Figlio-foglio

Un figlio di carta è più vero di un figlio virtuale.

Da figlio a foglio solo una vocale di differenza

Annunci

Figlio-foglio

Un figlio di carta è più vero di un figlio virtuale.

Da figlio a foglio solo una vocale di differenza

So che non ci sei

In estate è più facile non pensarti,

Il sole e il fiume stordiscono i miei sensi e tutto si annebbia e si inabissa nella corrente,

Ma d’inverno no, tutto è cupo e buio,

E resto dentro nei miei pensieri e sento freddo e so che non ci sei

Ultima lettera

Caro figlio,

Ti amo di infinito Bene. Ma sapere che non ci sei o che non mi vuoi, mi dilania dentro. Un dolore che non mi da tregua. Per questo io così non riesco più a vivere. Per questo devo salutarti. Almeno per un poco.

Ciao

Buonanotte, figlio della Luna

Caro figlio, abbi una serena buonanotte. Ti penso sempre tanto e ti mando infiniti pensieri buoni. Non so dove tu sia, se mai ti incontrerò, se forse in un’altra vita, se forse mai. Non so… ma ti lascio questo pensiero d’infinito amore, certa che un giorno, non so dove, ti incontrerò e potrò dirti l’amore in silenzio sotto questa Luna piena d’argento, anche così vicina eppur così lontana…come sei tu in questo momento. Dormi bene, figlio della Luna…

L’amore è illegale

L’amore è illegale,

L’amore è fuori legge,

L’amore, per sua definizione, non può ubbidere ad alcuna regola,

L’amore è fuori controllo, va contro e oltre a noi stessi

L’amore ci cambia per sempre

Pietà

Avrei vissuto per amarti,

E ora muoio perché non ci sei.

Non mi ascolti tu, Straniero,

Non hai pietà di me,

Di me che ti chiamai Figlio per Amore e non per scelta?

Mi ricorderò del tuo tempo

Mi ricorderò di restare un passo indietro a te, per guardarti cadere e poi rialzare da solo, e poi vederti camminare così imperfetto e unico incontro al tuo tempo, mi ricorderò di restare un passo indietro perché tu non possa vedere le mie lacrime né i miei sorrisi, mi ricorderò di stare un passo indietro a te per lasciarti volare nell’arcobaleno della tua Vita, Figlio… ti amo d’infinito

E vivo di riflessi

Sto bene quando non mi sei nuvola scura sul mio cielo, quando mi lascio guardare i miei fiumi, e le libellule, e i guizzi dell’acqua, e mi immergo nelle cascate e non sei più spina palpitante e ti fai cicatrice. E ti fai cicatrice dentro un grembo che mai ti ha sollevato, e ti fai cicatrice nei polmoni che mai ti hanno respirato, e cicatrice nella mente in cui resti non concepito, e nelle mani vuote che mai ti hanno accarezzato. E torno a star bene quando non ti penso, e dissolvo il mio sale nei fiumi, e l’acqua non brucia sulla mia cicatrice, e allontano ogni nuvola e non guardo il cielo e vivo di riflessi.

Lettera del 15 agosto 2028

Oggi è il 15 agosto di non so quale anno. Da quando ti conosco il tempo si è fermato e il mio tempo non è più stato mio. Ti scrivo il 15 agosto del 2028 per dirti questo che forse non so esprimere neppure come vorrei. L’unica cosa certa ma forse la meno importante è che ti voglio bene…

Ti voglio bene e te ne vorrò sempre ma non ti scrivo più. Non riesco a trasmetterti niente. Mi sento inutile e mi sembra di scrivere al vuoto. Continuare a scriverti sarebbe un accanimento. Non ti ho mai chiesto nulla in cambio. Ho accettato il niente. Ho dato amore in modo incondizionato e non recrimino di averlo dato. Ma una pianta che non viene innaffiata, può resistere a lungo alla siccità, alla fine si spegne e poi muore. Le persone non sono tutte uguali. Le persone non sono tutti o nessuno. Ognuno di noi ha un proprio valore ed è unico al mondo. Un amico è unico al mondo. Tu non fai differenza tra le persone. Ci sei tu e tutte le altre sono le persone. Io non sono le persone. Non importa se esse ti amano, non importa se io ti voglio bene, tu mi metti sempre tra le persone. Io penso che quindi sono incapace di trasmetterti ogni cosa. Mi sento io inferiore a te, non all’altezza delle tue profondita e della tua intelligenza, non mi sento io, attenzione non dico che sei tu. Mi sono resa conto di essere io il problema. Non voglio essere un problema per nessuno. Sarebbe antietico e persino un ossimoro. Il mio Bene incondizionato ti fa male! Il mio Bene è una cosa preziosa del tutto inutile a te! Penso che sono io che non sono in grado di capirti e quindi non voglio accanirmi più in una cosa di cui non sono capace. È frustrante. Ti chiedo solo di non parlarmi male dietro. Se vuoi puoi scrivermi tu. Ciao

Sto Ascoltando questo mentre piango per un figlio https://youtu.be/FSea1YPxK1c

Il bimbo che sei

Sei bimbo trai bimbi anche se ora sei un giovane uomo. Ti penso così nella tua culla di vimini e poi con la pianola a 4 anni o con quel trenino regalo di un Natale, o tra le braccia di papà ilprimo giorno d’asilo, tu in montagna con i calzettoni lunghi e gli occhi neri neri come l’universo che hai dentro, tu sulla giostra assolutamente felice, oppure a scuola, assorto e concentrato mentre reciti una poesia. E ti immagino correre al fiume con la tua bicicletta, con il sole che ti ferisce e la neve dei pioppi e il mormorio delle tue lacrime confuse con l’acqua. Ti rivedo così come se fosse ora nelle foto di te bambino e il mio cuore intenerisce e riconosce in te il bimbo che sei.

Pensami

I tuoi occhi, mai, mi hanno conosciuto; le tue mani, mai, mi hanno accarezzato; e la tua bocca, mai, ha pronunciato il mio nome; e il tuo cuore mai si è abbracciato al mio… ma se fossi solo un pensiero vago e incerto, di quelli che ti fanno sorridere senza saperne il motivo, allora… tu pensami

Ioinviaggio

Ho viaggiato il mondo. Ho incontrato persone, culture diverse. Ho visto città, fiumi, fiori, alberi, insetti…

Ancora altri viaggi mi aspettano nella mia vita, saranno piccoli e grandi, ubbidirò alla mia strada, ma ora ho accettato il fatto che il viaggio più sognato mai più compierò, quello incontro a te, perché il tempo va solo in una direzione e indietro non può tornare.

Arrenditi alla gentilezza di Simone Stabilini

Arrenditi alla gentilezza: busserà al tuo cuore stanco. Sarà insistente, non si attenderà. Nessuno si arrende quando sa che può conquistare qualcosa o qualcuno. Ed il tuo cuore stanco non è scevro dalla bontà, tutt’altro. Sai, figlio mio, nasciamo con la stessa propensione alla bontà di quanto ne abbiamo alla cattiveria. Ma tu sei stato amato. Io mi sono arreso alla gentilezza. E ti ho amato. Arrenditi alla gentilezza, figlio mio. Ed ama.

Simone Stabilini da Lettera a mio figlio

A volte avrei voluto

Avrei voluto tenerti fra le braccia e difenderti da ogni male,

avrei voluto sorriderti al mattino e alla sera tenere la tua mano nella mia,

avrei voluto che mi insegnassi a guardare il tuo mondo,

avrei voluto esserci per ogni tuo sorriso, per ogni tua lacrima, e per ogni tua conquista,

ti avrei visto cadere  e poi di nuovo correre via,

avrei voluto vederti felice e avrei voluto allontanare da te ogni tristezza,

avrei voluto tante cose che neppure conosco,

che mai ho vissuto con te ,

e soprattutto avrei voluto incontrarti,

figlio che non sei giunto da una stella fino a me,

e a volte avrei voluto che anche tu mi amassi un poco…

L’amore non è, l’amore esiste … di Simone Stabilini

<< Cos’è l’amore ? >>

“L’amore… Sapevo che prima o poi mi avresti chiesto cos’è l’amore.

Beh, l’amore non è, l’amore esiste.

Esso è parte di tutto, ed il tutto sarebbe nulla se non esistesse l’amore.

