Tre vuoti

La mia vita è fatta di tre vuoti :

un vuoto nel grembo,

un vuoto nel cuore,

un vuoto nella mente,

se ho perso te
cosa farò di questo amore
che resterà, e crescerà
anche se tu non ci sarai

Se ho perso te

conserverò

un sogno da cullare,

un sogno da amare

un sogno da pensare

e poi scoppia nel cuore questa canzone nella tenera versione di Mango

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Le pozzanghere di Paraty

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERAKONICA MINOLTA DIGITAL CAMERAKONICA MINOLTA DIGITAL CAMERAdal diario di viaggio:

la pioggia di Paraty colora di tenui pastelli le sue pozzanghere nei toni celesti verdi gialli arancio …

uscire con la pioggia a Paraty è un’esperienza nuova…

havaianas ai piedi… vestiti estivi… la pioggia è calda… è un morbido abbraccio, cielo e mare si uniscono, il mare entra ai piedi di paraty ma la pioggia entra nel cuore…

 

Il sogno di una volpina blu

Ti ero così vicina che avrei potuto sfiorare la tua mano, o dare una leggera carezza al tuo viso, oppure forse anche rubarti un bacio, invece …

sono restata a guardarti trattenendo il fiato per non disturbarti, avrei voluto avvicinarmi fino a sentire il battito dell’universo dentro al tuo cuore, o annusare il sapore della vita nel tuo odore, invece ti ho solo guardato, indaffarato come eri, a riporre le tue cose nel tuo zaino, eri talmente assorto e concentrato che pareva che il tuo corpo fosse lì ma che tu fossi lontanissimo anni luce con la mente, e poi senza neppure alzare lo sguardo  sei corso via con quel tuo passo rapido e furtivo da volpe … e io sono restata a chiedermi perché…

perché mi sentissi così, piccola e annientata, con quel senso di vertigine come se si fosse aperta una voragine nel pavimento

perché avessi  quel senso di essere stata appena investita da un’intera orchestra sinfonica…

sono rimasta a chiedermi perché avevo camminato incontro a te fino a quel momento, perché avevo viaggiato così a lungo solo per poterti incontrare e subito dopo perderti

e sono rimasta a chiedermi perché se sapevo che quella sarebbe  stata l’unica possibilità che mai più avrei avuto di vederti, non avrei comunque fatto niente per disturbarti, se non ammirarti nel segreto silenzio della mia felicità.

E sì, io ti ero così vicina che avrei potuto sfiorare la tua mano o rubarti un bacio, ma tu Figlio sei corso via con il tuo passo rapido e furtivo di volpe che a me è rimasto il sogno di te… di una volpina blu…

 

Tornerai?

Ti tengo,

petalo di rosa,

sopra al mio cuore:

sei sogno di Bene,

sei sogno di Bontà,

sei sogno di Purezza,

mia piccola tenera volpe blu,

sola lassù sulla tua luna,

tornerai,

a passi lievi e leggeri,

ad accarezzare il mio cuore

con tutti i tuoi fiori?

​(Foto di ask9215)

Candido amore

​Sei fiore di pruno dopo la neve, candido amore, affondo le mani tra i tuoi rami colmi di tenerezza per cogliere la purezza del tuo cuore.

(foto di DeltaWorks)

“fiore di pruno dopo la neve” e’ un nome di peonia

Mi eri lieve…

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Mi raccolsi intorno a te

per accoglierti,

mi eri  lieve peso, Figlio,

ti avrei tenuto così per tutta una vita,

abbracciato e protetto in me,

avevo cura di te e ti amavo,

il tuo respiro era il mio,

il tuo battito di cuore batteva dentro al mio,

il mio nutrimento era per te,

per me tu eri tutto il mio mondo,

io te lo donavo

mentre per te ero il principio del tuo mondo…

 

Il giorno che tu mi lasciasti fu il mio giorno più felice,

vidi il tuo viso e potei ammirarlo,

promisi di rispettarti e onorati, sempre,

il giorno che tu mi lasciasti fu il mio giorno più triste,

l’autunno era caldo di frutti e di promesse,

tu dovetti separarti da me

per compiere il tuo destino,

seppi allora a cosa era servito essere stata un fiore,

un fiore da poco,

accogliere una stella e poi lasciarla brillare

nel cielo della Vita

 

(foto di Devanath)

Pensando ad un figlio che cresce

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Mi sarei seduta con te al tavolo in cucina per prendere un the, oppure no ti avrei portato a prendere un gelato e ti avrei chiesto che gusto vuoi pur sapendo che prendi sempre e solo lo stesso identico gusto, mi avresti parlato di quella ragazza che non ha risposto al tuo invito ad uscire con te ed io ti avrei consolato dicendo che un giorno avresti trovato la persona giusta e l’amore vero, senza dirti che il mio amore vero sei tu, mi avresti chiesto come mai quel gruppo di persone continua ad escluderti e io ti avrei risposto di non curarti di loro, di fare la tua strada e di essere te stesso, perché tu sei perfetto come sei, ti avrei regalato un altro libro di astronomia che è la tua passione e tu mi avresti parlato del tuo telescopio e io ti avrei chiesto se di giorno si vedono le stelle e tu mi avresti detto che di giorno si vede solo il disco del sole e le macchie solari e i filamenti che sbuffano dal cerchio del sole, mi avresti ringraziato del libro e io avrei sorriso pensando che non voglio la tua gratitudine e ti avrei detto che ti voglio del bene e tu forse non avresti risposto, poi sarebbe arrivato un tuo amico con il quale devi andare ad una mostra, allora mi avresti detto ora devo andare ciao e io mi sarei trattenuta per pudore dal darti un bacio e ti avrei guardato allontanare, via da me, provando felicità nel cuore…

(e tutto questo è solo un sogno… tu non esisti)

(foto di slightly_different, autoritratto di se stesso, sedicenne)

Nella notte ti sogno…

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Nella notte pronuncio il tuo nome

e subito il mio cuore si riempie di tenerezza

e ti dico le parole più dolci,

esprimo per le preghiere più vere,

e i pensieri più belli sono per te,

penso alle stelle che ti cullano

e alla luna che è la tua casa,

e l’universo che è il tuo mondo,

penso all’amore che hai nel cuore

e prego che la tua vita sia buona e serena,

poi la notte finisce

e il sogno di te svanisce,

di giorno spero che venga presto la notte

per poterti incontrare…

§§§

By night I dream of you

By night I pronounce  aloud your name
and suddenly my heart is filled with tenderness
and I tell you the sweetest words,
I express for you the truest prayers
and the most beautiful thoughts of you,
I think about the stars that will lull you
about the moon is your home,
about the universe that is your world,
I think of great love in your heart
and I pray that your life is good and serene,
then the night ends
and dream of you fades away,
by day I hope night is coming soon
to meet you again …

Nel cuore di un tulipano

ho esplorato il cuore di un tulipano…

stami e pistilli,

polveri impalpabili e luce del sole,

forza del bulbo,

 delicatezza dei colori,

ho indagato,

fotografato,

sondato

ma non ne ho svelato

l’essenza

 

Due date importanti

Tra i giorni più belli della mia vita ricordo:

il 16 gennaio 2013 quando è nato mio nipote e l’ho potuto tenere in braccio per la prima volta e respirarlo e avvertire tutta la sua forza e la sua bellezza di essere meraviglioso e unico.

e poi il 28 maggio 2015 quando ho incontrato per la prima unica e ultima volta un figlio putativo, di pensiero, un figlio autistico.

