Foglie acuminate

 

 

Euryale ferox è una ninfacea ,  le grandi foglie rotonde dal diametro tra i 60 e i 90 cm. galleggiano sull’acqua e hanno la pagina superiore increspata e ricoperta di spine.

Le ho potute ammirare nella piacevole passeggiata al piccolo grazioso e molto ben curato Orto botanico di Catania, una vera oasi nel centro della città.

 

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La cava del Carosello

Il canyon del Carosello è situato ad ovest di Noto antica. Il corso d’acqua che scorre incassato nella cava è alimentato da sorgenti perenni ed ha alimentato per secoli sia numerosi mulini che concerie rupestri attive sin dal 1400 e dedite alla concia del pellame e dell’albascio, una sorta di lana pesante. La concia è stata un ‘attività industriale fiorente per Noto con grossi volumi d’affari nel 1500  e sicuramente con forte impatto ambientale per l’ambiente per i tannini riversati nel fiume. Oggi mulini e concerie sono in stato di abbandono e la zona è meta di escursioni fantastiche.

Un luogo stupendo di grande suggestione che unisce storia e natura, lavoro dell’uomo e creazione del divino.

 

Tutto questo tempo

Tutto questo tempo che passa e che ci porta via con se...
- non si chiede l'acqua che scorre con il fiume dove va-
Tutto questo tempo che ci serve per capire la vita
- non si chiede perche
l’acqua che scorre verso il mare-
Tutto questo tempo che passa e che domandiamo amore
-non si chiede se ama l’acqua che va-
Tutto questo tempo che passa senza sapere che senso ha
– non si chiede l’acqua cosa restera` dopo di lei-
Tutto questo tempo…

Incontro fortunato con la rara salamandra degli occhiali

Incontro fortunato con la graziosa e rara Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata) nei pressi del sentiero della valle delle Ferriere (SA). Il suo nome è dovuto alla curiosa mascherina bianca che ha intorno agli occhi in contrasto con il suo corpicino nero mentre la coda e le zampine hanno una colorazione rossastra. Il nome “terdigitata” si riferisce alla caratteristica delle sue zampe posteriori che possiedono solo 4 dita anziché 5 come le altre specie di anfibi europei. Misura 7-11 cm, coda compresa. Nuotava tranquilla in una pozza d’acqua corrente con cascatina, il mio occhio e’ stato attirato dal colore rosso della coda che tuttavia poteva essere un rametto secco , inizialmente il capo era seminascosto da una fogliolina, non appena e’ riuscita a liberarsi ho apprezzato la tipica mascherina bianca, simile ad un paio di occhiali , poi l’ho osservata nuotare molto lentamente, con un piccolo balzo e’ andata su di un sasso al centro della pozza quindi e’ e’ risalita in superficie al bordo piscina.

Un piccolo momento di gioia per un incontro fortunato 🙂

Le rane all’inghiottitoio di Vallivona

 

L’inghiottioio di Vallivona è un luogo molto particolare nel parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, dal monte Cervati (Sanza) si scende con un sentiero fino ad un tunnel di 200 mt che conduce in questo posto che sembra la bocca di un cratere in cui le acque del fiume Bussento si inabissano per poi riapparire nella risorgenza nell’oasi di Morigerati.

Luogo di grande fascino in cui si ammira la forza dell’acqua che è riuscita a modellare un cratere alto 100 metri, una piccola oasi nascosta tra ripide rocce calcaree.

A fine agosto i laghetti quasi prosciugati erano invase da girini e minuscole rane sulla cui esistenza mi sono posta molti interrogativi. Ma tutti questi girini diventeranno rane adulte e che fine fanno le rane, da dove escono o seguono il corso segreto del Bussento?

 

Il deserto in fiore

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La tua pianura era aperta e sconfinata quanto libera,  un cartello all’ingresso diceva “Siete i benvenuti”

Tu mi accogliesti con un timido sorriso, i tuoi modi erano schivi e riservati e allargando le braccia dicesti ecco la mia pianura, non ha confini, e presto i fiori del deserto fioriranno, bastano soltanto un poco di acqua e di cura, tu puoi aiutarmi?

