Buona notte

Quell’ultima volta io avrei dovuto trovare il coraggio di telefonarti. Perdonami se non l’ho trovato. Perdonami se mai lo troverò. Per rispetto di te e per pudore di ciò che sento.

Ti voglio comunque sempre del Bene.

E non importa tutto il resto, le aspettative e la delusione.

Niente importa.

Il mio pensiero di Bene ti accompagnerà nel tuo viaggio.

Buona notte, tenera rosa, tenera stella.

Il fiore e le poesie


Il fiore scrisse poesie per la stella.

La stella era fatta della materia perfetta della matematica, era fatta di numeri tutti in fila, precisi, logici e ordinati.

Il fiore, invece, era fatto di poesia, un caos di emozioni.

La stella si spaventò e si rifugiò in una lontanissima galassia, nella sua corsa fece cadere polvere stellare sul fiore. Il fiore la raccolse per tracciare delicate parole d’amore che facessero risplendere le emozioni nel buio del cuore fino alle galassie remote.

Che cosa ho sbagliato con te?

Che cosa ho sbagliato con te, stella?

Dicevi che tutti ti abbandonavano,

lasciandoti in disparte.

Io no, avevo cura e attenzione di te,

giovane stella,

ti tenevo sempre con me,

il mio piccolo mondo di fiore era il tuo,

ti accoglievo tra i petali dei miei pensieri

e il mio polline era poesia per te.

Perché hai bruciato il tuo fiore che si prendeva cura di te?

Giovane stella,

cosa ho sbagliato con te?

Pensando ad un figlio che cresce

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Mi sarei seduta con te al tavolo in cucina per prendere un the, oppure no ti avrei portato a prendere un gelato e ti avrei chiesto che gusto vuoi pur sapendo che prendi sempre e solo lo stesso identico gusto, mi avresti parlato di quella ragazza che non ha risposto al tuo invito ad uscire con te ed io ti avrei consolato dicendo che un giorno avresti trovato la persona giusta e l’amore vero, senza dirti che il mio amore vero sei tu, mi avresti chiesto come mai quel gruppo di persone continua ad escluderti e io ti avrei risposto di non curarti di loro, di fare la tua strada e di essere te stesso, perché tu sei perfetto come sei, ti avrei regalato un altro libro di astronomia che è la tua passione e tu mi avresti parlato del tuo telescopio e io ti avrei chiesto se di giorno si vedono le stelle e tu mi avresti detto che di giorno si vede solo il disco del sole e le macchie solari e i filamenti che sbuffano dal cerchio del sole, mi avresti ringraziato del libro e io avrei sorriso pensando che non voglio la tua gratitudine e ti avrei detto che ti voglio del bene e tu forse non avresti risposto, poi sarebbe arrivato un tuo amico con il quale devi andare ad una mostra, allora mi avresti detto ora devo andare ciao e io mi sarei trattenuta per pudore dal darti un bacio e ti avrei guardato allontanare, via da me, provando felicità nel cuore…

(e tutto questo è solo un sogno… tu non esisti)

(foto di slightly_different, autoritratto di se stesso, sedicenne)

Impercettibile…

riordino i tuoi ricordi, metto via i tuoi pensieri, mi propongo di archiviare le tue parole ma poi non riesco…

mi riempio con i tuoi ricordi, l’uniche cose che ho di te, e forse sono solo i miei ricordi e non sono neppure veri e non sono mai esistiti, ma mi appartengono…

e così ogni notte ascolto il battito del tuo cuore dentro al mio

che suono delicato e lieve …

impercettibile per il resto del mondo ma non per me…

Del bene

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Se questa fosse l’ultima cosa che potessi scriverti,

se questa fosse l’unica occasione,

se questa fosse un’altra possibilità,

ti direi soltanto:

io ti voglio del Bene.

E se ti potessi vedere non ti direi niente,

forse,

perché l’amore è una cosa semplice

e non necessita di parole o di spiegazioni.

(Ma dire ti voglio del bene è di più

o di meno che dire ti voglio bene?)