Simili sensazioni per entrambi.

Emozioni che mi fanno salire le lacrime agli occhi e traboccare il cuore di infinito amore.

Per queste due persone ho un amore molto simile, fatto di tenerezza, e quando penso all’uno non posso fare a meno di pensare anche all’altro.

Perché senza saperlo essi mi hanno regalato l’amore puro e innocente.

Occhi puliti e un cuore trasparente.

Grazie

Impercettibile…

riordino i tuoi ricordi, metto via i tuoi pensieri, mi propongo di archiviare le tue parole ma poi non riesco…

mi riempio con i tuoi ricordi, l’uniche cose che ho di te, e forse sono solo i miei ricordi e non sono neppure veri e non sono mai esistiti, ma mi appartengono…

e così ogni notte ascolto il battito del tuo cuore dentro al mio

che suono delicato e lieve …

impercettibile per il resto del mondo ma non per me…

Vorrei farti un sorriso gentile

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Vorrei farti un sorriso gentile

con il sole negli occhi,

accarezzare lieve la tua mano,

dirti una parola di miele,

e confortarti con la speranza,

e baciare le tue lacrime,

ma tu sei lontano e non mi ascolti

oppure non puoi capirmi.

Non so più come comunicare con il tuo cuore,

e allora ti tengo vicino

come un pensiero dolce e segreto.

Mi hai proibito le parole

ma il mio cuore vola più in là,

nel fitto silenzio che mi sovrasta

e che avvolge te,

muto,

solo

e lontano

§§§

I would like to make you a gentle smile

I would like to make you a gentle smile with the sun in my eyes, stroke your hand mildly, say you a word of honey, and comfort you with the hope, and kiss your tears, but you are far away and do not listen to me or you can not understand me. I do not know how to tune on  your heart, so  then, I hold you close to me as a sweet and secret thought. You had forbidden me from telling love words but my heart goes farther  in heavy silence overwhelming me, and surrounding  you, mute, alone and far away…

Lacerante tramonto

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Rosso amore perduto,

infinito amore, ti dico addio,

l’amore muore al tramonto,

l’amore affoga in un tramonto,

l’amore soffoca in un orgasmo,

mi portasti a fare l’amore in un campo,

era l’ora calda e poi fredda del tramonto,

vidi il sole accendersi e spegnersi dentro ai tuoi occhi,

e io seppi di non amarti più…

un addio nel sole che tramonta,

nei colori che trafiggono il mio cuore,

che sa che più non ama,

un addio,

lacerante tramonto

Trita-rifiuti

 

Ho messo nel trita- rifiuti

i tuoi capelli color paglierino,

il tuo sorriso storto,

i tuoi occhi spaventati,

i tuoi denti da vampiro,

infine vi ho buttato dentro anche il mio cuore,

non mi serve più,

ho tritato tutto e ne è uscita una poltiglia informe

che ho esposto al sole e alle mosche

che vi depositeranno uova infette,

le larve dell’oblio compieranno il lavoro sporco,

obliteratrici della carne,

divoreranno ogni ricordo,

senza lasciarne alcuna traccia.

Ho ballato di tutto.

sad e piedi

Mai nessuno che abbia amato, lo sai i miei
piedi, mai nessuno, lo sai.
Footie, footie…
Vedi, il cuore e i piedi, proprio così,
sono i primi che si stancano, sì.

Paolo Conte

Fiori di marzo

Ecco i primi fiori del mio giardino di marzo: pulsatilla vulgaris, spirea, cydonia, violette, forsythia, tarassaco, fiore di ciliegio, teneri forti gentili fiori mi sorridete nel sole caldo di marzo tra le gelate mattutine e i cieli stellati di infinito…

Dove sei tu,

mio piccolo fiore,

che fiorisci di nascosto?

Tu,

solo,

fioriscid’immensonelmiocuore.

Prego che il mondo veda il cuore di mio figlio. (la fede di una madre di un bambino con autismo)

Traduco e condivido questo articolo da https://faithmummy.wordpress.com/2017/03/07/please-stop-praying-for-my-son-with-autism-to-be-healed/

(mi scuso per eventuali errori di traduzione)

Questa madre dice che l’autismo fa parte della creazione di Dio e che l’autismo rende suo figlio perfetto e bellissimo.
Questa madre vive con due figli, di cui uno con severo autismo e ha una grandissima fede religiosa.
Ecco una sua testimonianza:

“Tante persone mi hanno detto nel corso degli anni che stanno pregando per mio figlio. Sono incredibilmente grata per ciò e per la gentilezza che mi mostrano, ma per che cosa sono pregando ?
Stanno chiedendo a Dio che mio figlio di 8 anni possa finalmente iniziare a parlare? Stanno chiedendo che le convulsioni abbiano fine? Stanno pregando che egli possa imparare a comunicare o a leggere o scrivere? O stanno pregando per lui di poter guarire del suo autismo?

Voglio essere molto chiara. Io voglio che la gente preghi per mio figlio. Tutta la mia famiglia ha bisogno di preghiere e ha bisogno di Dio più di quanto abbiamo. Abbiamo bisogno di amore e di sostegno. Ma per favore potreste non pregare più che mio figlio autistico possa essere guarito?

Ecco perché.

Ci sono molte occasioni in cui Gesù guarì singole persone nella Bibbia. Queste occasioni includono le persone che erano non vedenti, non udenti, paralizzate, con la lebbra, la febbre, convulsioni e anche quelle che erano morte. Nonostante io abbia studiato tutti questi episodi non sono riuscita a trovare alcuna occasione in cui Gesù ha pregato per qualcuno che avesse un disturbo dell’apprendimento o difficoltà di comunicazione come l’autismo di mio figlio che potesse essere guarito.

Poi ci sono stati gli eventi di guarigione di massa che Gesù ha fatto. Anche in questo caso, anche se molti sono stati guariti non vi è alcun riferimento diretto ai bambini o adulti che abbiano lottato socialmente o abbiano avuto comportamenti ripetitivi come mio figlio.

La Bibbia dice che Gesù ha accolto i bambini. Sebbeme io non abbia prove sono certa che ci sono stati bambini al tempo della bibbia che mostravano difficoltà simili a quelle di mio figlio. So che questi bambini erano altrettanto benvenuto a Gesù.

