Vi presento Antonella Sessolo, fotografa sorridente…

Antonella Sessolo è prima una donna appassionata e sorridente e poi una fotografa di grandi e piccole emozioni come questa. Il suo gatto si chiama Tigro ed è un fantastico modello.
Antonella cerca lavoro come fotografa, fotografare per lei è come respirare, i suoi scatti sono avvolgenti e sorridenti.
Se siete a conoscenza di un lavoro nel settore moda e fotografia, scrivete ad Antonella nel suo
https://antonellasessolo.wordpress.com/

AntonellaSessolo

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Non servono parole guardate e assaporate le emozioni.

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fotografa AntonellaSessolo

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Il poeta dovrà essere pronto (David Malouf)

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“E cosa altro dovrebbe essere la vita di un uomo, se non lo spingersi sempre oltre quelli che si sa non essere veri limiti?

Cosa altro dovrebbero essere le nostre vite se non una continua serie di inizi, di faticosi adattamenti all’ignoto?

Che cosa altro è la morte, se non il rifiuto di crescere ancora, di subire mutamenti?

E se qualsiasi vecchio sarà pronto a lasciare il suo letto di morte per avventurarsi nell’ignoto, quanto più pronto dovrà essere il poeta, la cui vita intera è stata un’avventura, anche nella quiete di un giardino?”

Ovidio da Una vita immaginaria di David Malouf

(foto di Alexas_fotos da pixabay)

 

E noi siamo pronti ad esplorare il nostro giardino con la macchina avventurosa della Poesia?

Le calzette del Calendario dell’Avvento – Xsmas Countdown

Un calendario dell’avvento di allegre calzette porta dolcini per dare allegria e colore alla vostra casa.
visita il mio negozietto
https://www.etsy.com/it/shop/TheFlowerAndTheStar

The Flower And The Star

https://www.etsy.com/it/TheFlowerAndTheStar/listing/556502201/calendario-dellavvento-con-24-calze-per?utm_source=Copy&utm_medium=ListingManager&utm_campaign=Share&utm_term=so.lmsm&share_time=1505675183633

Una colorata e allegra decorazione natalizia, un calendario dell’avvento per aspettare insieme ai bambini il giorno del Santo Natale.

Questo addobbo è composto da 24 calze numerate da 1 a 24 con una piccola tasca nelle quali è possibile inserire un cioccolatino, una caramella, un torroncino, una filastrocca, o un piccolo giochino.

Le calze sono fatte in feltro, h 14, la pallina in alto è in rattan, bianca o rossa, in basso vi è un cuoricino oppure una fetta di legno sui quali sono segnati i numeri da 1 a 24, che mancano al Natale.

Le calze sono appese in un filo elastico di 2, 5 mt.

E’ possibile appendere il festone con le calze sia a parete oppure da un punto all’altro della camera per creare un effetto scenografico.

Nelle foto potete vedere due versioni, una in rosso chiaro e verde chiaro e cuoricini, l’altra in rosso scuro…

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Per essere albero

Per essere albero devi sapere essere foglia e radice,

sfidare il tempo, nasconderti dentro la terra,

saper crescere dentro ai cerchi concentrici della memoria,

come il segno di tempi che si rincorrono lungo la vita.

Per essere albero

devi saperti protendere al cielo,

saper parlar da solo alla luna,

saperti guardare nel riflesso di un fiordo,

seguire lo scorrere della vita a fianco del fiume.

Come una sequenza ininterrotta di storie da raccontare.

Laboratorio Alberi in festa dei bambini di Satriano di Lucania, 2017

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E io ne sono felice :)

Due bigliettini attaccatati all’albero del futuro a Satriano di Lucania (Potenza), scritti dai bambini della scuola del paese, ci raccontano cosa è la felicità:

E’ bello sapere che

esiste ancora la fantasia,

e io ne sono felice,

è bello sapere che

dopo la pioggia ci sarà l’arcobaleno

e io ne sono felice

§§§

E’ bello sapere che

nel cielo della notte c’è la luna,

e io ne sono felice,

è bello sapere che

viaggiando si conoscono persone nuove

e io ne sono felice

satriano di lucania murales 2 (96)satriano di lucania murales 2 (97)

Prendersi cura dell’amore

L’amore non si dimentica di te anche quando tu lo ignori. Torna, bussa. Se non rispondi ti porta a fondo. Devi averne un po’ paura, ma piu` di tutto devi mostrargli il tuo coraggio. Devi esserci, quando chiama. Devi essere li` e prenderti cura di lui. Solo se lo lasci libero di andare puoi vederlo tornare.Concita De Gregorio da Mi sa che fuori e` primavera

Io e mio padre guardiamo i treni

Io e mio padre guardiamo i treni passare in stazione.Due vite diverse.

Due eta’ diverse.

Anche se ora che di anni ne ho quasi 50… mi pare di aver accorciato le distanze. 

Le distanze con l’ultimo treno, forse…

E allora capita di pensare, forse banalmente, che la vita e’ guardare i treni passare in stazione.

Qualche treno lo prenderai, qualche altro lo lascerai passare, forse qualche treno ti condurra’ dove mai avresti pensato oppure resterai in attesa senza coraggio di salirvi…

E stazioni in cui non scenderai, stazioni in cui troverai nessuno ad accoglierti…

Quante stazioni di notti solitarie, di preghiere e speranze, di lacrime e sogni, e silenzi affidati a un treno che corre lontano….

io e mio padre guardiamo i treni…

Lui stazione ed io treno…

Tag libero : la felicità è quella cosa semplice e piumata…

Tag libero : la felicità è quella cosa semplice e piumata…

cicogna

Ho pensato a quale poteva essere il mio contributo alla felicità, a cosa mi faceva venire in mente la parola felicità.

La felicità è come una piuma
Che il vento porta in aria
Vola lieve
Ma ha una vita breve
è necessario ci sia vento senza fine

Vinicius De Moraes

Felicità è quella cosa semplice e piumata… che ci sorprende in un istante poi come piuma vola via…

se mettessimo insieme tutte le nostre piume… forse si alzerebbe in volo un uccello di nome Felicità …

Ecco le mie piume di felicità, quali sono le vostre?

Qual è il vostro contributo alla Felicità?

1) essere nel cuore di chi mi ama anche se si è lontani

2) poter vedere o sentire il sorriso di chi amo

3) gioire della felicità e del successo degli amici

4) provare gratitudine per il dono della vita e vivere, onorando il mondo e soprattutto i suoi figli

5) gioire della bellezza del mondo, di un fiore, di un albero, di una vita…

6) poter sognare, sempre e comunque, anche quando ti dicono che non serve a niente e non vale la pena

7) saper perdonare e comprendere che l’amore è qualcosa che va Oltre, oltre ogni ragione, ogni logica,  e persino oltre me stessa

8) saper fare scorta dei momenti belli e poterli ricordare sempre

9) sentirsi liberi anche quando ci si sente in gabbia o impotenti o depressi

10) essere qui e ora nel mio quadratino che è il mio posto nel mondo

11) essere me stessa, amarmi e ad amare gli altri in modo incondizionato

12) fare di me un dono per gli altri per ciò che sono e per ciò che posso

13) accogliere con gentilezza l’Altro come un arricchimento della mia vita

(le mie piume sono numerate per praticità ma senza un ordine di preferenza)

Aspetto le vostre piume!

Questo è un tag come gli altri, potete riproporlo nei vostri blog se vi piace e se volete contribuire alla Felicità… le regole le decidete voi… perchè la Felicità è sempre fuori dagli schemi!!!

(foto di Blickpixel)

L’essenza umana affonda le radici nel fango

Il fior di loto asiatico, Nelumbium speciosum, è una pianta acquatica, le cui foglie, grandi fino a 60 cm anche hanno la particolarità di essere idrorepellenti, nell’induismo e ne buddismo è considerato sacro.

I fiori, i semi, le foglie giovani e i rizomi sono tutti commestibili. In Asia, i petali vengono mangiati mentre le foglie sono solitamente utilizzate come piatto per il cibo. Il rizoma è utilizzato come condimento. Mentre i frutti secchi sono usati come decorazione.

Nel buddhismo è il simbolo dell’essenza umana che, pur rimanendo pulita, affonda le radici nel fango della realtà. Senza il fango il loto non può esistere, così come il Buddha si manifesta grazie agli affanni della vita quotidiana. Inoltre il loto sviluppa il frutto e il seme nello stesso periodo e quindi è il simbolo della legge buddista di causa-effetto.

Bellissima la foglia che sembra quasi un ombelico che raccoglie l’acqua della vita… e al di sopra del fiore simile ad un bottone si forma già il frutto nel ciclo eterno della vita…

Senza affondare le sue radici nel fango, tanta bellezza del fior di loto non potrebbe manifestarsi…

E così quando sembra di essere caduti nel fango, ecco che il fiore riprende più forza creando il suo frutto simile a un bottone dorato…

Ti prego, innamorati!

Ti prego, innamorati!

Innamorati di un gatto, di un cane, di una stella, di un sogno, di un’idea, di un progetto, di una persona, di un paese, di una montagna, di un fiore, di un sorriso, innamorati di te, innamorati della vita.

Perché innamorarsi restituisce dignità al vivere, perché innamorarsi fa vedere ogni colore, fa gustare ogni sapore, fa sentire le stelle e fa scrivere poesie, perché innamorarsi è la vita che scorre forte nelle vene, è la vita che ci porta via con sé, in un ballo, in un turbine, in un canto…

Ti prego, innamorati!

