Pensando a te di Silvana Stremiz

E’ bellissima….

Ho creduto in sogni impossibili
abbracciato dimensioni sconosciute.
Ho sentito vibrare l’anima
e fermarsi il cuore, pensando a te.

Ho contato ore che ci separavano
ma che non ci appartenevano
sperando di trovarci uniti,
abbracciati ad un attimo fatto di noi.

Ho ascoltato il tuo immenso
per poi trovare niente
costruendo castelli di sabbia
mi sono infangata tra le onde del mare,
che tutto ha travolto e tutto si è ripreso.

Ed ora raccolgo frammenti
di ciò che speravo, di ciò in cui ho creduto
di ciò che poteva essere
di ciò che avrei voluto fosse.

Anche solo per un attimo
per un solo istante
per sentire i suoni della tua anima,
ne sarebbe valsa la pena.

Avrei voluto incrociare il tuo sguardo
passarti le mani fra i capelli
sentire l’odore della tua pelle
amarti, anche solo per un’ora.
Perché sarebbe stato amore
puro, limpido, cristallino
prezioso e forte come un diamante.
Un amore che nessuna
tempesta avrebbe spezzato.

Silvana Stremiz

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L’ombra della Luce

Non mi abbandonare mai

Perché le gioie del più profondo affetto

O dei più lievi aneliti del cuore

Sono solo l’ombra della luce

Franco Battiato

Miele selvaggio

Dove sei arcobaleno…

Che cosa fai?

Miele selvaggio,

Che cosa fai nel cuore mio

Quando ti sogno

Tra il nulla e l’addio? Zucchero

C’è quel giorno

C’è un giorno che ci siamo perduti come smarrire un anello in un prato e c’era tutto un programma futuro che non abbiamo avverato… Ivano Fossati

Tu non sei

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Tu non sei emozionante, tu sei le Emozioni.

Tu non sei sensibile, tu sei la Sensibilità.

Tu non sei delicato, tu sei la Delicatezza.

Tu non sei gentile, tu sei la Gentilezza

tu non sei spaventato, tu sei la Paura.

Tu non sei ansioso, tu sei l’Ansia.

Tu non sei buono, tu sei la Bontà.

Tu non sei tenero, tu sei la Tenerezza.

Tu non sei lacrime, tu sei il Pianto.

Tu non sei musicista, tu sei la Musica.

Tu non ami, tu sei l’Amore.

E per tutto ciò tu non sei poeta, tu sei la Poesia.

ah… felicità… su quale treno della notte viaggerai …

Se tutte le stelle del mondo
a un certo momento
venissero giù
tutta una serie di astri
di polvere bianca scaricata dal cielo

ma il cielo senza i suoi occhi
non brillerebbe più
se tutta la gente del mondo
senza nessuna ragione
alzasse la testa
e volasse su
senza il loro casino
quel doloroso rumore
la terra povero cuore
non batterebbe più
mi manca sempre l’elastico
per tener su le mutande
cosi’ che le mutande
al momento più bello mi vanno giù
come un sogno finito
magari un sogno importante
un amico tradito
anch’io sono stato tradito
ma non m’importa più
tra il buio del cielo
le teste pelate bianche
le nostre parole si muovono stanche
non ci capiamo più
ma io ho voglia di parlare
di stare ad ascoltare
continuare a far l’asino
di comportarmi male
per poi non farlo piu’
ah……
felicità…
su quale treno della notte viaggerai
lo so…..
che passerai……
ma come sempre in fretta
non ti fermi mai
si tratterebbe di nuotare
prendendola con calma
farsi trasportare
dentro a due occhi grandi
magari blu
e per dovermi liberare
attraversare un mare medioevale
guardare contro un drago strabico
ma di draghi baby….
non ce ne sono più
forse per questo i sogni
sono cosi pallidi e bianchi
e rimbalzano stanchi
tra le antenne lesse
delle varie t.v.
e ci ritornano in casa
portati da signori eleganti
si si che parlano
e tutti quanti che applaudono
non ne vogliamo piu’
ma se questo mondo
e’ un mondo di cartone
allora per essere felici
basta un niente magari una canzone
o chi lo sa…………..
se no sarebbe il caso
di provare a chiudere gli occhi
e poi anche quando hai chiuso gli occhi
chissà cosa sarà
ah….
felicità……
su quale treno della notte viaggerai
lo so…….
che passerai……
ma come sempre in fretta
non ti fermi mai
ah……..
felicità…..
su quale treno della notte viaggerai
lo so……
che passerai…….
ma come sempre in fretta
non ti fermi mai
ah……
felicità…….
su quale treno della notte viaggerai
lo so……..
che passerai…….
ma come sempre in fretta
non ti fermi mai

