Mi sorprende

Mi sorprende il cielo

con un leggero abbraccio di nuvole

che rapido si dissolve,

lieve come la neve del tuo nome,

soave

infinita

melodiosa

ondivaga

nebulosa

emozione

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Il nome della peonia

Se avete un momento, soffermatevi a leggere i nomi delle peonie nei cartelli all’interno del centro botanico Moutan. Questi nomi, tradotti dal cinese in quanto la peonia e’ originaria delle fredde montagne cinesi, hanno un’incredibile bellezza poetica. Sono piccole poesie che definiscono l’essenza del fiore di peonia con riferimento alle sfumature dei suoi petali e alle emozioni evocate alla sua vista. Molto semplicemente ogni fiore di peonia e’ una rara e ricercata poesia. Ecco qualche esempio:nube rossa dissolta, intreccio d’oro e di giada, splendore delle nubi rosse, felce sul vassoio di porpora, oro sulla neve, pensieri blu, fiore di prugno dopo la neve, luna sul monte kun lun, fioritura sulla montagna lucente, collana di perle, semina nel deserto, fata della grotta….

Spettacolo di peonie

Il centro botanico Moutan consta di un giardino di 15 ettari coltivati con oltre 200000 piante di peonie, una ricca collezione composta da 600 differenti varietà. Il periodo migliore per la visita è la prima metà di maggio per poter godere il massimo della fioritura. Un luogo incantevole in cui perdersi tra filari di peonie colorate e profumate. Un luogo di sogno per gli amanti delle peonie. Il centro Moutan si trova a Vitorchiano (VT)

La capretta spaventata

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Nella grotta della Cansiria (SR) una capretta ha trovato rifugio in un’abitazione rupestre, spaventata dall’arrivo del nostro gruppo trekking in escursione in quel luogo romito, ci osserva in silenzio tra un misto di timore e di curiosità…

Una simpatica felsuma

 

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Una Felsuma (Phelsuma) è un tipo di geco originario del Madagascar , ha una vivace livrea verde con puntinature rosse o blu, si nutre di insetti nettare e frutti. Questo esemplare è stato fotografato alla casa delle farfalle di Cervia (RA).

Incontro fortunato con la rara salamandra degli occhiali

Incontro fortunato con la graziosa e rara Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata) nei pressi del sentiero della valle delle Ferriere (SA). Il suo nome è dovuto alla curiosa mascherina bianca che ha intorno agli occhi in contrasto con il suo corpicino nero mentre la coda e le zampine hanno una colorazione rossastra. Il nome “terdigitata” si riferisce alla caratteristica delle sue zampe posteriori che possiedono solo 4 dita anziché 5 come le altre specie di anfibi europei. Misura 7-11 cm, coda compresa. Nuotava tranquilla in una pozza d’acqua corrente con cascatina, il mio occhio e’ stato attirato dal colore rosso della coda che tuttavia poteva essere un rametto secco , inizialmente il capo era seminascosto da una fogliolina, non appena e’ riuscita a liberarsi ho apprezzato la tipica mascherina bianca, simile ad un paio di occhiali , poi l’ho osservata nuotare molto lentamente, con un piccolo balzo e’ andata su di un sasso al centro della pozza quindi e’ e’ risalita in superficie al bordo piscina.

Un piccolo momento di gioia per un incontro fortunato 🙂

Il mio gatto :)

gatto su pc

Stasera il mio gatto vuole tutte le mie attenzioni,

mi da la zampina e vuole che gli prenda la testa tra le mani

e si abbandona ai miei baci e alle mie carezze

sulla scrivania rovista tra i miei appunti e poi si accuccia sul pc acceso,

chiude gli occhi, beato, e finge di dormire,

mi sfida a spostarlo di lì con i suoi 11 kg , e mi soffia se ci provo ,

il mio gatto è fiero come un leone

e tenero come il  cucciolo più indifeso,

docile e viziato,

libero e dolce,

tenero e prepotente,

mi vuole solo per lui,

e mi fa scrivere una poesia per lui,

mi distoglie dai miei pensieri,

lui il mio padrone e io la sua schiava,

i suoi occhi nei miei,

mi insegna che l’amore è lasciarsi andare

e esserci con la mente e con il corpo

e far volare il cuore nel suono delle fusa

e darsi l’un l’altro con fiducia e tenerezza

Un burattino di petali

Il fiore non era un falegname come Geppetto,

costruì allora un burattino di sogno e di poesia.

