Un colore per ricordo….

Dovremmo pensare più spesso quale ricordo lasceremo di noi.

Perché quel colore, possa esser fiore che mai appassisce, nel cuore di chi ci ha conosciuto.

Dina da https://emozioni759.wordpress.com/2018/07/20/normalita-no-grazie/

Sarebbe bello anche solo lasciare di noi il ricordo di un colore…

Io vorrei lasciare un delicato colore viola…

E voi? Che colore volete vorreste essere nel ricordo di chi vi ha conosciuto e amato?

Annunci

Felicità… non ti inseguo più…

Ecco che c’è … che mi sono stancata, che non ti voglio più, Felicità non ti inseguo e provaci tu ad inseguirmi che scappo io…. Felicità falsa e ingannevole e soporifera come una pastiglia di valeriana non ti voglio più…. Meglio soffrire, disperarsi, piangere, avere rabbia, sentirsi la pioggia addosso… ma essere vivi!

Ben detto Paola !!!!

https://paroledipolvereblog.wordpress.com/2018/02/01/posso-sapere-chi-cavolo-ha-deciso-che-bisogna-sempre-inseguire-la-felicita/

Finalmente qualcuno che lo dice a chiare lettere:

Felicità vai via!

E basta con sta felicità finta, per cortesia. Stai calmo e sii felice, sorridi e sii felice, sii grato alla tua vita e sii felice, la felicità non ha effetti collaterali……….davvero per cortesia.

cerco vita vera gente vera che sappia cosa sia il prezzo da pagare quando di felicità non ce n’è (Paola)

Giusto Paola!

Perché quando soffri, quando piangi, ti rotoli nel fango o ti hanno fatto rotolare sei vero! Ho bisogno di gente che vomita, di gente che piange, di gente che ti sputa in un occhio, di gente che non abbassa lo sguardo, di gente che si strappa il cuore e le viscere, di gente che spacca i tavoli… ma gente viva….

Non di morti che camminano che non sanno neppure che sono morti….

domani ultimo giorno in quel mortorio!

ultimamente di colore in un posto che era nato per essere il regno del colore non ce ne era per niente, dal grigio si è passati ad un bianco sporco, incolore, uniforme e assorbente….

Ma gli zombie non mi prenderanno…

Domani ultimo giorno di lavoro… io ne uscirò forse triste, forse sconfitta, forse rabbiosa,  ma viva!

 

 

Lettere per Babbo Natale in formato famiglia o amicizia

 

Ecco un set di 10 buste in cui inserire le lettere per babbo Natale in formato famiglia o gruppo di amici.
Da appendere alla parete o da un capo all’altro di una stanza.
Questo oggetto cucito a mano e con l’intento di dare gioia, regalerà alla vostra casa un senso di allegria e di calore.
Le buste sono in feltro in cui inserire la lettera per Babbo Natale dimensioni H 8,5 L 14; le
piccole cornici rivestite in feltro sono per foto 5×7 cm.
Sono inserite in un filo elastico, regolabile a piacere.
Prodotto personalizzabile nei colori e nella quantità delle buste.
Questo set è da 10 buste.

https://www.etsy.com/it/TheFlowerAndTheStar/listing/548861412/buste-per-le-letterine-per-babbo-natale?utm_source=Copy&utm_medium=ListingManager&utm_campaign=Share&utm_term=so.lmsm&share_time=1507197760434

La busta del cuore: un regalo che viene dal cuore…

La busta del cuore

Vuoi scrivere una lettera per S. Valentino, per la festa della Mamma, per una dichiarazione d’amore o di amicizia, o per qualsiasi altra occasione importante e soprattutto per una persona a te molto cara?

Ecco che la scelta della busta può risultare efficace.

La busta è come l’abito giusto per un contenuto importante.

Esprimete i vostri sentimenti con un colore, per esempio rosso per un amore appassionato, viola per un amore puro, blu per un amore misterioso, giallo per un amore allegro e spensierato, rosa per un amore tenero, verde per un amore fatto di speranza, arancio per un amore pieno di fascino, azzurro per un amore tra le nuvole… e ora anche nero … per un amore tenebroso o per la festa di Halloween…

Realizzerò la vostra busta per il vostro messaggio speciale alla vostra persona importante nel colore che desiderate e anche del formato che desiderate.

Prodotto personalizzabile.

visita il mio negozio su etsy:

https://www.etsy.com/it/listing/544475700/la-busta-del-cuore-per-regalare

Scarpe blu

blue shoes

Ieri per un attimo non ricordavo il colore e le scarpe che avevi il giorno che ti ho incontrato,

per un attimo, poi non ho avuto dubbi, erano scarpe da corsa, blu,

non voglio dimenticarti,

mai.

