Incontro con il burattino senza cuore

Quanto segue è il racconto fantastico di un incontro con una persona che ritenevo fosse buona gentile e sensibile. Il tempo e gli accadimenti dello scorso luglio hanno svelato la triste realtà su questo personaggio inventato. Si trattava di un burattino senza cuore, privo di empatia, uno squallido manipolatore che i miei occhi, bisognosi di bellezza e bontà, non hanno saputo riconoscere.

Quello che segue il mio racconto della mia ingenuità e volontà di credere che le cose pure belle e delicate potessero davvero esistere.

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Una data di maggio 2015, un invito ad una conferenza al planetario di Milano, e la promessa di un sorriso…

La persona che desideravo incontrare era uno dei relatori sul tema Cosmografia antica e moderna della Via Lattea.

Quello sarebbe stato il nostro primo, forse unico, incontro , in quel giorno, in quel luogo, ma non c’era né un’ora né un appuntamento preciso…

La cosa era strana perché lui è persona che pianifica ogni cosa, e ciò non mi rendeva tranquilla, io avrei voluto preparare il nostro incontro nei dettagli, tuttavia evitai di porgli ogni domanda a riguardo.

Avevo paura ed ero felice allo stesso momento…

A me sarebbero bastati anche solo due minuti del suo tempo oppure anche niente e in questo caso io lo avrei ammirato da lontano, invisibile tra il pubblico, magari nascosta dietro ad una colonna, mentre lui avrebbe tenuto la sua relazione sulle stelle all’interno del planetario….

Non ero neppure certa che lui mi volesse incontrare veramente…

e io volevo incontrarlo ?

Avevo viaggiato in treno dalla mia città fino a Milano, e scesa a stazione centrale presi la metro, prima la linea 2 e poi a Loreto cambiai per la linea 1, ad un certo punto il vagone affollato si svuotò, e io rimasi a guardare il mio tenue riflesso nel finestrino, ero tesa e piena di interrogativi, mi chiedevo se mai avrei avuto il coraggio di avvicinarlo, di salutarlo e di porgergli i doni che avevo preparato per lui.

Sì , quel viaggio io l’avevo desiderato e sognato per quattro mesi, duranti i quali a causa di varie congiunture negative avevo dovuto prendere in considerazione l’idea di annullarlo fino quasi all’ultimo momento… ma… finalmente, ora, io ero a Milano, e ne ero felice, mi osservai sorpresa nel finestrino :

dopo il lungo sofferto inverno io ero in fiore!

Un ramo secco come me era tutto fiorito, era dunque vero che i vecchi rami secchi riservano delle sorprese, ed io avevo percezione forse nella prima volta nella mia vita di essere divenuto uno splendido fiore.

Ma avevo paura, respiravo respiravo, l’ansia non passava, ma nonostante tutti i dubbi io mi sentivo felice e … bella…

Era una cosa straordinaria per un fiore viaggiare e andare ad incontrare una stella in un planetario.

Devo dire che io avevo immaginato che il nostro primo incontro dovesse avvenire in un bosco, in mezzo alla natura, in un sentiero sul mare, invece si sarebbe svolto in pubblico, in mezzo a gente a me sconosciuta, al chiuso, in un planetario.

Lui presentava una relazione sulla costellazione di Andromeda, il suo intervento era uno dei più attesi dal pubblico, incontrarlo e ascoltare dalla sua voce le sue parole dopo aver letto tutti i suoi libri era un evento. Che cosa rendeva così speciale i suoi scritti?

La semplicità unita alla meraviglia dell’osservazione dell’universo, la precisione descrittiva unita ad una sorta di involontaria poesia.

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Lui aveva nel cuore e nella mente l’infinito.

Per l’occasione si sarebbe appuntato sul petto una spilla in modo da rendersi riconoscibile a chiunque avesse desiderato fare la sua conoscenza.

Ma io non avevo bisogno di spille per riconoscerlo, sapevo che l’avrei riconosciuto e basta, sebbene avessi una sua foto in bianco e nero, io semplicemente avrei saputo che era lui. Invece io indossavo una vistosa collana in ossidiana nera così che incontrandomi lui avrebbe saputo senza dubbi che si trattava di me.

