Pioggia di note e lacrime

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Questa notte ogni goccia di pioggia mi parla di te,

delle tue emozioni e delle tue lacrime.

Immagino le tue dita volteggiare leggere

sfiorandomi come una carezza

è solo il vento, là fuori, che sbatte i rami.

Le tue dita rincorrono le note sul pianoforte,

le tue dita sono più rapide del tuo pensiero,

partono piano, poi accelerano poi di nuovo rallentano,

riprendono fiato e poi più sicure, più delicate, più forti

riprendono la corsa verso l’infinito,

allora la tua mente si acquieta e si sente libera,

il tuo cuore canta insieme all’universo

il vento della tua anima

Amore, sai che la pioggia non può essere trattenuta,

lascia libere le tue mani,

lascia andare le tue dita sulla tastiera,

lascia uscire le tue lacrime,

affranca il tuo cuore,

la notte mi porterà il dolce suono delle note

unito alle lacrime

sarà la tua pioggia

e io dormirò sognando di te

(foto di Nightowl da pixabay)

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Si piange… e si sorride…

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Si piange…

 

e si sorride,

 

si piange per un sorriso sperato e non ricevuto

 

un milione di lacrime silenziose,

 

e si sorride di gioia

per la bellezza di

una sola lacrima rubata.

(foto di DominicBlair)

 

 

 

Ho percorso

Tra noi non fu mai amore,

così come si intende tra uomo e donna,

no:

mai ti toccai,

mai ti baciai,

eppure è come se ti avessi amato infinite volte

in un non luogo , in un non tempo

dal sapore d’eternità

ho percorso con le parole ogni centimetro della tua pelle

ho percorso con i sogni ogni centimetro della tua anima

ho percorso le vie del tuo sorriso e

le ho lavate con tutte le lacrime del mio pianto,

ho percorso le strade del tuo cuore

per giungere al mio,

infine,

felice.

 

 

 

 

Addio è

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Addio

è una soave piccola

dolce piana parola,

il saluto del non ritorno,

delle veglie funebri,

di un treno che parte all’alba,

di un aereo che si stacca da un continente all’altro,

di una tristezza che non ha più lacrime.

Addio come

le acque calme e piane di un lago

dopo la tempesta.

Addio e riposa in pace

gentile amore di nulla!

§§§

Farewell

is a gentle sweet little plain word,

the greeting of no return,

death’s wakes,

a train leaving at dawn,

an aircraft that is detached from one continent to another,

a sadness that has no more tears.

Farewell as the flat waters of a lake

after the storm.

Farewell rest in peace

kind love of nothing!

Amore sii miserircordioso…

Amore sii gentile,

Non ho braccia per proteggerti;

Amore sii dolce,

Non ho mani per accarezzarti;

Amore sii tenero,

Non ho lingua per assaporarti;

Amore sii delicato,

Non ho labbra per deliziarti.

Ascoltami ora, sii clemente:

Stenderò un manto di stelle per proteggerti,

tesserò una tela per raccogliere la rugiada di cui potrai godere,

soffierò una brezza leggera per sfiorare il tuo viso

e asciugare le tue lacrime,

appoggerò una piuma sul tuo cuore

per farti avvertire sottile nostalgia di me.

Amore sii misericordioso:

amami.

Fragili petali

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Ci sono tre fiori blu nel mio bicchiere…

appassiranno presto,

cadono lievi i petali,

farfalle a cui sono state strappate le ali,

polvere blu tra le mie dita,

dolore impalpabile nel cuore,

getterò i gambi fradici nel bidone,

getterò via i fiori spogli, 
getterò questo amore

lontano da me,

tra le stelle e le lacrime…

Ci sono tre fiori blu nel bicchiere,

tenerezza, amore e speranza,

se non ci sei tu

appassiranno presto,

strappate ali di farfalla,

fragili petali…

Vorrei farti un sorriso gentile

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Vorrei farti un sorriso gentile

con il sole negli occhi,

accarezzare lieve la tua mano,

dirti una parola di miele,

e confortarti con la speranza,

e baciare le tue lacrime,

ma tu sei lontano e non mi ascolti

oppure non puoi capirmi.

Non so più come comunicare con il tuo cuore,

e allora ti tengo vicino

come un pensiero dolce e segreto.

