spiega la mamma un poco in difficoltà, ma mio nipote risponde prontamente:

“ah ho capito … è una sorpresa come le palline, mamma?”

“Sì proprio così!”

Non so dirti addio

 

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Succederà stanotte, prima dell’alba, io partirò ancora una volta per i luoghi che amo e che tu sai, e questa volta tu non verrai con me, per la prima volta tu non verrai con me…

Quella notte di qualche anno fa, non ricordo più…, mi sembra tanto tempo fa, prima della partenza mi augurasti un buon viaggio e che avresti pensato a me ed io, senza bisogno di parole per esprimerlo, da quel momento ti portai sempre con me, ti nascosi nel mio cuore tanto da credere di sentire i tuoi battiti dentro al mio cuore o viceversa…

Ma questa volta no, non verrai con me, non verrai mai più, e perdonami, amore, se non ho imparato, e forse non imparerò mai, a dirti addio…

Allora fai un buon viaggio di Vita e non ho bisogno di parole per esprimerti che Amore tutto spera, tutto comprende e tutto perdona, anche il fatto che non so dirti addio

Il dolore arriva per parlarci

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È giusto arrendersi al proprio dolore e arrivare a volergli bene perché parla di noi al nostro posto e sa più di quello che noi sappiamo.

Il dolore non è mai senza un senso. Il dolore arriva per dirci qualcosa. Che qualcosa non va, e che questo qualcosa non possiamo più ignorarlo, perché è troppo grande e troppo forte, o ci uccide o ci fa rinascere, ci informa che è arrivato il momento di guardarlo in faccia con onestà e con dignità. O ci lasciamo sopraffare oppure lo cavalchiamo come un’onda o come uno tsunami.

Stiamo cambiando, non saremo più le stesse, il nostro mondo non sarà più lo stesso anche se in apparenza resterà uguale, avremo nuovi occhi per guardare e forse un cuore più grande e più forte per contenere tutto l’amore che sentiamo traboccare da questo nostro umile e fragile vaso d’argilla. E sentiremo il bisogno di pregare per evitare di perdere l’amore da tutti i pori perché si piange con tutto il corpo, con tutta l’anima, con tutta la mente, con tutta la nostra essenza ed ogni centimetro di pelle

Il mio dolore per quanto fosse quella fitta che mi piegava in due, per quanto fosse quella cosa per la quale facevo fatica ad alzarmi la mattina, per quanto fosse quella cosa per la quale mi svegliavo ogni notte alla stessa ora, mi ha spinto a guardarmi dentro e a capirmi, a fare chiarezza. Ho guardato il mio dolore, gli ho dato un nome, l’ho amato, l’ho cullato, l’ho cantato, ne ho fatto poesia.

E il mio umile vaso d’argilla che non tratteneva l’amore e non sapeva che farne e a chi darlo è diventato un vaso della più fine ceramica, un vaso che non si stanca di amare e donare amore nonostante le delusioni e le aspettative mancate… oltre a tutto, oltre a se stesso, oltre alla sua umana limitata misura perché questo è l’amore riempirsi e svuotarsi senza fine e sentire che senza non si può vivere veramente…

 

(Questo articolo è nato  in risposta  a questo brano di Penny intitolato la resa https://sosdonne.wordpress.com/2017/01/18/la-resa/

e a questa riflessione di Hararel13 sulla libertà di scelta in https://luceashanghai.wordpress.com/2017/01/18/day-sixty-three-la-bellezza-collaterale/ )

(foto di Huntlh da pixabay)