ASSETATI DI VITA di Fausto Corsetti

ASSETATI DI VITA
di Fausto Corsetti
L’attesa è l’abilità di riconoscere la completezza nel dettaglio e, stupiti, provarne intima riconoscenza. Accade, talvolta, di non vedere nulla o nessuno che desti attenzione, di non avvertire più alcun interesse, di non provare dentro più alcuna passione, di non coltivare più alcuna curiosità, di non assecondare più alcuna sfida, di non lasciarsi sedurre più da alcun sogno.
Tutto appare già sufficientemente noto, sperimentato, appreso, accaduto. Soltanto il “dovere” o un radicato “senso di responsabilità” sembra dare senso a giornate diventate troppo uguali o scontate.
La prova o anche, per altre ragioni, l’appagamento riescono, troppo spesso, a soffocare il desiderio di cercare, di inseguire, di costruire, di sognare, di incontrare, di imparare. Allora il desiderio diventa nostalgia, il sogno illusione, il futuro disincanto, il presente fatica, la vita sopravvivenza.
Senza attesa, senza trepidazione, senza incertezze, senza bisogni non solo non c’è futuro, ma nemmeno presente.
Soltanto la sete e il bisogno rendono possibile il cammino, la ricerca, la passione, il desiderio.
Un poeta appagato dalla vita potrebbe mai abbandonarsi davanti al foglio bianco?
Un pittore nauseato dalla realtà potrebbe mai dare vita ai colori?
Potrebbe mai raccontare qualcosa di nuovo la penna di uno scrittore incapace di andare oltre le apparenze dei fatti e dei sentimenti?
Potrebbe mai inseguire la persona amata colui che rimane concentrato su di sé e sulle proprie aspettative?
La sete è la vera guida della nostra esistenza: insegna al fiore a trattenere la rugiada della notte; muove i passi degli animali alla spasmodica ricerca di lontane pozze d’acqua; spinge l’uomo a chiedere.
Dove c’è sazietà non vi è slancio, dove c’è appagamento non vi è cammino. Se non c’è inquietudine non vi è desiderio e tanto meno voglia di vivere. La sete, la sete di trovare pace, di ricevere tenerezza, di donare amore, di portare gioia, indica che non si è ancora arrivati, non si è ancora trovato, non si è ancora ricevuto, non si è ancora donato.
La sete è incompiutezza, ma resta almeno una buona ragione… per vivere. Solo la sete permette a due amanti di ritrovarsi a sera con la stessa trepidazione, sorpresa, attesa del primo incontro. Solo la sete consente di vivere questa nostra esistenza come un grande dono, come una incessante attesa, come una raccolta mai completata di frammenti che lasciano presagire la Completezza.
ASSETATI DI VITA
di Fausto Corsetti

Nuove piume di speranza (di Dina)

Queste sono le parole che Dina di https://emozioni759.wordpress.com/ mi ha regalato, io la ringrazio di cuore e le regalo a voi perché possano esservi di balsamo come lo sono state per me

Le anime delicate vanno trattate con garbo e gentilezza. Perché nei momenti di caduta, possano scovare nuove piume di speranza, per riprendere il volo, lasciandosi guidare dal vento dell’amore.
♥️

Le anime belle vanno rivestite di gentilezza e di affetto.
Perché il loro valore non si disperda, ma, anzi, tragga forza per ripartire in volo, con ali più cariche di nuove piume….

Per quel sorriso

Ieri sera ho telefonato a mio zio Fausto, il padre di Gianmarco, che è disabile grave. Fausto era sfinito… il ritorno dal Brasile in Italia con tanti dubbi sul possibile intervento che Gianmarco dovrebbe subire alla schiena. In Brasile Gianmarco è stato a lungo in ospedale, un ospedale che di ospedale ha solo il nome… non aggiungo altro…

Gianmarco ora si alimenta solo con la sonda, mio zio mi ha detto ” sono tornato ma sono frastornato, devo adattarmi all’uso della nuova sonda che la sanità italiana fornisce, ho portato Gianmarco a fare una passeggiata, lui sorride ancora ma non come prima…”

non ho saputo rispondergli anche se l’ho sentito forte questo dolore che ti annienta, che non ti fa dormire, che ti fa pregare e sperare.

il dolore di un padre, il dolore di una madre sta tutto qui:

in un figlio che non sorride, in un figlio che non sta bene, in un figlio a cui vorresti dare tutto e di più, in un figlio che vorresti sentire felice, in un figlio che vorresti solo vedere sorridere …

Cosa non si farebbe per quel sorriso!

Non importa tutto il resto, non importa nulla se non quel sorriso…

Un padre lo sa, una madre lo sa…

(e leggo anche qui su WP le vostre storie di dolore e vi sono vicina nel silenzio)

 

Progetto tartaruga

Sulla spiaggia del villaggio turistico di Praia do Forte, 70 km a nord di Salvador de Bahïa (Brasile) , è possibile visitare il centro del progetto Tamar (tartaruga) , è un ecomuseo dove si osservano le tartarughe marine nuotare all’interno di grandi vasche. Fu fondato nel 1980 per salvaguardare le specie di tartarughe marine a rischio che vengono a deporre le uova sulla spiaggia da settembre a marzo in aree protette. Il centro ospita le uova fino alla schiusa, quindi i piccoli vengono aiutati cresciuti e portati in mare.

Nel 2007 ho visitato questo centro e ho assistito alla schiusa delle uova e ho potuto prendere in mano un piccolo appena nato, fragilissima e tenera creatura.

L’autismo non mi ha rapito – Autism didn’t ‘steal’ me: non sono il pezzo mancante del puzzle!

Liana, una ragazza autistica, scrive di non sentirsi il pezzo mancante del puzzle della vita, ma che tutte le persone, autistiche e non, fanno parte della creazione e che sono stati messi in questo mondo per un senso preciso:

Mi fa rabbrividire, più che un po ‘, quando qualcuno fa l’osservazione che l’autismo ha “rubato” il suo bambino. Danno la colpa ai vaccini. O a sostanze chimiche ambientali. O forse all’età del loro partner o di se stessi quando il loro bambino è stato concepito. O forse la mamma ha preso troppi antidolorifici nel corso della gravidanza. O forse è un mistero. Ma essi credono che qualcuno o qualcosa ha preso il loro bambino lontano, e con lui / lei, le speranze e i sogni che li accompagnano, e forse anche il loro futuro, e che sono destinati a una vita di terapie, di educazione speciale, e ad essere seguiti da caregiver per la vita. Essi stanno cercando qualcuno o qualcosa a cui dare la colpa. Attacca la coda all’asino. Risolvi il puzzle. E, quasi prevedibile, il pezzo del puzzle è diventato il logo infame, utilizzato da un certo numero di organizzazioni che si occupano di autismo.
Top secret: la maggior parte di noi, la gente nello spettro autistico o di Asperger, disprezzano il pezzo del puzzle. Per me, non mi manca alcun pezzo.

Non sono neanche un puzzle da risolvere. Per me, è il mondo che è fonte di confusione. Le persone del mondo sembrano mancare alcuni pezzi. Come il fatto che gli esseri umani siamo interi, validi, completi, così come siamo. Che forse, la natura sapeva quello che stava facendo, quando ci ha creato. Che forse, il grande mistero è il motivo per cui siamo qui. Che forse, possiamo migliorare il mondo e la qualità della vita per tutti i suoi abitanti. Che forse, noi in realtà apparteniamo a questo mondo e che siamo stati messi qui per una ragione.

Ma nel mondo non è presente la nostra voce. O piuttosto veniamo ignorati. Tutto mentre si mormora di pezzi mancanti. La vita, a quanto pare, non è senza un senso di ironia. Io sono nato autistico. E’ stato prestabilito in qualche modo, in un modo che non abbiamo ancora scoperto. Va bene con me se che rimane un mistero. Alcuni misteri sono belli, e destinati a rimanere misteri al fine di essere preservati….
L’autismo non è un ladro; è un modo diverso di essere.
L’autismo non può avermi rapito. Perché come ogni altro essere nello spettro autistico, io sono proprio qui. Liana

the silent wave

Like I mentioned in a recent post, April is probably going to expose my Activist Face.  Not every post will smack of activism.  But I reckon that a greater portion of them will than is typical for me.  I think it’s possible that my subconscious is railing against the backdrop of blue heaped upon our fields of vision for a month out of every year, and my instincts tell me to issue a haughty retort.

It makes me shudder, more than a little, when someone makes the remark that autism “stole” their child.  They blame vaccines.  Or environmental chemicals.  Or maybe the age of their partner or themselves when their child was conceived.  Or perhaps mom took too many over-the-counter pain relievers during pregnancy.  Or maybe it’s a mystery.

But they believe that someone or something took their child away, and with him/her, the accompanying hopes and dreams, and maybe…

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Un Blu distante come il suono del Silenzio

Un Blu distante come il suono del Silenzio

Cose da V

WP_20170402_15_19_13_Pro Spiaggia, oggi. Con le scarpe poco prima del mare.

Camminiamo distanti: io e mio padre.

Siamo su questa spiaggia semi deserta, oggi: una giornata di aprile, ventosa. Un sole che non scalda molto.

Ma a me non interessa.

Non mi interessa che sia aprile. Che sia primavera. Che ci sarà l’estate. Non mi interessa sapere che oggi è una giornata a me dedicata, io sono un bambino.

Io e mio padre camminiamo sulla sabbia. Mi sono tolto le scarpe e le ho lasciate a terra. Mio padre le ha raccolte, le tiene in mano lui.

Lo guardo. Distante.

Camminiamo, distanti.

Non ci sfioriamo neppure, ma so che devo stare con lui, non posso allontanarmi troppo.

Sono un bambino.

Fisso il mare. Immenso. Non è calmo oggi, a causa del vento.

Le onde si infrangono senza dolcezza sugli scogli e fanno un rumore simile a un tuono.

Spezzano questo silenzio.

Non…

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La porta nella roccia dell’autismo

Il due aprile per un padre di un ragazzo autistico a basso funzionamento

Brotture

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In questi giorni che precedono il due aprile, giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, ho cercato a lungo un’immagine che potesse visibilmente incarnare la situazione reale, e non illusoria e fantasiosa, in cui versa la mia famiglia con un ragazzo autistico a basso funzionamento, e in cui versano numerose altre famiglie che vivono la stessa esperienza. Ho trovato questa immagine, potentissima, in un quadro di Karl Friedrich Schinkel , del 1818. Si intitola La porta nella roccia, e mostra un gruppo di tre persone con due muli che stanno salendo a fatica per una stretta via tortuosa verso un portale immenso. Sembra quasi di avvertire un vento gelido che esce dal quadro. Cosa ci sarà oltre quel portale, cui si giunge dopo aver corso pericoli e speso energie a dismisura lungo una strada infinitamente lunga? Che destino attenderà i viaggiatori? Ci sarà ristoro o un’altra infinita via? È una…

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Ogni mattina affrontano una battaglia che non sanno nemmeno di vivere. Donate loro la pace. Guardatelo negli occhi. Pensate davvero che possano farvi del male? Sono bambini. Forse lo saranno sempre. Ascoltateli. Parlate con loro. Sì, vedrete una scimmia sul semaforo, ma loro saranno felici. Per un istante, li renderete felici. Ne vale la pena. Davvero.

