Petali sgualciti

 

petali sgualciti

Ho aspettato

ho trepidato

ho sussultato

per vedere il tuo fiore aprirsi…

Nell’attesa

l’ho colorato

di rosso come amore

di viola come incondizionato

di blu come infinito…

Erano solo petali sgualciti

che si disfano alle prime gocce di pioggia

o per la tenerezza di una farfalla

che vi si posa lieve

o per lo spavento di un soffio di vento

o per l’abbraccio delicato di un pensiero…

 

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Solitudine

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Assente attesa in mancanza di destinatario

Notte di madri

Di notte si sistemano i pensieri, si riordina la mente, si riorganizzano i desideri, si fa riposare il corpo… ma la notte per le madri è sempre di veglia e di preghiera. Ci si sveglia di colpo con un nome sulle labbra, del figlio, della figlia, non importa quale sia la loro età, se bimbi ragazzi o adulti, si prega nel silenzio del cuore, si pensa a quel sorriso che non arriva, e si inviano tonnellate di amore…

Ogni notte per le madri è di amore e di preghiera, di attesa e speranza, ogni notte per le madri è un mantello che si stende sui figli per proteggerli e conservarli nel Bene della Vita, ogni notte per le madri è una coperta fatta di sogni felici e intessuta d’amore…

 

Azzurra attesa

Azzurra attesa
nei lunghi silenzi dei pomeriggi estivi
e nelle cupe solitudini invernali.

Azzurra attesa
che qualcuno porti un po’ d’acqua a quei fiori.

Azzurra attesa
che qualcuno si affacci sorridente da quella finestra.

Azzurra attesa di un pianto o di un riso di bimbo.

Azzurra attesa
che venga la vita
a sedersi su questa sedia
a discorrere insieme me.

Azzurra attesa di un angelo di Dio.

(poesia ispirata da questa casa a Fondo, in Val di Non)

attesa

 

ASSETATI DI VITA di Fausto Corsetti

ASSETATI DI VITA
di Fausto Corsetti
L’attesa è l’abilità di riconoscere la completezza nel dettaglio e, stupiti, provarne intima riconoscenza. Accade, talvolta, di non vedere nulla o nessuno che desti attenzione, di non avvertire più alcun interesse, di non provare dentro più alcuna passione, di non coltivare più alcuna curiosità, di non assecondare più alcuna sfida, di non lasciarsi sedurre più da alcun sogno.
Tutto appare già sufficientemente noto, sperimentato, appreso, accaduto. Soltanto il “dovere” o un radicato “senso di responsabilità” sembra dare senso a giornate diventate troppo uguali o scontate.
La prova o anche, per altre ragioni, l’appagamento riescono, troppo spesso, a soffocare il desiderio di cercare, di inseguire, di costruire, di sognare, di incontrare, di imparare. Allora il desiderio diventa nostalgia, il sogno illusione, il futuro disincanto, il presente fatica, la vita sopravvivenza.
Senza attesa, senza trepidazione, senza incertezze, senza bisogni non solo non c’è futuro, ma nemmeno presente.
Soltanto la sete e il bisogno rendono possibile il cammino, la ricerca, la passione, il desiderio.
Un poeta appagato dalla vita potrebbe mai abbandonarsi davanti al foglio bianco?
Un pittore nauseato dalla realtà potrebbe mai dare vita ai colori?
Potrebbe mai raccontare qualcosa di nuovo la penna di uno scrittore incapace di andare oltre le apparenze dei fatti e dei sentimenti?
Potrebbe mai inseguire la persona amata colui che rimane concentrato su di sé e sulle proprie aspettative?
La sete è la vera guida della nostra esistenza: insegna al fiore a trattenere la rugiada della notte; muove i passi degli animali alla spasmodica ricerca di lontane pozze d’acqua; spinge l’uomo a chiedere.
Dove c’è sazietà non vi è slancio, dove c’è appagamento non vi è cammino. Se non c’è inquietudine non vi è desiderio e tanto meno voglia di vivere. La sete, la sete di trovare pace, di ricevere tenerezza, di donare amore, di portare gioia, indica che non si è ancora arrivati, non si è ancora trovato, non si è ancora ricevuto, non si è ancora donato.
La sete è incompiutezza, ma resta almeno una buona ragione… per vivere. Solo la sete permette a due amanti di ritrovarsi a sera con la stessa trepidazione, sorpresa, attesa del primo incontro. Solo la sete consente di vivere questa nostra esistenza come un grande dono, come una incessante attesa, come una raccolta mai completata di frammenti che lasciano presagire la Completezza.
ASSETATI DI VITA
di Fausto Corsetti

L’attesa

C’è chi resta aggrappato all’attesa come fosse la via del ritorno, ma chi torna lo sa; la strada di casa è un passo, un gesto, un modo qualunque per non essere mai chiunque. Criss https://danilocristianrunfolo.wordpress.com/2017/05/31/verso-casa/

 

Ho capito che non basta aspettare,

che se voglio cambiare io devo partire,

allinearmi ai nastri di partenza,

fare quello scatto,

rompere ogni legame

che mi tiene aggrappata al dolore,

per poi ritornare,

nuova,

più forte,

nell’attesa.