Mio figlio non esiste

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Mio figlio è una piccola volpe spaventata

a volte morde la mia mano che si avvicina

a volte esplode in rabbia o in pianto,

non sa quanto gli voglio bene;

mio figlio è una piccola volpe triste

quando non si sente accettata,

non sa che non è mai solo

perché è sempre nei miei pensieri;

mio figlio è una piccola volpe libera e felice,

corre nel bosco, amando la vita,

non sa che io lo ammiro;

mio figlio è una piccola volpe innamorata

che aggiunge bellezza al mondo,

di notte la luna lo avvolge come una madre,

non sa che è la mia carezza;

mio figlio ha zampe magre di volpe,

non ha imparato ad abbracciare,

non sa che io l’abbraccio con le parole;

mio figlio ha muso di volpe

e non ha imparato a sorridere,

non sa che io sento il suo sorriso;

mio figlio ha un cuore di volpe

_mio figlio non esiste_

è solo un sogno che la luna pietosa mi ha donato,

non sa che per lui io scrivo poesie.

Book tag -Tsundoku tag

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Dina ha pensato a me per questo tag, la ringrazio di nuovo.

Dina di https://emozioni759.wordpress.com/ condivide con noi la delicata bellezza del suo animo.

L’ideatrice di questo tag è: http://bloodyivy.it/ , da cui cito l’interessante spiegazione del nome di questo tag:

Tsundoku è un termine giapponese e si riferisce alle persone che acquistano libri senza aspettare di aver letto quelli che già hanno a casa (credevo facessero tutti così, ma evidentemente no); ne comprano anche più di uno alla volta e mentre aspettano di trovare tempo per la lettura, li impilano uno sopra l’altro. La pila di libri può stare sul comodino vicino al letto come in qualunque angolo della casa, l’importante, per essere Tsundoku è che sia fatta da libri che non si è ancora iniziato a leggere, da libri che al momento si stanno leggendo, dal libro lasciato a metà per iniziare a leggerne un altro, da libri che si stanno leggendo contemporaneamente, da libri che si vogliono rileggere più attentamente, insomma da letture in fieri.

Ecco, io le pile di libri vicino al letto, in bagno, sulla scrivania, sul tavolo della cucina, dovunque, io le ho! insieme a infiniti segnalibri e foglietti sparsi di appunti, se non trovo altro va bene pure il nocciolo del rotolo della carta igienica.

Le regole :

Usare l’immagine del tag
Citare il creatore e chi ti ha nominato
Rispondere alle domande
Taggare qualche blog

Un libro che hai comprato, ma che devi ancora iniziare a leggere.
I demoni di Dostoevskij con le sue 700 pagine, ero ottimista quando lo comprai ma non penso di farcela…

Un libro che stai rileggendo perché ti è particolarmente piaciuto.

Il maestro e Margherita di Bulkakov per la luce e l’oscurità, la pazzia e la pace, la malattia e la normalità…

 Un libro che leggi per studio o per voler approfondire un argomento che ti interessa.

Il grande libro dei fiori e delle piante oppure per diversi anni non mi separai dalla guida della Lonely Planet sul Brasile, era la mia Bibbia in un certo senso, vista la mia passione per questo paese, poi una volta, a Ilha Grande, vicino a Rio de Janeiro, mi capitò per davvero di incontrare uno degli autori! Quasi caddi in adorazione…per poi scoprire che egli si avvaleva di conoscenze di altri viaggiatori a cui chiedeva informazioni… 🙂

Per le nomine siete tutti invitati!

Amore di fango e pioggia

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Il mio amore è andato via

tra la pioggia e il fango,

polvere e nuvole di stelle,

il mio amore è andato via.

Amore perché non torni?

L’amore è semplice,

se è complicato non è amore.

L’amore è irrazionale,

se è razionale non è amore,

L’amore è stupido,

se è savio non è amore.

Amore di fango e pioggia,

ti ho forgiato con la creta del mio cuore,

la pioggia ti ha portato via,

amore di fango e polvere,

non sei amore se ti sciogli al primo temporale,

mi è rimasta un poco di creta

ti plasmerò di nuovo

aggiungendo basalto lunare

e lacrime

perché tu possa essere più forte.