Io risposi, certo, se tu vorrai io resterò e porterò ogni giorno un poco di acqua…

Qua e là c’erano rose strappate, spine, cocci di vasi rotti, resti secchi e bruciati che facevano pensare a un trascorso incendio.

Non  prestai molta attenzione a questi segni, avevo un nuovo amico e lo avrei aiutato e lo avrei  amato, senza mai lasciarlo solo in quell’immenso lavoro. Si trattava di far fiorire un deserto! Lo immaginate cosa poteva significare per me questo… io amo le cose sconfinate e amavo l’idea di aiutare il mio amico a far fiorire un deserto in fiore!

Ogni giorno non mancavo al nostro tacito appuntamento e portavo insieme all’acqua nel mio secchiello, amore e cura per irrigare il deserto del mio amico a cui avevo iniziato a voler bene.

Vi andavo ogni giorno piena di speranza e di trepidazione per l’imminente fioritura che si preannunciava con qualche minuscolo fiore mentre la terra si era coperta di muschi e licheni e ciò faceva ben sperare in un prossimo prato di verde velluto. Recavo con me piccoli doni come piccoli frutti, nocciole, kiwi, limoni, uvetta oppure biscotti, piccole cose insomma.

Ero felice…presto avrei visto un deserto in fiore e ogni sforzo sarebbe valso la pena. La fatica di portare un secchiello carico d’acqua era addolcita dal pensiero che un giorno sarei giunta in un piccolo paradiso venuto su dal niente.

Tutto andava per il meglio… o almeno a me così sembrava.

Da un giorno all’altro trovai l’ingesso sbarrato da rovi altissimi e ginestre spinose, li oltrepassai non senza graffiarmi, l’aria era satura di fumo, del verde del prato nessuna traccia e neppure di quei fiorellini… un recente incendio aveva devastato il nostro lavoro, scorsi una tanica di benzina e subito pensai che la mano di qualche persona invidiosa avesse provocato l’indegna distruzione, ma fui immediatamente smentita, dal fumo uscì il mio amico e capii che lui solo ne era responsabile, non appena mi vide mi gridò di andarmene.

Senza proferire parola, corsi via spaventata, l’indomani ritornai con il mio secchiello d’acqua e di speranza, all’ingresso dietro ai rovi era sorto un alto muro e una nuova insegna diceva:

“Alt, divieto d’accesso!”

Chiamai senza voce il mio amico.

Nessuno più rispose.

Mi cadde il secchiello dalle mani, perdendo acqua e speranza per il deserto in fiore.

Un giorno in questo deserto arrivò il Piccolo Principe, il pilota aveva perso ogni speranza di salvezza, senza acqua in un deserto non si sopravvive, ma il piccolo principe trovò quel secchiello abbandonato in fondo al pozzo e fece fiorire il deserto…

 

 

(foto di Patricio Hurtado)

E’ triste dimenticare un amico

…Sono già sei anni che il mio amico se ne è andato con la sua pecora e io cerco di descriverlo per non dimenticarlo.
E’ triste dimenticare un amico.
E posso anch’io diventare come i grandi che non s’interessano più che di cifre.
Ed è anche per questo che ho comperato una scatola coi colori e con le matite.
Non è facile rimettersi al disegno alla mia età quando non si sono fatti altri tentativi che quello di un serpente boa dal di fuori e quello di un serpente boa dal di dentro, e all’età di sei anni.
Mi studierò di fare ritratti somigliantissimi.
Ma non sono affatto sicuro di riuscirci.
Un disegno va bene, ma l’altro non assomiglia per niente.
Mi sbaglio anche sulla statura.
Qui il piccolo principe è troppo grande.
Là è troppo piccolo. Esito persino sul colore del suo vestito.
E allora tento e tentenno, bene o male.
E finirò per sbagliarmi su certi particolari più importanti.
Ma questo bisogna perdonarmelo.
Il mio amico non mi dava mai delle spiegazioni. Forse credeva che fossi come lui.
Io, sfortunatamente, non sapevo vedere le pecore attraverso le casse.
Può darsi che io sia un po’ come i grandi…

