Arido cammino

Di questo mia umile argilla avevo fatto un nido per il tuo riposo,

Di queste mie parole avevo costruito una casa accogliente per i tuoi pensieri,

Di questo mio cuore avevo fatto un vaso da riempire con il tuo dolore,

Di queste mani avevo intrecciato cesti per le tue lacrime,

Tutto è stato invano

Amarti è stato attraversare un deserto senza pozzi,

spine di rovi e ortiche,

pietraie assolate,

silenzi di attese piene di solitudine,

vento che prosciuga l’anima,

arido cammino nella polvere

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Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio (Tiziano Ferro)

Per pesare il cuore con entrambe le mani mi ci vuole un miraggio 
Quel conforto che
Ha a che fare con te 
Quel conforto che ha a che fare con te 
Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio 
E tanto tanto troppo troppo troppo amore
Se questa città non dorme
Allora siamo in due
Per non farti scappare
Chiusi la porta e consegnai la chiave a te
Adesso sono certa della differenza tra
Prossimità e vicinanza
Eh, è il modo in cui ti muovi
In una tenda in questo mio deserto
Sarà che piove da luglio
Il mondo che esplode in pianto
Sarà che non esci da mesi
Sei stanco e hai finito i sorrisi soltanto
Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio
E occhi bendati, su un cielo girato di spalle
La pazienza, casa nostra, il contatto, il tuo conforto
Ha a che fare con me
È qualcosa che ha a che fare con me
Se questa città confonde
Allora siete in due
Per non farmi scappare
Mi chiuse gli occhi e consegnò la chiave a te
Adesso sono certo
Della differenza tra distanza e lontananza
Sarà che piove da luglio
Il mondo che esplode in pianto
Sarà che non esci da mesi
Sei stanco e hai finito i sorrisi soltanto
Per pesare il cuore con entrambe le mani
Ci vuole coraggio
E occhi bendati su un cielo girato di spalle
La pazienza a casa nostra il coraggio il tuo conforto
Ha a che fare con me
È qualcosa che ha a che fare con me
Sarà la pioggia d’estate
O Dio che ci guarda dall’alto
Sarà che non esci da mesi sei stanco
Hai finito e respiri soltanto
Per pesare il cuore con entrambe le mani mi ci vuole un miraggio
Quel conforto che
Ha a che fare con te
Quel conforto che ha a che fare con te
Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio
E tanto tanto troppo troppo troppo amore
Tiziano Ferro

Fiore di cactus (J. Saramago)

Fiore di cactus, fiore che si è affrancato

all’aridità del terreno.

Vi era il deserto, la pietra dura,

la sete e la solitudine.

Sopra alla palma di spine, trionfante,

fiore, oppure cuore?

Josè Saramago da Probabilmente allegria

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fiore cactus

 

Semina nel deserto

Sei semina nel deserto,

prateria di cisti rossi e convolvoli bianchi,

arido amore che fiorisci di tanta bellezza,

tu sei pioggia sul mio cuore.

“Semina nel deserto” è il nome di una peonia.

(foto di JarkkoManty)

Il muro coerente del tuo silenzio

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Se chiudo gli occhi mi si oppone

un muro bianco di silenzio,

severo e imponente,

il muro coerente del tuo silenzio,

d’un bianco dolore,

insormontabile,

liscio senza spigoli,

fortezza nel deserto,

compatto, uniforme, serrato,

è il muro coerente del tuo silenzio

(foto di Skitterphoto)

Un piccolo fiore da niente incontra il Piccolo Principe

Il piccolo principe traversò il deserto e non incontrò che un fiore. 
Un fiore a tre petali, un piccolo fiore da niente… 
“Buon giorno”, disse il piccolo principe. 
“Buon giorno”, disse il fiore. 
“Dove sono gli uomini?” domandò gentilmente il piccolo principe. 
Un giorno il fiore aveva visto passare una carovana: 
“Gli uomini? Ne esistono, credo, sei o sette. Li ho visti molti anni fa. Ma non si sa mai dove trovarli. Il vento li spinge qual e là. Non hanno radici, e questo li imbarazza molto”. 
“Addio”, disse il piccolo principe. 
“Addio”, disse il fiore. 

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Il piccolo fiore da niente sorrise al Piccolo Principe con il suo sorriso più bello per quanto potesse fare coi suoi tre semplici petali… ma era tutto ciò che aveva e che poteva offrire. Trovava molto grazioso quel bambino e avrebbe voluto essere suo amico, lo trovava anche un poco buffo con quella sciarpa al collo e quei capelli mossi che cercava di tenere sempre a posto con il gel. Ed era anche così gentile, la sua voce lieve e delicata, non ne aveva mai sentito di così belle… e peccato che invece la sua voce era così poco aggraziata e quei tre petali, insomma, era proprio un fiore da niente… I tre petali del fiore da niente erano arrossiti mentre il Piccolo Principe gli aveva rivolto la parola.

“Ma dove si possono trovare questi uomini, oggi? Dove si trova un posto in cui si possa comunicare?”

“Mah.. gli uomini vanno sempre di fretta, e nel deserto non viene più nessuno, se non di passaggio, a nessuno piace il deserto perché mette a nudo l’anima e ti mette in comunicazione con te stesso e oggi nessuno vuole più ascoltarsi e ascoltare gli altri… non c’è tempo… ma forse tu puoi provare su FB o su TW, magari trovi qualcuno con cui parlare, magari tra 5000 persone puoi trovare un amico vero…”

“Farò così, grazie piccolo fiore, sei stato molto gentile, addio.”