La macchina del tempo

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La sera dell’8 gennaio prima della ripresa della scuola materna, mio nipote di 4 anni chiede alla sua mamma:

“Mamma costruiamo la macchina del tempo?”

“Non esiste, è una cosa di finzione, esiste solo nei film, perché dove ti piacerebbe andare?”

“Mi piacerebbe tornare alle vacanze di Natale!”

!!!

Quello che ho imparato dell’amore

L’Amore è un Dono, l’amore è in Dono
grazie a https://suoniancora.wordpress.com/2017/01/16/quello-che-ho-imparato-dellamore/

Suoni Ancora?

chagall3 Chagall – 2 Piccioni 1925

Ho imparato che l’amore è lavoro duro, non solo emozione.
L’amore è accettazione di se stessi. Dare per essere accettati è un errore terribile. Non si merita amore solo se si da sempre di più, l’amore si nutre solo di reciprocità.
L’amore non è stabile, è instabile come quei meravigliosi mosaici tibetani, in cui appena muovi la pedina sbagliata viene giù tutto il mandala.
L’amore è tempo, il tempo dell’amore deve essere sincrono, le melodie più belle suonate dai musicisti migliori se non sono a tempo, non produrranno un risultato armonico.
Il tempo è fondamentale che sia sincronizzato con se stessi e con l’altro.
Ho imparato che improvvisare è meglio che pianificare, e il passato è meglio tenerlo fuori per quanto possibile.
Il problema non è la fiducia nell’altro ma in se stessi.
Non ci sono cose giuste e cose sbagliate, l’amore esiste e resiste…

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Dispettosi

All’alba stavo nell’aia di una casupola sull’oceano atlantico, a sud dello stato di Bahia, in Brasile :sulla spiaggia, senza acqua potabile e luce elettrica, viveva una famiglia di pescatori.

La nonna di questa famiglia mi raccontò che nella notte i coati, una specie di procioni, avevano portato scompiglio in casa, si erano introdotti da una finestra socchiusa nella cucina avevano rovesciato il bidone della spazzatura

…che dispettosi coati, disse sorridendo e poi con un fischio li chiamò dalla foresta per dar loro una ciotola di latte. 

Diffidenti e affamati  si avvicinarono  alla ciotola del latte, io riuscii ad avvicinarmi a pochi metri mentre erano quella gente venivano a mangiare dalle mani.

( Grande Luce photos )

Sarindi Liebster Award

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Ringrazio Sarindi

https://frammentidiemozioni.wordpress.com/

per avermi nominato per questo liebster award che io ho rinominato Sarindi Award.

Il Liebster Award è un premio di promozione di blog meno noti, con un numero di followers inferiore a 200, io ne approfitto per far conoscere a mia volta altri blog interessanti.

Consegno dunque con piacere il liebster award a

https://semidapiantare.wordpress.com/ e la sua profonda e intima religiosità

https://milesweetdiary.wordpress.com/ e la sua delicata passione per la cucina

https://carlartestyle.com/ e il suo universo colorato di bellezza

https://sosdonne.wordpress.com/ madre e figlia, parole e disegni

https://nelmondodelgiardinaggio.wordpress.com/ il suo amore per la natura e la vita

Le regole, stavolta, sono diverse:
1- Ringraziare il blog che vi ha nominato.
2- Riportare il logo .
3- Dichiarare 11 cose sulla propria persona
4- Nominare  altri cinque blog con meno di 200 followers e comunicar loro, la nomination

§

Sarindi mi sollecita a raccontare 11 cose di me e vorrei farlo attraverso il breve resoconto di 11 viaggi importanti della mia vita

1 la mia nascita ovviamente… sono volata in dono a mia madre Dina e a mio padre Noè a Milano all’ospedale Principessa Iolanda, il 4 luglio del 1968, in una notte di temporale

2 nei primi anni di vita mia soggiornavo spesso in Romagna presso i nonni materni e gli zii per curare la mia inappetenza dovuta alla lieve anemia mediterranea, di questo periodo ricordo l’affetto e il senso di protezione di cui tutti mi circondavano.