E così scesa dalla metro ritrovai il coraggio e la forza e camminai rapida e rapita fino al planetario, il mio cuore danzava felice agli astri…

La conferenza interstellare era iniziata poco dopo l’alba dopo gli allineamenti di Urano, Venere, Terra e Luna , ed io arrivavo in tardi mattinata proprio in coincidenza con il brunch.

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L’atrio era affollato, mi diressi al banco per la registrazione, poi studiai la situazione o meglio mi lasciai andare al mio cuore per farmi portare fino a lui. Salii la rampa delle scale a dx, e mi trattenni in alto ad osservare la sala semivuota, mi nascosi dietro due persone che parlavano tra loro, e finsi di leggere il programma della conferenza, … non aspettai molto, poco dopo proprio lui mi sfilò di fronte, lo riconobbi immediatamente, rapido scese giù in platea, io respirai e mi lasciai andare, scesi le scale e lo raggiunsi… lo chiamai… un sorriso e lui fu vicino a me…come la cosa più normale al mondo, nessun imbarazzo, nessuna paura, mi sentii subito a mio agio, egli mi fece segno di accomodarmi in uno dei posti liberi della fila dietro alla sua… a quel punto capii che non mi serviva più una colonna dietro cui nascondermi anche perché al planetario non ci sono colonne…

Il suo intervento era fissato per il tardo pomeriggio al sorgere del primo quarto di luna.

Io mi sedetti dietro a lui, e lo osservai per tutto il tempo, ah sì la conferenza era alquanto interessante….davvero…

Lui era molto teso per il suo primo intervento in pubblico, già era noto per le sue brillanti intuizioni astrofisiche, ma io sapevo che quel giorno era importante, che tutto il mondo si sarebbe accorto della sua grandezza…

Ma che importava a me del mondo, delle stelle, dei pianeti, delle comete…

tu e Telescopio

Io pensavo che una sua lacrima ingrandita al microscopio era più bella di qualsiasi lontana galassia…

Giunse il momento tanto atteso…

Egli salì sul palco, si accesero tutte le stelle, ed io capii quel che dovevo capire.

Che lui riempiva tutto il palco.

Che lui riempiva l’universo intero.

Anche il mio.

Il pubblico era affascinato dalle perfezione e dalla nitidezza delle immagini, dal profondo mistero delle sue parole, degli interrogativi e delle nuove frontiere che egli poneva alla moderna cosmografia.

Al termine ricevette un lungo applauso e molti dei presenti si misero in fila per stringergli la mano.

Io no, restai ancora per un poco seduta senza muovermi, poi mi sentii mancare l’aria e dovetti uscire all’aperto….

Le stelle le galassie le comete…

La luce del sole mi riportò alla realtà, andai ad appoggiarmi alla siepe, toccai le nuove foglioline del bosso, a Milano era un brillante pomeriggio primaverile, a poco a poco ripresi a respirare…

E lui arrivò da me, come un’improvvisa apparizione, la sua voce era come una dolce e delicata rugiada mattutina sulle rose, io mi aggrappavo alle foglioline della siepe… lui mi parlò, io cercai di imprimermi nella mente tutto di quel momento, perché sapevo che quella sarebbe stata l’unica volta che l’avrei potuto incontrare, io gli diedi i doni preparati per lui.

Lo rividi ancora più tardi, brevemente, nel corridoio, e poi al mattino seguente nella sala della colazione, mi strinse ancora la mano per salutarmi… io quasi fuggii via, mi aspettava il treno del ritorno…

nel cuore riportai una profonda impressione di stelle e un ricordo di inaspettata fioritura… un’illusione di purezza, uno stupido ed ingenuo sogno di bellezza e delicatezza

come ci si inganna facilmente…

(foto da pixabay)

Presentazione di Nessuno, un racconto ispirato a un Pinocchio narcisista

Il burattino Nessuno non fa riferimento ad alcuna persona e non intende dare disturbo ad alcuno. È la mia personale interpretazione del celebre Pinocchio.

Nessuno è un burattino di legno, senza cuore, è un narcisista patologico.