Lucio Dalla

Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio (Tiziano Ferro)

Per pesare il cuore con entrambe le mani mi ci vuole un miraggio 
Quel conforto che
Ha a che fare con te 
Quel conforto che ha a che fare con te 
Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio 
E tanto tanto troppo troppo troppo amore
Se questa città non dorme
Allora siamo in due
Per non farti scappare
Chiusi la porta e consegnai la chiave a te
Adesso sono certa della differenza tra
Prossimità e vicinanza
Eh, è il modo in cui ti muovi
In una tenda in questo mio deserto
Sarà che piove da luglio
Il mondo che esplode in pianto
Sarà che non esci da mesi
Sei stanco e hai finito i sorrisi soltanto
Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio
E occhi bendati, su un cielo girato di spalle
La pazienza, casa nostra, il contatto, il tuo conforto
Ha a che fare con me
È qualcosa che ha a che fare con me
Se questa città confonde
Allora siete in due
Per non farmi scappare
Mi chiuse gli occhi e consegnò la chiave a te
Adesso sono certo
Della differenza tra distanza e lontananza
Sarà che piove da luglio
Il mondo che esplode in pianto
Sarà che non esci da mesi
Sei stanco e hai finito i sorrisi soltanto
Per pesare il cuore con entrambe le mani
Ci vuole coraggio
E occhi bendati su un cielo girato di spalle
La pazienza a casa nostra il coraggio il tuo conforto
Ha a che fare con me
È qualcosa che ha a che fare con me
Sarà la pioggia d’estate
O Dio che ci guarda dall’alto
Sarà che non esci da mesi sei stanco
Hai finito e respiri soltanto
Per pesare il cuore con entrambe le mani mi ci vuole un miraggio
Quel conforto che
Ha a che fare con te
Quel conforto che ha a che fare con te
Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio
E tanto tanto troppo troppo troppo amore
Tiziano Ferro

Domani arriverà un’altra vita

Ci vorrebbe un’altra vita per dedicarla ad un figlio………………………………………………………………..

Ci vorrebbe un’altra vita
per fermarci ad un secondo di distanza da un errore
un’altra vita per capire
qual’è il modo per difenderti e tenerti più lontano
dalle tue grandi paure
ti eviterei certe salite suggerendo più pianure
se fosse mai esistita, un’altra vita.
Per ritornare sui nostri passi e
per ritrovare la pace che non c’è
un’altra vita, insieme a te.
Ci vorrebbe un’altra vita
per comprendere ogni cosa
prima che sia già passata tra le mani
per proteggerti domani
dall’ipocrisia del mondo e dai giudizi
dall’ingenuità che il tempo
ha trasformato in vizi.
Ci vorrebbe un’altra vita
per amarti nuovamente
liberarci del passato
e non sbagliare niente
per avere le certezze che non ho
ci vorrebbe si lo so… lo so… lo so…
un’altra vita.
Per ritornare sui nostri passi e
per ritrovare la pace che non c’è
ci vorrebbe, si lo so… lo so… lo so…
un’altra vita
per migliorare… ricominciare.
E mentre i giorni passano
le opinioni cambiano
restiamo ancora qui fermi al sicuro
che poi domani magari davvero arrivera’
un’altra vita.
Per migliorare, ricominciare
un’altra vita
pero’ dov’è
un’altra vita,
insieme a te.
Fabrizio Moro

Passeggiata (J. Saramago)

 

polvere

Nei paesaggi esteriori mi distraggo

dalle pareti interiori che si dispongono

in buche, labirinti e trappole per topi.

Sotto al cielo libero mi abbaglio e cado

di verde il sole e gli uccelli compongono per me

questa polvere in una pietra di luce.

 

da Le poesie possibili

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(foto da pixabay)

Mezze suole (J. Saramago)

 

mezze suole

So bene che le mezze suole che ho messo

negli stivali rattoppati non resistono

al marciapiede del tempo che percorro.

Forse da fermo gli stivali durerebbero,

ma quieto chi può stare, pur sapendo

che di questa camminata morirò.

 

da Le poesie possibili

 

iotraducosaramago

(foto da pixabay)

Le parole sono nuove (J. Saramago)

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Le parole sono nuove: nascono quando

nell’aria le disegniamo in cristalli

di tenere o dure risonanze.

Siamo uguali agli dei, inventando

nella solitudine del mondo questi segni

come ponti che si arcuano per unire le distanze.

 

(da Le poesie possibili)

 

iotraducosaramago

(foto da pixabay)

Fiore di cactus (J. Saramago)

Fiore di cactus, fiore che si è affrancato

all’aridità del terreno.