3 la fine della mia infanzia coincise con un viaggio di trasferimento della mia famiglia da Milano a Forlì in Romagna

4 una breve vacanza a Rimini dove incontrai una persona che fu per me molto significativa per acquisire consapevolezza di me

5 un viaggio sulle dolomiti in tenda con il mio primo ragazzo

6 nel 1991 io e i miei genitori e mio fratello ci trasferimmo da Forlì sulle vicine colline, in campagna, una scelta molto felice

7 l’11 maggio 1989 fui assunta a tempo indeterminato in un laboratorio fotografico, dove ancora attualmente lavoro, un lungo viaggio che forse sta per giungere al termine

8 il mio primo viaggio aereo da sola, pagato con il mio stipendio, in Finlandia da un’amica di penna conosciuta alle medie attraverso un sistema di corrispondenza, allora per praticare l’inglese si usava scrivere tra amici di nazionalità diverse delle vere e proprie  lettere vere di carta…, come suona strano ora nell’era digitale parlare di lettere cartacee…

9 due viaggi in spagna, uno con amici per un corso di perfezionamento di spagnolo a Salamanca, tra questi amici vi era colui che sarebbe diventato da lì a 2 anni mio marito, e in seguito il nostro viaggio di nozze in Andalusia

10 i viaggi in Brasile e la scoperta di un paese completamente diverso dal nostro con le sue luci e le sue ombre, ma soprattutto con la sua contagiosa voglia di vivere e di essere felice

11 i viaggi in penisola sorrentina dove abbiamo carissimi amici

(12 ma questo è ancora un progetto a venire… la Sicilia)

 

 

 

 

 

 

 

Lapidazione

 

Hai stabilito un punto di non ritorno,

la temperatura in cui fonde l’ansia,

il grado in cui esplode la rabbia,

hai saggiato il peso e la forma delle pietre,

erano conformi alla tua violenza,

hai calibrato il lancio,

hai dato inizio alla lapidazione,

pietra dopo pietra

hai ucciso l’amore.

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La liberazione del geco :-)

dopo averlo lasciato dormito nella casetta degli attrezzi ho liberato l’amico geco all’esterno, sapete che il geco è l’unico rettile ad emettere un verso, non un sibilo, come ho potuto appurare mentre lo tenevo in mano:-))

ciao gechino!  gek gek!

Lottando con Morfeo

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mio nipote a 4 anni parla e lotta nel dormiveglia tra le braccia di Morfeo

“vai via, cattivo!”

“Non ti voglio!”

“vai via, uffa!”

“voglio andare a casa…”

“vai via… abbracciami…vai via…abbracciami…”

e finalmente si rilascia e  si abbandona alle braccia di Morfeo….

2016/2017 Tag

 

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Regole:

  • Utilizzare l’immagine che trovate in questo articolo.
  • Citare il blogger che vi ha scelto.
  • Ovviamente rispondere alle domande.
  • Citare 9 blogger/amici e farglielo sapere in un commento sul loro blog.

Ringrazio davvero tanto Dina di https://emozioni759.wordpress.com/2017/01/06/duemilasediciduemiladiciassette-il-tag-2/
Descrivi in 3 parole il tuo 2016.

sotto il profilo del lavoro un anno d’incertezza

sotto il profilo degli affetti un anno  di crescita

sotto il profilo personale un anno di chiarezza

Scrivi il nome di 2 persone che hanno caratterizzato il tuo 2016.

Non sono state due persone umane bensì due adorabili gatti, Otta e Blue Moon, che sono venuti a vivere insieme a noi a distanza quasi di un anno dalla morte dei due precedenti gatti.

Blue Moon, il maschio, è arrivato lo scorso 19 febbraio e Otta, la femmina, lo scorso 14 settembre. Due personalità deliziose affettuose e giocose  che mi danno gioia bellezza.

