Ai confini di Dio di Fausto A. Marinetti ora è in formato ebook

Un libro di Fausto A. Marinetti : Ai confini di Dio: lettere tra monache e meninos de rua. 

Essendo fuori ristampa da molti anni, ho pensato con il consenso di mio zio di pubblicarlo in formato ebook . Ogni eventuale ricavo sarà girato a Fausto e alla sua famiglia.

Cosa c’è di più lontano e di più vicino di un monastero di clausura e una vita sulla croce della strada?

Queste lettere ci raccontano l’incontro tra le monache di clausura e la vita di strada di bambini nel Maranaho, Brasile, anni 90, al calvario del mondo.

Ai confini di Dio fu pubblicato da Morcelliana, ora è fuori catalogo, così ho chiesto a Fausto, mio zio, di poterlo editare in self publish e pubblicare in formato ebook, per non perdere questo patrimonio di umanità.

Non credo ci sia migliore presentazione di questa lettera di Fausto ad una clarissa in monastero, dall’inferno della vita alla pace della preghiera:

Carissima,

scrivo per pagare un debito verso gli amici. Bisogna buttare nella spazzatura le false umiltà: è un dovere mettere in comune le «ricchezze» interiori. Perché noi non ci apparteniamo. Se uno ha un cerino non può tenerlo per sé, ma deve accenderlo sulla piazza del mondo, dove c’è tanto buio.

Cosa ho a che fare io, così sprofondato nelle problematiche sociali, con le contemplative? Mi pare di vivere seduto su un vulcano. E i monasteri, invece, sembrano oasi di pace. Perché turbarli, far irrompere i poveri cristi nei corridoi gonfi di arcano? Procedo nella bruma. O forse ricerco, tra le righe della storia, «la comunione dei santi»? Nel corpo mistico di Cristo ci deve essere una specie di legge della compensazione: uno ha il carisma di buttarsi nel sociale, l’altro quello di scandagliare il mistero. Tutti e due sono necessari e bisogna trovare il modo di far rifluire le scoperte dell’uno nelle vene dell’altro. Per esempio: io sono uno che somatizzo il dolore degli altri. Come faccio a sopravvivere se non ho qualcuno che mi fa compagnia con la sua tenerezza? Oppure il desiderio di comunicare con le contemplative deriva dal sapervi più vicine al centro della storia, all’asse portante della vita? Ed allora siete in grado di capirmi meglio, perché Dio vi ha reso capaci di intendere il suo linguaggio, quello dei poveri.

Non puoi immaginare cosa producano in me parole come le tue: «Io ho il lusso di stare faccia a faccia con Dio, nella fede. Ma questo apre in me un abisso senza fondo. E chi credi che scenda in questo abisso del cuore, chi credi che lo venga ad abitare? Per chi credi che si apra un cuore di carne dopo che è stato faccia a faccia con Dio? Fausto: Dio apre il nostro cuore nella preghiera, perché lasciamo entrare l’uomo, al cui servizio tu ti dedichi. Non un uomo astratto. Non un’umanità senza nome, ma degli uomini come te che hanno l’ardire di comunicare, di ferire, di gridare, di farsi carico delle moltitudini.

A che serve la contemplazione se non a farci inginocchiare davanti all’uomo?».

A volte non so più cosa inventare per fare breccia nel cuore dell’uomo. Ecco perché insisto nel dire che voi siete donne: avete l’istinto della vita, l’attaccamento ad essa in una forma materna, che è unica. Solo voi avete un grembo! Non ce l’hanno né i capi di Stato, né papi, né preti. Lo volete capire? Ed allora certe sensazioni per la vita in pericolo sul pianeta potete sperimentarle solo voi.

Se uno ama sul serio non ce la fa a contenere lo Spirito. Prendiamo Gesù di Nazaret: deve aver accumulato tanta passione per l’uomo, che, alla fine, ha affrontato tutto, anche la croce, pur di buttare fuori quello che aveva dentro. Deve essere passato attraverso un martirio interiore nei giorni dell’attesa. Essere fedele alle stagioni del Padre; calarsi nel tempo degli uomini; crescere piano piano; educarsi alla pazienza della storia. Qualche cosa del genere sta capitando a me. Fremo dalla voglia di comunicare quanto Dio ci vuol bene. Poi ho a che fare con l’istituzione … Te lo immagini un Cristo pompiere? Me la prendo con le istituzioni, perché so che potrebbero fare tanto per l’uomo. Anche i popoli sono diventati orfani. Non hanno sicurezze. E le cercano. Nelle sorgenti inquinate degli imperi. Ma voi, vi sentite «madri» anche dei popoli?

Chi è della razza del Cristo, gli scorre nel sangue questo amore universale, per il quale sente che tutti gli uomini gli sono consanguinei. Abbiamo bisogno d’una invasione dello Spirito per superare i ghetti e le barriere innalzate da coloro che danno più importanza ai sabati e ai templi, che agli uomini in carne ed ossa. Oh se nascesse una rivolta nella chiesa, non di chiacchiere, ma di opere concrete! Per esempio: «Ecco: noi crediamo che non ci spetti più di tanto; facciamo i conti in piazza di quello che ci è lecito spendere, consumare, inquinare. Diamo l’esempio per indurre tutti quanti ad ammettere che è possibile essere uomini e non lupi!». Cosa aspettiamo a sfidare i grandi con cose piccole come i sassi della fionda di Davide?

Insomma: io voglio una fede degna della stoffa del Cristo: quella che sposta le montagne. Non riesco a accettare supinamente che venga svilita, ridotta ad un pietismo, ad un sacramentalismo festivo. Il Cristo è un uomo con le braghe. La storia ce lo ha sfregiato. Lui non aspetta, ma prende l’iniziativa: previene. Dove lo trovi un uomo così?

di capirmi meglio, perché Dio vi ha reso capaci di in­tendere il suo linguaggio, quello dei poveri. Non puoi immaginare cosa producano in me parole come le tue:

«Io ho il lusso di stare faccia a faccia con Dio, nella fede. Ma questo apre in me un abisso senza fondo. E chi credi che scenda in questo abisso del cuore, chi credi che lo venga ad abitare? Per chi credi che si apra un cuore di carne dopo che è stato faccia a faccia con Dio? Fausto: Dio apre il nostro cuore nella preghiera, perché lasciamo entrare l’uomo, al cui servizio tu ti dedichi. Non un uomo astratto. Non un’umanità sen­za nome, ma degli uomini come te che hanno l’ardire di comunicare, di ferire, di gridare, di farsi carico del­le moltitudini.

