Cronache degli scarti del narcisista e della mia dipendenza affettiva

Il 5 gennaio 2015 ebbi il primo scarto da parte di un mio amico, che ritenevo una persona buona e sensibile, tutto si svolse molto rapidamente durante una conversazione via email, in pochi minuti da persona delicata venni scartata a persona cattiva, che non valeva. E ci fu lo scarto.

Mi chiuse le comunicazioni, applicandomi il trattamento del silenzio. Io rimasi sconcertata, non poteva essere.

Vorrei concentrarmi sul ricordo delle mie sensazioni fisiche e psicologiche per potervi spiegare cosa mi sentivo.

A livello psicologico dapprima incredulità, e poi disperazione. Inizi a domandarti cosa hai fatto di male per aver ricevuto un simile trattamento. Inizi a colpevolizzarti, a cercare la colpa in te per aver ferito involontariamente una persona forse troppo sensibile. E ti interroghi e cerchi le tue colpe. Forse non dovevo dire quella parola. Ma analizzi il tuo comportamento ma non trovi niente di così grave o irreparabile. Perchè credi all’amicizia con quella persona. Forse perché gli ho voluto bene? Ti fa sentire in colpa per questo affetto che per me era tra i più limpidi che ho mai provato in vita mia, avevo per lui un affetto materno. Ti senti sbagliata per questo affetto, ti colpevolizzi perché sei una persona che ama troppo gli altri e valuta poco se stessa. Questo amico era dolce, buono e sensibile, devo averlo offeso in qualche modo se ora lui mi scarta, mentre un momento prima voleva addirittura venirmi a ringraziare di persona per la mia amicizia.

Trascorre un giorno, due, tre, lui non torna. E tu inizi a stare molto male.

La notte insonnia, la mattina fai fatica ad alzarti dal letto, guardi fuori dalla finestra e i colori non sono più gli stessi, ti accorgi che sei tu che non riconosci più il mondo perché tutto ciò in cui credevi, i tuoi valori di bontà, di amore, di onestà, di compassione umana sono stati messi a dura prova. Se una persona ti applica il trattamento del silenzio ti sta dicendo che non vali niente, che non ti vuole nella sua vita, che non vuole ascoltarti, che ti ha già condannato e tu vorresti spiegare, chiedi scusa, implori il suo perdono per capire, solo per capire cosa è successo perché tu non te ne rendi conto.

E così lui risponde il 16 gennaio 2015 ma solo per darti un’altra mazzata. Il 16 gennaio proprio durante la festa di compleanno di mio nipote di due anni, mi crolla il mondo addosso. Penso di essere incapace di amare, come potrò amare mio nipote se ho deluso così profondamente quel mio amico e non so neppure perché. Inizio a sentirmi sbagliata, indegna di amare e di amore.

La notte non dormo, il giorno al lavoro non riesco a concentrarmi, e piango tantissimo. Tutto il mio corpo piange, una sudorazione intensa e insolita come se tutto il mio corpo piangesse.

In casa non parlo, i miei familiari mi lasciano tempo e spazio, mi lascio andare, mangio pochissimo, dimagrisco, non dormo, non reagisco alle cose belle che pure ho nella mia vita, divento apatica, non provo niente se non tristezza infinita e cronica. Una tristezza infinita come un macigno sulle mie spalle, un’ombra nera che mi segue ovunque.

Poi dopo più di un mese lui ritorna, io sono felice, mi riprendo.

Ma il nostro rapporto è tortuoso, per me è come camminare sulle uova, o scalare una montagna e subito dopo doverne scalare un’altra e poi un’altra ancora, lui fa piccole fughe poi ritorna. Io mi sento grata della sua amicizia. Io gli voglio bene come a quel figlio che non ho avuto ma devo reprimere i miei sentimenti perché ho capito che lui li giudica sbagliati. Come è possibile giudicare sbagliato un sentimento tanto puro e onesto?

La nostra amicizia ristagna. Io mi impegno tantissimo, ci sono sempre per lui se avverto la sua tristezza o se non sta bene. Egli infatti mi scrive sempre dei suoi problemi e delle sue difficoltà e io vorrei solo il suo bene. Anzi io provo su di me le sensazioni negative, tipo vomito, che egli mi riferisce. La notte dormo male e ogni notte verso le 4 mi sveglio, gli occhi sbarrati e penso a lui e gli invio onde di amore materno e prego per il suo bene come una madre che si sveglia nel cuore della notte per mettere una coperta al suo piccolo figlio. Così faccio io con il pensiero, come tutti i genitori farebbero se avessero un figlio in difficoltà.

A luglio 2016 avviene un altro significativo scarto.

Io sono già in un grave stato di angoscia perché ho ragione di credere che egli pensi al suicidio e quando gliene parlo, egli non smentisce, così cerco di fare ciò che posso per aiutarlo.

Avviene lo scarto con relativo trattamento del silenzio. Io sto molto male, esterno il mio dolore su un social, qualcuno nota il mio stato disperato e attraverso mail vengo contattata da una sua collega che finge di darmi appoggio per avere informazioni su di lui. Io penso di avere trovato la persona giusta a cui confidare le sue intenzioni di suicidio e invece di chiedere aiuto per me, lo chiedo per lui, chiedo a questa collega di aiutarlo, di tenerlo impegnato sul lavoro per sviare i brutti pensieri. Lei mi dice che anche lei è stata scartata da lui dopo un breve scambio di mail, io non capisco bene e siccome lei opera nel campo della psicologia, le racconto tutto. Dopodichè anche questa persona mi scarta, mi scrive che se voglio continuare a scriverle non devo più nominarglielo. Io non capisco.

