Vorrei incontrarti

Vorrei incontrarti per l’ultima volta

oppure per la prima volta,

vorrei riavvolgere il tempo e riportarti bambino

e ritrovare la tua anima intatta e pulita,

vorrei abbracciarla e dirle che non è sola,

vorrei tenere la tua mano di bambino

per poi lasciarti danzare da solo,

e guardarti per l’ultima volta

mentre te ne vai

o incontrarti di nuovo ,

come se fosse la prima volta

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Pensando a te di Silvana Stremiz

E’ bellissima….

Ho creduto in sogni impossibili
abbracciato dimensioni sconosciute.
Ho sentito vibrare l’anima
e fermarsi il cuore, pensando a te.

Ho contato ore che ci separavano
ma che non ci appartenevano
sperando di trovarci uniti,
abbracciati ad un attimo fatto di noi.

Ho ascoltato il tuo immenso
per poi trovare niente
costruendo castelli di sabbia
mi sono infangata tra le onde del mare,
che tutto ha travolto e tutto si è ripreso.

Ed ora raccolgo frammenti
di ciò che speravo, di ciò in cui ho creduto
di ciò che poteva essere
di ciò che avrei voluto fosse.

Anche solo per un attimo
per un solo istante
per sentire i suoni della tua anima,
ne sarebbe valsa la pena.

Avrei voluto incrociare il tuo sguardo
passarti le mani fra i capelli
sentire l’odore della tua pelle
amarti, anche solo per un’ora.
Perché sarebbe stato amore
puro, limpido, cristallino
prezioso e forte come un diamante.
Un amore che nessuna
tempesta avrebbe spezzato.

Silvana Stremiz

Porte chiuse all’anima

Mi trovo davanti a tutte porte chiuse. Provo a bussare, attendo, nessuno apre. Cresce la mia impazienza, che via via diventa disperazione e poi terrore misto ad infinita tristezza. Non c’è nessuno dietro a quelle porte. Ne graffio una a forza di lacrime, di fronte ad un‘altra imploro pietà, un’altra la maledico, ad un’altra chiedo perdono anche se ignoro il motivo della mia prigionia. Tutte le porte restano serrate a fissarmi mute e inscardinabili. Sento un ghigno crudele risuonare dentro alla mia mente, non mio, e la mia anima cade esausta e spenta davanti a quelle porte

Infine

Infine si scrivono milioni di poesie, si tracciano segni significanti su un foglio o su un pc, per una sola persona… e questa sola persona non le leggerà mai né potrà sentirle…

A cosa serve la poesia?

Infine non è che un modo per farci del male.

Spine di rosa conficcate nell’anima

Poesia

Poesia,

mi sei figlia e madre,

mi sei amica e confidente,

mi sei alleata e nemica,

in te mi incontro

anima VIVA,

in te amo e piango,

non mi lasciare mai

Nuovo Lucifero

Nuovo Lucifero

brami il mondo,

bruci i ponti dopo aver attirato le anime gentili,

seppellisci i porti dell’amore sincero,

recidi la linfa delle rose,

studi la lacrima sotto alla lente

per svelare il mistero del saper piangere,

prosciughi i pozzi della speranza

in nome della tua selvaggia libertà,

sei la brama del mondo,

pulisci la tua lama con il mio sangue,

cambi il tuo nome,

cambi il tuo viso,

cambi il tuo travestimento

ti credetti un angelo

in ascolto dei mortali,

sei un nuovo lucifero,

ti prendi gioco

dei poeti ingenui e innamorati

Incontro alla mia anima

La vita mi cambierà

se mi lascerò plasmare,

modellare i fianchi,

ammorbidire gli occhi,

sgualcire le guance,

scolpire il cuore,

sciupare le mani,

nell’imprevisto di un sorriso,

nell’affondo di un dolore;

la vita mi cambierà

se permetterò che essa mi ami

e mi porti via con sé,

nel vento delle nuvole,

nella magia di un bacio,

nella corsa di un bambino,

nel giro del mondo,

incontro alla mia anima

 

 

 

Vivere la Luce !