(foto di Morzaszum)

Dove sei, amor di Figlio ?

 

 

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Dove sei ,

amor di figlio,

che non ritorni?

Sei la mia lacrima più dolce

sei il mio più tenero dolore

sei la mia attesa più grande

sei il mio Bene più forte

Dove sei,

amor di Figlio,

che non puoi tornare?

L’attesa

L’attesa è la forza del sogno che mai si spegne

Alberto Fausto Marinetti da Ai confini di Dio

Vento di stelle

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Ti ho atteso senza sapere cosa attendevo, quando ti ho incontrato ti ho amato senza sapere perché, quando ti ho perso ho capito cosa mi mancava e ho dato un nome al mio amore, il tuo, quando ho capito che non saresti più tornato sono diventata triste e ho incominciato a rassegnarmi: l’attesa, il sogno, la speranza si sono concluse, resta un amore da dare al vento e un sogno da disperdere tra le stelle…

foto di QYang da pixabay

E’ soltanto vivere…

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Aspettative legittime o illegittime?

Lavorare ed essere solo una contabilità,

Investire affetto in un’amicizia e perderla,

Cercare un senso e non trovarlo,

Desiderare di volare e restare a terra,

Sognare ed essere realisti,

Un abbraccio vero o solo un pensiero.

Di tante emozioni, di tante illusioni

può il cuore paralizzarsi?

È soltanto vivere…

(foto da pixabay di Kalle 2709 )

In attesa dell’ombra (25/08/2016)

Una magnifica poesia di Ipsen di esistounpoco.wordpress.com sul mistero sacro dell’amore e della vita.

Pagine da Faresia

E già ti amo, t’amo ancora,
t’amo di nuovo, t’amo sempre –
E devi essere bella come un pianeta disabitato /
percorso solo da correnti e piogge, fiori ed elementi
di cui nessuno coglierà mai il senso,
di cui nessuno dirà mai il nome /
e oscura, devi essere oscura come un presagio,
rapida come un sogno, una foglia, un sospiro /
sarai per me queste cose incomprensibili,
e mille altre, segrete, che ancora non so – e che già sono,
se di te che non conosco ricordo il sapore
d’una vita non vera, assopitasi in attesa dell’ombra,
e che amo come una collina, una rondine,
un silenzio un profumo,
un bambino,
i tuoi occhi un bagliore.

(a. g.)

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Gatti al mare.

