Lupo e agnello

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Ho un lupo e un agnello nel cuore

l’uno cerca carezze e delicatezza

l’altro ringhia e rabbioso

mi strappa a morsi il cuore,

l’uno lo blandisce per anestetizzarlo

prima che l’altro lo divori

 

(foto di MilanoNegro da pixabay)

Annunci

Di tanta delicatezza

Ogni volta che metto la mia vita nelle tue mani,
Mille spine uncinano il mio cuore tra il profumo soave delle rose,
Di tanta delicatezza,
Potresti stringerla fino ad annientarla,
Di tanta delicatezza,
Potresti accarezzarla fino a spezzarla,
Ogni volta che metto la mia vita nelle tue mani

Le Perseidi

Fuochi d’artificio a mare

simulano le scie delle Perseidi,

oscurano la magia della notte che piange,

dove sei mio primo amore…

dove sono le notti in cui guardavamo insieme il cielo

ti chiedevo hai espresso un desiderio, no non me lo dire…

e ora non ci sei più

e io esprimo il desiderio che tu sia felice,

da qualche parte della notte,

e le Perseidi non sono stelle cadenti,

ora preferisco guardare i fuochi al mare,

perfettamente sincronizzati con la fine di questo amore…

Nuovo Lucifero

Nuovo Lucifero

brami il mondo,

bruci i ponti dopo aver attirato le anime gentili,

seppellisci i porti dell’amore sincero,

recidi la linfa delle rose,

studi la lacrima sotto alla lente

per svelare il mistero del saper piangere,

prosciughi i pozzi della speranza

in nome della tua selvaggia libertà,

sei la brama del mondo,

pulisci la tua lama con il mio sangue,

cambi il tuo nome,

cambi il tuo viso,

cambi il tuo travestimento

ti credetti un angelo

in ascolto dei mortali,

sei un nuovo lucifero,

ti prendi gioco

dei poeti ingenui e innamorati

Fragili petali

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Ci sono tre fiori blu nel mio bicchiere…

appassiranno presto,

cadono lievi i petali,

farfalle a cui sono state strappate le ali,

polvere blu tra le mie dita,

dolore impalpabile nel cuore,

getterò i gambi fradici nel bidone,

getterò via i fiori spogli, 
getterò questo amore

lontano da me,

tra le stelle e le lacrime…

Ci sono tre fiori blu nel bicchiere,

tenerezza, amore e speranza,

se non ci sei tu

appassiranno presto,

strappate ali di farfalla,

fragili petali…

Azzurra attesa

Azzurra attesa
nei lunghi silenzi dei pomeriggi estivi
e nelle cupe solitudini invernali.

Azzurra attesa
che qualcuno porti un po’ d’acqua a quei fiori.

Azzurra attesa
che qualcuno si affacci sorridente da quella finestra.

Azzurra attesa di un pianto o di un riso di bimbo.

Azzurra attesa
che venga la vita
a sedersi su questa sedia
a discorrere insieme me.

Azzurra attesa di un angelo di Dio.

(poesia ispirata da questa casa a Fondo, in Val di Non)

attesa

 

Era Amore

Ti aspettavo nel giardino nelle notti di stelle d’agosto,

ti aspettavo di primavera sotto al glicine rosa,

e nelle piogge autunnali che lavano il cuore,

e nel freddo sole dell’inverno,

il nostro tacito appuntamento era libero,

e non accadeva in alcun luogo,

era un tornare a casa,

in una casa vuota e dentro qualcuno che ti aspetta,

era un aprire il cuore e dentro qualcuno che ti ascolta,

era il vetro di un’astronave nello spazio al quale qualcuno bussa,

era deserto in cui fioriscono fiori inimmaginabili,

era…

era Amore.

Il mio sogno senza di te

Il mio sogno si vestì di te,

gli diedi la tua voce e la tua tenerezza,

gli diedi i tuoi occhi e le tue stelle,

gli diedi le tue mani e le tue speranze,

gli diedi le tue labbra e il tuo sorriso…

Il mio sogno è spoglio di illusione, oramai.

