L’essenza umana affonda le radici nel fango

Il fior di loto asiatico, Nelumbium speciosum, è una pianta acquatica, le cui foglie, grandi fino a 60 cm anche hanno la particolarità di essere idrorepellenti, nell’induismo e ne buddismo è considerato sacro.

I fiori, i semi, le foglie giovani e i rizomi sono tutti commestibili. In Asia, i petali vengono mangiati mentre le foglie sono solitamente utilizzate come piatto per il cibo. Il rizoma è utilizzato come condimento. Mentre i frutti secchi sono usati come decorazione.

Nel buddhismo è il simbolo dell’essenza umana che, pur rimanendo pulita, affonda le radici nel fango della realtà. Senza il fango il loto non può esistere, così come il Buddha si manifesta grazie agli affanni della vita quotidiana. Inoltre il loto sviluppa il frutto e il seme nello stesso periodo e quindi è il simbolo della legge buddista di causa-effetto.

Bellissima la foglia che sembra quasi un ombelico che raccoglie l’acqua della vita… e al di sopra del fiore simile ad un bottone si forma già il frutto nel ciclo eterno della vita…

Senza affondare le sue radici nel fango, tanta bellezza del fior di loto non potrebbe manifestarsi…

E così quando sembra di essere caduti nel fango, ecco che il fiore riprende più forza creando il suo frutto simile a un bottone dorato…

Le sequoie di Pavullo

Nel parco ducale di Pavullo nel Frignano, appennino modenese, si può incontrare una piccola foresta di sequoie, sono state piantate all’inizio del novecento e pare che si siano trovate molto bene, visto le dimensioni, 25 mt di altezza e una circonferenza di 500 e 600 cm.

Il parco si trova al centro di Pavullo e si presta a una tranquilla e rilassante passeggiata alla scoperta di questi giganti buoni.

Sotto alla sequoia gigante

Tra tutte le magnifiche sequoie del Parco ducale di Pavullo nel Frignano, nell’appennino modenese, ho apprezzato in modo particolare questa che vedete nelle foto, una sequoia gigante, da lontano sembra quasi un albero di natale pronto ad essere addobbato, ha la forma di grande cono con i rami più bassi e flessibili che toccano il suolo, le sue foglie assomigliano a quelle dei cipressi, ma allungate e di colore verde azzurro. La sua età è di un centinaio di anni, è alta circa 30 mt con una circonferenza di 6 mt. Entrare al suo interno, tra i suoi accoglienti rami, è stata una bella sensazione che mi ha trasmesso pace.

Tra i fiori gialli c’è anche una Phlomis … :)

Nel mio giardino ci sono molti fiori gialli: la forte euryops, la vagabonda frangiata coreopsis, la sbarazzina bidens star rock, l’umbrellifera achillea filipendula, la piccola potentilla, la grande campanella dell’oenothera missouriensis, l’infaticabile rifiorente gazania, un carretto giallo che arreda, e … se guardate bene c’è anche una Phlomis, è sempre stata in fiore e con mio stupore lo è stata anche durante l’inverno. Mi chiedevo come potesse fiorire con il freddo, i suoi boccioli mi commuovevano, ora io ho capito che stava fiorendo per me perché non dimenticassi il mio nome…

Forse anche Phlomis tornerà… 🙂

I bagni della Regina

I bagni della Regina Giovanna, a pochi chilometri dal centro di Sorrento, costituiscono un luogo di grande incanto naturalistico con una piscina circondata da alti scogli e collegata al mare tramite un arco. Pare che qui la  Regina Giovanna D’Angiò amasse fare il bagno in riservatezza e tranquillità. La storia di questo posto è molto più antica e risale al I sec. a.C. quando su queste rocce sul mare sorgeva la grande villa romana di Pollio Felice, i cui ruderi ne fanno immaginare la passata magnificenza. Nel periodo invernale in essa e nei campi vicino trovano riparo alcuni senzatetto mentre in estate è meta di naturisti.