Da il Piccolo Principe di A. de Saint Exupery

 

Il mio piccolo principe assomigliava molto ad una volpe, non poteva essere addomesticato perché era un essere selvatico molto libero ed io ho cercato solo di volergli bene come potevo, per come sono io, io non posso amare in modo diverso da come sono io, impulsiva, a volte impaurita che non l’avrei più visto, sempre felice di ascoltarlo, ho commesso tanti errori ma si può dire che si sbaglia in buonafede quando si vuole bene, si può dire che l’affetto rende le persone perfette ? no, l’affetto per qualcuno non ci impedisce di commettere errori, si fanno errori proprio perché si vuole del bene o forse non lo so…Io amo così come sono e come so fare, non so fare altrimenti,  comunque non rimpiango di avere fatto errori, di non aver saputo disegnare una bella museruola con la correggia per la pecora, non rimpiango di non aver saputo vedere le pecore attraverso le casse, o i numeri danzanti tra i colori o tante altre invisibili minuscole cose che il Piccolo Principe amava e neppure rimpiango di avere avuto paura, una terrificante paura davvero, del Serpente quando invece lui mi aveva assicurato che avremmo saputo accogliere bene anche il serpente, e non rimpiango di non aver saputo come fare a consolarlo per le sue lacrime, o a spiegargli cosa è un abbraccio, io sinceramente gli ho soltanto voluto bene, goffamente a volte, imperfettamente a volte, maldestramente a volte, ma completamente gli ho voluto bene. Eh già quanto ho trepidato per lui, sperato per lui per la sua rosa, quanto mi sono commossa per le sue lacrime, quanto ho benedetto l’acqua in quel pozzo nel deserto e quanto sono grata che nel mezzo del deserto, quando qualcosa in me si era rotto ecco che se ne esce uno che mi chiede di disegnare una pecora così dal nulla, mentre io avevo ben problemi più grandi, o almeno così mi pareva, e questo invece cerca una scatola per la sua pecora o cose così o parla con i serpenti o se ne va in giro per i pianeti? E io qui nel deserto con un aeroplano guasto e poca acqua io pensavo solo ai miei problemi e invece il Piccolo principe ha spostato ogni mio orizzonte e mi ha aperto alla comprensione dell’Oltre e d’un tratto io ero più il pilota con il suo aereo da aggiustare ma dovevo pensare ai problemi di un bambino innamorato di una rosa con un problema di una pecora e quella storia con la volpe… Diventare amici di una volpe… ecco che piano piano nella mia memoria lo immagino con le forme di una volpe visto che è difficile disegnare per me un bambino, io davvero non ho saputo mai disegnare e non saprei neppure da dove si comincia,  e allora molto più facile una volpina, ma non una qualunque, perché il piccolo principe è un amico indimenticabile, ecco una volpina blu. Io me lo figuro così…

E allora provo e riprovo a ridisegnarlo nella mia mente, coi colori dei ricordi e ne esce sempre e poi sempre una volpina blu ….

Davvero è molto triste dimenticare un amico perché anche dei ricordi occorre avere cura e non lasciarli andare via, per questa ragione Volpina blu resta nel mio cuore, tra una rosa e una pecora…

Come formiche…

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…sentirsi come formiche che sollevano la testa fiutando l’acqua, senza sapere di aver fatto il nido alla base della diga che le travolgerà…

(foto da pixabay)

I capelli di Venere

​Le suggestive cascate de i capelli di Venere nei pressi di Casaletto Spartano (Sa) nel Cilento, incantevole magia d’acqua del fiume Bussentino.

