Ti amo

Ti amo nelle profondità più azzurre del cielo, nel canto lontano delle nuvole, nello scorrere eterno delle acque al mare, nel fluire del sangue nelle vene, nel volto della luna, nelle nascoste miniere della terra, nell’insondabile tuo mistero.

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E vivo di riflessi

Sto bene quando non mi sei nuvola scura sul mio cielo, quando mi lascio guardare i miei fiumi, e le libellule, e i guizzi dell’acqua, e mi immergo nelle cascate e non sei più spina palpitante e ti fai cicatrice. E ti fai cicatrice dentro un grembo che mai ti ha sollevato, e ti fai cicatrice nei polmoni che mai ti hanno respirato, e cicatrice nella mente in cui resti non concepito, e nelle mani vuote che mai ti hanno accarezzato. E torno a star bene quando non ti penso, e dissolvo il mio sale nei fiumi, e l’acqua non brucia sulla mia cicatrice, e allontano ogni nuvola e non guardo il cielo e vivo di riflessi.

Pioggia di note e lacrime

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Questa notte ogni goccia di pioggia mi parla di te,

delle tue emozioni e delle tue lacrime.

Immagino le tue dita volteggiare leggere

sfiorandomi come una carezza

è solo il vento, là fuori, che sbatte i rami.

Le tue dita rincorrono le note sul pianoforte,

le tue dita sono più rapide del tuo pensiero,

partono piano, poi accelerano poi di nuovo rallentano,

riprendono fiato e poi più sicure, più delicate, più forti

riprendono la corsa verso l’infinito,

allora la tua mente si acquieta e si sente libera,

il tuo cuore canta insieme all’universo

il vento della tua anima

Amore, sai che la pioggia non può essere trattenuta,

lascia libere le tue mani,

lascia andare le tue dita sulla tastiera,

lascia uscire le tue lacrime,

affranca il tuo cuore,

la notte mi porterà il dolce suono delle note

unito alle lacrime

sarà la tua pioggia

e io dormirò sognando di te

(foto di Nightowl da pixabay)

Eternità

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Dopo la pioggia torna

la notte dolcemente a parlarmi,

forse di te, forse di me,

forse di noi,

ascolto due gocce

dialogare

libere

d’eternità

(foto di RealWorkHard)

Infine… la luna

 

mare-luna

Giungemmo, infine, in cima al monte:

la luna stava ai nostri piedi,

ci amammo come mai…

il mare si agitava sotto di noi,

prima in tempesta,

poi si fece acqua di fonte,

tranquilla, dolce,

noi riposammo nella pace dei nostri respiri,

infine, scendemmo dal monte:

la luna era alta sopra ai nostri capi

 

https://www.spreaker.com/episode/13975286

La notte era tropicale

 

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Due fari illuminarono di colpo

le grosse e fitte gocce di pioggia,

poi si spensero nel parcheggio silenzioso,

la notte tropicale era calda e bagnata,

continuasti ad amarmi in quell’infimo hotel,

l’amore trasudava pelle a pelle,

la notte calda e bagnata era tropicale

 

(foto di PublicDomainPicture)

Grandine

Questo amore è grandine,
pioggia gelata,
ghiaccio che anestetizza e brucia,
illividisce il cuore,
ammaccato sorride,
cicatrizza il dolore,
ma è ciò che lo rende bello e vivo

Tutto questo tempo

Tutto questo tempo che passa e che ci porta via con se...
- non si chiede l'acqua che scorre con il fiume dove va-
Tutto questo tempo che ci serve per capire la vita
- non si chiede perche
l’acqua che scorre verso il mare-
Tutto questo tempo che passa e che domandiamo amore
-non si chiede se ama l’acqua che va-
Tutto questo tempo che passa senza sapere che senso ha
– non si chiede l’acqua cosa restera` dopo di lei-
Tutto questo tempo…

Tre vele

Amore,

la tua barca ha tre vele bianche:

di speranza per navigare leggera,

di carità per navigare con fiducia,

di sogno per navigare sicura.
Fermati, amore,

al mio porto

in questa notte di pace,

tra le tue vele e tra le mie braccia

la luna ci sorriderà…

(foto di FunkyFocus)

Goccia e cascata

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Irrompesti nel mio cuore

come fiume che straripa,

come diga che tracima,

come incontenibile amore,

sei goccia che fa traboccare il mio piccolo vaso

e sei cascata che lo trascina via porta via

(foto da pixabay)

Marea

 

marea

Mi amasti di fronte all’oceano,

tra le dune e il mare,

la sabbia sul mio corpo,

sentii la marea lambire le mie ginocchia,

o era l’acqua del tuo amore?

Cullare il mondo sott’acqua

A Sylvia Earle e a sua figlia

 

Mi immersi, figlia mia,

con te nel grembo a quella profondità.

Ero spaventata e felice

e tu lo eri?

O sentivi soltanto il mio cuore esplodere di felicità

e come era per te galleggiare in quella profondità?