A che serve la contemplazione se non a farci ingi­nocchiare davanti all’uomo?».

A volte non so più cosa inventare per fare breccia nel cuore dell’uomo. Ecco perché insisto nel dire che voi siete donne: avete l’istinto della vita, l’attaccamen­to ad essa in una forma materna, che è unica. Solo voi avete un grembo! Non ce l’hanno né i capi di Stato, né papi, né preti. Lo volete capire? Ed allora certe sensazioni per la vita in pericolo sul pianeta potete sperimentarle solo voi.

Se uno ama sul serio non ce la fa a contenere lo Spirito. Prendiamo Gesù di Nazareth: deve aver accumulato tanta passione per l’uomo, che, alla fine, ha affrontato tutto, anche la croce, pur di buttare fuori quello che aveva dentro. Deve essere passato attraverso un martirio interiore nei giorni dell’attesa. Essere fedele alle stagioni del Padre; calarsi nel tempo degli uomini; crescere piano piano; educarsi alla pazienza della storia. Qualche cosa del genere sta capitando a me. Fremo dalla voglia di comunicare quanto Dio ci vuol bene. Poi ho a che fare con l’istituzione … Te lo immagini un Cristo pompiere? Me la prendo con le istituzioni, perché so che potrebbero fare tanto per l’uomo. Anche i popoli sono diventati orfani. Non hanno sicurezze. E le cercano. Nelle sorgenti inquinate degli imperi. Ma voi, vi sentite «madri» anche dei popoli?

Chi è della razza del Cristo, gli scorre nel sangue questo amore universale, per il quale sente che tutti gli uomini gli sono consanguinei. Abbiamo bisogno d’una invasione dello Spirito per superare i ghetti e le barriere innalzate da coloro che danno più importanza ai sabati e ai templi, che agli uomini in carne ed ossa. Oh se nascesse una rivolta nella chiesa, non di chiacchiere, ma di opere concrete! Per esempio: «Ecco: noi crediamo che non ci spetti più di tanto; facciamo i conti in piazza di quello che ci è lecito spendere, consumare, inquinare. Diamo l’esempio per indurre tutti quanti ad ammettere che è possibile essere uomini e non lupi!». Cosa aspettiamo a sfidare i grandi con cose piccole come i sassi della fionda di Davide?

Insomma: io voglio una fede degna della stoffa del Cristo: quella che sposta le montagne. Non riesco a accettare supinamente che venga svilita, ridotta ad un pietismo, ad un sacramentalismo festivo.

Il Cristo è un uomo con le braghe. La storia ce lo ha sfregiato. Lui non aspetta, ma prende l’iniziativa: previene. Dove lo trovi un uomo così?

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Tag libero : la felicità è quella cosa semplice e piumata…

Tag libero : la felicità è quella cosa semplice e piumata…

cicogna

Ho pensato a quale poteva essere il mio contributo alla felicità, a cosa mi faceva venire in mente la parola felicità.

La felicità è come una piuma
Che il vento porta in aria
Vola lieve
Ma ha una vita breve
è necessario ci sia vento senza fine

Vinicius De Moraes

Felicità è quella cosa semplice e piumata… che ci sorprende in un istante poi come piuma vola via…

se mettessimo insieme tutte le nostre piume… forse si alzerebbe in volo un uccello di nome Felicità …

Ecco le mie piume di felicità, quali sono le vostre?

Qual è il vostro contributo alla Felicità?

1) essere nel cuore di chi mi ama anche se si è lontani

2) poter vedere o sentire il sorriso di chi amo

3) gioire della felicità e del successo degli amici

4) provare gratitudine per il dono della vita e vivere, onorando il mondo e soprattutto i suoi figli

5) gioire della bellezza del mondo, di un fiore, di un albero, di una vita…

6) poter sognare, sempre e comunque, anche quando ti dicono che non serve a niente e non vale la pena

7) saper perdonare e comprendere che l’amore è qualcosa che va Oltre, oltre ogni ragione, ogni logica,  e persino oltre me stessa

8) saper fare scorta dei momenti belli e poterli ricordare sempre

9) sentirsi liberi anche quando ci si sente in gabbia o impotenti o depressi

10) essere qui e ora nel mio quadratino che è il mio posto nel mondo

11) essere me stessa, amarmi e ad amare gli altri in modo incondizionato

12) fare di me un dono per gli altri per ciò che sono e per ciò che posso

13) accogliere con gentilezza l’Altro come un arricchimento della mia vita

(le mie piume sono numerate per praticità ma senza un ordine di preferenza)

Aspetto le vostre piume!

Questo è un tag come gli altri, potete riproporlo nei vostri blog se vi piace e se volete contribuire alla Felicità… le regole le decidete voi… perchè la Felicità è sempre fuori dagli schemi!!!

