Il vento caldo dell’estate mi porta via

Al mare

Vecchie signore sventolano ventagli

Bambini giocano con i secchielli

Io,

né bambina, né vecchia, cammino, inseguendo carta straccia,

Il tempo rovescia la sua clessidra

Le onde sgocciolano sulla battigia

E il vento caldo dell’estate mi porta via

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Precipizio di verde nel blu

Sotto alle  pareti rocciose c ‘e’ un sentiero nascosto tra capperaie e giganteschi fichi d’India, si susseguono grotte levigate dal vento e dal mare di un tempo, ginestre spinose, ulivi selvatici, ferule, giaggioli dei poeti, bianchi asfodeli, lentischi e mirti e rosmarini profumano di mediterraneo, alti carrubi indicano la via.

Alla grotta della Volpe la porta e’ rimasta spalancata, vi sono un letto di paglia, una vecchia ciabatta, un fiasco vuoto, le buche nella terra sono tane di volpe ora abbandonate. Qui e’ silenzio di vento e di mare, precipizio di verde sul blu.

Infiorescenza di agave attenuata

Sul lungomare di Sampieri (Scicli, RG) la rara e particolare infiorescenza di agave attenuata, pianta originaria del Messico e presente a Tenerife.

Sullo sfondo vista sulla fornace Penna, uno dei set della serie televisiva di Montalbano.

Infine… la luna

 

mare-luna

Giungemmo, infine, in cima al monte:

la luna stava ai nostri piedi,

ci amammo come mai…

il mare si agitava sotto di noi,

prima in tempesta,

poi si fece acqua di fonte,

tranquilla, dolce,

noi riposammo nella pace dei nostri respiri,

infine, scendemmo dal monte:

la luna era alta sopra ai nostri capi

 

https://www.spreaker.com/episode/13975286

Pioggia al porto

nova viçosa (1)

nova viçosa (2)

dal diario di viaggio:

Guardiamo la pioggia che cade nel piccolo porto di Nova Viçosa : là davanti una fitta rete di canali e bracci di fiume nel mare, piove fitto fitto senza risoluzione, piove sulle barche colorate dei pescatori, piove tra le mangrovie, piove tra il mare e il fiume… una barca si allontana silenziosa, senza un suono, nella nebbiolina umida, fiori tropicali danzano tra la pioggia, passa un uomo in bici, restiamo a guardare la pioggia come ipnotizzati, poi torniamo indietro…

Poticciolo di Nova Viçosa, Bahia Sul, 18 marzo 2012

Briciole d’amore

Lastricherò il sentiero di sogni e di speranza

in modo che tu possa ritrovarlo,

lascerò poesie attaccate ai rami

e piccole lanterne e fontane,

e conchiglie se mai tu avessi nostalgia del mare,

e stelle se mai tu avessi nostalgia del cielo

e briciole d’amore

se mai tu avessi nostalgia di me

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 (foto di DeltaWorks)

Vassoio carico di frutti

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Un vassoio carico di frutti ti recherò dal blu cobalto del mediterraneo al verde smeraldo del bosco: bacche rosse di mirtilli, baccelli di carrubo, profumato rosmarino e semi di finocchio, lentischi, aroma di alloro e poi semplici fiori, gladioli asfodeli e regali orchidee…

“Vassoio carico di frutti” e’ un nome di peonia

(foto di Avantrend)

Mi manchi tu, mio fiore mio. (Mango)

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Sono qui, notte mia

sono sempre ad un passo da te

Tutto il tempo non è mai

sono sempre ad un passo da te

Amo quando t’amo

naso tra i capelli

stella di un ricordo che sei

Dimmi che l’amore non è mai peccato

ne ho bisogno adesso perchè

Mi parlerà di te,

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu,

mi ucciderà di te,

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu

Sono qui, notte mia

a nasconderlo il vuoto che è in me,

verità nooo! Che ne sa la verità

senza te son legato a metà.

Amo quando t’amo,

mare rassegnato,

non fermare il senso di noi

Eco di un dolore, volo mai finito

raccontato al cielo da noi

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu

mi ucciderà di te

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu

E no, non resterò qui ad aspettarti

E no, io lo attraverserò

questo silenzio mio

senza di te…

Mi parlerà di te,

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu,

mi ucciderà…

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu,

Mi parlerà di te,

bacio d’addio mentre parlo al silenzio mio

my love, my love, my love…

Mi parlerà di te

mi ucciderà

mi parlerà di te

mio fiore mio quel continuo mi manchi tu

Mi manchi tu!