fuoco

La vigilia di Natale ho fatto un lungo viaggio: 500 km in Toyota con i più grandicelli del centro dei meninos de rua : Eliton, Rone, José. Ho percorso la notte e le sue gradazioni di luce fino all’esplosione finale (verso le cinque). Una luce tenue, blanda, timida. Che spettacolo, Dio, ti compiaci degli estremi, vero? O giochi con i grandi contrasti (luce-tenebra, acqua-fuoco, cielo-terra, Dio-uomo) oppure ti effondi in infiniti dosaggi di tenerezza. Frugavo l’orizzonte in cerca del primo bagliore. La luce del mattino non è abbagliante come i fari delle macchine che accecano. La tua è una luce tenera, morbida, radente. Come dita delicate di donna a svegliare i fiori, gli uccelli, le onde, il creato. Non finivo di riempire gli occhi e l’anima. Berti, Dio, con gli occhi. Assimilarti per osmosi. Vivere la luce come la tua carezza per l’universo.

Potrei interrompere il viaggio – pensavo – e entrare in una chiesa per farti i complimenti. Ma non è questa – l’universo – la tua chiesa, la più spaziosa, la più accogliente, la più universale? Voglio una chiesa come questa, dove posso celebrare, fare festa con i disperati, i delinquenti, le prostitute.

Vivere la luce la vigilia di Natale!

Fausto A. Marinetti da Ai confini di Dio

L’anima nelle nuvole bianche (Einaudi e Tondo )

Ludovico Einaudi e Alessia Tondo
NUVOLE BIANCHE (Traduzione dal salentino):

Va bene lasciala dormire
Lei adesso non può capire
No tu non le parlare
Perché  non sente più questo cuore
Vento pure tu non dire
Lei ora non può capire
Dorme dorme e non vuole
Non le piace più questo cuore.

Quattro venti ed io sono sola
Le mie notte senza fortuna
Lasciala dormire ancora
Lasciala morire prima
Quest’anima senza l’amore
No tu non la puoi aiutare
Passa il tempo e non parlare
Passa il tempo e non dire niente

Tanto tu lo sai
Quello che voleva
Quello che succede a noi
Quello che sento ancora qua
Solo se vuoi
No se non ci stai
Che torni con me.

E tu se vuoi che il mio cuore sia qui
Basta che chiudi gli occhi e poi
Vedo che lo trovi
Canto e penso insieme a te
Sospiri e lacrime
Io non ho più l’ amore
Eri tu il mio bene.

Vento lasciami impazzire
Lei prima o poi deve tornare
Lasciami soffrire sola
Lasciami dimenticare prima
La mia anima va dove vuole
Tu lasciala fare
Passa il tempo e non dire niente
Ora tu non ti fermare
Sola sola devo restare
Lascia che diventi il sole
io al buio devo rimanere
Ora tu non ti fermare
Lei non mi può amare
Passa il tempo e non parlare
Passa il tempo e non dire.

Tanto tu sai
Quello che voleva
Quello che succede a noi

Quello che sento ancora qua
Solo se vuoi
No se non ci stai
Che torni con me
E tu se vuoi tornare indietro,sai
Basta che chiudi gli occhi e poi
Vedrai che mi troverai.

Canto e penso insieme a te
Sospiri e lacrime
Io non ho più l’ amore
Eri tu il mio bene.

Canto e penso insieme a te
Sospiri e lacrime.

When Asperger’s / #ActuallyAutistic people appear soulless… Quando le persone autistiche sembrano senza un’anima

Questa è una preziosa testimonianza di una persona autistica che desidera costruire un ponte con tutte le persone, un ponte fatto di comprensione, accoglienza e amicizia. Ci racconta quanto importante sia per lei la vera amicizia e quanto una persona autistica abbia realmente a cuore i propri amici al di là di ogni apparenza o etichetta, e al di là di ogni parola… Perché l’amicizia a volte è un silenzioso e vivo linguaggio del cuore…

eccovi l’articolo tradotto:

Quando le persone con autismo sembrano senza un ‘anima … #ActuallyAutistic Asperger

Non lo siamo. Ve lo assicuro.

Se tu mi racconti che ti è successo qualcosa di brutto, o che sei triste o sconvolto, io non posso risponderti subito. Oppure, potrei rispondere abbastanza rapidamente, ma rischierei di dirti qualcosa di imbarazzante, oppure la cosa sbagliata.