La Bibbia dice che il mio bambino è fatto in modo stupendo. (Salmo 139: 14).
La Bibbia dice che mio figlio è stato lavorato a maglia nel mio grembo (Salmo 139: 13)
La Bibbia dice che mio figlio è stato creato a somiglianza di Dio (Efesini 4,24)
La Bibbia dice che mio figlio è la pupilla degli occhi di Dio. (Salmo 17: 8)
La Bibbia dice che mio figlio è opera di Dio creato per fare opere buone. (Efesini 2,10)
La Bibbia dice che Dio ha in programma di far prosperare mio figlio e non fargli del male, di dargli una speranza e un futuro. (Geremia 29: 11-13)

Dio non vede alcuna differenza tra mio figlio e nessun altro. Egli non vede mio figlio inferiore o inadeguato in alcun modo. Dio potrebbe guarire mio figlio delle sue convulsioni e dalla sua condizione genetica che causa tumori nel suo corpo? Sì, senza dubbio. Potrebbe Dio aprire la bocca di mio figlio per fargli fare un discorso chiaro? Sì, credo di sì che con tutto il cuore. Potrebbe Dio indurlo a essere più stabile e a dargli un comportamento più calmo e meno agitato? Senza dubbio, naturalmente, potrebbe. Queste sono cose per le quali io prego ogni giorno.
Io prego per la sua pace. Prego per la gioia e la sua felicità. Prego perché le persone possano capirlo e dimostrargli amore. Prego sicurezza mentre viaggia avanti e indietro per le strade andando a scuola ogni giorno. Prego per una mente ricettiva e un cuore aperto. Prego la forza per il suo corpo e la salute dal dolore. Prego per lui che possa dormire (io sono un essere umano quindi questo è qualcosa di cui ho bisogno).
Prego di avere la forza per me di occuparmi di lui. Prego per la saggezza e l’unità per coloro che lavorano con me per soddisfare i suoi bisogni. Prego per sua sorella mentre lei partecipa e assiste ad alcuni eventi che potrebbero traumatizzarla. Prego che il cuore tenero di sua sorella non si spezzi troppo spesso. Prego per gli amici di cui lei si può fidare. Prego che lei sappia di essere amata anche quando suo fratello occupa così tanto del mio tempo.

Ci sono così tante cose per cui pregare e così tante cose per le quali gli altri possono pregare. Ci sono cose per le quali si può pregare che mio figlio possa guarito, ma l’autismo non è una una di queste cose L’autismo è una differenza neurologica della sua mente che lo induce a vedere il mondo un po ‘diverso. L’autismo è una parte del modo in cui Dio lo ha fatto reso e ciò rende bello e perfetto.

Dio ha fatto ognuno di noi parte di un corpo. Mio figlio è un piccolo pezzo e parte del corpo di Cristo come la persona accanto, anche se ha severe difficoltà di apprendimento, ha la vista alterata, ha un ritardo globale e ha l’autismo. Non importa a Dio che egli si agita, gira, urla e che non è in grado di parlare. L’uomo guarda ta utto questo, ma come dice la Bibbia: “Il Signore non guarda le cose che le persone guardano. La gente guarda l’aspetto esteriore, ma il Signore guarda al cuore ”

Prego anche che il mondo veda il cuore di mio figlio.”

faithmummy

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So many people have told me over the years they are praying for my son. I am incredible grateful for that and the kindness they show but what are they praying about?
Are they asking God for my 8 year old to finally speak? Are they asking for his seizures to stop? Are they praying he learns to communicate or to read and write? Or are they praying for him to be healed of his autism?

Let me be very clear..I want people to pray for my son. My entire family needs prayers and needs God more than we ever have. We need love and support. But please please could you not pray for my son with autism to be healed?

Here is why.

There are many occasions when Jesus healed individual people in the Bible. These include people who were blind, deaf, paralysed, had leprosy, fevers, seizures and even…

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Tienimi stretta

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Se è ciò che rimane è un ricordo per sempre

allora tienimi stretta al tuo cuore…

basterà un soffio di pensiero…

(foto di StockSnap)

 

Un origami d’amore

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Se tu fossi stato di legno avrei costruito un burattino,

fossi stato di stoffa avrei cucito una bambola,

di piume avrei fatto un nido per gli uccellini,

di spine avrei intrecciato un cesto per i fichi,

di bronzo avrei forgiato una sonora campana,

di vetro vi avrei soffiato un angelo,

Invece piego e ripiego carta sottile sotto alle mie dita,

in un origami d’amore.

Ti disegno un cuore per riempirlo di emozioni,

ti disegno un sorriso perché tu sia felice,

e due ali libere per volare via,

ti coloro di blu nella coperta della notte, trapuntata di stelle

Piego e ripiego

la mappa del tuo Infinito

in un origami d’amore


(foto di Duy Pham)

Io Vi amo, comunque

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Mio fiore ,

mio gentile fiore,

mio delicato fiore,

mio profumato fiore,

io vi amo,

sia che Voi siate

libero fiore di prugno,

o sofisticata orchidea

o tenera rosa,

io Vi amo,

mio crudele fiore,

fiore del mai più,

fiore fatto di spine,

spine selvatiche,

non addomesticate,

appuntate sul mio cuore,

fiore del mai più,

io Vi amo, comunque.

§§§

My flower,

my dear flower,

my delicate flower,

My fragrant flower,

I love you,

whether you are,

a free plum flower,

or a sophisticated Orchid

or tender rose, I love you,

My cruel flower,

Flower of no more,

flower made of thorns,

thorns not tamed,

pinned up on my heart,

Flower of never again,

I love you, anyway.

§§§

Minha flor,

Minha querida flor,

Meu delicada flor,

Minha flor perfumada,

Eu te amo,

se você è

uma livre flor de ameixa,

uma orquídea sofisticado,

um rosa suave, eu te amo,

Minha flor cruel,

Flor nunca mais,

flor feita de espinhos,

espinhos não domesticados,

presos em meu coração,

Flor nunca mais,

Eu te amo, de qualquer maneira.

Mio figlio non esiste

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Mio figlio è una piccola volpe spaventata

a volte morde la mia mano che si avvicina

a volte esplode in rabbia o in pianto,

non sa quanto gli voglio bene;

mio figlio è una piccola volpe triste

quando non si sente accettata,

non sa che non è mai solo

perché è sempre nei miei pensieri;

mio figlio è una piccola volpe libera e felice,

corre nel bosco, amando la vita,

non sa che io lo ammiro;

mio figlio è una piccola volpe innamorata

che aggiunge bellezza al mondo,

di notte la luna lo avvolge come una madre,

non sa che è la mia carezza;

mio figlio ha zampe magre di volpe,

non ha imparato ad abbracciare,

non sa che io l’abbraccio con le parole;

mio figlio ha muso di volpe

e non ha imparato a sorridere,

non sa che io sento il suo sorriso;

mio figlio ha un cuore di volpe

_mio figlio non esiste_

è solo un sogno che la luna pietosa mi ha donato,

non sa che per lui io scrivo poesie.