Anzi sono molto spaventata dal suo discorso e chiudo. Entro in un grave stato di angoscia, penso che mi è stato teso un tranello e che io ci sono cascata dentro in pieno. Inoltre realizzo che anche questa persona mi ha usato e che non le importava nulla di me né di aiutarmi come mi aveva detto all’inizio. Ora dubito anche della sua identità,e se fosse stata una poliziotta?, e se lui fosse intricato in qualche crimine ??? Sto malissimo. Realizzo che lui mi ha scartato perché non gli servo più e che tutto è molto triste perché io credo all’amicizia pura e alla bontà.

Sto ancora molto male, depressione, apatia, non mi sento abbastanza, mi sento che non valgo niente e che forse ancora una volta devo aver fatto qualcosa di sbagliato e non so che cosa, le penso tutte, analizzo tutto ma in me vedo solo un grande affetto sincero per questa persona, un affetto che lui ha calpestato senza motivo. Forse ho sbagliato con la sua collega ma l’ho fatto perché pensavo di aiutarlo dal suicidio. Cosa potevo fare? Ho fatto, in coscienza, ciò che ritenevo giusto. Non mi pento. Quando mi aveva confermato l’idea di suicidio, io gli avevo detto che lo avrei perdonato nel caso, che lo avrei comunque rispettato, ma non avrei perdonato me stessa per non aver fatto ciò che mi era possibile.

A fine settembre 2016 cerco con lui un chiarimento, un’altra mazzata, conferma lo scarto in modo molto duro. A giugno 2017 avviene il ripescaggio da parte sua. Dalle mail lui inizia a telefonarmi quasi tutti i giorni, io sono felice. Tuttavia io non ho il permesso a mia volta di telefonargli.

Il 14 luglio 2019 avviene lo scarto definitivo e mi esprime in più ondate fino al 28 dicembre 2019 il suo disprezzo nei miei confronti.

Dal 14 luglio fino a settembre 2019 io sono in uno stato di grande angoscia, ho pensieri molto neri (di suicidio), il dolore è talmente forte da indurmi a pensare che è meglio lasciarsi morire. Passo il tempo a colorare dei disegni solo per fissarmi su qualcosa altrimenti osservo il vuoto e sento nel mio corpo un coltello che va sempre più a fondo, e che mi uccide lentamente, vorrei affrettare la mia morte, ma non posso, ho i miei genitori, mio marito, mio nipote, con loro fingo ma sto molto male, è agosto, nessun psicoterapeuta è disponibile, io cerco aiuto nel web, su youtube, leggo del narcisismo patologico. Inizio a capire. Inizio a ricostruire. Il mio dolore si chiama post trauma stress disorder e mi è stato causato da un abuso narcisistico.

Voglio anche dire che, a parte la mia dipendenza affettiva, io sono sempre stata al mio posto, ho incontrato questa persona solo una volta nel 2015, e ho sempre rispettato i suoi tempi, senza forzare o chiedere niente. Ad un certo punto ho chiesto la verità, se avevo un posto nella sua vita reale. E’ caduta la maschera. E’ uscito il suo disprezzo, io ho tentato ancora una volta di capire cosa potevo aver fatto. Quando senti che una persona ti disprezza così tanto, si soffre tanto ma non si può andare oltre, il Bene si paralizza. Ho capito di aver avuto un rapporto non reciproco. Ho capito tante cose. Io lo perdono ma non dimentico quel disprezzo che ha indotto in me il pensiero del suicidio. Il male ricevuto non si perdona.

Inizio un percorso da sola. Tantissimo dolore. Cerco di mettere quanta più strada possibile tra me e il ricordo di quella persona che pur ho amato moltissimo. Il dolore è stato immenso. Io credevo davvero alla bontà di questa persona. Non era che ciò che io desideravo vedere. La bontà è dentro di me. Mi sembra tutto un incubo e lui è un mostro che mi insegue per uccidermi, in lui ho visto compassione zero. Cammino in un tunnel nero, in fondo vedo un poco di luce.

Ora cerco di tornare a volermi bene.

Mi prendo cura di me, non ho niente da giustificare.

Ad inizio gennaio, mi sono tagliata i capelli a Salerno, ero in penisola sorrentina da amici e abbiamo fatto una passeggiata a Salerno, città che adoro, per vedere le luminarie e abbiamo preso anche l’occasione per tagliarci i capelli.

Il parrucchiere è stato molto professionale e sono stata molto soddisfatta del taglio. Tuttavia vedevo che era contrariato.

Gli ho comunicato la mia scelta di non tingere più i capelli, derivata da una mia esigenza di essere naturale, e vedevo che lui non era d’accordo, e ho visto chiaramente che ha infierito a tagliare la frangia corta per dimostrarmi che ero orribile con quel ciuffo bianco e che mi invecchiava.

Ecco, ognuno ha la sua opinione. Io ho rispettato la sua e lui la mia. Il problema ero io che fino alla fine ho cercato a parole di giustificare la mia scelta.