Vi era il deserto, la pietra dura,

la sete e la solitudine.

Sopra alla palma di spine, trionfante,

fiore, oppure cuore?

Josè Saramago da Probabilmente allegria

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fiore cactus

 

Mi manchi tu, mio fiore mio. (Mango)

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Sono qui, notte mia

sono sempre ad un passo da te

Tutto il tempo non è mai

sono sempre ad un passo da te

Amo quando t’amo

naso tra i capelli

stella di un ricordo che sei

Dimmi che l’amore non è mai peccato

ne ho bisogno adesso perchè

Mi parlerà di te,

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu,

mi ucciderà di te,

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu

Sono qui, notte mia

a nasconderlo il vuoto che è in me,

verità nooo! Che ne sa la verità

senza te son legato a metà.

Amo quando t’amo,

mare rassegnato,

non fermare il senso di noi

Eco di un dolore, volo mai finito

raccontato al cielo da noi

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu

mi ucciderà di te

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu

E no, non resterò qui ad aspettarti

E no, io lo attraverserò

questo silenzio mio

senza di te…

Mi parlerà di te,

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu,

mi ucciderà…

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu,

Mi parlerà di te,

bacio d’addio mentre parlo al silenzio mio

my love, my love, my love…

Mi parlerà di te

mi ucciderà

mi parlerà di te

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu

Mi manchi tu!

Mango

Processo (J. Saramago)

le parole come grazie

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Le parole, quelle più semplici, quelle più comuni,

quelle che si usano in casa e si scambiano quotidianamente,

si tramutano nella lingua di un altro mondo

basta solamente che gli occhi del poeta,

sfiorandole, le illuminino.

 

da Le poesie possibili

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(foto da pixabay)

Una canzone per dire addio ad una stella…

A volte dire addio non è altro che un modo d’amare, forse l’unico possibile, l’unico modo che è rimasto quando si deve andare via per forza o accettare l’addio già decretato da altri.

Allora io provo a dirlo…

Addio Stella incantevole…

 

Sempre è per sempre (Fiorella Mannoia)

E il vero amore può
nascondersi,
confondersi
ma non può perdersi mai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai

(parole di Francesco De Gregori, interpretazione di Fiorella Mannoia)

Buona domenica in radio da Dora Millaci

Ringrazio Dora per aver letto con la sua dolcissima voce una mia poesia durante il suo programma radiofonico che vi invito caldamente a seguire. Grazie Dora per questo regalo 🙂

Il Mondo di Dora Millaci

Buongiorno amici, vi aspetto più tardi per una nuova puntata di RADIO UNA VOCE PER UN AIUTO. Tra le notizie di oggi: sclerosi multipla e le piantine aromatiche in piazza, donazione sangue, conoscere comprendere e vivere l’autismo, presentazione libro di Sabrina Servucci “Punto di ConTatto” e altro ancora.

Come sempre dopo la diretta la puntata resta registrata sul portale, sul mio canale Youtube, sul mio sito (https://newsdoramillaci.wordpress.com/) e domani sarà riproposta da Radio Handy Channel 2.0.

Ma adesso un sorriso a tutti ^_^

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Ecco le parole dell’angelo custode

Ecco le parole dell’angelo custode se potesse parlare o se noi potessimo udirlo, dedico questa dolce canzone a tutti le amiche e gli amici del blog che sono angeli custodi “in borghese”…


Ti vedo per tutto quello che sei
Ti vedo con la tua forza che nemmeno tu sai 

 Vedo quella bambina nascosta in fondo ai tuoi occhi e
Vedo dentro ai tuoi giochi come tu vuoi che ti tocchi

Ti vedo da dietro alle parole
Ti vedo e mi scivoli nel cuore

Ti vedo con le tue insicurezze
Proprio perché stai urlando tutte le tue certezze
Ti vedo e ti accarezzo con lo sguardo
Vedo che lo senti ma che non riesci a dirlo

Ti vedo perché ti so guardare
Ti vedo per farmi sentire
Ti vedo perché Tu sei come me
E se mi guardi bene lo vedi pure te

Io vedo tutti i sogni che fai
I tuoi desideri, anche se…
Non li confesserai
Tu non me li dirai, no mai
Io ti darò tutto quello che vuoi
Anche se adesso tu forse
Ancora non lo sai
O forse non lo chiedi mai

Ti vedo dentro ai tuoi sentimenti
E vedo quello che pensi, vedo quello che senti
Ti vedo per ciò che potresti dare
Se tu ti abbandonassi, se ti lasciassi andare