(foto di Blickpixel)

In evidenza

Argilla e poesia – Clay and poetry

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Argilla e Poesia

Tu separi i petali dal fango per pulirli,

io separo le parole dalle emozioni per lavarle,

brilla il fango al sole,

grigio azzurro d’argilla,

i petali caduti non torneranno fiore

e tu non hai abbastanza mani per raccoglierli,

tu ti sciogli in un pianto per i petali,

io sciolgo in poesia le emozioni per lasciarle andare,

i petali si sollevano in aria

nel dorato pulviscolo

e poi ricadono nel fango,

grigia azzurra argilla del tuo cuore,

impasto di niente di questa mia poesia

§§§

Clay and Poetry

You separate petals from the mud to clean them,

I separate words from emotions to wash them,

mud is shining in the sun,

Grey light blue,

Fallen petals will not return flowers

And you do not have enough hands to pick them up,

You loose in a weeping for the petals,

I meld in poetry the emotions to let them go,

The petals lift into the air In a golden dust

And then they fall again into the mud,

Grey light blue clay of your heart,

Mixture of nothing of this my poem

Disegnami la mappa delle tue stelle (di Alexandra )

Troppo bella questa poesia di Alexandra:
“disegnami la mappa delle tue stelle:
le mie mani, come rondini indomite,
cercano il tuo Sud.”

intempestivoviandante's Blog

Portami la musica al corpo,
raccontami i silenzi nelle dita,
un lento adagio, la carne nelle note;
con spinosa tenerezza scioglimi
di pioggia calda sulla schiena,
parlami dell’acqua, di come lentamente
prende la forma d’ogni spiraglio
imbevendo la mia terra a poco a poco
per poi travolgerla, cingerla d’alte onde
un vortice tra cavalcata e danza,
a ritmo di flamenco.
Mi guarderai tremarti tra le braccia?
Come la cetra dell’aedo mi risuona
nelle vene il tuo sorriso in volo.
Ti sento come l’aria che rabbrividisce appena,
mentre la sera si dischiude, ancora spettinata.
Sogno le improvvisazioni jazz delle tue mani
mille volte viste e mai avute addosso,
luce di fiume oscuro, luna crepitante,
la pelle in cerca di respiro, il ventre nudo
che accoglie l’universo e s’inebria
del fiore primordiale della vita,
un magnifico blues sui petali caduti
del mio inutile pudore.
Attraversami, dolce straniero,
come attraversa il fiume il…

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Ti prego, innamorati!

Ti prego, innamorati!

Innamorati di un gatto, di un cane, di una stella, di un sogno, di un’idea, di un progetto, di una persona, di un paese, di una montagna, di un fiore, di un sorriso, innamorati di te, innamorati della vita.

Perché innamorarsi restituisce dignità al vivere, perché innamorarsi fa vedere ogni colore, fa gustare ogni sapore, fa sentire le stelle e fa scrivere poesie, perché innamorarsi è la vita che scorre forte nelle vene, è la vita che ci porta via con sé, in un ballo, in un turbine, in un canto…

Ti prego, innamorati!

ASSETATI DI VITA di Fausto Corsetti

ASSETATI DI VITA
di Fausto Corsetti
L’attesa è l’abilità di riconoscere la completezza nel dettaglio e, stupiti, provarne intima riconoscenza. Accade, talvolta, di non vedere nulla o nessuno che desti attenzione, di non avvertire più alcun interesse, di non provare dentro più alcuna passione, di non coltivare più alcuna curiosità, di non assecondare più alcuna sfida, di non lasciarsi sedurre più da alcun sogno.
Tutto appare già sufficientemente noto, sperimentato, appreso, accaduto. Soltanto il “dovere” o un radicato “senso di responsabilità” sembra dare senso a giornate diventate troppo uguali o scontate.
La prova o anche, per altre ragioni, l’appagamento riescono, troppo spesso, a soffocare il desiderio di cercare, di inseguire, di costruire, di sognare, di incontrare, di imparare. Allora il desiderio diventa nostalgia, il sogno illusione, il futuro disincanto, il presente fatica, la vita sopravvivenza.
Senza attesa, senza trepidazione, senza incertezze, senza bisogni non solo non c’è futuro, ma nemmeno presente.
Soltanto la sete e il bisogno rendono possibile il cammino, la ricerca, la passione, il desiderio.
Un poeta appagato dalla vita potrebbe mai abbandonarsi davanti al foglio bianco?
Un pittore nauseato dalla realtà potrebbe mai dare vita ai colori?
Potrebbe mai raccontare qualcosa di nuovo la penna di uno scrittore incapace di andare oltre le apparenze dei fatti e dei sentimenti?
Potrebbe mai inseguire la persona amata colui che rimane concentrato su di sé e sulle proprie aspettative?
La sete è la vera guida della nostra esistenza: insegna al fiore a trattenere la rugiada della notte; muove i passi degli animali alla spasmodica ricerca di lontane pozze d’acqua; spinge l’uomo a chiedere.
Dove c’è sazietà non vi è slancio, dove c’è appagamento non vi è cammino. Se non c’è inquietudine non vi è desiderio e tanto meno voglia di vivere. La sete, la sete di trovare pace, di ricevere tenerezza, di donare amore, di portare gioia, indica che non si è ancora arrivati, non si è ancora trovato, non si è ancora ricevuto, non si è ancora donato.
La sete è incompiutezza, ma resta almeno una buona ragione… per vivere. Solo la sete permette a due amanti di ritrovarsi a sera con la stessa trepidazione, sorpresa, attesa del primo incontro. Solo la sete consente di vivere questa nostra esistenza come un grande dono, come una incessante attesa, come una raccolta mai completata di frammenti che lasciano presagire la Completezza.
ASSETATI DI VITA
di Fausto Corsetti

E TUTTO E’ BUIO.

Celeste è un angelo che ha scoperto le sue ali e ora ha deciso di usarle…

La Ragazza Cubica

..e tutto è buio. Una stanza, un letto, una parete vuota e tu. FORSE tu. Perchè, in fondo, non sai pienamente se tu ci sei in quel momento, in mezzo a tutto quel vuoto. Sei perso in mezzo a mille pensieri, sono così tanti che è come se non pensassi a nulla. Le domande sono troppe e le risposte troppo poche. Ti chiedi chi sei, non capisci cosa hai esattamente di sbagliato, nulla ti piace di te e non importa cosa dicono e pensano gli altri, perchè sei sottoposta alla sentenza del più critico, preparato, viscido e stronzo giudice: te stessa. Arrivi a pretendere così tanto dalla tua anima e dal tuo corpo che non ricevi più nulla. Vuoi essere il massimo per la tua famiglia e non vuoi deludere le aspettative di nesssuno, ma finisci per deludere tutti. Te stessa, in primis; ed è così che ti trovi qui…

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Come si fa a portare in tasca una rosa?(di Dina)

rosa-2.jpg

… Come si fa a portare in tasca una rosa?

