Il mio Charlie

Charlie, il mio dolcissimo amico per 17 anni

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Parole pure

Vorrei ritrovare parole che siano pure.Vorrei ritrovare quel pozzo nel deserto, quella pozzanghera di luce in cui brilla tutto il sole.

Vorrei ritrovare parole pure per dire Amico, per dire Amore, per dire Figlio….

E’ triste dimenticare un amico

…Sono già sei anni che il mio amico se ne è andato con la sua pecora e io cerco di descriverlo per non dimenticarlo.
E’ triste dimenticare un amico.
E posso anch’io diventare come i grandi che non s’interessano più che di cifre.
Ed è anche per questo che ho comperato una scatola coi colori e con le matite.
Non è facile rimettersi al disegno alla mia età quando non si sono fatti altri tentativi che quello di un serpente boa dal di fuori e quello di un serpente boa dal di dentro, e all’età di sei anni.
Mi studierò di fare ritratti somigliantissimi.
Ma non sono affatto sicuro di riuscirci.
Un disegno va bene, ma l’altro non assomiglia per niente.
Mi sbaglio anche sulla statura.
Qui il piccolo principe è troppo grande.
Là è troppo piccolo. Esito persino sul colore del suo vestito.
E allora tento e tentenno, bene o male.
E finirò per sbagliarmi su certi particolari più importanti.
Ma questo bisogna perdonarmelo.
Il mio amico non mi dava mai delle spiegazioni. Forse credeva che fossi come lui.
Io, sfortunatamente, non sapevo vedere le pecore attraverso le casse.
Può darsi che io sia un po’ come i grandi…

Da il Piccolo Principe di A. de Saint Exupery

 

Il mio piccolo principe assomigliava molto ad una volpe, non poteva essere addomesticato perché era un essere selvatico molto libero ed io ho cercato solo di volergli bene come potevo, per come sono io, io non posso amare in modo diverso da come sono io, impulsiva, a volte impaurita che non l’avrei più visto, sempre felice di ascoltarlo, ho commesso tanti errori ma si può dire che si sbaglia in buonafede quando si vuole bene, si può dire che l’affetto rende le persone perfette ? no, l’affetto per qualcuno non ci impedisce di commettere errori, si fanno errori proprio perché si vuole del bene o forse non lo so…Io amo così come sono e come so fare, non so fare altrimenti,  comunque non rimpiango di avere fatto errori, di non aver saputo disegnare una bella museruola con la correggia per la pecora, non rimpiango di non aver saputo vedere le pecore attraverso le casse, o i numeri danzanti tra i colori o tante altre invisibili minuscole cose che il Piccolo Principe amava e neppure rimpiango di avere avuto paura, una terrificante paura davvero, del Serpente quando invece lui mi aveva assicurato che avremmo saputo accogliere bene anche il serpente, e non rimpiango di non aver saputo come fare a consolarlo per le sue lacrime, o a spiegargli cosa è un abbraccio, io sinceramente gli ho soltanto voluto bene, goffamente a volte, imperfettamente a volte, maldestramente a volte, ma completamente gli ho voluto bene. Eh già quanto ho trepidato per lui, sperato per lui per la sua rosa, quanto mi sono commossa per le sue lacrime, quanto ho benedetto l’acqua in quel pozzo nel deserto e quanto sono grata che nel mezzo del deserto, quando qualcosa in me si era rotto ecco che se ne esce uno che mi chiede di disegnare una pecora così dal nulla, mentre io avevo ben problemi più grandi, o almeno così mi pareva, e questo invece cerca una scatola per la sua pecora o cose così o parla con i serpenti o se ne va in giro per i pianeti? E io qui nel deserto con un aeroplano guasto e poca acqua io pensavo solo ai miei problemi e invece il Piccolo principe ha spostato ogni mio orizzonte e mi ha aperto alla comprensione dell’Oltre e d’un tratto io ero più il pilota con il suo aereo da aggiustare ma dovevo pensare ai problemi di un bambino innamorato di una rosa con un problema di una pecora e quella storia con la volpe… Diventare amici di una volpe… ecco che piano piano nella mia memoria lo immagino con le forme di una volpe visto che è difficile disegnare per me un bambino, io davvero non ho saputo mai disegnare e non saprei neppure da dove si comincia,  e allora molto più facile una volpina, ma non una qualunque, perché il piccolo principe è un amico indimenticabile, ecco una volpina blu. Io me lo figuro così…

E allora provo e riprovo a ridisegnarlo nella mia mente, coi colori dei ricordi e ne esce sempre e poi sempre una volpina blu ….