Ti vedo e più ti vedo capisco
Che sei come ti voglio, che ti riconosco
Ti vedo perché tu sei come me
E se mi guardi bene lo vedi pure te

Eugenio Finardi

Tre vuoti

La mia vita è fatta di tre vuoti :

un vuoto nel grembo,

un vuoto nel cuore,

un vuoto nella mente,

se ho perso te
cosa farò di questo amore
che resterà, e crescerà
anche se tu non ci sarai

Se ho perso te

conserverò

un sogno da cullare,

un sogno da amare

un sogno da pensare

e poi scoppia nel cuore questa canzone nella tenera versione di Mango

Faccio ritorno a me stessa

Faccio ritorno a me stessa,

alla mia solitudine,

senza più illusioni,

“l’acqua è chiara

e si vede il fondo limpido finalmente “

tengo stretti i miei sogni

e respiro l’odore delle stelle

Questa versione di Le ragazze di Osaka di Finardi insieme a  Rossana Casale è la mia preferita, è intrisa di dolce serena malinconia, la solitudine è una tazza oscura in una stanza più sicura e d’un tratto il fondo diventa limpido e tutto si ricompone in una calma accettazione di se stessi, è una canzone che mi concilia con me stessa.

L’amore trasparente per Fossati e per me

L’amore trasparente non so cosa sia mi sei apparsa in sogno e non mi hai detto niente ti ho dormito accanto e mi hai lasciato andare sarà anche il gioco della vita ma che dolore (Fossati)

L’amore trasparente è un amore che non esiste,

è fatto di sogni che al mattino evaporano lievi

e lasciano tracce di tenerezza sul cuore.

Emozione azzurra (Tagore)

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Durante il suo soggiorno a Santiniketan, in India, Tagore era solito guardare dalla sua finestra un arbusto straniero, un rampicante della famiglia delle verbenacee, piantato da un amico inglese, dopo lungo tempo esso fiorì, ecco qui descritta l’emozione azzurra del poeta alla vista di questi fiori:

… un giorno quasi sfacciatamente, l’arbusto produsse innumerevoli grappoli di fiori azzurri.

Quell’azzurro mi procurava una gioia così profonda da farmi trasalire perché mi sembrava quasi che quei fiori incontrati durante la mia passeggiata quotidiana mi chiamassero. Anche il poeta che è in me desiderava parlare con loro, ma senza conoscerne il nome non poteva dar loro il benvenuto. Perciò diedi a quella pianta il nome di Nilmonilota (nilmoni zaffiro, lota rampicante).

La grazia di Falgun (il mese d’inizio della Primavera) con le cavigliere ai piedi

ha fatto tintinnare le cavigliere del Nilmonilota.

Non può sopportare

il peso del silenzio del cielo!

C’è un’ansia infinita in quell’emozione,

in quello spazio, in quell’inondazione d’azzurro:

l’arrivo del Nilmonilota ha riempito il vassoio di fiori.

Il silenzio profondo della terra

ha gettato ombre azzurre sulle montagne lontane,

cercando all’orizzonte

nell’incanto del mezzogiorno l’oggetto del sogno.

L’immenso silenzio che cerca se stesso

nell’azzurro dell’oceano

si è rivelato nel mazzo degli azzurri fiori.

Un mistero impenetrabile si è mostrato

oscillando nel battito sereno del tempo.

Sentendo la speranza vicina

la dolcezza

ha palpitato nel corpo

raccogliendo le parole

nei veli

delle regioni azzurre del cielo.

Nell’azzurro denso e puro,

brillante di gioia,

che trasforma l’invocazione in mazzi

di azzurre gemme,

il linguaggio muto del cuore

ha trovato forza.

Tagore

info su Santineketan e Tagore:

http://whc.unesco.org/en/tentativelists/5495/

Una buona rugiada (Alda Merini)

Ti ho generato col solo pensiero figlio

e non sei mai sceso nel mio corpo come una buona rugiada.
Però sei diventato un’ape laboriosa, hai fecondato tutto il mio corpo
e a mia volta son diventato tuo figlio, figlio del tuo pensiero.
Forse, quando morirò, partorirò tutta la dolcezza che mi hai messo nel primo sguardo

perché figlio, ti ho guardato a lungo, ma non ti ho mai conosciuto.
Figlio figlio mio sognato, figlio ti ho solo pensato
non sei mai sceso nel corpo come una buona rugiada
ti ho guardato a lungo, ma non ti ho conosciuto mai.