Capita che le spine pungano ed il ricordo, faccia sanguinare.

Talvolta sfiorando con le dita la delicatezza dei petali, il cuore, si,veste di morbidezza.

Aspirarne il profumo, aromatizza il ricordo.

Ammirarne il colore, tingerà di amore il nostro vissuto….

Dina https://emozioni759.wordpress.com/

grazie Dina

Tu sei Figlio della tua Vita

Il tuo profumo è quello di una rosa che si apre di notte,

il tuo canto è il vento che agita lievi le foglie,

i tuoi occhi sono approdo di stelle,

il tuo mistero è una montagna di boschi inesplorati,

i tuoi fianchi sono le rive di un fiume impetuoso,

il tuo volo è quello libero del falco,

la tua voce è il silenzio puro della luna.

Sì, davvero.

Tu sei figlio della tua Vita,

di tutta questa vita

che ti reclama con forza,

di tutta questa Vita

che ti chiama,

prepotente,

a vivere…

Dopo 24 anni di attesa, ho pubblicato Appunti di Giovinezza in formato e-book

Appunti di Giovinezza: un romanzo di Antonella Marinetti:

appunti di solitudine e di amore, di illusioni e disillusioni: il viaggio di Eva dall’adolescenza all’età adulta sul filo della musica di Paolo Conte

Eva, giovane immatura adolescente, attraverso l’incontro con Jonathan, inizia un lungo e difficile percorso alla scoperta di se stessa. Jonathan diventa per Eva lo specchio e l’espressione della realtà di una persona che vive in conflitto con se stessa, che ha già la percezione di essere diversa e che però non ha ancora la maturità sufficiente per accettare ed esternare questa sua essenza profonda e complessa. Jonathan è quello che Eva sta cercando, rappresenta la sua aspirazione, tutto il senso della sua vita, le sue incertezze, le sue inquietudini, i suoi ideali e i suoi sogni. L’arte della musica, unico scopo della vita di Jonathan, perseguita con tanta tenacia e passione, servirà da esempio a Eva per accettare ed incanalare la sua vera inclinazione, cioè l’arte dello scrivere. Dopo un viaggio in Finlandia Eva riesce a trovare la dimensione adulta, riuscendo a controllare le sue emozioni, tenta di ristabilire i rapporti interpersonali con le persone di un tempo ma finalmente si rende conto della sua superiorità, del suo essere sola e del suo ardente desiderio di trasferire le proprie emozioni attraverso l’arte di scrivere ed ecco che “tutti gli appunti della sua giovinezza” possono essere trasferiti e proiettati all’esterno attraverso la narrazione.

Puoi leggere qui un’anteprima:

http://amzn.eu/d8f1bug

il mio ebook Appunti di Giovinezza è disponibile al prezzo di 0 Euro su amazon kindle store, apple ibook store, bookrepublic.it, casadellibro.com, ebook.it, hoepli.it, ibs.it, ilgiardinodeilibri.it, kobobooks.com, libreriaebook.it, omniabuk.com, stores.streetlib.com, unilibro.it, webster.it

Buona domenica in radio da Dora Millaci

Ringrazio Dora per aver letto con la sua dolcissima voce una mia poesia durante il suo programma radiofonico che vi invito caldamente a seguire. Grazie Dora per questo regalo 🙂

Il Mondo di Dora Millaci

Buongiorno amici, vi aspetto più tardi per una nuova puntata di RADIO UNA VOCE PER UN AIUTO. Tra le notizie di oggi: sclerosi multipla e le piantine aromatiche in piazza, donazione sangue, conoscere comprendere e vivere l’autismo, presentazione libro di Sabrina Servucci “Punto di ConTatto” e altro ancora.

Come sempre dopo la diretta la puntata resta registrata sul portale, sul mio canale Youtube, sul mio sito (https://newsdoramillaci.wordpress.com/) e domani sarà riproposta da Radio Handy Channel 2.0.

Ma adesso un sorriso a tutti ^_^

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Fingendo con me stessa

Dicesti tornerò.

Io finsi di crederti,

le tue parole erano di chi avrebbe voluto essere un altro

ma sa che non potrà mai esserlo,

finsi di credere a quel ragazzo buono

che volevi essere,

finsi di credere ai tuoi occhi dolci

e alle tue parole delicate,

finsi così tanto

che alla fine io ti credetti per davvero,

e restai,

da sola,

ad aspettarti

fingendo con me stessa

 

Il cuore di un giardiniere di Trapunta zero

Il cuore di un giardiniere di Trapunta zero

Trapunta zero

al Giardiniere chiedo un cuore piccolo che sappia infilarsi ovunque, un cuore delicato che sappia guidare senza ferire, un cuore tenero che sappia accogliere, un cuore forte che sappia resistere, un cuore grande che sappia coprire, un cuore onesto che sappia combattere, un cuore chiaro che sappia vedere, un cuore vivo che sappia vibrare, un cuore lucido che sappia distinguere, un cuore generoso che sappia donare, un cuore umile che sappia imparare, un cuore buffo che sappia sorridere, un cuore empatico che sappia comprendere e tanta pioggia e tanto sole, perchè ogni seme possa germogliare nel Suo Giardino.

