Abbraccio le mie pietre

Vi abbraccio pietre,

Grani di Rosario che spezzano le unghie

Schegge levigate contro i miei seni

Memoria scolpita nella mia mente

Sorelle mute della mia solitudine

Vi abbraccio pietre

che vi fate polvere

sul mio cuore

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Tempo unico

C’è un tempo per perdersi e uno per ritrovarsi.

Il tempo per perdersi può essere un secondo.

Il tempo per ritrovarsi può essere questione di anni.

Tra questo e quel tempo c’è un filo che ci unisce

e che è il nostro Tempo unico.

Se è destino di perderci, ci perderemo.

Se è destino di trovarci, ci ritroveremo.

Se non sarà ora, sarà in un’altra vita

perché il tempo non ha confini.

Un tempo solo

Ci sarà un tempo solo,

Per me e per te,

Un tempo per essere,

Un tempo per riposare l’uno nell’altro

Come in un porto sicuro,

Un tempo per vedere la luce degli occhi,

Un tempo per essere puro amore,

Un tempo che non sia solo sogno,

Ma vivo e reale

Fatto di me E di te

Risveglio

Il bosco si apre, vergine,

alle primi luci dell’alba,

il silenzio è denso di rosa,

rimane sospeso

tra i sogni

che fuggono rapidi

e i vividi colori del risveglio

Tempo di nuvole

nuvole-poesia-intangibile

Quando si è innamorati

il tempo sta sospeso,

si vive di nuvole e di sorrisi

tra i battiti del cuore e

gli smarrimenti della mente

Comunicato stampa di Fausto Marinetti

Il 10 maggio papa Francesco si recherà a Nomadelfia (GR). Quale occasione migliore per approfondire il messaggio di don Zeno con il nuovo libro di Fausto Marinetti?

Fausto Marinetti, Caro Francesco. Riflessioni, testimonianze, messaggi, Tau editrice, 2018

Fausto Marinetti torna nelle librerie con un testo di riflessioni, testimonianze, lettere, una sorta di colloquio a distanza tra l’autore, papa Francesco e don Zeno Saltini, con cui aveva collaborato per un decennio, 1970-80.

Col suo stile duro e insieme tenerissimo, visceralmente appassionato, rappresenta un’umanità dolente incontrata nella carne viva, in un corpo a corpo, con la sofferenza e l’emarginazione, ma anche con la speranza e l’esperienza di sorprendenti rinascite.

In un intreccio di continui rimandi, i racconti saltano da una rievocazione della vicenda del fondatore di Nomadelfia alle crude microstorie di una comunità per tossicodipendenti e di una Casa per minori abbandonati; dalle citazioni di un gesto o di una frase di papa Francesco alla cronaca del degrado socio/politico brasiliano. Convivendo con i piccoli/crocifissi rievoca, con le parole di don Zeno, il rifiuto dell’assistenza e della beneficenza a favore della giustizia e dei diritti dei poveri. Un richiamo costante che a volte assume i toni dell’invettiva profetica, ma sempre stimola, provoca e mette in discussione. Ad attraversare il libro è l’esigenza lacerante di fedeltà radicale al Vangelo nella costante rivolta contro un cristianesimo cloroformizzato e imborghesito.

Come penetrare nell’anima di quel: Odio l’assistenza? [don Zeno] Non è troppo? No! C’è in ballo il concetto stesso di Amore: se tu sei sul piedistallo dell’assistente, del benefattore, del superiore ed io sono sotto, inferiore, beneficato, assistito proverò per te soggezione, ammirazione, ma non potrò mai sentirmi alla pari. Senza parità è impossibile il rapporto d’amore”.

L’obiettivo dell’autore è di immergere il messaggio di don Zeno nelle lacrime, nelle stigmate, nelle vene aperte dei migranti, dei popoli ultimi. E si chiede: “Se siamo autosufficienti ed autoreferenziali come potremo sentire nella nostra carne, che Cristo è venuto per i popoli perduti? Nella comunità terapeutica, tra ladri e assassini, vivo in stato di domanda: “Se sei venuto per i perduti, vuol dire che non sei venuto per chi, come me, si ritiene un buon religioso?”.

Chiede all’arcivescovo di Bologna una critica. Risponde: “Come fai a fare una critica ad un testo così? Puoi solo leggerlo, commuoverti, pregare, scegliere” (mons. Matteo Zuppi).