Figlio, non ci sei.

fiore-4

Non so dove sei, Figlio

non so se avresti imparato a suonare il pianoforte,

non so di che colore sarebbero stati i tuoi occhi,

non so se la tua voce mi avrebbe fatto commuovere,

non so se guardandoti avrei pianto di tenerezza,

non se sarei stata orgogliosa

al tuo primo passo o al tuo primo amore.

Figlio, ti penso anche se non ci sei

ti aspetto anche se non potrai arrivare,

ti onoro e ti rispetto anche se non sei presente:

certe assenze sono destinate a rimanere sempre con noi,

impalpabili presenze a cui non si può sfuggire

sempre ci ricordano ciò che non siamo,

ciò che non abbiamo,

sempre ci inchiodano alla croce

di ciò che non saremo,

ciò che non avremo,

fino alla fine.

Figlio, non ci sei.

Quando un’estate ha il colore dell’azzurro

flowers-1463540_1280

Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me. Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all’incontrario va.

Paolo Conte

Azzurro

per qualcuno è un numero…

per qualcuno è un profumo…

per altri è il colore azzurro…

per me è questa canzone di Paolo Conte…

azzurro… la capacità di colorare un ricordo del colore della malinconia

con quel gatto che non c’è più, con quelle rose che non profumano più, con quella siepe che non nasconde più l’infinito, con quel treno che non torna più indietro se non con la forza motrice del ricordo…

Quando il tempo rallenta o accelera come un treno in una stazione che non ha più fermate, quando un secondo pesa come un macigno, quando tu non ci sei più e un altro treno ti sta portando via, via da me, quando un’estate ha il colore dell’azzurro…

 

Un muro con papaveri.

Sempre più raramente si avvistano i papaveri nei campi coltivati; spodestati dalle campagne essi hanno traslocato in cerca di maggiore fortuna nelle periferie artigianali e industriali, ecco un esempio.

Un muro di una fabbrica con papaveri, zona artigianale nel forlivese a pochi metri dal termovalorizzatore … eppure questi papaveri sembrano esplodere di vita e di  colore…

Colore di Gerbèra

La Gerbèra, dal nome del naturalista tedesco T. Gerber, è una pianta erbacea con grandi infiorescenze a capolino solitarie di colore dal bianco al rosa al rosso all’arancio al giallo.

Quale scegliere? in un giardino stanno bene tutti i colori !
Coloriamo il mondo…

giallino20160313_100756gerbererosso

bianco

Memorie dal sottosuolo fotografico.

Il lavoro di uno stampatore di foto è fatto di solitudine  e  di silenzio in un camerino scuro senza luce nè finestre, in una specie di loculo dove prende colore la vita nei fotogrammi scattate dagli altri. Una stampatore vede tutta la vita in tutte le sue fasi scorrere davanti  ai suoi occhi, nascita battesimo comunioni cresime matrimoni, compleanni, lauree, viaggi, vacanze, morte. E lo stampatore restituisce a questi ricordi una seconda vita, una seconda possibilità di esistere, di non sfocare via, di non estinguersi.

Prima della definitiva morte della stampa analogica io ho lavorato con una macchina stampatrice con sviluppatrice incorporata, mi sentivo io stessa un essere in estinzione, o meglio in rottamazione, e durante quegli ultimi anni resisteva ancora un esemplare di fotografo analogico, che chiamerò con nome di finzione Tac.

Di solito la direzione non fa entrare volentieri i fotografi dentro al laboratorio, a meno che si tratti di una visita guidata, perchè ti fanno perdere tempo e guadagnare poco, ma per lui si faceva uno strappo alla regola. A dire il vero la direzione lo sopportava ma l’accordo c’era e andava rispettato.

E così di primo mattino arrivava un distinto signore, molto simpatico, sui 65 anni, esigente e preciso, ma gentile e io facevo del mio meglio per stampargli delle belle stampe.

Dire belle stampe non è propriamente corretto…. in quanto le sue foto erano un poco strane, diciamo, e non si poteva dire che fossero belle nel senso tradizionale del termine.

Tac è un’artista, è  uno specialista nel documentare e denunciare il degrado ambientale, le rovine industriali, le costruzioni che stanno per crollare, i wc e le docce corrosi dal calcare, i chioschi malinconici della piadina romagnola in inverno, le crepe che si aprono sull’asfalto, le rocce che sembrano animali, il castagno di Dino Campana, le vie e le tapparelle della sua città, le fabbriche di scarpe, il senso del nulla nei supermercati , i peschi estirpati con le radici all’insù, e altre cose molto strane.