Tu sei andato via.

Ora sogno il mio sogno

e mi addormento felice,

il mio  sogno è comodo,

si lascia sognare come desidero,

e ogni notte lo ritrovo,

privo di te,

dentro di me.

Ponte di solitudine

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Il patto era di costruire insieme un ponte,

sponda a sponda,

dal tuo al mio cuore,

non importava chi avrebbe messo di più e chi meno,

non c’era una bilancia e non c’era un tempo per farlo,

c’era il bene e

c’erano due cuori

che progettavano pilastri e campate

fino ad incontrarsi.

Il patto era costruire un ponte.

Io arrivai a pochi metri dalla tua riva

ma all’ultimo il ponte crollò,

ero sola,

lo ero sempre stata.

(foto di Antranias)

Amore inesistente

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Io ho un amore perfetto,

esso è invisibile e assente.

Ho un amore che mai potrà dirmi mai più

o mandarmi via o proibirmi parole di tenerezza,

ho un amore perfetto perché non esiste

e non sei tu.

E’ un amore immaginario,

un amore inesistente.

§§§

A nonexistent love
I have a perfect love,
it is invisible and absent.
I have a love that cannot  say me nevermore
or getting me away or forbidding me  tenderness words,
I have a perfect love because there’s
not you.
It is an imaginary love,
a non-existent love.

(foto di Santiagonader)

Sterilità

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Ho riempito la mia vita di inutile vuoto,

viaggi senza senso,

collezioni d’impolverati oggetti,

inefficaci fiori,

sterili desideri,

inesistenti amori,

per non affrontare l’insostenibile Tutto.

(foto di Hans)

§§§

Infertility

I filled my life with useless empty,
senseless journeys,
collections of dusty objects,
ineffective flowers,
barren desires,
nonexistent loves,
for not addressing the unsustainable Everything.

Lacerante tramonto

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Rosso amore perduto,

infinito amore, ti dico addio,

l’amore muore al tramonto,

l’amore affoga in un tramonto,

l’amore soffoca in un orgasmo,

mi portasti a fare l’amore in un campo,

era l’ora calda e poi fredda del tramonto,

vidi il sole accendersi e spegnersi dentro ai tuoi occhi,

e io seppi di non amarti più…

un addio nel sole che tramonta,

nei colori che trafiggono il mio cuore,

che sa che più non ama,

un addio,

lacerante tramonto

Trita-rifiuti

 

Ho messo nel trita- rifiuti

i tuoi capelli color paglierino,

il tuo sorriso storto,

i tuoi occhi spaventati,

i tuoi denti da vampiro,

infine vi ho buttato dentro anche il mio cuore,

non mi serve più,

ho tritato tutto e ne è uscita una poltiglia informe

che ho esposto al sole e alle mosche

che vi depositeranno uova infette,

le larve dell’oblio compieranno il lavoro sporco,

obliteratrici della carne,

divoreranno ogni ricordo,

senza lasciarne alcuna traccia.

Di tutti – Of all

Di tutti

 

Di tutti i miei ricordi, tu sei il più doloroso;

di tutte le mie delusioni, la più cocente;

di tutte le mie speranze la più serena;

di tutti i miei sogni il più sincero;

di tutte le mie attese, la più forte;

di tutte le mie illusioni la più vera;

di tutti i miei amori,

figlio perduto,

tu sei l’ultimo.

Metto a tacere il mio cuore,

mi nascondo nel mio fiore,

passeggio nel mio giardino vuoto,

annullandomi nel sole

che mi scalda con la tua assenza.

§§§

 Of all

Of all my memories, you are the most painful;
of all my disappointments, the most scorching;
of all my hopes, the most serene;
of all my dreams, the most sincere;
of all my expectations, the strongest;
of all my illusions the truest;
of all my loves,
lost son,
you are the last.
I put silence into my heart,
I hide in my flower,
I walk in my empty garden,
deleting myself in the sun
that warms me with your absence.