Il Piccolo Principe si allontanò con rapido passo, l’espressione assorta e preoccupata, era deciso a seguire quel valido consiglio, aveva desiderio di conoscenza. Non si accorse neppure di aver calpestato nella fretta aveva il fiore dai tre petali, e non udì neppure le  ultime parole del fiore nell’eco vuoto del deserto. Aveva fretta di incontrare gli uomini e qui nel deserto non vi era che un fiore…

“Ciao Piccolo Principe, sono grato per la tua visita, qui non passa mai nessuno… ciao…sii felice!”

Per qualche giorno, e i giorni nel deserto sono infiniti, il fiore da niente pianse per una segreta nostalgia, e si chiese più volte come mai il Piccolo Principe, tanto gentile e delicato, non avesse voluto essere suo amico, forse perché era un fiore da niente?, alla fine poi i suoi petali sfiorirono dolcemente ed egli si affidò sereno alla buona sabbia del Deserto, il ciclo della sua vita era concluso, seppe così che il suo senso era stato quello di tornare alla sabbia che lo aveva fatto nascere, nutrito e amato, il suo senso era stato quello di appartenere al Grande Deserto.

Il rossore dei suoi tre petali lasciò un sottile segno rosso sull’oro della sabbia, un serpente si trovò per caso a passare di lì e inavvertitamente lo cancellò.

( liberamente ispirato al Piccolo Principe di A. de Saint Exupery)

(foto di pezibear da pixabay)

che nuvola sei ?

 

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che nuvola sei questa sera?

porti pioggia di speranza o scompiglio di temporale?

o sei nuvola seppia carica di sabbia del deserto

domattina sarai la nuvola blu dell’alba…

mi abbraccerai tu,

senza toccarmi?

Há um bandido cor do cinza

ccinza

Há um bandido cor do cinza que corre no meu coração
às vezes ele me faz acreditar que ele deixou,
é apenas bem escondido em meu coração
e corre corre no meu coração incessantemente …

Existen imperceptíveis pistas de savana,
Existen amargas acampamentos sob as estrelas,
Existen esperados chá de menta no deserto,
Existen quentes gotas de orvalho,
Existen conctactos cheios de tensao por madrugada ,

Existen abraços que tem sede de sensibilade.

O meu bandido se escondeu,
Ele é perseguido, o meu bandido,
É caçado,
Ele fica preso,
ele perdeu sua liberdade,
da seus punhos deslizan lágrimas e poeira

Há um bandido cor do cinza que corre no meu coração
e corre corre no meu coração incessantemente …

é apenas bem escondido em meu coração,
Ele combina sua respiração no meu jeito
para não ser notado,
Eu fico ouvindo o meu bandido
para além de cada silêncio,

eu sei que ele não desapareceu.

Meu bandido mistura a sua sombra,
a tensão vá a segurarlo forte,
o terreno é minado,

escapes e foge,
ele quere fugir
ele precisa que fugir,
Nos flancos finas
ele tem arrancada comprimida

no firmeza do corrida.

Hà um bandido do cor do cinza que corre no meu coração
e corre corre incessantemente
desenhando trilhas de poeira e esperança

Amo l’assenza dell’amore. (da Appunti di giovinezza)

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Dal diario impossibile di Eva:

Sera.

E io qui ti amo

contro questi tramonti filtrati dalle tende.

Luce grigio argento.

Il bandito del deserto.

Il profilo contro il tramonto.

Solitudine.

Solitudine…solitudine…

Il tempo distrugge ogni cosa e l’amore si autodistrugge.

Credere che il tempo non possa cambiare nulla è pura follia.

E’ per questo che tu mi manchi, terribilmente, immensamente.

Mai più come la scorsa estate, avrei solo voluto vomitare. Pazza… ma è solo una finzione in cui nascondo me stessa.

Ti amo.

Amo la tua assenza,

questo vuoto,

questa sera,

ora,

assenza di tramonto.

Ti amo perché non puoi tornare.

Amo l’assenza dell’amore.

Tu sei la musica delle parole

Tu sei la musica delle parole

in amore non contano le parole, conta la musica “ Roberto Benigni

(non contano le parole conta solo la musica che si percepisce, che fa venire I brividi anche se le parole d’amore non escono.)

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Tu sei la musica delle parole

sono parole tracciate dall’arco delle stelle

è musica melodiosa del silenzio

mi piacciono le parole che dicono senza dire

mi piacciono le parole inventate nel sogno

mi piacciono le parole che hanno profumo di blu

Le parole sono fatte per essere lanciate fuori di noi

e trattenute accanto a noi

le parole sono fatte per volare lontano come soffioni di tarassaco

le parole sono nuvole che inseguono I tuoi occhi

le parole sono confini in cui sostare

come isole di sabbia in mezzo al mare

come oasi nel deserto dei tuareg

le parole sono limiti da sopra-valicare

o cancelli davanti a cui fermarsi con il cuore sospeso

le parole sono giardini segreti

little eden nell’anima,

le parole sono nuove da rinventare

le parole sono figlie del silenzio da cullare

le parole sono timidi germogli

e poi splendidi fiori e poi diventano aquiloni

le parole sono luce e ombra

le parole non traducono il mio cuore

si cambiano di nome e di senso

si travestono di impalpabile magia

si accendono come lampi nel temporale

indossano arcobaleni

talvolta illuminano d’immenso

talvolta intonano melodie

cavalcano la notte e I sogni

le parole sognano

le parole hanno bisogno di tempo

per essere dette o taciute

le parole nuotano senza voce

come correnti oceaniche

le parole contrabbandano emozioni

le parole sono mandibole di nere formiche

le parole sono libellule che saggiano il volo

le parole sono insetti stecchi che si mimetizzano

le parole sono clave di giocolieri

le parole sono mosche e arditi colibrì

le parole sono ragnatele di ricordi

le parole sono poesie d’amore

le parole sono musica

sono suono

sono sonno

e sogno

sono silenzio

e nulla più

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