Mango

Marea

 

marea

Mi amasti di fronte all’oceano,

tra le dune e il mare,

la sabbia sul mio corpo,

sentii la marea lambire le mie ginocchia,

o era l’acqua del tuo amore?

Amore?

mare-luna

La luna disse al mare oscuro, vuoi bagnarti nella mia luce, vuoi stare insieme a me fino alla fine di questa notte? il mare era oscuro ed ebbe paura, disse no e si ritirò, la luna allora fece un giardino tra le rocce e le pietre e vi rinchiuse il suo cuore. La luna non seppe mai farsene una ragione di questo rifiuto per questo una sua faccia è rimasta oscura come il mare che non l’ha voluta.

 

Cullare il mondo sott’acqua

A Sylvia Earle e a sua figlia

 

Mi immersi, figlia mia,

con te nel grembo a quella profondità.

Ero spaventata e felice

e tu lo eri?

O sentivi soltanto il mio cuore esplodere di felicità

e come era per te galleggiare in quella profondità?

Io ti sentivo leggera e sicura,

e dio mio, io piansi,

mi sentivo madre e figlia in quella profondità

e io tenevo te nel grembo e tu tenevi me sospesa in te,

e dio mio mi sembrava di cullare il mondo sott’acqua,

mi rilassai sentendoti tranquilla

stavamo amando insieme quella profondità:

ecco quello fu il mio regalo più grande per te:

donarti l’immensità del mare.

 

Questa poesia è ispirata a Sylvia Earle, biologa marina e oceanografa, quando in attesa della terza figlia, nel quinto mese, con il consenso medico, si immerse a bordo di uno dei primi sommergibili con camera di decompressione nel mare delle Bahamas, negli anni 60.

Per saperne di più ascolta l’intervista di Fahrenheit a Chiara Carminati che ha scritto un libro “La signora degli abissi” sulla vita di Sylvia Earle.

Sorgente: Audio Rai.TV – Fahrenheit – Il libro del giorno del 06/06/2017

Cradle the whole world underwater

I did a dive, my daughter,

with you in my womb in that blue depth.

I was happy and scared,

And how did you feel?

Did you hear at my heart exploding in happiness

And how was it for you to float in that depth?

I felt light and secure,

And my god, I wept,

I felt mother and daughter in that blue depth

And I kept you in my womb and you held me suspended in you,

And my god, it seemed to me to o cradle the whole world under water,

Then I relaxed feeling you so quiet,

together, my daughter and me,

we were loving that blue depth,

That was my greatest gift for you:

let you feel for the fist time the majesty of the ocean

Ho dimenticato quanto ti amo

Ho dimenticato di innaffiare il tuo fiore

per sentire il profumo delle rose,

ho dimenticato la tua pelle

per godere del tatto della seta,

ho dimenticato la tua voce

per ascoltare il suono del vento,

ho dimenticato le tue parole

per poter leggere il mare,

ho dimenticato quanto ti amo

per poter amare nuovamente il mondo,

ho dimenticato il tuo nome

per non sentire più questo dolore.

(Nella dimenticanza sta la serenità…)

Mi stupirò

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Tornerò un giorno sull’altalena

di fronte al mare e mi stupirò

di come il mondo è semplice,

come dentro ad una bolla

di  gioia pura e sincera,

e dimenticherò ogni male

per un istante infinito

(foto di iBOOMMY)

Le pozzanghere di Paraty

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERAKONICA MINOLTA DIGITAL CAMERAKONICA MINOLTA DIGITAL CAMERAdal diario di viaggio:

la pioggia di Paraty colora di tenui pastelli le sue pozzanghere nei toni celesti verdi gialli arancio …

uscire con la pioggia a Paraty è un’esperienza nuova…

havaianas ai piedi… vestiti estivi… la pioggia è calda… è un morbido abbraccio, cielo e mare si uniscono, il mare entra ai piedi di paraty ma la pioggia entra nel cuore…

 

I bagni della Regina

I bagni della Regina Giovanna, a pochi chilometri dal centro di Sorrento, costituiscono un luogo di grande incanto naturalistico con una piscina circondata da alti scogli e collegata al mare tramite un arco. Pare che qui la  Regina Giovanna D’Angiò amasse fare il bagno in riservatezza e tranquillità. La storia di questo posto è molto più antica e risale al I sec. a.C. quando su queste rocce sul mare sorgeva la grande villa romana di Pollio Felice, i cui ruderi ne fanno immaginare la passata magnificenza. Nel periodo invernale in essa e nei campi vicino trovano riparo alcuni senzatetto mentre in estate è meta di naturisti.