Ad ogni modo, può sembrare che a me non importi di te. Posso apparirti priva di sentimenti. Forse anche di un cuore. Forse anche di un’anima.

Questo può sconvolgerti ancora di più.

Per favore ti prego di capire che non è mia intenzione.

Io ho, noi abbiamo, davvero cura di te. Io ho, noi abbiamo davvero un cuore. Io ho, noi abbiamo, davvero un’anima.

E ‘solo che spesso mi occorre più tempo per rispondere. Devo elaborare quello che ho appena sentito e provato. Devo superare la mia profonda, complicata risposta emotiva, che è sempre una sfida in sé, perché davvero io ci tengo cosi’ tanto a te che sapere che stai soffrendo è qualcosa che mi sovraccarica.

Dovrei fare quello che ogni altro essere umano in questa situazione deve fare. Ma per me e per molte altre persone “con” autismo o asperger syndrome, a volte per me le cose sembrano funziona al rallentatore.

In primo luogo, devo identificare le mie emozioni. Quindi, devo trovare le parole giuste per esprimere i miei pensieri e sentimenti (cosa difficile). Poi devo trovare le mie parole (che di per sé può essere difficile, troppo). E poi devo trovare il modo giusto di dirlo. Con il giusto tono di voce. Con l’espressione facciale adeguata.

Ed entro un lasso di tempo giusto.

E qui sta il difficile. In effetti, pare che ci sia un lasso di tempo “giusto”, in cui è accettabile dare una risposta ; un lasso di tempo troppo lungo niente è inaccettabile e in qualche modo considerato “strano”. Questa regola sociale non è scritta e per la maggior parte non realizzata, perché viene istintivo ad altre persone, ma esiste questa regola , e diventa dolorosamente evidente per me, perché questa è la parte in cui io fallisco rovinosamente.

Se potessi semplicemente mettermi in pausa, ed avere abbastanza tempo per raccogliere le idee e pianificare ciò che sto per dire, allora non sarebbe un problema.

Ma ho due scelte:
1.Rispondere in un lasso di tempo “normale” , e potenzialmente dire la cosa sbagliata
2.Sedere per un momento, probabilmente fissare il vuoto, e rispondere “correttamente”, ma solo dopo aver impiegato troppo tempo.

In entrambi i casi, sono comunque spacciato, o almeno così sembra. Sono spacciato perché vengo giudicato come una o più delle etichette che di solito ci appiccicano tipo che sono freddo, distaccato, insensibile, incompetente, o “lento” o “stupido”. Tu sei spacciato perché hai me per un amico ed hai fatto l’errore di cercare in me un aiuto.

Nessuno di noi lo è davvero, in realtà spacciato. Sembra proprio in questo modo finché non si riesce a comprendere questa cosa.

Sto scrivendo questo per cercare di far comprendere questa cosa. La verità è che io ho bisogno che tu sappia che tu hai fatto la cosa giusta a confidarti con me, a condividere con me il tuo problema e a cercare in me un aiuto.

Io sono, le persone con autismo sono, in grado di fare e di essere tutte queste cose.

Soltanto lo sappiamo fare in un modo differente, ecco.

Possiamo scegliere tra farlo un po’ più goffamente, o un po’ più lentamente.

Ma posso gestire questa cosa. Posso fare quel ruolo. Io posso essere quell’amico. Io sono quell’Amico.

Essere autistico o con Asperger syndrome fa di me un tipo differente di amico. Ma fa di me un amico molto forte e solidale. Un amico vero e sincero, che può essere vero con te senza doverti impressionare. Puoi abbassare la guardia con me. Puoi essere te stesso con me. (Io vedrò il tuo vero te stesso) . Puoi dirmi le tue cose personali e private. Io ci sarò per te. Non vado da nessuna parte.

Anche il mio cuore sarà con te, sebbene se il mio modo di processare il pensiero non è sempre abbastanza veloce e le mie parole non sempre cooperano.

Naturalmente questo non significa, però, che le persone senza autismo o Asperger non sono buoni e sinceri amici. Dopo tutto, lo so, ed è probabile che tu non siaAspergian / autistico, e di
sicuro sei un amico fantastico.