Attraverso la trama della favola di Collodi, che contiene in sé chiarissimi riferimenti al narcisismo patologico, evidenzio alcuni comportamenti tipici del narcisista patologico.

Si tende a sottovalutare il narcisismo ma è esso è una grave forma di violenza psicologica che si attua con subdole e sottili manipolazioni psicologiche fino alla violenza fisica diretta o indiretta. La violenza invisibile psicologica non è una violenza minore. Essa è violenza. Molte vittime sono uccise o indotte al suicidio.

Vorrei che questo mio scritto fosse utile alla comprensione di questa realtà molto sottovalutata.

Spesso le vittime si ritrovano isolate, non comprese e calunniate. Ci si capisce solo tra vittime. La conoscenza rende liberi. Purtroppo la conoscenza e la comprensione di questa realtà arriva tardi quando la vittima si trova nell’ultimo girone d’inferno in cui il narcisista l’ha posta. Molto dolorosa la guarigione. Difficile trovare anche uno specialista esperto che possa aiutare. Il fenomeno è poco considerato. La violenza psicologica è devastante.

Il narcisista ti offre la maschera più bella che tu vuoi vedere in quel momento e la impersonifica. Tu gli credi ma si tratta solo di una maschera.

Dietro alla maschera c’è il burattino senza cuore, il burattino- burattinaio Nessuno.

Per una migliore comprensione del narcisismo patologico consiglio la lettura del libro “Vendicatevi fiorendo” di Flavia Dragani, che in un momento davvero buio mi ha teso una mano con questo suo libro per ritornare a vivere.

Io ho subito una minima parte della violenza narcisistica, e nonostante ciò sono arrivata a fare pensieri molto brutti di suicidio. Attraverso la mia esperienza ho compreso tutta la portata negativa e senza speranza di questa violenza e ora vorrei fare qualcosa per le persone vittime di questa condizione e vorrei diffondere la conoscenza in modo che tutto questo male possa essere evitato.

Fino al momento in cui io presi finalmente e dolorosamente coscienza di cosa fosse il narcisismo, io stavo nell’ultimo girone infernale, logorandomi dai sensi di colpa di aver fatto qualcosa di veramente grave per aver indotto il mio carnefice a punirmi così duramente con un silenzio punitivo che mi schiacciava ed annientava.

Consiglio anche la lettura del sito inglese di HG Tudor, https://narcsite.com/ scritto da un narcisista patologico che svela i meccanismi e i pensieri del narcisista al di là della maschera. La lettura di questo sito è davvero inquietante, ma illuminante. HG aiuta le vittime a pagamento oppure attraverso un fondo benefico.

In quei giorni molto neri il narcisista HG mi ha aiutato a fare luce su tutto l’accaduto. Un narcisista sincero, un ossimoro vivente.

Consiglio anche il sito italiano https://conoscereilnarcisista.com/

Avviso che il mio burattino Nessuno non fa riferimento ad alcuna persona, è soltanto la trasposizione di ciò che ho compreso del narcisismo patologico.

Ci sono numerose frasi nella favola di Collodi che fanno riferimento, volontario o involontario al narcisismo. Durante la mia trasposizione evidenzierò le frasi originali di Collodi.

Infine vorrei dire che amo la storia di Pinocchio ma oggi credo che non esista una fata turchina che possa trasformare un burattino in bambino.

La trasformazione, difficile ma possibile, deve venire dal proprio interno.

Nessuno non ha un cuore.

Non è capace d’amare e non ha compassione umana per comprendere l’affetto che gli altri hanno per lui.

Si può imparare ad amare?

Sì.

Vittima e carnefice sono uniti da un legame molto stretto.

Entrambi devono imparare ad amare nel giusto modo.

La vittima ama poco se stessa e ama troppo il narcisista, dietro al quale vi è Nessuno.

Il narcisista non ama alcuna persona e alcun oggetto. Semplicemente li usa per nutrire il proprio ego, che da solo è un nulla. Alla fine egli o ella non ama neppure se stesso. Risucchia tutto nel buco nero della sua anima morta.

Questi amori sprecati devono essere rieducati e le loro energie riindizzate verso il Bene. Il percorso è lungo ma in esso sta il senso della nostra esistenza.

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