Mi hai proibito le parole

ma il mio cuore vola più in là,

nel fitto silenzio che mi sovrasta

e che avvolge te,

muto,

solo

e lontano

§§§

I would like to make you a gentle smile

I would like to make you a gentle smile with the sun in my eyes, stroke your hand mildly, say you a word of honey, and comfort you with the hope, and kiss your tears, but you are far away and do not listen to me or you can not understand me. I do not know how to tune on  your heart, so  then, I hold you close to me as a sweet and secret thought. You had forbidden me from telling love words but my heart goes farther  in heavy silence overwhelming me, and surrounding  you, mute, alone and far away…

Di te

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Di te non ho amato labbra occhi mani cuore,

di te ho amato le lacrime e le stelle,

la purezza e la profondità d’acqua del deserto,

la dolcezza primitiva della voce e la ruvidezza delle parole,

la più nera oscurità e la più tenera luce,

la solitudine ricercata e la necessità di avere un rifugio,

la disperazione e la risolutezza,

la coerenza e l’ imprevidibilità,

il bianco e il nero,

tutto e il contrario di tutto,

ma soprattutto,

di te ho amato le stelle e le lacrime,

le tue e … le mie

Amore di fango e pioggia

fango

Il mio amore è andato via

tra la pioggia e il fango,

polvere e nuvole di stelle,

il mio amore è andato via.

Amore perché non torni?

L’amore è semplice,

se è complicato non è amore.

L’amore è irrazionale,

se è razionale non è amore,

L’amore è stupido,

se è savio non è amore.

Amore di fango e pioggia,

ti ho forgiato con la creta del mio cuore,

la pioggia ti ha portato via,

amore di fango e polvere,

non sei amore se ti sciogli al primo temporale,

mi è rimasta un poco di creta

ti plasmerò di nuovo

aggiungendo basalto lunare

e lacrime

perché tu possa essere più forte.

Conversando con te sul tuo Pianeta

Mi domando se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua. (Il piccolo principe)

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E una volta, poco tempo fa, la notte quando, chiudendo gli scuri delle mie finestre, davo la buona notte alle stelle pensando a te, lontano, nel tuo mondo, nel tuo pianeta, io ero felice di pensare che eri in pace lassù e che eri sereno e che sorridevi guardando in un telescopio le stelle come i granelli di polvere innamorata o le lacrime o le altre invisibili cose. E sapevo che eravamo lontani e che lo stesso cielo di stelle ci univa e che eravamo vivi in questo unico imperdibile mondo. E questo ingenuo pensiero mi bastava per essere felice.

E tu scherzavi, dicendo che non c’era un citofono sul tuo pianeta…

e allora come bisognava fare per conversare con te?

e tu rispondevi:

basta dire il mio nome, farmi ricordare che ho un nome, dirmi che qualcuno sulla terra mi vuole, farmi sentire che qualcuno mi chiama piano e con delicatezza gentile,

e poi c’è pace sul mio pianeta, e’ pulito ed in ordine e sono sicuro che tu non lo rovineresti il mio pianeta …

e io rispondevo che mai l’avrei rovinato perché lo amavo cosi’ come era  e sempre ne avrei avuto cura…

e ora non so perché le cose si sono rovinate, se tu non rispondi più quando dolcemente chiamo il tuo nome… ma nessuno risponde se non l’eco triste della mia voce…

(liberamente ispirato al Piccolo Principe di A. de Saint Exupery)

(foto di Unsplash da pixabay)

Fuori posto

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Vorrei una casa dove ogni cosa fosse al suo posto

e nessuna cosa si sentisse inutile:

il cane che scodinzola alla porta,

un figlio che gioca nella stanza vuota,

il pettirosso che mangia le briciole sul davanzale

mentre il gatto, attento, lo guarda,

la neve sull’ulivo morto,

le stelle sul cuore,

le mie mani, silenziose,

sui capelli di un figlio,

i suoi sogni da far volare,

le sue lacrime da consolare,

i suoi passi da seguire

Vorrei una casa con ogni cosa al suo posto…

ma io sono fuori posto…

(foto di michaelmep da pixabay)

Stelle cadenti (Erri de Luca)

“Secondo te le stelle sanno di pan di zucchero o di sale?”

“Non lo so, non le ho mai assaggiate.”

… le stelle in estate perdono briciole che arrivano in bocca.”

“Ecome sono?”

“Salate, a gusto di mandorla amara.”

“Le preferivo dolci.”

“Ma no, guasterebbero la terra per quante ne arrivano, Certe notti c’è tempesta di stelle sbriciolate. La terra è seminata da loro, riceve senza poter restituire. Allora dal basso si alzano le preghiere a sdebitarsi , di alberi e di bestie che ringraziano.”

da Il giorno prima della Felicità, Erri de Luca.

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dedicato ad una Volpina Blu, quando io vedo una stella cadente io spero che i suoi sogni si avverino

L’amore vero è un “Oltre” tale che incomincia dove finiscono le tue risorse.

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All’alba vivo un fenomeno strano. Il corpo riposato, rilassato sembra liberare lo spirito. Ed allora vivo la vita in trasparenza. Una specie di smaterializzazione. Quando le prime luci colorano il mattino, il mio essere lievita sotto l’influsso di colori. L’anima si fa più leggera. E’ il momento più propizio per rileggere la propria storia nella controluce del nuovo giorno. Ci sono esperienze così forti nella nostra esistenza che per coglierne tutto il significato bisogna riemmergersi in esse a più riprese. Come I pescatori di perle. Qual è stata l’esperienza più forte della mia vita, quella che è servita da interruttore per accendere in me una nuova energia, questa corrente che mi pervade?