L’amore permea ogni sentimento, nulla è indipendente – ed indifferente – all’amore.

Quando, piangendo, pensi al tuo passato, quello è amore: vorresti tornare indietro e riparare i passi erranti che ti hanno portato alla tristezza, ma non puoi fare altro che ricordartene la strada, per percorrerne una nuova. Quando pensi al tuo futuro, quello è amore: ami il passato per le strade che ti ha fatto conoscere, e perché ti ha reso meno straniero al mondo. Quando torni sui tuoi passi dopo un litigio, quello è amore, ed è amore per gli altri: a nulla vale l’orgoglio, l’amore vince sempre. E quando ti perdoni per gli errori che hai commesso, quello è amore, invece, per te stesso: perché non esisti, se non ti ami.

Figlio mio, l’amore non è, l’amore esiste. Esso vive anche se non lo vuoi. A volte rifiuti l’amore. Urli: “Vattene amore! Lasciami stare!”. Ma anche questo è amore, è amore per l’amore: pur di non sciuparlo, lo rifiuti. E’ un atto di inconsapevole generosità, ma questo concetto temo lo potrai capire solo alla fine.

Molte persone dicono che non credono più nell’amore, perché non ne hanno avuto, ed io non posso insultarne i sentimenti, perché non siamo nati per prevaricare, ma per garantire la libertà. Però, posso, ragionevolmente, indurne i pensieri verso nuove finestre. Il cielo è così grande, figlio mio, che non si ha tempo – né lusso – di poggiare lo sguardo, ed arrendersi.

L’amore è eterno, è quasi un Dio, l’amore. Esiste perché pensiamo di non essere solo materia. Esiste, non è nato e non morirà: è un concetto squisitamente filosofico, ma così profondamente umano…

Non crucciarti nella ricerca del significato dell’amore: bùttati in esso, e con esso danza. Non puoi controllare l’amore, perché non puoi controllare qualcosa che esiste in modo autonomo: puoi solo scegliere la strada da percorrere per giungervi, figlio mio. Ed io, tuo padre, vorrei per te solo strade dritte, senza fatiche, ed a volte potrei imporle, ma sarebbe un peccato: perderesti panorami stupendi, e valli, monti, e mari lontani.

Lascerò libertà assoluta all’amore, perché non possiamo definire l’amore, figlio mio: possiamo solo sperare di saperlo riconoscere.”

da “Lettera a mio figlio”, il nuovo libro di Simone Stabilini

#amore #padre #madre #uomo #donna #sentimenti

lettera copertina

Per un figlio

Mi raccolgo attorno a te come in un morbido abbraccio, assaporo la gioia tutta mia di essere sola insieme a te e di avere per prima il privilegio di amarti.Percorre lieve la mia pelle al di sotto della quale pulsa la musica del tuo cuore, ascolto i tuoi movimenti.

 Mi sgomenta pensare che un giorno mi lascerai e mi da gioia pensare all’uomo giusto e buono di cui essere orgogliosa. E sempre pensando a te avro’ lo stesso tremito d’infinito ,che avverto ora cullandoti dentro di me, per tutto l’amore di cui sei fatto, palpiti di cellule e polvere innamorata, che ho accolto dentro me…

E sto in silenzio e ti abbraccio…

Domani arriverà un’altra vita

Ci vorrebbe un’altra vita per dedicarla ad un figlio………………………………………………………………..

Ci vorrebbe un’altra vita
per fermarci ad un secondo di distanza da un errore
un’altra vita per capire
qual’è il modo per difenderti e tenerti più lontano
dalle tue grandi paure
ti eviterei certe salite suggerendo più pianure
se fosse mai esistita, un’altra vita.
Per ritornare sui nostri passi e
per ritrovare la pace che non c’è
un’altra vita, insieme a te.
Ci vorrebbe un’altra vita
per comprendere ogni cosa
prima che sia già passata tra le mani
per proteggerti domani
dall’ipocrisia del mondo e dai giudizi
dall’ingenuità che il tempo
ha trasformato in vizi.
Ci vorrebbe un’altra vita
per amarti nuovamente
liberarci del passato
e non sbagliare niente
per avere le certezze che non ho
ci vorrebbe si lo so… lo so… lo so…
un’altra vita.
Per ritornare sui nostri passi e
per ritrovare la pace che non c’è
ci vorrebbe, si lo so… lo so… lo so…
un’altra vita
per migliorare… ricominciare.
E mentre i giorni passano
le opinioni cambiano
restiamo ancora qui fermi al sicuro
che poi domani magari davvero arrivera’
un’altra vita.
Per migliorare, ricominciare
un’altra vita
pero’ dov’è
un’altra vita,
insieme a te.
Fabrizio Moro

“La vita è una continua ricerca dell’amore, e dei modi per costruirlo: tutto il resto, figlio mio, è solo tempo perduto.” da “Lettera a mio figlio” di Simone Stabilini

 La vita, infine, è una continua ricerca dell’amore, e dei modi per costruirlo: tutto il resto, figlio mio, è solo tempo perduto.”

da “Lettera a mio figlio” – uno dei prossimi attesi libri di Simone Stabilini

 

https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fpermalink.php%3Fstory_fbid%3D162437181033545%26id%3D100018017918025&width=500

Partorirti

hands-2383261_640

Avrei voluto portare il tuo mistero,

avrei voluto che mi sgusciassi tra le gambe

sporco, acerbo frutto,

e appoggiato il tuo cuore sul mio,

avrei visto la cosa più straordinaria del creato,

un fior di loto di fango, appena sradicato,

un pezzo di asteroide incandescente di sole,

un sogno d’infinito lanciato nel mondo…

 

 

Parole pure

Vorrei ritrovare parole che siano pure.Vorrei ritrovare quel pozzo nel deserto, quella pozzanghera di luce in cui brilla tutto il sole.

Vorrei ritrovare parole pure per dire Amico, per dire Amore, per dire Figlio….

Figlio, vorrei … alla radio di Dora

https://www.spreaker.com/episode/13328579

grazie a Dora per aver scelto la mia poesia per la puntata alla sua radio e  grazie a Lorenzo per la declamazione da brivido!

Tutta la puntata è fantastica… con poesie una più bella dell’altra. Grazie a Dora per il suo lavoro e la dedizione, la sensibilità e la cura che in esso pone…

Leggete Dora

https://newsdoramillaci.wordpress.com/

e ascoltate la sua radio

Figlio vorrei al minuto 4,39.

 

Un figlio mancava…

Il freddo restava fuori,

la sera rientrando a casa,

mi spogliavo di tutto,

avevo due gatti e un amore

a scaldarmi,

e una finestra grande,

come un quadro,

da cui guardare attraverso

tutta la vita che restava fuori

nel giardino delle stagioni immobili:

foglie cadute,

neve sui rami,

primule ed erba secca,

l’altalena era vuota,

un figlio mancava…

Poesie per un figlio inesistente (ebook gratuito)

“Come poteva un fiore creare un burattino partendo da una corolla di petali?

Come poteva un fiore illudersi di essere una madre?”

Poesie per un figlio mai nato e forse solo concepito dentro un pensiero, poesie d’amore per un figlio solo sognato, poesie di una maternità fuori dagli schemi.

In formato ebook gratuito sulle varie piattaforme, per esempio amazon, bookrepublic e tante altre

In formato ebook gratuito sulle varie piattaforme, per esempio amazon, bookrepublic e tante altre.

https://www.bookrepublic.it/book/9788826475547-poesie-di-un-grembo-vuoto/

http://www.lafeltrinelli.it/ebook/antonella-marinetti/poesie-un-grembo-vuoto/9788826475547

https://www.kobo.com/it/it/ebook/poesie-di-un-grembo-vuoto

 

 

 

 

Notte di madri

Di notte si sistemano i pensieri, si riordina la mente, si riorganizzano i desideri, si fa riposare il corpo… ma la notte per le madri è sempre di veglia e di preghiera. Ci si sveglia di colpo con un nome sulle labbra, del figlio, della figlia, non importa quale sia la loro età, se bimbi ragazzi o adulti, si prega nel silenzio del cuore, si pensa a quel sorriso che non arriva, e si inviano tonnellate di amore…

Ogni notte per le madri è di amore e di preghiera, di attesa e speranza, ogni notte per le madri è un mantello che si stende sui figli per proteggerli e conservarli nel Bene della Vita, ogni notte per le madri è una coperta fatta di sogni felici e intessuta d’amore…

 

Tu sei Figlio della tua Vita

Il tuo profumo è quello di una rosa che si apre di notte,

il tuo canto è il vento che agita lievi le foglie,

i tuoi occhi sono approdo di stelle,

il tuo mistero è una montagna di boschi inesplorati,

i tuoi fianchi sono le rive di un fiume impetuoso,

il tuo volo è quello libero del falco,

la tua voce è il silenzio puro della luna.