Cuore di gennaio

Cuore di gennaio


Il sole caldo sul viso,
il mare leggero e soave,

silenzio di quiete nel bosco:

respiro soltanto,

annullo i pensieri,

sto in questo sole che mi riscalda,

sto in questo cielo sereno,

sto in questo mare pacifico,

sto nel respiro del bosco

nel cuore di gennaio

(2 gennaio 2017, penisola sorrentina)

Fiorirebbe…

vorrei fosse ora

vorrei fosse adesso

vorrei fosse subito

fiorirebbe il mio cuore

di un fiore unico

sconosciuto

e meraviglioso

oppure così

per magia

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(foto di CarlosArte da pixabay)

Un fiore prepotente

baobab

Da argilla desiderai farmi vaso

e raccogliere terra per una radice,

farsi vaso presuppone il fermarsi,

e io che avevo sempre avuto una naturale propensione per il viaggio,

mi fermai per diventare vaso.

Incontrai un fiore strappato

le radici nude, sofferenti,

ne ebbi compassione,

lo raccolsi, mi feci vaso per lui.

Il fiore si rianimò,

ed io presi ad amarlo di tenerezza,

a pensarlo curarlo e a coltivarlo,

ma ben presto egli si fece forte

ed ebbe il sopravvento su di me.

Infilò il suo fittone fin dentro al mio cuore,

vi si conficcò ben saldo,

ed iniziò a succhiare avido

via tutto il sangue,

prosciugò il mio cuore,

fece arido deserto dell’amore.

Infine il fiore prepotente ebbe abbastanza energia

per sradicarsi dal cuore che lo aveva accolto,

con tutta la terra insieme

riuscì a strappare via il cuore dal mio petto.

Il fiore crebbe divenne un albero,

come il baobab del piccolo principe,

tra le sue radici ben stretto

tenne il mio cuore macilento.

Non avevo più un cuore,

ero diventato sì un vaso,

un vaso vuoto,

senza terra,

senza storia,

senza tempo

senza viaggio.

Profane stigmate

mani

Queste macchie bianche sulle mani,

le guardo e le capisco,

il dottore ha detto è vitiligine,

ignota la sua origine,

io ho taciuto perché so,

i segni sulle mie mani si fanno evidenti al dolore,

io non posso nascondere le mani

e non posso non guardarle

e mi ricordano costantemente di te,

lividi sbiancati dell’anima,

bruciature accecanti del cuore,

sgocciolature bianche di dolore,

profane stigmate d’amore

(foto della mia mano)

In un parcheggio vuoto

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La mia anima sta in parcheggio vuoto,

una sola auto che nessuno verrà a ritirare,

il proprietario in viaggio oppure assente

o deceduto o trasferito ad altro indirizzo,

la mia anima sta nel parcheggio di un areoporto,

le speranze in overbooking,

i sogni dei last minute,

i sorrisi al check in,

un’auto sola a Malpensa,

nessuno tornerà dall’ultimo volo low cost,

la vernice scolorita dalla nebbia dell’oblio,

la carrozzeria mangiata dalla ruggine,

la batteria scollegata dal cuore,

anima sola in un parcheggio vuoto,

chi verrà a reclamarti?

(foto da pixabay di harutmovsisyan)

Liebster Award grazie a Sarah Maria76

tagLe regole del gioco:

  1. Pubblicare il logo del Liebster award sul proprio blog. 
    2. Ringraziare il blogger che ti ha nominato e seguirlo 
    3. Rispondere alle sue 11 domande. 
    4. Nominare a tua volta altri 11 blogger con meno di 200 follower. 

5. Formulare altre nuove 11 domande per i tuoi blogger nominati. 
6. Informare i tuoi blogger della nomination.

Ringrazio e mi scuso con Sarah Maria di https://sarahmaria76.com/  per il ritardo delle mie risposte. Ci ho pensato su a lungo!

le mie risposte:

Qual è il post che ti è piaciuto di meno e/o che non hai sopportato scrivere? Perché? Perché poi lo hai scritto lo stesso?

Non c’è un post che non ho sopportato scrivere. Magari ci sono post che hanno preso più tempo di altri per uscire fuori di me.

A dire il vero forse questo, sono domande difficili se devo guardarmi dentro ed essere onesta con me stessa.

Descriviti con una citazione (film, poesie, libri, musica, va bene tutto).

“Si vede bene solo con il cuore. L’essenziale è  invisibile agli occhi.”

Il commento più interessante che hai ricevuto sul tuo blog?

Tutti i commenti che ho ricevuto  sono preziosi perché mi offrono nuovi punti di vista su me stessa. Ringrazio tutti i miei gentili ospiti. Grazie a chi mi fa ridere, a chi mi accarezza, a chi mi commuove, o a chi mi costringe in qualche modo a ripensarmi. Grazie davvero di cuore.

eBook o libro cartaceo? E qual è l’ultimo che hai letto o stai leggendo?

Confesso. Sto leggendo pochissimi libri in questi ultimi anni… è come se avessi fatto il pieno ed ora è venuto il tempo per ioinviaggio.

Leggo qui i vostri articoli, i vostri pezzi di vita e di cuore. Grazie anche per questo.

Se dovessi scrivere un romanzo, cosa lo renderebbe diverso dalla miriade di altri romanzi pubblicati al giorno d’oggi?

Non ho desiderio di scrivere un best seller, vorrei soltanto trasmettere qualcosa di me, la mia verità di fiore imperfetto.

Qual è la frase o l’espressione che ti dà più fastidio?

La negazione dei sogni e della speranza.

Chi vedi quanto ti guardi allo specchio?

Vedo che il tempo è trascorso veloce, che mi sembra ieri che avevo 16 anni , che ora ne ho quasi 50 e che sono ad “un giro di boa” del mio viaggio e che alcune cose sono andate per sempre. Ho realizzato in ritardo che avrei desiderato avere un figlio e ora non è possibile. Ho amato molto una persona come un figlio ma la vita è  complicata…

La cosa che ti piace di più del tuo blog:

Viaggiare lontano con il pensiero e incontrare gli Altri

Il primo viso che ti viene in mente. Ora. Risposta secca.

Quello del Piccolo Principe. Quello di un figlio sognato.

Hai mai scritto qualcosa, qualche post, che sottintendeva tutto un altro significato?

No, non credo. Perlomeno non deliberatamente.

La tua parola preferita (che non è detto che sia l’intercalare usato più spesso).

Credo molto nel valore dell’inclusione e dell’Amicizia.

Domanda bonus: L’ultima volta che “la vita” ti ha sorpreso.

I miei genitori mi hanno sempre sorpreso più di qualsiasi altra persona.

Mia madre legge tutte le mie poesie e le trova belle. Già questo per me è davvero emozionante…

In particolare, dopo aver letto la mia poesia Figlio vorrei, mi ha scritto un messaggio dicendomi che l’avevo commossa e che ero riuscita a dire ciò che lei stessa prova per me e mio fratello anche se non sempre riesce ad esprimerlo.

Le mie domande a chi desidera partecipare sono le stesse , difficili, domande poste da Sarah Maria. Vediamo come ve la cavate!

 

 

Una lettera.