Amori a senso unico

amori a senso unico

Io amavo te

e tu amavi il mondo.

Tu desideravi essere utile con le tue idee al mondo

io volevo essere utile a te con le mie preghiere.

Tu cercavi il mondo affinché potesse ricordarti di te

io cercavo soltanto di farmi ricordare da te.

Tu hai amato il mondo

calpestando un granello di sabbia,

io, attraverso te, ho amato

il mondo intero.

§§§

One way lovers

I loved you
and you loved the world.
You wanted to be helpful with your ideas to the world
I wanted to be helpful to you with my prayers.
You were craving the world that it might remind you, forever,
I was just trying to get me remembered you by.
You loved the world
stepping  a grain of sand,
while I loved, through you,
the whole world.

Amore non fa rima con poesia

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Amore non fa rima con poesia,

per questo dico che

la poesia fa male,

la poesia è cattiva,

per troppe parole si perde l’amore,

fossi stata in silenzio

lui sarebbe restato.

Amore non fa rima con poesia,

pertanto

la poesia fa male,

la poesia è cattiva,

di troppe parole si avvelena l’amore,

fossi stata analfabeta

lui m’avrebbe amato.

Amore non fa rima con poesia,

dunque

la poesia fa male,

la poesia è cattiva,

per troppe parole si spaventa l’amore,

fossi stata più attenta

non avrei scritto inutili parole

e lui sarebbe tornato.

Amore

non fa rima

con poesia.

Quindi, se tu ami,

non scrivere poesie al tuo amato,

sono

foglie cadute d’autunno,

fiori di prugno in primavera,

temporali d’estate,

gemme nel gelo dell’inverno,

che mai il suo amore raccoglierai

solo secchi rami,

sfioriti petali,

morte gemme,

avvizziti fiori,

e tristi inutili sorrisi.

(foto di Fotobox_Petra0107)

Alcune porte

 

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Alcune porte si chiudono sempre e per sempre:

porte a scomparsa totale,

non conservano traccia

né di maniglia né di campanello,

prive di nome proprio,

hanno vernici laccate e lisce,

restano mute al mio vano chiamare,

mi scherniscono in silenzio,

giudici impietosi,

e mi guardano,

giudici implacabili,

allontanarmi incredula e sconfitta

di tanto mio bene rifiutato e irriso

 

§§§

 

Some doors

Some doors close forever and ever:

door fully recessed,

they do not retain track

neither handle nor bell,

they are without a proper name,

they have  lacquered smooth paint,

they stay mute to my useless call,

they scoff me  in silence,

merciless judges,

and they look at me,

judges relentless,

wlhile I’m going  away incredolous and defeated

because of my love rejected and mocked

Una stella nera

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“C’è qualcuno là fuori che desideri essere mio amica?”

Chiese trepidante una stella nera alle altre stelle.

una stellina rispose trepidante,

lo ripeté per tre volte,

e per tre volte non ottenne risposta neppure un garbato diniego,

La stellina fu attratta all’interno del campo gravitazionale della stella nera

e ne fu inghiottita,

cercando di uscirne perse tutta la sua energia e si spense.

“Volevi essere mia amica, stellina? Eccoti accontentata!”

L’ombra spasima per nutrirsi di luce,

l’oscurità anela all’amore per farne scempio,

così una stella nera annienta trepidante ogni stella che incontra.

 

§§§

 

“Is there anyone out there that desire to be my friend?”

Inquired anxiously a black star to the other stars?

a little star replied anxiously

“I do desire to be your friend”

she repeated three times,

and three times she got no answer not even a kind refusal,

The little star was caught inside

the strong gravitational field of the Black Star

and was swallowed,

trying to get out she lost all energy and died.

“Was your desire to be my friend, little star? Here you are satisfied!”

The shadow yearns to feed on light,

the darkness craves for  love to make havoc,

so a Black Star annihilates anxiously every star he meets.