2 aprile 2017 – Giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo

“Ogni mattina affrontano una battaglia che non sanno nemmeno di vivere. Donate loro la pace. Guardatelo negli occhi. Pensate davvero che possano farvi del male? Sono bambini. Forse lo saranno sempre. Ascoltateli. Parlate con loro. Sì, vedrete una scimmia sul semaforo, ma loro saranno felici. Per un istante, li renderete felici. Ne vale la pena. Davvero.”

Ilmondodelleparole

Che cosa vuol dire?

Avete mai conosciuto una persona autistica? Trascorso qualche ora con lei? Ci avete mai parlato? Avete mai guardato i suoi occhi?

Filippo è nato un anno prima di me, ma abbiamo frequentato le stesse scuole elementari. Era un bambino, e un bambino gioca, disegna, corre, sorride. Ma Filippo era diverso. È brutto dirlo, perché non riesco mai a capire se questa diversità sia un muro oppure un ponte, ma so per certo una sola cosa: Filippo con noi era felice. Ci hanno insegnato a volergli bene, a capirlo, a parlare con lui, nonostante le sue risposte fossero lente, vuote, spesso monosillabi, ci hanno insegnato ad ammirare i suoi disegni, nonostante fossero linee, cerchi deformi, nonostante in quei fogli a volte non ci trovassi niente. Ricordo quando, un giorno, per spiegarmi il suo lavoro mi disse “C’è una scimmia sul semaforo”. Aveva disegnato una scimmia sopra il…

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What is Autism Awareness?

Sorgente: What is Autism Awareness?

“Voglio che mia figlia possa essere in grado di vivere la vita che desidera”

Parla Emma, la mamma di una bambina autistica, e ci spiega cosa è per lei la settimana sulla consapevolezza dell’autismo:

“Che cosa è la settimana della consapevolezza dell’autismo?
La maggior parte delle persone ha sentito parlare di autismo, quindi non siamo riusciti a sensibilizzare a riguardo dell’autismo?
Alcuni potrebbero obiettare sì, io non sono d’accordo. Cosa è la consapevolezza dell’autismo?

Consapevolezza dell’autismo per me significa raggiungere la consapevolezza della condizione e di cosa essa significa.
Quindi si tratta comprensione piuttosto che di consapevolezza?
(Anche se settimana della comprensione autistica non suona tanto bene!)

Io cerco di sensibilizzare l’opinione pubblica per aiutare mia figlia ad essere accettata.
Così è la consapevolezza, accettazione?
Dovrebbe essere autismo accettazione settimana?

Si tratta di un insieme di cose.
Mi sforzo di sensibilizzare l’opinione pubblica in modo che autismo venga compreso e accettato.

In un mondo in cui tutti conoscono la parola autismo, perché non viene accettato?
Soprattutto perché non lo si capisce.
Se ci imbattiamo in qualcosa che non capiamo noi non ci crediamo. É la natura umana.
L’impegno di questa settimana è di educare le persone con le nozioni di base sull’autismo, nella speranza che vorranno saperne di più.
E che imparando di più, cominceranno a capire, e attraverso la comprensione cominceranno ad accettare.

Allora, qual è la consapevolezza settimana tutto su?
É l’occasione per spiegare i comportamenti unici dei nostri figli?
É l’occasione per spiegare perché il nostro bambino può avere un meltdown in pubblico?
Serve per educare il pubblico che commenta la nostra genitorialità o il comportamento del bambino?

Se descrivo la nostra vita quotidiana, il buono e il cattivo, per una settimana ti farà diventare consapevole dell’autismo?
Se
faccio una lista dei possibili sintomi di autismo ciò ti renderà più consapevole?
É estremamente difficile aumentare la consapevolezza dell’Autismo a causa dell’unicità della condizione.
Ogni singola persona con autismo è divers
a.
L’autismo
copre uno spettro enorme di condizioni che variano sensibilmente.
L’obiettivo della settimana è quello di promuovere l’autismo attraverso la comprensione, per
raggiungere l’accettazione.

Voglio che mia figlia sia felice.
Che stia bene nella propria pelle.
Voglio poter dire che lei ha l’autismo e non vergognarmi.
P
oter abbracciare i suoi tratti unici e goderne.
Voglio che lei sia in grado di vivere la vita che desidera per se stessa.
Tutto questo può essere raggiunto solo attraverso l’aumento
della consapevolezza sull’Autismo.

Mio figlia non è invisibile.
Mio figli
a non ha un aspetto autistico.
La mia bambina non è una bambina viziata che fa un capriccio perché non può ottenere una cosa.
Il mio bambino non sarà curat
a se venisse a vivere con te per una settimana.
Mi
a figlia non smette di avere un meltdown con uno schiaffo.
La mia bambina non mi tiene sveglia tutta la notte perché è cattiva.
Mio figli
a ha una disabilità neurologica e di sviluppo che dura tutta la vita, chiamato autismo, che colpisce il modo in cui lei si comunica e si confronta con gli altri e come mia figlia sperimenta il mondo intorno a lei.

Lei è unica, e aumentando la consapevolezza sull’autismo, lei sarà accettata e le sue differenze apprezzate.”

An Open Letter from an Autistic Child in Meltdown, Written by an Autistic Adult Who Still Melts Down From Time to Time

Una lettera aperta da un bambino in un meltdown, scritta da un adulto che ha ancora meltdowns

Per chi è preoccupato,

Grazie per essere preoccupato; significa che ti importa di me e della mia famiglia. Ma ho notato che non capisci cosa sta succedendo, così voglio farti sapere perché faccio queste cose che ti ha preoccupano.

Sono probabilmente …
1. sono forte (o forse troppo tranquillo).
2. sto cercando di nascondermi
3. sto scappando via scappare.
4. Mi muovo in modi che ti sembrano poco familiari
5. mi comporto in modi che tu non capisci.

Io non sto …
1. non mi sto comportando male.
2. non sto cercando di dare fastidio.
3. non sono viziato.
4. non sono cresciuto male.
5. non sono un criminale.

Sono autistico e ciò significa che …
1. Lotto per soddisfare le mie necessità
2. sono sopraffatto da troppi input sensoriale o emozionali.
3. mi sento impotente in un mondo spaventoso e caotico.
4. sono in un momento difficile con l’ autoregolazione emotiva e la cura di me.
5. ho bisogno della tua comprensione e accettazione.

Vorrei che tu non giudicassi me o i miei genitori con severità in questo momento perché …
1. Sto avendo un momento davvero difficile e avrò bisogno di un sacco di tempo di recupero dopo.
2. I Meltdowns sono dolorosi e imbarazzanti per me, anche se tu non lo vedi.
3. I miei genitori sono brave persone che cercano di aiutarmi al meglio possibile.
4. Non hai idea di quanto sia difficile provare e cercare di fare bene ogni giorno.
5. Io e la mia famiglia proviamo insieme a evitare tutte queste sensazioni davvero negative per le quali io mi stresso.

Potresti aiutarmi meglio in questo modo …
1. Non fissare me o la mia famiglia; ci sentiamo già abbastanza male.
2. Non toccarmi; sto già cercando di far fronte a così tante cose e il tuo tocco è troppo.
3. Non fare brutti commenti a noi o ad altre persone in nostra presenza.
4. Aiuta me e la mia famiglia a muoversi in sicurezza in un luogo più tranquillo, se possibile.
5. mostrati compassionevoli con tutti noi per il duro momento che stiamo vivendo.

Se si vuole evitare che ciò accada di nuovo …
1. Imparare a riconoscere i miei segnali di stress e aiutami a uscire da situazioni difficili.
2. Non pensare di fare un azione di prevenzione allo stress come per esempio “coccolandomi” ma piuttosto dammi la cura necessarie.
3. Lasciami adattare alle nuove situazioni al mio ritmo, anche quando ciò ti appare dolorosamente lento.
4. Non me sovra-espormi a stress, pensando che io possa abituarmi ad esso
5. Sii disposto a cambiare i suoni e le luci o numero di persone per aiutarmi a sentire più sicuro.

Se ti faccio un sacco di domande …
1. Io non sto cercando di infastidirti; ti prega di ascoltarmi, anche se ripeto la stessa domanda più volte.
2. E ‘ancora più importante ascoltare quando è la stessa domanda è ripetuta più volte.
3. Le mie domande mi servono a capire il mondo e a sentirmi al sicuro. Aiutami con questo.
4. Porre molte domande può significare che sono impaziente, ma può anche essere un segno di stress; impara a distinguere.
5. Sentirmi ignorato quando pongo domande possono portarmi ad un alto livello di stress fino ad un meltdown.

Quando io ho un meltdown o comunque devo lottare per regolarmi al tuo evento …
1. non significa che io non ti voglio bene. Posso volerti un sacco di bene ma ancora io non sono in grado di mantenere il controllo.
2. Ciò non significa che non voglio venire. Posso venire sopraffatto facendo le cose che mi piacciono davvero.
3. Ciò non significa che non sono grato di essere lì. Meltdown è così forte che prende il sopravvento per un po ‘.
4. Ciò non significa che io non voglio tornare. Forse quando ci sono meno persone?
5. Non volevo rovinare il tuo evento. Cerca di non fare sentire me o la mia famiglia male a questo proposito.

Si potrebbe pensare che sono abbastanza grande per essere in grado di controllare “questo tipo di comportamento”, ma …
1. Il mio sistema nervoso si è sviluppato con un calendario diverso da altre persone della mia età.
2. Una meltdown è come un sequestro o come vomitare: la forza di volontà e la disciplina non lo impediscono.
3. Se io sono un adolescente o un adulto, per favore non chiamarmi bambino o ragazzo perché ho ancora Meltdown.
4. Mi sento malissimo durante e per lungo tempo dopoil meltdown; se potessi smettere, lo farei.
5. Essere in grado di fare qualcosa di diverso “oltre i miei anni” non cambia il mio sistema nervoso.