La prima perla si chiama Rita. Un essere fragile, tremante, scosso dalla disperazione, assetato di bontà. Tremava come una foglia. Ed aveva solo sedici anni. Minuta, sqonquassata, scampata ad un uragano. Ridotta ad un rottame. Una drogatina con sei tentati suicidi alle spalle. I cocci di questa creatura avevano il potere di travolgermi, di rivelarmi quello che né nei libri, né università mi avevano rivelato. Il Cristo non è né di gesso, né di legno, né di carta. Entra nella tua vita quanto meno te lo aspetti. E diventa esigente. Vuole tutto da te. Ti chiede l’impossibile. Che tenerezza le sue lacrime, le ribellioni, le bizze per l’astinenza! Quel parlare sconclusionato, la psicologia a pezzi. Una personalità tutta scollata. Notti insonni. Pazienza senza fine. Si disperava perchè tutti esigevano da lei che fosse un’altra, che smettesse di fare questa o quella pazzia: ubriacarsi, smaniare per la droga, una sigaretta dietro l’altra. Non voleva condizioni né ricatti. Non sopportava nulla perchè aveva sopportato tutto. Solo il fiele dell’abbandono e del diprezzo. Mi metteva alla prova. Voleva vedere fino a che punto resistevo alle sue stravaganze. Una creatura spaventata dalla vita. Parlava, buttava fuori tutto il male che aveva ricevuto. Senza padre, né madre. Due tentati suicidi sotto ai miei occhi. Per vedere l’effetto che faceva su di me. Per capire se la consideravo importante.

Una volta ha buttato giù una ventina di Valium. Fingevo che quel gesto non mi riguardasse. Poi, con un colpo inprovviso, le ho buttato via il mucchietto di pillole. Le ha raccolta ad una ad una. L’ho lasciata fare. Fino in fondo. Con il cuore in gola. Inebetiti tutti e due. Io volevo vedere fino a che punto arrivava lei e lei fino a che punto arrivavo io. Raccoglieva ed inghiottiva. La vedevo inghiottire la morte. Eppure volevo vedere fin dove arrivava. Poi fuggì in mezzo ai campi ed io cominciai a disperare.

In Rita ho scoperto che tutte le vittime del mondo preferirebbero morire piuttosto che vivere senza amore.

Un ‘infinita sete di amore.

E tu ti trovi ad un bivio: la voglia di desistere e quella di buttarti, di credere che l’amore vero è un “Oltre” tale che incomincia dove finiscono le tue risorse. Se decidi di starci, nasci all’amore, diventi una nuova creatura.

Da Canto l’ Uomo.

Fausto A. Marinetti

 

C’è un bandito di cenere

bandito grigio

C’è un bandito di cenere che corre sul mio cuore

a volte mi fa credere che è andato via

è solo ben nascosto nel mio cuore

e corre corre sul mio cuore incessantemente…

Sono impercettibili piste nella savana

Sono fondenti bivacchi di stelle

Sono desiderati thé nel deserto alla menta

Sono brucianti gocce di rugiada

Sono tesi amplessi all’alba

Sono assettati abbracci di tenerezza

Si nasconde il mio bandito

è inseguito il mio bandito

è braccato

è intrappolato

ha perso la sua libertà

I suoi pugni lasciano andare lacrime e polvere

C’è un bandito di cenere che corre sul mio cuore

e corre corre sul mio cuore incessantemente…

è solo ben nascosto nel mio cuore,

adatta il suo respiro muto al mio

per non farsi accorgere,

io resto in ascolto di lui

al di là di ogni silenzio,

io so che lui non è andato via

il mio bandito

si confonde alla sua ombra

la tensione lo stringe

il terreno è minato

e fugge fugge via

vuole fuggire via

deve fuggire

nei magri fianchi

lo scatto compresso della corsa

C’è un bandito di cenere che corre sul mio cuore

e corre corre incessantemente

tracciando instancabili sentieri di polvere e speranza

Libellula zen

Una libellula azzurra si libra,

sosta nell’infinito di un secondo.

Il fiume scorre rapido: si liberano i tuoi pensieri.

Una damigella nera socchiude le ali,

dalle pagliuzze dorate,

su un filo d’erba,

leggera.

Il fiume scorre dolce:

una foglia piroetta nel vortice e scivola via.

Una libellula rossa danza

la sua illusione di volo

contro l’azzurro del cielo.

Il fiume scorre impetuoso:

si coagulano le tue lacrime.

Sul filo dell’acqua indugia una libellula zen:

il fiume scorre perenne.

zen

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