In realtà, sei un amico così fantastico che io voglio essere lì per te, io voglio onorare il fatto che sono il tuo confidente, e non vorrei aggiungere altro alla tua sofferenza. Vorrei costruire un ponte che possa aiutare me e te a comprenderci per davvero. E ciò, secondo me, questo è il fine della mia scrittura.

the silent wave

We’re not.  I promise.

If you tell me that something bad has happened to you or that you’re sad or upset, I may not respond right away.  Or, I might respond fairly quickly, but say something awkward.  As in, the Wrong Thing.

Either way, I may appear to not care.  I may appear to lack feelings.  Maybe even a heart.  Maybe even a soul.

This may upset you even more.

Please understand that that’s not my intent.

I (we) really do care.  I really do have a heart.  I really do have a soul.

It’s just that it often takes me (us) longer to respond.  I have to process what I’ve just heard.  I have to overcome my own (deep, complicated) emotional response (which is always a challenge in itself because I care so much about you and knowing that you’re suffering is overwhelming for me). 

I have to do…

View original post 568 altre parole

Incontro con Gianmarco

Dopo molti anni che non ci vedevamo lo scorso 24 luglio ho incontrato mio zio Fausto, sua moglie Luiza e il loro figlio Gianmarco.

Mio cugino è disabile grave non vedente, eppure i suoi occhi sono magnifici e il suo sorriso e la sua felicità contagiose.

Certo i suoi genitori si occupano di lui a tempo pieno, giorno e notte, con un amore, una dedizione e un sorriso che mai vengono a meno.

Gianmarco ama molto andare in stazione e sentire i treni passare e anche salirvi e fare piccoli tragitti in treno. E così dopo il pranzo di festa per esserci ritrovati, siamo andati insieme alla stazione a gioire insieme a Gianmarco. Al solo sentire le parole treno e stazione Gianmarco si illumina e scoppia in un riso vero di pura gioia. La sua felicità è fatta di tante altre piccole cose…per esempio le parole affettuose di mamma e papà, la musica che ascolta con le cuffie, il rombo di un aereo, la gratella di un tombino su cui passa sopra con la carrozzina…

La felicità di Gianmarco è semplice e pura e fa stare bene chi gli è vicino, è contagiosa, restituisce il valore autentico della Vita, semplice pura e viva come lui a dispetto della sua grave disabilità. Gianmarco è un autentico Maestro di Vita.

Mio zio racconta:

“Frequento la scuola di Vita di mio figlio Gianmarco da 18 anni e sono ancora all’abc. Io non finisco mai di imparare da Gianmarco. Vado alla stazione quasi tutti i giorni e comincio a godere con lui del treno, delle botole, delle “graticole” (per strada). Lui percepisce quando entriamo nel sottopassaggio e sa già che io farò il verso del treno a tutto volume, incurante dei passanti, i quali sorridono, sorridono…

Mi fermo in sosta quando sento un uccellino che canta e lo invito, a gran voce, a cantare ancora per Gianmarco. I cani, poi, vengono invitati ad abbaiare delicatamente…

E poi c’è l’orchestra del mare. Rimaniamo a lungo ad ascoltarla, applaudirla, viverla con tutti i pori del corpo e dell’anima.

Ieri sono andato in treno con Gianmarco da Senigallia fino a Pesaro.

Non stava nella pelle… dovevi vederlo per sentire le sue vibrazioni di gioia e piena felicità. Forse può bastare un viaggio in treno per sentirsi vivi, felici?

Quando stai insieme a Gianmarco  mi passa tutto, ogni turbamento, ogni sofferenza, ogni dolore, tutto, perché mi costringe ad essere felice per trasmettergli felicità, anzi, è una simbiosi: lui trasmette a me ed io a lui. Vedrai, provare per credere.

Anche stasera siamo andati alla stazione… ormai piace anche a me:

movimento, vita, correre dietro a un sogno che viaggia senza fine… come il treno della Vita!”

(nella foto Fausto Gianmarco Phlomis )

gianmarco

Un elenco.

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Un elenco delle cose che mi dai.

Belle o brutte non importa perché  sono quelle che mi dai tu.

Sono le tue. Solo le tue.

