Cielo mancato

Tutto tra noi è mancato:

Un appuntamento,

Un incontro,

Un sorriso,

Un bacio,

Un abbraccio,

Persino tutto un tempo dell’attesa è mancato,

Inghiottito in questo utero vuoto,

Buco nero tra le stelle,

Nuvole smarrite,

Che persino tutto il cielo

è mancato tra di noi

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Amore che non conosco

Amore che non conosco,

amore sempre assente,

amore sempre presente

Amore fatto di vento

amore fatto di sogno

amore fatto di niente

Amore di ninna nanne

E di Dolci Pensieri

Amore assente che sei presente,

amore lontano che sei vicino,

amore che non conosco…

Tempo di nuvole

nuvole-poesia-intangibile

Quando si è innamorati

il tempo sta sospeso,

si vive di nuvole e di sorrisi

tra i battiti del cuore e

gli smarrimenti della mente

Eppure…

Forse non c’è un sentiero da tracciare che mi porti fino a te,

forse non c’è un’autostrada che mi colleghi a te,

forse non c’è un ponte da attraversare per giungere a te,

né fiume, né mare, né cielo, né nuvole.

Forse non c’è…

eppure c’è tutto questo amore

che non basta a fare ponti e strade,

eppure c’è tutto questo amore

che mi lega prepotente a te

e mi conduce alle porte mute del sogno

dove vorrei tracciare sentieri sul tuo corpo,

e fare ponti con le tue mani

e dare alle nuvole il tuo volto….

La busta del cuore: un regalo che viene dal cuore…

La busta del cuore

Vuoi scrivere una lettera per S. Valentino, per la festa della Mamma, per una dichiarazione d’amore o di amicizia, o per qualsiasi altra occasione importante e soprattutto per una persona a te molto cara?

Ecco che la scelta della busta può risultare efficace.

La busta è come l’abito giusto per un contenuto importante.

Esprimete i vostri sentimenti con un colore, per esempio rosso per un amore appassionato, viola per un amore puro, blu per un amore misterioso, giallo per un amore allegro e spensierato, rosa per un amore tenero, verde per un amore fatto di speranza, arancio per un amore pieno di fascino, azzurro per un amore tra le nuvole… e ora anche nero … per un amore tenebroso o per la festa di Halloween…

Realizzerò la vostra busta per il vostro messaggio speciale alla vostra persona importante nel colore che desiderate e anche del formato che desiderate.

Prodotto personalizzabile.

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Questo amore


Questo amore è fatto di sogni, li buttero’ tra le stelle.

Questo amore è fatto di nuvole, le affiderò al vento.

Questo amore è fatto di fiori, li donerò ai poeti.

Questo amore è fatto di lacrime, le verserò nel mare.

Questo amore è fatto di te, ti stringerò tra le mie braccia.

Il nulla

Ho sempre rispettato gli appuntamenti.

Recavo fiori colorati e sorrisi,

un cestino di cilegie e di sogni, e nuvole e arcobaleni nel cuore…

Ho sempre rispettato gli appuntamenti

anche quando erano con il nulla…

Incontro alla mia anima

La vita mi cambierà

se mi lascerò plasmare,

modellare i fianchi,

ammorbidire gli occhi,

sgualcire le guance,

scolpire il cuore,

sciupare le mani,

nell’imprevisto di un sorriso,

nell’affondo di un dolore;

la vita mi cambierà

se permetterò che essa mi ami

e mi porti via con sé,

nel vento delle nuvole,

nella magia di un bacio,

nella corsa di un bambino,

nel giro del mondo,

incontro alla mia anima

 

 

 

Camminando su un arcobaleno

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Se tu fossi lo stesso,

io oggi ti direi ancora parole dolcissime d’amore,

e se io fossi la stessa,

tu mi risponderesti con un ti voglio del bene…

se il mio cuore e il tuo fossero davvero buoni,

tra noi si potrebbe camminare come su un arcobaleno

in un cielo di nuvole scure

La torre del Marino

 

La torre del Marino si affaccia su una suggestiva area calanchiva ed è circondata da un paesaggio collinare dai profili dolci e morbidi.

Il contrasto tra l’aridità dei calanchi e i coltivi di kiwi e di ulivi delle colline e delle valli avvolge di fascino questa torre semi abbandonata.

