E’ silenzio

è silenzio questo amore:

le parole si fanno petali

stretti stretti in un bocciolo di rosa

che non vuole aprirsi

è silenzio questo amore

nel calice stellato di un fiore

è silenzio questo amore

nel segreto del mio cuore

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Precipizio di verde nel blu

Sotto alle  pareti rocciose c ‘e’ un sentiero nascosto tra capperaie e giganteschi fichi d’India, si susseguono grotte levigate dal vento e dal mare di un tempo, ginestre spinose, ulivi selvatici, ferule, giaggioli dei poeti, bianchi asfodeli, lentischi e mirti e rosmarini profumano di mediterraneo, alti carrubi indicano la via.

Alla grotta della Volpe la porta e’ rimasta spalancata, vi sono un letto di paglia, una vecchia ciabatta, un fiasco vuoto, le buche nella terra sono tane di volpe ora abbandonate. Qui e’ silenzio di vento e di mare, precipizio di verde sul blu.

Mi aspetta un carrubo

Mi aspetta un carrubo,

per l’eternità

io dormirò tra le sue radici

come tra le braccia di un amato,

la pace porterà il vento dal mare la notte,

e il giorno sarà di sole e di turchese,

e del silenzio stellato tra le sue fronde

io ancora mi meraviglierò

Dorme il bosco nel silenzio

Dorme il bosco
Le cicale s’acquietano,
I pensieri rallentano,
Il corpo si rilassa,
cede al silenzio,
Silenzio intenso,
Non muove una foglia,
Non canta un allocco,
Non passa una volpe,
Non solca il mare una barca,
Non un geco appare dal nascondiglio,
Solo le formiche sono in fermento,
Silenzio
Nel bosco

Il tuo silente mistero

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Contemplo i tratti delicati e misteriosi del tuo viso

nella foto che mi mandasti,

sembra un ritratto pittorico in stile romantico,

il tuo viso è perfettamente diviso a metà

tra luce ed ombra,

nella soffusa illuminazione del tuo studio

riflessi blu dilagano sui tuoi capelli,

le tue labbra sono chiuse al silenzio,

impenetrabili,

il capo leggermente inclinato di lato,

lo sguardo attento e risoluto,

metà luce, metà ombra

nel tuo viso e nella tua anima,

così sei tu,

un’alternanza di luce ed ombra,

di ombra e luce

tra i riflessi blu del tuo silente mistero.

(foto di Wilhei da pixabay )

Barchetta di carta

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L’oceano è un silenzio da attraversare

con una barchetta di carta

e un cuore che sappia stare a galla

(foto di Riteshman da pixabay)

Incontro

Era il regno del vento

era il Silenzio e la voce del Fiume:

lì tutto finiva

e tutto aveva inizio:

l’incontro del fiume con l’oceano

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA

foto dal Cearà, Brasile

Emozione azzurra (Tagore)

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Durante il suo soggiorno a Santiniketan, in India, Tagore era solito guardare dalla sua finestra un arbusto straniero, un rampicante della famiglia delle verbenacee, piantato da un amico inglese, dopo lungo tempo esso fiorì, ecco qui descritta l’emozione azzurra del poeta alla vista di questi fiori:

… un giorno quasi sfacciatamente, l’arbusto produsse innumerevoli grappoli di fiori azzurri.

Quell’azzurro mi procurava una gioia così profonda da farmi trasalire perché mi sembrava quasi che quei fiori incontrati durante la mia passeggiata quotidiana mi chiamassero. Anche il poeta che è in me desiderava parlare con loro, ma senza conoscerne il nome non poteva dar loro il benvenuto. Perciò diedi a quella pianta il nome di Nilmonilota (nilmoni zaffiro, lota rampicante).

La grazia di Falgun (il mese d’inizio della Primavera) con le cavigliere ai piedi

ha fatto tintinnare le cavigliere del Nilmonilota.

Non può sopportare

il peso del silenzio del cielo!