Scrivi 3 buoni propositi per il 2017.

Viaggiare, amare la bellezza della vita, e possibilmente cambiare lavoro.

Scrivi il posto più bello che hai visitato nel 2016 e perché ti è piaciuto così tanto.

E’ stato a sorpresa il … Circo! Il giorno di Santo Stefano il mio nipotino di 4 anni mi ha letteralmente trascinato al circo nonostante la mia ritrosia, e devo dire che ci siamo divertiti tantissimo… io non andavo al circo da più di 40 anni, ma la ver gioia è stato guardare le espressione di sorpresa e di stupore del mio nipotino.

Scrivi il cibo più buono che hai assaggiato nel 2016.

Le cose più buone sono sempre quelle che preparano i miei genitori, la cucina di casa fatta di ricordi d’infanzia e di momenti trascorsi insieme rimane la mia preferita.

Scrivi l’avvenimento che ti ha segnato di più di questo 2016 ( anche evento mondiale).

Aver perso un amico a cui tenevo come un figlio e pensare che molto probabilmente questa persona ha frainteso l’affetto sincero e pulito che avevo per lui.

Scrivi l’acquisto più bello che hai fatto in questo 2016 e se vuoi allega una foto.

è stato molto bello visitare il mineral show di Bologna dove erano esposti pezzi di minerali dal valore di migliaia di euro, roba da capogiro per i collezionisti… e io ho comprato qualche piccolo minerale da pochi euro ma che mi ha fatto ugualmente felice!

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Scrivi 1 posto che vorresti visitare nel 2017.

Amo i luoghi in cui le amicizie sono vere e sincere, per questo presto spero di trascorrere presto qualche giorno a Torino per incontrare una cara Amica.

Scrivi un piatto che vorresti assolutamente assaggiare nel 2017.

non saprei… il cibo non mi attira in modo particolare.

 

per quanto riguarda le nomine…

benvenuto a raccontare il vostro 2016/2017 tag a

https://viaggiandoconbea.com/

https://pieroemozioni.wordpress.com/

https://trapuntazero.wordpress.com/

https://goccediesperienza.wordpress.com/

https://carlartestyle.com/

https://emoticonblu.wordpress.com/

https://nelgiardinodirosita.wordpress.com/

https://myladycherry.wordpress.com/

https://tiziano61.wordpress.com/

 

Vivimi o dimenticami

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Dimenticami,

che di ricordi sono piene le fosse:

foglie imputridite,

sentimenti decomposti,

morti fiori.

Non fare di me un ricordo perso,

non fare di me un volto senza sguardo,

non fare di me un vuoto sorriso,

vivimi o dimenticami!

 

(foto di Susannp4 da pixabay)

 

Non ho di te che parole d’amore e polvere

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Di te non ho che due foto,

un ritratto in chiaroscuro e uno in seppia,

fai ciao con la mano al mondo,

un gesto semplice e naturale di bambino,

e poi ho foto di cose da te realizzate,

oggetti e mobili in legno,

una porzione del tuo giardino,

un tramonto dal tuo paese,

abiti di carnevale da te cuciti,

un cappello con una piuma,

una tenda da gioco per bambini,

tutti oggetti che testimoniano il tuo animo gentile e delicato,

il costumino da moschettiere l’ho adorato…

e poi ho foto tue di bambino…

e poi tante tue parole scritte di inconsapevole magia

e di intensa emozione,

poesie di polvere e amore,

non ho di te che parole d’amore e polvere

 

Vorrei essere il tuo angelo

Vorrei essere l’angelo del tuo sorriso per tenerlo sempre acceso,

l’angelo della tua stella quando dimentichi la Luce,

l’angelo della tua notte per tenerti addormentato tra le mia braccia,

l’angelo della tua veglia per attendere che la speranza ritorni,

l’angelo del tuo dolore per sostenerti,

l’angelo della tua gioia per farla risuonare nel creato,

l’angelo della tua morte per donarti la quiete.