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Il tuo posto nel mondo è qui e ora

Il tuo posto nel mondo

è qui e ora

è ciò che costruisci con le tue mani,

con la tua intelligenza,

con il tuo cuore;

il tuo posto nel mondo

sono i legami che stabilisci,

il tuo posto nel mondo è l’amore che dai

e che ti viene restituito;

il tuo posto nel mondo

è la bellezza del tuo sorriso,

è la gentilezza delle tue azioni,

è la tenerezza delle tue parole;

il tuo posto del mondo

è qui e ora

La vita non è male (E. Finardi )

Certe volte mi vien voglia di farla finita
che oramai non mi rimanga più che una via di uscita
quando mi sembra di aver fatto di tutto
ma che non ci sia più fiato per finir la partita

La vita fa male

Quando ti senti cascare le mani
e sembra sempre più lontano il domani
quando aspetti delle ore sono solo minuti
e i sogni del passato sono tutti svaniti

La vita fa male

Le cose sembran che diventin peggio ogni giorno
che sian saltati i ponti sulla via del ritorno
quando tutti i tuoi amici sono morti o cambiati
e le loro vite sembran tutte bruciate

La vita fa male

E poi arriva chi ti dice: “Va tutto bene
fai finta di niente che al giorno d’oggi conviene
ruba tutto ciò che vuoi se no se lo prendon gli altri
non conta il mezzo ma ciò che riesce a darti.”

La vita fa male

Ma io mi sento oramai così stanco
mi sembra che il mondo mi sfugga di fianco
e anche un futuro con poche pretese
chissà forse adesso capisco Pavese

La vita fa male

Ma poi ci sono le giornate di sole
le lacrime agli occhi per un tramonto banale
senso di pace di fare il proprio dovere
di giochi con i figli e insegnar loro a sognare

La vita non è male

Eugenio Finardi

https://youtu.be/3P-JCMxHapU

Tag : libera il tuo alfabeto d’amore

tag alfabeto

Le parole sono doni d’amore e scrivere non è che un altro modo d’amare,

si scrive amando e si ama scrivendo, ecco il mio alfabeto, qual è il vostro?

Questo è semplice ed essenziale ma l’alfabeto dell’amore non conosce limiti o limitazioni, dunque a voi massima libertà nel creare il vostro alfabeto d’amore personale, potete usare qualsiasi tipo di alfabeto oppure inventarlo! Possono essere poesie, nomi dei vostri cari, oppure immagini o quello che volete.

Se volete potete seguire le solite regole dei tag oppure nessuna regola, siete benvenuti, grazie!

a ammirazione

b benedizione

c cura

d dedizione

e esserci

f fiorire

g gioia

h home page

i illuminare

l libertà

m musica

n nutrimento

o onorare

p preghiera

q qui

r rispetto

s sorriso

t tenerezza

u universo

v viaggio

z zolla

(la foto è di Rawpixel)

Grazie Carla : Antonella stai con noi!

 

E grazie Carla di cuore, e grazie a tutti gli amici del blog che sempre mi dimostrate attenzione e stima 🙂

carlartestyle

Antonella perdonami ma questo è l’unico mezzo che ho per parlarti, quindi ti scrivo pubblicamente come tu hai fatto con tutti noi, con il tuo gran cuore. Questo blog mi ha dato la possibilità di conoscere persone vere, creative, umane e soprattutto umili, ciò che non esiste in altri social. In questa lettera esprimi ciò che il tuo cuore ti sta dettando, ma ora è un cuore pesante, deluso, non lasciarti andare, trasportare via, passa tutto, con il tempo, devi solo avere fiducia in te stessa, pazienza, e vedrai che il sole arriva, per tutti! Ascolta i tuoi amici e resta qui con noi, anche se siamo virtuali. Io ho ricevuto molto da voi, sai cosa? “. Il “Calore” , e questo ti assicuro che spesso anche chi ti è più vicino non può dartelo…Sei autentica e bella, quindi Vivi e Divertiti, sempre!!!! SIAMO CON TE.

“Amici virtuali, grazie per…

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Il sogno di una volpina blu

Ti ero così vicina che avrei potuto sfiorare la tua mano, o dare una leggera carezza al tuo viso, oppure forse anche rubarti un bacio, invece …

sono restata a guardarti trattenendo il fiato per non disturbarti, avrei voluto avvicinarmi fino a sentire il battito dell’universo dentro al tuo cuore, o annusare il sapore della vita nel tuo odore, invece ti ho solo guardato, indaffarato come eri, a riporre le tue cose nel tuo zaino, eri talmente assorto e concentrato che pareva che il tuo corpo fosse lì ma che tu fossi lontanissimo anni luce con la mente, e poi senza neppure alzare lo sguardo  sei corso via con quel tuo passo rapido e furtivo da volpe … e io sono restata a chiedermi perché…

perché mi sentissi così, piccola e annientata, con quel senso di vertigine come se si fosse aperta una voragine nel pavimento

perché avessi  quel senso di essere stata appena investita da un’intera orchestra sinfonica…

sono rimasta a chiedermi perché avevo camminato incontro a te fino a quel momento, perché avevo viaggiato così a lungo solo per poterti incontrare e subito dopo perderti

e sono rimasta a chiedermi perché se sapevo che quella sarebbe  stata l’unica possibilità che mai più avrei avuto di vederti, non avrei comunque fatto niente per disturbarti, se non ammirarti nel segreto silenzio della mia felicità.

E sì, io ti ero così vicina che avrei potuto sfiorare la tua mano o rubarti un bacio, ma tu Figlio sei corso via con il tuo passo rapido e furtivo di volpe che a me è rimasto il sogno di te… di una volpina blu…

 

Di tutto questo amore (grazie a tutti gli amici che oggi mi sono stati vicini)

Di tutto questo amore

cosa farò?

Io te lo regalo,

Amore,

tutto questo amore è tuo.

Di tutto questo amore

io ne farò umile lampada

per illuminare la tua via,

io ne farò superba stella

perché tu non possa smarrirti,

io ne farò potente faro in tutte le tempeste

che attraverserai,

io ne farò infinito sogno

perché tu non possa mai rinunciare a sperare,

io ne farò semplice poesia

perché ti sorprenda con le piccole cose,

io ne farò nuovo fiore

per farti apprezzare la bellezza della vita,

io ne farò incanto e magia

perché tu possa innamorarti ancora,

io ne farò un ardito ponte

che ti porti ad incontrare altri universi,

di tutto questo amore io ne farò

Amore

dentro al tuo cuore

perché tu un giorno possa

regalarlo al mondo

Mi impegno per restare

Le emozioni mi hanno travolto e io non sono riuscita a fermarle.