A cosa serve la poesia ? # Antonella #

Grazie alla Leggerezza dell’Anima , libera di andare dove deve andare, mentre spesso noi restiamo un passo indietro…

La leggerezza dell' anima

Vagando per blogger -mi sono imbattuto in Antonella –  a cui giro il mio pensiero in merito ad una domanda che ha formulato in un suo articolo. Attraverso una intensissima riflessione ,mi dato modo di rispondere . Ho preferito scrivere un articolo , evitando di farlo all’interno della sua pagina – ogni tanto le risposte potrebbero infastidire ed essere interpretate come imporre una propria idea – io condivido, adoro farlo – perché attraverso una sana e onesta condivisione, si possono comprendere i propri limiti e apprezzare altri autori  – motivo per cui la cito prima di rispondere.

La poesia. È una parte incontaminata di me che voglio sentire, far emergere dal quel sofisticato silenzio che dentro di me brama facendo breccia dentro i miei umori –  tentacoli ovattati di ciò che ad occhi aperti non saprei dire e posso esprimere solo se smetto di inseguire la ragione, provando a sentire cosa dentro di me vive, in quello…

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Infine

Infine si scrivono milioni di poesie, si tracciano segni significanti su un foglio o su un pc, per una sola persona… e questa sola persona non le leggerà mai né potrà sentirle…

A cosa serve la poesia?

Infine non è che un modo per farci del male.

Spine di rosa conficcate nell’anima

Conflitto

Fino a quando si è disposti ad accettare il vuoto che gli altri ci restituiscono, quando e come dire loro basta?

C’è un conflitto di interessi tra sentimenti e ragione, un disiquilibrio tra ciò che urla il cuore e ciò che sussurra la mente.

Ci sono ponti sospesi nel nulla, domande lasciate cadere, elusione degli affetti, parole svuotate di significato tra verità e assenze, tra presenza e dimenticanza, tra cura e noncuranza.

Conflitto

Fino a quando si è disposti ad accettare il vuoto che gli altri ci restituiscono, quando e come dire loro basta?

C’è un conflitto di interessi tra sentimenti e ragione, un disiquilibrio tra ciò che urla il cuore e ciò che sussurra la mente.

Ci sono ponti sospesi nel nulla, domande lasciate cadere, elusione degli affetti, parole svuotate di significato tra verità e assenze, tra presenza e dimenticanza, tra cura e incuria.

Un filo viola

Un filo viola lega a me a te

e non viceversa,

sottile come tela di ragno,

impalpabile e vivo,

invisibile agli occhi,

essenziale al cuore,

arcobaleno segreto,

filo di vento che non mi sfiora,

sogno mai sognato,

bacio mai dato,

abbraccio mai provato.

Un filo viola lega me a te

e non viceversa

e non lo so strappare

5-Arrivo alla stazione di Seui (trenino verde)

Purtroppo il mio viaggio sul trenino verde, linea Arbatax- Mandas, si è concluso a Seui, da cui ho fatto il viaggio di ritorno fino ad Arbatax. Sarebbe interessante avere più tempo e suddividere il viaggio a tappe per gustare i sapori e i profumi di questa Sardegna meno conosciuta.

I paesaggi sono mozzafiato con passaggi su spettacolari ponti.

La stazione di Seui è tra le più importanti della linea, il tratto per raggiungerla deve essere risultato come il più impegnativo per i costruttori della ferrovia. La quota è intorno agli 800 metri e si attraversano lunghe gallerie su arditi ponti, tra questi il ponte di San Gerolamo con una travata metallica lunga 50 metri sospeso ad una altezza di 40 metri mentre la natura circostante diventa aspra e selvaggia.

per info:

http://www.treninoverde.com/

3-Stazione di Lanusei (trenino verde)

Lanusei è una vivace e accogliente cittadina al centro dell’Ogliastra. E’ famosa per le ciliegie e la sagra delle ciliegie è una festa di sapori e di colori. Lanusei vi stupirà per l’ospitalità.

Molto caratteristici i locali interni della stazione che fanno di questa linea un vero e proprio viaggio nel passato dell’isola, tra paesaggi che diventano, man mano che il treno si inerpica tra le montagne, sempre più verdi e selvaggi.

http://www.treninoverde.com/

 

 

 

1-Stazione di Arbatax (trenino verde)

La linea del trenino verde Arbatax- Mandas è la linea turistica più lunga d’Italia, 159 km tra Arbatax con la stazione che si affaccia al mare, sulla cala dei Genovesi, di fronte alle famose rocce rosse, fino a Mandas, attraversando zone boschive nel massiccio del Gennargentu.

Io non ho viaggiato sull’intera linea ma ne ho percorso un tratto molto suggestivo e verde fino alla stazione di Seui.

Queste sono le foto della stazione di Arbatax.