In alto si gode uno straordinario panorama sul golfo di Napoli tra i colori e i profumi di una rigogliosa macchia mediterranea.

La vista della piscina naturale mi ha lasciato senza fiato per la sua selvaggia bellezza.

Il glicine del 1902

Quasi a metà della strada che da Portico di Romagna (FC) conduce a Tredozio siamo andati ad ammirare su consiglio un incredibile glicine, la cui presenza è documentata dal 1902, avente un diametro di 1,75mt.  I proprietari ci hanno accolto con gentilezza e cordialità, mentre erano occupati con scopa e paletta e carriola a raccogliere i numerosi petali che la notte precedente un forte temporale ha fatto cadere.

Lo stupendo esemplare di glicine troneggia nel cortile del piccolo e grazioso borgo di Montalto, offrendo in primavera una grande emozione al cuore per la sua incomparabile bellezza.

 

 

Emozione in giallo

Il colore giallo era caro agli imperatori cinesi e la peonia gialla era simbolo di potere. L’imperatore ordinava di avvolgere i teneri boccioli con sciarpe di seta in filo d’oro con l’intento di tingere il fiore di giallo intenso. Ora ci sono ibridi di peonia di giallo carico mentre il giallo originario era molto tenue e delicato.

Il nome della peonia

Se avete un momento, soffermatevi a leggere i nomi delle peonie nei cartelli all’interno del centro botanico Moutan. Questi nomi, tradotti dal cinese in quanto la peonia e’ originaria delle fredde montagne cinesi, hanno un’incredibile bellezza poetica. Sono piccole poesie che definiscono l’essenza del fiore di peonia con riferimento alle sfumature dei suoi petali e alle emozioni evocate alla sua vista. Molto semplicemente ogni fiore di peonia e’ una rara e ricercata poesia. Ecco qualche esempio:nube rossa dissolta, intreccio d’oro e di giada, splendore delle nubi rosse, felce sul vassoio di porpora, oro sulla neve, pensieri blu, fiore di prugno dopo la neve, luna sul monte kun lun, fioritura sulla montagna lucente, collana di perle, semina nel deserto, fata della grotta….

Spettacolo di peonie

Il centro botanico Moutan consta di un giardino di 15 ettari coltivati con oltre 200000 piante di peonie, una ricca collezione composta da 600 differenti varietà. Il periodo migliore per la visita è la prima metà di maggio per poter godere il massimo della fioritura. Un luogo incantevole in cui perdersi tra filari di peonie colorate e profumate. Un luogo di sogno per gli amanti delle peonie. Il centro Moutan si trova a Vitorchiano (VT)

C’è qualcosa di rosa in giardino…

In giardino oggi ci sono teneri boccioli di malus Everest, rosa esternamente e bianchi dentro, fiori rosa carico di malus ballerina, un tappeto di fiori di phlox, grandi fiori di magnolia susan e i grappoli profumati delle syringa e… la mia gatta 🙂

 

I colori della Cydonia

Fiori di Cydonia nel mio giardino in rosso, bianco, arancio- albicocca, e verde chiaro.

La Cydonia – Chaenomeles japonica e gli ibridi Chaenomeles speciosa e Chaenomeles superba sono arbusti deciduo da fiore originario della Cina e del Giappone.

Tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera producono molti fiori che continuano a sbocciare per un paio di mesi. In autunno producono piccole mele gialle o rosse, dal sapore amaro, utilizzate per marmellate e conserve oppure se ben asciutte possono essere usate come naturali profumatori dei cassetti della biancheria.

Il cavallo e gli asinelli alla cascata

incontro con un cavallo e un asina e un asinello : momenti di tenerezza incantata alla cascata nella valle dell’Acerreta (tra Tredozio e Marradi, appennino tosco-romagnolo)

Il cavallo che già avevamo incontrato a Trebbana era protettivo nei confronti dell’asinello e lo controllava mentre questi si lanciava in corsette e si rotolava nella sabbia, ci è venuto per primo incontro e si è ricordato che la volta precedente gli avevo dato un poco della mia merenda, così mi ha dato una carezza con il muso e poi anche un morso nel braccio, per fortuna che avevo la felpa.