(28 agosto 2016)

Noi siamo una polvere di stelle innamorata

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in noi vive l’eternità delle stelle…

Da Memorie del Deserto di Ariel Dorfam

“…Mi spiegò come tutto era cominciato come gli atomi creati nei primi istanti dell’universo, 15 ml di anni fa, si fossero aggregati per formare nubi molecolari e da queste le stelle, e dalle stelle le galassie. Mi spiegò come le molecole lassù sono le stesse che hanno formato il deserto, e me e lui, e il cielo e l’acqua che manca nel deserto e i minerali. Mi raccontò come tutto ciò che è su questa terra si sia formato all’interno del meccanismo termonucleare delle stelle, il ferro, nell’emoglobina del nostro organismo, che trasporta l’ossigeno attraverso i nostri tessuti, i sodio e il potassio che diventano nitrato e poi fertilizzante, il cuore che batte dentro di noi e il nostro cervello che pensa, e i nostri stessi RICORDI. Tutto, tutto questo deriva dalle stelle, si è formato al loro interno. SIAMO POLVERE DI STELLE. Potevo sentirmi sollevato, forse nella mia ansia di ricerca delle origini, mi era appena stato rivelato che noi esseri umani siamo letteralmente polvere di stelle.”

… allora noi siamo una polvere di stelle innamorata…

(foto da pixabay)

Bisogna cercare con il cuore.

Vorrei riuscire a vedere tutti i giorni con gli occhi limpidi del cuore e ritrovare un pozzo con una carrucola e un secchio e una corda nel deserto più arido e solitario.
E vorrei che anche tu lo facessi insieme a me.
Stasera sono grata a questa semplice e vera acqua di pozzo.

Phlomis

Il pozzo che noi avevamo raggiunto non assomigliava ai pozzi sahariani.

I pozzi sahariani sono dei semplici buchi scavati nella sabbia. Questo assomigliava ad un pozzo di villaggio. Ma non c’era alcun villaggio intorno, e mi sembrava di sognare.

E’ strano, dissi al Piccolo Principe, è tutto pronto: la carrucola il secchio e la corda…”

Rise, toccò la corda, mise in moto la carrucola. E la carrucola gemette come geme una vecchia banderuola dopo che il vento ha dormito a lungo.

“Senti , disse il Piccolo Principe, noi svegliamo questo pozzo e lui canta…”

Non volevo che facesse uno sforzo.

Lasciami fare, gli dissi, è troppo pesante per te.”

Lentamente issai il secchio fino all’orlo del pozzo. Lo misi bene in equilibrio. Nelle mie orecchie perdurava il canto della carrucola e nell’acqua che tremava ancora, vedevo tremare il sole.

Ho sete di quest’acqua, disse il Piccolo Principe, dammi da bere…”

E capii quello che aveva cercato! Sollevai il secchio fino alle sue labbra. Bevette con gli occhi chiusi. Era dolce come una festa. Quest’acqua era ben altra cosa che un alimento. Era nata dalla marcia sotto le stelle, dal canto della carrucola, dallo sforzo delle mie braccia. Faceva bene al cuore, come un dono…

Da te gli uomini coltivano cinquemila rose nello stesso giardino… e non trovano quello che cercano…”

Non lo trovano”, risposi.

E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po’ d’acqua…”

“Certo”, risposi

E il Piccolo Principe soggiunse:

Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare con il cuore.”

Avevo bevuto. Respiravo bene. La sabbia, al levar del sole, era color del miele.

Antoine De Saint-Exupery, Il Piccolo Principe

Come un geco :)

Come un geco… 🙂

come un geco 2Mi arrampico, non cado e resisto alle difficoltà;

mi mimetizzo e non mi nascondo dalle mie paure;

mi scaldo al sole e mi ricarico di energia;

osservo le piccole cose e sono felice;

una goccia d’acqua è una sorgente;

una foglia il mio ombrello;

un albero un mondo da scoprire;

un anfratto nella roccia il mio universo;

la notte il tempo per cacciare;

il giorno il tempo per sognare…

come un geco 1

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