(foto del 30 giugno 2005)

per info:

http://www.treninoverde.com/

Vuoto

Poi si torna lentamente e amaramente alla realtà…

non ci si vorrebbe mai svegliare da un sogno

che ci ha tenuti vivi a noi stessi

poi ci si accorge che era solo un sogno

e lentamente si ritorna al vuoto,

è un vuoto amaro,

è ciò sopravvive al sogno

e ciò che resta di tanti pensieri nel vento

Mistero e saggezza della lingua finlandese #3

Quando gli stranieri ascoltano un finlandese parlare hanno sempre l’impressione che qualcosa gli voli fuori dalla bocca.

Le parole si aprono e si chiudono leggere, volteggiano nell’aria e si disperdono.

Inutile accanirsi a cercare di catturarle.

Perché il significato è nel volo: è quello che bisogna cogliere con gli occhi, con le orecchie. Le mani non servono.

Questa è una delle cose più belle della lingua finlandese.

Diego Marani da Nuova grammatica finlandese

Mistero e saggezza della lingua finlandese #2

Nella frase finlandese le parole si raggruppano attorno al verbo come satelliti intorno ad un pianeta e diventa soggetto quello che si avvicina più al verbo.

Nelle lingue europee la frase è una riga dritta. In finlandese è un cerchio dove dentro succede qualcosa.

Nella lingua finlandese ogni frase basta a sé , nelle altre ha bisogno  di un discorso per esistere sennò non vuol dire nulla.

Il finlandese ha un’ostica ma delicata sintassi: invece di partire dal centro delle cose, le circonda e le avvolge dal di fuori.

Va a finire così che la frase è un bozzolo chiuso e impenetrabile in cui il significato matura lentamente e poi d’un tratto vola via, colorato e imprendibile…

Diego Marani da Nuova grammatica finlandese

Mistero e saggezza della lingua finlandese #1

Il nome è la prima cosa che si impara di una lingua.

Perché nominare vuol dire imparare a conoscere.

In finlandese conoscere vuol dire strada.

Perché la conoscenza è la via, il sentiero che ci porta fuori dal bosco, alla luce del sole (…)

In fondo è vero che la conoscenza non è che una via e le vie possibili sono tante.

Il nome in finlandese è imprendibile, si nasconde nelle molteplici declinazioni dei suoi 15 casi e soltanto rare volte si lascia sorprendere al nominativo. Perché il finlandese non ama il soggetto che compie l’azione.

Nessuno a questo mondo compie qualcosa, ma tutto succede da sé perché deve succedere e noi non siamo che una delle tante cose che sarebbero potute succedere.

Diego Marani da Nuova grammatica finlandese

 

 

 

Precipizio di verde nel blu

Sotto alle  pareti rocciose c ‘e’ un sentiero nascosto tra capperaie e giganteschi fichi d’India, si susseguono grotte levigate dal vento e dal mare di un tempo, ginestre spinose, ulivi selvatici, ferule, giaggioli dei poeti, bianchi asfodeli, lentischi e mirti e rosmarini profumano di mediterraneo, alti carrubi indicano la via.

Alla grotta della Volpe la porta e’ rimasta spalancata, vi sono un letto di paglia, una vecchia ciabatta, un fiasco vuoto, le buche nella terra sono tane di volpe ora abbandonate. Qui e’ silenzio di vento e di mare, precipizio di verde sul blu.

BLOGGER RECOGNITION AWARD 2017

blog-recognition-award

Prima di tutto mi scuso per il notevole ritardo e ringrazio per questo triplo award  :

Spongebob di https://spongibobinaygo.wordpress.com

Carmen di https://viaggiatricedagrande.wordpress.com

Tanya di https://unbosconellamente.wordpress.com/

Questo award è un riconoscimento conferito ai bloggers per promuovere, diffondere e incoraggiare la nostra comune passione per il blogging, sia che si parli di prosa, poesia, news,cucina, viaggi, moda ,politica , poesie.

Anche per questo premio ci sono delle regole da rispettare:

1) Inserire il logo del premio, ringraziare chi ti ha nominato e inserire il link del suo blog. 
2) scrivere un post per mostrare il proprio riconoscimento.
3) raccontare la nascita del proprio blog;
4) dare consigli ai nuovi bloggers
5) nominare altri 15 blogger ai quali passare il segno di riconoscimento.

Come è nato il Blog?

Per il dispiacere di una perdita e per sopravvivere ad essa, grazie al blog ho iniziato un lungo lavoro incontro a me stessa.

 

Consigli per i nuovi bloggers:

siate voi stessi! e non abbiate paura di esserlo!

 

Le nomine: siete tanti, vi adoro tutti, a voi la parola!