Possiamo anche sorvolare sui soggetti da lui prescelti che io di arte non ci capisco niente ma si può azzardare a credere che le sue foto siano perfette con magnifici colori, non che siano i colori a fare bella una foto però i colori devono stare al posto giusto.

Ma questo uomo simpatico e gentile non ha per nulla il senso del colore in senso tradizionale, le sue stampe sono anemiche, la predominante è  blu-verde, Tac detesta i cieli azzurri da cartolina, i suoi cieli sono anemici, scoloriti, candeggiati. Guai a fargli un cielo azzurro… lo vedreste inorridire…

E così arrivava con il suo pacchetto di negativi 6×6 tutti in ordine, catalogati e ordinati in un bel raccoglitore nero e si sedeva accanto a me e filtravamo insieme, poi usciva il lavoro dalla sviluppatrice e ci spostavamo sotto la lampada a visionarlo e a correggerlo.

E lì iniziavano i problemi…. i problemi per me, chiaro…

A me o ad un altro filtratore bastavano pochi secondi per decidere se in una copia vi era un giallo o un blu da correggere, mentre il mio simpatico ometto ci doveva ragionare per lunghi minuti, oh che mal di testa mi faceva veniva, lui mi diceva serio che c’era del porpora da togliere, invece la copia era già verde, io cercavo di dirgli ma guarda che va bene così, ma lui niente, lui sentenziava togli il porpora e niente, neppure se mi mettevo in ginocchio lui avrebbe cambiato la sua idea e mai la sua visione del mondo della fotografia.

Oh santa pazienza!

Ok , io capitolavo, facciamo come vuoi tu, e così tornavamo alla macchina e ricominciavamo da capo, lui mi passava I negativi, io inserivo la filtrazione numerica, e facevo la correzione e poi usciva nuovamente il lavoro e poi di nuovo a visionarlo.

Oh sì I lavori precisi, ma moltissimo precisi a Tac piacevano immensamente, a me invece facevano accrescere il mal di testa…

Secondo voi, ora a correzione avvenuta, le copie potevano essere di suo gradimento ?

No, era un disastro, tutto da rifare una terza volta, e poi una quarta… forse alla quinta iniziavamo ad esserci…

Per 10 copie impiegavamo 3 ore di lavoro quando di solito sono sufficienti 5 minuti, 10 ad esagerare!

Lui prendeva le copie in mano le guardava, le ruotava, sospirava, poi le appoggiava sul tavolo, si allontanava di un passo per osservarle meglio….

Ogni tanto io ci provavo e assumendo il tono più convincente possibile, gli dicevo questa copia è perfetta, lui per un istante pareva crederci,  poi scuoteva la testa, si mordeva le labbra sottili, e infine concludeva che no, non andava, che c’era ancora un 1 terzo di punto di colore da togliere… eh no proprio non mi riusciva di convincerlo…

E lui mi rincuorava dicendo iniziamo ad esserci… era la settima volta che ristampavamo la stessa foto!

Finalmente la copia era perfetta di colore ma d’un tratto esclamava no no no questa linea cade male! La dobbiamo assolutamente rifare…

Voi pensate che la linea fosse storta?

La linea era storta perché lui l’aveva fotografato storta e secondo lui io dovevo metterla a posto e mi diceva così così storza ( forma dialettale del verbo torcere) a destra no a sinistra no aspetta ecco, ora è perfetta!

( Anche io sto perdendo la pazienza…)

Non era uno stampare, con lui era una lotta!

Però Tac era gentile e simpatico!

E mi ha dato anche grandi soddisfazioni! Forse le uniche soddisfazioni che ho avuto dal mio umile lavoro.

Prima di tutto perché mi considerava un’amica e poi nei due suoi libri, a cui io collaborai con la stampa dei negativi originali, Tac mi fece l’onore di citare il mio nome come stampatrice e solo tra parentesi aggiunse il nome del laboratorio.

Per me si trattò di una piccola rivincita nei confronti di quel datore di lavoro che mi aveva detto che come persona valevo zero.

Tac mi diceva : Io nelle mie foto metto la mia verità, io mostro la mia verità, la realtà dei miei occhi…quella che io voglio mostrare.

