Il bimbo che sei

Sei bimbo trai bimbi anche se ora sei un giovane uomo. Ti penso così nella tua culla di vimini e poi con la pianola a 4 anni o con quel trenino regalo di un Natale, o tra le braccia di papà ilprimo giorno d’asilo, tu in montagna con i calzettoni lunghi e gli occhi neri neri come l’universo che hai dentro, tu sulla giostra assolutamente felice, oppure a scuola, assorto e concentrato mentre reciti una poesia. E ti immagino correre al fiume con la tua bicicletta, con il sole che ti ferisce e la neve dei pioppi e il mormorio delle tue lacrime confuse con l’acqua. Ti rivedo così come se fosse ora nelle foto di te bambino e il mio cuore intenerisce e riconosce in te il bimbo che sei.

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Un altro sapore

L’inverno aveva un altro sapore,

un sapore di casa,

di te e di me:

una finestra sul giardino,

un pettirosso sul davanzale,

due gatti,

la passeggiata al lungofiume,

un cuore disegnato sulla neve con le nostre iniziali,

un divano dove dormire, stretti stretti,

tra le fusa dei gatti e la quiete domenicale,

e poi svegliarci nella notte per ascoltare i nostri respiri,

e poi riaddormentarci dopo l’amore,

mentre la neve riempiva il giardino,

l’inverno aveva un altro sapore,

di te e di me

Un altro giorno

Un altro giorno di vento ed aridità, in cui anche la più piccola e insignificante illusione è pur sempre meglio di questo nulla

I petali del tuo mistero

Sulle tue labbra ci sono petali di rose bianche e nei tuoi occhi il mistero dell’universo. Non vorrei mai dispiegarlo. Potrei disegnare le mappe più dettagliate e scrivere sofisticate tesi di laurea su di te, ma non lo voglio. Se svelassi il tuo mistero, l’universo cadrebbe giù e tutte le rose perderebbero i loro petali.

Mi chiedi a cosa servono i petali

Mi chiedi a cosa servono i petali.

Farei molto prima a dirti che non servono a nulla.

A cosa serve infatti la bellezza?

Sento le tue lacrime per i petali che cadono a terra…

Ecco, servono per commuoverci, per ricordarci la tenerezza, per insegnarci di essere teneri, senza timore di essere fragili. A cosa servono i petali? Essi sono effimeri eppure tanto delicati da proteggere un calice e dei pistilli e un’ape, tanto fragili da nascondere il miracolo della creazione…

A cosa serve tanta delicata tenerezza?

Ci sono fiori che appena sfiorati lasciano cadere i petali. Un sistema di difesa per ingannare l’attenzione dei predatori. Tanta delicatezza usata e sacrificata come strumento di difesa.

Ci sono fiori dai petali profumati per richiamare uccellini e insetti impollinatori.

E lo stesso vale per i colori…

E petali che si chiudono per riparare il fiore da troppo sole, o petali che si serrano per nutrire le piante carnivore, o petali che si distendono di notte per disperdere il polline, o petali da cui possiamo ricavare estratti preziosi o di cui possiamo cibarci.

Ma mi chiedi cosa servono i petali ?

Non servono a nulla.

Forse.

Forse a farci felici per un solo momento…

Pensami

I tuoi occhi, mai, mi hanno conosciuto; le tue mani, mai, mi hanno accarezzato; e la tua bocca, mai, ha pronunciato il mio nome; e il tuo cuore mai si è abbracciato al mio… ma se fossi solo un pensiero vago e incerto, di quelli che ti fanno sorridere senza saperne il motivo, allora… tu pensami

Ioinviaggio

Ho viaggiato il mondo. Ho incontrato persone, culture diverse. Ho visto città, fiumi, fiori, alberi, insetti…

Ancora altri viaggi mi aspettano nella mia vita, saranno piccoli e grandi, ubbidirò alla mia strada, ma ora ho accettato il fatto che il viaggio più sognato mai più compierò, quello incontro a te, perché il tempo va solo in una direzione e indietro non può tornare.

Arrenditi alla gentilezza di Simone Stabilini

Arrenditi alla gentilezza: busserà al tuo cuore stanco. Sarà insistente, non si attenderà. Nessuno si arrende quando sa che può conquistare qualcosa o qualcuno. Ed il tuo cuore stanco non è scevro dalla bontà, tutt’altro. Sai, figlio mio, nasciamo con la stessa propensione alla bontà di quanto ne abbiamo alla cattiveria. Ma tu sei stato amato. Io mi sono arreso alla gentilezza. E ti ho amato. Arrenditi alla gentilezza, figlio mio. Ed ama.