Quando la gente giudica me e la mia famiglia perché ho meltdowns, io mi sento …
1. mi sento un peso (e che è una sensazione orribile che spero tu non possa mai provare)
2. mi vergogno di me e delle cose al di fuori del mio controllo.
3. sono spaventato di poter essere una persona cattiva che fa male gli altri.
4. sono triste e arrabbiato che faccio fatica a lottare con un mondo che è così difficile e spietato.
5. mi sembra che nessuno capisca quanto sia difficile per me di essere una buona, persona adulta.

Grazie per avermi ascoltato e per cercare di mostrare più comprensione, accettazione, e disponibilità. So che avete paura di fare o dire qualcosa di sbagliato, ma il fatto che ti senti in questo modo è un buon segno. Vuol dire che stai cercando di essere gentile e disponibile e le vostre intenzioni faranno un lungo cammino. Insieme alla tua sensazione di fare la cosa giusta, cerca di informarti maggiormente sull’autismo – soprattutto attraverso la lettura delle parole di persone autistiche che vivono questa realtà ogni giorno della loro vita. Quanto più tu impari, più tranquillo sarai la prossima volta che vedrai qualcuno avere un meltdown.

Soprattutto, assumi le migliori intenzioni e gli sforzi più forti da parte mia e da parte della mia famiglia, dagli amici e dagli altri che sono con me. Segui le mie indicazioni e, quando sono troppo stressato per aiutarti ad aiutarmi, segui l’esempio di coloro che mi conosce meglio. Quando mi aiuti a far fronte a un meltdown e quando contribuisci a creare un ambiente che mi aiuta a evitarlo, tu stai aiutando a costruire un mondo più gentile dove ci sia spazio per tutti, non importa che tipo di menti essi hanno. Questa è una grande cosa stai facendo e si dovresti essere contento di essere parte di qualcosa di così grande e pieno d’amore.
1. Grazie per riconoscere il mio valore
2. Grazie per essere una persona di valore
3. Grazie per prenderti cura di persone autistiche
4. Grazie per prenderti cura di me,
5. Grazie
da un disorientato e completamente stressato autistico che spera di sentirsi molto meglio presto.
Shannon Des Roches Rosa, domenica, 23 ottobre 2016

My Out-of-the-Box Child

Copied from: An Open Letter from an Autistic Child in Meltdown, Written by an Autistic Adult Who Still Melts Down From Time to Time

To Anyone Who Is Concerned,

Thank you for being concerned; it means you care about me and my family. But I notice you don’t understand what is happening, so I wanted to let you know why I am doing these things that got you concerned.

I am probably…

  1.  Being loud (or possibly WAY too quiet).
  2.  Trying to hide.
  3.  Running away.
  4.  Moving in ways that look unfamiliar to you.
  5.  Moving in ways that you don’t understand.

I am not…

  1.  Misbehaving.
  2.  Trying to bother you.
  3.  Spoiled.
  4.  Badly brought up.
  5.  Criminal.

I am Autistic and that means I…

  1.  Struggle getting my needs met.
  2.  Feel overwhelmed by too much sensory or emotional input.
  3.  Feel powerless in a frightening and chaotic world.
  4.  Have a hard time with emotional self-regulation and self-care.

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Autism Awareness Week. Autismo è desiderare un abbraccio, ma ottenere un pugno – Autism is craving a hug, but getting a punch.

Autismo è desiderare un abbraccio, ma ottenere un pugno – Autism is craving a hug, but getting a punch.

Una mamma ci racconta in modo onesto e sofferto la sua esperienza con l’autismo della figlia:

Oggi segna l’inizio della settimana Autism Awareness.
Intanto avrei voluto condividere una storia positiva, oggi è stato così difficile, che non posso.

Non posso dire che l’autismo è sempre un luogo felice.
Non posso dirvi che una volta capito l’autismo si capirà il vostro bambino.
Non posso dirvi che le cose diventeranno più facili.
Non posso dirvi queste cose perché a volte queste cose non sono vere.

Quello che sappiamo è che ogni persona con autismo è diverso.
Ognuno condivide con l’altro alcune difficoltà, ma si è affetti in modi diverso.
Non esistono due persone uguali come non esistono due giorni uguali … .

Sappiamo tutti che i fatti comuni sull’autismo.
Sappiamo che la diagnosi è in aumento di pari passo che la nostra conoscenza sull’autismo sta aumentando.
Quello che il pubblico non sa è che a volte l’autismo è orribile.
Veramente orribile.

L’autismo può essere spaventoso, violento e fuori controllo.
L’autismo è realizzare un centinaio di strategie da mettere in atto e poi il giorno dopo esse falliscono tutte quante.
L’autismo è essere assolutamente esausti, ma rimanere svegli tutta la notte.
L’autismo è l’essere più imprevedibile che io abbia mai incontrato.

L’autismo è desiderio di un abbraccio, ma ottenere un pugno.
Voler sollevare un bambino che piange tra le tue braccia, ma ricevere calci in testa.
Voler dire al vostro bambino che tutto è ok, che è al sicuro, ma avere i suoi occhi grandi occhi dallo sguardo vuoto che fissano a attraverso di voi.

Ad essere onesta, qualche volta io detesto l’autismo.
Molto.
Qualche volta, io mi sento come se l’autismo mi avesse rubato il mio bambino.

Our Autism Blog

Today marks the start of Autism Awareness week.
Whilst I wanted to share a positive story, today has been so difficult, that I can’t.

I can’t tell you that Autism is always a happy place.
I can’t tell you that once you understand Autism that you will understand your child.
I can’t tell you that things get easier.
I can’t because sometimes these things just aren’t true.

What we know is that each person with Autism is different.
Each sharing certain difficulties but being affected in different ways.
No two people are the same….no two days are the same.

We all know the common facts about Autism.
We know diagnosis is on the increase as we understand the condition more.
What the public don’t know is that sometimes Autism is horrible.
Truly horrible.

Autism can be scary, violent and out of control.
Autism is getting a hundred strategies to work…

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Solitudini incomunicabili

(un racconto)

Evelina proprio non riusciva a capacitarsi di ciò che aveva appena letto e non riusciva ad emettere una sola parola. Dire che ciò che aveva appena letto l’aveva colta di sorpresa era davvero dire niente.

Dovette rileggere e rileggere più volte quella breve lettera per capirne e assimilarne il contenuto. Solo dopo averlo fatto almeno una decina di volte capì quanto quelle parole le si fossero conficcate dentro, tanto profondamente che nessun bisturi avrebbero potuto togliere. Quelle parole la condannavano, la umiliavano e la calunniavano.

Possibile?

Possibile che un bene tanto puro potesse essere stato così frainteso e calpestato?

Sentì il sangue prosciugarsi nelle vene, provò un capogiro, le lacrime non scorrevano, ebbe un crampo allo stomaco contratto.

Cercò di credere che egli avesse scritto quelle così poco delicate parole se non in momento di rabbia, e se così fosse stato, se si trattava solo di rabbia per quanto violenta, allora tutto era perdonato, tutto sarebbe tornato a posto.

Passarono le ore i giorni poi le settimane poi i mesi e niente tornava a posto…

Evelina iniziò a pensare che non si era trattato di rabbia momentanea, ma di un atto deliberato e consapevole…

Il mondo le si rovesciò nuovamente perdendo l’abituale colore, il verde del prato era di uno strano verde irreale e la luna aveva riflessi metallici e il sole non era più il sole, trascorse ore ed ore  davanti alla finestra per vedere se il mondo fino allora noto e rassicurante potesse quello di prima, il verde verde, la luna dolce, il  sole caldo …

Tutto le sembrava finto, specie quell’erba… appariva sintetica e no, non lo era.

La realtà era inaccettabile.

Perché era crudele, perché era ingiusta.

Perché quelle parole?

Non erano vere. Semplicemente non erano vere.

Esse rivelano finalmente i sentimenti di lui nei suoi confronti, Emanuele per quanto ci avesse provato,  non l’aveva mai veramente inclusa nella sua vita, aveva finto sino a quel momento in cui la rabbia lo aveva smascherato e gli aveva fatto scrivere quelle parole a lei.

Evelina invece lo aveva incluso completamente nella sua vita, desiderando per lui ogni più bella cosa e che tutti i suoi sogni si realizzassero, per lui era la prima preghiera del mattino e l’ultima prima di addormentarsi…

Mesi prima lui l’aveva avvisata di una conferenza a cui avrebbe preso parte e lei semplicemente se ne era ricordata e alla vigilia gli aveva inviato una gentile preghiera di bene.

Lui aveva risposto violentemente, disarmandola completamente. Le diceva di non scrivergli mai più in alcun modo. Secco, preciso, asciutto, sgarbato.

Emanuele ripeteva  che le persone non lo aspettavano, che lui aveva bisogno di più tempo per far entrare le persone nella sua vita, e che poi quando era pronto le persone si stancavano e se ne andavano e lui restava da solo. Diceva che tutti lo lasciavano da parte, che lo lasciavano solo.

Non era il caso di Evelina, no, lei era una madre, sarebbe rimasta, sempre.

Ogni tanto Emanuele le scriveva oggi io ho detto addio a questa persona, ho detto addio a quest’altra…era necessario dire addio alle persone e perché diceva loro addio, perché? Se tra Emanuele e quelle persone vi era amicizia, come lui sosteneva, perché diceva loro addio? Allora forse non era vero che le persone lo abbandonavo, forse era vero che lui abbandonava le persone, una volta che gli erano venute a noia…forse era così? O era uno scherzo, uno stupido gioco?

Evelina non aveva più l’età per scherzare. Aveva 50 anni, non aveva avuto figli e sapeva che il suo tempo per averne era terminato, in questo giovane amico Evelina aveva visto il figlio che aveva sempre desiderato, pertanto Evelina non aveva il tempo per prendersi gioco di alcuno. Non c’era il tempo.

Emanuele era come un bambino, dolce e tenero, prepotente e intelligente. Di lui lei amava tutto. Emanuele era come un germoglio che avrebbe dato un fiore speciale e lei lo avrebbe guardato fiorire e sarebbe stata felice di ogni suo successo, di ogni sua gioia, e sarebbe stata triste di ogni sua delusione e di ogni sua tristezza.

Era dolce aspettarlo. Era una dolce attesa che dava felicità e sorriso.