Anche sul taglio non era propriamente d’accordo, sebbene sia stato un professionista. Ascoltando lui, avrei dovuto tagliarli tutti corti, invece ho un taglio skin alla base della nuca e sopra sono lunghi in modo che a seconda delle situazioni posso portarli sia lunghi oppure con una semplice coda i capelli diventano corti. Un taglio secondo me molto comodo e un giusto compromesso per me che da 25 anni ho i capelli lunghi e ancora non mi sento di tagliare del tutto. Ma la questione non è questa.

E’ che non ho proprio niente da giustificare o da spiegare.

Se mi va così, mi va così.

E non dovevo spiegare nulla al parrucchiere.

Non vedo l’ora di tornare ai miei capelli di colore naturale, qualunque essi siano.

Io li sto rispettando e loro rispettano me.

Mi prendo cura di me, non ho niente da giustificare.

Dotti medici e sapienti per una malata molto grave (dal testo di E. Bennato)

E nel nome del progresso

Il dibattito sia aperto,

Parleranno tutti quanti,

Dotti medici e sapienti.

Tutti intorno al capezzale

Di una malata molto grave

Anzi già qualcuno ha detto

Che la malata è quasi deceduta.

Così vecchia è peccato

Che si sia così conciata

Si dia quindi la parola

Al sapiente della scuola.

Sono a tutti molto grato

Di esser stato consultato

Per me il caso è lampante

Costei È solo una disturbata

No, non è per contraddire

Il collega professore

Ma costei è un disadattata

Che sia subito internata

Al congresso sono tanti,

Dotti, medici e sapienti,

Per parlare, giudicare,

Valutare e provvedere,

E trovare dei rimedi,

Per la donna in questione.

Questa donna è malata

So io come va curata

Ha già troppo disturbato

Deve essere isolata,

Ha già troppo stancato
Deve essere silenziata
Ha già troppo stufato
Deve essere denunciata

Son sicuro ed ho le prove

Questo è un caso molto grave

Trattamento radicale

Prima che finisca male

Mi dispiace dissentire

Per me il caso è elementare

La donna è un immatura

Non ha mai fatto un parto in natura

Al congresso sono tanti,

Dotti, medici e sapienti,

Per parlare, giudicare,

Valutare e provvedere,

E trovare dei rimedi,

Per la donna in questione.

Permettete una parola, io non sono mai andato a scuola

E fra gente importante, io che non valgo niente

Forse non dovrei neanche parlare,

Ma dopo quanto avete detto, io non posso più stare zitto

E perciò prima che mi possiate fermare

Devo urlare, e gridare, io la devo avvisare,

Di alzarsi e scappare anche se si sente male,

Che se si vuole salvare, deve subito scappare

Ero un oggetto intercambiabile, senza valore

Per te ho scalato le vette più alte e inaccessibili e ogni volta ho creduto di essere ad un passo dalla cima ma tu mi spingevi giù ed io dovevo ricominciare tutto da capo.

Riprendere la tua fiducia. Riguadagnare il tuo rispetto.
Ero sempre l’ultima della lista.
Non ero mai abbastanza.
Ho scritto le parole più belle, fiumi di poesie ma non erano mai abbastanza, erano fiori da niente.
Ho detto parole buone ma che valore avevano tra le migliaia di altre uguali che altri ti scrivevano?
Non era mai abbastanza.
Perché per te ero solo un oggetto intercambiabile, senza valore.

Il nostro cammino dopo la dipendenza affettiva e il narcisismo patologico

Abbiamo amato persone che non meritavano. Avremmo dato tutto per loro. Glielo abbiamo dato, liberamente e gratuitamente. Probabilmente sono state le persone che abbiamo amato di più nella nostra esistenza, e non vivremo mai più un amore così pieno e devoto e compassionevole. Essi non hanno saputo o potuto vedere la qualità del nostro amore, l’hanno usata e disprezzata, ma dobbiamo sapere che non è colpa nostra, della nostra qualità d’amore, non è colpa nostra. Non possiamo guarire chi non vuole e l’amore non basta. Io li perdono. Nel senso che non ho più tristezza o amarezza verso di loro. Sto in pace. Qui nel mio cammino. Le nostre strade si sono divise per sempre.

Non ci hanno ucciso. Anche se in certi momenti siamo stati così vicini al vuoto…

Ci hanno rinforzato nella nostra determinazione ad andare verso la Luce e alla Verità.

Ora che sappiamo abbiamo più strumenti per riconoscere il male e scegliere la nostra strada di Luce per collegare il nostro amore a quello del Tutto.

Ti ho perdonato

Ti ho perdonato e ti auguro ogni bene. Ma ora ho il dovere di pensare al mio bene. Io scelgo il bene, la verità e la luce. Per questo ti perdono e chiedo ho chiesto perdono io pure per aver contribuito a creare in me e negli altri una disarmonia.

Il potere della verità

Se vivi nel cuore della verità, non devi aver paura di perderti o di perdere qualcosa o qualcuno. Se vivi nel cuore della verità hai intrapreso un cammino di luce. Solo la verità conta. Segui il cuore della verità. Ti porterà alla libertà.

Questo pezzo di viaggio si è concluso.

Questo pezzo di viaggio si è concluso.

