La lettera di un angelo

Cara anima di Luce,
Mi e’ proibito pronunciare il tuo nome come mi e’ proibito entrare troppo in contatto con te e sto gia’ violando la regola scrivendoti ora in piena notte… mentre ti osservo dormire scopro in me la debolezza di provare tenerezza per te, mi scopro vulnerabile ad amarti… e cosi’ apro le mie ali su di te a volerti proteggere da tutto il male del mondo e vorrei farti dono dell’universo e delle sue leggi e mostrarti tutto cio’ che la scienza e la fede ignorano. Vorrei darti la Conoscenza perfetta e infallibile dell’Amore.
Ma cio’ non e’ concesso ad un angelo… a proposito le mie ali sono bianchissime e forti, tessute di polvere di stelle e di meteoriti d’amore. E io vorrei donartele e con esse proteggerti sempre…ma e’ tenerezza da poco, sai, non mi econcesso di innamorarmi di te, cosi' io le richiudo le mie ali. Credo nella tua anima di Luce e nel tuo libero arbitrio. E, tristemente, so che tu non hai alcun bisogno di me perche' sei un essere libero intelligente e amabile... io invece ho bisogno di te se non altro perche e’ il mio lavoro e l’Altissimo mi ha affidato a te… sebbene io non inteferiromai con la tua Vita e restero' un paio di ali indietro ti infondero sempre speranza e amore puro. Faro’ il mio lavoro con determinazione angelica.
Scaccero’ via la mia tenerezza… dimentichero’ di essere innamorato di te. Ubbidero’ al fine della mia esistenza, di umile portatore di lampade. Ti staro’ accanto in silenzio con le ali aperte quando serve…Vorrei fare scudo al dolore che senti, alla sofferenza che provi, e resto sconfitto con le mie stupide magnifiche ali percheso che devo lasciarti camminare da solo ed essere discreta presenza di vento soave e un passo leggero nella tua mente. Io ti amo, anima lucente. Allora io prego che giunga nella tua vita un amore vero che ti possa amare piu di quel niente che e’  concesso a me, un amore di cui tu possa innamorarti con fiducia… io potrei portarti in volo e farti dono di tutte le leggi del cosmo e dell’Amore… ma e’ quasi alba e il mio sogno si e’ concluso… riapro un istante le mie ali vibranti di polvere stellare e ti abbraccio e aspetto il tuo risveglio. Sei forte luminoso e libero…ciao:) 

il tuo angelo

La mia esperienza sul Ponte Tibetano

Saranno i 50 anni che si avvicinano… sarà che ho voglia di fare cose pazze o cose che non ho mai fatto prima… sarà che ho pensato e chi se ne importa… la vita è una sola… e così ho deciso di attraversare un ponte tibetano… e sono andata a Sasso Castalda, in provincia di Potenza, in Basilicata, dove è stato da poco costruito il ponte alla luna, dedicato a Rocco Petrone, l’ingegnere della Nasa che contribuì alla missione Apollo 11 , e i cui genitori erano originari di questo paesino. Sasso Castalda ti accoglie con calore e cordialità, tutti ti salutano, a partire dalle vecchine tutte vestite di nero che incutono timore rispetto eppure sono loro stesse a darti per prime il saluto.

Come è stata questa esperienza?

Stupenda! … anche se dopo pochi passi  sul primo ponte ( i ponti sono due, il primo più breve e meno alto,  è , diciamo, di prova) ero già morta di paura e mi stavo maledicendo per la mia sconsiderata idea e vi giuro che avrei voluto tornare indietro… temevo di morire nonostante fossi imbragata con un doppio cavo di sicurezza…

poi… piano piano ho iniziato a riprendere fiato, a respirare, a guardarmi intorno non direi… che vertigini… tra un passo e l’altro vi era il vuoto… e piano piano ho iniziato a concentrarmi su ciò che stavo facendo e cosa stavo facendo?

primo ponte in primo piano e secondo sospeso più in alto

Io stavo camminando …

e come si cammina?

e come si arriva alla fine del ponte?