Fu forse per questo che il burattino non divenne un bambino.

Serviva la linfa di un albero per dare la ragione,

e serviva  l’amore di una madre per dare gentilezza.

Come poteva un fiore creare un burattino partendo da una corolla di petali?

Come poteva un fiore illudersi di essere una madre?

Il fiore e le poesie


Il fiore scrisse poesie per la stella.

La stella era fatta della materia perfetta della matematica, era fatta di numeri tutti in fila, precisi, logici e ordinati.

Il fiore, invece, era fatto di poesia, un caos di emozioni.

La stella si spaventò e si rifugiò in una lontanissima galassia, nella sua corsa fece cadere polvere stellare sul fiore. Il fiore la raccolse per tracciare delicate parole d’amore che facessero risplendere le emozioni nel buio del cuore fino alle galassie remote.

Non capivi che amore fosse il mio

Mia stella spaventata non capivi che amore fosse il mio… Cosa c’era da spiegare? Cosa c’era da capire?

L’amore di un fiore è cosa semplice.

Mia stella, non domandare mai che amore è l’ amore di un fiore per una stella.

L’Amore è amore… Accettalo rispettalo accoglilo…

L’amore di un fiore per una stella si accoglie, si rispetta e si ama.

Una tenera famiglia di asinelli

Un felice incontro con una famiglia di asinelli, Ogliastra giugno 2005

Che cosa ho sbagliato con te?

Che cosa ho sbagliato con te, stella?

Dicevi che tutti ti abbandonavano,

lasciandoti in disparte.

Io no, avevo cura e attenzione di te,

giovane stella,

ti tenevo sempre con me,

il mio piccolo mondo di fiore era il tuo,

ti accoglievo tra i petali dei miei pensieri

e il mio polline era poesia per te.

Perché hai bruciato il tuo fiore che si prendeva cura di te?

Giovane stella,

cosa ho sbagliato con te?

Un biancospino gigante

 

Un Biancospino ( Crataegus monogyna ) gigante con un tronco di circa 40 cm di diametro a Cannetole, nei pressi di Portico di Romagna (FC)

Per secoli, il biancospino è stato usato per delimitare i campi e persino come pianta scaccia malocchio. Appartenente alla famiglia delle Rosaceae, il suo nome deriva dal greco kràtaigos, termine che richiama il concetto di “forza”. È dotato di spine, i fiori, ermafroditi, sbocciano tra aprile e maggio per lasciare spazio verso la fine dell’estate alle rosse bacche che maturano d’inverno.

Il biancospino è una pianta dalle numerose proprietà benefiche. Le foglie ed i fiori del biancospino sono ricchi di flavonoidi e dalle bacche con un poco di pazienza si prepara una delicata marmellata.

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Trova le tue parole

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Trova le tue parole dentro di te, chiuse dentro al tuo corpo, nascoste alla tua mente, e falle venire alla luce. Che siano parole di carta o di carne, è questo il senso del tuo vivere: trova le tue parole!

(foto di Greyerbaby)

 

Maggiociondolo

Maggiociondolo sulla strada del Monte Busca (FC)

Il maggiociondolo (Laburnum anagyroides ) è un piccolo albero caducifoglio (alto dai 4 ai 6 metri), appartenente alla famiglia delle fabacee, fiorisce solitamente in maggio, da qui il suo nome.