Sì, davvero.

Tu sei figlio della tua Vita,

di tutta questa vita

che ti reclama con forza,

di tutta questa Vita

che ti chiama,

prepotente,

a vivere…

Il sogno di una volpina blu

Ti ero così vicina che avrei potuto sfiorare la tua mano, o dare una leggera carezza al tuo viso, oppure forse anche rubarti un bacio, invece …

sono restata a guardarti trattenendo il fiato per non disturbarti, avrei voluto avvicinarmi fino a sentire il battito dell’universo dentro al tuo cuore, o annusare il sapore della vita nel tuo odore, invece ti ho solo guardato, indaffarato come eri, a riporre le tue cose nel tuo zaino, eri talmente assorto e concentrato che pareva che il tuo corpo fosse lì ma che tu fossi lontanissimo anni luce con la mente, e poi senza neppure alzare lo sguardo  sei corso via con quel tuo passo rapido e furtivo da volpe … e io sono restata a chiedermi perché…

perché mi sentissi così, piccola e annientata, con quel senso di vertigine come se si fosse aperta una voragine nel pavimento

perché avessi  quel senso di essere stata appena investita da un’intera orchestra sinfonica…

sono rimasta a chiedermi perché avevo camminato incontro a te fino a quel momento, perché avevo viaggiato così a lungo solo per poterti incontrare e subito dopo perderti

e sono rimasta a chiedermi perché se sapevo che quella sarebbe  stata l’unica possibilità che mai più avrei avuto di vederti, non avrei comunque fatto niente per disturbarti, se non ammirarti nel segreto silenzio della mia felicità.

E sì, io ti ero così vicina che avrei potuto sfiorare la tua mano o rubarti un bacio, ma tu Figlio sei corso via con il tuo passo rapido e furtivo di volpe che a me è rimasto il sogno di te… di una volpina blu…

 

Dove sei, amor di Figlio ?

 

 

geum

 

Dove sei ,

amor di figlio,

che non ritorni?

Sei la mia lacrima più dolce

sei il mio più tenero dolore

sei la mia attesa più grande

sei il mio Bene più forte

Dove sei,

amor di Figlio,

che non puoi tornare?

Pensando ad un figlio che cresce

human-2136095_640

Mi sarei seduta con te al tavolo in cucina per prendere un the, oppure no ti avrei portato a prendere un gelato e ti avrei chiesto che gusto vuoi pur sapendo che prendi sempre e solo lo stesso identico gusto, mi avresti parlato di quella ragazza che non ha risposto al tuo invito ad uscire con te ed io ti avrei consolato dicendo che un giorno avresti trovato la persona giusta e l’amore vero, senza dirti che il mio amore vero sei tu, mi avresti chiesto come mai quel gruppo di persone continua ad escluderti e io ti avrei risposto di non curarti di loro, di fare la tua strada e di essere te stesso, perché tu sei perfetto come sei, ti avrei regalato un altro libro di astronomia che è la tua passione e tu mi avresti parlato del tuo telescopio e io ti avrei chiesto se di giorno si vedono le stelle e tu mi avresti detto che di giorno si vede solo il disco del sole e le macchie solari e i filamenti che sbuffano dal cerchio del sole, mi avresti ringraziato del libro e io avrei sorriso pensando che non voglio la tua gratitudine e ti avrei detto che ti voglio del bene e tu forse non avresti risposto, poi sarebbe arrivato un tuo amico con il quale devi andare ad una mostra, allora mi avresti detto ora devo andare ciao e io mi sarei trattenuta per pudore dal darti un bacio e ti avrei guardato allontanare, via da me, provando felicità nel cuore…

(e tutto questo è solo un sogno… tu non esisti)

(foto di slightly_different, autoritratto di se stesso, sedicenne)

Avrei avuto voglia di sorriderti, sempre

sunset-1014794_640 (1)

Avrei voluto camminare al tuo fianco

per guardarti crescere,

per vedere i riflessi del sole sui tuoi capelli,

per vedere la luce della Vita risplendere nei tuoi occhi,

per apprezzare la tua intelligenza,

per sentire il colore del tuo silenzio,

per respirare il tuo profumo

e sentire il tatto della tua pelle,

e vederti invecchiare sereno e pacificato,

avrei voluto essere al tuo fianco,

nei giorni in cui vivi e in quelli in cui sopravvivi,

ed essere più triste quando sei triste

e più felice quando sei felice,

avrei voluto essere al tuo fianco

per onorarti, Figlio,

per onorare i tuoi successi e le tue gioie

ma anche il tuo pianto e la tua solitudine,

il tuo non sentirti abbastanza e la tua ricerca di senso,

avrei camminato al tuo fianco,

invisibile per non darti alcun fastidio e non esserti un peso,

ti avrei lasciato partire, uccellino dal nido,

e poi avrei sperato che tu tornassi con l’animo sospeso,

ti avrei aspettato quieta e fiduciosa,

ti avrei rivisto tornare forte e vero

con i segni del dolore sul tuo viso

e quelli della gioia nelle tue mani

e avrei avuto voglia di sorriderti sempre

e di prendere il tuo dolore

e regalarti la pace

avrei voluto essere tua madre per amarti ancora di più

di questo universo infinito

di cui tu sei Figlio

(foto di Marcesim)

Come petali di speranza

come petali

Figlio,

io non ho che poesie da offrirti,

le metto nelle tue mani come delicati petali di fiori,

che la pioggia bagna e fa scivolare via,

tu, figlio, saprai dare al mondo tutto il tuo amore;

come petali le tue lacrime di dolore

non appassiranno sul catrame,

con le tue mani e la tua intelligenza

costruirai nuovi fiori di Speranza

(foto di inyoung)

§§§

As Petals of hope

Son, I have only poems to offer, I put them in your hands as a delicate flower petals, that rain and wet slips away, And you, son, you can give the world all your love; as the petals your tears of sorrow won’t wither on the tarmac, with your hands and your intelligence you’ll build new Hope’s  flowers

 

 

 

Una buona rugiada (Alda Merini)

Ti ho generato col solo pensiero figlio

e non sei mai sceso nel mio corpo come una buona rugiada.
Però sei diventato un’ape laboriosa, hai fecondato tutto il mio corpo
e a mia volta son diventato tuo figlio, figlio del tuo pensiero.
Forse, quando morirò, partorirò tutta la dolcezza che mi hai messo nel primo sguardo

perché figlio, ti ho guardato a lungo, ma non ti ho mai conosciuto.
Figlio figlio mio sognato, figlio ti ho solo pensato
non sei mai sceso nel corpo come una buona rugiada
ti ho guardato a lungo, ma non ti ho conosciuto mai.

(foto di ilyessuti)

Di tutti – Of all

Di tutti

 

Di tutti i miei ricordi, tu sei il più doloroso;

di tutte le mie delusioni, la più cocente;

di tutte le mie speranze la più serena;

di tutti i miei sogni il più sincero;

di tutte le mie attese, la più forte;

di tutte le mie illusioni la più vera;

di tutti i miei amori,

figlio perduto,

tu sei l’ultimo.

Metto a tacere il mio cuore,

mi nascondo nel mio fiore,

passeggio nel mio giardino vuoto,

annullandomi nel sole

che mi scalda con la tua assenza.

§§§

 Of all

Of all my memories, you are the most painful;
of all my disappointments, the most scorching;
of all my hopes, the most serene;
of all my dreams, the most sincere;
of all my expectations, the strongest;
of all my illusions the truest;
of all my loves,
lost son,
you are the last.
I put silence into my heart,
I hide in my flower,
I walk in my empty garden,
deleting myself in the sun
that warms me with your absence.