….

???

semplice….

passo dopo passo!

dettagli tecnici del primo ponte di “prova”:

  • Altitudine partenza 940 mslm
  • Altitudine arrivo 934 mslm
  • Lunghezza campata 93 metri
  • Altezza massima da terra 70 metri
  • Diametro funi portanti 30 mm
  • Gradini d’appoggio n°180
  • Morsetti totali impiegati n°720
  • Tempo di percorrenza stimato 8 minuti

ponte tibetano (1) (Small) (2)
primo ponte in primo piano e secondo sospeso più in alto
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l’imbragatura di sicurezza
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il primo ponte di “prova”
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primi passi …
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paura e follia … che cosa sto facendo…?
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ce l’ho fatta! e ora al secondo ponte!
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il secondo ponte: una bella passeggiata di 300 mt sospesi a 120 mt da terra

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ma siamo sicuri?

caratteristiche tecniche “ponte alla luna”

  • Altitudine partenza 973 mslm
  • Altitudine arrivo 975 mslm
  • Lunghezza campata 300 metri
  • Altezza massima da terra 120 metri
  • Diametro funi portanti 30 mm
  • Gradini d’appoggio n°600
  • Morsetti totali impiegati n°2500
  • Tempo di percorrenza stimato 30 minuti
  • ponte tibetano (109) (Small) (2)
    panorama mozzafiato!
    ponte tibetano (121) (Small) (2)
    passo dopo passo… posso arrivare dovunque!

     

    ponte tibetano (135) (Small) (2)
    sono arrivata al punto finale! e ho vinto la mia paura del vuoto

    ponte tibetano (142) (Small) (2)
    la terrazza di vetro al termine del ponte alla luna

E io ne sono felice :)

Due bigliettini attaccatati all’albero del futuro a Satriano di Lucania (Potenza), scritti dai bambini della scuola del paese, ci raccontano cosa è la felicità:

E’ bello sapere che

esiste ancora la fantasia,

e io ne sono felice,

è bello sapere che

dopo la pioggia ci sarà l’arcobaleno

e io ne sono felice

§§§

E’ bello sapere che

nel cielo della notte c’è la luna,

e io ne sono felice,

è bello sapere che

viaggiando si conoscono persone nuove

e io ne sono felice

satriano di lucania murales 2 (96)satriano di lucania murales 2 (97)

Io e mio padre guardiamo i treni

Io e mio padre guardiamo i treni passare in stazione.Due vite diverse.

Due eta’ diverse.

Anche se ora che di anni ne ho quasi 50… mi pare di aver accorciato le distanze. 

Le distanze con l’ultimo treno, forse…

E allora capita di pensare, forse banalmente, che la vita e’ guardare i treni passare in stazione.

Qualche treno lo prenderai, qualche altro lo lascerai passare, forse qualche treno ti condurra’ dove mai avresti pensato oppure resterai in attesa senza coraggio di salirvi…

E stazioni in cui non scenderai, stazioni in cui troverai nessuno ad accoglierti…

Quante stazioni di notti solitarie, di preghiere e speranze, di lacrime e sogni, e silenzi affidati a un treno che corre lontano….

io e mio padre guardiamo i treni…

Lui stazione ed io treno…

I treni se ne vanno di notte

(Dedicata a un lontano amore finlandese)

I treni se ne vanno di notte, quando gli addii sono piu’ soffici e morbidi e salutarsi e’ come darsi la buona notte…

Un treno che parte nella notte…

non un grido,

non un pianto,

un bacio solo,

quel sentirsi ancora vicini ma gia’ lontani,

e un unico silenzio:

il cupo fischio del treno che si perde nel buio…

Questo amore


Questo amore e’ fatto di sogni, lo buttero’ tra le stelle.Questo amore e’ fatto di nuvole, lo affidero’ al vento.