Ho ripristinato la verità dentro di me, l’ho compresa e perdonata, ora lascio andare.

Ho capito la mia dipendenza affettiva.

Al di fuori di ogni giudizio.

Lascio fluire il mio amore senza attaccamento.

Lascio libera me e l’altro essere da ogni legame energetico che si era creato e per ogni disarmonia che la mia dipendenza ha determinato.

Il mio viaggio può proseguire.

Prego per me e per lui.

Comprendo il significato profondo di queste frasi.

Mi dispiace, perdonami, grazie, ti voglio bene.

Mi dispiace, perdonami, grazie, ti voglio bene.

Mi dispiace, perdonami, grazie, ti voglio bene.

Mi dispiace, perdonami, grazie, ti voglio bene.

Mi dispiace, perdonami, grazie, ti voglio bene.

Mi dispiace, perdonami, grazie, ti voglio bene.

Mi dispiace, perdonami, grazie, ti voglio bene.

Mi dispiace, perdonami, grazie, ti voglio bene.

Mi dispiace, perdonami, grazie, ti voglio bene.

Mi dispiace, perdonami, grazie, ti voglio bene.

…….

Lettera del 14 luglio 2019

Per questa lettera ho ricevuto il trattamento del silenzio. È assurdo. A parte che erano mie riflessioni personali che per sincerità condividevo, ma che amicizia mi avevano falsificato?

Mi sono sentita di non valere niente.

Avevo creduto in un’amicizia malriposta.

Ecco pubblico anche la mia lettera che inviai il 14 luglio 2019, la stessa notte morì la giovane figlia di una mia amica, ed io persi lui. Ecco la mia lettera, la pubblico per chiarezza e sincerità. La mattina fui bloccta e mi fu applicato il trattamento del silenzio.Ovviamente lui aveva già pronte altre persone con cui sostituirmi. Mi aveva già lentamente svalutata. E io non capivo ma sentivo che c’era qualcosa che non andava e pensavo di non essere io all’altezza. È stato un’amicizia di 5 anni, solo virtuale, alla luce del sole, tutti i miei famigliari e amici ne erano a conoscenza. Per me era una cosa bella onesta e pulita. Non avevo altre aspettative che un poco di affetto in cambio, avevo pieno rispetto della sua vita, invece lui mi aveva solo sempre usata e disprezzata.

Sia ben chiaro che io non scrivo a persone di solito. Anzi. Mai.

In lui avevo visto un figlio a cui voler bene, a cui dare supporto e ascolto, e a cui pensare. Nient’altro.

Avevo molta cura verso questa persona in quanto oltre ad essere autistica la ritenevo molto sensibile. È una lettera molto ingenua, io ancora non sapevo nulla del narcisismo patologico e della dipendenza affettiva.

È stato l’affetto più grande della mia vita. L’affetto per un figlio.

” Sono mie riflessioni personali, che condivido con te per chiarezza .
In tutti questi anni ho sempre ricercato la tua amicizia.