C’e’ una spiaggia sulla costiera amalfitana che si raggiunge a piedi scendendo un facile sentiero tra la macchia mediterranea.E ‘ la spiaggia in localita’ Tordigliano- Chiosse, individuare l’ inizio del sentiero non e’ cosa semplice ma in pochi minuti di discesa non difficoltosa sarete ripagati, la vista la spiaggia e il mare sono stupendi, in aggiunta a cio’ le barche in rimessa sul molo, un piccolo rifugio addossato alla roccia, i resti di una fornace di calce sono molto suggestivi nel loro insieme. Ma la bellezza del luogo sta nell’incontro con la colonia felina che qui vive.
Dopo essersi inoltrato nella macchia mediterranea tra carrubi, mirti corbezzoli e lentischi, il sentiero corre sotto una parete di sedimenti marini, antiche grotte marine crollate, e si aprono scorci sul mare quando all’improvviso spuntano due tre quattro simpatiche e miagolanti teste che come sentinelle del posto ti vengono incontro e ti invitano gentilmente insistenti a seguirli poco piu’ in basso in un piccolo spazio riservato al loro ristoro dove vi sono diverse ciotole, ora vuote ma che qualche gattaro o pescatore provvede di sicuro a riempire.
“Ciao Umano cosa mi hai portato da mangiare? Finalmente sei arrivato, ho una fame!”
Qualche gatto entra a quattro zampe dentro ad una ciotola come a dirti:
“Non vedi che e’ vuota? Cosa hai nella borsa?Cibo per me?”
Un altro si affretta a leccare e lustrare per bene una ciotola per ribadire il concetto che e’ vuota, “allora hai capito che e’ vuota?cosa aspetti? Apri quella borsa!”
Un altro gatto ti guarda dolcemente, un altro miagola in modo eloquente: “O il cibo o la vita!”
Non abbiamo niente con noi, niente cibo in borsa…
Abbiamo solo qualche carezza o qualche coccolina…
Ma questi gatti non conoscono il piacere e il calore di una carezza. Sono mezzi selvatici, per loro l’amore e’ attesa di un umano con una borsa di cibo.
E’ possibile addomesticare questi gatti? La domanda e’ come funziona l’addomesticamento? E che cosa e’ ? Un qualcosa che aspetti e se non arriva ti manca? O e’una specie di amore- attrazione? Quando e come scatta la molla della fiducia che avvicina il felino all’uomo e viceversa? Quanto tempo si e’ disposti ad investire e a rischiare?
Certi gatti restano selvatici, non hanno mai conosciuto amore o il piacere di una carezza. Per loro l’amore e’ semplicemente una ciotola di cibo portato da un umano.
Questi gatti bianchi e rossi non si fidano. Forse non sanno cosa e’ una mano umana, cosa e’ una carezza. Restano a guardarti a distanza di sicurezza, appena ti avvicini di un passo scattano rapidi e si nascondono tra i cespugli. Poi si riavvicinano con la speranza che in quella borsa ci sia qualcosa di buono.
Sulla spiaggetta, piccolo molo per i pescatori, tra le barche in rimessa ci le mamme gatte con i piccolini teneri e graziosi, ma ogni tentativo di avvicinamento e di addomesticamento fallisce.
Dal rifugio adornato di legnetti, conchiglie, sassi e da una madonnina votiva si passa a destra sugli scogli per una scaletta in ferro e in breve si raggiunge la spiaggia marina di Tordigliano. Proprio di fronte, le 3 isole dell’arcipelago dei li galli appaiono vicinissime, la vista e’ stupenda, e’ l’ora del tramonto e ogni cosa assume morbidi contorni. La parete alle spalle e’ a rischio di frane e un masso con un albero in cima torreggia sulla spiaggia.
Un gatto rosso e bianco se ne sta qui in solitudine e tranquillita’ dal resto della colonia. Non c’e’ altro gatto o altra persona umana.
Io pure assaporo la pace del tramonto, io e il gatto rosso ci accorgiamo l’uno dell’altro, ci osserviamo da lontano chiedendoci se sia il caso di incontrarci ma poi lasciamo perdere, sara’ per un’altra volta se deve essere, restiamo a guardare il mare e l’ora blu che precede il tramonto in perfetta solitudine e in magico silenzio.

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Del tuo essere teso.

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Del tuo essere teso.

Teso lenzuolo al sole.
Teso limite di perfezione.
Tesa ragnatela di rugiada.
Teso ponte tra strappi di nuvole.
Teso elastico sul cuore.
Tesa alchimia tra cerchio e quadrato.
Tesa luna di pace.
Teso bocciolo tra le spine.
Tesa stella che tende ad essere universo.
Teso germoglio che diventa quercia.
Tesa corda dell’emozioni.
Tesa domanda di un senso.
Teso silenzio d’una risposta.
Teso slancio di cometa.
Teso squarcio di lampo sul mare.
Tesa polvere innamorata che lascia una scia.

Tesa attesa, tesa speranza, teso amore…

Del tuo essere teso tendo un arco e mi faccio fionda.

Forse una doppia goccia

fiore blu

Doppia goccia d’acqua- doppia goccia di pensiero

Vorrei scriverti una poesia

per dirti quanto ti penso

mentre sta piovendo

ora piano ora forte

l’intensità non cambia

quando ogni goccia risuona nel mio cuore

io penso alle tue lacrime,

io penso a te che permetti alla pioggia di bagnarti

ed io vorrei essere quella pioggia.

Le nubi nere corrono in cielo e inizia a piovere d’un tratto

e I pioppi si inchinano e poi risalgono

e io ascolto la mia musica dentro di me

e mi sento libero per un istante.

Lascio il mondo fuori di me, per un istante.

Per un istante non mi schiaccia.

e poi salgo ad asciugarmi dalla pioggia, accidenti.

Ma non fa niente. Poter sentire le gocce una a una

è stata una grande libertà.”