Simone Stabilini da Lettera a mio figlio

Recensione di The Good Doctor a cura di Simone Stabilini

Anche una serie TV, se ben fatta, può aiutare il processo dell’inclusione delle persone autistiche nella società.

Sottolineo e condivido il messaggio centrale di  Simone Stabilini nella sua recensione a The Good Doctor

“E’ ora che la società prenda coscienza dell’unicità, delle abilità e della possibilità di fornire dei benefici da parte delle persone nello spettro autistico, riconsiderando la tendenza ad abbracciare stereotipi e false credenze e rimettendo in gioco la volontà di realizzare il vero processo inclusivo per il quale, su più fronti, ci si sta impegnando.” Simone Stabilini

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Martedì 17 luglio 2018, Rai1 ha trasmesso in prima visione i primi episodi di “The Good Doctor”. Serie statunitense del 2017 ideata da David Shore – il padre di Dr House -, andata in onda per la prima volta su ABC il 25 settembre, è composta da 18 episodi della durata media di 43 minuti ciascuno e narra la vita – professionale e non – di un giovane chirurgo pediatrico autistico, Shaun Murphy, interpretato da Freddie Highmore.
Ho seguito con grande interesse i primi episodi andati in onda sforzandomi di osservare con occhio critico lo stile, la modalità di comunicazione ma soprattutto il contenuto, e devo ammettere che l’esordio non ha deluso le mie aspettative, e ne sono rimasto colpito in modo estremamente positivo.
Seppur coniugando intrecci di altri personaggi e delle loro vicende personali, il protagonista assoluto resta come ovvio il giovanissimo Dr Shaun, che dopo una infanzia travagliata, viene aiutato nella crescita personale e professionale dal direttore dell’Ospedale in cui lavorerà come Chirurgo, che riesce a capirlo e valorizzarlo ma soprattutto crede fermamente nel vantaggio che una persona come Murphy può apportare alla società.
Tralasciando l’analisi tecnica della regia – indubbiamente di ottimo livello sia dal punto di vista della fotografia che dal punto di vista dello storyboard -, trovo molto interessante la possibilità di osservare come la realtà della condizione del Dr Shaun sia stata trasposta a video senza inutili fronzoli o moralismi e come le peculiarità di pensiero, di stile e di ragionamento siano rappresentate in modo onesto e mai pesante. Fin dall’inizio – all’atto dell’arrivo in aereoporto -, le inquadrature e lo storyboard analizzano in modo attento le sensazioni che potrebbe avere una persona autistica: l’attenzione ai cartelloni degli orari dei voli che cambiano, i rumori delle ruote delle valigie, i movimenti delle persone, tutto ruota attorno alla sensazione di essere immersi in un caos disordinato in movimento, mentre i percorsi fissi ed immutabili, come quello calcato fin dall’uscita di casa, riportano la prevedibilità ai livelli accettabili (o per lo meno funzionali alla sopravvivenza). L’estrema, ingenua sincerità del Dr Murphy viene da subito fatta notare quando il personaggio si rivolge al primario della squadra di chirurgia nella quale il giovane chirurgo viene accolto dicendogli “Lei è molto arrogante: pensa che le serva per essere un buon chirurgo? Ne vale la pena?”, e in modo funzionale al disegno della società che spesso – anche se non sempre – tende ad approfittarsi della ingenuità delle persone come lui, ed è la stessa genuina ingenuità con la quale risponde, per esempio, alla richiesta in ascensore “Dove va?” con un “Sono un chirurgo del…”, anziché con il piano di fermata. L’ingenuità si riflette, poi, in una estrema onestà intellettuale, quando chiede alla neo collega come mai al loro primo incontro fosse stata sgarbata con lui, al secondo lo fosse stata meno e al terzo volesse diventare sua amica, domandandole senza mezzi termini in quale delle tre occasioni essa stesse mentendo, oppure ancora quando, evidenziando un lack di empatia emozionale, comunica il tumore maligno ad una paziente con conseguente “alta probabilità di morte” (cit.). Proprio tale lack viene spesso sottolineato nella letteratura riguardo le abilità delle persone nello spettro autistico, e penso sia onesto come venga evidenziato quanto questo sia importante nello svolgimento di alcuni tipi di professioni ad alto impatto umano.
Funzionale è, poi, la sottolineatura delle difficoltà nella comprensione del sarcasmo: la letteralità con la quale vengono percepite le comunicazioni portano ad un misunderstanding piuttosto diffuso, ma penso che al contempo riparino il Dr Shaun da grandi delusioni sociali. Questo, a mio avviso, è da considerarsi come un elemento che, seppur provochi spesso difficoltà di valutazione, metta al riparo le persone nello spettro autistico da tanta, troppa malvagità.
Le routines, gli allarmi e la cura degli orari non potevano non trovare spazio nella descrizione del personaggio, rispecchiando la necessità di ordine nel caos disordinato della quotidianità, e mi ha fatto sorridere quando, anziché essere preoccupato per il fegato in traporto contro il tempo, ha chiesto alla collega di avvisare il direttore dell’ospedale che, contrariamente alle sue abitudini, avrebbe tardato per il pranzo.
Mi ha fatto molto sorridere il fatto che dopo che la vicina ha chiesto IN PRESTITO le batterie ministilo per il joystick dei videogiochi, lui gliene abbia chieste indietro: ed anche questo è molto logico, dal momento che lei aveva chiesto un prestito, e non un dono.
Giungendo alla fine di questo mio disordinato insieme di osservazioni personali, considero questo primo starting un ottimo approccio: la produzione si è avvalsa di buoni consulenti! E’ ora che la società prenda coscienza dell’unicità, delle abilità e della possibilità di fornire dei benefici da parte delle persone nello spettro autistico, riconsiderando la tendenza ad abbracciare stereotipi e false credenze e rimettendo in gioco la volontà di realizzare il vero processo inclusivo per il quale, su più fronti, ci si sta impegnando. E’ pur giusto, come più famiglie mi hanno giustamente fatto notare, che l’idea della genialità associata all’autismo è scorretta e che la variabilità è molto alta, ma altrettanto sono consapevole di preferire di gran lunga sforzi come questo, volti ad un cambiamento in positivo riguardo la percezione di questa unicità, piuttosto che l’oblìo delle buone prassi veicolato da prodotti vecchi e fuorvianti che, purtroppo, spesso subiamo come retaggio del passato. Ergo: The Good Doctor mi ha entusiasmato.