Questo amore e’ fatto di fiori, lo donero’ ai poeti.

Questo amore e’ fatto di lacrime, lo versero’ nel mare.

Questo amore e’ fatto di te, lo stringero’ tra le mie braccia.

La roverella di Brienza

La roverella di Brienza (PZ) si trova in localita’ Pozzi, a lato dell’hotel Eden si imbocca una strada laterale che sale al bosco Lago, passando a fianco di una cava, superata la quale, in una radura a sinistra si incontra la bella roverella delimitata da uno steccato in legno. Per abbracciarlo sono necessarie 7 persone.Ho trovato l’albero in buona salute e ho raccolto qualche cappellino di ghianda e pezzetti di corteccia in regalo.

​​

Del bene…

Il bene si sente e viaggia senza confini.

Più veloce della luce, arriva subito dove deve arrivare…

Senza barriere. Non conosce limiti né ostacoli.

A volte servono le parole per dirlo, perché noi siamo limitati.

Ma va oltre alle parole, alle definizioni, alla logiche, agli stessi cuori e cervelli.

Dirlo a parole volte non serve.

Dirlo a parole a volte è una debolezza e una limitazione.

Perché in realtà non ci sono parole che lo contengano.

Ti voglio del Bene… forse sta tutto in quel “del”

in un umile articolo, che dice tutto e niente….

Accoglierlo il Bene, invece, è sempre una forza invincibile.

Poesie di un grembo vuoto (ebook gratuito)

“Come poteva un fiore creare un burattino partendo da una corolla di petali?

Come poteva un fiore illudersi di essere una madre?”

Poesie per un figlio mai nato e forse solo concepito dentro un pensiero, poesie d’amore per un figlio solo sognato, poesie di una maternità fuori dagli schemi.

In formato ebook gratuito sulle varie piattaforme, per esempio amazon, bookrepublic e tante altre

In formato ebook gratuito sulle varie piattaforme, per esempio amazon, bookrepublic e tante altre.

https://www.bookrepublic.it/book/9788826475547-poesie-di-un-grembo-vuoto/

http://www.lafeltrinelli.it/ebook/antonella-marinetti/poesie-un-grembo-vuoto/9788826475547

https://www.kobo.com/it/it/ebook/poesie-di-un-grembo-vuoto

 

 

 

 

verso ancora

Questa versione di “verso ancora” è stupenda 🙂
i ciclamini…

scrivere per immagini


(foto ed elaborazione di luciana riommi) (foto ed elaborazione di luciana riommi)

Aspettami sotto casa
verso dopodomani o ancora
e se il cielo è di pioggia
indossa
qualche nuvola sparsa.
Poi la finestra è aperta
e le domande
tirale sottovento
altrimenti gli odori copriranno
tutto il gusto d’amaro.
Non assicuro niente:
tu rimani
e l’ombrello appoggiato contro il muro
legaci fazzoletti
e vento
che lo gonfi di sera
come una spedizione di confine.
Mandami qualche cosa da scordare
ciclamini
un biglietto forato.
Io non lo so se vengo:
capirai.

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Notte di madri

Di notte si sistemano i pensieri, si riordina la mente, si riorganizzano i desideri, si fa riposare il corpo… ma la notte per le madri è sempre di veglia e di preghiera. Ci si sveglia di colpo con un nome sulle labbra, del figlio, della figlia, non importa quale sia la loro età, se bimbi ragazzi o adulti, si prega nel silenzio del cuore, si pensa a quel sorriso che non arriva, e si inviano tonnellate di amore…

Ogni notte per le madri è di amore e di preghiera, di attesa e speranza, ogni notte per le madri è un mantello che si stende sui figli per proteggerli e conservarli nel Bene della Vita, ogni notte per le madri è una coperta fatta di sogni felici e intessuta d’amore…

 

Un biglietto d’auguri

Antonella

io ti faccio i miei migliori auguri di

un buon compleanno

quest’anno ho avuto

delle spese per le

mie figlie e non

posso darti il regalo

come ero abituato.