Davvero è molto triste dimenticare un amico perché anche dei ricordi occorre avere cura e non lasciarli andare via, per questa ragione Volpina blu resta nel mio cuore, tra una rosa e una pecora…

When Asperger’s / #ActuallyAutistic people appear soulless… Quando le persone autistiche sembrano senza un’anima

Questa è una preziosa testimonianza di una persona autistica che desidera costruire un ponte con tutte le persone, un ponte fatto di comprensione, accoglienza e amicizia. Ci racconta quanto importante sia per lei la vera amicizia e quanto una persona autistica abbia realmente a cuore i propri amici al di là di ogni apparenza o etichetta, e al di là di ogni parola… Perché l’amicizia a volte è un silenzioso e vivo linguaggio del cuore…

eccovi l’articolo tradotto:

Quando le persone con autismo sembrano senza un ‘anima … #ActuallyAutistic Asperger

Non lo siamo. Ve lo assicuro.

Se tu mi racconti che ti è successo qualcosa di brutto, o che sei triste o sconvolto, io non posso risponderti subito. Oppure, potrei rispondere abbastanza rapidamente, ma rischierei di dirti qualcosa di imbarazzante, oppure la cosa sbagliata.

Ad ogni modo, può sembrare che a me non importi di te. Posso apparirti priva di sentimenti. Forse anche di un cuore. Forse anche di un’anima.

Questo può sconvolgerti ancora di più.

Per favore ti prego di capire che non è mia intenzione.

Io ho, noi abbiamo, davvero cura di te. Io ho, noi abbiamo davvero un cuore. Io ho, noi abbiamo, davvero un’anima.

E ‘solo che spesso mi occorre più tempo per rispondere. Devo elaborare quello che ho appena sentito e provato. Devo superare la mia profonda, complicata risposta emotiva, che è sempre una sfida in sé, perché davvero io ci tengo cosi’ tanto a te che sapere che stai soffrendo è qualcosa che mi sovraccarica.

Dovrei fare quello che ogni altro essere umano in questa situazione deve fare. Ma per me e per molte altre persone “con” autismo o asperger syndrome, a volte per me le cose sembrano funziona al rallentatore.

In primo luogo, devo identificare le mie emozioni. Quindi, devo trovare le parole giuste per esprimere i miei pensieri e sentimenti (cosa difficile). Poi devo trovare le mie parole (che di per sé può essere difficile, troppo). E poi devo trovare il modo giusto di dirlo. Con il giusto tono di voce. Con l’espressione facciale adeguata.

Ed entro un lasso di tempo giusto.

E qui sta il difficile. In effetti, pare che ci sia un lasso di tempo “giusto”, in cui è accettabile dare una risposta ; un lasso di tempo troppo lungo niente è inaccettabile e in qualche modo considerato “strano”. Questa regola sociale non è scritta e per la maggior parte non realizzata, perché viene istintivo ad altre persone, ma esiste questa regola , e diventa dolorosamente evidente per me, perché questa è la parte in cui io fallisco rovinosamente.

Se potessi semplicemente mettermi in pausa, ed avere abbastanza tempo per raccogliere le idee e pianificare ciò che sto per dire, allora non sarebbe un problema.

Ma ho due scelte:
1.Rispondere in un lasso di tempo “normale” , e potenzialmente dire la cosa sbagliata
2.Sedere per un momento, probabilmente fissare il vuoto, e rispondere “correttamente”, ma solo dopo aver impiegato troppo tempo.

In entrambi i casi, sono comunque spacciato, o almeno così sembra. Sono spacciato perché vengo giudicato come una o più delle etichette che di solito ci appiccicano tipo che sono freddo, distaccato, insensibile, incompetente, o “lento” o “stupido”. Tu sei spacciato perché hai me per un amico ed hai fatto l’errore di cercare in me un aiuto.

Nessuno di noi lo è davvero, in realtà spacciato. Sembra proprio in questo modo finché non si riesce a comprendere questa cosa.

Sto scrivendo questo per cercare di far comprendere questa cosa. La verità è che io ho bisogno che tu sappia che tu hai fatto la cosa giusta a confidarti con me, a condividere con me il tuo problema e a cercare in me un aiuto.

Io sono, le persone con autismo sono, in grado di fare e di essere tutte queste cose.

Soltanto lo sappiamo fare in un modo differente, ecco.

Possiamo scegliere tra farlo un po’ più goffamente, o un po’ più lentamente.

Ma posso gestire questa cosa. Posso fare quel ruolo. Io posso essere quell’amico. Io sono quell’Amico.

Essere autistico o con Asperger syndrome fa di me un tipo differente di amico. Ma fa di me un amico molto forte e solidale. Un amico vero e sincero, che può essere vero con te senza doverti impressionare. Puoi abbassare la guardia con me. Puoi essere te stesso con me. (Io vedrò il tuo vero te stesso) . Puoi dirmi le tue cose personali e private. Io ci sarò per te. Non vado da nessuna parte.

Anche il mio cuore sarà con te, sebbene se il mio modo di processare il pensiero non è sempre abbastanza veloce e le mie parole non sempre cooperano.

Naturalmente questo non significa, però, che le persone senza autismo o Asperger non sono buoni e sinceri amici. Dopo tutto, lo so, ed è probabile che tu non siaAspergian / autistico, e di
sicuro sei un amico fantastico.