All’inizio ai tempi del forum ti scrissi non so quante mail perché pensavo che solo dopo un 4000 mail avrei potuto avere l’onore di diventare tua amica, che solo dopo 4000 mail io mi sarei guadagnata la tua fiducia. Mi avevi parlato di quella famiglia con cui vi eravate scritti 3600 mail e che finalmente vi incontravate…e pensai allora anche io devo mandargli tot email finché non si fidera’ di me….perché pensavo che eri davvero una persona preziosa con tantissime cose belle dentro, un intero universo. Non sapevo nemmeno come ti chiamavi, non appariva il tuo nome in ciscriviamoqui. Trascorsero quasi due anni prima di incontrarti a Roma, poi un anno, poi 9 mesi di silenzio in cui per il dolore di essere considerata una stalker mi vennero le macchie bianche sulle mani e non vanno via (tutte le volte che mi guardo le mani provo quel dolore, cioè sempre).
Pregavo ogni notte per il tuo bene, che tu trovassi amici, che realizzassi i tuoi sogni e che tu fossi felice e ti pensavo sempre per non lasciarti mai solo perchè dicevi che tutti se ne andavano e ti lasciavano solo
Trascorse ancora un anno prima di sentire la tua voce al telefono ma ancora oggi io non ho il permesso di telefonarti, non ho il permesso di inviarti un regalo perché non vuoi sentirti in debito oppure pensi che io voglia qualcosa in cambio? Non voglio nulla. Neppure gli auguri per il compleanno (anzi mi è scappato di dirlo, la prossima volta sto bene attenta a non dirlo a nessuno, neppure al mercatino), non mi aspetto nulla. Solo le cose che vengono spontanee sono vere.Le cose non spontanee, tipo gli auguri di natale, sono false. Quindi non ha senso aspettarsi qualcosa, e se ci si aspetta qualcosa si sbaglia perché non si ha rispetto della libertà dell’altro. Ho anche capito che non ci incontreremo più. Ti rispetto.
E invece mi dispiace sinceramente quando le persone della famiglia X si dimenticano di farti gli auguri o non ti amano come dovrebbero
Ti auguro di incontrare tante belle persone che ti diano una vera amicizia, che tu possa incontrarle e fare cose con loro.
Quel “siamo amici così” mi ha letteralmente gelata e ho capito che sono solo un contatto virtuale. Non c’è bisogno di bugie bianche con me. Anzi fanno male perchè io per la mia educazione, fingo di crederci per non fare restare male l’altro.
Eppure constato con grande piacere quanto ti è naturale fare amicizia con queste mamme, subito entrate in contatto, vi telefonate, vi incontrate, ti mandano tranquillamente dei regali, ti considerano giustamente l’ottima persona che sei. Tu sei the best! In tutto! Ed io sono felicissima per te, che hai tanti amici, io ho sempre pregato per il tuo bene come fa una madre, prima per il tuo bene che per il mio.
Ma mi viene naturale farmi domande. Io mi chiedo perché?
Perché per me è stato così diverso e difficile avere l’onore della tua amicizia?Forse perché non sono una madre vera? O forse perché non sono capace io di essere tua amica? O forse non sono capace di dare la gioia che ti può dare una famiglia vera? E’ vero che io non ho niente di bello da dare. Non ho goodies. Non ho figli.
I doni che ti fanno i bambini sono i più belli.
Per ancora maggiore rispetto e delicatezza nei tuoi confronti, ho rimosso l’ amicizia su facebook e sto rimuovendo le amicizie in comune, in modo da evitarmi tristezza ma specialmente per ancora maggiore rispetto verso di te.
È molto triste sentirsi diversi dagli altri. È molto triste quando gli altri non rispettano o ignorano la tua sensibilità. Ti fanno sentire tutta sbagliata.
Il caso di quella Y è proprio una beffa. Io l’ammiravo tanto, leggevo il suo blog dove parlava dell’amore per il figlio. Io avrei voluto solo assomigliarle un po’, sapere come si ama un figlio, avere un figlio che mi amasse. Le scrissi anni fa, affascinata dal suo rapporto con il suo meraviglioso figlio, lei mi offese, dicendomi di farmi curare, io le scrissi ancora per darle solidarietà quando il secondo fidanzato la tradì. Non mi rispose più. Immagina che per me è una specie di beffa sapere che vi conoscete. Guarda che non è gelosia, tu meriti l’amore di tutti e di tutto il mondo!, ma è una cosa che si fa beffe di me. Per non parlare di altre persone che sono state davvero sgradevoli e irrispettose. Una addirittura mi chiese la carta d’identità!!! Temetti che fosse una poliziotta. L’altra mi chiese se mi era morto un figlio.
Fu molto poco delicato quella volta che mi dicesti che avevi scritto per me quel brano sull’amore incondizionato e poi subito lo pubblicasti richiamando l’attenzione dell’editrice… perché dirmi che l’avevi scritto per me? Non ce n’era bisogno. Fai benissimo a scrivere e a pubblicare i tuoi scritti. Sei uno scrittore molto fine e delicato. Tutti dovrebbero leggerti e apprezzarti.
Mi rendo conto che per me è difficile ciò che per gli altri è facile.
Ci sono stati episodi che mi hanno fatto riflettere tristemente e non ho detto nulla per rispetto di te. Rimprovero tutto solo alla mia esagerata sensibilità. Non sono cose per tutti.
Penso di non essere capace di essere tua amica. Ci ho provato. Davvero tanto. Non so più cosa sia l’amicizia.
Sei l’unica persona a cui scrivo.
Con infinito affetto, Antonella

Non mi amo

Ho avuto una dipendenza affettiva per una persona a cui volevo molto bene e nella quale avevo fiducia. Pensavo fosse autistico per questo l’ho aspettato e rispettato, invece si trattava di un narcisista patologico. La scoperta è stata dolorosa e uscire dalla mia dipendenza è un percorso molto lungo.

Non amo più me stessa.

Avevo tanto amore dentro e non sapevo che farmene. L’ho dato ad una persona che credevo, in buonafede, ne avesse bisogno. Io l’ho amato come una madre ama un figlio.

Egli mi ha scartato. Anzi è pronto per denunciarmi. Per questo da agosto vivo in uno stato di grave angoscia.

Tutto questo amore è stato svalutato.

Io sono stata svalutata.

Il mio modo d’amare è stato svalutato.

Se questo amore non valeva, significa che io non valgo.

Alla domanda se tu ami te stessa, sinceramente io rispondo di no e se io non mi amo, come posso essere amata?

Sono completamente svalutata dall’interno.

Mi sento vuota.

Come se non valessi dentro.

Io mi sento che non valgo.

Che l’amore che ho dato non valeva.

Questo in sintesi il pensiero di una dipendente affettiva.

Sembra facile voler bene a se stessi. Ma è la cosa più difficile da riimparare.

Ci provo ogni giorno.

Vorrei guarire da me stessa.

La mente narcisista genera eternità di dolore

La mente narcisista genera eternità di dolore.

Eternità di inferno, di catene, di pensieri negativi, in un ciclo continuo di abuso emozionale delle vittime del momento.

Egli regala l’eternità della dannazione alle sue vittime che divora in modo insaziabile. Niente è alla sua altezza, niente è sufficiente per nutrire il suo squallido ego. Il nostro Lucifero è superiore a tutti, un dio senza compassione, che disprezza gli umani e li usa come carburante per le fiamme del suo Inferno.

Il ripescaggio

Il ripescaggio è un momento molto triste, la vittima viene completamente asservita e sottomessa. Felice e confusa del ritorno del narcisista, crede che ora andrà tutto bene, che ci sono stati dei malintesi ma che finalmente il narcisista ha capito che siamo la persona degna e buona che sappiamo di essere.