In alto si gode uno straordinario panorama sul golfo di Napoli tra i colori e i profumi di una rigogliosa macchia mediterranea.

La vista della piscina naturale mi ha lasciato senza fiato per la sua selvaggia bellezza.

Progetto tartaruga

Sulla spiaggia del villaggio turistico di Praia do Forte, 70 km a nord di Salvador de Bahïa (Brasile) , è possibile visitare il centro del progetto Tamar (tartaruga) , è un ecomuseo dove si osservano le tartarughe marine nuotare all’interno di grandi vasche. Fu fondato nel 1980 per salvaguardare le specie di tartarughe marine a rischio che vengono a deporre le uova sulla spiaggia da settembre a marzo in aree protette. Il centro ospita le uova fino alla schiusa, quindi i piccoli vengono aiutati cresciuti e portati in mare.

Nel 2007 ho visitato questo centro e ho assistito alla schiusa delle uova e ho potuto prendere in mano un piccolo appena nato, fragilissima e tenera creatura.

Cuore di gennaio

Cuore di gennaio


Il sole caldo sul viso,
il mare leggero e soave,

silenzio di quiete nel bosco:

respiro soltanto,

annullo i pensieri,

sto in questo sole che mi riscalda,

sto in questo cielo sereno,

sto in questo mare pacifico,

sto nel respiro del bosco

nel cuore di gennaio

(2 gennaio 2017, penisola sorrentina)

Filastrocca dei pesci

Se al mare vuoi scendere,i pesci devi rincorrere;

se la Gavitella vuoi ammirare

Praiano devi attraversare; 

tra stette vie e un’impervia scaletta,

i pesci vanno in tutta fretta;

se il tramonto vuoi gustare, con un balzo e una corsetta la’ devi correre senza troppo aspettare…

​Scendendo da Piazza S. Gennaro di Praiano alla spiaggia Gavitella.

Tag: le vostre passioni, ecco le mie !

 

tag-passioni

Un grazie particolare a Claudio80to di https://goccediesperienza.wordpress.com/ che mi ha ricordato nel suo blog.

Questo Tag è stato ideato dal blog Capelli che Passione a cui mando un gentile saluto.

Le regole per poter partecipare sono le seguenti:

-Utilizzare l’immagine del Tag  presente in cima al post

– Parlare di almeno 5 passioni che abbiamo ( musica, hobby , libri … quello che vogliamo )

-Nominare 15 blog ( 8 blog  che ci seguono; 5 blog  che seguiamo noi e 2 che non seguono i nostro blog e noi non seguiamo il loro )

-Citare il blog che ha creato il Tag (fatto)

 

Le mie passioni sono:

l’amore per i miei sei nipoti! Sei meravigliosi nipoti maschi, cinque da parte di mio marito e uno da parte mia, età dai 25 ai 4 anni! Molto probabilmente essi non sanno quanto li amo perche’ io sono sempre stata in disparte a guardarli crescere da semplice spettatrice senza mai interferire nelle loro vite.

coccolare i miei due gatti, e qualche volta le volpi blu … e i gechi!

piantare e curare gli alberi e i fiori, in particolare ulivi e carrubi e i fiori tutti!

camminare per sentieri, andare al mare, stare immersa nella natura, ascoltare il respiro del bosco,

raccogliere frammenti di vecchie mattonelle e conchiglie sulla spiaggia,

 

i minerali e i sassi e i rametti secchi contorti,

il Brasile con le spiagge, la gente, la cultura, la frutta

incontrare persone e mondi diversi da me senza pre-giudizi,

e ora anche il mio blog che mi permette di viaggiare senza muovermi e di confrontarmi con gli altri…

per le nomine… avete facoltà di autonominarvi!!!

Incanto

​Tramonto del 16 ottobre 2016 tra capo di Conca e il ponte di Furore (costiera amalfitana), morbida luce su un mare d’incanto

Incontro con Gianmarco

Dopo molti anni che non ci vedevamo lo scorso 24 luglio ho incontrato mio zio Fausto, sua moglie Luiza e il loro figlio Gianmarco.