Tuo nonno

Tonino

Saluti e baci

A mio nonno Tonino (1909- 2003) piaceva molto scherzare, questo uno dei suoi biglietti per un mio compleanno, il regalo per me c’era sempre…

Ilaria Bidini affronta con coraggio chi la insulta su internet

Forza Ilaria! Siamo con te!

Il Mondo di Dora Millaci

Disabile, vittima di Cyberbullismo non si arrende e realizza un video-denuncia

Analizziamo insieme i fatti e vediamo esattamente che cos’è accaduto

Ilaria Bidini è il nome di una ragazza che di certo mai avrebbe voluto essere protagonista di una storia come questa.

31 anni, vive ad Arezzo, ha un carattere allegro, solare, amante della vita, è molto attiva e vicino a lei c’è la sua dolce metà Federico. Da qui, per così dire, nulla di strano, sembra la vita di una donna come tante, e allora perché tutto questo clamore mediatico?

Il “problema”, se vogliamo definirlo tale, è che Ilaria è affetta dalla nascita da Osteogenesi Imperfetta. Alta solo 105 cm. si ritrova in carrozzina.

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All’inizio dell’anno ha pubblicato anche un libro dal titolo: “Io e la mia normale disabilità. La mia vita è un film”, dove racconta il suo percorso di vita e di come si è impegnata…

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Ai confini di Dio di Fausto A. Marinetti ora è in formato ebook

Un libro di Fausto A. Marinetti : Ai confini di Dio: lettere tra monache e meninos de rua. 

Essendo fuori ristampa da molti anni, ho pensato con il consenso di mio zio di pubblicarlo in formato ebook . Ogni eventuale ricavo sarà girato a Fausto e alla sua famiglia.

Cosa c’è di più lontano e di più vicino di un monastero di clausura e una vita sulla croce della strada?

Queste lettere ci raccontano l’incontro tra le monache di clausura e la vita di strada di bambini nel Maranaho, Brasile, anni 90, al calvario del mondo.

Ai confini di Dio fu pubblicato da Morcelliana, ora è fuori catalogo, così ho chiesto a Fausto, mio zio, di poterlo editare in self publish e pubblicare in formato ebook, per non perdere questo patrimonio di umanità.

Non credo ci sia migliore presentazione di questa lettera di Fausto ad una clarissa in monastero, dall’inferno della vita alla pace della preghiera:

Carissima,

scrivo per pagare un debito verso gli amici. Bisogna buttare nella spazzatura le false umiltà: è un dovere mettere in comune le «ricchezze» interiori. Perché noi non ci apparteniamo. Se uno ha un cerino non può tenerlo per sé, ma deve accenderlo sulla piazza del mondo, dove c’è tanto buio.

Cosa ho a che fare io, così sprofondato nelle problematiche sociali, con le contemplative? Mi pare di vivere seduto su un vulcano. E i monasteri, invece, sembrano oasi di pace. Perché turbarli, far irrompere i poveri cristi nei corridoi gonfi di arcano? Procedo nella bruma. O forse ricerco, tra le righe della storia, «la comunione dei santi»? Nel corpo mistico di Cristo ci deve essere una specie di legge della compensazione: uno ha il carisma di buttarsi nel sociale, l’altro quello di scandagliare il mistero. Tutti e due sono necessari e bisogna trovare il modo di far rifluire le scoperte dell’uno nelle vene dell’altro. Per esempio: io sono uno che somatizzo il dolore degli altri. Come faccio a sopravvivere se non ho qualcuno che mi fa compagnia con la sua tenerezza? Oppure il desiderio di comunicare con le contemplative deriva dal sapervi più vicine al centro della storia, all’asse portante della vita? Ed allora siete in grado di capirmi meglio, perché Dio vi ha reso capaci di intendere il suo linguaggio, quello dei poveri.