L’amore per l’universo.
La solitudine che fa vomitare l’anima.
La forza della tua speranza.
Le tue lacrime.
La tua bontà.
Il colore blu.
Il numero 8.
Tutte le mie poesie.
La mia disperazione.
I fiori di prugno selvatico.
Una doppia goccia di pioggia.
La tua delicatezza.
La tua sensibilità.
Il tuo iperrealismo.
Il mio blog.
Io come phlomis.
L’amore incondizionato.
Il tuo affermare che sempre ne vale la pena.
La Volpina Blu.
La tua conferenza al planetario.
Il volere attenderti.
Tutte le tue parole.
Tutte le tue emozioni.
Quel momento in cui hai alzato gli occhi alle stelle e hai sorriso e hai detto io amo il mondo.
I miei disastri.
La tua indipendenza.
La tua libertà.
La favola che ho scritto.
Il mio Pensarti.
Il tuo amore per il lavoro.
La tua stanchezza.
E poi il tuo rialzarti e andare avanti.
Sempre.
Ieri. Anche ieri, che non è stato un giorno buono.
Oggi che sorriderai a chi incontrerai.
Io che sorrido se tu sorridi al mondo.

Notte di Luna

luna 11Notte di Luna

nel bosco

accarezza lieve i miei pensieri

io vorrei trattenere la tua anima nella mia

ma la lascio volare via…

infinitamente libera…

dalla sua tana sotto alle radici

esce schiva e cauta

una piccola volpe,

sorride alla luna…

un attimo,

quel che basta

per far felice il mio cuore…

L’anima in viaggio

gerbere 44

Premessa: ho scritto questo post tempo fa, all’inizio di questa avventura di ioinviaggio.

Questo post racconta di un doppio sogno incrociato, una specie di premonizione forse. Racconta di quando la nostra anima si mette in viaggio prima ancora del nostro corpo e ci manda dei messaggi e dei messaggeri per dirci di seguirla.

 

Gennaio 2015

“La notte scorsa sono successe alcune cose tutte insieme o forse ho sognato, non lo so.

Io ero qui insieme a voi su Wp , preparavo un articolo e vi leggevo, e stavo qui come ogni sera nella mia cucina, con le spalle alla stufa a pellet, trascrivevo le lettere che mio zio Fausto mi scriveva tanti anni fa, nello stesso tempo mi sembrava di essere seduta tra le stelle insieme a lui, mentre una parte di me era in viaggio verso altre direzioni, e ancora una parte di me stava iniziando un nuovo viaggio…

e la mia anima deve avermi preceduto, da tempo mi supplicava di non tenerla più ferma in un parcheggio…

Dove ero veramente la notte scorsa?

La risposta me la diede l’indomani una mia collega, con la quale non ho frequenti conversazioni.

Era sorpresa, mi disse: “stanotte ti ho sognato, che strano!”

E io: “no, non è strano anche se mi vengono i brividi perchè sento che siamo tutti collegati gli uni agli altri e niente è per caso… ”

Io per prima le raccontai emozionata quello che era accaduto ieri sera e della nuova esperienza che avevo appena iniziato,  aprendo un blog…

Lei mi abbracciò e raccontò così , dopo avermi abbracciato stretta.

“Ho sognato che tu venivi in ufficio al lavoro per salutarmi. Mi hai detto che eri in procinto di partire per il Brasile e che non saresti più tornata indietro… ”

io le sorrisi… perché a lei non avevo mai parlato del Brasile, che è la mia passione, e di mio zio Fausto.

“Mi sei sembrata felice e avevi un dono per me. Un mazzolino di fiori molto semplice su cui spiccava una gerbera bianca!”

Il mio nick name è quello di una pianta ma il mio nome significa piccolo fiore !

Come poteva la mia collega conoscere queste cose di me se non fosse stata la mia anima ad anticiparmi?

Forse la mia anima era scappata dal ricovero prima che io me ne fossi resa conto.

Era già ioinviaggio… “

Non so cosa succederà, dove andrò, cosa farò, cosa diventerò, è che davvero iniziai allora un viaggio e sono ancora ioinviaggio, insieme a tutti voi…

Impastati di luce e tenebra

27.9.1993 Maranhão, Brasil

alba 2

L’alba mi fa stare bene.

La vita rinasce ad ogni nuovo giorno. A fermentare il cosmo, a lievitare l’anima dell’universo.

La luce sveglia la vita.

