Le orchidee di Sassano

Bellezza senza parole per le magnifiche orchidee di Sassano, (SA), 24 maggio 2014

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Si piange… e si sorride…

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Si piange…

 

e si sorride,

 

si piange per un sorriso sperato e non ricevuto

 

un milione di lacrime silenziose,

 

e si sorride di gioia

per la bellezza di

una sola lacrima rubata.

(foto di DominicBlair)

 

 

 

Mi sono nutrita di bellezza

Mi sono nutrita di bellezza,

questa sera:

ho messo petali di rosa nel mio riso

e olio del mio campo

e al posto del sale

una manciata di poesia,

questa sera ho cenato con la bellezza

La bellezza del rabarbaro

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Non avevo mai visto il rabarbaro e il suo magnifico fiore dal vivo: straordinaria e insolita bellezza delle foglie, del fiore e del germoglio.

Il rabarbaro (Rheum) è una pianta erbacea perenne dai numerosi usi alimentari  e  medicinali.

Forse da considerare anche in giardino per la bellezza e grandiosità della sua infiorescenza.

La speranza è

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La speranza quando piove è che tutta questa pioggia possa servire a qualcosa, che non sta piovendo invano, che tutto questo amore possa servire a qualcosa, che questo mio essere possa contribuire alla bellezza e alla bontà del mondo.

(foto da the3cats da pixabay)

Fiore d’inverno

Una delicata favola su un croco e sull’importanza e sulla bellezza di ogni singolo fiore, accompagnata da simpatici disegni. Una dolce meraviglia!

quasi come dire

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Era quasi autunno e, sul fianco della collina, i lombrichi assopiti e le piccole formiche nere udivano un mormorio flebile flebile:

Uhm… così no… così va meglio. Ecco: ora va bene.

1

Quel suono, a tratti frenetico, a tratti dolce, proveniva da una masserella ben conficcata sotto terra a forma di cipolla. Anzi no: era più allungata, come uno scalogno.

2Era un bulbo e si dava da fare a sistemare ogni petalo per l’imminente fioritura. Ottobre era alle porte e papà bulbo gli aveva raccomandato di non tardare:

Fa niente se l’ultimo petalo è un po’ gualcito: non tardare, se no come farai a essere impollinato

3

Durante tutto il lungo dormiveglia dell’estate, aveva ascoltato incuriosito tutti i rumori della superficie:

le api frenetiche, i pacifici bombi, le cicale sonore.

4E tutte le chiacchiere dei fiori: i denti di leone rigonfi e l’astro marino, le margherite infinite e le ambrettevanitose, i…

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Alla ricerca di … capperi & cucunci

capp 55
impervi passaggi sulle rocce alla ricerca di…
capp 6
…capperaie selvaggie e generose…
capp 1
fiori di leggiadra bellezza fioriscono e sfioriscono rapidamente
capp 2
a testimoniare la fugacità della vita
cap
una phlomis alla conquista dei capperi
capp 10
i diversi stadi dei boccioli

 

capp 9
capperi & cucunci, bocciolini e frutti di Capparis  spinosa

una curiosità per il mio amico Guido : i gechi sono ghiotti di cucunci , i semi passano indenni nel loro apparato digerente e ne vengono espulsi intatti , in questo modo le piante di cappero si propagano e si diffondono nei posti più impensabili ed impervi…

Que lindo o Corcovado

Um cantinho, um violão,
Esse amor numa canção,
Pra fazer feliz a quem se ama,
Muita calma pra pensar e ter tempo pra sonhar,
Da janela vê-se o Corcovado,
O Redentor que lindo…

Antônio Carlos Brasileiro de Almeida Jobim

(traduce Phlomis : un angolino, una chitarra, questo amore in una canzone, per far felice chi si ama, molto tempo per pensare e aver tempo per sognare, dalla finestra si vede il Corcovado, che bello il Redentore…)

Que lindo è una di quelle esclamazioni con cui i brasiliani esprimono stupore, quasi uno stupore infantile di fronte alla bellezza… Que lindo ebbi modo di dirlo anche io nella mia salita e visita al Corcovado da cui si ammira un panorama mozzafiato…

Rio de Janeiro, giugno 2008

I Lillà del paese fantasma

 

Una magica fioritura di lillà (syringa vulgaris) da l’ illusione di una vita che continua nel borgo fantasma di Castiglioncello. Questo paese  si trova nella valle del Santerno, in località Moraduccio, a 6 km da Castel del Rio, raggiungibile a piedi con una breve e piacevole passeggiata. Apparteneva al granducato di Toscana, a partire dal 700 fu progressivamente abbandonato quando al posto dell’antica strada lungo al crinale appenninico si iniziò ad utilizzare la nuova strada nel fondovalle, la via Montanara che unisce Imola a Firenze. Castiglioncello rimase sempre più isolata fino al completo abbandono, ora in un grave stato di rovinaconserva tuttavia un fascino particolarmente suggestivo insieme alla bellezza del panorama sulla vallata e sulla cascata del rio dei briganti.

(foto di Phlomis, 25 aprile 2016)

.

Un muro con papaveri.

Sempre più raramente si avvistano i papaveri nei campi coltivati; spodestati dalle campagne essi hanno traslocato in cerca di maggiore fortuna nelle periferie artigianali e industriali, ecco un esempio.

Un muro di una fabbrica con papaveri, zona artigianale nel forlivese a pochi metri dal termovalorizzatore … eppure questi papaveri sembrano esplodere di vita e di  colore…

Agata naturale e colorata

Agata : pietra dura costituita da una varietà di calcedonio traslucida a strati concentrici di notevoli effetti cromatici.

