Polvere

Dentro di noi abbiamo sogni impossibili. Nascono come fiori nel vuoto di noi, brillano come meteore per ricordarci che siamo fatti della stessa materia delle stelle, ci accompagnano nel nostro deserto e poi muiono senza trovare un pozzo per ricordarci che siamo solo polvere e vanità…

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Arido cammino

Di questo mia umile argilla avevo fatto un nido per il tuo riposo,

Di queste mie parole avevo costruito una casa accogliente per i tuoi pensieri,

Di questo mio cuore avevo fatto un vaso da riempire con il tuo dolore,

Di queste mani avevo intrecciato cesti per le tue lacrime,

Tutto è stato invano

Amarti è stato attraversare un deserto senza pozzi,

spine di rovi e ortiche,

pietraie assolate,

silenzi di attese piene di solitudine,

vento che prosciuga l’anima,

arido cammino nella polvere

Abbraccio le mie pietre

Vi abbraccio pietre,

Grani di Rosario che spezzano le unghie

Schegge levigate contro i miei seni

Memoria scolpita nella mia mente

Sorelle mute della mia solitudine

Vi abbraccio pietre

che vi fate polvere

sul mio cuore

La vetrina

Ho raccolto un’infinità di inutili oggetti

Nella vetrina della mia vuota vita.

Ora che metà del mio tempo è finito

Trascorro i giorni tra la polvere di ciò che non fu o non ebbi il coraggio di vivere.

Niente dell’ amore che ho sognato

Sta in questa vuota vetrina,

Oggetti inutili,

Testimoni polverosi

Della mia rovina.

Incolore

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Ho lasciato trascorrere incolore il giorno,

si è fatta la mia sera,

scende la notte con il suo carico di stelle,

sopra  e sotto a questa terra di polvere

(foto di Prowitt)

 

Passeggiata (J. Saramago)

 

polvere

Nei paesaggi esteriori mi distraggo

dalle pareti interiori che si dispongono

in buche, labirinti e trappole per topi.

Sotto al cielo libero mi abbaglio e cado

di verde il sole e gli uccelli compongono per me

questa polvere in una pietra di luce.

 

da Le poesie possibili

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(foto da pixabay)

La gratitudine va alla Vita

Penso che sia importante ogni giorno di essere grati alla Vita, a questo dono immenso che abbiamo ricevuto. Io non so se potrò restituire questo dono in un qualche modo. Non ho avuto la felicità di poter donare direttamente questo dono, penso ad un figlio, per esempio. Spero di poter assolvere a questo impegno della Vita in qualche altro modo… ma questo è un altro discorso…
Volevo domandarvi come vi sentite quando qualcuno vi ringrazia dell’amicizia o dell’amore che gli state dando? Vi sentite in imbarazzo come lo sono io, o ritenete che sia giusto essere ringraziati?
Io penso che se l’amore e l’amicizia sono davvero incondizionati, essi sono doni che per la loro gratuità non necessitano di gratitudine. Per questo io provo imbarazzo quando ricevo un grazie.
Perché la gratitudine vera va alla Vita. A quel qualcosa che va Oltre noi.
In fondo noi non siamo che polvere di stelle, e come dice un amico, noi non non siamo che polvere di stelle, innamorata….

Il fiore e le poesie


Il fiore scrisse poesie per la stella.

La stella era fatta della materia perfetta della matematica, era fatta di numeri tutti in fila, precisi, logici e ordinati.

Il fiore, invece, era fatto di poesia, un caos di emozioni.

La stella si spaventò e si rifugiò in una lontanissima galassia, nella sua corsa fece cadere polvere stellare sul fiore. Il fiore la raccolse per tracciare delicate parole d’amore che facessero risplendere le emozioni nel buio del cuore fino alle galassie remote.

Non ho di te che parole d’amore e polvere

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Di te non ho che due foto,

un ritratto in chiaroscuro e uno in seppia,

fai ciao con la mano al mondo,

un gesto semplice e naturale di bambino,

e poi ho foto di cose da te realizzate,

oggetti e mobili in legno,

una porzione del tuo giardino,

un tramonto dal tuo paese,

abiti di carnevale da te cuciti,

un cappello con una piuma,

una tenda da gioco per bambini,

tutti oggetti che testimoniano il tuo animo gentile e delicato,

il costumino da moschettiere l’ho adorato…

e poi ho foto tue di bambino…

e poi tante tue parole scritte di inconsapevole magia

e di intensa emozione,

poesie di polvere e amore,

non ho di te che parole d’amore e polvere

 

Tutto quello che può essere raccontato finisce?

TUTTO QUELLO CHE PUO’ ESSERE RACCONTATO FINISCE?