Bruciature

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Ogni giorno ti mandavo un sorriso

nella speranza che tu potessi sorridere,

non a me, piccolo fiore,

ma al mondo intero,

non era facile trovare un sorriso da regalarti

ma ne scoprivo sempre uno nuovo, invincibile, solo per te.

Ma tu spegnevi sigarette ardenti

sulle pupille del mio amore

e quei sorrisi, ora,

non hanno labbra ma vivide bruciature,

occhi spenti e speranza morta.

Vi abitano altri

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Ritorno nei miei sogni

nella casa in cui ho vissuto,

appena sposata,

ritorno nei miei sogni

nella casa in cui sono stata felice, forse.

La vita era tranquilla,

un piccolo giardino fiorito,

una finestra sul castello

che pareva un quadro,

la domenica mattina la casa era piena di luce,

avevo due gatti, un marito,

nessun figlio,

ma la vita era tranquilla,

era semplice,

ero felice, forse.

Nella mia casa ora abitano altri,

sono felici forse,

hanno un amore,

curano il giardino che è stato il mio,

guardano il castello dalla mia finestra,

non hanno due gatti,

ma hanno un figlio.

Nella mia casa abitano altri,

io ho cambiato strada,

non passo più davanti alla mia casa di una volta,

mi fa male vedere le luci accese,

e le decorazioni di natale,

e pensare che là dentro

abitano altri

e sono felici, forse.

(nella foto la mia tavernetta con la finestra “quadro” e il mio giardinetto, Natale 2007)

«Aspettami ed io tornerò» – Konstantin Michajlovič Simonov

Una poesia sublime sulla forza dell’attesa e della speranza:
“Solo noi due conosceremo
come io sia sopravvissuto:
tu hai saputo aspettare semplicemente
come nessun altro.” Konstantin Simonov

Poesia in Rete

Emmanuel Sougez, Clo at the window, La Celle-Saint-Cloud, 1933 Emmanuel Sougez, Clo at the window, La Celle-Saint-Cloud, 1933

Aspettami ed io tornerò,
ma aspettami con tutte le tue forze.
Aspettami quando le gialle piogge
ti ispirano tristezza,
aspettami quando infuria la tormenta,
aspettami quando c’è caldo,
quando piú non si aspettano gli altri,
obliando tutto ciò che accadde ieri.
Aspettami quando da luoghi lontani
non giungeranno mie lettere,
aspettami quando ne avranno abbastanza
tutti quelli che aspettano con te.

Aspettami ed io tornerò,
non augurare del bene
a tutti coloro che sanno a memoria
che è tempo di dimenticare.
Credano pure mio figlio e mia madre
che io non sono piú,
gli amici si stanchino di aspettare
e, stretti intorno al fuoco,
bevano vino amaro
in memoria dell’anima mia…
Aspettami. E non t’affrettare
a bere insieme con loro.

Aspettami ed io tornerò
ad onta di tutte le morti.
E colui che ormai non mi aspettava,
dica che ho avuto…

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Un naturale contatto

farfalla

 

Nei lunghi pomeriggi dopo la scuola,

niente voglia di studiare,
suonavano i Pink Floyd nella cassetta analogica,
i nostri maglioni scivolavano sul pavimento,
e noi restavamo pelle contro pelle nei nostri primi abbracci.
Appoggiavo il mio seno adolescente al tuo petto di ragazzo.

Era dunque questo l’amore?
Un naturale contatto di pelle,
Un ascoltare due cuori battere insieme,
Un trattenere il respiro per lo stupore
di sentirsi sfiorare da un attimo d’eterno ?