29 maggio 2015

Sono le quattro di notte e sto piangendo, ti ho appena incontrato e so che domani dovrò salutarti. E tornare a casa, alla mia vita. E vorrei che tu venissi con me, vorrei tenerti con me per sempre. Io lo so che tu sei libero, magnificamente libero, ed è questo che più amo di te.

La tua libertà, la forza della tua solitudine, il tuo grande amore per l’universo.

Sai mi sono innamorata di te quando parlavi del tuo desiderio di diventare padre e tu lo sai che io non sono madre. Eppure mi hai commosso, mi hai colpito profondamente.

Dicesti “io penserei a mio figlio in ogni momento, mentre al lavoro mangio un panino, mentre guido verso casa e saprei che sto per tornare ad abbracciare lui, sempre vi penserei. Farei in modo di regolare il battito del mio cuore al suo.”

Quanta tenerezza nelle tue parole, una tenerezza così  struggente che  io iniziai allora a provarla per te, iniziai a volerti bene proprio come tu amavi questo figlio che non avevi e che io spero che un giorno avrai.

Ti amo così come un figlio anche se non ti ho partorito io, anche se non sono madre, e ieri io ho visto un fiore speciale fiorire e avrei voluto mandarti milioni di rose  per dirti che non c’è rosa più bella di te.

E come tutte le notti sono sveglia a quest’ora che precede l’alba e ti sto scrivendo o sto scrivendo a me stessa, so che tu sei sveglio, so che mi leggerai ma non potrai rispondermi, io stringo tra le mani la pietrina che mi hai dato poche ore fa quando ci siamo incontrati.

Io ti ringrazio tanto per averti potuto incontrare ed io vorrei potermi ricordare per sempre il tuo discorso alla conferenza, il nostro breve dialogo, il suono della tua voce, il colore dei tuoi capelli, li tuo sorriso, le tue mani e tutto… e tutto ciò che io non potrò mai spiegare o tradurre in parole, tutte le mie emozioni sia al tuo discorso sia all’incontro con te tanto che dirti ti voglio bene non avrebbe alcuno significato.

Lascio che sia la luce blu dell’alba ad abbracciarti al posto mio.

Lascio andare nelle lacrime tutto ciò che provo e che non riesco a tradurre in parole.

E sono felice e sono triste.

Sono felice per il fiore che ho ammirato e sono triste perché dobbiamo dirci addio e io non riesco.

E non riesco a capire perché non possa esserci un’altra soluzione, perché per forza devo dirti addio se quest’amore è così grande…

Abbi una buona notte e cerca di riposare e avere sogni sereni

Phlomis

Tag : i posti che…

viaggi tag

Un tag dedicato al tema dei viaggi, dei luoghi cari, dei posti importanti della nostra vita…

Ringrazio ehipenny di https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/03/24/tag-i-posti-che/ per la nomina di molti mesi fa, mi scuso per il ritardo ma la ringrazio ancora per avermi fatto un viaggio nella memoria e nei ricordi.

Le regole:

● Riportare la foto del Tag
● Citare l’ideatore del Tag: Neogrigio di https://unavitanonbasta.wordpress.com/
● Ringraziare il blogger che vi ha nominato
● Rispondere alle domande
● Nominare 10 blog amici, soprattutto chi ama viaggiare, e avvisarli sulla loro bacheca, o comunque sincerarsi che abbiano ricevuto la nomination
● Aggiungere tra i Tag “ I posti che Tag”
● Inoltrare le vostre risposte al creatore del Tag (sempre Neogrigio), nominandolo come undicesimo o inoltrandoglielo per altra via.
E’ importante specificare che per posto non si intende esclusivamente una città, è infatti possibile anche menzionare un monumento, una piazza, una vista, qualsiasi cosa che abbia suscitato un’emozione, e se si è indecisi anche più soggetti per risposta.
Il posto …

1 … che porti nel cuore

la Finlandia, il mio primo viaggio da sola, avevo 19 anni e andavo dalla mia amica di penna finlandese, un viaggio avvolto dai colori del sole di mezzanotte e dalla dolcezza di questa amicizia; la casa dei nonni dove trascorrevo gran parte della mia infanzia con riti e sapori e visi che non ci sono più…; il rumore che faceva la torta allo yogurt di mia nonna Maria nel thè; l’abbraccio dei miei genitori da piccola quando bastava per farmi sentire al sicuro da ogni cosa

2 … più divertente

le feste con gli amici in casa dei miei genitori con mio padre che raccontava storie tanto divertenti che tutti avevano le lacrime agli occhi… sono sicura che se ne ricordano ancora tutti quanti…;

le feste di Carnevale in famiglia con la nonna Maria che si vestiva da araba;

le feste con mio nonno che ci preparava delle sorprese sotto ai piatti;

e altre cose semplici come queste…

3 … più commovente

l’ospedale in cui ho conosciuto per la prima volta mio nipote appena nato… era bellissimo!!! Prenderlo in braccio e ammirarlo per la prima volta: un dono immenso !!!

4 … più deludente
sinceramente il mio posto di lavoro ma non intendo lamentarmi, quando ero giovane ero molto illusa, ora lo sono meno ma non per questo soffro meno… il posto di lavoro non è che in piccolo lo specchio del mondo in cui si vive e pertanto non può che essere deludente

5 … più sorprendente

il Brasile! Un viaggio tra mille colori e contraddizioni, tra un senso semplice e gioioso della vita e un non valore della vita umana, tra la gioia e la disperazione, tra i sorrisi e lacrime, tra la poesia e la natura…;

6 … più gustoso

la cucina di mia madre e i risotti di mio padre, il cibo è amore!
7 … che ti hanno lasciato un ricordo particolare

l’incontro con mio zio e mio cugino Gianmarco e ogni incontro che sia di vera amicizia e di autentica condivisione;

il viaggio insieme a A. de Saint Exupery a conoscere il piccolo principe;

un breve viaggio a Roma per incontrare una Stella;

8 … più romantico
è un segreto !

ma in genere tutti i luoghi in cui si sente l’Anima della natura e la Forza della Vita

9 … che vorresti rivedere
il paesino in cui io e la mia amica del cuore trascorremmo insieme alcuni giorni d’estate  della nostra adolescenza, ma è un luogo a cui non si può più tornare indietro come tanti altri della nostra vita, il paesino c’è ancora e noi siamo ancora ottime amiche ma non siamo più le ragazze di un tempo e ci sembra impossibile che il tempo sia passato così rapidamente…;

un paese che si chiama Amicizia in cui gli amici confidino l’uno nell’altro con sincerità e fiducia;

un paese di parole buone e gentili e di reale accoglienza;

un paese di Sogno e di Amore per la Vita…

10 … dove ti piacerebbe andare

dove mi porta il cuore… in  un mondo in cui gentilezza, pace, rispetto, accoglienza , uguaglianza e Amore trovino ampio spazio, un mondo in cui ogni persona possa essere libera di essere ciò che è, senza maschere, senza corazze, senza  io parto e riparto ancora una volta solo da me, da ioinviaggio.

 

Buon viaggio a tutti, liberi viaggiatori !