Ho buttato giu’ i miei pensieri come li avevo dentro. 

Mi impegno per restare.

se non riesco a farlo ora, a scrivere a ognuno di voi, che siete amici splendidi, e’ solo perche’ ora ho troppe emozioni e anche lacrime

per ora vi ringrazio e vi abbraccio tutti con il cuore

e ora vi dico

Grazie Amici,

Voi non siete virtuali 

Voi siete veri!

Voi siete meravigliosi!

Con le vostre anime, le vostre vite, i vostri pensieri, i vostri sorrisi, i vostri cuori

♥♥♥

Antonella

Grazie di cuore, cari amici virtuali

Cari amici virtuali,

grazie per avermi tenuto buona compagnia,

grazie per avermi mostrato amicizia,

grazie per i commenti stupendi che mi regalate.

GRAZIE DI CUORE

Sono stanca.

Credevo che la vita fosse un impegno a dare e qualche volta a ricevere. Soprattutto a dare.

Ma non è così, le esperienze e le delusioni passate mi stanno insegnando che la vita è tutta una perdita, è tutto un lasciare andare…

Sono stanca di scrivere le mie poesie e sono stanca di piangere da sola dietro lo schermo del pc o dietro a un cellulare quando ricevo i vostri graditi e amabilissimi commenti.

Sono stanca del mio dolore.

Ecco io lascio andare.

Lasciar andare sembra essere la vera finalità della nostra vita, io credevo fosse impegnarsi, fosse provarci a dire per sempre, per sempre a un amore, per sempre a un figlio, a un fratello, a un nipote, a un genitore, a un amico. Ho imparato dolorosamente che la Vita è perdita.

lascio andare il lavoro dal quale sarò licenziata

lascio andare l’amore che se ne è andato

lascio andare l’amore invisibile e sprecato

lascio andare il figlio che non è voluto restare

lascio andare il figlio immaginario

lascio andare il mio dolore

lascio andare le mie poesie

lascio andare i miei pensieri

lascio andare le mie notti insonni

lascio andare la mia scrittura

lascio andare me stessa

lascio andare alla deriva e alla sua naturale fine anche il blog, fine che avverrà tra un anno, circa. Lo so c’è ancora tempo, ma preferisco essere onesta con voi e spiegare ciò che avverrà, così siete preparati.

Lo spazio gratuito che WP mi ha reso disponibile gratuitamente si sta esaurendo, tutti i prossimi articoli sono programmati, fino all’esaurimento totale dello spazio, non ci sarà un ioinviaggio2, per cui arriverà un giorno che questo blog finirà come tutti i fatti della vita. Non so ancora se disabiliterò i commenti, per onestà vi informo di questa mia decisione, penso di continuare comunque a seguirvi se sarà vostro desiderio.

Io credevo molto nell’amicizia. Molto.

L’ho molto desiderata, cercata.

Per me l’amicizia è l’immagine di me e una mia amica, a 16 anni, a stare insieme a parlare di tutto o di niente, oppure rimanere in silenzio oppure ridere per un nulla, oppure piangere o trascorrere interi pomeriggi insieme.

Lo so che la vita è tutta diversa.

Ma io vorrei un’amicizia che non sia virtuale, vorrei un amico da guardare in viso con cui sorridere o piangere e magari scambiarci un abbraccio, ma non virtuale che alla fine io piango o rido dietro i tasti di un cellulare o dietro lo schermo di un pc … e così vorrei un figlio vero da accarezzare e da guardare e non uno da immaginare o da sognare…

Lascio andare le lacrime, i sorrisi, le speranze, le stelle… tutto

Infine per salutarvi ( vi saluto ora e non alla fine dello spazio del blog) prendo in prestito questi versi da https://danilocristianrunfolo.wordpress.com/2017/05/10/giocare-col-tempo/

solo chi torna ha capito la strada; perché ciò che torna è appena rinato.”

Ciao e GRAZIE di cuore,

sinceramente

Antonella

Incontro con Calligrafie d’Anima

Primo incontro di Phlomis con Susanna di https://mutazionidelsilenzio.wordpress.com/ in occasione della mostra  Come la fotografia incontra la scrittura a Morro d’Alba (AN) 7-8 maggio 2016.

Susanna presentava le sue Calligrafie d’Anima.

https://mutazionidelsilenzio.wordpress.com/2016/05/11/calligrafie-danima/

 

Il cavallo gentile di Trebbana

Un gentile cavallo vi accoglie alla chiesa e al monastero di San Michele a Trebbana, sull’appenino tosco-romagnolo, tra Marradi e Tredozio. Attualmente Trebbana è ritornata completamente fruibile, restaurata e attrezzata per escursioni e punto di ristoro in ogni stagione dell’anno, è sempre aperta alla più frugale accoglienza.
In un clima di pace  assoluta e in un contesto naturale altamente suggestivo, l’eremo funziona come centro di ospitalità con possibilità di pernottamento e uso cucina. La notte offre uno spettacolare cielo stellato. Un luogo di intensa spiritualità.

Un gentile cavallo vi accoglierà insieme all’eremita-scultore Luca Ceroni con il quale ho avuto occasione di parlare sulla sua esperienza di silenzio contemplativo a Trebbana e della sua rinascita.

(foto giugno 2016)

qui la storia di Luca :

http://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/eremiti-1.2527290

e potete trovarlo qui:

https://www.facebook.com/luca.ceroni

 

Due date importanti

Tra i giorni più belli della mia vita ricordo:

il 16 gennaio 2013 quando è nato mio nipote e l’ho potuto tenere in braccio per la prima volta e respirarlo e avvertire tutta la sua forza e la sua bellezza di essere meraviglioso e unico.

e poi il 28 maggio 2015 quando ho incontrato per la prima unica e ultima volta un figlio putativo, di pensiero, un figlio autistico.

Simili sensazioni per entrambi.

Emozioni che mi fanno salire le lacrime agli occhi e traboccare il cuore di infinito amore.