Non puoi immaginare cosa producano in me parole come le tue: «Io ho il lusso di stare faccia a faccia con Dio, nella fede. Ma questo apre in me un abisso senza fondo. E chi credi che scenda in questo abisso del cuore, chi credi che lo venga ad abitare? Per chi credi che si apra un cuore di carne dopo che è stato faccia a faccia con Dio? Fausto: Dio apre il nostro cuore nella preghiera, perché lasciamo entrare l’uomo, al cui servizio tu ti dedichi. Non un uomo astratto. Non un’umanità senza nome, ma degli uomini come te che hanno l’ardire di comunicare, di ferire, di gridare, di farsi carico delle moltitudini.

A che serve la contemplazione se non a farci inginocchiare davanti all’uomo?».

A volte non so più cosa inventare per fare breccia nel cuore dell’uomo. Ecco perché insisto nel dire che voi siete donne: avete l’istinto della vita, l’attaccamento ad essa in una forma materna, che è unica. Solo voi avete un grembo! Non ce l’hanno né i capi di Stato, né papi, né preti. Lo volete capire? Ed allora certe sensazioni per la vita in pericolo sul pianeta potete sperimentarle solo voi.

Se uno ama sul serio non ce la fa a contenere lo Spirito. Prendiamo Gesù di Nazaret: deve aver accumulato tanta passione per l’uomo, che, alla fine, ha affrontato tutto, anche la croce, pur di buttare fuori quello che aveva dentro. Deve essere passato attraverso un martirio interiore nei giorni dell’attesa. Essere fedele alle stagioni del Padre; calarsi nel tempo degli uomini; crescere piano piano; educarsi alla pazienza della storia. Qualche cosa del genere sta capitando a me. Fremo dalla voglia di comunicare quanto Dio ci vuol bene. Poi ho a che fare con l’istituzione … Te lo immagini un Cristo pompiere? Me la prendo con le istituzioni, perché so che potrebbero fare tanto per l’uomo. Anche i popoli sono diventati orfani. Non hanno sicurezze. E le cercano. Nelle sorgenti inquinate degli imperi. Ma voi, vi sentite «madri» anche dei popoli?

Chi è della razza del Cristo, gli scorre nel sangue questo amore universale, per il quale sente che tutti gli uomini gli sono consanguinei. Abbiamo bisogno d’una invasione dello Spirito per superare i ghetti e le barriere innalzate da coloro che danno più importanza ai sabati e ai templi, che agli uomini in carne ed ossa. Oh se nascesse una rivolta nella chiesa, non di chiacchiere, ma di opere concrete! Per esempio: «Ecco: noi crediamo che non ci spetti più di tanto; facciamo i conti in piazza di quello che ci è lecito spendere, consumare, inquinare. Diamo l’esempio per indurre tutti quanti ad ammettere che è possibile essere uomini e non lupi!». Cosa aspettiamo a sfidare i grandi con cose piccole come i sassi della fionda di Davide?

Insomma: io voglio una fede degna della stoffa del Cristo: quella che sposta le montagne. Non riesco a accettare supinamente che venga svilita, ridotta ad un pietismo, ad un sacramentalismo festivo. Il Cristo è un uomo con le braghe. La storia ce lo ha sfregiato. Lui non aspetta, ma prende l’iniziativa: previene. Dove lo trovi un uomo così?

di capirmi meglio, perché Dio vi ha reso capaci di in­tendere il suo linguaggio, quello dei poveri. Non puoi immaginare cosa producano in me parole come le tue:

«Io ho il lusso di stare faccia a faccia con Dio, nella fede. Ma questo apre in me un abisso senza fondo. E chi credi che scenda in questo abisso del cuore, chi credi che lo venga ad abitare? Per chi credi che si apra un cuore di carne dopo che è stato faccia a faccia con Dio? Fausto: Dio apre il nostro cuore nella preghiera, perché lasciamo entrare l’uomo, al cui servizio tu ti dedichi. Non un uomo astratto. Non un’umanità sen­za nome, ma degli uomini come te che hanno l’ardire di comunicare, di ferire, di gridare, di farsi carico del­le moltitudini.