Basta una sola goccia di pensiero –

basta una sola goccia di pioggia-

Vorrei spiegarti

quel senso di attesa che finisca il temporale

senza portarmi distruzione,

quel senso di speranza d’eterno

senza causarmi perdita,

quel senso di sospensione tra il tuo silenzio e il tuo ritorno

senza farmi spavento che tu non torni più

io penso

a te

mentre le tue lacrime si mescolano alla pioggia

e ti domandi qual è il tuo senso.

e guardi il cielo di velluto lontano

e sei sicuro che stelle e luna ci sono sempre

anche se assenti o invisibili

io ti domando

se basta una goccia di pioggia

a superare ogni distanza

ogni differenza

tu rispondi

Dipende la distanza fra cosa.
Fra due atomi basta una molecola.
Se guardiamo l’uomo rispetto all’universo, è un atomo.
Quindi basta proprio poco.
Basta una goccia di pensiero.”

io ti penso

io ti vedo

ti ricreo con la forza di una goccia d’acqua

come cielo che si specchia nelle pozzanghere

ti disegno un volto puro

e un cuore intatto

accendo le tue labbra di sorrisi

illumino i tuoi occhi

e annullo il pianto.

Ma è solo un illusione

una sola goccia non può-

Forse una doppia goccia di pioggia,

forse una doppia goccia di pensiero-

E io non so chi sei.

E io non so chi sei.

Tu sei nuvola e vento,

tu sei mago e incanto,

tu sei mai e sei sempre,

stella ferma

e universo in accelerazione,

sei presenza e privazione,

tu sei luce nell’ombra

e ombra nella luce:

E io non so chi sei.

Tu sei sipario chiuso

e palcoscenico illuminato,

tu sei steppa che fiorisce,

acqua nel deserto,

pozzo in fondo al cuore,

tu sei sinfonia di stelle,

sospiro di vento,

carezza del silenzio,

tu sei limpido e indecifrato,

sei lama d’ossidiana e falce di luna:

E io non so chi sei

Abiti in me,

sei il mio fianco invisibile,

sei sorriso sul mio viso

sei la vela e il tempo dell’attesa:

E io non so chi sei.

Io spiaggia prosciugata,

tu oceano che mai si ferma,

come qualcosa che mai cambia,

pur mutando di continuo forma e aspetto:

E io non so chi sei.

Forse solo il vento tra i rami spezzati?

Visioni lontane e antiche voci, forse solo il vento tra i rami spezzati?

un tuono o un lampo che sfugge alla ragione o forse solo silenzio?

Un richiudersi di onde un riflusso di vibrazioni un ritorno di echi,

forse solo il vento tra i rami spezzati?

Come la luna che sale nel cielo cambiando colore senza far rumore.

L’attesa vuota di lancette infrante, forse chissà… eppure :

sento una voce dolce e lontana, canta e seduce di vie sconosciute nell’oscurità

e io non so, forse solo il vento tra i rami spezzati?

Suoni nel cielo acceso di stelle morte, sono solo in un mare di ermetico silenzio.

La mia nave appare lontana, viene incontro a me infrangendo l’ azzurro,

cielo o mare non so, leggermente sfiorandomi un profumo mi colpisce l’occhio destro

rimbalza sul sinistro e infine penetra al centro :

suoni voci visioni o forse sogni, il respiro si affanna, poi tutto si calma :

chiudo gli occhi e mi sveglio:

Il mio corpo è sospeso tra suoni colori che mai avevo sentito, tra profumi inascoltati nella memoria del passato, curiosamente guardo il mio corpo fluttuare, cambio forma e struttura, l’azzurro si accende di blu, e io sprofondo :

Raggi onde vibrazioni mi attraversano, danzo come un ramo spezzato nel vento,

muto scaglie di colore e sfumature infinite, mi immergo in un non dove e in un non sono,

continuo a roteare e a girare in un movimento uniforme circolare come foglie nel vento nei marciapiedi d’autunno, costante monotono e in progressione

Sto vorticando attratto in un vortice di luce, luce dolce trasparente impalpabile immaginaria,

forse il traslucere del sole tra i rami?

Mi vengono incontro infinite molecole, particelle di polvere, frammenti di voci e colore, gocce di profumo, ogni cosa sembra convergere in una musica sconosciuta antica tonda uguale continua :

Il cerchio gira emettendo una luce che cresce assorbendo in sé in un vortice ossessivo tutta la notte e le tenebre,

forse il pianto di un ramo spezzato dal vento?

una danza infinita senza una fine, senza un inizio; un vortice senza fondo; un’anima e un vuoto; infiniti raggi di luce:

Tutto conduce al cerchio della luce trasparente : infine io vi entro o è lui ad entrare in me:

una scintilla: la materia corrotta del mio corpo si frantuma e si disperde nel pulviscolo

tutto il buio che porto dentro al vuoto dell’anima si annulla e resta luce.

o forse solo il vento tra i rami spezzati?

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