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Quando stampavo i negativi e facevo ingrandimenti stavo nel mio camerino o meglio uno sgabuzzino scuro da sola e non avevo alcun contatto con i miei colleghi, così ascoltavo la radio, specialmente radio rai1 e radio rai3 mi tenevano molta compagnia, niente musica solo trasmissioni o d’attualità o di letteratura, adoravo anche la trave nell’occhio di Fiammetta  e Fabio.

 Le voci della radio hanno su di me una grande suggestione, mi piacevano molto anche i radiodrammi o le letture ad alta voce o in genere ascoltare le storie o i racconti di vita delle Persone,  spesso registravo le puntate per non perderle o per riascoltarle.

Per tantissimi anni di solitudine nel mio camerino la radio fu il mio unico contatto con il mondo, le voci della radio mi tenevano compagnia, mi facevano pensare, mi facevano volare via con la mente mentre gli occhi filtravano i negativi, mi facevano sognare, mi facevano evadere da quelle strette pareti nere della mia anima.

Penso anche che la fotografia sia un modo come un altro per raccontare una storia o rivivere un’emozione, mi piaceva far scaturire i colori dai negativi. 

Aggiungo che proprio in quegli anni mi ero appassionata alla raccolta di sabbie marine e fluviali, catalogate una per una e raccolte in provette di vetro e a volte  scambiate tra collezionisti.

Questa storia è dell’ 8 settembre 2003, racconta di ricordi di vita e di sabbia, si tratta dell’ intervista di Gianluca Favetto a Vittorio Marchis.

domanda:

“Qual è la sabbia delle parole, delle emozioni, dei ricordi?”

risposta:

“Questa storia inizia da lontano quando ero giovane e senza soldi. Mi piacevano i libri perché credevo che essi contenessero tutte le storie dell’uomo della vita e del mondo; ma i libri più belli erano anche i più costosi e così non li compravo. Mi recavo ai mercatini dei libri e alla fine quando sgomberavano io raccoglievo da terra dei foglietti strappati dei frammenti di frasi di poesia e letteratura. In questo modo iniziai una strana raccolta di frammenti di vita, perché ANCHE IN UNA FRASE INCOMPLETA PUO’ ESSERCI IL TUTTO.

Più tardi, quando ne ebbi la possibilità, iniziai a viaggiare e scoprii che la scrittura non poteva contenere tutto quanto perché in fondo anch’essa finiva. Ebbi l’illuminazione che alla fine di tutto ogni cosa torna ad essere niente altro che polvere, sia uomo che montagna, e così ebbi l’idea di prendere le sabbie più disparate possibile e di mescolarle assieme come in questa provetta di vetro che rigiro tra le mani. Tutte le volte che mi ritrovo di fronte ad una piccola arena, l’arena di Roma come quella del porticciolo di Alassio, io raccolgo un pezzettino di sabbia e la mescolo con tutte le altre che ho trovato ed ecco la mia provetta.”

Domanda:

“E questo è raccogliere pezzi del mondo, ma senti, in una battuta:

TUTTO QUELLO CHE PUO’ ESSERE RACCONTATO FINISCE?

risposta:

“TUTTO QUELLO CHE PUO’ ESSERE RACCONTATO LASCIA UNA TRACCIA, come la polvere e la sabbia”

e quale traccia lasceremo noi?

un figlio un fiore un giardino una stella?

quali tracce del nostro Amore?

 Petroglifi da decifrare?

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in onore dell’amico Geco G.

 

(foto da pixabay)

Di polvere

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Aspetto un ritorno che non tornerà,

aspetto un natale senza un Gesù bambino,

aspetto una vita che non arriverà,

ci vuole pazienza ad aspettare

tutto ciò che sai perfettamente che non sarà;

è da quando sono nata che aspetto

porta pazienza, aspetta che il tempo non ti aspetta:

di polvere di ossa è pieno il mondo.

(foto di Ivabalk da pixabay)

Conversando con te sul tuo Pianeta

Mi domando se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua. (Il piccolo principe)

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E una volta, poco tempo fa, la notte quando, chiudendo gli scuri delle mie finestre, davo la buona notte alle stelle pensando a te, lontano, nel tuo mondo, nel tuo pianeta, io ero felice di pensare che eri in pace lassù e che eri sereno e che sorridevi guardando in un telescopio le stelle come i granelli di polvere innamorata o le lacrime o le altre invisibili cose. E sapevo che eravamo lontani e che lo stesso cielo di stelle ci univa e che eravamo vivi in questo unico imperdibile mondo. E questo ingenuo pensiero mi bastava per essere felice.