Ma Emanuele era un fiore triste. Evelina sentiva su di lei tutto ciò che lui viveva, lo sentiva per istinto, per una specie di simbiosi che lei non aveva scelto, ma era così, se sentiva vomito o nausea o improvviso bisogno di piangere era perché lui aveva vomito nausea o lacrime. Passava troppo, passava tutto dall’uno all’altra, inconsapevolmente.

Evelina era come un vaso per le radici di Emanuele.

Emanuele era il figlio che la Vita le aveva portato inaspettatamente ed era così come era, un bambino dentro a un uomo di 30 anni. Lei ne aveva 50 e poteva davvero essere anagraficamente sua madre. Dove lo aveva tenuto tutto quel tempo, per quei 30 anni? Evelina lo aveva tenuto sempre nei suoi pensieri e ora lo aveva trovato. Non aveva concepito un figlio di carne ed ossa ma aveva concepito un figlio di pensiero. Evelina non chiedeva altro che stargli accanto, e se non aveva potuto stargli accanto prima ora non lo avrebbe mai lasciato, lo avrebbe sempre sostenuto e pensato.

Perché l’amore è intangibile, è un pensiero che non si misura e che non si tocca ma è più reale di qualsiasi altra cosa.

Quelle sensazioni fisiche di vomito e lacrime si erano acutizzate, Evelina glielo nascondeva però, finché ella non fece un incubo in cui riceveva di una mail che le notificava l’avvenuto decesso di Emanuele. Evelina si svegliò in lacrime e subito volle sincerarsi con lui che si trattasse solo di un brutto sogno. Emanuele freddamente confermò che nel caso di sua morte sarebbe avvenuto proprio in questo modo, le sarebbe arrivata una comunicazione scritta, una notifica dall’avvocato insieme ad una sua lettera.

“A te chiederò di perdonarmi.”,egli aggiunse.

Evelina si sentì morire, disse che mai lo avrebbe perdonato perché non avrebbe mai perdonata a se stessa di averlo perso, Emanuele si risentì e disse “tanto sarò morto e quindi non potrò saperlo se mi avrai perdonato”, Evelina gli rispose “ti perdonerò comunque e contro me stessa.”

Le cose precipitarono.

Emanuele era sempre più triste. Evelina non riusciva più a trovare una breccia aperta nel suo cuore, non riusciva più a trasmettere amore ed energia, ogni sua parola di bene rimbalzava contro un muro invalicabile. La comunicazione era conclusa.

Emanuele stava chiudendo anche con lei, piano piano, cercando di sfiancarla e di scoraggiarla, Evelina però trovava sempre un sorriso per lui e glielo porgeva come dono gratuito come è l’amore.

Emanuele le aveva detto di tante persone a cui aveva detto addio eppure a lei continuava a scrivere. Ma Evelina aveva paura. Paura che lui non avrebbe più scritto. Evelina cercava di non spezzare il loro precario equilibrio, con lui dosava parole ed emozioni, usando dolcezza e comprensione. Finché accadde quel che accadde, quella lettera assurda, che la rendeva impotente d’amarlo.

Evelina resta sola senza un figlio e con la negazione di questo amore soffocato. Resta da accettare la realtà per come è, resta di accettare ciò che è un mai più.

Emanuele è una persona con autismo che cerca un senso alla propria vita, prosegue solo, come sempre è stato, il suo viaggio, non ha bisogno di un’amica o di una madre in più.

Evelina ed Emanuele sono due solitudini che si sono incrociate e restano incomprese e incomunicabili l’una all’altro.

21 gennaio 2017, alle 2:24, Evelina ha scritto:

Vorrei brevemente risponderti dicendo l’essenziale, solo per non lasciare cose in sospeso o non chiare. Emanuele, io ho perdonato queste tue parole non delicate.

 Ma Tu hai perdonato me? 

Se ho insistito è stato solo perché ero preoccupata per la tua salute, non desideravo e non desidero disturbarti. Io ho fatto chiarezza dentro di me. Forse ci sono state incomprensioni tra noi. Non lo so. Non giudico. Non ci sono secondi fini né nelle mie parole né nelle mie azioni, né desidero convincere o insistere o altro. La chiarezza è importante per se stessi.
Ti ho accolto e ti ho accettato senza volerti cambiare, ti ho dato totale fiducia, mai ti ho lasciato da parte, ti ho stimato, rispettato, ti ho voluto bene come un Amico e poi onorato come un Figlio.

(l’ho fatto nell’unico modo che sapevo fare, il mio, sbagliando forse ma cercando di essere me stessa)
Io ho rispetto di questa tua scelta. Ti feci una promessa che sarei andata via quando tu me lo avessi chiesto. E non importa che tu allora mi rispondesti che ciò mai sarebbe accaduto se fossi stata sempre delicata. Mantengo la promessa. Non ti scrivo più come tua volontà. 

Il tuo autismo non è una cosa cattiva. 

Ciao, ti auguro un Bene infinito e di intuire che l’Amore  è  un Oltre infinito, che va oltre se stesso, la ragione, la logica, il tempo…

Di nuovo sono in viaggio. Ciao, Evelina

 

Domenica 9 Ottobre 2016 12:08, Emanuele ha scritto:

Io non ti sto più rispondendo perché tu mi hai disturbato troppo e hai insistito troppo. Ora questo tuo continuare può configurarsi come reato di stalking previsto dal codice penale. Ti invito a non scrivermi più e a non fare mai più alcun riferimento a me in alcun luogo elettronico altrimenti sarò costretto ad informare le autorità postali. Depositerò anche questo mio messaggio al fine di costruire la memoria storica dei fatti. Io dichiaro secondo i diritti assicuratimi dalla Legge Italiana di non desiderare più tuoi messaggi, contatti, riferimenti in qualsivoglia luogo o attraverso qualsivoglia mezzo. Questa è una comunicazione formale.

Il 07/ott/2016 18:49, Evelina ha scritto:

Spero che domani al convegno sarà per te un giorno buono.
Non mi dimentico di te.
Sai che mi manchi,

Ciao,

Evelina

 

L’Amicizia è Blu

Aderisco molto volentieri all’invito di Milena di https://milesweetdiary.wordpress.com/  a sostenere la settimana dedicata all’autismo.

Io penso ai miei amici ogni giorno dell’anno.

L’Amicizia è Blu.

Ecco le parole di Milena:

La settimana dal 27 Marzo al 3 Aprile è la settimana dedicata all’autismo la cui giornata mondiale ufficiale è il 2 di Aprile. L’autismo è per me – tra gli altri – un tema molto caro. Il nipote di cui alle volte parlo nei miei articoli, ilmioamoreLorenzo, è un bambino – ora di 13 anni – autistico e non verbale.
Quello che mi piacerebbe vedere in quella settimana è un fiorire di BLU, il colore dell’autismo, non necessariamente come protagonista – un piatto è difficile ma non impossibile – anche solo un semplice elemento decorativo in una foto. L’autismo è una condizione, un modo di essere, sei autistico per tutta la vita. Prima durante e dopo il 2 di Aprile.

Prego che il mondo veda il cuore di mio figlio. (la fede di una madre di un bambino con autismo)

Traduco e condivido questo articolo da https://faithmummy.wordpress.com/2017/03/07/please-stop-praying-for-my-son-with-autism-to-be-healed/

(mi scuso per eventuali errori di traduzione)

Questa madre dice che l’autismo fa parte della creazione di Dio e che l’autismo rende suo figlio perfetto e bellissimo.
Questa madre vive con due figli, di cui uno con severo autismo e ha una grandissima fede religiosa.
Ecco una sua testimonianza:

“Tante persone mi hanno detto nel corso degli anni che stanno pregando per mio figlio. Sono incredibilmente grata per ciò e per la gentilezza che mi mostrano, ma per che cosa sono pregando ?
Stanno chiedendo a Dio che mio figlio di 8 anni possa finalmente iniziare a parlare? Stanno chiedendo che le convulsioni abbiano fine? Stanno pregando che egli possa imparare a comunicare o a leggere o scrivere? O stanno pregando per lui di poter guarire del suo autismo?

Voglio essere molto chiara. Io voglio che la gente preghi per mio figlio. Tutta la mia famiglia ha bisogno di preghiere e ha bisogno di Dio più di quanto abbiamo. Abbiamo bisogno di amore e di sostegno. Ma per favore potreste non pregare più che mio figlio autistico possa essere guarito?

Ecco perché.

Ci sono molte occasioni in cui Gesù guarì singole persone nella Bibbia. Queste occasioni includono le persone che erano non vedenti, non udenti, paralizzate, con la lebbra, la febbre, convulsioni e anche quelle che erano morte. Nonostante io abbia studiato tutti questi episodi non sono riuscita a trovare alcuna occasione in cui Gesù ha pregato per qualcuno che avesse un disturbo dell’apprendimento o difficoltà di comunicazione come l’autismo di mio figlio che potesse essere guarito.

Poi ci sono stati gli eventi di guarigione di massa che Gesù ha fatto. Anche in questo caso, anche se molti sono stati guariti non vi è alcun riferimento diretto ai bambini o adulti che abbiano lottato socialmente o abbiano avuto comportamenti ripetitivi come mio figlio.

La Bibbia dice che Gesù ha accolto i bambini. Sebbeme io non abbia prove sono certa che ci sono stati bambini al tempo della bibbia che mostravano difficoltà simili a quelle di mio figlio. So che questi bambini erano altrettanto benvenuto a Gesù.