Vivo l’alba come un fenomeno sempre nuovo. Qualcosa che esercita su di me una magia. La luce che sgorga dalle tenebre mi rapisce. Una materia luminosa che nasce dalla materia opaca. Alla stessa maniera osservo il bambino più piccolo e mi chiedo: come è possibile che da due esseri opachi – come noi adulti – possa nascere un esserino così meraviglioso. Anche noi siamo impastati di luce e tenebra?

Fausto A. Marinetti da Ai Confini di Dio

 

Il cielo in una serra

Il cielo in una serra

no, non ha soffitti viola, né pareti

ma fiori, alberi, rampicanti,

rose e frutti ,

profumi e colori,

sul reticolato della struttura

si strappano le mie ali,

senza musica,

senza anima,

senza di te.

Frutti sull’albero della mia piccola vita.

Lasciamo al tempo far maturare le nespole.

A qualsiasi costo, anche a costo di non mangiarle mai, di non assaggiarle mai

Ma intanto devo dire quello che vivo, quello che mi fa vivere, altrimenti sono già morto.

Riguardo al mio scrivere, devi capire che io non riesco a scrivere per scrivere, per il gusto di produrre intuizioni, creare fantasie, elaborare pensieri raffinati.

Quanto scrivo è il risultato di un’esperienza viva; quindi diciamo così si tratta di fiori che sbocciano dal vissuto, oppure di frutti che vengono a maturare spontaneamente a maturare sull’albero della mia piccola vita.

Un tempo io ricercavo la parola, adesso è tutto diverso:

è come se la parola cercasse me!

Se non riesco a scrivere, ad esternare quello che vivo dentro, il mio paesaggio interiore, a mettere in comune con qualcuno quello che vivo mi sembra di essere una macchina allo stop, oppure di avere messo l’anima in parcheggio, o i sogni al ricovero. Quindi hai pienamente ragione: scrivere è un modo d’amare, scrivo perché non riesco a non amare.

Sono nato per questo e per che altro?

da lettere di uno zio per una nipote

Tra le pieghe della mia anima

Pieghe

Tra le pieghe della mia anima
Come nei rami dal vento arcuati e flessi dal sole-tempo
Nascondo un pensiero segreto
Un sogno soave
Una gentile speranza
Un tenero desiderio
Tra le pieghe della mia anima
Ti ho nascosto tanto profondamente
Che se mi guardo allo specchio io vi vedo i tuoi limpidi occhi
Che se ascolto la mia voce io avverto il respiro dei tuoi pensieri
Che se trattengo il fiato sento battere il tuo cuore invece del mio

Che se mi smemoro di me
Io mi ricordo solo di te
Tra le pieghe della mia anima.

Il Maestro è nell’anima

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Il Maestro è nell’anima

e dentro all’anima

per sempre resterà…

Paolo Conte

Nel giorno natale di Paolo Conte inauguro una serie di post, dedicata a frasi di sue canzoni che sono entrate dentro alla mia anima…

La mia estate dentro.

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La mia estate dentro.
C’è un posto in cui l’estate non finisce mai ed è sempre presente : è il mio cuore.
La mia estate dentro sono semplici storie che sanno di sole, là dove il mare e’ più blu, dove il sole luccica in mille specchietti tra le onde, dove la natura è amica confidente e offre un riparo alla mia anima freddolosa e un piccolo, sicuro rifugio dal lungo inverno.
Questo posto è diverso per ognuno di noi, può coincidere con una stagione oppure essere un luogo particolare oppure uno stato naturale della mente.
L’estate per me è una stagione dell’anima, un sorriso caldo da cui mai vorrei separarmi, un ricordo per i lunghi e bui giorni invernali, il mio sorriso segreto e invincibile. E luoghi segreti, giardini segreti in cui ritornare nel più freddo inverno, il cappotto più caldo da indossare, il vestito più lussureggiante contro il bianco nulla della neve. E’ l’odore del sole, del sale e del mare sulla mia pelle, è il soffio del vento caldo, è il cielo notturno ascoltato da un’amaca in un giardino di fiori e frutti con accanto un gatto nero di nome Zorro, è il rumore incessante delle cicale, e’ quel caldo che stordisce e scioglie, è una mastella blu in cui fare un bagno frugale, è la canzone Azzurro come un treno che all’incontrario va, è un viaggio notturno andata e ritorno a piedi nudi fino alla luna…
Sono sassi conchiglie e rametti, cose semplici da trasportare e conservare, leggeri aquiloni da far volare lontano e poi vederli ritornare, piume delicate, soffioni di tarassaco, gentili tamerici.
L’ estate dentro è dimenticarsi di sé su una riva di mare o di fiume… perdersi nell’estate…
perdersi in se stessi…
Ora che l’estate sta per finire continuerò ad andare sempre più a sud di me ricercando un’ estate, la mia estate dentro, raccontando piccole, semplici, frugali storie di sassi conchiglie rametti lucertole gatti alberi rocce fiori stelle…
Raccontate anche voi la vostra estate dentro, ascolterò le vostre storie nel vento, farò gemme da pietre e dipingerò fiori che mai perderanno il loro colore.
Ringrazio https://sarahmaria76.wordpress.com/ per avermi  dato lo spunto per questa sezione di ioinviaggio.