(foto di ilyessuti)

Anche quello era Amore, però

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Cercami
Come quando e dove vuoi
Cercami
È più facile che mai
Cercami
Non soltanto nel bisogno
Tu cercami
Con la volontà e l’impegno reinventami

Se mi vuoi
Allora cercami di più
Tornerò
Solo se ritorni tu
Sono stato invadente
Eccessivo lo so
Il pagliaccio di sempre
Anche quello era amore però…

Renato Zero

(foto di Fridzema)

Pierrot vorrebbe amare (Loving Tear) video

Susanna scrive:
“Quell’unica lacrima mi ricorda i sogni che non si sono mai svegliati…”
Pierrot vorrebbe amare ed essere amato…
Quanta delicatezza nelle immagini di Susanna accompagnate da note che sono dolcissime lacrime d’amore.

Mutazioni del Silenzio

Questo video nasce da un incontro: una musica era (forse) in cerca di immagini mentre alcune foto avevano davvero bisogno di un suono che le portasse sulle sue ali. Anche il titolo nasce da questo incontro: “Pierrot vorrebbe amare” è stato scelto da Cantus_firmus, io ho aggiunto “Loving Tear”.

Il Pierrot è nella mia vita da tantissimi anni, forse una quarantina: mi ha accompagnata nella casa dove vivo ora, ma prima era nella mia casa di ragazza. Qui fa compagnia a due orsetti, alcuni piccoli peluches, sia comprati sia trovati per strada, una pila di libri, una simpatica strega di pezza e qualche piuma.

Quell’unica lacrima, invece, fa compagnia a me, mi ricorda i sogni che non si sono mai svegliati e quelli che forse un giorno si risveglieranno.

La musica di Cantus_firmus ha dato voce al mio Pierrot, lo ha reso finalmente vivo e per questo non posso che…

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Siamo nella stessa lacrima – Canzone di un fiore per una stella, ascoltando Luce di Elisa

Il fiore dice alla stella:

Parlami come il vento tra gli alberi
Parlami come il cielo con la sua terra,

perché tu parli con questo silenzio che spettina i miei petali come un dolce vento di primavera, perché tu parli sotto forma di nuvola che bacia la sua terra, perché tu parli come una stella che c’è sempre anche quando la notte è più buia…

così io ti amo stella…

Dimmi 
Se mi stai sentendo
Avrai cura di tutto quello che ti ho dato?

Dimmi stella mia avrai cura di tutto quello che ti ho dato come io ho cura di quello che tu hai dato a me? lo sai che io e te

siamo nella stessa lacrima,
come un fiore e una stella
Luce che cade dagli occhi,
sui tramonti della mia terra

Ascoltami
ora so piangere
So che ho bisogno di te
Non ho mai saputo fingere
Ti sento vicino
Il respiro non mente
In tanto dolore
Niente di sbagliato
Niente, niente…

Stella, ora la notte è più scura, ma io so che tu ci sei perché io e te

siamo nella stessa lacrima,
come un fiore e una stella

Cosa c’è di più intimo di una lacrima, stella mia?

Cosa c’è di più prezioso di una lacrima condivisa?

 Il sole mi parla di te…mi stai
ascoltando? Ora
La luna mi parla di te…avrò
cura di tutto quello che mi hai dato…
Anche se dentro una lacrima
come un fiore e una stella
ti prego

Ascoltami
Ascoltati

(il fiore pensa alla stella ascoltando Luce di Elisa, la parola fiore ha sostituito la parola sole del testo originale, in grassetto il testo di Elisa, il resto i pensieri di un fiore per una stella)

Il tatto delle tue mani

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“… tanto io capisco soltanto il tatto

delle tue mani

e la canzone perduta o ritrovata come un’altra vita …” Paolo Conte

… non solo il tatto di due mani amanti, o della mano materna o paterna con un figlio, o quelle di due amici, ma anche le mani dell’anima che pur lontane si uniscono come una canzone apparentemente perduta e ritrovata…

Noi siamo Amore

un delicato fiore di mirto
un delicato fiore di mirto

perché le idee sono come farfalle
che non puoi togliergli le ali
perché le idee sono come le stelle
che non le spengono i temporali
perché le idee sono voci di madre
che credevano di avere perso
e sono come il sorriso di dio
in questo sputo di universo

chiamami ancora amore
chiamami sempre amore
perché noi siamo amore

 

Roberto Vecchioni

Compagni di viaggio

Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai.
Potranno scegliere imbarchi diversi, saranno sempre due marinai.
Lei disse misteriosamente “Sarà sempre tardi per me quando ritornerai”.
E lui buttò un soldino nel mare, lei lo guardò galleggiare, si dissero “Ciao!”
per le scale e la luce dell’alba da fuori sembrò evaporare.