Va bene, io pensavo, ma di queste foto di wc rotti e con il calcare se ne potrebbe anche fare a meno…

Le sue foto erano di denuncia sul degrado ambientale, una visione cinica e disincantata della realtà. Per esempio le foto delle campagne deturpate dall’estirpazione dei peschi improduttivi, quei peschi capovolti con le radici in su e il legno martoriato dalla sega assumevano una valenza drammatica e quegli erpici solitari bene suggerivano bene l’idea della desolazione in una campagna  fin troppo antropizzata e ora semi abbandonata.

Oppure prediligeva i chioschi della piadina, Tac aveva la passione per le linee che dovevano essere diritte e ben centrate come le righe delle tapparelle.

La sua foto più romantica ? Una foglia caduta in una pozzanghera! Io glielo feci notare e lui mi rispose che avevo ragione ma si trattava a uno scatto giovanile…di quando ancora era un giovane pieno di speranze.

Interessanti le sue foto sul territorio rurale e agricolo, degradato e  antropizzato, foto di desolazione e solitudine, di mezzi agricoli abbondonati in un campo come dimenticati…

Fra le mie memorie dal sottosuolo fotografico Tac è di certo un ricordo gentile.

 

Un treno prima dell’alba

Un treno prima dell’alba

Hai rimandato la tua partenza

finché ti è stato possibile,

hai finto di restare

pur sapendo che la partenza

era già segnata.

Nessuno ti ha accompagnato

in questa stazione:

un sorriso di vento,

un quarto di luna,

un bisturi d’ossidiana in tasca

e nuvole in disordine.

E nessuno verrà a cercarti:

soltanto che questa volta hai creduto

che non l’avresti usato

questo biglietto,

l’avevi acquistato allora,

tanto per scaramanzia.

Qual è il sapore

di un treno prima dell’alba?

qual è il colore

di un sogno prima dell’alba?

Qual è il suono

di un treno in stazione?

Nonostante tutto,

resta la vertigine

di sentirsi vivere:

la frana che si apre sotto,

l’aria che soffoca in un respiro:

un treno prima dell’alba

mentre alcuni si svegliano

nelle case di comode abitudini

mentre l’insonnia si accende in altri,

tu puoi far finta di restare

se sei già partito,

tu puoi far finta di partire

se un treno prima dell’alba

ha mancato

 la coincidenza con la tua vita.

Elena, il colore di un sogno, ovvero l’abito della malinconia

Elena, il colore di un sogno, ovvero l’abito della malinconia

Era

come entrare

e respirare in una camera spaziosa

con pochi mobili

fresca pulita ariosa

Elena viveva in cima ad una torre o forse all’ultimo piano di un vecchio palazzo come quelli che hanno grandi porte scure ed espandono al di fuori sapore di umidità e di oscurità

Non so come fossi arrivata fin là da Elena

Quale fosse il suo vero nome non so

Ma io la chiamavo Elena senza sapere

senza capire perché

“Elena…”

I nostri silenzi si coloravano di luce

viola azzurra

prima quella rosa

poi quella verde

nel sogno

di un tempo mai finito

di un autunno mai seccato

L’autunno profumato e chiaro

che sapeva di primavera

sopravviveva negli occhi verdi di Elena.

Il colore trasparente

quasi diafano dei suoi occhi

il profumo semiebbro di un sole autunnale

l’aria trasognante rendevano chimere i miei pensieri

e mi riempivano d’azzurro.

Senza toccarci

lontane

senza parlarci

solo dolcemente guardandoci

il tempo e lo spazio non esistevano più

Stavo sorvolando ai lati di un sogno

a mezz’aria

leggermente volando

senza dimensione

La luminosità dell’aria le affilava

ancor più il viso

rendendolo

sempre più inafferrabile

I capelli languenti erano biondi

su quel viso dolce e malinconico

La primavera del Botticelli

o una Venere

già consapevoli

che la stagione della bellezza

perderà tutti i suoi fiori

o forse pi tristi che consapevoli

Tutta la sua sensualità si fondeva

in quel suo sguardo perso

in quella trasparenza d’aria

Elena non era bella

era la malinconia

era il dolce languore

di una stagione che non era

Un’altra mattina

mi ritrovai ai piedi

di quella torre

insieme ad un amico

“Vieni” – gli dissi prendendolo per mano

e l’aria era dolce-

“Io la chiamo Elena”-

dissi solo e ancora

Entrammo

ma tutto era mutato

La stanza così trasparente

in cima alla torre

portava le finestre chiuse e scure

e dove prima

la bianca uniformità delle superfici e del colore

si stendeva come un vestito

ora lo spazio era violato

da mobili tavolini divani coperti da teli

Pareva un museo

Una donna che non era Elena

doveva esserne la custode

” Elena?”- le domandai

” Dov’è Elena?” – incominciai a disperarmi

senza ottenere una risposta

Il mio amico stava muto dinnanzi a me

già aveva compreso

Un freddo al cuore

un freddo gelido

uscì investendomi

da una porta socchiusa

Dentro

in quell’aria gelida

Elena nei suoi capelli trasparenti

abbandonata su una poltrona

I suoi occhi

non riflettevano più

la luce di prima

Senza luce

senza colore

le sue mani

i suoi capelli

sbiadivano

lontani

Mi piegai su di lei

io piangevo

io gridavo

senza voce

senza singhiozzi

” Elena!