Mio cugino è disabile grave non vedente, eppure i suoi occhi sono magnifici e il suo sorriso e la sua felicità contagiose.

Certo i suoi genitori si occupano di lui a tempo pieno, giorno e notte, con un amore, una dedizione e un sorriso che mai vengono a meno.

Gianmarco ama molto andare in stazione e sentire i treni passare e anche salirvi e fare piccoli tragitti in treno. E così dopo il pranzo di festa per esserci ritrovati, siamo andati insieme alla stazione a gioire insieme a Gianmarco. Al solo sentire le parole treno e stazione Gianmarco si illumina e scoppia in un riso vero di pura gioia. La sua felicità è fatta di tante altre piccole cose…per esempio le parole affettuose di mamma e papà, la musica che ascolta con le cuffie, il rombo di un aereo, la gratella di un tombino su cui passa sopra con la carrozzina…

La felicità di Gianmarco è semplice e pura e fa stare bene chi gli è vicino, è contagiosa, restituisce il valore autentico della Vita, semplice pura e viva come lui a dispetto della sua grave disabilità. Gianmarco è un autentico Maestro di Vita.

Mio zio racconta:

“Frequento la scuola di Vita di mio figlio Gianmarco da 18 anni e sono ancora all’abc. Io non finisco mai di imparare da Gianmarco. Vado alla stazione quasi tutti i giorni e comincio a godere con lui del treno, delle botole, delle “graticole” (per strada). Lui percepisce quando entriamo nel sottopassaggio e sa già che io farò il verso del treno a tutto volume, incurante dei passanti, i quali sorridono, sorridono…

Mi fermo in sosta quando sento un uccellino che canta e lo invito, a gran voce, a cantare ancora per Gianmarco. I cani, poi, vengono invitati ad abbaiare delicatamente…

E poi c’è l’orchestra del mare. Rimaniamo a lungo ad ascoltarla, applaudirla, viverla con tutti i pori del corpo e dell’anima.

Ieri sono andato in treno con Gianmarco da Senigallia fino a Pesaro.

Non stava nella pelle… dovevi vederlo per sentire le sue vibrazioni di gioia e piena felicità. Forse può bastare un viaggio in treno per sentirsi vivi, felici?

Quando stai insieme a Gianmarco  mi passa tutto, ogni turbamento, ogni sofferenza, ogni dolore, tutto, perché mi costringe ad essere felice per trasmettergli felicità, anzi, è una simbiosi: lui trasmette a me ed io a lui. Vedrai, provare per credere.

Anche stasera siamo andati alla stazione… ormai piace anche a me:

movimento, vita, correre dietro a un sogno che viaggia senza fine… come il treno della Vita!”

(nella foto Fausto Gianmarco Phlomis )

gianmarco

Pioggia a Cala Mosche

Arrivo a Cala Mosche con la pioggia. Trovato un riparo in una grotta, in attesa  del sereno, mi incanto a guardare il gioco senza fine del mare e del cielo.

6 sett 2016, Cala Mosche nell’oasi di Vendicari, Noto (SR)​

​​

Cuore Pietra ( Josè Saramago )

cuore pietra

Pietra Cuore.
Ci fu un tempo senza forma, una fusione
infilzata di cristalli nel basalto.
Ci fu di certo un rio, un antico mare,
in cui la pietra rotolo`.
Ci fu pure un sisma, e un altro sisma
ora portera` a compimento, nella mano chiusa,
la forma promessa. In questo modo, precisamente,
la pietra (cuore) si plasmo`.

iotraducoSaramago

A sud

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In questa cala a sud mi soffermo tra il canto delle cicale e il suono delle onde, tra mortale ed eterno: una danza di vita prima della morte al finire dell’estate, e il moto infinito del mare, ed io passeggero viaggiatore di questo unico momento.
(Cala di Mitigliano, 6 luglio 2016)

Tende al mare

La spiaggia libera di Cesenatico, di fronte a piazza Costa , ospita nel periodo estivo le tende al mare, realizzate su speciali tele e dipinte da importanti artisti.

Negli anni 20 sulla riviera romagnola iniziava a svilupparsi il primo turismo balneare con i primi capanni in legno mente le tende da sole venivano picchettate e girate a secondo del sole, si affittavano persino i costumi da bagno.

La mostra attuale ripropone il fascino delle antiche tende unendo stile e arte.

Un invito a scoprirle a Cesenatico.