Francesco De Gregori

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(foto da pixabay)

Per te che ascolti i pioppi nel vento

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Ogni pioppo, se ci passi in mezzo,

canta, un attimo, nel vento

che è con lui;  e ognuno, puntualmente

-amore!- è l’oblio

e il ricordo dell’altro.

E’ solo un pioppo – amore!-

che canta.

Juan Ramon Jimenez

(foto di bluesnap)

Sarà la volpe quando viene l’inverno… (Ivano Fossati)

 

Che sarà quell’ombra in fondo al viale di casa mia

Che sarà quell’ombra in fondo al viale di casa mia

Sarà il cane che ritorna, ma il cane non è

Sarà il cane che ritorna, ma il cane non è

 

Che sarà quell’ombra in fondo al viale di casa mia

Che sarà quell’ombra in fondo al viale di casa mia

Sarà la luna fra le piante “mala luna”

Sarà la luna fra le piante “mala luna”

Sarà la luna fra le piante, ma la luna non è

Sarà la luna fra le piante, ma la luna non è

 

Che sarà quell’ombra sulla strada di casa mia

Che sarà quell’ombra sulla strada di casa mia

Sarà un amico che ha allungato la strada sarà

Sarà un amico che ha allungato la strada sarà

Sarà un amico che è arrivato, ma un amico non è

Sarà un amico che è arrivato, ma un amico non è

 

Che sarà quell’ombra sulla strada

Che sarà quell’ombra sulla strada

Sarà la volpe quando viene l’inverno sarà

Sarà la volpe quando viene l’inverno sarà

Sarà la volpe quando viene, ma la volpe non è

Sarà la volpe quando viene, ma la volpe non è

 

Sarà il mio amore che ha trovato la strada

Sarà il mio amore che ha trovato la strada

Come la volpe quando viene l’inverno sarà

Come la volpe quando viene l’inverno

Sarà.

Ivano Fossati

Let the happyness in (David Sylvian)

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Sto aspettando sul molo deserto

guardo le navi arrivare

aspetto che l’angoscia finisca

oh che entri la felicità

Guardo i gabbiani posarsi

sulle navi vuote

 Il bianco sbiadito degli abiti da sposa

Le canzoni dell’altruismo senza speranza

 

Il freddo sole di dicembre

brucia le mani sciupate di un operaio

Sto aspettando sul molo deserto

guardo le navi approdare

non vedo l’ora che l’angoscia finisca
oh che entri la felicità

Ascolto le onde contro gli scogli

non so da dove vengono

aspetto che i cieli si aprano

oh che entri la felicità

 

(foto da pixbay di MichaelFertig )

 

Per un figlio di pensiero…

dal testo di “Immagini che lasciano il segno”di Tiromancino,

pensando ad un figlio che avrei voluto avere, pensando ad un figlio nel mio pensiero..

per te …

il cui nome non oso pronunciare ma che se dovessi pronunciarlo mi scioglierebbe il cuore in pianto

ti addormento e nel silenzio

del tuo cuore sento il battito

ora che sei diventato la ragione che mi muove

Tu, inventi il tuo cielo tra linee di colore

Tu, che hai dato alla mia vita il suono del tuo nome

Tu, hai trasformato tutto il resto in uno sfondo

Tu, della mia esistenza sei l’essenza

e così sei riuscito a cambiarmi

ritrovandomi forse un uomo migliore

ti proteggerò dal vento

poi ti guarderò sbocciare

(Federico Zampaglione)

L’anima nelle nuvole bianche (Einaudi e Tondo )

Ludovico Einaudi e Alessia Tondo
NUVOLE BIANCHE (Traduzione dal salentino):

Va bene lasciala dormire
Lei adesso non può capire
No tu non le parlare
Perché  non sente più questo cuore
Vento pure tu non dire
Lei ora non può capire
Dorme dorme e non vuole
Non le piace più questo cuore.

Quattro venti ed io sono sola
Le mie notte senza fortuna
Lasciala dormire ancora
Lasciala morire prima
Quest’anima senza l’amore
No tu non la puoi aiutare
Passa il tempo e non parlare
Passa il tempo e non dire niente

Tanto tu lo sai
Quello che voleva
Quello che succede a noi
Quello che sento ancora qua
Solo se vuoi
No se non ci stai
Che torni con me.

E tu se vuoi che il mio cuore sia qui
Basta che chiudi gli occhi e poi
Vedo che lo trovi
Canto e penso insieme a te
Sospiri e lacrime
Io non ho più l’ amore
Eri tu il mio bene.