Niente di più falso!

Il narcisista ti ha ripescato perché in quel momento non ha niente di meglio sottomano e stai tranquillo che ha già predisposto il tuo prossimo scarto che avverrà con maggiore violenza del precedente.

Se non ti svegli, il ciclo si ripeterà all’infinito.

Ripescaggio, scarto, ripescaggio, scarto.

Ecco questo è l’infinito che ti offre il narcisista!

La mente del narcisista è eterna!

Egli non si dimentica di te, no di certo, si ricorda che deve finire il lavoro sporco che ha iniziato, cioè quello di annientarti.

Abusante e abusato

Il narcisista non sa amare, egli usa, abusa, si stanca, se ne va, punisce con il silenzio punitivo, e ti getta in discarica senza la minima compassione, e in ultimo usa il terrore per esercitare il controllo e tenerti la bocca chiusa, perché tu non possa parlare con i suoi preziosi contatti che sta da tanto tempo pasturando.

Egli è incapace di provare qualsiasi emozione o reale sentimento.

Dopo lo scarto, l’abusante si fingerà vittima. Tuttavia non è difficile capire chi è l’abusante e chi è l’abusato. L’abusante farà falso vittimismo per attirare altre persone empatiche da usare e poi buttare, recitando ciclicamente il medesimo copione. L’abusante sta benissimo e trova un immediato rimpiazzo della sua vittima, in realtà ce l’aveva già sottomano e aveva già predisposto la defenestrazione della vittima da mesi, perché si stanca presto e si annoia a giocare sempre con lo stesso giocattolo.

La vittima è quella che è rimasta traumatizzata ed è in mille pezzi e impiegherà tantissimo tempo per riprendersi, prima di tutto per capire l’accaduto, e poi per ricominciare a voler bene a se stessa.

L’ultima manipolazione

Quando il narcisista realizza che ti stai avvicinando troppo alla verità, senza che tu ne sia magari del tutto consapevole, egli mette in atto il silenzio punitivo, bloccandoti su ogni fronte e tenta di applicare l’ultima manipolazione per tenerti sotto tiro: quello delle minacce e della paura.

Essere una ruota di scorta

Ciò che mi ha maggiormente ferita è stata quella di essere stata scartata in un secondo. Tutto il bene che penso di avere dato è stato annientato in un secondo. Senza possibilità di spiegare. Senza possibilità di parlarne in modo quieto. Mi è stato imposto il silenzio punitivo insieme a minacce di denuncia. Sto vivendo da mesi in uno stato di forte angoscia.

Sentire così forte di essere stata sempre disprezzata, e di essere stata solo usata come un pezzo di ricambio, uguale a mille altri che si possono trovare ovunque (su Facebook per esempio).

Essere stata per anni una ruota di scorta e poi finalmente considerata e poi buttata.

È stato molto avvilente.

È stato come capire di non avere valore alcuno.

È stato un gesto vile e crudele, tanto per vedere una persona soffrire e tenerla in scacco.

Questo è solo uno degli effetti del narcisismo patologico. Se ti senti così, è molto probabile che sei in una relazione, di qualunque tipo, abusiva.

Prendi coscienza e inizia a tenere alla tua dignità.

Perché nessuno di noi è una ruota di scorta, nessuno di noi è un pezzo di ricambio.

Il silenzio punitivo ovvero il trattamento del silenzio

Caro Nessuno, burattino-burattinaio senza cuore, grazie che mi ha applicato il trattamento del silenzio, da quel momento ho aperto, dolorosamente, gli occhi e iniziato a capire la verità.

Il silenzio è la peggiore delle aggressioni psicologiche.

Equivale ad un assassinio, non fisico ma emotivo.

È la negazione dell’esistenza dell’altra persona e del suo delicato mondo emotivo.

È la punizione più grande che si può infliggere ad un essere umano.

È la negazione dell’identità e delle emozioni dell’altro. La negazione della sua umanità.

È un atto disumano freddo e calcolato.

È il modo più crudele in cui trattare qualcuno.

È segno di viltà e di cattiveria d’animo. È il male più profondo.

È un abuso emozionale.

È come strappare le ali alle farfalle.

È manipolazione.

È esercitare un potere improprio su un’altra vita.

È gettare l’altro volutamente all’inferno.

È violenza!

Purtruppo tutta questa violenza, perpetrata in modo freddo e calcolata, non è considerata reato. Ma essa è violenza.

Traduco e condivido dal web per diffonfere la conoscenza dell’abuso causato dal narcisismo patologico.

Ora è niente

Io non so cosa ti sia capitato, non voglio più saperlo ma non eri così, tu non lo eri, in ogni modo ti chiedo scusa, io ho esagerato forse ma avevo chiesto una cosa molto semplice, se ero parte della tua vita reale, dal tuo silenzio ho realizzato 1 che mi disprezzavi; 2 che non ero parte della tua vita reale; 3 che non eravamo veri amici come ritenevo erroneamente; 4 che la nostra ” amicizia” non aveva reciprocità; 5 che ti ero stufato di me e che avevi trovato altre persone; 6 che i rapporti virtuali sono comunque falsi; 7 che non ti conosco per davvero; 8 che non vuoi la mia amicizia ; 9 che ero equiparata a un qualsiasi dei tuoi contatti, invece io sono unica come tutti noi lo siamo; 10 che io sono unica e merito rispetto e affetto, (che ho sempre cercato di darti, ho fatto errori, lo riconosco) e non merito, come nessuno merita, il silenzio e il disprezzo che mi hai gettato addosso; 11 che devo amare e rispettare me stessa prima degli altri.

in ogni modo vorrei rispedirti la scultura che ho comprato da te, l’avevo presa per me, non posso più tenerlo e mi dispiace buttarla, così vorrei renderlo.