È arrivato anche il piccolo a salutarmi, era morbidissimo e apprezzava le coccole e infine anche mamma asina ha voluto un saluto.

Sullo sfondo la graziosa cascata dell’Acerreta, non lontana dal monastero di Gamogna e di quello di Trebbana.

 

 

Fiori di marzo

Ecco i primi fiori del mio giardino di marzo: pulsatilla vulgaris, spirea, cydonia, violette, forsythia, tarassaco, fiore di ciliegio, teneri forti gentili fiori mi sorridete nel sole caldo di marzo tra le gelate mattutine e i cieli stellati di infinito…

Dove sei tu,

mio piccolo fiore,

che fiorisci di nascosto?

Tu,

solo,

fioriscid’immensonelmiocuore.

Maschere e … una mascherina :)

C’è sempre una prima volta!

Non ero mai stata a Venezia per il Carnevale!

E non avevo mai indossato una mascherina…

lunedì 27 febbraio 2017, Venezia

(da ieri sono in contratto di solidarietà, ciò significa che sarei stata tra i 15 licenziati nell’azienda in cui lavoro da molti anni, ho deciso di reagire e di non abbattermi e così ieri ho fatto una delle tante cose che in vita mia non ho mai fatto, andare al Carnevale di Venezia,  e mi sono molto divertita e rilassata, è stata una giornata spensierata e felice)

Baciarsi a Venezia

Che so dell’amore se non ho mai baciato?

Conosco ogni malizia di seduzione,

affascino con la grazia del mio mistero,

mi muovo leggera e delicata

ma sono di ghiaccio come il blu del mio abito,

baciare vorrei sotto al caldo sole di febbraio

ma resto sconosciuta all’Amore.

Cos’è quel mistero

che fa avvicinare due cuori a fior di labbra?

Cos’è quell’emozione che chiamano Amore?

(nella foto sullo sfondo due innamorati che si baciano, lunedì 27 febbraio, Venezia)

bacio-venezia

Fiore d’inverno

Una delicata favola su un croco e sull’importanza e sulla bellezza di ogni singolo fiore, accompagnata da simpatici disegni. Una dolce meraviglia!

quasi come dire

scan0012

Era quasi autunno e, sul fianco della collina, i lombrichi assopiti e le piccole formiche nere udivano un mormorio flebile flebile:

Uhm… così no… così va meglio. Ecco: ora va bene.

1

Quel suono, a tratti frenetico, a tratti dolce, proveniva da una masserella ben conficcata sotto terra a forma di cipolla. Anzi no: era più allungata, come uno scalogno.

2Era un bulbo e si dava da fare a sistemare ogni petalo per l’imminente fioritura. Ottobre era alle porte e papà bulbo gli aveva raccomandato di non tardare:

Fa niente se l’ultimo petalo è un po’ gualcito: non tardare, se no come farai a essere impollinato

3

Durante tutto il lungo dormiveglia dell’estate, aveva ascoltato incuriosito tutti i rumori della superficie:

le api frenetiche, i pacifici bombi, le cicale sonore.

4E tutte le chiacchiere dei fiori: i denti di leone rigonfi e l’astro marino, le margherite infinite e le ambrettevanitose, i…

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Vietato giocare a pallone :)

Praiano, piazza di San Gennaro, mercoledi’ 19 ottobre 2016, ore 17. 

Bambini che giocano spensierati a pallone nella piazza del paese come nel cortile sotto casa o al campetto. Per i bambini e qualche genitore sono tranquilli momenti di svago dopo la scuola. 

Ed io attendo il tramonto nell’atmosfera giocosa e serena della sera autunnale dal profumo estivo.

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