Per queste due persone ho un amore molto simile, fatto di tenerezza, e quando penso all’uno non posso fare a meno di pensare anche all’altro.

Perché senza saperlo essi mi hanno regalato l’amore puro e innocente.

Occhi puliti e un cuore trasparente.

Grazie

What is Autism Awareness?

Sorgente: What is Autism Awareness?

“Voglio che mia figlia possa essere in grado di vivere la vita che desidera”

Parla Emma, la mamma di una bambina autistica, e ci spiega cosa è per lei la settimana sulla consapevolezza dell’autismo:

“Che cosa è la settimana della consapevolezza dell’autismo?
La maggior parte delle persone ha sentito parlare di autismo, quindi non siamo riusciti a sensibilizzare a riguardo dell’autismo?
Alcuni potrebbero obiettare sì, io non sono d’accordo. Cosa è la consapevolezza dell’autismo?

Consapevolezza dell’autismo per me significa raggiungere la consapevolezza della condizione e di cosa essa significa.
Quindi si tratta comprensione piuttosto che di consapevolezza?
(Anche se settimana della comprensione autistica non suona tanto bene!)

Io cerco di sensibilizzare l’opinione pubblica per aiutare mia figlia ad essere accettata.
Così è la consapevolezza, accettazione?
Dovrebbe essere autismo accettazione settimana?

Si tratta di un insieme di cose.
Mi sforzo di sensibilizzare l’opinione pubblica in modo che autismo venga compreso e accettato.

In un mondo in cui tutti conoscono la parola autismo, perché non viene accettato?
Soprattutto perché non lo si capisce.
Se ci imbattiamo in qualcosa che non capiamo noi non ci crediamo. É la natura umana.
L’impegno di questa settimana è di educare le persone con le nozioni di base sull’autismo, nella speranza che vorranno saperne di più.
E che imparando di più, cominceranno a capire, e attraverso la comprensione cominceranno ad accettare.

Allora, qual è la consapevolezza settimana tutto su?
É l’occasione per spiegare i comportamenti unici dei nostri figli?
É l’occasione per spiegare perché il nostro bambino può avere un meltdown in pubblico?
Serve per educare il pubblico che commenta la nostra genitorialità o il comportamento del bambino?

Se descrivo la nostra vita quotidiana, il buono e il cattivo, per una settimana ti farà diventare consapevole dell’autismo?
Se
faccio una lista dei possibili sintomi di autismo ciò ti renderà più consapevole?
É estremamente difficile aumentare la consapevolezza dell’Autismo a causa dell’unicità della condizione.
Ogni singola persona con autismo è divers
a.
L’autismo
copre uno spettro enorme di condizioni che variano sensibilmente.
L’obiettivo della settimana è quello di promuovere l’autismo attraverso la comprensione, per
raggiungere l’accettazione.

Voglio che mia figlia sia felice.
Che stia bene nella propria pelle.
Voglio poter dire che lei ha l’autismo e non vergognarmi.
P
oter abbracciare i suoi tratti unici e goderne.
Voglio che lei sia in grado di vivere la vita che desidera per se stessa.
Tutto questo può essere raggiunto solo attraverso l’aumento
della consapevolezza sull’Autismo.

Mio figlia non è invisibile.
Mio figli
a non ha un aspetto autistico.
La mia bambina non è una bambina viziata che fa un capriccio perché non può ottenere una cosa.
Il mio bambino non sarà curat
a se venisse a vivere con te per una settimana.
Mi
a figlia non smette di avere un meltdown con uno schiaffo.
La mia bambina non mi tiene sveglia tutta la notte perché è cattiva.
Mio figli
a ha una disabilità neurologica e di sviluppo che dura tutta la vita, chiamato autismo, che colpisce il modo in cui lei si comunica e si confronta con gli altri e come mia figlia sperimenta il mondo intorno a lei.

Lei è unica, e aumentando la consapevolezza sull’autismo, lei sarà accettata e le sue differenze apprezzate.”

An Open Letter from an Autistic Child in Meltdown, Written by an Autistic Adult Who Still Melts Down From Time to Time

Una lettera aperta da un bambino in un meltdown, scritta da un adulto che ha ancora meltdowns

Per chi è preoccupato,

Grazie per essere preoccupato; significa che ti importa di me e della mia famiglia. Ma ho notato che non capisci cosa sta succedendo, così voglio farti sapere perché faccio queste cose che ti ha preoccupano.

Sono probabilmente …
1. sono forte (o forse troppo tranquillo).
2. sto cercando di nascondermi
3. sto scappando via scappare.
4. Mi muovo in modi che ti sembrano poco familiari
5. mi comporto in modi che tu non capisci.

Io non sto …
1. non mi sto comportando male.
2. non sto cercando di dare fastidio.
3. non sono viziato.
4. non sono cresciuto male.
5. non sono un criminale.

Sono autistico e ciò significa che …
1. Lotto per soddisfare le mie necessità
2. sono sopraffatto da troppi input sensoriale o emozionali.
3. mi sento impotente in un mondo spaventoso e caotico.
4. sono in un momento difficile con l’ autoregolazione emotiva e la cura di me.
5. ho bisogno della tua comprensione e accettazione.

Vorrei che tu non giudicassi me o i miei genitori con severità in questo momento perché …
1. Sto avendo un momento davvero difficile e avrò bisogno di un sacco di tempo di recupero dopo.
2. I Meltdowns sono dolorosi e imbarazzanti per me, anche se tu non lo vedi.
3. I miei genitori sono brave persone che cercano di aiutarmi al meglio possibile.
4. Non hai idea di quanto sia difficile provare e cercare di fare bene ogni giorno.
5. Io e la mia famiglia proviamo insieme a evitare tutte queste sensazioni davvero negative per le quali io mi stresso.