Solitudini incomunicabili

(un racconto)

Evelina proprio non riusciva a capacitarsi di ciò che aveva appena letto e non riusciva ad emettere una sola parola. Dire che ciò che aveva appena letto l’aveva colta di sorpresa era davvero dire niente.

Dovette rileggere e rileggere più volte quella breve lettera per capirne e assimilarne il contenuto. Solo dopo averlo fatto almeno una decina di volte capì quanto quelle parole le si fossero conficcate dentro, tanto profondamente che nessun bisturi avrebbero potuto togliere. Quelle parole la condannavano, la umiliavano e la calunniavano.

Possibile?

Possibile che un bene tanto puro potesse essere stato così frainteso e calpestato?

Sentì il sangue prosciugarsi nelle vene, provò un capogiro, le lacrime non scorrevano, ebbe un crampo allo stomaco contratto.

Cercò di credere che egli avesse scritto quelle così poco delicate parole se non in momento di rabbia, e se così fosse stato, se si trattava solo di rabbia per quanto violenta, allora tutto era perdonato, tutto sarebbe tornato a posto.

Passarono le ore i giorni poi le settimane poi i mesi e niente tornava a posto…

Evelina iniziò a pensare che non si era trattato di rabbia momentanea, ma di un atto deliberato e consapevole…

Il mondo le si rovesciò nuovamente perdendo l’abituale colore, il verde del prato era di uno strano verde irreale e la luna aveva riflessi metallici e il sole non era più il sole, trascorse ore ed ore  davanti alla finestra per vedere se il mondo fino allora noto e rassicurante potesse quello di prima, il verde verde, la luna dolce, il  sole caldo …

Tutto le sembrava finto, specie quell’erba… appariva sintetica e no, non lo era.

La realtà era inaccettabile.

Perché era crudele, perché era ingiusta.

Perché quelle parole?

Non erano vere. Semplicemente non erano vere.

Esse rivelano finalmente i sentimenti di lui nei suoi confronti, Emanuele per quanto ci avesse provato,  non l’aveva mai veramente inclusa nella sua vita, aveva finto sino a quel momento in cui la rabbia lo aveva smascherato e gli aveva fatto scrivere quelle parole a lei.

Evelina invece lo aveva incluso completamente nella sua vita, desiderando per lui ogni più bella cosa e che tutti i suoi sogni si realizzassero, per lui era la prima preghiera del mattino e l’ultima prima di addormentarsi…

Mesi prima lui l’aveva avvisata di una conferenza a cui avrebbe preso parte e lei semplicemente se ne era ricordata e alla vigilia gli aveva inviato una gentile preghiera di bene.

Lui aveva risposto violentemente, disarmandola completamente. Le diceva di non scrivergli mai più in alcun modo. Secco, preciso, asciutto, sgarbato.

Emanuele ripeteva  che le persone non lo aspettavano, che lui aveva bisogno di più tempo per far entrare le persone nella sua vita, e che poi quando era pronto le persone si stancavano e se ne andavano e lui restava da solo. Diceva che tutti lo lasciavano da parte, che lo lasciavano solo.

Non era il caso di Evelina, no, lei era una madre, sarebbe rimasta, sempre.

Ogni tanto Emanuele le scriveva oggi io ho detto addio a questa persona, ho detto addio a quest’altra…era necessario dire addio alle persone e perché diceva loro addio, perché? Se tra Emanuele e quelle persone vi era amicizia, come lui sosteneva, perché diceva loro addio? Allora forse non era vero che le persone lo abbandonavo, forse era vero che lui abbandonava le persone, una volta che gli erano venute a noia…forse era così? O era uno scherzo, uno stupido gioco?

Evelina non aveva più l’età per scherzare. Aveva 50 anni, non aveva avuto figli e sapeva che il suo tempo per averne era terminato, in questo giovane amico Evelina aveva visto il figlio che aveva sempre desiderato, pertanto Evelina non aveva il tempo per prendersi gioco di alcuno. Non c’era il tempo.

Emanuele era come un bambino, dolce e tenero, prepotente e intelligente. Di lui lei amava tutto. Emanuele era come un germoglio che avrebbe dato un fiore speciale e lei lo avrebbe guardato fiorire e sarebbe stata felice di ogni suo successo, di ogni sua gioia, e sarebbe stata triste di ogni sua delusione e di ogni sua tristezza.

Era dolce aspettarlo. Era una dolce attesa che dava felicità e sorriso.

Ma Emanuele era un fiore triste. Evelina sentiva su di lei tutto ciò che lui viveva, lo sentiva per istinto, per una specie di simbiosi che lei non aveva scelto, ma era così, se sentiva vomito o nausea o improvviso bisogno di piangere era perché lui aveva vomito nausea o lacrime. Passava troppo, passava tutto dall’uno all’altra, inconsapevolmente.

Evelina era come un vaso per le radici di Emanuele.

Emanuele era il figlio che la Vita le aveva portato inaspettatamente ed era così come era, un bambino dentro a un uomo di 30 anni. Lei ne aveva 50 e poteva davvero essere anagraficamente sua madre. Dove lo aveva tenuto tutto quel tempo, per quei 30 anni? Evelina lo aveva tenuto sempre nei suoi pensieri e ora lo aveva trovato. Non aveva concepito un figlio di carne ed ossa ma aveva concepito un figlio di pensiero. Evelina non chiedeva altro che stargli accanto, e se non aveva potuto stargli accanto prima ora non lo avrebbe mai lasciato, lo avrebbe sempre sostenuto e pensato.

Perché l’amore è intangibile, è un pensiero che non si misura e che non si tocca ma è più reale di qualsiasi altra cosa.

Quelle sensazioni fisiche di vomito e lacrime si erano acutizzate, Evelina glielo nascondeva però, finché ella non fece un incubo in cui riceveva di una mail che le notificava l’avvenuto decesso di Emanuele. Evelina si svegliò in lacrime e subito volle sincerarsi con lui che si trattasse solo di un brutto sogno. Emanuele freddamente confermò che nel caso di sua morte sarebbe avvenuto proprio in questo modo, le sarebbe arrivata una comunicazione scritta, una notifica dall’avvocato insieme ad una sua lettera.

“A te chiederò di perdonarmi.”,egli aggiunse.

Evelina si sentì morire, disse che mai lo avrebbe perdonato perché non avrebbe mai perdonata a se stessa di averlo perso, Emanuele si risentì e disse “tanto sarò morto e quindi non potrò saperlo se mi avrai perdonato”, Evelina gli rispose “ti perdonerò comunque e contro me stessa.”

Le cose precipitarono.

Emanuele era sempre più triste. Evelina non riusciva più a trovare una breccia aperta nel suo cuore, non riusciva più a trasmettere amore ed energia, ogni sua parola di bene rimbalzava contro un muro invalicabile. La comunicazione era conclusa.

Emanuele stava chiudendo anche con lei, piano piano, cercando di sfiancarla e di scoraggiarla, Evelina però trovava sempre un sorriso per lui e glielo porgeva come dono gratuito come è l’amore.

Emanuele le aveva detto di tante persone a cui aveva detto addio eppure a lei continuava a scrivere. Ma Evelina aveva paura. Paura che lui non avrebbe più scritto. Evelina cercava di non spezzare il loro precario equilibrio, con lui dosava parole ed emozioni, usando dolcezza e comprensione. Finché accadde quel che accadde, quella lettera assurda, che la rendeva impotente d’amarlo.

Evelina resta sola senza un figlio e con la negazione di questo amore soffocato. Resta da accettare la realtà per come è, resta di accettare ciò che è un mai più.

Emanuele è una persona con autismo che cerca un senso alla propria vita, prosegue solo, come sempre è stato, il suo viaggio, non ha bisogno di un’amica o di una madre in più.

Evelina ed Emanuele sono due solitudini che si sono incrociate e restano incomprese e incomunicabili l’una all’altro.

21 gennaio 2017, alle 2:24, Evelina ha scritto:

Vorrei brevemente risponderti dicendo l’essenziale, solo per non lasciare cose in sospeso o non chiare. Emanuele, io ho perdonato queste tue parole non delicate.

 Ma Tu hai perdonato me? 