Mi spiace solo non aver capito prima, avrei chiuso io molto prima perché cerco di essere una persona sincera ed onesta in primis con me stessa e poi soprattutto con gli altri. Se una cosa non va bene o se c’è qualcosa da dire, ho imparato a dirla, tu hai voluto sentire niente.

Ora niente è.

Gli amici

Una frase dal the lipton con cui faccio colazione da anni : Per parlare con gli amici non serve una chat.

Non sono amici reali quelli che ci scrivono solo in chat e non vogliono incontrarci mai incontrarci nella vita reale e ci rifiutano. E non vogliono incontrarci perché nella chat usano una maschera e nella vita reale non riuscirebbero a sostenerla.

Rispetto

Non chiedo a nessuno di cambiare la propria natura, qualunque essa sia io la rispetto.

Ciò è sacrosanto.

Ma nessuno può cercare di farmi tacere o di controllare le mie emozioni solo perché non gli piacciono o non gli servono più.

La conoscenza è la strada per la libertà

Voglio testimoniare la mia esperienza con il narcisismo patologico per diffonderne la conoscenza ed essere d’aiuto alle tante vittime che come me si sono trovate in situazioni molto tristi e di buio totale senza aver fatto male alcuno. Abbiano dato un amore infinito e in cambio abbiamo ricevuto solo disprezzo e violenza. Siamo stati trattati come oggetti che non servono più. Per loro siamo oggetti che servono fino a quando loro decidono che fai loro comodo, basta una parola che a loro suona sbagliata da parte tua per finire all’inferno.

L’inferno è l’inferno.

Purtroppo io non sapevo niente dei meccanismi del narcisismo patologico fino al momento dello scarto finale. Ho iniziato a leggere altre testimonianze, a documentarmi. Decisivo è stato il libro Vendicatevi fiorendo di Flavia Dragani. Piano piano con la conoscenza che stavo acquisendo ho preso atto della triste verità. Era come avere sparsi per il pavimento tanti pezzi di un puzzle. Piano piano ho compreso ogni cosa e il puzzle si è ricomposto in due parole: narcisismo patologico.

E su di me tutti i segni psicologici di una lunga e sottile e subdola violenza.

Quella di sentirsi un oggetto e di essere stato usato come un oggetto, per esempio.

Non si scherza

In 5 anni ho perso me stessa, ho lasciato che un’altra persona, un narcisista patologico, facesse deserto dentro me, ho innaffiato e curato il suo giardino, dimenticando il mio, il suo comportamento ha indotto in me i suoi pensieri, nerissimi, non miei, relativi al suicidio, io ora non posso più permettermi spreco di energia, ne va della mia vita.

Massima cautela, massima protezione. Non escludo nessuno ma non permetto più ad alcuno di mettermi fuori uso, perché non sono un oggetto. Sono una persona umana degna di amore. Come tutti. 

Occorre prendersi cura di se stessi. L’energia è preziosa e vitale. Se curo il giardino dell’altro che mi tratta come un oggetto e non ha alcuna compassione umana, il mio morirà.

Questo è certo. Con l’energia non si scherza. Perdere la propria vita è un attimo. Non si scherza con il narcisismo patologico. Si può morire.

#narcisismo patologico

Il mio futuro sono io

Il mio futuro è realizzare me stessa, non per egoismo o narcisismo.

Ognuno di noi deve amare se stesso e realizzare il proprio cammino personale.

Questo è il senso della nostra vita.

Il mio futuro sono io

Difendermi

Imparare a difendere se stessi dal male. Tendo a credere che in tutti ci sia del bene, purtroppo questo è solo un sogno, la realtà è ben diversa.

Intorno alla mia anima ho messo del filo spinato per difendermi e non entra più nessuno.

Le persone non sono oggetti

Le persone non abbandonano le persone che le amano,

Le persone abbandonano le persone che stanno usando.

Ma le persone non sono oggetti.

Allontanati da chi ti usa e non ti ama

#narcisimo patologico

L’energia

Non permettete a nessuno di entrare nel vostro campo vitale energetico e di prelevare energia. Chiunque sia, non fatelo. Non fidatevi di nessuno.

L’energia è preziosa, è come l’acqua per il pianeta terra.

Non lasciate che prosciughino il vostro pozzo.

I pericoli sono tanti fino alla morte.

E la colpa sarà solo vostra perché glielo avrete permesso.

Un lupo è sempre un lupo

Non fare amicizia con un lupo credendo possa diventare agnello. Non lo farà mai, alla prima occasione vi farà fuori. E magari voi lo avrete amato più di voi stesse. E gli chiederete scusa.

Scappate!

Il tempo

Non dare tempo a chi non ha tempo per te.