 

 

 

 

Nel campo dei lamponi

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La pioggia di agosto venne improvvisa sull’appennino,

una rapida nebbia ci coprì dal mondo,

trovammo riparo nel campo dei lamponi,

raccolsi la tua pioggia nelle mie mani per berne,

e mentre tornava il sole

io accesi l’arcobaleno nel tuo cuore,

nella foresta dei lamponi

le mie labbra si tinsero di rosso

assaggiando l’amore

(foto da pixabay di ChristopherPluta )

Senza assoluzione

Se amare è un reato,

il cuore è un violento assassino

la condanna è totale,

il tribunale del cuore ha chiuso i battenti,

senza appello è l’amore,

senza attenuanti,

senza assoluzione.

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Non sopporto il cambio degli armadi

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Non sopporto le giornate che si accorciano,

il tempo accartocciato

e il cambio dell’armadio,

non sopporto le foglie che cadono,

e le piante secche e morte nel campo brinato,

non sopporto le giacenze delle raccomandate,

e le richieste inevase del cuore

e i fili ad alta tensione della ragione.

Non sopporto di non sapere mutare

e di non sapere adattarmi

ad ogni naturale cambiamento,

ad ogni perdita, distacco, assenza.

Non sopporto di riempire i vuoti a perdere,

e le mancanze che non si dimenticano,

non sopporto di aspettare false attese,

non sopporto di essere la maschera al cinematografo.

Non sopporto la raccolta differenziata

e le carte stropicciate delle caramelle,

non sopporto gli orologi in ritardo

e il cambio dell’ora legale,

non sopporto le bottiglie di plastica

e l’impazienza con cui le schiaccio .

Non sopporto la foglia gialla appesa che persiste e non cade,

non sopporto le viti spoglie e inerti,

non sopporto le giornate che si accorciano

come orli sfilacciati di jeans

e soprattutto il cambio degli armadi.

(foto di cocoparisienne da pixabay)

Figlio,vorrei…

Figlio, vorrei,

mentre ritorni con fiducia ad appoggiarti a me,

dolcemente vorrei dirti il mio bene per te,

vorrei raccontarti le tue  notti ad aspettarti,

le tue stelle cadenti per i tuoi desideri,

le tue albe e  i tuoi tramonti a pensarti,

e i miei occhi spalancati al buio con il tuo cuore dentro al mio,

Figlio, vorrei dirti quanto ti amo

ma poi resto in silenzio a guardarti,

senza osare accarezzare quei tuoi ricci ribelli,

e le parole che vorrei dirti sono inutili e lontane;

vorrei chiamarti con  i miei segreti nomignoli d’affetto, cucciolo, tesoro, amore,

e dirti fai la nanna dolce e non aver paura,

ma poi pronuncio il tuo nome

e so che racchiude tutto il tuo essere così unico e speciale;

Figlio, vorrei stringerti più forte

ma poi mi trattengo per pudore e timore di offenderti e

ti abbraccio delicatamente nei miei pensieri, come nuvole blu all’alba.

Figlio, vorrei cullarti ancora

ma ora è la tua Vita a condurti per mano

ed io resto a sognarti e tu sei già grande…

 

 

Son, I would,

as you return with confidence to lean on me,

gently I would tell you my good for you,

I would like to tell your nights waiting for you,

your shooting stars for your whishes,

your sunrises and your sunsets  thinking of you,

and my eyes wide open in the dark with your heart inside mine,

Son, let me tell you how much I love you,

but  I rest quietly watching you,

without daring to caress those rebellious curls of yours,

and the words, I would  say , seem so unnecessary and far;

I would like to call you with my secret nicknames of affection,

my dear, my tender love, my baby,

and tell you have a sweet sleep and do not be afraid,

but I say your name

and I know that it encloses your whole being so unique and special;

Son, let me hold you stronger

but I hold myself back out because of the shame and the fear of offending you,

I embrace you gently in my thoughts as dawn made of blue clouds.

Son, I would cradle you again,

but now Life is guiding you by the hand

and I stay here

 dreaming about you and you’re already grown up…

 

Ciao Volpina blu

(Studio di Volpina blu all’alba di Paola Zarri)

Ciao Volpina blu, sei fuggita via… ho messo in una scatola le tue parole di speranza e ho riposto nel cassetto del cuore il mio affetto per te…Ciao…

Due sentieri.

 

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Ci sono due sentieri :

uno, per arrivare fino a te, l’ho già percorso

andata e ritorno a piedi fino alla luna ;

l’altro, lo devo percorrere per andare via da te

a piedi, andata e ritorno fino al mio cuore…

In questo tempo fatto di attesa e speranza

c’è stato un unico punto di incontro,

siamo stati troppo vicini

e siamo già troppo lontani…

(foto da Pixabay di Patrice_Audet)

Cuore Pietra ( Josè Saramago )

cuore pietra

Pietra Cuore.
Ci fu un tempo senza forma, una fusione
infilzata di cristalli nel basalto.
Ci fu di certo un rio, un antico mare,
in cui la pietra rotolo`.
Ci fu pure un sisma, e un altro sisma
ora portera` a compimento, nella mano chiusa,
la forma promessa. In questo modo, precisamente,
la pietra (cuore) si plasmo`.

iotraducoSaramago

Noi siamo una polvere di stelle innamorata

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in noi vive l’eternità delle stelle…

Da Memorie del Deserto di Ariel Dorfam

“…Mi spiegò come tutto era cominciato come gli atomi creati nei primi istanti dell’universo, 15 ml di anni fa, si fossero aggregati per formare nubi molecolari e da queste le stelle, e dalle stelle le galassie. Mi spiegò come le molecole lassù sono le stesse che hanno formato il deserto, e me e lui, e il cielo e l’acqua che manca nel deserto e i minerali. Mi raccontò come tutto ciò che è su questa terra si sia formato all’interno del meccanismo termonucleare delle stelle, il ferro, nell’emoglobina del nostro organismo, che trasporta l’ossigeno attraverso i nostri tessuti, i sodio e il potassio che diventano nitrato e poi fertilizzante, il cuore che batte dentro di noi e il nostro cervello che pensa, e i nostri stessi RICORDI. Tutto, tutto questo deriva dalle stelle, si è formato al loro interno. SIAMO POLVERE DI STELLE. Potevo sentirmi sollevato, forse nella mia ansia di ricerca delle origini, mi era appena stato rivelato che noi esseri umani siamo letteralmente polvere di stelle.”

… allora noi siamo una polvere di stelle innamorata…

(foto da pixabay)

Se…

se

Se un annunzio d’angelo

fa accogliere il mistero dentro sé,

se un’idea può illuminare una vita,

se una speranza indica la via,

se un sorriso dà senso al mio cuore,

allora io prego…

Nel cuore, forse (J. Saramago)

sole cuore

Nel cuore, forse, o per meglio dire:

una ferita inferta da coltello

dalla quale se ne va la vita, tanto mal spesa,

in tutta coscienza ci ferisce.

Il desiderio, la volontà, il non bastare,

l’ingannevole ricerca della ragione

che giustifichi il caso del nostro esistere,

ecco cosa fa male, forse nel cuore.