Se ho insistito è stato solo perché ero preoccupata per la tua salute, non desideravo e non desidero disturbarti. Io ho fatto chiarezza dentro di me. Forse ci sono state incomprensioni tra noi. Non lo so. Non giudico. Non ci sono secondi fini né nelle mie parole né nelle mie azioni, né desidero convincere o insistere o altro. La chiarezza è importante per se stessi.
Ti ho accolto e ti ho accettato senza volerti cambiare, ti ho dato totale fiducia, mai ti ho lasciato da parte, ti ho stimato, rispettato, ti ho voluto bene come un Amico e poi onorato come un Figlio.

(l’ho fatto nell’unico modo che sapevo fare, il mio, sbagliando forse ma cercando di essere me stessa)
Io ho rispetto di questa tua scelta. Ti feci una promessa che sarei andata via quando tu me lo avessi chiesto. E non importa che tu allora mi rispondesti che ciò mai sarebbe accaduto se fossi stata sempre delicata. Mantengo la promessa. Non ti scrivo più come tua volontà. 

Il tuo autismo non è una cosa cattiva. 

Ciao, ti auguro un Bene infinito e di intuire che l’Amore  è  un Oltre infinito, che va oltre se stesso, la ragione, la logica, il tempo…

Di nuovo sono in viaggio. Ciao, Evelina

 

Domenica 9 Ottobre 2016 12:08, Emanuele ha scritto:

Io non ti sto più rispondendo perché tu mi hai disturbato troppo e hai insistito troppo. Ora questo tuo continuare può configurarsi come reato di stalking previsto dal codice penale. Ti invito a non scrivermi più e a non fare mai più alcun riferimento a me in alcun luogo elettronico altrimenti sarò costretto ad informare le autorità postali. Depositerò anche questo mio messaggio al fine di costruire la memoria storica dei fatti. Io dichiaro secondo i diritti assicuratimi dalla Legge Italiana di non desiderare più tuoi messaggi, contatti, riferimenti in qualsivoglia luogo o attraverso qualsivoglia mezzo. Questa è una comunicazione formale.

Il 07/ott/2016 18:49, Evelina ha scritto:

Spero che domani al convegno sarà per te un giorno buono.
Non mi dimentico di te.
Sai che mi manchi,

Ciao,

Evelina

 

Ti dimenticherò

beach-1799232_640

Ti dimenticherò

come foglia che il fiume porta via,

come neve che si scioglie al sole,

come traccia che il mare cancella

come il ricordo di un viso che sbiadisce,

dimenticherò persino il tuo sorriso,

se un giorno qualcuno mi dirà il tuo nome

io non saprò chi sei,

stupido, incoerente, illogico, infinito amore,

io ti dimenticherò.

Ti cancellerò pezzettino per pezzettino

andando a ritroso dentro di me,

ti cancellerò parola dopo parola,

andando sempre più a fondo di me,

ti cancellerò emozione dopo emozione,

andando alla radice del mio essere.

Io ti cancellerò,

silenzio dopo silenzio,

andando a ritroso dentro di me

per trovare quel punto

in cui è nata la mia tenerezza per te , Figlio,

e inciderò la mia carne

per strappare il male di averti amato.

Stupido, incoerente, illogico, eterno amore,

allora forse io ti dimenticherò.

Come si fa a dimenticare un Figlio?

§§§

I’ll forget

I’ll forget you
like a leaf that the river carries away,
like snow melting in the sun,
like traces that the sea deletes on the beach,
like the memory of a fading face,
I’ll forget even your smile,
if one day someone will tell me your name
I will not know who you are.
Stupid, incoherent, illogical, infinite love,
I will forget you.
I’ll erase you bit by bit
going back inside me,
I’ll erase you word by word,
going more and more down on me,
I’ll erase you emotion by emotion,
going to the root of my being.
I will delete you,
silence by silence
going back inside me
to find that point
where my tenderness was born for you, Son,
and I’ll engrave my flesh
to rip the evil of having loved you.

Stupid, incoherent, illogical, eternal love,
then, maybe, I will forget you.
How may I forget a Son?

(photo by Mariusz Matuszewski)

Poesie per un Figlio che non mi ha voluto.

 

Poesie per un Figlio che non mi ha voluto.

(una raccolta di mie poesie dedicate ad un Figlio)

Premessa:

La mia verità.

Non ho avuto figli.

Nessun figlio ha scelto di venire a stare con me.

Così è stato.

Ho cercato di farmi madre per un amico. Non mi ha capito, non mi ha voluto.

Così è stato.

Non sono madre di niente.

Queste sono le poesie che ho scritto per un figlio sognato e immaginato come l’amico segreto che ci inventiamo da bambini.

Se la realtà non mi piaceva ho creato un sogno d’amare, forse per soffrire meno, per ingannare la mia mente e tenere il mio cuore occupato.

Questo Figlio è stato il mio Segreto cullato e onorato.

Per lui queste poesie.

Né il figlio che non ho avuto, né l’amico che non mi ha voluto leggeranno questi versi.

 

Un viaggio nuovo e diverso

Figlio, per te ho fatto un viaggio nuovo e diverso:

sono andata alle radici di me stessa

per ritrovare la fonte della  mia tenerezza

e la sorgente più pura della mia compassione,

per te, Figlio.

 

Figlio, vorrei,

Figlio, vorrei,

mentre ritorni con fiducia ad appoggiarti a me,

dolcemente vorrei dirti il mio bene per te,

vorrei raccontarti le tue  notti ad aspettarti,

le tue stelle cadenti per i tuoi desideri,

le tue albe e  i tuoi tramonti a pensarti,

e i miei occhi spalancati al buio con il tuo cuore dentro al mio,

Figlio, vorrei dirti quanto ti amo

ma poi resto in silenzio a guardarti,

senza osare accarezzare quei tuoi ricci ribelli,

e le parole che vorrei dirti sono inutili e lontane;

vorrei chiamarti con  i miei segreti nomignoli d’affetto, cucciolo, tesoro, amore,

e dirti fai la nanna dolce e non aver paura,

ma poi pronuncio il tuo nome

e so che racchiude tutto il tuo essere così unico e speciale;

Figlio, vorrei stringerti più forte

ma poi mi trattengo per pudore e timore di offenderti e

ti abbraccio delicatamente nei miei pensieri, come nuvole blu all’alba.

Figlio, vorrei cullarti ancora

ma ora è la tua Vita a condurti per mano

ed io resto a sognarti e tu sei già grande…

 

Volevo soltanto

Volevo soltanto qualcuno a cui pensare ogni momento della mia vita, al mattino andando al lavoro e ritorno, la notte in tutti i miei sogni, o a Natale quando la solitudine mi si stringe addosso come un cappotto troppo pesante volevo avere qualcuno a cui inviare un tenero pensiero e per il quale segretamente sorridere di viva gioia.

Volevo soltanto qualcuno a cui stare vicino nei passi offerti dalla sua Vita, qualcuno da vedere crescere e per il quale sentirmi felice.

Volevo soltanto qualcuno di cui prendermi cura con delicatezza e aprire le sue ali a quei silenzi impenetrabili, asciugare le sue lacrime inconsolabili, sollevarlo dalle sue inspiegabili paure, lasciarlo andare per vederlo fiorire e generare altro amore.

Tutto è accaduto troppo in fretta ed io non ho avuto modo di imparare.

Ho avuto il tempo del sogno per attenderlo e amarlo, ora ho il tempo dell’oblio per dimenticare di averlo tanto amato.

Volevo soltanto un pensiero da curare, rispettare, onorare e amare.

Volevo soltanto un figlio come te.

 

 

(Eppure questa è una delle prime poesie che ho scritto per te … Buonanotte tenero gentile Figlio… e fai buon Viaggio ed io penserò a te…)

Buonanotte

anche se so che non dormirai,

buon viaggio per domani

e il mio pensiero ti accompagnerà,

io sarò il piccolo sbuffo di nuvola nel cielo

che ti seguirà,

o la coccinella su un fiore,

il tuo splendido fiore:

ogni tuo sorriso io sorriderò,

ogni tua lacrima io asciugherò

e ne farò un diamante,

ogni tua emozione sarà la cascata

a cui attingerò acqua purissima,

ogni tuo ricordo sarà un geode prezioso

che io conserverò,

buonanotte anche se so che non dormirai

buonanotte di quieta veglia

buonanotte come una luce accesa alla finestra

che mai si spegne,

buonanotte che è già quasi viaggio.