La Bibbia dice che il mio bambino è fatto in modo stupendo. (Salmo 139: 14).
La Bibbia dice che mio figlio è stato lavorato a maglia nel mio grembo (Salmo 139: 13)
La Bibbia dice che mio figlio è stato creato a somiglianza di Dio (Efesini 4,24)
La Bibbia dice che mio figlio è la pupilla degli occhi di Dio. (Salmo 17: 8)
La Bibbia dice che mio figlio è opera di Dio creato per fare opere buone. (Efesini 2,10)
La Bibbia dice che Dio ha in programma di far prosperare mio figlio e non fargli del male, di dargli una speranza e un futuro. (Geremia 29: 11-13)

Dio non vede alcuna differenza tra mio figlio e nessun altro. Egli non vede mio figlio inferiore o inadeguato in alcun modo. Dio potrebbe guarire mio figlio delle sue convulsioni e dalla sua condizione genetica che causa tumori nel suo corpo? Sì, senza dubbio. Potrebbe Dio aprire la bocca di mio figlio per fargli fare un discorso chiaro? Sì, credo di sì che con tutto il cuore. Potrebbe Dio indurlo a essere più stabile e a dargli un comportamento più calmo e meno agitato? Senza dubbio, naturalmente, potrebbe. Queste sono cose per le quali io prego ogni giorno.
Io prego per la sua pace. Prego per la gioia e la sua felicità. Prego perché le persone possano capirlo e dimostrargli amore. Prego sicurezza mentre viaggia avanti e indietro per le strade andando a scuola ogni giorno. Prego per una mente ricettiva e un cuore aperto. Prego la forza per il suo corpo e la salute dal dolore. Prego per lui che possa dormire (io sono un essere umano quindi questo è qualcosa di cui ho bisogno).
Prego di avere la forza per me di occuparmi di lui. Prego per la saggezza e l’unità per coloro che lavorano con me per soddisfare i suoi bisogni. Prego per sua sorella mentre lei partecipa e assiste ad alcuni eventi che potrebbero traumatizzarla. Prego che il cuore tenero di sua sorella non si spezzi troppo spesso. Prego per gli amici di cui lei si può fidare. Prego che lei sappia di essere amata anche quando suo fratello occupa così tanto del mio tempo.

Ci sono così tante cose per cui pregare e così tante cose per le quali gli altri possono pregare. Ci sono cose per le quali si può pregare che mio figlio possa guarito, ma l’autismo non è una una di queste cose L’autismo è una differenza neurologica della sua mente che lo induce a vedere il mondo un po ‘diverso. L’autismo è una parte del modo in cui Dio lo ha fatto reso e ciò rende bello e perfetto.

Dio ha fatto ognuno di noi parte di un corpo. Mio figlio è un piccolo pezzo e parte del corpo di Cristo come la persona accanto, anche se ha severe difficoltà di apprendimento, ha la vista alterata, ha un ritardo globale e ha l’autismo. Non importa a Dio che egli si agita, gira, urla e che non è in grado di parlare. L’uomo guarda ta utto questo, ma come dice la Bibbia: “Il Signore non guarda le cose che le persone guardano. La gente guarda l’aspetto esteriore, ma il Signore guarda al cuore ”

Prego anche che il mondo veda il cuore di mio figlio.”

faithmummy

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So many people have told me over the years they are praying for my son. I am incredible grateful for that and the kindness they show but what are they praying about?
Are they asking God for my 8 year old to finally speak? Are they asking for his seizures to stop? Are they praying he learns to communicate or to read and write? Or are they praying for him to be healed of his autism?

Let me be very clear..I want people to pray for my son. My entire family needs prayers and needs God more than we ever have. We need love and support. But please please could you not pray for my son with autism to be healed?

Here is why.

There are many occasions when Jesus healed individual people in the Bible. These include people who were blind, deaf, paralysed, had leprosy, fevers, seizures and even…

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International Womens Day.

In occasione dell’8 marzo traduco e condivido questo interessante articolo da https://ourautismblog.wordpress.com/2017/03/08/international-womens-day-2/
sulla consapevolezza dell’autismo femminile.

“Felice Festa internazionale della Donna !
Una giornata per celebrare la donna in tutto il mondo!

Sapevate che l’autismo femminile è meno visibile e meno diagnosticato?
I genitori di bambine o ragazze sullo spettro, come me, stanno contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’autismo femminile e sul fatto che ci sia bisogno di un migliore riconoscimento, e migliore accettazione e diagnosi.
Come una mamma condivido con i miei articoli i momenti buoni e meno buoni che mia figlia affronta ogni giorno.
Sono qui per condividere la mia esperienza e per mostrare il mio sostegno alle bambine, ragazze e donne adulte nello spettro autistico.

Abbiamo dovuto lottare per la diagnosi di mia figlia, abbiamo dovuto lottare per perdere lo stigma di autismo, e abbiamo dovuto combattere gli stereotipi.
Abbiamo dovuto combattere con i medici che ci hanno detto che era improbabile che sia l’autismo, perché lei è una ragazza.
Abbiamo dovuto combattere i medici che ci hanno detto che lei aveva tratti autistici, ma probabilmente essi non avrebbero riconosciuto o diagnosticato il suo autismo, perché lei è una ragazza.

La mia ragazza ha l’autismo.
La mia ragazza ha una diagnosi.
Abbiamo vinto la lotta.

Courtney Love, Daryl Hannah e Susan Boyle sono solo alcune donne che sono notoriamente autistiche .
Io uso la parola notoriamente come termine generico in quanto ancora non è ancora ampiamente accettato o riconosciuto che le donne possano essere sullo spettro.
I ragazzi sono più numerosi delle ragazze in una diagnosi di autismo.
Il rapporto più ampiamente pubblicato è di 4: 1 , ciò significa che il numero di maschi diagnosticati con autismo è di 4 volte maggiore che il numero delle femmine.
I genitori si trovano ad affrontare barriere da professionisti nel momento in cui sospettano l’autismo nella loro figlia.
Molto spesso non è colpa del comportamento, o dell’ansia o della paranoia dei genitori.
Abbiamo tutto questo … infatti abbiamo ancora tutto ancora fare!
Ottenere una diagnosi per una ragazza è molto impegnativo, stressante e difficile.
Le ragazze non rientrano negli stretti criteri delle guide dominanti di diagnosi maschile e così i genitori devono combattere per farsi ascoltare.
Le ragazze si presentano in modo diverso dai ragazzi, e ciò necessita di essere studiato e riconosciuto in criteri diagnostici certi.
La cosa che non è difficile da vedere sono le sfide che le ragazze nello spettro devono affrontare.
La gente semplicemente non crede al livello di ansia, di isolamento sociale e di frustrazione che esse provano …si pensa che queste cose vengono vissute normalmente dalle ragazze
L’idea stereotipata è che l’autismo colpisce solo i ragazzi … ..
Tuttavia la realtà è che l’autismo interessa entrambi i sessi, ma non viene diagnosticata in molte ragazze.

In primo luogo non perché i medici non riconoscano l’autismo, ma perché le ragazze sembrano aver messo a punto un meccanismo di mascheramento, sono più sottili, sono in grado di impegnarsi in situazioni sociali e di stabilire un contatto visivo.
Usano comportamenti di mascheramento e di imitazione di modelli femminili in modo da riuscire ad adattarsi e ad assomigliare alle ragazze normali della loro età.
Esse presentano sintomi diversi e meno evidenti dei maschi.
La gravità è ciò che fa mettere i professionisti in discussione riguardo alla diagnosi.
Le Femmine tendono ad essere autistiche in modo meno severo, sono spesso ad essere ad alto funzionamento.

La consapevolezza che le ragazze si presentano in modo differente rispetto ai ragazzi sta aumentando ……ma molto lentamente.
Sono finiti i giorni in cui si pensava all’autismo come unica condizione relativa al sesso maschile.

Tuttavia essere una ragazza con autismo è difficile.
Non è facilmente accettato. L’aiuto non è là fuori.
La diagnosi viene mancata e le ragazze possono sviluppare problemi di salute mentale durante la crescita.

Come genitore di una ragazza con autismo io continuerò a condividere la mia esperienze, gli alti e i bassi quotidiani e i metodi per affrontare i problemi!
Io continuerò a trarre forza dalle splendide donne e mamme di bambini/e autistici che ho incontrato.
Continueremo a sostenersi a vicenda.

Felice Festa della donna a tutte le bambine, alle ragazze e alle donne adulte che soffrono di autismo, e anche a tutte le mamme, accompagnatori, caregivers, insegnanti, infermiere …… a tutti coloro che sono entrati in contatto con l’ autismo nella loro vita.

Insieme potremo essere orgogliosi e sostenerci a vicenda.
Insieme potremo aumentare la consapevolezza delle nostre ragazze.”
(mi scuso per qualche possibile inesattezza della mia traduzione)

Our Autism Blog

Happy International Womens Day!
A day to celebrate woman all over the world!

Did you know that Autism is less likely or less diagnosed in girls?
Parents of girls on the spectrum, such as myself, are helping to raise awareness about female Autism and the fact that there needs to be better recognition, acceptance and diagnosis.
As a mum I blog my girls good and bad moments and how she copes daily.
I am here to share my experiences and show support for girls and women on the Autistic spectrum.
We had to fight for diagnosis for my girl, we had to fight to lose the stigma of Autism, and had to fight the stereotypes.
We had to fight the Doctors that told us it was unlikely to be Autism because she is a girl.
We had to fight the Doctors that said she had Autistic traits but probably wouldn’t…

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L’amicizia al tempo dei 4 anni

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Oggi mio nipote di 4 anni mi ha raccontato che ogni tanto litiga e si arrabbia con il suo migliore amico alla scuola materna.

“ sai, zia, che il mio amico mi perdona sempre?”

“ ma tu cosa gli fai?”

“ qualche volta lo picchio, giocando.”

“ può capitare di sbagliare, però il tuo amico è molto bravo a perdonarti… per te cosa è l’amicizia?”

“ l’amicizia è quando un amico ti perdona, sempre, anche se sbagli.”

Cosa è l’autismo da una prospettiva autistica _ What IS Autism – From An Autistic’s Perspective

Anna ci presenta la sua visione dell’autismo dall’interno, essendo essa stessa autistica. Per avere una corretta informazione di ciò che è l’autismo, senza generalizzazioni, perché ogni autismo è diverso dall’altro, è necessario andare ad ascoltare ciò che le persone autistiche desiderano dire di sé .
Ecco le parole di Anna : Cosa è l’autismo da una prospettiva autistica.

What IS Autism – From An Autistic’s Perspective

Un lettore mi ha chiesto se avevo un post sul blog che descrive ciò che l’autismo è. Ho cominciato a dire che questo intero blog dà molte informazioni di prima mano da parte di persone autistiche.

La nostra esperienza non può davvero essere riassunta in un post di una pagina. Ci sono un sacco di cose che ci rendono differenti.

Prima di tutto voglio dire che ciascuna persona autistica sperimenta il mondo in un modo molto diverso, quindi quello che affermo qui di seguito non può essere vero per tutti. Ho intenzione di andare oltre alcune generalizzazioni che sono vere per me, tenendo anche a mente ciò che è stato condiviso con i miei sorprendenti lettori.