Situata nel comune di Brisighella tra Villa Vezzano e Riolo Terme (RA), la torre del Marino fu edificata a scopo difensivo dalla famiglia Naldi nel XV secolo per la sua strategica posizione  sulla valle del Senio, durante la seconda guerra mondiale fu  bersaglio dell’artiglieria tedesca, e oggi è visitabile solo esternamente.

Io l’ho visitata in un assolato pomeriggio di febbraio in un’atmosfera di solitudine e di pace, la torre mi è dapprima apparsa isolata lontana in mezzo alle colline e i calanchi, e poi la mia attenzione è andata alle due grandi querce che sembrano farle da guardia mentre il sole iniziava a colorare di rosso le nuvole in direzione del Parco del Carnè.

18 febbraio e ogni giorno dell’anno

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Tu : “Ascolta non preoccuparti, tu sei nei miei pensieri belli. Ci incontreremo ogni volta che ognuno di noi guarderà le nuvole 🙂 ”

Io : ” Guarderò le nuvole e sarò triste e felice allo stesso tempo…

Qualche nuvoletta c’è sempre nel cielo… per questo ogni giorno io non posso che pensarti…”

Intangibile

nuvole-poesia-intangibile

Ho sempre creduto di camminare incontro a te

per venirti incontro in una qualche imprecisata ma reale parte di strada,

ho sempre camminato con pazienza e umiltà,

quanta strada di asfalto e nuvole,

più mi sembrava di farmi vicina più la distanza aumentava,

più strada calpestavo più spazio si frapponeva tra te e me,

nuvole e nuvole di autostrada,

ma le nuvole non si mai dove il vento le porti,

e più passi facevo più il tempo mi divideva da te,

il tempo non dà scampo

più avanzavo verso di te, più tu arretravi,

lontano lontano,

e irraggiungibile,

o vicino vicino,

e intangibile.

Pensando a te

Ogni volta che ognuno di noi guarderà una nuvola in cielo, là ci incontreremo…

(Castrocaro Terme, ore 16 del 16 novembre 2016)

Ti incrocio…

Ti incrocio nei miei pensieri,

ti incrocio nelle nuvole,

ti incrocio in un sogno che ha il sapore dell’infinito…

ti incrocio e mai ti incontro…

incrocio

Nuvole in casa

nuvole casa (2)nuvole casa (1)

Nuvole come in un quadro

(Castrocaro, 4 giugno 2016)

per sognare un cielo azzurro all’orizzonte senza nuvole sognare un cielo azzurro all’orrizonte

(Alessandra Amoroso )

 

Piante nuvole parole vagabonde

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Ho letto questo grazioso libretto Elogio delle vagabonde di Gilles Clement

l’introduzione vale già tutto il libro, dice:

“Le piante viaggiano. Soprattutto le erbe.

Si spostano in silenzio, in balia dei venti. Niente è possibile contro il vento.

Se mietessimo le nuvole, resteremmo sorpresi di raccogliere imponderabili semi mischiati di loess, le polveri fertili. Già in cielo si disegnano paesaggi imprevedibili.”

e così, io penso, fanno le nuvole, le piante e anche le parole e i pensieri, e come gocce di pioggia che il vento non può trattenere gettano qua e là nei cuori e nelle menti piccoli semi e fertili polveri, carichi di vita, di futuro e di speranza, capaci di cambiare, poco o molto, i giardini dell’animo umano.

vagabonde

(foto da pixabay)

E tra le nuvole…

… il mio cuore…

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Tramonto 6 gennaio 2016

Il mio cuore stava
come un nuvolone violaceo
di un tramonto di fuoco;
contorto, scuro di dolore,
trasparente di luce, di fuoco, di oro!

Juan Ramon Jimenez

Puro sogno di te.

Al tramonto
nuvole nei miei pensieri
prendono forma e colore
del sogno di te.
Si ammantano di azzurra immensità,
si accendono di speranza
sfumando nell’ora blu dell’infinito,
la luna è un cuore imperfetto,
nel tenero battito di una rosa
risplende il puro sogno di te.

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nu 3

nu 4

nu 10

 

(tramonto di domenica 22 novembre 2015 , nuvole di sud – est)

Abbracci senza corrispondenza

Abbracci senza corrispondenza.

abbracci

….un uomo abbraccia una ragazza
dopo che aveva pianto… (Caruso, Lucio Dalla)

Il cielo abbraccia la montagna
La montagna abbraccia il mare
Il mare abbraccia le nuvole
Le nuvole abbracciano la luna
La luna abbraccia la volpe
La volpe abbraccia l’universo
Io, una phlomis, abbraccio la polvere della terra.