Vorrei essere il tuo angelo

Vorrei essere l’angelo del tuo sorriso

per tenerlo sempre acceso,

l’angelo della tua stella quando dimentichi la Luce,

l’angelo della tua notte per tenerti addormentato tra le braccia,

l’angelo della tua veglia per attendere che la speranza ritorni,

l’angelo del tuo dolore per sostenerti,

l’angelo della tua gioia per farla risuonare nel creato,

l’angelo della tua morte per donarti la quiete.

Non so dove sei.

Non so dove sei, Figlio

non so se avresti imparato a suonare il pianoforte,

non so di che colore sarebbero stati i tuoi occhi,

non so se la tua voce mi avrebbe fatto commuovere,

non so se guardandoti avrei pianto di tenerezza,

non se sarei stata orgogliosa

al tuo primo passo o al tuo primo amore.

Figlio, ti penso anche se non ci sei

ti aspetto anche se non potrai arrivare,

ti onoro e ti rispetto anche se non sei presente:

certe assenze sono destinate a rimanere sempre con noi,

impalpabili presenze a cui non si può sfuggire

sempre ci ricordano ciò che non siamo,

ciò che non abbiamo,

sempre ci inchiodano alla croce

di ciò che non saremo,

ciò che non avremo,

fino alla fine.

Figlio, non ci sei.

 

Andata e ritorno fino alla luna

Prendimi per mano andata e ritorno fino alla luna, a piedi,

guida i miei passi insieme a te:

un raggio di luna si è posato tra i tuoi capelli,

io ti seguo,

tu non perdermi.

Raccontami in silenzio una storia senza parole, senza parlare,

perché mi possa addormentare serena,

sfiorami con la carezza del tuo sorriso

perché ti possa ricordare,

abbracciami senza toccarmi come un’ombra gentile

perché possa sognarti.

Prendi il mio cuore andata e ritorno fino alla luna, a piedi,

e non lasciarmi cadere

io non ti lascio cadere

le stelle sempre accese danzano intorno a noi

e quando la luna sarà spenta e invisibile

ti amerò con l’argento della tenerezza.

 

 Mio figlio non esiste.

Mio figlio è una piccola volpe spaventata

a volte morde la mia mano che si avvicina

a volte esplode in rabbia o in pianto,

non sa quanto gli voglio bene;

mio figlio è una piccola volpe triste

quando non si sente accettata,

non sa che non è mai solo

perché è sempre nei miei pensieri;

mio figlio è una piccola volpe libera e felice,

corre nel bosco, amando la vita,

non sa che io lo ammiro;

mio figlio è una piccola volpe innamorata

che aggiunge bellezza al mondo,

di notte la luna lo avvolge come una madre,

non sa che è la mia carezza;

mio figlio ha zampe magre di volpe,

non ha imparato ad abbracciare,

non sa che io l’abbraccio con le parole;

mio figlio ha muso di volpe

e non ha imparato a sorridere,

non sa che io sento il suo sorriso;

mio figlio ha un cuore di volpe

_mio figlio non esiste_

è solo un sogno che la luna pietosa mi ha donato,

non sa che per lui io scrivo poesie.

Ti amo più forte

Figlio, ti amo più forte

contro la mia ragione, contro le mie convinzioni,

contro me stessa:te le dico

nella carezza rubata mentre dormi,

nel bacio che mi neghi per capriccio,

quando piangente ti abbraccio e non so consolarti,

te le dico in un sorriso quando tieni il broncio,

te le dico cucinando il tuo piatto preferito quando non vuoi mangiare,

te lo dico nel silenzio quando rifiuti di parlarmi,

quando ti sento piangere dietro a quella porta e non ho il coraggio di avvicinarmi,

quando ti osservo di nascosto provare la tua nuova bicicletta

e devo trattenermi dal dirti di stare attento,

quando mi vorresti vicina e io non riesco a stare al tuo passo,

quando non posso dirti quanto ti amo

nell’abbraccio o nella carezza o nel bacio che non vuoi…

e dico parole senza senso e faccio errori

e tu mi ferisci allontanandomi.

Figlio,ti amo forte

contro ogni ragione, contro ogni logica

contro quello che sono,

e vorrei essere perfetta per te

e vorrei essere più forte

della mia paura di sbagliare,

della mia paura di non sapere come fare,

della mia paura di deluderti e di perderti.

Figlio, voglio amarti più forte.

 

 Fuori posto

Vorrei una casa dove ogni cosa fosse al suo posto

e nessuna cosa si sentisse inutile:

il cane che scodinzola alla porta,

un figlio che gioca nella stanza vuota,

il pettirosso che mangia le briciole sul davanzale

mentre il gatto, attento, lo guarda,

la neve sull’ulivo morto,

le stelle sul cuore,

le mie mani, silenziose,

sui capelli di un figlio,

i suoi sogni da far volare,

le sue lacrime da consolare,

i suoi passi da seguire

Vorrei una casa con ogni cosa al suo posto…

ma io sono fuori posto…

 

Proibito colore blu

Il mio amore per te si veste di un solo colore proibito

è il colore blu,

io non riesco a vedere gli altri colori,

so che il mondo è fatto di colori,

io non riesco a vedere l’arcobaleno lassù in alto,

sento il cuore pesante e oppresso

il mio cuore si veste di un solo colore,

e io sono folle d’amore per questo colore,

mi toglie il respiro,

mi annienta i pensieri,

non mi fa vedere il blu del cielo,

il colore blu occupa tutto il mio cuore,

io piango perché non so che fare,

tutto ciò è troppo grande,

sentire il cuore di colore blu,

tutto ciò è troppo forte,

tutto ciò mi sovrasta,

io ho pregato per avere la forza

di trasformare questa oppressione

in amore per il blu dell’universo.

Madre Infinita,

blu è il tuo mantello,

blu è il tuo amore,

blu la tua tenerezza,

blu il tuo dolore,

tu, Madre Infinita,

io,  madre di nulla,

ho blu il mio cuore

e lo stringo forte

per tingerlo del rosso del mio amore.

 

Silenzi e parole

Avremmo semplicemente camminato insieme,

complementari,

io madre e tu figlio,

io figlio e tu madre,

io rispettando i tuoi silenzi,

tu rispettando le mie parole,

che le parole vestono i silenzi

e i silenzi colmano le parole,

avremmo semplicemente camminato insieme,

riversandoci l’un con l’altro,

riempiendo i nostri vuoti e i nostri pieni,

complementari i tuoi silenzi e le mie parole.

 

Maternità

Io e te eravamo celati segreti,

e segreti rivelati solo a noi stessi,

io ero il tuo segreto e tu il mio,

io ero con te,

e tu eri con me,

attesi nove mesi per darti al mondo,

o forse furono molti anni,

un giorno vidi il tuo viso a pieno sole,

fu allora che tu mi partoristi al tuo mondo

Eternità

Dopo la pioggia torna

la notte dolcemente a parlarmi,

forse di te, forse di me,

forse di noi,

ascolto due gocce

dialogare libere d’eternità

 

Doppia goccia d’acqua- doppia goccia di pensiero

Vorrei scriverti una poesia

per dirti quanto ti penso

mentre sta piovendo

ora piano ora forte

l’intensità non cambia

quando ogni goccia risuona nel mio cuore

io penso alle tue lacrime,

io penso a te che permetti alla pioggia di bagnarti

ed io vorrei essere quella pioggia.

Le nubi nere corrono in cielo e inizia a piovere d’un tratto

e I pioppi si inchinano e poi risalgono

e io ascolto la mia musica dentro di me

e mi sento libero per un istante.

Lascio il mondo fuori di me, per un istante.

Per un istante non mi schiaccia.

e poi salgo ad asciugarmi dalla pioggia, accidenti.

Ma non fa niente. Poter sentire le gocce una a una

è stata una grande libertà.”