A che serve la contemplazione se non a farci ingi­nocchiare davanti all’uomo?».

A volte non so più cosa inventare per fare breccia nel cuore dell’uomo. Ecco perché insisto nel dire che voi siete donne: avete l’istinto della vita, l’attaccamen­to ad essa in una forma materna, che è unica. Solo voi avete un grembo! Non ce l’hanno né i capi di Stato, né papi, né preti. Lo volete capire? Ed allora certe sensazioni per la vita in pericolo sul pianeta potete sperimentarle solo voi.

Se uno ama sul serio non ce la fa a contenere lo Spirito. Prendiamo Gesù di Nazareth: deve aver accumulato tanta passione per l’uomo, che, alla fine, ha affrontato tutto, anche la croce, pur di buttare fuori quello che aveva dentro. Deve essere passato attraverso un martirio interiore nei giorni dell’attesa. Essere fedele alle stagioni del Padre; calarsi nel tempo degli uomini; crescere piano piano; educarsi alla pazienza della storia. Qualche cosa del genere sta capitando a me. Fremo dalla voglia di comunicare quanto Dio ci vuol bene. Poi ho a che fare con l’istituzione … Te lo immagini un Cristo pompiere? Me la prendo con le istituzioni, perché so che potrebbero fare tanto per l’uomo. Anche i popoli sono diventati orfani. Non hanno sicurezze. E le cercano. Nelle sorgenti inquinate degli imperi. Ma voi, vi sentite «madri» anche dei popoli?

Chi è della razza del Cristo, gli scorre nel sangue questo amore universale, per il quale sente che tutti gli uomini gli sono consanguinei. Abbiamo bisogno d’una invasione dello Spirito per superare i ghetti e le barriere innalzate da coloro che danno più importanza ai sabati e ai templi, che agli uomini in carne ed ossa. Oh se nascesse una rivolta nella chiesa, non di chiacchiere, ma di opere concrete! Per esempio: «Ecco: noi crediamo che non ci spetti più di tanto; facciamo i conti in piazza di quello che ci è lecito spendere, consumare, inquinare. Diamo l’esempio per indurre tutti quanti ad ammettere che è possibile essere uomini e non lupi!». Cosa aspettiamo a sfidare i grandi con cose piccole come i sassi della fionda di Davide?

Insomma: io voglio una fede degna della stoffa del Cristo: quella che sposta le montagne. Non riesco a accettare supinamente che venga svilita, ridotta ad un pietismo, ad un sacramentalismo festivo.

Il Cristo è un uomo con le braghe. La storia ce lo ha sfregiato. Lui non aspetta, ma prende l’iniziativa: previene. Dove lo trovi un uomo così?

In evidenza

Tag libero : la felicità è quella cosa semplice e piumata…

Tag libero : la felicità è quella cosa semplice e piumata…

cicogna

Ho pensato a quale poteva essere il mio contributo alla felicità, a cosa mi faceva venire in mente la parola felicità.

La felicità è come una piuma
Che il vento porta in aria
Vola lieve
Ma ha una vita breve
è necessario ci sia vento senza fine

Vinicius De Moraes

Felicità è quella cosa semplice e piumata… che ci sorprende in un istante poi come piuma vola via…

se mettessimo insieme tutte le nostre piume… forse si alzerebbe in volo un uccello di nome Felicità …

Ecco le mie piume di felicità, quali sono le vostre?

Qual è il vostro contributo alla Felicità?