Vento lasciami impazzire
Lei prima o poi deve tornare
Lasciami soffrire sola
Lasciami dimenticare prima
La mia anima va dove vuole
Tu lasciala fare
Passa il tempo e non dire niente
Ora tu non ti fermare
Sola sola devo restare
Lascia che diventi il sole
io al buio devo rimanere
Ora tu non ti fermare
Lei non mi può amare
Passa il tempo e non parlare
Passa il tempo e non dire.

Tanto tu sai
Quello che voleva
Quello che succede a noi

Quello che sento ancora qua
Solo se vuoi
No se non ci stai
Che torni con me
E tu se vuoi tornare indietro,sai
Basta che chiudi gli occhi e poi
Vedrai che mi troverai.

Canto e penso insieme a te
Sospiri e lacrime
Io non ho più l’ amore
Eri tu il mio bene.

Canto e penso insieme a te
Sospiri e lacrime.

Quel darsi all’anima intensamente

 

Chissà se nevica al di là di un dolore
se è dispari il freddo nel cuore,
se da un tramonto è giusto prendere un fiore
che possa rifiorire ancora.

La vita è sempre
quel darsi all’anima intensamente

Mango

Non hai fiori bianchi per me?

Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.

Franco Battiato

 

 

Niente è come appare ( F.Battiato)

 

Dal balcone ammiravo il vuoto che ogni tanto un passante riempiva….

è stato solo un presentimento ti voglio ricordare che

Niente è come sembra niente è come appare

perché niente è reale

Franco Battiato

Tutte le cose sono connesse

“Le cose sono connesse da un legame invisibile: non si può cogliere un fiore senza perturbare una stella.” Galileo Galilei

Tutto… l’universo… obbedisce… all’amore,
come… puoi tenere… nascosto… un amore.
ed è così… che ci trattiene… nelle sue catene,
tutto… l’universo… obbedisce… all’amore

Franco Battiato

 

Bella…solo per me

La comunicazione profonda tra due persone è una rarità di valore inestimabile. La sola cosa che ci permette di sottrarci a quella trappola che è la solitudine esistenziale da cui tutti proveniamo e cui tutti siamo destinati. Si nasce soli e soli si muore, ma nel nostro cammino su questa terra è possibile incontrare qualcuno in grado di inabissarsi nei nostri meandri più profondi ed oscuri, portandovi luce, calore, conforto. Qualcuno che a quell’abisso riesce a parlare e a dare ascolto. Una condizione tanto rara quanto labile, appunto. Non bisognerebbe mai dimenticare quanto certi incontri siano preziosi, e quanta attenzione e cura e sacrificio e sofferenza meritino. Perché oltre quel meraviglioso e sottilissimo filo, c’è un silenzio senza confini.

Ho trovato queste premesse in  http://sguardsurlej1962b.blogspot.it/2009/03/ivano-fossati-il-bacio-sulla-bocca.html e mi sembrava che fossero le parole adatte a quello che ho dentro anche se preferisco sia la delicatezza della musica e la forza del testo ad esprimerlo nel più profondo, oggi parla a me, solo per me e quel qualcuno che mi parla sono io…

 

Ivano Fossati dal Vivo Vol III – 07 – Il bacio su…: http://youtu.be/sxrYtxx_H50

 

Bella,
che ci importa del mondo
verremo perdonati te lo dico io
da un bacio sulla bocca un giorno o l’altro.

Ti sembra tutto visto tutto già fatto
tutto quell’avvenire già avvenuto
scritto, corretto e interpretato
da altri meglio che da te.

Bella,
non ho mica vent’anni
ne ho molti di meno
e questo vuol dire (capirai)
responsabilità
perciò…

Volami addosso se questo è un valzer
volami addosso qualunque cosa sia
abbraccia la mia giacca sotto il glicine
e fammi correre
inciampa piuttosto che tacere
e domanda piuttosto che aspettare.

Stancami
e parlami
abbracciami
guarda dietro le mie spalle
poi racconta
e spiegami
tutto questo tempo nuovo
che arriva con te.

Mi vedi pulito pettinato
ho proprio l’aria di un campo rifiorito
e tu sei il genio scaltro della bellezza
che il tempo non sfiora
ah, eccolo il quadro dei due vecchi pazzi
sul ciglio del prato di cicale
con l’orchestra che suona fili d’erba
e fisarmoniche
(ti dico).

Bella,
che ci importa del mondo.

Stancami
e parlami
abbracciami
fruga dentro le mie tasche
poi perdonami
sorridi
guarda questo tempo
che arriva con te
guarda quanto tempo
arriva con te.