Basta una sola goccia di pensiero –

basta una sola goccia di pioggia-

Vorrei spiegarti

quel senso di attesa che finisca il temporale

senza portarmi distruzione,

quel senso di speranza d’eterno

senza causarmi perdita,

quel senso di sospensione tra il tuo silenzio e il tuo ritorno

senza farmi spavento che tu non torni più

io penso

a te

mentre le tue lacrime si mescolano alla pioggia

e ti domandi qual è il tuo senso.

e guardi il cielo di velluto lontano

e sei sicuro che stelle e luna ci sono sempre

anche se assenti o invisibili

io ti domando

se basta una goccia di pioggia

a superare ogni distanza

ogni differenza

tu rispondi

Dipende la distanza fra cosa.
Fra due atomi basta una molecola.
Se guardiamo l’uomo rispetto all’universo, è un atomo.
Quindi basta proprio poco.
Basta una goccia di pensiero.”

io ti penso

io ti vedo

ti ricreo con la forza di una goccia d’acqua

come cielo che si specchia nelle pozzanghere

ti disegno un volto puro

e un cuore intatto

accendo le tue labbra di sorrisi

illumino i tuoi occhi

e annullo il pianto.

Ma è solo un illusione

una sola goccia non può-

Forse una doppia goccia di pioggia,

forse una doppia goccia di pensiero-

Diluvio universale

la notte rovesciava pioggia su pioggia

per riempire distanze terrene

altrimenti incolmabili

Come spiegare?

Come spiegare le poesie ad una mente razionale?

Come spiegare le emozioni ad un cuore spaventato?

Come spiegare che i numeri sono colorati al poeta che conosce solo le parole?

Come spiegare cosa succede quando due persone si prendono per mano?

Come spiegare come si sta quando stai piangendo e qualcuno ti abbraccia?

Come spiegare che si piange anche di gioia?

Come spiegare la magia di due anime che si incontrano?

Come spiegare che il due è bianco, l’otto è blu, il sette viola e il 4 un azzurro turchese?

Come spiegare l’amore che sboccia come un fiore prepotente e tagliente?

Come spiegare

???

Figlio non ci sei

Non so dove sei, Figlio

non so se avresti imparato a suonare il pianoforte,

non so di che colore sarebbero stati i tuoi occhi,

non so se la tua voce mi avrebbe fatto commuovere,

non so se guardandoti avrei pianto di tenerezza,

non se sarei stata orgogliosa

al tuo primo passo o al tuo primo amore,

figlio, non so dove sei,

non ci sei,

ti penso anche se non ci sei

ti aspetto anche se non potrai arrivare,

ti onoro e ti rispetto anche se non sei presente

certe assenze sono destinate a rimanere sempre con noi,

impalpabili presenze a cui non si può sfuggire

sempre ci ricordano ciò che non siamo,

ciò che non abbiamo,

sempre ci inchiodano alla croce

di ciò che non saremo,

ciò che non avremo,

fino alla fine.

Figlio, non ci sei.

Cuore di Volpe

Mio figlio è una piccola volpe spaventata

a volte morde la mia mano che si avvicina

a volte esplode in rabbia o in pianto,

non sa quanto gli voglio bene;

mio figlio è una piccola volpe triste

quando non si sente accettata,

non sa che non è mai solo

perché è sempre nei miei pensieri;

mio figlio è una piccola volpe libera e felice,

corre nel bosco, amando la vita,

non sa che io lo ammiro;

mio figlio è una piccola volpe innamorata

che aggiunge bellezza al mondo,

di notte la luna lo avvolge come una madre,

non sa che è la mia carezza;

mio figlio ha zampe magre di volpe,

non ha imparato ad abbracciare,

non sa che io l’abbraccio con le parole;

mio figlio ha muso di volpe

e non ha imparato a sorridere,

non sa che io sento il suo sorriso;

mio figlio ha un cuore di volpe,

mio figlio non esiste,

è un sogno che la luna pietosa mi ha donato,

non sa che per lui io scrivo poesie

Un fiore prepotente

Da argilla desiderai farmi vaso

e raccogliere terra per una radice,

farsi vaso presuppone il fermarsi,

e io che avevo sempre avuto una naturale propensione per il viaggio,

mi fermai per diventare vaso.

Incontrai un fiore strappato

le radici nude, sofferenti,

ne ebbi compassione,

lo raccolsi, mi feci vaso per lui.

Il fiore si rianimò,

ed io presi ad amarlo di tenerezza,

a pensarlo curarlo e a coltivarlo,

ma ben presto egli si fece forte

ed ebbe il sopravvento su di me.

Infilò il suo fittone fin dentro al mio cuore,

vi si conficcò ben saldo,

ed iniziò a succhiare avido

via tutto il sangue,

prosciugò il mio cuore,

fece arido deserto dell’amore.

Infine il fiore prepotente ebbe abbastanza energia

per sradicarsi dal cuore che lo aveva accolto,

con tutta la terra insieme

riuscì a strappare via il cuore dal mio petto.

Il fiore crebbe divenne un albero,

come il baobab del piccolo principe,

tra le sue radici ben stretto

tenne il mio cuore macilento.

Non avevo più un cuore,

ero diventato sì un vaso,

un vaso vuoto,

senza terra, senza storia,

senza tempo,senza viaggio.

______________________________________________________

Se ci fosse

Se ci fosse un’altra via o un’altra vita

che mi portasse da te, ad incontrare te,

stai sicuro che io la seguirei,

ma forse non c’è

forse non qui,

forse non in questo cuore,

vita e via non conducono da nessuna parte

(ma se un giorno dovessimo ritrovarci tra le nuvole o tra le pieghe dell’anima … ecco come ci incontreremo:)

 Ci incontreremo Figlio

Ci incontreremo di passaggio

in un sentiero di montagna

tra cielo e mare

e il saluto che ci scambieremo

sarà sincero e leale

sarà il buongiorno

tra gente che cammina

ci scambieremo

la gioia del cammino

e guarderemo insieme

lo spettacolo del mondo

non diremo una parola

che di parole non avremo bisogno

non ci toccheremo

che ogni distanza sarà superata

staremo accanto in silenzio

e ci annulleremo

nel mare del mondo

spezzeremo il pane

sapendo che altro nutrimento è per noi

berremo questo nettare d’Amore,

fino in fondo,

io e tu, Figlio.

 

Io ti amo comunque.

Mio fiore ,

mio gentile fiore,

mio delicato fiore,

mio profumato fiore,

io ti amo,

sia che tu sia

un libero fiore di prugno,

o una sofisticata orchidea

o una tenera rosa,

io ti amo,

mio crudele fiore,

fiore del mai più,

fiore fatto di spine,

spine selvatiche,

non addomesticate,

appuntate sul mio cuore,

fiore del mai più,

io ti amo, comunque.

(E se qualche volta sei spina resti sempre Amore:)

Delicato Amore

Delicato Amore,

non conosco il sapore delle tue labbra

perché mai ti ho baciato

.

Delicato Amore,

non conosco la forza della tua stretta

perché mai ti ho abbracciato

.

Delicato Amore

non conosco la trama della tua pelle

perché mai l’ho accarezzata

.

Delicato Amore

non conosco le mie dita sul tuo viso

perché mai l’ho sfiorato

Delicato Amore

.

 ma conosco l’intimità delle tue lacrime

e la forza della tua speranza

 e la trama delle tue parole

e il sogno del tuo sorriso

Delicato Amore

io non so se posso chiamarti

Amore

Assenza


Un tempo, la mattina mi svegliavo e ti mandavo un sorriso semplice e vero e tu mi rispondevi con la carezza svogliata che si fa a un cane troppo festoso.

Allora tutto era semplice pulito e buono.

Ora la tua assenza fa vomitare la mia anima.

Ho inventato un figlio immaginario che cullo di notte e a cui di giorno sorrido, per non pensarti più.

Mai più.

La prima volta che ti vidi

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA

Ti avevo a lungo sognato, pensato, immaginato,

ricostruivo la tua figura leggendo la descrizione che di te avevi dato,

dicevi la forma del viso, il colore degli occhi e dei capelli,

non parlavi come erano fatte le tue labbra

e un viso senza sorriso io non sapevo immaginarlo.

Ti lasciai tutto il tempo che desideravi

affinché tu prendessi fiducia in me,

tolsi tutte le mie spine per non ferirti in alcun modo,

preparai il mio sorriso più bello per accoglierti

e ti inviai un fiore gentile in segno di pace,

i fiori e i sorrisi non fanno mai male.