1) essere nel cuore di chi mi ama anche se si è lontani

2) poter vedere o sentire il sorriso di chi amo

3) gioire della felicità e del successo degli amici

4) provare gratitudine per il dono della vita e vivere, onorando il mondo e soprattutto i suoi figli

5) gioire della bellezza del mondo, di un fiore, di un albero, di una vita…

6) poter sognare, sempre e comunque, anche quando ti dicono che non serve a niente e non vale la pena

7) saper perdonare e comprendere che l’amore è qualcosa che va Oltre, oltre ogni ragione, ogni logica,  e persino oltre me stessa

8) saper fare scorta dei momenti belli e poterli ricordare sempre

9) sentirsi liberi anche quando ci si sente in gabbia o impotenti o depressi

10) essere qui e ora nel mio quadratino che è il mio posto nel mondo

11) essere me stessa, amarmi e ad amare gli altri in modo incondizionato

12) fare di me un dono per gli altri per ciò che sono e per ciò che posso

13) accogliere con gentilezza l’Altro come un arricchimento della mia vita

(le mie piume sono numerate per praticità ma senza un ordine di preferenza)

Aspetto le vostre piume!

Questo è un tag come gli altri, potete riproporlo nei vostri blog se vi piace e se volete contribuire alla Felicità… le regole le decidete voi… perchè la Felicità è sempre fuori dagli schemi!!!

(foto di Blickpixel)

In evidenza

Argilla e poesia – Clay and poetry

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Argilla e Poesia

Tu separi i petali dal fango per pulirli,

io separo le parole dalle emozioni per lavarle,

brilla il fango al sole,

grigio azzurro d’argilla,

i petali caduti non torneranno fiore

e tu non hai abbastanza mani per raccoglierli,

tu ti sciogli in un pianto per i petali,

io sciolgo in poesia le emozioni per lasciarle andare,

i petali si sollevano in aria

nel dorato pulviscolo

e poi ricadono nel fango,

grigia azzurra argilla del tuo cuore,

impasto di niente di questa mia poesia

§§§

Clay and Poetry

You separate petals from the mud to clean them,

I separate words from emotions to wash them,

mud is shining in the sun,

Grey light blue,

Fallen petals will not return flowers

And you do not have enough hands to pick them up,

You loose in a weeping for the petals,

I meld in poetry the emotions to let them go,

The petals lift into the air In a golden dust

And then they fall again into the mud,

Grey light blue clay of your heart,

Mixture of nothing of this my poem

Disegnami la mappa delle tue stelle (di Alexandra )

Troppo bella questa poesia di Alexandra:
“disegnami la mappa delle tue stelle:
le mie mani, come rondini indomite,
cercano il tuo Sud.”

intempestivoviandante's Blog

Portami la musica al corpo,
raccontami i silenzi nelle dita,
un lento adagio, la carne nelle note;
con spinosa tenerezza scioglimi
di pioggia calda sulla schiena,
parlami dell’acqua, di come lentamente
prende la forma d’ogni spiraglio
imbevendo la mia terra a poco a poco
per poi travolgerla, cingerla d’alte onde
un vortice tra cavalcata e danza,
a ritmo di flamenco.
Mi guarderai tremarti tra le braccia?
Come la cetra dell’aedo mi risuona
nelle vene il tuo sorriso in volo.
Ti sento come l’aria che rabbrividisce appena,
mentre la sera si dischiude, ancora spettinata.
Sogno le improvvisazioni jazz delle tue mani
mille volte viste e mai avute addosso,
luce di fiume oscuro, luna crepitante,
la pelle in cerca di respiro, il ventre nudo
che accoglie l’universo e s’inebria
del fiore primordiale della vita,
un magnifico blues sui petali caduti
del mio inutile pudore.
Attraversami, dolce straniero,
come attraversa il fiume il…

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Ti prego, innamorati!

Ti prego, innamorati!

Innamorati di un gatto, di un cane, di una stella, di un sogno, di un’idea, di un progetto, di una persona, di un paese, di una montagna, di un fiore, di un sorriso, innamorati di te, innamorati della vita.

Perché innamorarsi restituisce dignità al vivere, perché innamorarsi fa vedere ogni colore, fa gustare ogni sapore, fa sentire le stelle e fa scrivere poesie, perché innamorarsi è la vita che scorre forte nelle vene, è la vita che ci porta via con sé, in un ballo, in un turbine, in un canto…

Ti prego, innamorati!