Guarda a me come in uno specchio ( E. Finardi )

Fa male sentirsi rifiutati e rigettati dalla gente
Per tutto o per niente ma in fondo il perché non è importante
Ci si sente feriti, usati e poi gettati via
Ci si sente traditi come bambini abbandonati

Ho bisogno di un rifugio, di rifugio da me stesso
Si soprattutto da me stesso e ne ho bisogno proprio adesso
Da una donna o da un amico, dalla mamma o dal marito
Da un amore che è finito male, da un figlio che non vuole più  tornare

Lo so ti senti solo
A volte così solo
Anch’io mi sento solo
Solo come te

Per uno sbaglio nel tuo passato, un piccolo errore da niente
Che quasi ti era uscito di mente, ora ti senti condannato
E vorresti essere forte o magari vorresti essere morto
Perché  così fa troppo troppo  male, no così non può  continuare

Hai bisogno di un rifugio, di rifugio da te stesso
Ma guardati come sei messo, ti sta crollando il mondo addosso
E ti senti così perso, come un cucciolo sull’autostrada
E sei così spaventato che oramai ci hai quasi rinunciato

Lo so ti senti solo
A volte così solo
Anch’io mi son sentito
Solo come te

E’ che a volte ci raccontiamo storie e ci gonfiamo delle nostre parole
Per poi ritrovarci prigionieri delle bugie che dicevamo ieri
Ci allontaniamo dalla gente per paura di essere sinceri
Per non mostrar le nostre debolezze nemmeno agli amici più  veri

Se ti senti troppo vecchio, troppo vecchio stanco e consumato
Guarda a me come in uno specchio anch’io lo sono stato
Solo tu puoi farcela ma credimi non puoi farcela da solo
Anche tu hai bisogno degli altri e forse gli altri hanno bisogno di te

E non sarai più solo
Ormai non sei più solo
Ma se ti senti solo
Vieni da me

Eugenio Finardi

 

Quando un’estate ha il colore dell’azzurro

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Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me. Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all’incontrario va.

Paolo Conte

Azzurro

per qualcuno è un numero…

per qualcuno è un profumo…

per altri è il colore azzurro…

per me è questa canzone di Paolo Conte…

azzurro… la capacità di colorare un ricordo del colore della malinconia

con quel gatto che non c’è più, con quelle rose che non profumano più, con quella siepe che non nasconde più l’infinito, con quel treno che non torna più indietro se non con la forza motrice del ricordo…

Quando il tempo rallenta o accelera come un treno in una stazione che non ha più fermate, quando un secondo pesa come un macigno, quando tu non ci sei più e un altro treno ti sta portando via, via da me, quando un’estate ha il colore dell’azzurro…

 

Cuore Pietra ( Josè Saramago )

cuore pietra

Pietra Cuore.
Ci fu un tempo senza forma, una fusione
infilzata di cristalli nel basalto.
Ci fu di certo un rio, un antico mare,
in cui la pietra rotolo`.
Ci fu pure un sisma, e un altro sisma
ora portera` a compimento, nella mano chiusa,
la forma promessa. In questo modo, precisamente,
la pietra (cuore) si plasmo`.

iotraducoSaramago

A sud

image

In questa cala a sud mi soffermo tra il canto delle cicale e il suono delle onde, tra mortale ed eterno: una danza di vita prima della morte al finire dell’estate, e il moto infinito del mare, ed io passeggero viaggiatore di questo unico momento.
(Cala di Mitigliano, 6 luglio 2016)

nel giorno azzurro – num dia azul

non dire che stiamo morendo,

non oggi

poichè tengo questa ferita che mi sta mangiando la ragione,

un vecchio giallo

con tre guerre nel petto

mirando il parallelo disse così

“ragazza dei mei occhi

penetra dentro gli occhi,

non c’è pietà

è solo la fine , vai ”

desidero morire nel giorno breve

desidero morire nel giorno azzurro

desidero morire in America del Sud

Rogrido Campos, cantautore brasileiro

Não diga que estamos morrendo
Hoje não
Pois tenho essa chaga comendo a razão

Um velho amarelo
Com três guerras no peito
Mirando o parabelo diz assim:
Vai
Menina dos meus olhos
Penetre entre os olhos
Não há piedade
É só o fim
Vai!

Quero morrer num dia breve
Quero morrer num dia azul
Quero morrer na América do Sul

Rodrigo Campos

Nel cuore, forse (J. Saramago)

sole cuore

Nel cuore, forse, o per meglio dire:

una ferita inferta da coltello

dalla quale se ne va la vita, tanto mal spesa,

in tutta coscienza ci ferisce.

Il desiderio, la volontà, il non bastare,

l’ingannevole ricerca della ragione

che giustifichi il caso del nostro esistere,

ecco cosa fa male, forse nel cuore.

 

da Le poesie possibili

iotraducosaramago

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