Lettera dal cielo.

Lettera dal cielo.

Può un essere così piccolo come l’uomo nutrirsi di sogni senza confini?


volo Milano-Rio de Janeiro 22.7.1991 

In quota novemila, scivolando leggero come l’aria, come lo spirito. Sentirsi di casa nell’Universo e desiderare l’infinito. In un cielo senza curve, senza steccati, senza burroni, sentirmi parte di questa materia di luce che mi avvolge.

Dall’osservatorio del cielo abbraccio l’universo. Per vibrare la materia di questo aereo che mi porta nel suo ventre. La materia che vola! Viaggiare nella luce. Per cantare i salmi dei colori, l’inno dell’arcobaleno.

Specchiarsi nel volto azzurro del cielo.

In cima al cosmo l’ossigeno è più puro e l’anima spazia senza peso di gravità. E il desiderio di comunicare con l’uomo, con la storia, si fa più acuto.

Il pulpito del cielo deve essere il posto più adatto per parlare al cuore dell’uomo. Sospesi sull’infinito si relativizza tutto. Quassù ci sono persone di tutte le nazionalità. Ma a questa quota i passaporti non valgono niente. Ci si sente piccoli piccoli con una gran voglia di nascere di nuovo. Dal ventre immenso del cielo. Per essere cittadini del cosmo.

Ho sonnecchiato sull’Atlantico. La rotta di Colombo. In cerca dei cieli dell’anima da esplorare. Dell’anima dei popoli ha sete l’anima mia. Dove il riflesso dell’infinito se non in una moltitudine di volti unici, irrepetibili, senza fine?

Dio! Può un essere così piccolo come l’uomo nutrirsi di sogni senza confini?

Il cielo mi fa sentire a casa tra le stelle.

Coltivare aspirazioni illimitate, navigare in un foglio di cielo e portare nel cuore l’Universo.

Forse solo il vento tra i rami spezzati?

Visioni lontane e antiche voci, forse solo il vento tra i rami spezzati?

un tuono o un lampo che sfugge alla ragione o forse solo silenzio?

Un richiudersi di onde un riflusso di vibrazioni un ritorno di echi,

forse solo il vento tra i rami spezzati?

Come la luna che sale nel cielo cambiando colore senza far rumore.

L’attesa vuota di lancette infrante, forse chissà… eppure :

sento una voce dolce e lontana, canta e seduce di vie sconosciute nell’oscurità

e io non so, forse solo il vento tra i rami spezzati?

Suoni nel cielo acceso di stelle morte, sono solo in un mare di ermetico silenzio.

La mia nave appare lontana, viene incontro a me infrangendo l’ azzurro,

cielo o mare non so, leggermente sfiorandomi un profumo mi colpisce l’occhio destro

rimbalza sul sinistro e infine penetra al centro :

suoni voci visioni o forse sogni, il respiro si affanna, poi tutto si calma :

chiudo gli occhi e mi sveglio:

Il mio corpo è sospeso tra suoni colori che mai avevo sentito, tra profumi inascoltati nella memoria del passato, curiosamente guardo il mio corpo fluttuare, cambio forma e struttura, l’azzurro si accende di blu, e io sprofondo :

Raggi onde vibrazioni mi attraversano, danzo come un ramo spezzato nel vento,

muto scaglie di colore e sfumature infinite, mi immergo in un non dove e in un non sono,

continuo a roteare e a girare in un movimento uniforme circolare come foglie nel vento nei marciapiedi d’autunno, costante monotono e in progressione

Sto vorticando attratto in un vortice di luce, luce dolce trasparente impalpabile immaginaria,

forse il traslucere del sole tra i rami?