Mi eri lieve…

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Mi raccolsi intorno a te

per accoglierti,

mi eri  lieve peso, Figlio,

ti avrei tenuto così per tutta una vita,

abbracciato e protetto in me,

avevo cura di te e ti amavo,

il tuo respiro era il mio,

il tuo battito di cuore batteva dentro al mio,

il mio nutrimento era per te,

per me tu eri tutto il mio mondo,

io te lo donavo

mentre per te ero il principio del tuo mondo…

 

Il giorno che tu mi lasciasti fu il mio giorno più felice,

vidi il tuo viso e potei ammirarlo,

promisi di rispettarti e onorati, sempre,

il giorno che tu mi lasciasti fu il mio giorno più triste,

l’autunno era caldo di frutti e di promesse,

tu dovetti separarti da me

per compiere il tuo destino,

seppi allora a cosa era servito essere stata un fiore,

un fiore da poco,

accogliere una stella e poi lasciarla brillare

nel cielo della Vita

 

(foto di Devanath)

Fiore e stella

 

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Ti raggomitolasti nel mio io più profondo

e io ti accolsi dentro me,

noi, un unico abbraccio,

fiore e stella:

un fiore intorno al mistero

di una stella nascente

e una stella dentro al calice di un fiore…

Concepito

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Non riuscivo a concepire l’idea di te

ti sentivo esterno,

mi sentivo estranea,

così distante da me l’idea di concepirti,

aliena,

come se non mi appartenesse,

separata al mio corpo e alla mia mente,

mi chiedevo se mai ti avrei concepito

e come sarebbe successo,

dal momento che ti percepivo avulso da me,

distaccato, lontano, separato,

come avrei potuto includerti dentro di me

e poi rilasciarti al mondo,

sapevo che avrei sofferto

non nel darti al mondo

ma nell’accoglierti,

sapevo che se solo ti avessi concepito

tu avresti preso il mio mondo,

lo avresti gettato via da me come un inutile gomitolo,

ed io mi sarei raccolta intorno a te

per farti dono della mia vita.

Avevo paura di te

perché ti avrei amato più di me stessa.

Il mio corpo non ha potuto concepire,

ma la mia mente ha concepito

un pensiero di te,

ed io ho perso me stessa

nel tuo Amore.

(foto di Noppakaw)

Parole venute alla luce

Non ho mai scritto poesie per nessuno, se non per te, mi sembrava non potessi dirti alcune se non attraverso la poesia, normalmente avrei taciuto, con la poesia mi è venuto naturale esprimermi, parole che non conoscevo, emozioni che non capivo, si chiarivano nel filo nero della mia mente su una fredda tastiera di un computer.

Parole che diversamente non avrei mai trovato dentro di me e che tu in qualche modo hai fatte venire alla luce.

Quanto è strano e ridicolo ciò… scrivere poesie per qualcuno che non sa capirle…

Eppure le ho scritte per te, come se tu fossi dentro alla mia mente o al mio corpo, come un concepimento…

Non si sceglie

L’amore non si sceglie, arriva da lontano e ti stravolge quando sei pronto per farti portare via, e poi non sei più lo stesso, magari hai solo sognato, ti sei illuso, o hai solo pregato e niente è più come prima, hai amato, non importa sei hai sofferto, hai amato e ti sei sentito vivo!

Le grotte di cristalli di gesso

Nei pressi di Gemmano (RI) vi è il piccolo abitato di Onferno, al di sotto del quale vi sono le grotte gessose. La visita guidata ci fa scendere in una forra boscosa in cui si apre lo stretto ingresso alle grotte, all’interno delle quali il fiume ha scavato tra i cristalli di gesso un suggestivo canyon, purtroppo non è possibile accedere alla sala Quarina, dove svernano, riposano e si riproducono numerose colonie di chirotteri. Una gita adatta alle famiglie con bambini, vi è anche un piccolo grazioso orto botanico,e anche il bosco intorno alle grotte è molto bello, l’unico rammarico è di non poter vedere i simpatici pipistrelli. La natura ci meraviglia ma ci insegna anche rispetto e delicatezza 🙂

Sei libero

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Io non avevo intenzione di addomesticarti o di metterti in gabbia,

volevo soltanto ammirarti amarti e onorati oltre ogni confine e limite di te stesso.

Ti sei messo in gabbia da solo.

Per me sei sempre stato libero.

Io non ho gabbie ma ali di libertà da offrirti.