Tendiamo a lottare con la comunicazione verbale faccia a faccia, ma molti di noi sanno comunicare molto bene dietro ad una tastiera. Possiamo avere difficoltà con la memoria a breve termine ma molti di noi hanno ricordi a lungo termine, ricordi che sono per sempre. Abbiamo bisogno di tempo per elaborare e andare oltre le cose, ma una volta che abbiamo capito una certa cosa, essa rimarrà sempre nella nostra mente (o questo è cosa accade a me). Il tempo di organizzare e preparare pensieri è essenziale per me a causa di ciò.

Molti di noi hanno disturbi legati a forti sensibilità sensoriali. Una illuminazione brillante può causare emicrania cronica e altri problemi. Posso udire tutto ciò che è sgradevole perché non riesco a sintonizzare i suoni individualmente. Il mio udito è essenzialmente così sensibile che non riesco ad ascoltare una conversazione in stanze affollate. Per non parlare della distrazione di ogni piccolo rumore che percepisco in modo molto forte. Alcuni abiti possono causare irritazioni e fastidi alla pelle. Le etichette degli abiti e calzini sono le cose peggiori e alcune attività di relax possono essere estremamente sgradevoli. Ricevere un pedicure o un manicure non è piacevole per me. Anche ricevere un massaggio è difficile a causa di un’altra persona che mi tocca me e mi fa venir voglia di saltare e correre via.

Stare seduti immobili è un’altra cosa difficile. I nostri corpi e le menti hanno bisogno di un costante movimento. Sto sempre a giocare con qualcosa, dondolando sulla mia sedia, mormorando o canticchiando. Questo si chiama Stimming. Si tratta di un comportamento stereotipato e aiuta con input sensoriali a rilassarsi o a concentrarsi. Parlo anche molto a me stessa ad alta voce. Le “persone normali” in genere tendono a non accettare e a non comprendere questi comportamenti ma noi ne abbiamo davvero estrema necessità.

Molte persone autistiche hanno insieme al loro autismo condizioni di comorbidità – (coesistenza di più patologie diverse in uno stesso individuo) Per esempio l’insonnia, l’epilessia, ansia, depressione, emicrania, aprassia, atassia, disturbi di disordine sensoriale, l’elenco potrebbe continuare. Queste condizioni aggiuntive , secondo me, non fanno parte dell’autismo, ma piuttosto sono condizioni che si possono correlare all’autismo, che si aggiungono ma non sono l’autismo in se stesso. Esse differiscono da persona a persona.

Le persone autistiche possono essere estremamente intelligenti, ma difficoltà di apprendimento e disabilità intellettive possono anche accadere nell’autismo. Proprio come le”persone normali” il nostro quoziente intellettivo può variare. La gente spesso ritiene che le persone autistiche abbiano tutte disabilità intellettiva. Preferisco pensare a ciò come una diversità. Persino le persone autistiche non verbali possono rientrare nella categoria di “elevato QI”. Mai ritenere che una persona autistica non sia in grado di capirti.

Io sono verbale ma non sono così brava ad esprimermi come la maggior parte delle “persone normali”, ma ci sono un sacco di persone autistiche che hanno aprassia di linguaggio. Questo significa che esse possono avere tutte le parole e tutti i pensieri al loro interno ma i muscoli della bocca non si muovono. Per qualche motivo il cervello non può dire alla bocca e alle parti correlate come lavorare. Alcuni bambini parlano in ritardo e altri non parlano mai. Io non ho avuto ritardo nel linguaggio.

Dislessia e Iperlessia sono comuni anche in autismo. Io sono iperlessica.

Il nostro cervello tende ad essere frastagliato. Possiamo essere di gran lunga sopra alla media in alcune zone piuttosto casuali, come l’arte, la matematica, la musica, la memorizzazione, la scrittura, oppure no. Allo stesso tempo, i nostri deficit nelle aree non sviluppate nel modo più completo possono essere imbarazzanti.

Per esempio – le mie capacità di conversazione sono così limitate che non so quando è il mio turno di parlare è. La mia soluzione? Non parlare. Prima che io smettessi di parlare la gente diceva di me che ero scortese, ma io stavo cercando solo di fare del mio meglio. Non ho mai avuto intenzione di essere scortese. Sono diventata più tranquilla e meditativa – io sono solita essere una osservatrice. In realtà questo è stato un miglioramento.

L’autismo è invisibile. A meno che non stia dondolando in una sedia o agitando le braccia in modo evidente (stimming) nessuno si accorgerebbe del mio autismo – e queste sono cose che io faccio in privato. Ogni volta che provo a condividere con qualcuno che io sono autistica, una donna di 34 anni che sembra avere tutto insieme, io vengo allontanata.

Cerco di condividere soprattutto quando cerco un po’ di comprensione per una sistemazione che sto chiedendo. Domando le piccole cose – la luce naturale, un posto tranquillo, per essere in grado di prendere appunti su un computer portatile.

Spesso la gente mi dice che non ” ho bisogno” di queste cose e che sto cercando scuse per me stessa. Voglio solo fare del mio meglio. Questa è la parte più difficile, quando si chiede aiuto e la gente dice “nessun altro avrà le cose che ho” o “non è giusto fare preferenze” o “tu hai già abbastanza e bene”.

Riassumere tutto in un post è impossibile. Per favore , cari lettori, vi chiedo di aggiungere la vostra personale esperienza nei commenti in modo che il mondo possa un giorno ridefinire cosa è l’autismo dalla nostra diretta prospettiva.

Con amore,

anonimamente autistica

“Anna”

Maschere e … una mascherina :)

C’è sempre una prima volta!

Non ero mai stata a Venezia per il Carnevale!

E non avevo mai indossato una mascherina…

lunedì 27 febbraio 2017, Venezia

(da ieri sono in contratto di solidarietà, ciò significa che sarei stata tra i 15 licenziati nell’azienda in cui lavoro da molti anni, ho deciso di reagire e di non abbattermi e così ieri ho fatto una delle tante cose che in vita mia non ho mai fatto, andare al Carnevale di Venezia,  e mi sono molto divertita e rilassata, è stata una giornata spensierata e felice)

Incomunicabilità

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Simon: Non sto aspettando proprio nessuno, né un treno né una persona. Mi sono perso. E non ho nessuna voglia di essere ritrovato.

Simon non aspetta nessuno, si sente perso, fuori dal mondo, estraneo e lontano, non desidera più alcun contatto con il mondo.

Simon è uno dei personaggi del testo teatrale Lost Persons Area di Giulia che vi invito a leggere qui https://donutopenthisblog.wordpress.com/2017/02/18/lost-persons-area/

Il personaggio di Giulia è schiettamente sincero e iper realista.

In questa frase Giulia sintetizza molto bene vari aspetti della condizione umana attuale, il senso di non appartenenza, l’incomunicabilità ormai senza speranza, il senso di estraniamento e di allontanamento dal mondo.

 

Volevo soltanto

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Volevo soltanto qualcuno a cui pensare ogni momento della mia vita, al mattino andando al lavoro e ritorno, la notte in tutti i miei sogni, o a Natale quando la solitudine mi si stringe addosso come un cappotto troppo pesante volevo avere qualcuno a cui inviare un tenero pensiero e per il quale segretamente sorridere di viva gioia.

Volevo soltanto qualcuno a cui stare vicino nei passi offerti dalla sua Vita, qualcuno da vedere crescere e per il quale sentirmi felice.

Volevo soltanto qualcuno di cui prendermi cura con delicatezza e aprire le sue ali a quei silenzi impenetrabili, asciugare le sue lacrime inconsolabili, sollevarlo dalle sue inspiegabili paure, lasciarlo andare per vederlo fiorire e generare altro amore.

Tutto è accaduto troppo in fretta ed io non ho avuto modo di imparare.

Ho avuto il tempo del sogno per attenderlo e amarlo, ora ho il tempo dell’oblio per dimenticare di averlo tanto amato.

Volevo soltanto un pensiero da curare, rispettare, onorare e amare.

Volevo soltanto un figlio come te.


I just wanted someone to think about, every moment of my life, going to work in the morning and return, at night in all my dreams, at Christmas when lonelyness squeezes me as a too heavy coat I just wanted to have someone to give a tender thought and someome beacause of I could secretly smile of true joy.

I just wanted someone to stay close in his steps offered by his Life, to see someone growing up and for whom I could feel happy.

I just wanted someone to take care gently and open his wings to his impenetrable silences, dry his inconsolable tears, lift him from his inexplicable fears, let him go and see him flourishing and creating other love.

Everything happened too quickly and I couldn’t learn it well.

I had the time of dream for waiting and loving him, now I have the time of oblivion to forget how much I loved him.

I just wanted a thought to care for, and to respect, to honor and to love.

I just wanted a son like you.

Don’t Make Me Speak – A Poem (Non farmi parlare-una poesia)

Un’onesta e sincera poesia di una persona autistica che descrive quel momento in cui le parole non riescono ad uscire e l’ansia di non essere in grado di parlare predomina.

Non mi fare parlare 

quando non sono pronto

A volte le parole non mi escono

 Di tanto in tanto la mia mente si svuota 

Ancora più frustranti sono i momenti di silenzio durante i quali sto urlando al mio interno

 Ma la mia bocca non si muove

 se provo a forzare le parole

Posso essere fortunato a fare uscire qualcosa 

sebbene queste frasi forzate non siano mai quelle che io speravo

Tutto dentro di me è martellante mentre cerco di trovare qualcosa da dire

 Più cerco di parlare e più lontano le mie parole scivolano via

Eventualmente me ne vado infuriato oppure scoppio in lacrime
E ‘doloroso e disorientante

 quando cerco di forzare le parole

 ho un senso di panico se provo a spingerle fuori di me 

quando io non accetto quello che mi sta succedendo
Per favore non confondere il mio silenzio con mancanza di rispetto

 Non mi fare parlare 

Dammi tempo e pazienza

Quando sono gentile con me stesso Alla fine le parole ritornano da sole

Il distributore di palline con sorpresa

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Ecco un dialogo tra mio nipote di quattro anni e sua mamma al supermercato davanti al distributore a gettoni di palline con sorpresa.