C’è un’ansia infinita in quell’emozione,

in quello spazio, in quell’inondazione d’azzurro:

l’arrivo del Nilmonilota ha riempito il vassoio di fiori.

Il silenzio profondo della terra

ha gettato ombre azzurre sulle montagne lontane,

cercando all’orizzonte

nell’incanto del mezzogiorno l’oggetto del sogno.

L’immenso silenzio che cerca se stesso

nell’azzurro dell’oceano

si è rivelato nel mazzo degli azzurri fiori.

Un mistero impenetrabile si è mostrato

oscillando nel battito sereno del tempo.

Sentendo la speranza vicina

la dolcezza

ha palpitato nel corpo

raccogliendo le parole

nei veli

delle regioni azzurre del cielo.

Nell’azzurro denso e puro,

brillante di gioia,

che trasforma l’invocazione in mazzi

di azzurre gemme,

il linguaggio muto del cuore

ha trovato forza.

Tagore

info su Santineketan e Tagore:

http://whc.unesco.org/en/tentativelists/5495/

Il muro coerente del tuo silenzio

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Se chiudo gli occhi mi si oppone

un muro bianco di silenzio,

severo e imponente,

il muro coerente del tuo silenzio,

d’un bianco dolore,

insormontabile,

liscio senza spigoli,

fortezza nel deserto,

compatto, uniforme, serrato,

è il muro coerente del tuo silenzio

(foto di Skitterphoto)

Solo silenzio

la stella è in silenzio,

e il fiore richiude i suoi petali al troppo calore,

come può un fiore se non amare una stella,

tantissimo,

non di più non di meno,

cosa ha fatto di male

il fiore

per ottenere solo

il silenzio

da parte di

una stella?

 

Vorrei farti un sorriso gentile

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Vorrei farti un sorriso gentile

con il sole negli occhi,

accarezzare lieve la tua mano,

dirti una parola di miele,

e confortarti con la speranza,

e baciare le tue lacrime,

ma tu sei lontano e non mi ascolti

oppure non puoi capirmi.

Non so più come comunicare con il tuo cuore,

e allora ti tengo vicino

come un pensiero dolce e segreto.

Mi hai proibito le parole

ma il mio cuore vola più in là,

nel fitto silenzio che mi sovrasta

e che avvolge te,

muto,

solo

e lontano

§§§

I would like to make you a gentle smile

I would like to make you a gentle smile with the sun in my eyes, stroke your hand mildly, say you a word of honey, and comfort you with the hope, and kiss your tears, but you are far away and do not listen to me or you can not understand me. I do not know how to tune on  your heart, so  then, I hold you close to me as a sweet and secret thought. You had forbidden me from telling love words but my heart goes farther  in heavy silence overwhelming me, and surrounding  you, mute, alone and far away…

Pace a Punte Alberete

La rilassante passeggiata di 3 km all’interno dell’oasi di Punte Alberete (RA) nel bosco allagato di farnie, ontani, frassini, salici e spiree, regala una sensazione di pace e di benessere, si attraversano luoghi incantati di pace bucolica, un vero paradiso per gli appassionati di birdwatching.

Gli alberi  si intrecciano nell’abbraccio di acqua e cielo,  il silenzio viene interrotto solo dalle canne al vento e dai richiami degli uccelli o dal guizzo dei pesci…

Amore non fa rima con poesia

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Amore non fa rima con poesia,

per questo dico che

la poesia fa male,

la poesia è cattiva,

per troppe parole si perde l’amore,

fossi stata in silenzio

lui sarebbe restato.

Amore non fa rima con poesia,

pertanto

la poesia fa male,

la poesia è cattiva,

di troppe parole si avvelena l’amore,

fossi stata analfabeta

lui m’avrebbe amato.

Amore non fa rima con poesia,

dunque

la poesia fa male,

la poesia è cattiva,

per troppe parole si spaventa l’amore,

fossi stata più attenta

non avrei scritto inutili parole

e lui sarebbe tornato.

Amore

non fa rima

con poesia.