Sarei onorato e felice di un vostro contributo. Grazie per il vostro tempo. Con stima. Simone Stabilini.

Amavo te

Amavo una volpina blu

ed è scappata via

Amavo una stella quadrata

ed è caduta giù

Amavo un angelo cherubino

ed è volato su

Amavo te

e non ci sei più

Le cose eterne e le cose effimere

“Allora?” interrogo’ il geografo.
“Oh! da me”, disse il piccolo principe, “non è molto interessante, è talmente piccolo.
Ho tre vulcani, due in attività e uno spento. Ma non si sa mai”.

“Non si sa mai”, disse il geografo.
“Ho anche un fiore”.
“Noi non annotiamo i fiori”, disse il geografo.
“Perché? Sono la cosa più bella”.
“Perché i fiori sono effimeri”.
“Che cosa vuol dire <effimero>?”
“Le geografie”, disse il geografo, “sono i libri più preziosi fra tutti i libri. Non passano mai di moda. E’ molto raro che una montagna cambi di posto. E’ molto raro che un oceano si prosciughi. Noi descriviamo delle cose eterne”.
“Ma i vulcani spenti si possono risvegliare”, interruppe il piccolo principe. “Che cosa vuol dire <effimero>?”
“Che i vulcani siano spenti o in azione, e’ lo stesso per noi”, disse il geografo. “Quello che conta per noi è il monte, lui non cambia”.
“Ma che cosa vuol dire <effimero>?” ripete’ il piccolo principe che in vita sua non aveva mai rinunciato a una domanda una volta che l’aveva fatta.
“Vuol dire <che è  minacciato di scomparire in un tempo breve>”.
“Il mio fiore è destinato a scomparire presto?”
“Certamente”.
Il mio fiore è effimero, si disse il piccolo principe, e non ha che quattro spine per difendersi dal mondo! E io l’ho lasciato solo!

Amore che non conosco

Amore che non conosco,

amore sempre assente,

amore sempre presente

Amore fatto di vento

amore fatto di sogno

amore fatto di niente

Amore di ninna nanne

E di Dolci Pensieri

Amore assente che sei presente,

amore lontano che sei vicino,

amore che non conosco…

Amore puro

L’amore sincero è come la bellezza vera, sussurra, non urla; accarezza, non stringe; accompagna, non si impone; protegge, ma lascia liberi; l’amore è.

L’amore sussurra e ama in silenzio inondando l’universo di onde d’amore puro.

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