E tu scherzavi, dicendo che non c’era un citofono sul tuo pianeta…

e allora come bisognava fare per conversare con te?

e tu rispondevi:

basta dire il mio nome, farmi ricordare che ho un nome, dirmi che qualcuno sulla terra mi vuole, farmi sentire che qualcuno mi chiama piano e con delicatezza gentile,

e poi c’è pace sul mio pianeta, e’ pulito ed in ordine e sono sicuro che tu non lo rovineresti il mio pianeta …

e io rispondevo che mai l’avrei rovinato perché lo amavo cosi’ come era  e sempre ne avrei avuto cura…

e ora non so perché le cose si sono rovinate, se tu non rispondi più quando dolcemente chiamo il tuo nome… ma nessuno risponde se non l’eco triste della mia voce…

(liberamente ispirato al Piccolo Principe di A. de Saint Exupery)

(foto di Unsplash da pixabay)

Noi siamo una polvere di stelle innamorata

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in noi vive l’eternità delle stelle…

Da Memorie del Deserto di Ariel Dorfam

“…Mi spiegò come tutto era cominciato come gli atomi creati nei primi istanti dell’universo, 15 ml di anni fa, si fossero aggregati per formare nubi molecolari e da queste le stelle, e dalle stelle le galassie. Mi spiegò come le molecole lassù sono le stesse che hanno formato il deserto, e me e lui, e il cielo e l’acqua che manca nel deserto e i minerali. Mi raccontò come tutto ciò che è su questa terra si sia formato all’interno del meccanismo termonucleare delle stelle, il ferro, nell’emoglobina del nostro organismo, che trasporta l’ossigeno attraverso i nostri tessuti, i sodio e il potassio che diventano nitrato e poi fertilizzante, il cuore che batte dentro di noi e il nostro cervello che pensa, e i nostri stessi RICORDI. Tutto, tutto questo deriva dalle stelle, si è formato al loro interno. SIAMO POLVERE DI STELLE. Potevo sentirmi sollevato, forse nella mia ansia di ricerca delle origini, mi era appena stato rivelato che noi esseri umani siamo letteralmente polvere di stelle.”

… allora noi siamo una polvere di stelle innamorata…

(foto da pixabay)

Amico…ti aspetto

bouquet-1153037_1280Amico Amica,

sei una polvere innamorata come me,

sei un passeggero come me,

con tutte le tue paure e le tue incertezze,

sono uguali alle mie,

fermati qui,

questi fiori sono per te.

Condivido e rispetto il tuo Silenzio,

ti accolgo come sei, viandante senza maschere,

e prego insieme a te.

Ti aspetto

Vertigine.

cercis 2

Arrivare a toccare le stelle con le dita,

eppure sentirsi un fiore di terra

destinato alla polvere,

e in mezzo a tutto questo

avvertire la vertigine di vivere.

Alberi di cercis

e rampicanti di wisteria

si intrecciano,

si abbracciano,

creano archi di immenso,

io  inciampo di fronte a tanta bellezza

e provo la  vertigine e l’ebbrezza di questi fiori,

spudoratamente,

oscenamente profumati.

Abbracci senza corrispondenza

Abbracci senza corrispondenza.

abbracci

….un uomo abbraccia una ragazza
dopo che aveva pianto… (Caruso, Lucio Dalla)

Il cielo abbraccia la montagna
La montagna abbraccia il mare
Il mare abbraccia le nuvole
Le nuvole abbracciano la luna
La luna abbraccia la volpe
La volpe abbraccia l’universo
Io, una phlomis, abbraccio la polvere della terra.

Te voglio bene assai
ma tanto tanto bene sai…

C’è un bandito di cenere

bandito grigio

C’è un bandito di cenere che corre sul mio cuore

a volte mi fa credere che è andato via

è solo ben nascosto nel mio cuore

e corre corre sul mio cuore incessantemente…

Sono impercettibili piste nella savana

Sono fondenti bivacchi di stelle

Sono desiderati thé nel deserto alla menta

Sono brucianti gocce di rugiada

Sono tesi amplessi all’alba

Sono assettati abbracci di tenerezza

Si nasconde il mio bandito

è inseguito il mio bandito

è braccato

è intrappolato

ha perso la sua libertà

I suoi pugni lasciano andare lacrime e polvere

C’è un bandito di cenere che corre sul mio cuore

e corre corre sul mio cuore incessantemente…

è solo ben nascosto nel mio cuore,

adatta il suo respiro muto al mio

per non farsi accorgere,

io resto in ascolto di lui

al di là di ogni silenzio,

io so che lui non è andato via

il mio bandito

si confonde alla sua ombra

la tensione lo stringe

il terreno è minato

e fugge fugge via

vuole fuggire via

deve fuggire

nei magri fianchi

lo scatto compresso della corsa

C’è un bandito di cenere che corre sul mio cuore

e corre corre incessantemente

tracciando instancabili sentieri di polvere e speranza

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