Nel campo dei lamponi

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La pioggia di agosto venne improvvisa sull’appennino,

una rapida nebbia ci coprì dal mondo,

trovammo riparo nel campo dei lamponi,

raccolsi la tua pioggia nelle mie mani per berne,

e mentre tornava il sole

io accesi l’arcobaleno nel tuo cuore,

nella foresta dei lamponi

le mie labbra si tinsero di rosso

assaggiando l’amore

(foto da pixabay di ChristopherPluta )

Non sopporto il cambio degli armadi

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Non sopporto le giornate che si accorciano,

il tempo accartocciato

e il cambio dell’armadio,

non sopporto le foglie che cadono,

e le piante secche e morte nel campo brinato,

non sopporto le giacenze delle raccomandate,

e le richieste inevase del cuore

e i fili ad alta tensione della ragione.

Non sopporto di non sapere mutare

e di non sapere adattarmi

ad ogni naturale cambiamento,

ad ogni perdita, distacco, assenza.

Non sopporto di riempire i vuoti a perdere,

e le mancanze che non si dimenticano,

non sopporto di aspettare false attese,

non sopporto di essere la maschera al cinematografo.

Non sopporto la raccolta differenziata

e le carte stropicciate delle caramelle,

non sopporto gli orologi in ritardo

e il cambio dell’ora legale,

non sopporto le bottiglie di plastica

e l’impazienza con cui le schiaccio .

Non sopporto la foglia gialla appesa che persiste e non cade,

non sopporto le viti spoglie e inerti,

non sopporto le giornate che si accorciano

come orli sfilacciati di jeans

e soprattutto il cambio degli armadi.

(foto di cocoparisienne da pixabay)

Dal ponte di Furore

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Grande Luce photo

Dal ponte di Furore

 

osservo il tuffo che mai farò :

resto a guardare i sublimi tuffatori delle vertigini

da quell’altezza affrontare con sicurezza il mare;

resto a guardare i tenaci tuffatori di ieri e di domani

alternarsi alle stagioni della mia vita;

sul bordo del ponte io resto a fissare il tuffo che mai farò.

Dal ponte di furore

osservo una sposa che brilla nel sole

le labbra rosse

i piedi nell’acqua

lo scintillio della veste

il sorriso di rosa.

Dal ponte di furore

osservo il tuffo che non ho fatto:

bambini cercano piccoli pezzi di mattonelle

tra la sabbia il brillante perso.

(Foto di Grande Luce al Fiordo di Furore, costiera amalfitana)

Luce di angeli

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Luce abbaglia dalle finestre distrutte

e angeli

restano custodi del tempo che fu

memoria svanita

edera che aggrappa ai muri

suggestivi graffiti sui muri della chiesa di SS Giovanni e Paolo nel borgo fantasma e abbandonato di Castiglioncello, frazione di Firenzuola, nella Valle del Santerno, in Toscana

(info  http://www.appenninoromagnolo.it/borghi/castiglioncello.asp)

Come un geco :)

Come un geco… 🙂

come un geco 2Mi arrampico, non cado e resisto alle difficoltà;

mi mimetizzo e non mi nascondo dalle mie paure;

mi scaldo al sole e mi ricarico di energia;

osservo le piccole cose e sono felice;

una goccia d’acqua è una sorgente;

una foglia il mio ombrello;

un albero un mondo da scoprire;

un anfratto nella roccia il mio universo;

la notte il tempo per cacciare;

il giorno il tempo per sognare…

come un geco 1

Mare dismesso

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Una notte di fine dicembre,

lontani dalle feste e dalla gente,

andammo al mare,

in uno di quei mari dismessi dall’estate,

le cabine chiuse baraccate,

gli alti cumuli di sabbia a barriera,

consumammo una cena frugale

celebrando un rito inconsapevole,

senza sapere che non l’avremmo mantenuto,

né io, né tu.

Fu uno sposalizio marino,

senza testimoni,

senza nulla,

solo il pane

sabbia,

notte,

e un  mare dismesso.

Il palloncino.

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Il palloncino

Tenevi per mano il filo del palloncino della festa,

ne eri fiero e contento,

il vento diede un lieve strappo, attento…

che il filo non ti scappi, un altro alito di vento

il filo si spezzò, distrutto e divelto,

e tu scoppiasti in un pianto dirotto.