Mi vengono incontro infinite molecole, particelle di polvere, frammenti di voci e colore, gocce di profumo, ogni cosa sembra convergere in una musica sconosciuta antica tonda uguale continua :

Il cerchio gira emettendo una luce che cresce assorbendo in sé in un vortice ossessivo tutta la notte e le tenebre,

forse il pianto di un ramo spezzato dal vento?

una danza infinita senza una fine, senza un inizio; un vortice senza fondo; un’anima e un vuoto; infiniti raggi di luce:

Tutto conduce al cerchio della luce trasparente : infine io vi entro o è lui ad entrare in me:

una scintilla: la materia corrotta del mio corpo si frantuma e si disperde nel pulviscolo

tutto il buio che porto dentro al vuoto dell’anima si annulla e resta luce.

o forse solo il vento tra i rami spezzati?

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La Vita, così come me la racconto

Quando sono quello che sono appare Dio dentro di me. (A. Jodorowsky)

Letters from Santa Blog

Make Christmas Magical with Letters from Santa!

prima dei tasti sul cuore

Il territorio dell'agire poetico

La porta della condivisione

La vita...è...un'avventura.........

SENZ'AZIONI

Qui sensibilizzo la mia immaginazione.

Chiavari EMOZIONI tra Caruggi e Portici

Da un'Emozione nasce un Disegno da un Disegno un'EMOZIONE

-Conto Alla Rovescia-

•Scegli i tuoi pensieri con attenzione, sei tu il creatore della tua vita•

piapencil

L'ironia è la prima strada verso la libertà

Illuminata

perchè tenerci tutto dentro, la comunicazione è la cosa più bella

patriziaturno

school is fun

Il tuo cielo

Li dove puoi mettere insieme persone, momenti, ricordi e sogni. Dove puoi esprimere serenamente i tuoi desideri oppure svuotarti delle tue paure. Puoi condividere le tue esperienze o aiutare chi sta in difficoltà. È il tuo cielo e decidi tu cosa vederci dentro.

L'angolo di White B.

Attraverso questo blog vogliamo parlare di NOI genitori: genitori di corsa, sempre alle prese col tempo e la gestione di lavoro e famiglia, e genitori che all’improvviso devono rallentare senza capire fino in fondo cosa sta succedendo. I loro bambini infatti sono ammalati o non ci sono più.

laspunta

Qui le chiacchiere stanno a zero... Siete capitati nel blog di un’accumulatrice compulsiva di informazioni...

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

folioandfibre.wordpress.com/

experimental mixed media, paper and textile explorations...and a place to empty my head

Woodlands and Waters

Outdoor adventures in the Tennnessee Valley and beyond

PaperMatrix

take paper in excess - add crafty fingers - and make woven wonders

fabriziocaramagna

Fabrizio Caramagna, ricercatore di meraviglie e scrittore di aforismi

SOGNOTEATRO

Il teatro è un sogno che si vive in poche ore e continua anche dopo. (Salvatore Pagano)

ALBERTO ROSSETTI

PSICOTERAPEUTA e PSICOANALISTA

Parole in Processione

nevrotiche e appassionate

Visitare Civita di Bagnoregio

Prenotazione guida turistica, pacchetti e informazioni

Petru In Viaggio

Viaggia più che puoi. La vita non è fatta per essere vissuta in un unico luogo!

Convitto Art Lab

Creatività contemporanea negli spazi della storia

Tempo di Carta

DIAMO STILE ELEGANZA EMOZIONI PERSONALITÀ AD OGNI VOSTRA SCELTA

Paper Girl in a Paper Town

Aspirante scrittrice. Sono una ragazza di carta in una città di carta

...Cilento Channel

l'informazione del cilento sul web e in tv canale 636 del digitale terrestre

Dove nascono le idee...

il blog di La Rana Viola

Final Year Research

Research for my final year projects

words and music and stories

Let's recollect our emotions in tranquillity

Biblioteca il Gatto

via battaglini cagiallo