Falsa primavera d’ottobre

In un giorno come oggi fui felice,

giorno caldo di ottobre,

giorno di sole in cui tutto era tenero e buono,

i fili d’erba, la rugiada, le pigne sul prato, la terra profumata,

e tu , la tua voce, che mi chiamava

con il mio nome al telefono,

in un giorno come oggi fui felice,

oh felicità effimera,

falsa primavera di ottobre!

Se d’improvviso

Se d’improvviso penso a te,

se d’improvviso accendo la radio

e ascolto il tuo nome,

se d’improvviso apro un libro

e vi leggo il tuo nome,

allora il mio sorriso si accende.

Se penso a te che sorridi a chi hai vicino,

a un fiore o a un bimbo,

a un’equazione di matematica,

a una libellula o a un nuovo amore,

se d’improvviso io penso a te,

allora io voglio credere che sei felice.

Ed io pure sono felice

perché l’amore non è un possesso,

ma è una preghiera di bene,

perché l’amore è gratitudine

per l’esistenza di chi amiamo.

Fiore dell’Amicizia (per Claudia)

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Un Fiore dell’Amicizia per te, delicato, semplice forte e sincero.
Ti penso e ti sorrido e il cuore è più felice.
“Fiore dell’amicizia” e’ il nome di una peonia.

(foto di Alexas_Fotos)

Mi eri lieve…

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Mi raccolsi intorno a te

per accoglierti,

mi eri  lieve peso, Figlio,

ti avrei tenuto così per tutta una vita,

abbracciato e protetto in me,

avevo cura di te e ti amavo,

il tuo respiro era il mio,

il tuo battito di cuore batteva dentro al mio,

il mio nutrimento era per te,

per me tu eri tutto il mio mondo,

io te lo donavo

mentre per te ero il principio del tuo mondo…

 

Il giorno che tu mi lasciasti fu il mio giorno più felice,

vidi il tuo viso e potei ammirarlo,

promisi di rispettarti e onorati, sempre,

il giorno che tu mi lasciasti fu il mio giorno più triste,

l’autunno era caldo di frutti e di promesse,

tu dovetti separarti da me

per compiere il tuo destino,

seppi allora a cosa era servito essere stata un fiore,

un fiore da poco,

accogliere una stella e poi lasciarla brillare

nel cielo della Vita

 

(foto di Devanath)

Vorrei (per un figlio)

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Vorrei, ogni volta che soffri,

prendere su di me il tuo dolore;

vorrei ogni volta che sei felice

farmi piccola piccola e guardarti di nascosto per non disturbare;

vorrei tenerti tra le braccia ogni volta che hai la febbre

e rassicurarti dolcemente senza mostrare la mia preoccupazione,

vorrei venire ad annusare il tuo profumo ogni notte mentre dormi,

e indagare la profondità del tuo viso per capire il tuo mistero,

vorrei mille volte regalarti al mondo quando esso ti sorride,

e vorrei mille volte rimetterti dentro alla mia pancia quando esso ti fa male,

vorrei darti il mio sorriso

per dirti che la ti Vita ti ama,

vorrei darti la mia gioia

per dirti di amare la Vita,

perché, amore, non c’è niente di più importante al mondo

che l’Amore

e vorrei che tu non avessi paura, mai,

di non riuscire a dare amore

§§§

My wishes for a son

Whenever you suffer, I would like
to take on me your pain;
whenever you’re happy, I would like
to get tiny and look at you without disturbing;
I would hold you in my arms every time you have fever
and reassure you gently without showing my concern,
I would come to smell your perfume every night while you sleep,
and investigate the depth of your face to see your mystery,
a thousand times I would like to bear you to the world when it smiles at you,
and a thousand times I would like to put you again inside my womb when it hurts,
I would like to give you my smile
to tell you that Life loves you,
I would like to give you my joy
to tell you to love Life,
because, dearie, there is nothing more important to the world
that Love
and I wish you’ll never be scared
not being able to give love.

(foto di Blanka)

Perdonami

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O forse io non ho capito che tu hai avuto semplicemente paura?

Paura di essere felice?

con tutte le mie parole, con tutte le mie poesie, con tutti i miei pensieri …

io non ho capito

….

vorrei solo dirti

….

 perdonami

 

Vi abitano altri

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Ritorno nei miei sogni

nella casa in cui ho vissuto,

appena sposata,

ritorno nei miei sogni

nella casa in cui sono stata felice, forse.

La vita era tranquilla,

un piccolo giardino fiorito,

una finestra sul castello

che pareva un quadro,

la domenica mattina la casa era piena di luce,

avevo due gatti, un marito,

nessun figlio,

ma la vita era tranquilla,

era semplice,

ero felice, forse.

Nella mia casa ora abitano altri,

sono felici forse,

hanno un amore,

curano il giardino che è stato il mio,

guardano il castello dalla mia finestra,

non hanno due gatti,

ma hanno un figlio.

Nella mia casa abitano altri,

io ho cambiato strada,

non passo più davanti alla mia casa di una volta,

mi fa male vedere le luci accese,

e le decorazioni di natale,

e pensare che là dentro

abitano altri

e sono felici, forse.

(nella foto la mia tavernetta con la finestra “quadro” e il mio giardinetto, Natale 2007)

Conversando con te sul tuo Pianeta

Mi domando se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua. (Il piccolo principe)

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E una volta, poco tempo fa, la notte quando, chiudendo gli scuri delle mie finestre, davo la buona notte alle stelle pensando a te, lontano, nel tuo mondo, nel tuo pianeta, io ero felice di pensare che eri in pace lassù e che eri sereno e che sorridevi guardando in un telescopio le stelle come i granelli di polvere innamorata o le lacrime o le altre invisibili cose. E sapevo che eravamo lontani e che lo stesso cielo di stelle ci univa e che eravamo vivi in questo unico imperdibile mondo. E questo ingenuo pensiero mi bastava per essere felice.

E tu scherzavi, dicendo che non c’era un citofono sul tuo pianeta…

e allora come bisognava fare per conversare con te?

e tu rispondevi:

basta dire il mio nome, farmi ricordare che ho un nome, dirmi che qualcuno sulla terra mi vuole, farmi sentire che qualcuno mi chiama piano e con delicatezza gentile,

e poi c’è pace sul mio pianeta, e’ pulito ed in ordine e sono sicuro che tu non lo rovineresti il mio pianeta …

e io rispondevo che mai l’avrei rovinato perché lo amavo cosi’ come era  e sempre ne avrei avuto cura…

e ora non so perché le cose si sono rovinate, se tu non rispondi più quando dolcemente chiamo il tuo nome… ma nessuno risponde se non l’eco triste della mia voce…

(liberamente ispirato al Piccolo Principe di A. de Saint Exupery)

(foto di Unsplash da pixabay)

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