Fuggi via e sii libero…

foto di realworkhard)

Meli selvatici a Cannetole

Cannetole (Portico di Romagna, FC)

meli selvatici e antichi casolari

La Sequoia di Cannetole


Ecco un altro incontro a cui inchinarsi: una magnifica Sequoiadendron giganteum accanto al campanile della chiesa di Cannetole, vicino a Portico di Romagna (FC). La pianta originaria delle zone boschive del nordamerica (dalla California all’Oregon) fu introdotta in Europa a metà dell’Ottocento.
La corteccia è rosso bruna, spessa e tenera, spugnosa, e preserva le piante dall’aggressione degli insetti. La chioma è piramidale cilindrica, le foglie sono aghiformi, gli strobili (le pigne) hanno forma ovale con scaglie romboidali e resistono diversi anni sulla pianta.

Dove sei, amor di Figlio ?

 

 

geum

 

Dove sei ,

amor di figlio,

che non ritorni?

Sei la mia lacrima più dolce

sei il mio più tenero dolore

sei la mia attesa più grande

sei il mio Bene più forte

Dove sei,

amor di Figlio,

che non puoi tornare?

E’ il tuo destino, quello di fuggire; il mio è quello di restare…

 

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Hai imparato l’arte di andartene come prima necessità, come bere o nutrirti, e poi come arte di vita per la sopravvivenza, andartene è sempre stato l’unica strategia che hai attuato per proteggerti dal mondo, fuggivi e tornavi, tornavi e fuggivi…

Quando il mondo diventa troppo per te, in tutti i sensi, una luce troppo forte rumore troppo alto, un’ emozione troppo intensa, una parola di troppo, tu fuggi via, come le lucertole lasciano la coda per ingannare il nemico, così tu lasci una maschera vuota, e ti nascondi da tutto e tutti e anche a te stesso…

Quando sei più calmo o quando il mondo torna alla neutralità di toni, tu ritorni, ma un piano di fuga è sempre pronto, fidarsi del mondo non è cosa facile, per chi vuole tenere ogni cosa sotto controllo l’amore rende fragili, le delusioni fanno male… e così hai imparato per forza e poi raffinato per scelta l’arte della fuga, sei diventato un professionista, tagli tutti i contatti, fai terra bruciata intorno a te, non importa se hai avuto affetti sinceri, ti sono solo di peso, e poi rinasci a te stesso, cancelli il tuo nome, crei una nuova identità, e riprendi la tua corsa e la tua fuga.

Hai provato a cambiare ma quello che hai dentro è più forte… un senso di selvaggia libertà, il tuo non essere addomesticabile, il tuo essere fuori dagli schemi, il tuo essere oscuro e segreto persino a te stesso. Forse non hai scelto tutto questo ma così tu sei, come una volpe che non si fida mai abbastanza perché fidarsi non è nella sua natura, perché ne va della sua vita.

Non so se hai già accettato il tuo destino che è quello di andare, l’unico destino dal quale non puoi sfuggire, ti porti dietro ricordi, pezzettini, specchi rotti di una vita che non sai perdonare…

E se per chi se ne va c’è sempre qualcuno che rimane, ed io non so se ho imparato bene il mio destino, che è quello di restare, di aspettarti pur sapendo che non tornerai, ma accetto il mio destino e perdono la mia vita che mi ha permesso di incontrarti e poi di perderti…

(foto di Geralt)

Il noce di Cannetole

Un noce in località Cannetole, nei pressi di Portico di Romagna (FC), solitario in un campo mi ha trasmesso una sensazione di pace e tranquillità, le erbe e i fiori selvatici, il profumo del sole e il frinire dei grilli…

Pensando ad un figlio che cresce

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Mi sarei seduta con te al tavolo in cucina per prendere un the, oppure no ti avrei portato a prendere un gelato e ti avrei chiesto che gusto vuoi pur sapendo che prendi sempre e solo lo stesso identico gusto, mi avresti parlato di quella ragazza che non ha risposto al tuo invito ad uscire con te ed io ti avrei consolato dicendo che un giorno avresti trovato la persona giusta e l’amore vero, senza dirti che il mio amore vero sei tu, mi avresti chiesto come mai quel gruppo di persone continua ad escluderti e io ti avrei risposto di non curarti di loro, di fare la tua strada e di essere te stesso, perché tu sei perfetto come sei, ti avrei regalato un altro libro di astronomia che è la tua passione e tu mi avresti parlato del tuo telescopio e io ti avrei chiesto se di giorno si vedono le stelle e tu mi avresti detto che di giorno si vede solo il disco del sole e le macchie solari e i filamenti che sbuffano dal cerchio del sole, mi avresti ringraziato del libro e io avrei sorriso pensando che non voglio la tua gratitudine e ti avrei detto che ti voglio del bene e tu forse non avresti risposto, poi sarebbe arrivato un tuo amico con il quale devi andare ad una mostra, allora mi avresti detto ora devo andare ciao e io mi sarei trattenuta per pudore dal darti un bacio e ti avrei guardato allontanare, via da me, provando felicità nel cuore…