ASSETATI DI VITA di Fausto Corsetti

ASSETATI DI VITA
di Fausto Corsetti
L’attesa è l’abilità di riconoscere la completezza nel dettaglio e, stupiti, provarne intima riconoscenza. Accade, talvolta, di non vedere nulla o nessuno che desti attenzione, di non avvertire più alcun interesse, di non provare dentro più alcuna passione, di non coltivare più alcuna curiosità, di non assecondare più alcuna sfida, di non lasciarsi sedurre più da alcun sogno.
Tutto appare già sufficientemente noto, sperimentato, appreso, accaduto. Soltanto il “dovere” o un radicato “senso di responsabilità” sembra dare senso a giornate diventate troppo uguali o scontate.
La prova o anche, per altre ragioni, l’appagamento riescono, troppo spesso, a soffocare il desiderio di cercare, di inseguire, di costruire, di sognare, di incontrare, di imparare. Allora il desiderio diventa nostalgia, il sogno illusione, il futuro disincanto, il presente fatica, la vita sopravvivenza.
Senza attesa, senza trepidazione, senza incertezze, senza bisogni non solo non c’è futuro, ma nemmeno presente.
Soltanto la sete e il bisogno rendono possibile il cammino, la ricerca, la passione, il desiderio.
Un poeta appagato dalla vita potrebbe mai abbandonarsi davanti al foglio bianco?
Un pittore nauseato dalla realtà potrebbe mai dare vita ai colori?
Potrebbe mai raccontare qualcosa di nuovo la penna di uno scrittore incapace di andare oltre le apparenze dei fatti e dei sentimenti?
Potrebbe mai inseguire la persona amata colui che rimane concentrato su di sé e sulle proprie aspettative?
La sete è la vera guida della nostra esistenza: insegna al fiore a trattenere la rugiada della notte; muove i passi degli animali alla spasmodica ricerca di lontane pozze d’acqua; spinge l’uomo a chiedere.
Dove c’è sazietà non vi è slancio, dove c’è appagamento non vi è cammino. Se non c’è inquietudine non vi è desiderio e tanto meno voglia di vivere. La sete, la sete di trovare pace, di ricevere tenerezza, di donare amore, di portare gioia, indica che non si è ancora arrivati, non si è ancora trovato, non si è ancora ricevuto, non si è ancora donato.
La sete è incompiutezza, ma resta almeno una buona ragione… per vivere. Solo la sete permette a due amanti di ritrovarsi a sera con la stessa trepidazione, sorpresa, attesa del primo incontro. Solo la sete consente di vivere questa nostra esistenza come un grande dono, come una incessante attesa, come una raccolta mai completata di frammenti che lasciano presagire la Completezza.
ASSETATI DI VITA
di Fausto Corsetti

E TUTTO E’ BUIO.

Celeste è un angelo che ha scoperto le sue ali e ora ha deciso di usarle…

La Ragazza Cubica

..e tutto è buio. Una stanza, un letto, una parete vuota e tu. FORSE tu. Perchè, in fondo, non sai pienamente se tu ci sei in quel momento, in mezzo a tutto quel vuoto. Sei perso in mezzo a mille pensieri, sono così tanti che è come se non pensassi a nulla. Le domande sono troppe e le risposte troppo poche. Ti chiedi chi sei, non capisci cosa hai esattamente di sbagliato, nulla ti piace di te e non importa cosa dicono e pensano gli altri, perchè sei sottoposta alla sentenza del più critico, preparato, viscido e stronzo giudice: te stessa. Arrivi a pretendere così tanto dalla tua anima e dal tuo corpo che non ricevi più nulla. Vuoi essere il massimo per la tua famiglia e non vuoi deludere le aspettative di nesssuno, ma finisci per deludere tutti. Te stessa, in primis; ed è così che ti trovi qui…

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