Al limite di un sogno

blue-gate-1725791_640 Kdsphotos

Mi fermai al limite del cancello,

fu allora che ti vidi,

intento e assorto nel giardino e nei tuoi pensieri,

restai a lungo ad osservarti

finché non ti accorsi di me,

fosti sorpreso

non era previsto il mio incontro

ma in qualche modo era atteso,

mi apristi,

varcai quel limite,

le parole furono poche e sconnesse,

per noi parlarono gli occhi e le mani e le labbra

e al risveglio conservai un dolce sapore di te,

ti avevo incontrato al limite di un sogno

(foto di Kdsphotos su Pixabay)

Specialmente di notte

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Specialmente di notte

sento il bisogno continuo di pensarti,

se per un momento mi dimenticassi di te,

potrei perderti del tutto dalla mia memoria.

Di te non resta che un pensiero

che sbiadisce al sole,

che inaridisce al vento,

che la nuova pioggia cancella,

ma che di notte rivive

nel sogno del cuore.

Eppure…

Forse non c’è un sentiero da tracciare che mi porti fino a te,

forse non c’è un’autostrada che mi colleghi a te,

forse non c’è un ponte da attraversare per giungere a te,

né fiume, né mare, né cielo, né nuvole.

Forse non c’è…

eppure c’è tutto questo amore

che non basta a fare ponti e strade,

eppure c’è tutto questo amore

che mi lega prepotente a te

e mi conduce alle porte mute del sogno

dove vorrei tracciare sentieri sul tuo corpo,

e fare ponti con le tue mani

e dare alle nuvole il tuo volto….

Gli amici (Dina)

Gli amici hanno due spalle.
Una per far appoggiare la testa, nell’incavo perfetto che Dio ha creato.
Per sostenere.
Per dire” Stai qui. Conta su me. Io ci sono”.
Ti aiutano a vedere il fiore in mezzo alle erbacce, che tu, un attimo prima, hai calpestato, perché gli occhi erano velati di tristezza…
❤️

Dina

emozioni759.wordpress.comemozioni759.wordpress.com

·

emozioni759.wordpress.com

 

La vetrina

Ho raccolto un’infinità di inutili oggetti

Nella vetrina della mia vuota vita.

Ora che metà del mio tempo è finito

Trascorro i giorni tra la polvere di ciò che non fu o non ebbi il coraggio di vivere.

Niente dell’ amore che ho sognato

Sta in questa vuota vetrina,

Oggetti inutili,

Testimoni polverosi

Della mia rovina.

Monte Mauro

Un luogo incantato tra Riolo Terme e Brisighella, nel parco della vena del gesso romagnola. Camminando sui cristalli di gesso…

Avrò

Avrò mani,

pelle, occhi,

più delicati

per toccarti con il mio corpo

che non ti ha mai accolto,

avrò cuore più puro

per amarti e consolarti,

avrò voce più dolce

per cantarti la ninna nanna che

ti addormenti sereno,

avrò abbracci più morbidi

delle mie ruvide braccia,

Avrò

sorrisi e lacrime,

e stelle ed albe,

e tramonti

e cieli più azzurri

e lune più splendenti…

avrò…

Avrò amato tutto il mondo

se ci sei tu

in questa culla

Pioggia di note e lacrime

note-e-lacrime

Questa notte ogni goccia di pioggia mi parla di te,

delle tue emozioni e delle tue lacrime.

Immagino le tue dita volteggiare leggere

sfiorandomi come una carezza

è solo il vento, là fuori, che sbatte i rami.

Le tue dita rincorrono le note sul pianoforte,

le tue dita sono più rapide del tuo pensiero,

partono piano, poi accelerano poi di nuovo rallentano,

riprendono fiato e poi più sicure, più delicate, più forti

riprendono la corsa verso l’infinito,

allora la tua mente si acquieta e si sente libera,

il tuo cuore canta insieme all’universo

il vento della tua anima

Amore, sai che la pioggia non può essere trattenuta,

lascia libere le tue mani,

lascia andare le tue dita sulla tastiera,

lascia uscire le tue lacrime,

affranca il tuo cuore,

la notte mi porterà il dolce suono delle note

unito alle lacrime

sarà la tua pioggia

e io dormirò sognando di te

(foto di Nightowl da pixabay)

Primavera nel palazzo di giada

Farò arrivare la primavera nel tuo palazzo di giada,

forzerò dolcemente i cancelli dei tuoi verdi azzurri occhi

e ti farò, dolcemente, fiorire…

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“Primavera nel palazzo di giada” è il nome di una peonia.

(foto di Kanenori)

Si piange… e si sorride…

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Si piange…

 

e si sorride,

 

si piange per un sorriso sperato e non ricevuto

 

un milione di lacrime silenziose,

 

e si sorride di gioia

per la bellezza di

una sola lacrima rubata.

(foto di DominicBlair)

 

 

 

Di notte

Mi addormento abbracciando il tuo pensiero sul filo del sogno che mi riavvolge intorno a te

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