(4 gennaio 2017, scritta nel cortile del Duomo di Salerno, ascoltando un angelo)

§§§

I would like to be your  angel
I would like to be the angel of your smile
to keep it always on,
the angel of your star when you forget the Light,
the angel of your night to keep you sleeping into my arms,
the angel of your vigil to wait for  hope to return,
the angel of your pain to support you,
the angel of your joy to make it resound in creation,
the angel of your death to give you the peace.

Perfettamente umano, imperfettamente divino

Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano. Kahlil Gibran

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E quando amate in modo incondizionato e puro  il vostro amore viene respinto o negato o reso impotente, e se vi aspettate di essere corrisposti e ciò non accade, non sentitevi in colpa o in difetto, perché l’aspettativa non ha mai condizionato la vostra generosità. È perfettamente umano desiderare di dare amore e di riceverne, anzi direi che questa è una cosa che ci avvicina a Dio.

(foto di gridkid da pixabay)

Nella culla del bosco

Piove nel bosco e sul tetto della casetta:

il temporale romba lontano,

il primo quarto di luna sta tra le nuvole come in una culla,

il vento porta il suono del mare,

le gocce distillano melodia,

il bosco ordinato sta in pace:

il geco nel suo riparo,

il topolino nella tana,

l’allocco sul vecchio carrubo,

la volpe attende quieta tra le calde radici della terra,

noi nella casetta dormiamo,

nella culla del bosco ascoltiamo la musicale armonia della pioggia

 

E’ davvero pura gioia…

Non conosco sulla terra gioia piu’ purache riposare quieto al petto della terra,

su un muro caldo lungo una strada polverosa,

quando sopra di me si estende l’azzurro piu’ intenso

e il mio desiderio sommesso e con un sorriso

anela a una felicita’ mai conosciuta.

Hermann Hesse

Cuore di gennaio

Cuore di gennaio


Il sole caldo sul viso,
il mare leggero e soave,

silenzio di quiete nel bosco:

respiro soltanto,

annullo i pensieri,

sto in questo sole che mi riscalda,

sto in questo cielo sereno,

sto in questo mare pacifico,

sto nel respiro del bosco

nel cuore di gennaio

(2 gennaio 2017, penisola sorrentina)

I doni

​Per il mio Re del mondo porto in dono: cura tenerezza e compassione

(foto di Hans da pixabay)

I palloncini e la luna

​Palloncini colorati nel cielo limpido di Salerno e il primo quarto di luna…

” signora 3 palloncini 1 euro!”

“ma il quarto di luna quanto costa?”

4 gennaio 2017 lungomare di Salerno

La verita’ dei muri (Rione Fornelle)




Muri d’autori a cura della Fondazione Alfonso Gatto nel Rione Fornelle, Salerno. Una piacevole passeggiata nella Poesia scritta sui muri della vita degli abitanti di questo storico quartiere.

Fermandomi ad ammirare il dipinto che ritrae gli abitanti del rione, una signora del posto mi ha detto: questi siamo noi! ci siamo noi dipinti!

Ho guardato il viso della signora e poi quei visi dipinti e ho visto la bellezza nella loro semplice e umile verita’ e ho compreso profondamente che questi muri dipinti e queste parole di poesia sono vivi piu’ che mai e parlano e cantano e vivono!

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L'angolo di White B.

Attraverso questo blog vogliamo parlare di NOI genitori: genitori di corsa, sempre alle prese col tempo e la gestione di lavoro e famiglia, e genitori che all’improvviso devono rallentare senza capire fino in fondo cosa sta succedendo. I loro bambini infatti sono ammalati o non ci sono più.

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Qui le chiacchiere stanno a zero... Siete capitati nel blog di un’accumulatrice compulsiva di informazioni...

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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