 

da Le poesie possibili

iotraducosaramago

Notte di Luna

luna 11Notte di Luna

nel bosco

accarezza lieve i miei pensieri

io vorrei trattenere la tua anima nella mia

ma la lascio volare via…

infinitamente libera…

dalla sua tana sotto alle radici

esce schiva e cauta

una piccola volpe,

sorride alla luna…

un attimo,

quel che basta

per far felice il mio cuore…

Elementi di geometria

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Due rette parallele non si incontreranno mai

– resta da stabilire cosa significa mai –

un punto è un punto

– sta solo inchiodato nel bianco di un foglio –

una retta unica passa per due punti ed è illimitata

– quanto fa infinito meno infinito? –

il cerchio rotola, diventa una ruota del progresso

il quadrato è quadrato

– una perfezione razionale-

un cuore si inscrive dentro ad un quadrato

ed è amore

Celebriamo il mese di maggio

Parlare di MAMMA alla latitudine dell’abbandono è assurdo, non-senso?

Ma se uno non ha mai sentito il calore di un cuore materno, come fa ad immaginare che cosa sia una mamma?

Da una Lettera di Fausto A. Marinetti:

Fortaleza, casa do menor, (centro di accoglienza per bambini e ragazzi abbandonati), 12 maggio 2016.

Ieri mattina è toccato a me, Fausto, a guidare la preghiera. Eravamo solo una dozzina: 10 adolescenti, e l’assistente Sheila.

Celebriamo il mese di maggio, il mese di ogni Maria, di ogni donna/mamma.

“Sheila, per piacere siediti qui davanti. Guardiamola bene. Non è come la nostra mamma? Pensiamo a chi ci ha portato nel ventre per nove mesi. Chiudiamo gli occhi, immaginiamoci nel grembo materno. Fatto? Cosa provavamo, cosa sentivamo? E cosa provava, cosa sentiva la nostra mamma? La nostra mamma potrà aver fatto questo e quello ma è pur sempre la nostra mamma, la nostra culla della vita. Ci ha dato quello che nessun altro ci può dare, neppure l’uomo più ricco al mondo: la Vita. Come un dono, il regalo più bello. Ci ha dato gli occhi, le mani, i piedi per correre nel mondo, il cuore per amare ed essere amati. Qualcuno riesce a ricordare quando era in braccio alla sua mamma?”

Silenzio di tomba.

Neppure io riesco a ricordarmi tra le braccia mia madre.

Vorrei dettagliare: “Ricordate quando vi abbracciava e baciava, dandovi la buonanotte?”, ma quel silenzio glaciale mi paralizza l’anima.

Metto su un’altra sedia vicino a Sheila la statua della Vergine Maria, invitando a fissare bene le due “mamme”.

Poi chiedo:

“Tu, Isaias, Izaquiel, Lucas, Eliù …c’è qualcuno che ha un po’ di rabbia per essere stato abbandonato?”

Solo Lucas ha detto di provare tanta rabbia verso sua madre.

“Perché?”.

“Perché neanche i cani abbandonano i loro cuccioli”.

Proseguo con un gruppo in gola:

“Chi ricorda l’ultima, proprio l’ultima preghiera di Gesù negli ultimi istanti della sua vita? Non era a letto bello tranquillo, ma sulla croce. E lì, sotto, c’era quella gente che Lui aveva guarito, cercato, amato. E loro gli hanno piantato i chiodi nelle mani e nei piedi. Per immobilizzarlo, per uccidere il suo amore”

A quel punto Alex interviene:

“Ha detto: Padre, perdona loro, non sanno quello che fanno”

“Come ha fatto a scusare, giustificare chi gli faceva un male così orrendo? Come ha fatto ad avere questo coraggio? E noi? Abbiamo il coraggio di perdonare chi ci ha abbandonato? Anche io, praticamente, sono stato abbandonato quasi come voi. Sono entrato in seminario a 11 anni e non riesco a ricordare, a vedermi in braccio alla mia mamma. Eravamo sette fratelli e mia madre è stata assente dalla mia vita…”.

Lucas è rimasto impassibile, la faccia dura, il cuore spento.

Come fargliene una colpa? Ed io:

“Va bene. Il Signore non ci chiede di pregare come ha fatto Lui sulla croce, perdonando i suoi nemici. Ma la nostra mamma può essere la nostra nemica? Può averci messo sulla croce dell’abbandono, piantato i chiodi per cattiveria? Da soli non riusciremo mai a perdonare la nostra mamma. Gesù è disposto a darci questa forza, questo coraggio. Pensiamoci bene: se non perdoniamo la nostra mamma non riusciremo a perdonare neppure noi stessi?”.

Poi, in cerchio, mano nella mano, abbiamo pregato per tutte le mamme che abbandonano i figli; per i 50 milioni di prostitute; per le bambine abbandonate e abusate…

“E, per finire, diamo un abbraccio a donna Sheila, come se lo dessimo alla nostra mamma, a tutte le mamme del mondo… Amen!”.

(Da una Lettera di Fausto Alberto Marinetti)

Melodia d’infinito

 

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Forse un giorno riuscirò

a non sentire più

quell’unica goccia di pioggia nella pioggia :

quella nota speciale,

quella nota unica,

quella nota blu,

la distinguo tra tutte :

assente e sola,

fa risuonare nel mio cuore

una melodia d’infinito.

Forse un giorno riuscirò

a dimenticarla,

ad ascoltare la pioggia nella pioggia.

Vi presento Fausto Marinetti

Fausto Alberto Marinetti nasce a Milano nel  1942, diventa sacerdote nel 1968, licenziato in Teologia Pastorale, rinuncia al dottorato per entrare nell’«università del popolo».

Quattro esperienze in particolare segnano la sua vita:

La prima esperienza è la convivenza con i “rifiuti umani” scaricati ai margini della città, ciò gli insegna che i mali della società non si curano con palliativi.

La seconda esperienza lo vede impegnato per dieci anni nella comunità di Nomadelfia, accanto a Don Zeno, qui sperimenta l’avventura dell’uomo nuovo, della famiglia e della società nuova, vive la speranza dell’utopia.

La terza esperienza è trovarsi a vivere e sopravvivere per  vent’anni sul Calvario del terzo mondo nel Nordest brasiliano, qui incontra la più grande tragedia della storia: l’oceano della miseria e la sua disperazione, l’arricchimento del nord del mondo al prezzo dell’impoverimento del sud. Dai “depauperati del pianeta” impara che la cosa più urgente è un cambiamento di rotta.

Essendo egli stesso un testimone della storia,  Fausto diviene conferenziere e scrittore, denuncia le cause dell’ingiustizia istituzionale con libri-testimonianza: “L’olocausto degli empobrecidos” (1986, 7^ edizione), “Lettere dalla periferia della storia” (1989, 2^ ed.), “Canto l’uomo” (1990), “Ai confini di Dio” (1995), dal 1990 al 2000 visita vari paesi come reporter per diverse riviste missionarie, nel 2000 rientra in Italia e si dedica all’approfondimento e alla diffusione del messaggio di don Zeno e degli “empobrecidos”, attualmente vive a Fortaleza, Brasile.