Bellezza della pietra!

(foto di Grande Luce al Mineral show 2016)

agata 3
agata naturale

agata

 

agata (2)

Mineral beauty

Alcune immagini scattate al 47 ° mineral show di Bologna, 4-5-6 marzo 2016, mostra mercato di mineralogia, gemmologia, malacologia, geologia, paleontologia… pura bellezza per gli occhi!

 

Vertigine.

cercis 2

Arrivare a toccare le stelle con le dita,

eppure sentirsi un fiore di terra

destinato alla polvere,

e in mezzo a tutto questo

avvertire la vertigine di vivere.

Alberi di cercis

e rampicanti di wisteria

si intrecciano,

si abbracciano,

creano archi di immenso,

io  inciampo di fronte a tanta bellezza

e provo la  vertigine e l’ebbrezza di questi fiori,

spudoratamente,

oscenamente profumati.

Vorrei anche io.

 

cercis 2 Vorrei anche io fiorire come questo albero, direttamente dai nudi e secchi rami invernali, spudoratamente fiorire, fiorire di pura bellezza,  per poi ricoprirmi di foglie per improvviso pudore, e tornare ad essere un’umile tamerice o una semplice phlomis.

(cercis siliquastrum della Villa Rufolo a Ravello)

Può l’amore dare? (da Appunti di giovinezza)

Una serata d’estate in Finlandia e un piccolo amore di Wolfgang ed Eva.

amore

Hanno appuntamento tutti insieme per le nove a casa di Karen , da qui in pochi minuti si va a piedi fino al porto. Janice e Karen sono in testa al gruppo, seguono Martin e Pia, per ultimi Wolfgang e Eva. Essi camminano abbracciati in un unico movimento che sembra una danza, facendo aderire perfettamente i loro fianchi. Sono felici, leggermente euforici per il contatto e l’andatura armonica dei corpi. Avanzano contro il sole e il mare, attraversando un grande parco verde.

Salgono su un battello trasformato in bar ristorante a bere qualcosa, il sole si rifrange in infiniti luccichii sull’acqua, la serata è molto piacevole. Wolfgang e Eva prendono posto vicini, strettissimi, lui ordina una birra, Eva una bibita analcolica.

Al vecchio scalo merci del porto si esibisce una compagnia di teatro di strada.

La scenografia è costituita da un ponteggio per l’edilizia che dovrebbe rappresentare la vita, ad ogni piano vi sono degli attori in abiti normali, a turno ognuno di loro racconta la propria storia con gli occhi rivolti al cielo, ad un cielo privo di un Dio, è un teatro dell’assurdo. Gli attori si arrampicano e scendono dai piani del ponteggio chiedendo pietà per la propria esistenza a un cielo che non può rispondere e al pubblico che ogni tanto applaude. Qualche pagliaccio invita i passanti a partecipare allo spettacolo e a raccontare le loro storie personali.

Un pagliaccio si avvicina ad Eva e a Wolfgang:

“Ecco qui per esempio due innamorati! Venite a raccontare la vostra storia…”

Wolfgang ed Eva sorridono imbarazzati, l’amore li fa brillare e li ha trasformati in bellezza agli occhi del mondo.

Gli attori coinvolgono il pubblico e formano un lungo treno che incomincia a muoversi dapprima lentamente e poi a correre lungo ai binari in disuso incontro al mare e con il sole negli occhi, questo treno umano sembra destinato a non fermarsi. E’ la vita che è come una corsa e ogni individuo è solo insieme ad altre solitudini.

Wolfgang ed Eva assistono alla scena dall’alto di una collinetta, stanno per allontanarsi quando vi lanciano un’ultima occhiata. E allora la vedono: Karen ha preso parte alla rappresentazione e la sua graziosa testa bionda brilla nel sole, Karen corre, sola, verso il mare, felice della sua corsa, libera, consapevole, indipendente, senza sentire il bisogno degli altri. Karen basta a se stessa.

Eva, invece, è innamorata di Wolfgang e crede che camminerebbe insieme a lui fino alla fine di tutti i binari senza sentire la fatica.

Può l’amore dare un senso alla vita? Essere una risposta, una soluzione o non è che uno sprofondare, un perdersi in un mistero insondabile come in un pozzo troppo profondo?

Cosa è dunque l’amore? Un antidoto alla solitudine, la rottura delle barriere tra due esseri oppure non è altro che un illusorio inganno?

Wolfgang stringe Eva a sé, sorride felice, non ha dubbi, non ha paure, non ha incertezze. E’ innamorato e ciò ora sembra tutto e niente, quel tutto di ciò di cui sentiva il bisogno, quel niente di cui avvertiva la mancanza.

Rientrano a casa, Wolfgang si trattiene ancora un poco, siedono sul divano, la tv accesa, e chiacchierano ancora un poco, poi lui se ne va.

Eva si guarda le mani che poco prima erano unite a quelle di lui, ora sono sole abbandonate come per una mancanza, come se non avessero ragione di essere senza il contatto con quelle di lui. Dal primo giorno del festival ad oggi le loro mani sono sempre state unite, Wolfgang le ha sempre trattenute tra le sue accarezzandole lievemente seguendone le linee sconosciute.

La solitudine delle mani vuote, solitudine uguale a mancanza, privazione, separazione.

per chi volesse continuare a leggere Appunti di giovinezza (parte seconda)

http://wp.me/P5F33D-17

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