Te voglio bene assai
ma tanto tanto bene sai…

Settembre con tramonto e principessa. (per Claudia)

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Settembre, ancora la mia estate dentro, 19 settembre è ancora estate, la mia estate, un’altra giornata serena al mare, sabbia conchiglie sassolini rametti secchi, piccole cose da guardare e anche le più grandi come il mare e il cielo, e tutte queste nuvole come nuvolesparsetraledita (  https://mariangelatardito.wordpress.com/ ) che si incrociano, che formano disegni che fanno pensare a qualcuno o qualcosa di più grande, immenso, infinito dentro al quadrato dei nostri limiti, e poi tramonti accesi infuocati o albe soffuse, rosa. Vele bianche che ricorrono nel mio orizzonte, una chitarra e un bandoneon gitano sulla spiaggia ed io che scrivo poesie.

mare 2

Estate, 19 settembre, ancora amiamo, ancora suoniamo, ancora sogniamo, ancora scriviamo e voliamo via tra queste nuvole, in questo tramonto che accende un vulcano su una rocca su una collina con una principessa chiusa nella sua torre che osserva le nuvole andare via lontano e perdersi via, lontane e vicine che quasi si toccano in punta di piedi, in punta di dita, in punta di cuore,da quella finestra che guarda il mondo, con l’incendio dentro e fuori a cui lei, la principessa, non sa dare il volo.

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Del tuo essere teso.

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Del tuo essere teso.

Teso lenzuolo al sole.
Teso limite di perfezione.
Tesa ragnatela di rugiada.
Teso ponte tra strappi di nuvole.
Teso elastico sul cuore.
Tesa alchimia tra cerchio e quadrato.
Tesa luna di pace.
Teso bocciolo tra le spine.
Tesa stella che tende ad essere universo.
Teso germoglio che diventa quercia.
Tesa corda dell’emozioni.
Tesa domanda di un senso.
Teso silenzio d’una risposta.
Teso slancio di cometa.
Teso squarcio di lampo sul mare.
Tesa polvere innamorata che lascia una scia.

Tesa attesa, tesa speranza, teso amore…

Del tuo essere teso tendo un arco e mi faccio fionda.

una partenza (da Appunti di giovinezza)

Gli ultimi due giorni, sabato e domenica.

Di nuovo la stazione di Seinäjoki. Eva sta per prendere il treno che la riporterà ad Helsinki dove l’attende il volo per l’Italia. Pia e Wolfgang l’hanno accompagnata in auto a Seinäjoki nella notte, è quasi l’una di lunedì 11 giugno.

“Buon compleanno Wolfgang!”

Lui la stringe a sé sorridendo felice perché lei se ne è ricordata.

Strano però essere felici e stare per separarsi…

Aspettano il treno seduti nella piccola e deserta sala d’aspetto, sono gli ultimi momenti, gli ultimi saluti: Eva abbraccia Pia ringraziandola ancora una volta della splendida ospitalità che spera in futuro di poter ricambiare, l’amica la mette tra le braccia di Wolfgang, Eva si divide tra l’uno e l’altra.

Quella stessa sera, prima di partire per Seinäjoki, Eva ha pianto nel giardino, le braccia di Wolfgang non la tenevano più, la lasciavano andare via.

“Non piangere, vieni entriamo in casa.”, lui le ha detto, per il tempo che restava loro dovevano fare come se fosse una sera uguale alle altre, come se domani potesse portare un’altra sera per loro. Perché essere tristi?

Eva ha già salutato sia Martin che Janice, Martin è andato via subito dopo cena e Janice è andata a dormire. Eva Pia e Wolfgang si mettono a giocare a carte come una sera qualsiasi. L’atmosfera notturna in cui è avvolta la casa è più che mai di un’indefinibile magia. Il silenzio, il suono sordo che produce ogni più piccolo movimento, il cadere secco delle carte sul tavolo, la fioca luce delle candele, le parole sussurrate, la tiepida e riposante luce che entra dalla finestra della sala, un poco di stanchezza e di sonno a causa dell’ora tarda, e il trovarsi insieme anche se ancora per poco, tutte queste cose contribuiscono all’incanto e al fascino sospeso della notte.