Era un giorno di festa,

c’era la giostra con i cavalli e i balocchi,

c’era il mercato con lo zucchero filato e lo scroccadenti,

ma tu tenesti il broncio,

mamma ti ricomprò il palloncino

ma uguale non lo trovasti

e questo non era come quello,

il tuo ordine infranto e alterato,

dal cavallino non volevi più scendere,

i tuoi lunghi calzetti bianchi sui corti pantaloni,

occhi neri, accesi di pianto.

palloncino

Via via il palloncino della mia vita

volò via lontano

in un pianto cristallino,

in un ramo del freddo sole d’ inverno

il palloncino s’impigliò,

io te lo ritrovai

smarrito e scolorito,

sbuffato e mogio

te lo restituii,

ma tu tenesti il broncio,

incrociasti le braccia e dicesti

non so che farne !

io lo guardai:

stupido sciocco palloncino

con il viso di un puffo

di un triste stantio azzurro.

(foto da pixabay)

Nel cuore dell’inverno.

Baci di burro e panna nel cuore dell’inverno.

Ma i baci sono tristi perché finiscono.

E l’inverno dura una stagione troppo lunga.

Vorrei baciarti di nuovo

e accendere eterne primavere.

giostra di notte

Andavamo a piedi per il paese notturno e silenzioso,

le finestre illuminate delle case

si erano già serrate dentro,

nei giardini

le luminarie degli alberi di natale

oscillavano piano,

dondolavano,

ondeggiavano,

nel cuore dell’inverno

ancora qualche traccia di neve.

Nel parco della giostrina chiusa

mi baciasti

mungevi le mie labbra

come a spremere latte

dalle mie piccole acerbe mammelle.

Sai di burro e panna …

mi dicesti…

le tue labbra io non ricordo,

ma erano morbide come neve candida…

Ti perdesti nel bacio di me,

d’improvviso in un soffio

il carillon della giostra

emise un debole gemito…

Passammo via…

andavamo a piedi nel paese

le vetrine mute rispecchiavano

i nostri giovani corpi…

io di te che ricordo?

Burro e panna

e il mio latte acerbo…

Ode del videogiocatore di Luca_75

darth-vader
immagine da https://pixabay.com/it/darth-vader-star-wars-880128/

Ringrazio Luca_75 per il dono di questa poesia.

Luca _75  descrive la sua personale visione di viaggio e la sua plurima essenza di viaggiatore al pari di un moderno Salgari.

 http://www.lucabianconi.it/

 

Per deserti inabitati ho viaggiato solitario,
senza meta vagando dai bastioni di Keraath
agli eterni ghiacciai del nord
banchi e muti.

Tra le stelle più lontane ho trovato l’amor ignoto
del triste canto di un sole morente
ma la magia del cosmo regna viva e per una luce che si spegne
mille nuove se ne accendono.

Ho solcato mari azzurri con il cappello da pirata
inseguendo tesori e miti, ricercato dai banditi
e dai reali di sua maestà.
Barba Nera son chiamato e la Perla è la mia nave.

Mostri e Demoni, Maghi Neri sono nemici dei cavalieri
Bianchi capelli ha lo Strigo, e la gente teme il suo nome
ma un cuore nobile egli nasconde e gli ingrati aiuta
Perche di mostri egli è uccisore e in cambio chiede soltanto amore.

Per milioni di anni eppur senza tempo ho vissuto,
i mortali dal mio regno ho osservato
Ci chiamano Dei, ma Dei non siamo
Siamo i primi nati, eterni e immutabili e per questo imperfetti.

Mille vite io ho vissuto, mille luoghi ho visitato,
son stato eroe o carnefice, uomo o donna
son stato buono e anche malvagio
sono un giocatore

Vertigine.

cercis 2

Arrivare a toccare le stelle con le dita,

eppure sentirsi un fiore di terra

destinato alla polvere,

e in mezzo a tutto questo

avvertire la vertigine di vivere.

