Il nido è vuoto

Due tazze azzurre,

Sul tavolo,

sole,

Aspettano due cuori che si parlano

E due solitudini che si incontrano.

E torneremo a bere il the,

e torneremo a raccontarci le piccole cose quotidiane,

e alla solita ora scosterò le tendine bianche

per vederti arrivare in bicicletta,

scalderò le tue mani fredde con una tazza di the bollente

E io ti sorriderò e tu mi sorriderai,

E i nostri sorrisi saranno semplici e buoni come queste tazze azzurre

Mi darai l’abbraccio della buonanotte,

E andrai via,

Io laverò le tazze pensando a te

Ma ora il nido è vuoto

Come nacque questo Blog … con una storia sui fiori

Un giorno una pianta dai fiori gialli, che era una phomis,  chiese ad un fiore di prugno selvatico:

“ma cosa servo io che non sono una rosa, se non sono bella come una rosa, se non sono profumata come una rosa, se non sono rossa come una rosa… io a cosa servo?”

E il Prugno disse :

“Tutto serve a qualcosa, per lo meno a farlo sentire felice per se stesso, guarda a me, i miei petali si sciupano subito e si perdono a terra e io non ho mani abbastanza per raccoglierli, va tutto infine sprecato?”

e ancora la Phlomis domandò:

“I fiori di cosa hanno bisogno, alla fine, per fiorire? Forse, semplicemente fioriscono.”

E il prugno rispose :

“Del tempo hanno bisogno. Solo del tempo.”

La pianta dai fiori gialli aggiunse :

“…. allora hanno bisogno di un tempo di sole, di luce, di un poco di pioggia e di due occhi che l’ammirano.

E poi anche di terra sassi e sabbia e di una radice forte.

Seneca dice : sboccia il fiore se la radice crede al sole.”

Il prugno non rispose nulla come d’abitudine, il prugno era un prugno selvatico  di poche, precise parole ,  ma ben ragionate parole…

In seguito, all’inizio dell’inverno, il prugno e la phlomis bisticciarono per questioni di fioritura , e la pianta dai fiori gialli davvero ci rimase molto male… era un poco disperata e voleva andarsene ma non riusciva a dimenticare il prugno, così decise di aspettare, era inverno, magari la teoria del prugno poteva essere giusta, era solo una questione di tempo…

Dalla sua finestra Phlomis osservava la phlomis piantata nel giardino la primavera precedente , stentava ma era ancora viva e Phlomis si chiedeva se l’avrebbe vista fiorire.

Nel tempo dell’attesa Phlomis, che ora si chiama Antonella, decise di mettere a dimora altri fiori, di curare il giardino,  e coi petali e i piccoli frutti ne fece parole per raccontare viaggi ed emozioni…

e così, all’incirca, nacque questo Blog …

Ho un cuore pulito

Ho seni tesi come fiumi per nutrirti,

ho braccia infinite per cullarti,

e piedi sformati per accompagnarti nel tuo cammino,

orecchie sensibili al tuo pianto e narici per respirarti,

ho lunghi capelli in cui nasconderti,

l’arco della mia schiena come roccia per proteggerti,

ho abili mani per cucirti abiti e carezze,

labbra di miele per le tue lacrime

e labbra di ciliegia per il tuo sorriso,

ho voce e parole per raccontarti una favola,

e occhi d’arcobaleno in cui trovare la pace,

ho un grembo per contenerti,

e fianchi forti per spingerti via,

ho un cuore pulito per amarti.

Sconosciuto amore

Sconosciuto amore, che mi scuoti dentro,

Sei senza braccia,

senza occhi,

senza cuore.

Tu non hai baci,

tu non hai sorrisi,

tu non hai carezze per me…

Io ti abbraccio di notte,

Sconosciuto amore,

Tu, che stringi la mia anima,

ogni giorno nel sogno di te…

Lucciole e luna

Le lucciole scendevano a mare,

mentre la luna faceva innamorare il bosco.

Gli ulivi chinavano la chioma

nel ricevere il dono di quella luce,

 le pietre rilucevano come perle

mentre le lucciole scendevano a mare,

ingannate dal battito di un faro

Un sogno nel tempo

In mezzo a questo tempo c’è un cammino da fare,

una linea da seguire,

un zig zag su e giù nella memoria e nello spazio,

fin sulla luna andata e ritorno,

una vela nel mare,

un albero in pieno campo,

una vigna da coltivare,

un ramo d’ulivo da portare in dono,

una colomba da far volare,

un desiderio da cullare,

e un sogno che,

se il tempo ci unisce,

diverrà vero

Il tempo che ci è dato

Non c’è nulla da seguire,

Non c’è nulla da inseguire,

Non c’è nulla da cercare,

Non c’è nulla da trattenere….

C’è solo il tempo

che ci è dato

di essere qui

Abbraccio le mie pietre

Vi abbraccio pietre,

Grani di Rosario che spezzano le unghie

Schegge levigate contro i miei seni

Memoria scolpita nella mia mente

Sorelle mute della mia solitudine

Vi abbraccio pietre

che vi fate polvere

sul mio cuore

Tempo unico

C’è un tempo per perdersi e uno per ritrovarsi.

Il tempo per perdersi può essere un secondo.

Il tempo per ritrovarsi può essere questione di anni.

Tra questo e quel tempo c’è un filo che ci unisce

e che è il nostro Tempo unico.

Se è destino di perderci, ci perderemo.

Se è destino di trovarci, ci ritroveremo.

Se non sarà ora, sarà in un’altra vita

perché il tempo non ha confini.

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