In realtà, sei un amico così fantastico che io voglio essere lì per te, io voglio onorare il fatto che sono il tuo confidente, e non vorrei aggiungere altro alla tua sofferenza. Vorrei costruire un ponte che possa aiutare me e te a comprenderci per davvero. E ciò, secondo me, questo è il fine della mia scrittura.

the silent wave

We’re not.  I promise.

If you tell me that something bad has happened to you or that you’re sad or upset, I may not respond right away.  Or, I might respond fairly quickly, but say something awkward.  As in, the Wrong Thing.

Either way, I may appear to not care.  I may appear to lack feelings.  Maybe even a heart.  Maybe even a soul.

This may upset you even more.

Please understand that that’s not my intent.

I (we) really do care.  I really do have a heart.  I really do have a soul.

It’s just that it often takes me (us) longer to respond.  I have to process what I’ve just heard.  I have to overcome my own (deep, complicated) emotional response (which is always a challenge in itself because I care so much about you and knowing that you’re suffering is overwhelming for me). 

I have to do…

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Caro Amico ciao…


Ciao.

La tua scelta improvvisa di partire mi ha reso triste e sola. Ma cerco di accettarla.
Avrei tante cose da dirti ma ne ho scelte solo quattro.

1) hai fatto bene a bloccarmi nel caso tu non fossi felice con me. Ma forse non ti sei accorto di stringere tra le tue dita la mia liberta’. Gli amici si fidano e si aiutano l’un l’altro e cosa piu’ importante si sorridono sempre l’un l’altra. Io ho sempre desiderato farti sorridere e  Tu hai sempre sorriso  poco…

2) mi ha messo nella lista delle persone… io non sono le persone, io sono una persona, uguale o diversa non vi e’ #differenza…

tu invece… ci sei tu e le persone

3) continuerò a pregare per il tuo Bene. Perché la preghiera è libertà ed è l’unica cosa che non può essere bloccata, supera anche le sbarre delle prigioni e dei pensieri chiusi

4) sono triste perché la tua partenza è stata così repentina che io non sono neppure riuscita a salutarti. Ti saluto ora, così.

Caro Amico ciao…

che il mio ciao ti sia più leggero di una piuma…

Quando qualcuno ti prende per mano…

 

gecko-800887_1280Un amico accetta l’altro come è, se fa qualcosa per farlo sentire diverso è già fuori dall’orbita dell’amicizia, non avere paura neppure della realtà diversa dalla tua: credo sia più facile di quello che credi, basta predisporre il cuore a fare ginnastica di ascolto, di capacità di accoglienza dell’altro come l’altro.

Il primo passo per varcare la soglia si fa quando qualcuno ti prende per mano.

Fausto A. Marinetti

(da lettere di uno zio per una nipote)

Un amico si riconosce (Vinìcius De Moraes)

L’Amicizia e’ un dono. Un amico non si ammaestra, un amico si riconosce e si ama con il cuore. Phlomis

Amici…

Ho amici che non sanno quanto siano miei amici.

Non percepiscono tutto l’amore che sento per loro né quanto siano necessari per me.

L’amicizia è un sentimento più nobile dell’amore. L’amicizia fa sì che il suo oggetto si divida tra altri affetti, mentre l’amore è imprescindibile dalla gelosia, che non ammette rivalità.

Potrei sopportare, anche se non senza dolore, la morte di tutti i miei amori, ma impazzirei se morissero tutti i miei amici!

Anche quelli che non capiscono quanto siano miei amici e quanto la mia vita dipenda dalla loro esistenza…

Alcuni di loro non li cerco, mi basta sapere che esistono. Questa semplice condizione mi incoraggia a proseguire la mia vita. Ma, proprio perché non li cerco con assiduità, non posso dir loro quanto io li amo. Essi non mi crederebbero.

Molti di loro, leggendo adesso questa storia, non sanno di essere inclusi nella sacra lista dei miei amici. Ma è delizioso per me sapere e sentire di amarli,  anche se non lo dichiaro e non li cerco.

E a volte, quando li cerco, noto che loro non hanno la benché minima idea di quanto mi siano necessari, di quanto siano indispensabili al mio equilibrio vitale, perché essi anno parte del mondo che ho faticosamente costruito, e sono divenuti i pilastri del mio incanto per la vita.

Se uno di loro morisse io diventerei storto.

Se tutti morissero io crollerei.

E’ per questo che, a loro insaputa, io prego per la loro vita.

E mi vergogno perché questa mia preghiera è in fondo rivolta al mio proprio benessere. Essa è forse il frutto del mio egoismo.

A volte mi ritrovo a pensare intensamente a qualcuno di loro. Quando viaggio e sono di fronte a posti meravigliosi, mi cade una lacrima perché non sono con me a condividere quel piacere…

Se qualcosa mi consuma e mi invecchia è perché la furibonda ruota della vita non mi permette di avere sempre con me, mentre parlo, mentre cammino, mentre vivo, tutti i miei amici, e soprattutto quelli che solo sospettano di esserlo o forse non sapranno mai di essere miei amici.

Un amico non si fa, si riconosce.

(Vinìcius De Moraes)

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