Allora tu mi mandasti una tua foto,

prima di aprirla esitai un momento,

pensai sto per vedere un Figlio,

poi ti vidi , mi apparisti meraviglioso,

e tremai perché sapevo

che ti vedevo con gli occhi menzogneri del cuore …

 

Un viaggio nuovo e diverso

rosa-1

Un viaggio nuovo e diverso

Figlio, per te ho fatto un viaggio nuovo e diverso:

sono andata alle radici di me stessa

per ritrovare la fonte della  mia tenerezza

e la sorgente più pura della mia compassione,

per te, Figlio.


A new and different journey

For you, Son, I made a new and different journey:

I went to the roots of myself

to find the source of my tenderness

and the purest source of my compassion,

for you, Son.

Volevo soltanto

rose-small

Volevo soltanto qualcuno a cui pensare ogni momento della mia vita, al mattino andando al lavoro e ritorno, la notte in tutti i miei sogni, o a Natale quando la solitudine mi si stringe addosso come un cappotto troppo pesante volevo avere qualcuno a cui inviare un tenero pensiero e per il quale segretamente sorridere di viva gioia.

Volevo soltanto qualcuno a cui stare vicino nei passi offerti dalla sua Vita, qualcuno da vedere crescere e per il quale sentirmi felice.

Volevo soltanto qualcuno di cui prendermi cura con delicatezza e aprire le sue ali a quei silenzi impenetrabili, asciugare le sue lacrime inconsolabili, sollevarlo dalle sue inspiegabili paure, lasciarlo andare per vederlo fiorire e generare altro amore.

Tutto è accaduto troppo in fretta ed io non ho avuto modo di imparare.

Ho avuto il tempo del sogno per attenderlo e amarlo, ora ho il tempo dell’oblio per dimenticare di averlo tanto amato.

Volevo soltanto un pensiero da curare, rispettare, onorare e amare.

Volevo soltanto un figlio come te.


I just wanted someone to think about, every moment of my life, going to work in the morning and return, at night in all my dreams, at Christmas when lonelyness squeezes me as a too heavy coat I just wanted to have someone to give a tender thought and someome beacause of I could secretly smile of true joy.

I just wanted someone to stay close in his steps offered by his Life, to see someone growing up and for whom I could feel happy.

I just wanted someone to take care gently and open his wings to his impenetrable silences, dry his inconsolable tears, lift him from his inexplicable fears, let him go and see him flourishing and creating other love.

Everything happened too quickly and I couldn’t learn it well.

I had the time of dream for waiting and loving him, now I have the time of oblivion to forget how much I loved him.

I just wanted a thought to care for, and to respect, to honor and to love.

I just wanted a son like you.

Figlio, non ci sei.

fiore-4

Non so dove sei, Figlio

non so se avresti imparato a suonare il pianoforte,

non so di che colore sarebbero stati i tuoi occhi,

non so se la tua voce mi avrebbe fatto commuovere,

non so se guardandoti avrei pianto di tenerezza,

non se sarei stata orgogliosa

al tuo primo passo o al tuo primo amore.

Figlio, ti penso anche se non ci sei

ti aspetto anche se non potrai arrivare,

ti onoro e ti rispetto anche se non sei presente:

certe assenze sono destinate a rimanere sempre con noi,

impalpabili presenze a cui non si può sfuggire

sempre ci ricordano ciò che non siamo,

ciò che non abbiamo,

sempre ci inchiodano alla croce

di ciò che non saremo,

ciò che non avremo,

fino alla fine.

Figlio, non ci sei.

Mio figlio non esiste

young-fox-1404017_640

Mio figlio è una piccola volpe spaventata

a volte morde la mia mano che si avvicina

a volte esplode in rabbia o in pianto,

non sa quanto gli voglio bene;

mio figlio è una piccola volpe triste

quando non si sente accettata,

non sa che non è mai solo

perché è sempre nei miei pensieri;

mio figlio è una piccola volpe libera e felice,

corre nel bosco, amando la vita,

non sa che io lo ammiro;

mio figlio è una piccola volpe innamorata

che aggiunge bellezza al mondo,

di notte la luna lo avvolge come una madre,

non sa che è la mia carezza;

mio figlio ha zampe magre di volpe,

non ha imparato ad abbracciare,

non sa che io l’abbraccio con le parole;

mio figlio ha muso di volpe

e non ha imparato a sorridere,

non sa che io sento il suo sorriso;

mio figlio ha un cuore di volpe

_mio figlio non esiste_

è solo un sogno che la luna pietosa mi ha donato,

non sa che per lui io scrivo poesie.

Per un figlio di pensiero…

dal testo di “Immagini che lasciano il segno”di Tiromancino,

pensando ad un figlio che avrei voluto avere, pensando ad un figlio nel mio pensiero..

per te …

il cui nome non oso pronunciare ma che se dovessi pronunciarlo mi scioglierebbe il cuore in pianto

ti addormento e nel silenzio

del tuo cuore sento il battito

ora che sei diventato la ragione che mi muove

Tu, inventi il tuo cielo tra linee di colore

Tu, che hai dato alla mia vita il suono del tuo nome

Tu, hai trasformato tutto il resto in uno sfondo

Tu, della mia esistenza sei l’essenza

e così sei riuscito a cambiarmi

ritrovandomi forse un uomo migliore

ti proteggerò dal vento

poi ti guarderò sbocciare

(Federico Zampaglione)

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

lementelettriche

Just another WordPress.com site

Nonapritequelforno

Se hai un problema, aggiungi cioccolato.

Mai sulla terra

- solo per sognatori seriali -

Alessandria today @ Pier Carlo Lava

Cronaca, ambiente, cultura, interviste, reportage e politica

Savy Baby Activities

Educational Activities for Young Children

natural origami

exploring math and nature through paper folding

smallestforest.wordpress.com/

Express yourself. It is later than you think.

Povertà e Ricchezza

OSARE RENDE LIBERI

A Binding Passion

Logos endiathetos - the word remaining within

Una caffettiera sul fuoco

"A riempire una stanza basta una caffettiera sul fuoco" (Erri De Luca)

Chic After Fifty

Il fashion blog di Anna da Re

Zaino e Via

"Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi"

The Milos-Ivanski Studio

Featuring the work of Lori Milos-Ivanski

Artigianeide

Nuove forme e interpretazioni artigianali per reinventare ciò che viene fatto da sempre

MONDO ADHD BLOG

ADHD: consapevolezza e responsabilità per cambiarne il destino

Mi objetivo es luminoso

Fotografío cosas..

Not the usual tourists

Due Italiani in Giappone & oltre

Parole Diverse

Centro per la relazione di aiuto

SOLCHI

Quando verrai, o dio dei ritorni, mi coprirò di rugiada e forse morirò per ogni possibile resurrezione

Short Prose

short prose, fiction, poetry

Dreamer's Travel Diary

Share with people my experiences and travels

Giuditta Michelangeli (tra versi e prosa)

Scrivo per passione e per noia, scrivo per passione annoiata. Lo pseudonimo è uno strumento ed è confusione, è uno strumento per confondersi. ("Sii sempre un poeta, anche facendo prosa.” - C. Baudelaire)

encuadernacionartesanal

Es una espacio para compartir mi experiencia en el oficio de la encuadernación artesanal a través de ejercicios sencillos y prácticos

Idee per l'Escursionismo in Casentino - Toscana

Il Casentino che non ti aspetti!

I miei borghi

I borghi italiani in mostra

dimensioneC

Se apro la porta al mondo, forse qualcuno entrerà

Viaggiando con Jo

Viaggia Vivi e si Felice

Attimoinpiu

Prendersi un attimo per sè stessi ed aprire la pagina di un libro

Il Tuo Inquisitore: Il Tempo

Riflessioni, pensieri, parole, idee, sogni, paure e desideri....un mix dove il tempo è il link

Il mio spazio creativo

La creatività non è un talento. E' un modo di operare. (John Cleese)

Peacock's house

an amish way of life

La factory delle mamme

Curiosità, notizie, viaggi, moda e bambini

A Creative Need

Digital Stamps, Art, Design

un viaggio per due

scoprire, ricordare, raccontare

AtlantideKids

letteratura per l'infanzia

@didiluce photo blog

"Chi evita l'errore elude la vita." C. G. Jung

Simone Stabilini

Ti disegno un cuore per riempirlo di emozioni, ti disegno un sorriso perché tu sia felice, e due ali libere per volare via, ti coloro di blu trapuntato di stelle per amarti ogni notte guardando il cielo.