Potresti aiutarmi meglio in questo modo …
1. Non fissare me o la mia famiglia; ci sentiamo già abbastanza male.
2. Non toccarmi; sto già cercando di far fronte a così tante cose e il tuo tocco è troppo.
3. Non fare brutti commenti a noi o ad altre persone in nostra presenza.
4. Aiuta me e la mia famiglia a muoversi in sicurezza in un luogo più tranquillo, se possibile.
5. mostrati compassionevoli con tutti noi per il duro momento che stiamo vivendo.

Se si vuole evitare che ciò accada di nuovo …
1. Imparare a riconoscere i miei segnali di stress e aiutami a uscire da situazioni difficili.
2. Non pensare di fare un azione di prevenzione allo stress come per esempio “coccolandomi” ma piuttosto dammi la cura necessarie.
3. Lasciami adattare alle nuove situazioni al mio ritmo, anche quando ciò ti appare dolorosamente lento.
4. Non me sovra-espormi a stress, pensando che io possa abituarmi ad esso
5. Sii disposto a cambiare i suoni e le luci o numero di persone per aiutarmi a sentire più sicuro.

Se ti faccio un sacco di domande …
1. Io non sto cercando di infastidirti; ti prega di ascoltarmi, anche se ripeto la stessa domanda più volte.
2. E ‘ancora più importante ascoltare quando è la stessa domanda è ripetuta più volte.
3. Le mie domande mi servono a capire il mondo e a sentirmi al sicuro. Aiutami con questo.
4. Porre molte domande può significare che sono impaziente, ma può anche essere un segno di stress; impara a distinguere.
5. Sentirmi ignorato quando pongo domande possono portarmi ad un alto livello di stress fino ad un meltdown.

Quando io ho un meltdown o comunque devo lottare per regolarmi al tuo evento …
1. non significa che io non ti voglio bene. Posso volerti un sacco di bene ma ancora io non sono in grado di mantenere il controllo.
2. Ciò non significa che non voglio venire. Posso venire sopraffatto facendo le cose che mi piacciono davvero.
3. Ciò non significa che non sono grato di essere lì. Meltdown è così forte che prende il sopravvento per un po ‘.
4. Ciò non significa che io non voglio tornare. Forse quando ci sono meno persone?
5. Non volevo rovinare il tuo evento. Cerca di non fare sentire me o la mia famiglia male a questo proposito.

Si potrebbe pensare che sono abbastanza grande per essere in grado di controllare “questo tipo di comportamento”, ma …
1. Il mio sistema nervoso si è sviluppato con un calendario diverso da altre persone della mia età.
2. Una meltdown è come un sequestro o come vomitare: la forza di volontà e la disciplina non lo impediscono.
3. Se io sono un adolescente o un adulto, per favore non chiamarmi bambino o ragazzo perché ho ancora Meltdown.
4. Mi sento malissimo durante e per lungo tempo dopoil meltdown; se potessi smettere, lo farei.
5. Essere in grado di fare qualcosa di diverso “oltre i miei anni” non cambia il mio sistema nervoso.

Quando la gente giudica me e la mia famiglia perché ho meltdowns, io mi sento …
1. mi sento un peso (e che è una sensazione orribile che spero tu non possa mai provare)
2. mi vergogno di me e delle cose al di fuori del mio controllo.
3. sono spaventato di poter essere una persona cattiva che fa male gli altri.
4. sono triste e arrabbiato che faccio fatica a lottare con un mondo che è così difficile e spietato.
5. mi sembra che nessuno capisca quanto sia difficile per me di essere una buona, persona adulta.

Grazie per avermi ascoltato e per cercare di mostrare più comprensione, accettazione, e disponibilità. So che avete paura di fare o dire qualcosa di sbagliato, ma il fatto che ti senti in questo modo è un buon segno. Vuol dire che stai cercando di essere gentile e disponibile e le vostre intenzioni faranno un lungo cammino. Insieme alla tua sensazione di fare la cosa giusta, cerca di informarti maggiormente sull’autismo – soprattutto attraverso la lettura delle parole di persone autistiche che vivono questa realtà ogni giorno della loro vita. Quanto più tu impari, più tranquillo sarai la prossima volta che vedrai qualcuno avere un meltdown.

Soprattutto, assumi le migliori intenzioni e gli sforzi più forti da parte mia e da parte della mia famiglia, dagli amici e dagli altri che sono con me. Segui le mie indicazioni e, quando sono troppo stressato per aiutarti ad aiutarmi, segui l’esempio di coloro che mi conosce meglio. Quando mi aiuti a far fronte a un meltdown e quando contribuisci a creare un ambiente che mi aiuta a evitarlo, tu stai aiutando a costruire un mondo più gentile dove ci sia spazio per tutti, non importa che tipo di menti essi hanno. Questa è una grande cosa stai facendo e si dovresti essere contento di essere parte di qualcosa di così grande e pieno d’amore.
1. Grazie per riconoscere il mio valore
2. Grazie per essere una persona di valore
3. Grazie per prenderti cura di persone autistiche
4. Grazie per prenderti cura di me,
5. Grazie
da un disorientato e completamente stressato autistico che spera di sentirsi molto meglio presto.
Shannon Des Roches Rosa, domenica, 23 ottobre 2016

Our Journey through Autism

Copied from: An Open Letter from an Autistic Child in Meltdown, Written by an Autistic Adult Who Still Melts Down From Time to Time

To Anyone Who Is Concerned,

Thank you for being concerned; it means you care about me and my family. But I notice you don’t understand what is happening, so I wanted to let you know why I am doing these things that got you concerned.

I am probably…

  1.  Being loud (or possibly WAY too quiet).
  2.  Trying to hide.
  3.  Running away.
  4.  Moving in ways that look unfamiliar to you.
  5.  Moving in ways that you don’t understand.

I am not…

  1.  Misbehaving.
  2.  Trying to bother you.
  3.  Spoiled.
  4.  Badly brought up.
  5.  Criminal.

I am Autistic and that means I…

  1.  Struggle getting my needs met.
  2.  Feel overwhelmed by too much sensory or emotional input.
  3.  Feel powerless in a frightening and chaotic world.
  4.  Have a hard time with emotional self-regulation and self-care.

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