Alberi di cercis

e rampicanti di wisteria

si intrecciano,

si abbracciano,

creano archi di immenso,

io  inciampo di fronte a tanta bellezza

e provo la  vertigine e l’ebbrezza di questi fiori,

spudoratamente,

oscenamente profumati.

Bianca vela

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Nella notte,
nel mare
le isole sono spente e silenziose,
solo il faro è acceso e pulsante,
la costa opposta è tutta un palpito di luci vibranti, una nave da crociera attraversa lenta e maestosa il golfo,
nel cielo navigano nuvole strappate e stelle indicano la via verso la luna.
Ma il mio amore è lontano:
poco prima del tramonto
la sua bianca vela è passata
tra le isole senza nemmeno mandarmi un saluto.

E io non so perchè.

Bianca è la sua vela,
bianca la mia anima senza di lui,
poichè l’amore che ho per lui mi fa dimenticare la bellezza del cielo,
poiché l’amore che ho per lui mi fa dimenticare i colori del tramonto.
Bianca e lontana
la vela del mio amore,
bianca e lontana
la mia anima.
Bianca vela perduta
tra le isole,
nella notte,
nel mare.

Evanescente alba

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Il mare risuona come acqua risorgiva,
immobile ed eterno
è sospeso in quest’alba
di petali di rosa.
Il cielo è un delicato bocciolo di velluto,
Alba , tenera amante non riamata,
Accarezza e bagna il mare,
non appena lo risveglia alla luce,
evanescente si dissolve,
sogno di dolcezza,

perdurando la sensazione  di un bacio soave mai dato.
….

Fragile magnifica corteccia

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Non ha corazza
il mio cuore.
Indossa una fragile e
magnifica corteccia:
si sfoglia come pagine di un libro,
si sfalda come pietria arenaria,
si sbriciola come polvere.
Antica tenera corteccia,
Ruvida al tatto,
Ben levigata da sole e vento,
E il tempo ne fa polvere.
Quando lentamente la linfa muore,
Resta fragile magnifica corteccia,
Si sgretola fra le mie dita,
Esoscheletro del mio cuore.

Del tuo essere teso.

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Del tuo essere teso.

Teso lenzuolo al sole.
Teso limite di perfezione.
Tesa ragnatela di rugiada.
Teso ponte tra strappi di nuvole.
Teso elastico sul cuore.
Tesa alchimia tra cerchio e quadrato.
Tesa luna di pace.
Teso bocciolo tra le spine.
Tesa stella che tende ad essere universo.
Teso germoglio che diventa quercia.
Tesa corda dell’emozioni.
Tesa domanda di un senso.
Teso silenzio d’una risposta.
Teso slancio di cometa.
Teso squarcio di lampo sul mare.
Tesa polvere innamorata che lascia una scia.

Tesa attesa, tesa speranza, teso amore…

Del tuo essere teso tendo un arco e mi faccio fionda.

Fiore controvento

una poesia magnifica, un autentico dono 🙂 grazie.

intempestivoviandante's Blog

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Sei nel silenzio fertile di questa fiamma intensa e schiva,
fragranza di pane caldo, arance e rosmarino nel mio petto,
il fremito sottile del tuo fiore che germoglia controvento;
in grembo il solco profondo del tuo pensare a largo raggio.
Appollaiato in cima ai pali di una porta, ai margini del campo
guardi ancora quei fiocchi di cielo  non addomesticati
e ti si scioglie il fiato d’intatta meraviglia,
sì che anche alle finestre s’è appannato il vetro attonito.
Condivido il tuo amore per le asperità ribelli delle forme
contro la perfezione geometrica degli altrui cerchi
Ma quell’oscuro bisogno che abbiamo delle stelle,
quello scintillio dolceamaro che ci reca la scoperta della pioggia,
non ha rivali in altri amori, o glorie, o inutili  difese ed armamenti
quello è il senso della vita e del coraggio, del desiderio e della pelle
è la libertà assoluta che tu da sempre conosci più d’ogni altro

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