(foto di Grande Luce, edizione tende a mare estate 2004)

Dal ponte di Furore

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Grande Luce photo
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Grande Luce photo
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Grande Luce photo

Dal ponte di Furore

 

osservo il tuffo che mai farò :

resto a guardare i sublimi tuffatori delle vertigini

da quell’altezza affrontare con sicurezza il mare;

resto a guardare i tenaci tuffatori di ieri e di domani

alternarsi alle stagioni della mia vita;

sul bordo del ponte io resto a fissare il tuffo che mai farò.

Dal ponte di furore

osservo una sposa che brilla nel sole

le labbra rosse

i piedi nell’acqua

lo scintillio della veste

il sorriso di rosa.

Dal ponte di furore

osservo il tuffo che non ho fatto:

bambini cercano piccoli pezzi di mattonelle

tra la sabbia il brillante perso.

(Foto di Grande Luce al Fiordo di Furore, costiera amalfitana)

Jemanjà, madre e regina del mare

Festa di Jemanjà , 2 febbraio 2007, spiaggia di Rio Vermelho, Salvador de Bahia, Brasile.

 Una festa affascinante e suggestiva di colori profumi canti danze fiori doni in omaggio alla dea madre e regina del mare nella tradizione bahiana del candomble`.

Impossibile da descrivere, lascio che siano le foto e un brano di Jorge Amado a darvene un assaggio :

 

Ma Jemanjà non viene così con semplici canti. Bisogna che vadano a cercarla, che le portino doni. E tutta quella gente sale sui saveiros.

La processione fende il mare. Le voci si alzano e acquistano un suono misterioso perché vengono dai saveiros e dalle barche e si perdono nell’immenso mare dove Jemanjà riposa. Alcune donne piangono, altre portano lettere e regali, tutti hanno una richiesta da fare alla madre d’acqua. Danzano nei saveiros e sembrano fantasmi, quei corpi di donna che si dondolano, quegli uomini che remano ritmicamente, quella barbara musica che attraversa il mare.

Le donne gettano i regali recitano le richieste (… che il mio uomo non resti nella tempesta… abbiamo due figli da allevare, mia santa Janaina…) e restano a lungo con gli occhi fissi per vedere se affondano. Perché se galleggiano vuol dire che Jemanjà non ha accettato il regalo e allora la disgrazia cadrà su quella casa.

da Mar Morto di Jorge Amado, 1936

Ci sarà pure ( Josè Saramago)

un altro mare in un altro blu

 

Ci sarà pure un colore per scoprire,

un’unione nascosta di parole,

ci sarà pure una chiave per aprire

la porta di questo muro smisurato.

 

Ci sarà pure un’isola più a sud,

una corda più tesa e risonante,

un altro mare che nuoti in un altro blu,

un’altra estensione di voce che meglio canti.

 

Poesia tardiva che non arrivi

a dire neppure la metà di ciò che sai:

non taci, quando puoi, né rinneghi

questo corpo causale in cui non ti adatti.

 

iotraducoSaramago

 

Innestati d’amore infinito

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Ascolto  le gocce di pioggia che ad una ad una cadono sul tetto

e i tuoni che rovesciano la montagna dentro al mare

ma che ci importa se la montagna rotolerà nel mare

ma che ci importa se la pioggia distruggerà la valle.

Ascolto i tuoi battiti che regolano l’universo,

ascolto il tuo cuore che come valanga travasa nel mio :

io e te
nel nostro rifugio dal mondo

immersi nella linfa della natura

innestati d’amore infinito

Mare dismesso

beach

Una notte di fine dicembre,

lontani dalle feste e dalla gente,

andammo al mare,

in uno di quei mari dismessi dall’estate,

le cabine chiuse baraccate,

gli alti cumuli di sabbia a barriera,

consumammo una cena frugale

celebrando un rito inconsapevole,

senza sapere che non l’avremmo mantenuto,

né io, né tu.

Fu uno sposalizio marino,

senza testimoni,

senza nulla,

solo il pane

sabbia,

notte,

e un  mare dismesso.

Abbracci senza corrispondenza

Abbracci senza corrispondenza.

abbracci

….un uomo abbraccia una ragazza
dopo che aveva pianto… (Caruso, Lucio Dalla)

Il cielo abbraccia la montagna
La montagna abbraccia il mare
Il mare abbraccia le nuvole
Le nuvole abbracciano la luna
La luna abbraccia la volpe
La volpe abbraccia l’universo
Io, una phlomis, abbraccio la polvere della terra.