Non sprecarlo. Il tuo tempo è prezioso. Non dare tempo e pensieri a chi non merita, specialmente a chi ti disprezza

Ama e rispetta te stesso, poi gli altri

Nessun amore vale la pena, neppure quello per un figlio, se ci fa soffrire e ci genera malessere.

Ama e rispetta te stessa.

Se non lo fai, nessuno lo farà per te.

Anzi in tanti saranno pronti a farti a pezzi lì fuori.

Tutto torna?

É vero che si fa il bene e basta, senza aspettarsi nulla in cambio. É vero e sacrosanto ma è altrettanto vero che la gratitudine è un valore che si sta perdendo e che molti hanno vergogna a provare forse perché li fa sentire deboli.

Io non mi vergogno. E sono grata a tante persone che mi hanno aiutato, anche solo con un pensiero o una preghiera.

Sono grata anche qui su WP alle tante persone che mi hanno scritto anche nei periodi più buii.

Si dice che tutto torna.

Non lo so. Forse avrò ancora alcuni anni per verificare questa perla di vita.

Mi è capitato di stare vicino ad una persona per me molto cara, era in un momento di difficoltà economica, io gli dissi che gli avrei prestato anche dei soldi, anche regalati (io stavo per essere licenziata) se era necessario, e gli avrei lasciato anche dei beni in caso di morte, visto che non ho figli.

Lui rifiutò ed io pensai di essere stata poco delicata.

Gli dissi che poteva sempre contare su di me.

Ora questa persona si è rivoltata contro di me e vorrebbe chiedermi i danni economici per il disturbo che gli ho causato. Per avergli voluto bene, io non ho capito, comunque a questo punto il bene che gli ho voluto, si è bloccato.

E quello che lui ha creato a me? Cinque anni in cui mi ha vomitato addosso tutto il suo male fino ad indurmi a pensare al suicidio?

Io gli sono comunque grata perché mi ha regalato per 5 anni un pensiero a cui pensare.

Quel pensiero, che per me era buono, mi ha aiutato in quei cinque anni nonostante il male.

Io gli ho voluto bene.

Ora che cosa mi torna in cambio?

Tutto torna.

Cosa sta tornando?

Solo del male a cui io ora non posso che chiudere tutte le porte per difendermi.

5 anni fa una persona mi avvisò, mi disse che avrei perso tutto…. non le credetti perché nella mia ingenuità credevo che tutti gli esseri umani fossero buoni.

Non sempre è così.

Ora io ho perso il lavoro.

Il mio assegno di disoccupazione sta per finire.

Ho la mia famiglia su cui contare, ma ho capito che ognuno deve avere la propria dignità che si trova nell’avere un lavoro.

Non faccio la vittima. Appena sono stata licenziata non mi sono persa d’animo e non mi sono mai fermata, anche sull’esempio di quella persona di cui sopra.

Ho improntato un nuovo lavoro investendo tutto di me, tutti i miei pensieri, tutto il buono di me ma ci vuole tempo.

Tutto torna.

Cerco di avere fiducia, mi concentro solo sul mio lavoro, lasciando fuori i pensieri negativi.

Tutto torna non è l’assegno, il jolly che abbiamo in tasca da giocarci al momento più opportuno.

Qui non torna nulla.

Dal nulla che sono stati questi 5 anni, visto che ho capito che dall’altra parte non c’era nulla, dal nulla cosa può venire?

Dal nulla viene il male.

Il nulla è parte del male.

Il bene costruisce, il male distrugge.

Basterebbe un poco di pace, un poco di bontà, di rispetto, di senso di gratitudine anche se sono cose così banali e fuori moda, forse.

Mi ripeto all’infinito di avere fiducia nella vita e che non chiedo cose che non posso avere e che non mi servono.

Mi ripeto che se ci credo, come ci credo, il mio lavoro farà progressi e ciò è tutto ciò che chiedo, di fare un lavoro che amo e di realizzarmi nel lavoro. Perché ho solo me stessa, quella di un figlio è stata solo un’illusione da niente (come le monete seminate da Pinocchio al campo dei miracoli) e l’unico compito che ho è di realizzare me stessa non per per avere successo ma dignità di esistere.

La libertà

Conquistare la liberta’ è difficile quando si è sensibili e si ha paura di ferire gli altri e si ha paura di non essere abbastanza per gli altri.

Ma è il cammino più interessante e giusto che possiamo e dobbiamo intraprendere.

Costruire delle barriere interiori

Non permettere a nessuno di prendermi energia vitale.

Chiunque sia.

Costruire delle barriere interiori non significa escludere alcuno ma piuttosto significa non permettere ad altri di portare distruzione dentro di noi.

L’energia vitale

Siamo energia.

Essa è preziosa.

Ci serve per vivere.

Se si esaurisce moriamo.

Non permettete a nessuno, chiunque esso sia, di prosciugare il vostro pozzo.

Morirete.

In lunga agonia.

In grande sofferenza.

In infinita solitudine.

Nel buio.

Nel silenzio.

Nell’oblio.

Non permettete a nessuno di accedere al vostro pozzo interiore.

La vostra acqua è purissima. Non barattatela con del fango.

Serve per vivere.

Per realizzare se stessi.

Non regalatela.

Splendete con la vostra energia e l’universo risponderà.

È il senso della vostra vita.

Splendere.

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