Sono tre amici che giocano a carte e scherzano e ridono e hanno un’ombra di tristezza nel cuore. Come ora non staranno mai più insieme, questo momento non tornerà più, perché la vita va e non si ferma, sembra una frase banale però è così e forse è vero che bisogna essere contenti che una sia successa e non tristi perché è finita. Si vorrebbe ancora e sempre tornare ai luoghi e alle persone che si sono amati. Il treno per Helsinki e il volo per Milano non aspettano.

Pia va a preparare un the per svegliarsi un po’.

Wolfgang scrive il suo indirizzo su un foglietto di carta.

“Scrivimi.”

Eva gli da una lettera:

“Leggila più tardi, quando sarò partita.”

Wolfgang la ripiega con cura all’interno del suo portafoglio.

“Non mi è mai piaciuto il thé, tantomeno questa notte!”, dice Pia tornando dalla cucina con un vassoio con le tre tazze.

Hanno smesso di giocare, non parlano, ascoltano la quiete in cui è immersa la casa, tra poco sarà il momento di andare. Non sono tristi , persi ognuno nei propri intimi pensieri, condividono la stessa cosa, la partenza, il distacco, l’addio.

Nel pomeriggio hanno assistito alla partita di baseball, l’appuntamento di rito della domenica, ancora una volta il Vaasa ha vinto, il sole scaldava la pelle di Wolfgang mentre Eva non ci capiva niente non solo del gioco.

Al termine della partita, prima di separarsi, Wolfgang le ha detto che si sarebbero rivisti la sera, che sarebbe venuto ad accompagnarla alla stazione di Seinäjoki.

“Questa notte ci incontreremo per l’ultima volta.”

E così Wolfgang è arrivato a casa di Pia e ha trovato Eva che stava chiudendo la valigia, e lui l’ha guardata in un tale modo da fare male.

E ora sono seduti in stazione.

“Spezzerai il mio cuore.”, le aveva detto una sera, “io soffrirà e anche tu soffrirai, lo so.”

Ma l’amore fa male? Possibile che il bene possa fare male? Può l’amore essere sia ferita che cura allo stesso tempo?

Anche il cuore di Eva si sta spezzando e non è un modo di dire.

Lui dice: “Non potrò più ascoltare Still got the blues senza pensare a te.”

Lei dice: “Non potrò più ascoltare Sweet child of mine senza pensare a te.”

Questa è la lettera che Eva gli ha scritto, verso sera nel giardino di Pia, mentre il tramonto continuava a bruciare in un inesauribile incendio e le nuvole si accendevano d’oro e nell’ aria Wolfgang è una presenza calda forte e chiara come un sole notturno, una luna nel mattino, una brace nell’incendio del tramonto.

“Sto cercando di scrivere qualcosa per te , forse sono cose che avrei dovuto dirti a voce ma tu sai quanto mi sia difficile parlare.

Per lungo tempo avevo dimenticato questa poesia, l’ho ritrovata qui in Finlandia in una cartolina che io stessa ho spedito a Pia. Si intitola Muerte sin fin di Jimenez, credo che il titolo possa essere cambiato in Desiderio senza fine. Se posso dare un nome alla mia vita è Desiderio, è qualcosa che mi colpisce e mi spezza in due, la maggior parte delle volte è simile al dolore altre volte si stempera nel sogno.

Nei miei sogni il desiderio è totale e brucia dal profondo. In questo ultimo anno non ho fatto altro che sognare e desiderare, sentivo una mancanza dentro di me e dolore per il desiderio.

I miei giorni erano soli, senza un significato.

Non sono spaventata per la distanza, penso che i chilometri e il tempo non abbiano alcuna importanza.

Tu mi hai fatto dimenticare ogni cosa, con te sono stata felice.”

Ora Eva sta già andando lontano, è partita, andata via per sempre. Sa che non tornerà anche se ora lo vuole e ci crede. Chissà perché non c’è mai un ritorno, c’è sempre solo un andare o un partire. Il vagone in cui ha preso posto è vuoto, c’è soltanto lo sferragliare del treno sulle rotaie, il treno che la riporta indietro a Helsinki attraversando lo stesso verde paesaggio del viaggio di andata di due settimane prima. Non dorme, quello strano tramonto l’accompagna per tutta la notte fino alla nuova alba, Il cielo è come un unico tramonto, un’unica alba.

Non ha particolari ricordi del volo, solo quando l’aereo tocca la pista della Malpensa dopo essersi abbassato subito dopo aver sorvolato le Alpi e dopo aver virato sulla pianura padana, divisa in tanti regolari quadrati e rettangoli, solo allora Eva prova il desiderio di piangere.

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