“uffa mamma perché viene sempre una pallina con una sorpresa che non mi piace, perché non viene mai quella che voglio?”

“perché non puoi scegliere, appunto è una sorpresa, viene la pallina che viene…”

“va bene.”

Qualche giorno dopo mio nipote chiede alla sua mamma andando a trovare le cuginette:

“perché lo zio ha tre bambine femmine?”

“Perché è una sorpresa, lo zio non ha potuto scegliere…viene quello che viene”, spiega la mamma un poco in difficoltà, ma mio nipote risponde prontamente:

“ah ho capito … è una sorpresa come le palline, mamma?”

“Sì proprio così!”

Il dolore arriva per parlarci

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È giusto arrendersi al proprio dolore e arrivare a volergli bene perché parla di noi al nostro posto e sa più di quello che noi sappiamo.

Il dolore non è mai senza un senso. Il dolore arriva per dirci qualcosa. Che qualcosa non va, e che questo qualcosa non possiamo più ignorarlo, perché è troppo grande e troppo forte, o ci uccide o ci fa rinascere, ci informa che è arrivato il momento di guardarlo in faccia con onestà e con dignità. O ci lasciamo sopraffare oppure lo cavalchiamo come un’onda o come uno tsunami.

Stiamo cambiando, non saremo più le stesse, il nostro mondo non sarà più lo stesso anche se in apparenza resterà uguale, avremo nuovi occhi per guardare e forse un cuore più grande e più forte per contenere tutto l’amore che sentiamo traboccare da questo nostro umile e fragile vaso d’argilla. E sentiremo il bisogno di pregare per evitare di perdere l’amore da tutti i pori perché si piange con tutto il corpo, con tutta l’anima, con tutta la mente, con tutta la nostra essenza ed ogni centimetro di pelle

Il mio dolore per quanto fosse quella fitta che mi piegava in due, per quanto fosse quella cosa per la quale facevo fatica ad alzarmi la mattina, per quanto fosse quella cosa per la quale mi svegliavo ogni notte alla stessa ora, mi ha spinto a guardarmi dentro e a capirmi, a fare chiarezza. Ho guardato il mio dolore, gli ho dato un nome, l’ho amato, l’ho cullato, l’ho cantato, ne ho fatto poesia.

E il mio umile vaso d’argilla che non tratteneva l’amore e non sapeva che farne e a chi darlo è diventato un vaso della più fine ceramica, un vaso che non si stanca di amare e donare amore nonostante le delusioni e le aspettative mancate… oltre a tutto, oltre a se stesso, oltre alla sua umana limitata misura perché questo è l’amore riempirsi e svuotarsi senza fine e sentire che senza non si può vivere veramente…

 

(Questo articolo è nato  in risposta  a questo brano di Penny intitolato la resa https://sosdonne.wordpress.com/2017/01/18/la-resa/

e a questa riflessione di Hararel13 sulla libertà di scelta in https://luceashanghai.wordpress.com/2017/01/18/day-sixty-three-la-bellezza-collaterale/ )

(foto di Huntlh da pixabay)

2016/2017 Tag

 

tag-anno

 

Regole:

  • Utilizzare l’immagine che trovate in questo articolo.
  • Citare il blogger che vi ha scelto.
  • Ovviamente rispondere alle domande.
  • Citare 9 blogger/amici e farglielo sapere in un commento sul loro blog.

Ringrazio davvero tanto Dina di https://emozioni759.wordpress.com/2017/01/06/duemilasediciduemiladiciassette-il-tag-2/
Descrivi in 3 parole il tuo 2016.

sotto il profilo del lavoro un anno d’incertezza

sotto il profilo degli affetti un anno  di crescita

sotto il profilo personale un anno di chiarezza

Scrivi il nome di 2 persone che hanno caratterizzato il tuo 2016.

Non sono state due persone umane bensì due adorabili gatti, Otta e Blue Moon, che sono venuti a vivere insieme a noi a distanza quasi di un anno dalla morte dei due precedenti gatti.

Blue Moon, il maschio, è arrivato lo scorso 19 febbraio e Otta, la femmina, lo scorso 14 settembre. Due personalità deliziose affettuose e giocose  che mi danno gioia bellezza.

Scrivi 3 buoni propositi per il 2017.

Viaggiare, amare la bellezza della vita, e possibilmente cambiare lavoro.

Scrivi il posto più bello che hai visitato nel 2016 e perché ti è piaciuto così tanto.

E’ stato a sorpresa il … Circo! Il giorno di Santo Stefano il mio nipotino di 4 anni mi ha letteralmente trascinato al circo nonostante la mia ritrosia, e devo dire che ci siamo divertiti tantissimo… io non andavo al circo da più di 40 anni, ma la ver gioia è stato guardare le espressione di sorpresa e di stupore del mio nipotino.

Scrivi il cibo più buono che hai assaggiato nel 2016.

Le cose più buone sono sempre quelle che preparano i miei genitori, la cucina di casa fatta di ricordi d’infanzia e di momenti trascorsi insieme rimane la mia preferita.

Scrivi l’avvenimento che ti ha segnato di più di questo 2016 ( anche evento mondiale).

Aver perso un amico a cui tenevo come un figlio e pensare che molto probabilmente questa persona ha frainteso l’affetto sincero e pulito che avevo per lui.

Scrivi l’acquisto più bello che hai fatto in questo 2016 e se vuoi allega una foto.

è stato molto bello visitare il mineral show di Bologna dove erano esposti pezzi di minerali dal valore di migliaia di euro, roba da capogiro per i collezionisti… e io ho comprato qualche piccolo minerale da pochi euro ma che mi ha fatto ugualmente felice!

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Scrivi 1 posto che vorresti visitare nel 2017.

Amo i luoghi in cui le amicizie sono vere e sincere, per questo presto spero di trascorrere presto qualche giorno a Torino per incontrare una cara Amica.

Scrivi un piatto che vorresti assolutamente assaggiare nel 2017.

non saprei… il cibo non mi attira in modo particolare.

 

per quanto riguarda le nomine…

benvenuto a raccontare il vostro 2016/2017 tag a

https://viaggiandoconbea.com/

https://pieroemozioni.wordpress.com/

https://trapuntazero.wordpress.com/

https://goccediesperienza.wordpress.com/

https://carlartestyle.com/

https://emoticonblu.wordpress.com/

https://nelgiardinodirosita.wordpress.com/

https://myladycherry.wordpress.com/

https://tiziano61.wordpress.com/

 

A e fog d Nadel

Continua il tradizionale appuntamento con il fuoco di Natale a Castrocaro Terme dal 24 dicembre al 6 gennaio. Il fuoco resta sempre acceso ed e’ un punto di incontro per mangiare qualcosa oppure riscaldarsi con un ottimo vin brule’ preparato dagli Alpini.



​​

Tutto quello che può essere raccontato finisce?

TUTTO QUELLO CHE PUO’ ESSERE RACCONTATO FINISCE?

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Quando stampavo i negativi e facevo ingrandimenti stavo nel mio camerino o meglio uno sgabuzzino scuro da sola e non avevo alcun contatto con i miei colleghi, così ascoltavo la radio, specialmente radio rai1 e radio rai3 mi tenevano molta compagnia, niente musica solo trasmissioni o d’attualità o di letteratura, adoravo anche la trave nell’occhio di Fiammetta  e Fabio.

 Le voci della radio hanno su di me una grande suggestione, mi piacevano molto anche i radiodrammi o le letture ad alta voce o in genere ascoltare le storie o i racconti di vita delle Persone,  spesso registravo le puntate per non perderle o per riascoltarle.

Per tantissimi anni di solitudine nel mio camerino la radio fu il mio unico contatto con il mondo, le voci della radio mi tenevano compagnia, mi facevano pensare, mi facevano volare via con la mente mentre gli occhi filtravano i negativi, mi facevano sognare, mi facevano evadere da quelle strette pareti nere della mia anima.

Penso anche che la fotografia sia un modo come un altro per raccontare una storia o rivivere un’emozione, mi piaceva far scaturire i colori dai negativi. 

Aggiungo che proprio in quegli anni mi ero appassionata alla raccolta di sabbie marine e fluviali, catalogate una per una e raccolte in provette di vetro e a volte  scambiate tra collezionisti.

Questa storia è dell’ 8 settembre 2003, racconta di ricordi di vita e di sabbia, si tratta dell’ intervista di Gianluca Favetto a Vittorio Marchis.

domanda:

“Qual è la sabbia delle parole, delle emozioni, dei ricordi?”

risposta:

“Questa storia inizia da lontano quando ero giovane e senza soldi. Mi piacevano i libri perché credevo che essi contenessero tutte le storie dell’uomo della vita e del mondo; ma i libri più belli erano anche i più costosi e così non li compravo. Mi recavo ai mercatini dei libri e alla fine quando sgomberavano io raccoglievo da terra dei foglietti strappati dei frammenti di frasi di poesia e letteratura. In questo modo iniziai una strana raccolta di frammenti di vita, perché ANCHE IN UNA FRASE INCOMPLETA PUO’ ESSERCI IL TUTTO.

Più tardi, quando ne ebbi la possibilità, iniziai a viaggiare e scoprii che la scrittura non poteva contenere tutto quanto perché in fondo anch’essa finiva. Ebbi l’illuminazione che alla fine di tutto ogni cosa torna ad essere niente altro che polvere, sia uomo che montagna, e così ebbi l’idea di prendere le sabbie più disparate possibile e di mescolarle assieme come in questa provetta di vetro che rigiro tra le mani. Tutte le volte che mi ritrovo di fronte ad una piccola arena, l’arena di Roma come quella del porticciolo di Alassio, io raccolgo un pezzettino di sabbia e la mescolo con tutte le altre che ho trovato ed ecco la mia provetta.”

Domanda:

“E questo è raccogliere pezzi del mondo, ma senti, in una battuta:

TUTTO QUELLO CHE PUO’ ESSERE RACCONTATO FINISCE?

risposta:

“TUTTO QUELLO CHE PUO’ ESSERE RACCONTATO LASCIA UNA TRACCIA, come la polvere e la sabbia”

e quale traccia lasceremo noi?

un figlio un fiore un giardino una stella?

quali tracce del nostro Amore?

 Petroglifi da decifrare?

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in onore dell’amico Geco G.

 

(foto da pixabay)