Tra me con te

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Così.. parlando tra me con  te,

tu hai fatto le tue precise valutazioni,

tu hai fatto le tue ponderate scelte,

tu hai preso le tue categoriche decisioni,

tu hai pronunciato due parole molto gravi come mai più

(io ho pianto,

io ho disperato,

io ho pregato,

ho scritto poesie,

nulla è servito,

non chiedo il tuo ritorno,

non sta a me)

avrei voluto che tu avessi potuto trovare

una sola ragione per non andare,

solo questo avrei chiesto,

si vede che non c’è…

per questo non torni…

mai più

.

(foto da pixabay)

Assenza


Un tempo, la mattina mi svegliavo e ti mandavo un sorriso semplice e vero e tu mi rispondevi con la carezza svogliata che si fa a un cane troppo festoso.

Allora tutto era semplice pulito e buono.

Ora la tua assenza fa vomitare la mia anima.

Ho inventato un figlio immaginario che cullo di notte e a cui di giorno sorrido, per non pensarti più.

Mai più.

Volevo soltanto

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Volevo soltanto qualcuno a cui pensare ogni momento della mia vita, al mattino andando al lavoro e ritorno, la notte in tutti i miei sogni, o a Natale quando la solitudine mi si stringe addosso come un cappotto troppo pesante volevo avere qualcuno a cui inviare un tenero pensiero e per il quale segretamente sorridere di viva gioia.

Volevo soltanto qualcuno a cui stare vicino nei passi offerti dalla sua Vita, qualcuno da vedere crescere e per il quale sentirmi felice.

Volevo soltanto qualcuno di cui prendermi cura con delicatezza e aprire le sue ali a quei silenzi impenetrabili, asciugare le sue lacrime inconsolabili, sollevarlo dalle sue inspiegabili paure, lasciarlo andare per vederlo fiorire e generare altro amore.

Tutto è accaduto troppo in fretta ed io non ho avuto modo di imparare.

Ho avuto il tempo del sogno per attenderlo e amarlo, ora ho il tempo dell’oblio per dimenticare di averlo tanto amato.

Volevo soltanto un pensiero da curare, rispettare, onorare e amare.

Volevo soltanto un figlio come te.


I just wanted someone to think about, every moment of my life, going to work in the morning and return, at night in all my dreams, at Christmas when lonelyness squeezes me as a too heavy coat I just wanted to have someone to give a tender thought and someome beacause of I could secretly smile of true joy.

I just wanted someone to stay close in his steps offered by his Life, to see someone growing up and for whom I could feel happy.

I just wanted someone to take care gently and open his wings to his impenetrable silences, dry his inconsolable tears, lift him from his inexplicable fears, let him go and see him flourishing and creating other love.

Everything happened too quickly and I couldn’t learn it well.

I had the time of dream for waiting and loving him, now I have the time of oblivion to forget how much I loved him.

I just wanted a thought to care for, and to respect, to honor and to love.

I just wanted a son like you.

Non so dirti addio

 

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Succederà stanotte, prima dell’alba, io partirò ancora una volta per i luoghi che amo e che tu sai, e questa volta tu non verrai con me, per la prima volta tu non verrai con me…

Quella notte di qualche anno fa, non ricordo più…, mi sembra tanto tempo fa, prima della partenza mi augurasti un buon viaggio e che avresti pensato a me ed io, senza bisogno di parole per esprimerlo, da quel momento ti portai sempre con me, ti nascosi nel mio cuore tanto da credere di sentire i tuoi battiti dentro al mio cuore o viceversa…

Ma questa volta no, non verrai con me, non verrai mai più, e perdonami, amore, se non ho imparato, e forse non imparerò mai, a dirti addio…

Allora fai un buon viaggio di Vita e non ho bisogno di parole per esprimerti che Amore tutto spera, tutto comprende e tutto perdona, anche il fatto che non so dirti addio

Perfettamente umano, imperfettamente divino

Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano. Kahlil Gibran

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E quando amate in modo incondizionato e puro  il vostro amore viene respinto o negato o reso impotente, e se vi aspettate di essere corrisposti e ciò non accade, non sentitevi in colpa o in difetto, perché l’aspettativa non ha mai condizionato la vostra generosità. È perfettamente umano desiderare di dare amore e di riceverne, anzi direi che questa è una cosa che ci avvicina a Dio.

(foto di gridkid da pixabay)