Ma la quarta e fondamentale esperienza è quella di diventare padre di due figli, in particolare di Gianmarco, disabile grave e non vedente.

Ancora una volta e ancora di più Fausto sperimenta che l’amore è quella cosa che inizia laddove finiscono le nostre risorse, un andare oltre a noi stessi.

Fausto si trova ad un bivio come lui stesso scrive:

” la voglia di desistere e quella di buttarti, di credere che l’amore vero è un “Oltre” tale che incomincia dove finiscono le tue risorse. Se decidi di starci, nasci all’amore, diventi una nuova creatura.”

Il figlio Gianmarco insegna a Fausto a comprendere il più importante dei linguaggi, quello del cuore, comunicando con il suo sorriso che la tenerezza della vita è un bene prezioso e insostituibile.

I libri dell’autore sono reperibili sul sito www.logoslibrary.it digitando su autore: Marinetti Fausto. O richiedendoli a: fausto.marinetti@gmail.com Due libri su don Zeno: L’eresia dell’amore, Don Zeno, obbedientissimo ribelle . Su www.arcoiris.tv digitare su CERCA: Diario dalla periferia della storia. Documentario della RAI su Fausto. L’uomo di Nomadelfia , fiction della RAI su don Zeno.

Il prossimo 9 aprile 2018 sarà in uscita il suo nuovo libro intitolato Caro Francesco, una serie di lettere dal nordest brasiliano, da Fortaleza, testimonianza diretta di un mondo dimenticato, degli scarti della società, bambini abbandonati, ex drogati, perduti e disperati…

Fausto invia al Papa i messaggi degli ultimi perché vengano ascoltati ed accolti. Fausto è il portalettere, un semplice postino di tanti crocefissi che gli hanno affidato la loro voce per giungere all’attenzione del Papa.

Caro Francesco è anche un diario di quattro anni sofferti a stretto contatto con gli emarginati della vita, una sfida ad accoglierli a rispettarli ed amarli….

Caro Francesco. Riflessioni, testimonianze, messaggi
di Fausto Marinetti

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Io vedo col cuore.

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Quando qualche anno fa Papa Francesco è andato ad Assisi, e prima di visitare il santuario di pietra ha voluto visitare i santuari vivi in un istituto per non vedenti.

Tra questi, nel cuore, c’era la presenza di Gianmarco M.

Gianmarco è disabile grave non vedente.

Egli è un dono del cielo perché è nato per sorridere alle cose della Terra e a quelle del Cielo…

Gianmarco non parla ma chi l’ha detto che non parla? Gianmarco ha il suo modo di comunicare, che  è  oltre alle parole. E non ha bisogno di vedere con gli occhi perché vede con il cuore.

Questa è la sua lettera al papa:

Caro papa Francesco,

c’ero anch’io tra i miei fratellini disabili di Assisi.

C’ero, perché so di essere nel tuo cuore.

Ti sei emozionato, commosso, vergognato di leggere il testo preparato a tavolino e ti sei lasciato trascinare dal cuore. Dal nostro e dal tuo, vero?

Mi chiamo Gianmarco (Joao Marcos).

Sono nato nel nordest del Brasile in una clinica a pagamento. Eravamo due, io e il mio gemello, e ci hanno messo in una sola incubatrice, arrugginita. Il pediatra ha detto che io ero spacciato ed il mio fratello sicuro. Dopo due giorni lui è partito ed io sono rimasto per “sorridere”, perché è questo lo scopo della mia esistenza.

Sorrido a tutti, al Cielo, alla terra, alla lune e alle stelle.

A tutti, anche a te.

Sai, quando sono nato, piangevo come un’aquila. Tutte le sere cominciava il Calvario per me e per i miei genitori. Non riuscivo a liberarmi dai gas intestinali. Il mio papi ha vissuto una tragedia dell’anima. La mattina si alzava presto, usciva di casa, andava in mezzo ai banani si bagnava di rugiada, voleva cantare con gli uccellini, ma non ci riusciva. L’anima gli piangeva senza volerlo. Pensava a me e minacciava il Cielo con il pugno. Lo sentivo dire: “Che vigliaccheria, Dio! Perché te la prendi con un innocente? Prenditela con me, non con mio figlio”.

Poi mi faceva il bagnetto in piscina, danzava e piangeva. Cercava di occultare il pianto per non farmi soffrire, ma io lo sentivo e gli sorridevo. Allora lui dimenticava tutto, mi portava in groppa a visitare il “mondo”, accarezzare il gattino, prendere in mano i pulcini, passare la mano sulla pale delle banane e mi lavava viso ed anima con la rugiada…

Hai detto:

Qui siamo tra le piaghe di Gesù che sono anche un dono per noi… ma queste piaghe hanno bisogno di essere ascoltate, di essere riconosciute”…

Caro Papa, vorrei dirti che voi non potete capire il nostro mondo.

Sai chi ha aiutato mio padre a vedermi come “un dono”?

Dei genitori che hanno figli come me.

Gli dicevano:

“Tu soffri, perché vedi le cose dal punto di vista di quello che la società ci impone, volendoci tutti aitanti, belli, primi della classe. Cosa manca a tuo figlio? Ha l’affetto, il cibo, le cure, tutto ciò di cui ha bisogno. Vedi che lui è felice e tu, crogiolandoti nel tuo inutile dolore perché non è “come gli altri”, gli trasmetti tristezza? Lui è perfetto nel suo modo di essere, non gli manca niente”.

Da quel giorno papi è risuscitato.

Io non parlo? Chi l’ha detto?

Io ho il mio modo di comunicare che non ha bisogno delle parole, è oltre.

Non ho bisogno di vedere con gli occhi, vedo col cuore.

Non ho bisogno delle gambe per camminare, cammino con le gambe di papi.

Sai? La mia passione è il treno. Papi mi porta alla stazione e noi corriamo dietro al treno. Spesso andiamo alla fermata successiva e torniamo indietro. Devi vedermi in treno: non sto nella pelle e la mia anima canta, fischia con il treno. Poi faccio il tifo per la musica e anche lì corro tutto il giorno su e giù dalle scale musicali. Amo i cantautori brasiliani, che cantano il riso, i fagioli, la luna, l’amore.

Forse hai ragione a dire che noi siamo le piaghe del Cristo. Di quale, quello del venerdì santo o quello dell’alba di resurrezione? Forse si può dire che all’inizio le nostre “piaghe sono da venerdì santo”, ma i nostri genitori a furia di amore le trasformano in “piaghe di luce”, quelle del risorto. Tu, forse, lo intuisci, ma per i nostri genitori è una certezza.

Non essere triste per noi, ti prego.

Guardami: io sorrido, sono felice.

E’ per questo che sono nato.

E ti mando un abbraccio grande come il Cielo,

tuo Gianmarco M. </blockquote
(Fausto e Gianmarco Marinetti, padre e figlio)

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