(e tutto questo è solo un sogno… tu non esisti)

(foto di slightly_different, autoritratto di se stesso, sedicenne)

Progetto tartaruga

Sulla spiaggia del villaggio turistico di Praia do Forte, 70 km a nord di Salvador de Bahïa (Brasile) , è possibile visitare il centro del progetto Tamar (tartaruga) , è un ecomuseo dove si osservano le tartarughe marine nuotare all’interno di grandi vasche. Fu fondato nel 1980 per salvaguardare le specie di tartarughe marine a rischio che vengono a deporre le uova sulla spiaggia da settembre a marzo in aree protette. Il centro ospita le uova fino alla schiusa, quindi i piccoli vengono aiutati cresciuti e portati in mare.

Nel 2007 ho visitato questo centro e ho assistito alla schiusa delle uova e ho potuto prendere in mano un piccolo appena nato, fragilissima e tenera creatura.

Nella notte ti sogno…

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Nella notte pronuncio il tuo nome

e subito il mio cuore si riempie di tenerezza

e ti dico le parole più dolci,

esprimo per le preghiere più vere,

e i pensieri più belli sono per te,

penso alle stelle che ti cullano

e alla luna che è la tua casa,

e l’universo che è il tuo mondo,

penso all’amore che hai nel cuore

e prego che la tua vita sia buona e serena,

poi la notte finisce

e il sogno di te svanisce,

di giorno spero che venga presto la notte

per poterti incontrare…

§§§

By night I dream of you

By night I pronounce  aloud your name
and suddenly my heart is filled with tenderness
and I tell you the sweetest words,
I express for you the truest prayers
and the most beautiful thoughts of you,
I think about the stars that will lull you
about the moon is your home,
about the universe that is your world,
I think of great love in your heart
and I pray that your life is good and serene,
then the night ends
and dream of you fades away,
by day I hope night is coming soon
to meet you again …

Nel cuore di un tulipano

ho esplorato il cuore di un tulipano…

stami e pistilli,

polveri impalpabili e luce del sole,

forza del bulbo,

 delicatezza dei colori,

ho indagato,

fotografato,

sondato

ma non ne ho svelato

l’essenza

 

Il muro coerente del tuo silenzio

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Se chiudo gli occhi mi si oppone

un muro bianco di silenzio,

severo e imponente,

il muro coerente del tuo silenzio,

d’un bianco dolore,

insormontabile,

liscio senza spigoli,

fortezza nel deserto,

compatto, uniforme, serrato,

è il muro coerente del tuo silenzio

(foto di Skitterphoto)

La prateria dei tulipani

finalmente! è arrivato il momento per ammirare la selvaggia fioritura dei tulipani,misti a erbe di campo quali il giallo ranuncolo e il tarassaco, nella prateria del giardino della villa Pisani Scalabrin a Vescovana (PD), una festa di colore per gli occhi e una gioia per l’anima che mai si stanca di bere a piene mani della bellezza della natura. Pare di camminare sospesi tra i tulipani in un giardino chiuso da alti alberi di pregio nei pressi di una graziosa villa di origini antiche e con lo spirito della leggendaria Evelina Pisani nel vento…

I 60.000 bulbi sono stati piantati praticamente a mano a novembre e ora ne possiamo ammirare lo splendore. Uno sforzo che è davvero valso la pena!