Te voglio bene assai
ma tanto tanto bene sai…

Settembre con tramonto e principessa. (per Claudia)

logo-staffetta-letteraria

Settembre, ancora la mia estate dentro, 19 settembre è ancora estate, la mia estate, un’altra giornata serena al mare, sabbia conchiglie sassolini rametti secchi, piccole cose da guardare e anche le più grandi come il mare e il cielo, e tutte queste nuvole come nuvolesparsetraledita (  https://mariangelatardito.wordpress.com/ ) che si incrociano, che formano disegni che fanno pensare a qualcuno o qualcosa di più grande, immenso, infinito dentro al quadrato dei nostri limiti, e poi tramonti accesi infuocati o albe soffuse, rosa. Vele bianche che ricorrono nel mio orizzonte, una chitarra e un bandoneon gitano sulla spiaggia ed io che scrivo poesie.

mare 2

Estate, 19 settembre, ancora amiamo, ancora suoniamo, ancora sogniamo, ancora scriviamo e voliamo via tra queste nuvole, in questo tramonto che accende un vulcano su una rocca su una collina con una principessa chiusa nella sua torre che osserva le nuvole andare via lontano e perdersi via, lontane e vicine che quasi si toccano in punta di piedi, in punta di dita, in punta di cuore,da quella finestra che guarda il mondo, con l’incendio dentro e fuori a cui lei, la principessa, non sa dare il volo.

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Del tuo essere teso.

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Del tuo essere teso.

Teso lenzuolo al sole.
Teso limite di perfezione.
Tesa ragnatela di rugiada.
Teso ponte tra strappi di nuvole.
Teso elastico sul cuore.
Tesa alchimia tra cerchio e quadrato.
Tesa luna di pace.
Teso bocciolo tra le spine.
Tesa stella che tende ad essere universo.
Teso germoglio che diventa quercia.
Tesa corda dell’emozioni.
Tesa domanda di un senso.
Teso silenzio d’una risposta.
Teso slancio di cometa.
Teso squarcio di lampo sul mare.
Tesa polvere innamorata che lascia una scia.

Tesa attesa, tesa speranza, teso amore…

Del tuo essere teso tendo un arco e mi faccio fionda.

Il tuo metro del mondo

Come puoi misurare il mondo?

Tu misuri il mondo notte e giorno

prepari schemi

funzioni matematiche

raffini i numeri del pgreco

disegni carte da decifrare

di notte le metti a punto

il giorno le metti in discussione

perchè il mondo è mutevole e imprevedibile

tutto cambia in un secondo

ed è tutto da riordinare

Sposti muovi definisci i confini del mondo

imponi a te stesso complicate regole

per comprenderlo

organizzi la conoscenza del mondo

scrivi equazioni d’amore

costruisci dighe sul mare

erigi grattacieli di stelle

capovolgi radici di alberi

per farne aquiloni

l’imprevedibile scombina i tuoi piani

rendendo incoerenti i tuoi pensieri

La bilancia è da tarare

I pesi da calibrare

ti serve un metro esatto

per la misura perfetta del mondo

con quale materia lo forgerai?

Di pietra si sfalderà

di ferro farà la ruggine

di vetro si infrangerà

di carta si strapperà

di legno brucerà

Sarà di nuvole

non brucerà come legno.

Sarà di speranza

è più forte della realtà.

Sarà di amore

è più tenero della pietra.

Sarà di libertà

è più fragile del vetro.

Sarà di felicità

è più leggera della carta.

Sarà di polvere di stelle,

innamorata,

viaggerà nell’universo

e porterà a tutti

il tuo messaggio d’amore

e di pace.

Con quale materia forgerai

il tuo metro del mondo?

Parla Sentinella di Pietra, da una favola per mio nipote.

Oh, viaggiatore incerto di mezzogiorno,

viaggiatore dei mari del Sud,

sospinto da venti di sogno

di avventura e di fortuna

fermati all’ombra del grande carrubo,

vedetta del mare

e sentinella di terra contro l’attacco dei pirati,

viaggiatore

siedi sotto al mio profilo di pirata

ascolta la mia storia,

ascolta la Storia

io non so narrarla tutta, ne conosco una piccola parte.

Io sono il testimone di pietra,

colui che tutto osserva e conosce.

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