Perchè stai morendo…

Svegliati!”

Ma Elena

non stava morendo

era qualcosa di più

che morire

era un trascolorare

un passare attraverso un sogno

e poi volare via

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

folioandfibre.wordpress.com/

experimental mixed media, paper and textile explorations...and a place to empty my head

Woodlands and Waters

Outdoor adventures in the Tennnessee Valley and beyond

PaperMatrix

take paper in excess - add crafty fingers - and make woven wonders

fabriziocaramagna

Fabrizio Caramagna, ricercatore di meraviglie e scrittore di aforismi

SOGNOTEATRO

Il teatro è un sogno che si vive in poche ore e continua anche dopo. (Salvatore Pagano)

ALBERTO ROSSETTI

PSICOTERAPEUTA e PSICOANALISTA

Parole in Processione

nevrotiche e appassionate

Visitare Civita di Bagnoregio

Prenotazione guida turistica, pacchetti e informazioni

Petru In Viaggio

Viaggia più che puoi. La vita non è fatta per essere vissuta in un unico luogo!

Convitto Art Lab

Creatività contemporanea negli spazi della storia

Tempo di Carta

DIAMO STILE ELEGANZA EMOZIONI PERSONALITÀ AD OGNI VOSTRA SCELTA

Paper Girl in a Paper Town

Aspirante scrittrice. Sono una ragazza di carta in una città di carta

...Cilento Channel

l'informazione del cilento sul web e in tv canale 636 del digitale terrestre

Dove nascono le idee...

il blog di La Rana Viola

Final Year Research

Research for my final year projects

words and music and stories

Let's recollect our emotions in tranquillity

Biblioteca il Gatto

via battaglini cagiallo

ArteMaestra

L'arte fa diventare grandi - Blog dei Dipartimenti Educativi del Museo Bernareggi

beyond the fold

stories and strategies behind amazing print

Gil-Galad

Poesie, pensieri e altre cose che non iniziano per la p

lementelettriche

Just another WordPress.com site

Nonapritequelforno

Se hai un problema, aggiungi cioccolato.

Mai sulla terra

- solo per sognatori seriali -

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

Cronaca, ambiente, cultura, interviste, reportage e politica

Savy Baby Activities

Educational Activities for Young Children

natural origami

exploring math and nature through paper folding

tumultodisogni

“...e che i sogni siano sintomi, siano armi nucleari.”

smallestforest.wordpress.com/

Express yourself. It is later than you think.

Povertà e Ricchezza

OSARE RENDE LIBERI

A Binding Passion

Logos endiathetos - the word remaining within

Una caffettiera sul fuoco

"A riempire una stanza basta una caffettiera sul fuoco" (Erri De Luca)

Chic After Fifty

Il fashion blog di Anna da Re

Zaino e Via

"Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi"

The Milos-Ivanski Studio

Featuring the work of Lori Milos-Ivanski

Artigianeide

Nuove forme e interpretazioni artigianali per reinventare ciò che viene fatto da sempre

MONDO ADHD BLOG

ADHD: consapevolezza e responsabilità per cambiarne il destino

Mi objetivo es luminoso

Fotografío cosas..

Not the usual tourists

Due Italiani in Giappone & oltre

Parole Diverse

Centro per la relazione di aiuto

SOLCHI

Quando verrai, o dio dei ritorni, mi coprirò di rugiada e forse morirò per ogni possibile resurrezione

Short Prose

short prose, fiction, poetry

Dreamer's Travel Diary

Share with people my experiences and travels

Giuditta Michelangeli (tra versi e prosa)

Scrivo per passione e per noia, scrivo per passione annoiata. Lo pseudonimo è uno strumento ed è confusione, è uno strumento per confondersi. ("Sii sempre un poeta, anche facendo prosa.” - C. Baudelaire)

encuadernacionartesanal

Es una espacio para compartir mi experiencia en el oficio de la encuadernación artesanal a través de ejercicios sencillos y prácticos