I bulbi di Evelina Pisani dal 25 marzo al 25 aprile 2017, per saperne di più :

http://www.giardinity.it/

http://www.villapisani.it/

Avrei avuto voglia di sorriderti, sempre

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Avrei voluto camminare al tuo fianco

per guardarti crescere,

per vedere i riflessi del sole sui tuoi capelli,

per vedere la luce della Vita risplendere nei tuoi occhi,

per apprezzare la tua intelligenza,

per sentire il colore del tuo silenzio,

per respirare il tuo profumo

e sentire il tatto della tua pelle,

e vederti invecchiare sereno e pacificato,

avrei voluto essere al tuo fianco,

nei giorni in cui vivi e in quelli in cui sopravvivi,

ed essere più triste quando sei triste

e più felice quando sei felice,

avrei voluto essere al tuo fianco

per onorarti, Figlio,

per onorare i tuoi successi e le tue gioie

ma anche il tuo pianto e la tua solitudine,

il tuo non sentirti abbastanza e la tua ricerca di senso,

avrei camminato al tuo fianco,

invisibile per non darti alcun fastidio e non esserti un peso,

ti avrei lasciato partire, uccellino dal nido,

e poi avrei sperato che tu tornassi con l’animo sospeso,

ti avrei aspettato quieta e fiduciosa,

ti avrei rivisto tornare forte e vero

con i segni del dolore sul tuo viso

e quelli della gioia nelle tue mani

e avrei avuto voglia di sorriderti sempre

e di prendere il tuo dolore

e regalarti la pace

avrei voluto essere tua madre per amarti ancora di più

di questo universo infinito

di cui tu sei Figlio

(foto di Marcesim)

Teobroma Cacao

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Cabosse di Teobroma Cacao

 

 

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Cabosse di Teobroma Cacao

Le Cabosse sono i frutti dell’albero del cacao, hanno l’aspetto di un melone allungato, ma molto più rugose, la durezza del guscio invece supera quella dell’anguria.
Il colore può essere giallo fino al rosso tendente al marrone.
Nascono sui rami più grossi dell’albero e sul fusto.

Per aprire le cabosse si utilizza lo stesso machete con cui sono state raccolte, con un colpo secco si spacca la scorza aprendo il frutto in due senza rompere le fave di cacao che altrimenti verrebbero compromesse.

Le fave sono contenute in una polpa bianca da cui devono essere separati.

Dalla polpa bianca zuccherina si producono gradevoli bevande.

La polpa e i gusci possono essere utilizzati come alimenti per il bestiame o per produrre pectine per l’industria alimentare.

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la polpa bianca, la placenta, che avvolge le fave di cacao

 

 

Le fave di cacao estratte avvolte dalla polpa bianca vengono lasciate fermentare per 5 giorni in appositi contenitori, casse di legno, che permettono il drenaggio della polpa liquefatta e una corretta aerazione delle fave. La fermentazione  è la fase serve a far sviluppare i tipici aromi del cacao.

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struttura per essicazione
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essicazione delle fave

La fase successiva è quella dell‘ essiccazione.

Essa blocca la fermentazione, riduce l’umidità delle fave in modo da poterle conservare e non essere attaccate da muffe e altri microrganismi.
I semi vengono essiccati al sole stesi su appositi supporti in legno o anche su teli adagiati sul terreno. La durata dell’essicazione può variare dalle 2 alle 3 settimane.
Le fave devono essere rimescolate più volte per garantire un’essiccazione uniforme, inoltre in caso di pioggia devono venire coperte. Le strutture nella foto hanno tetti scorrevoli e apribili.
In questa fase si ha anche l’evaporazione dell’acido acetico sviluppato durante la fermentazione. L’azione del sole e dell’aria ha quindi l’effetto di ridurre l’acidità delle fave.

Alla fine di questo processo le fave sono stoccate in sacchi di iuta, pronti per la vendita e la spedizione all’estero. La granella di fave tostate viene ridotta tramite delle macine in una pasta grossolana: la Pasta di cacao o Massa di cacao.  Questa è la materia prima da cui si parte per ottenere cacao in polvere e burro di cacao o aggiungendo altri ingredienti cioccolato.

 

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stoccaggio delle fave essiccate
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Visita ad una piantagione di Teobroma Cacao e ad un’azienda di trasformazione delle fave in cioccolato ad Ilheus, Stato di Bahia, Brasile, gennaio 2008.

(foto di Grande Luce)

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