Io ti sentivo leggera e sicura,

e dio mio, io piansi,

mi sentivo madre e figlia in quella profondità

e io tenevo te nel grembo e tu tenevi me sospesa in te,

e dio mio mi sembrava di cullare il mondo sott’acqua,

mi rilassai sentendoti tranquilla

stavamo amando insieme quella profondità:

ecco quello fu il mio regalo più grande per te:

donarti l’immensità del mare.

 

Questa poesia è ispirata a Sylvia Earle, biologa marina e oceanografa, quando in attesa della terza figlia, nel quinto mese, con il consenso medico, si immerse a bordo di uno dei primi sommergibili con camera di decompressione nel mare delle Bahamas, negli anni 60.

Per saperne di più ascolta l’intervista di Fahrenheit a Chiara Carminati che ha scritto un libro “La signora degli abissi” sulla vita di Sylvia Earle.

Sorgente: Audio Rai.TV – Fahrenheit – Il libro del giorno del 06/06/2017

Cradle the whole world underwater

I did a dive, my daughter,

with you in my womb in that blue depth.

I was happy and scared,

And how did you feel?

Did you hear at my heart exploding in happiness

And how was it for you to float in that depth?

I felt light and secure,

And my god, I wept,

I felt mother and daughter in that blue depth

And I kept you in my womb and you held me suspended in you,

And my god, it seemed to me to o cradle the whole world under water,

Then I relaxed feeling you so quiet,

together, my daughter and me,

we were loving that blue depth,

That was my greatest gift for you:

let you feel for the fist time the majesty of the ocean

Faccio ritorno a me stessa

Faccio ritorno a me stessa,

alla mia solitudine,

senza più illusioni,

“l’acqua è chiara

e si vede il fondo limpido finalmente “

tengo stretti i miei sogni

e respiro l’odore delle stelle

Questa versione di Le ragazze di Osaka di Finardi insieme a  Rossana Casale è la mia preferita, è intrisa di dolce serena malinconia, la solitudine è una tazza oscura in una stanza più sicura e d’un tratto il fondo diventa limpido e tutto si ricompone in una calma accettazione di se stessi, è una canzone che mi concilia con me stessa.

Mi stupirò

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Tornerò un giorno sull’altalena

di fronte al mare e mi stupirò

di come il mondo è semplice,

come dentro ad una bolla

di  gioia pura e sincera,

e dimenticherò ogni male

per un istante infinito

(foto di iBOOMMY)

Melodia d’infinito

 

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Forse un giorno riuscirò

a non sentire più

quell’unica goccia di pioggia nella pioggia :

quella nota speciale,

quella nota unica,

quella nota blu,

la distinguo tra tutte :

assente e sola,

fa risuonare nel mio cuore

una melodia d’infinito.

Forse un giorno riuscirò

a dimenticarla,

ad ascoltare la pioggia nella pioggia.

Forse una doppia goccia

fiore blu

Doppia goccia d’acqua- doppia goccia di pensiero

Vorrei scriverti una poesia

per dirti quanto ti penso

mentre sta piovendo

ora piano ora forte

l’intensità non cambia

quando ogni goccia risuona nel mio cuore

io penso alle tue lacrime,

io penso a te che permetti alla pioggia di bagnarti

ed io vorrei essere quella pioggia.

Le nubi nere corrono in cielo e inizia a piovere d’un tratto

e I pioppi si inchinano e poi risalgono

e io ascolto la mia musica dentro di me

e mi sento libero per un istante.

Lascio il mondo fuori di me, per un istante.

Per un istante non mi schiaccia.

e poi salgo ad asciugarmi dalla pioggia, accidenti.

Ma non fa niente. Poter sentire le gocce una a una

è stata una grande libertà.”

Basta una sola goccia di pensiero –

basta una sola goccia di pioggia-

Vorrei spiegarti

quel senso di attesa che finisca il temporale

senza portarmi distruzione,

quel senso di speranza d’eterno

senza causarmi perdita,

quel senso di sospensione tra il tuo silenzio e il tuo ritorno

senza farmi spavento che tu non torni più

io penso

a te

mentre le tue lacrime si mescolano alla pioggia

e ti domandi qual è il tuo senso.

e guardi il cielo di velluto lontano

e sei sicuro che stelle e luna ci sono sempre

anche se assenti o invisibili

io ti domando

se basta una goccia di pioggia

a superare ogni distanza

ogni differenza

tu rispondi

Dipende la distanza fra cosa.
Fra due atomi basta una molecola.
Se guardiamo l’uomo rispetto all’universo, è un atomo.
Quindi basta proprio poco.
Basta una goccia di pensiero.”

io ti penso

io ti vedo

ti ricreo con la forza di una goccia d’acqua

come cielo che si specchia nelle pozzanghere

ti disegno un volto puro

e un cuore intatto

accendo le tue labbra di sorrisi

illumino i tuoi occhi

e annullo il pianto.

Ma è solo un illusione

una sola goccia non può-

Forse una doppia goccia di pioggia,

forse una doppia goccia di pensiero-

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