Quindi, se tu ami,

non scrivere poesie al tuo amato,

sono

foglie cadute d’autunno,

fiori di prugno in primavera,

temporali d’estate,

gemme nel gelo dell’inverno,

che mai il suo amore raccoglierai

solo secchi rami,

sfioriti petali,

morte gemme,

avvizziti fiori,

e tristi inutili sorrisi.

(foto di Fotobox_Petra0107)

Alcune porte

 

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Alcune porte si chiudono sempre e per sempre:

porte a scomparsa totale,

non conservano traccia

né di maniglia né di campanello,

prive di nome proprio,

hanno vernici laccate e lisce,

restano mute al mio vano chiamare,

mi scherniscono in silenzio,

giudici impietosi,

e mi guardano,

giudici implacabili,

allontanarmi incredula e sconfitta

di tanto mio bene rifiutato e irriso

 

§§§

 

Some doors

Some doors close forever and ever:

door fully recessed,

they do not retain track

neither handle nor bell,

they are without a proper name,

they have  lacquered smooth paint,

they stay mute to my useless call,

they scoff me  in silence,

merciless judges,

and they look at me,

judges relentless,

wlhile I’m going  away incredolous and defeated

because of my love rejected and mocked

Portico dei presepi

un luogo di pace e silenzio

Portico di Romagna:

ecco i suoi presepi nelle case di pietra, nei silenzi delle sue piccole vie, nella generosa ospitalità dei suoi abitanti.

Il Natale di Portico è fatto di semplicità e accoglienza.

Constatazione di silenzio

 

Di tutti gli auguri non è arrivato il tuo:

constato che silenzio è silenzio

assenza di voce

assenza di presenza

assenza di ascolto

assenza d’assenza

SILENZIO

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Foto da pixabay

Più forte.

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Figlio, ti amo più forte

contro la mia ragione,

contro le mie convinzioni,

contro me stessa:

te le dico nella carezza rubata mentre dormi,

nel bacio che mi neghi per capriccio,

quando piangente ti abbraccio e non so consolarti,

te le dico in un sorriso quando tieni il broncio,

te le dico cucinando il tuo piatto preferito quando non vuoi mangiare,

te lo dico nel silenzio quando rifiuti di parlarmi,

quando ti sento piangere dietro a quella porta e non ho il coraggio di avvicinarmi,

quando ti osservo di nascosto provare la tua nuova bicicletta

e devo trattenermi dal dirti di stare attento,

quando mi vorresti vicina e io non riesco a stare al tuo passo,

quando non posso dirti quanto ti amo

nell’abbraccio o nella carezza o nel bacio che non vuoi…

e dico parole senza senso e faccio errori

e tu mi ferisci allontanandomi.

Figlio,

ti amo forte

contro ogni ragione

contro ogni logica

contro quello che sono,

e vorrei essere perfetta per te

e vorrei essere più forte

della mia paura di sbagliare,

della mia paura di non sapere come fare,

della mia paura di deluderti e di perderti.

Figlio,

voglio amarti più forte.

 

(foto di Soledadsnp da pixabay)

Figlio,vorrei…

Figlio, vorrei,

mentre ritorni con fiducia ad appoggiarti a me,

dolcemente vorrei dirti il mio bene per te,

vorrei raccontarti le tue  notti ad aspettarti,

le tue stelle cadenti per i tuoi desideri,

le tue albe e  i tuoi tramonti a pensarti,

e i miei occhi spalancati al buio con il tuo cuore dentro al mio,

Figlio, vorrei dirti quanto ti amo

ma poi resto in silenzio a guardarti,

senza osare accarezzare quei tuoi ricci ribelli,

e le parole che vorrei dirti sono inutili e lontane;

vorrei chiamarti con  i miei segreti nomignoli d’affetto, cucciolo, tesoro, amore,

e dirti fai la nanna dolce e non aver paura,

ma poi pronuncio il tuo nome

e so che racchiude tutto il tuo essere così unico e speciale;

Figlio, vorrei stringerti più forte

ma poi mi trattengo per pudore e timore di offenderti e

ti abbraccio delicatamente nei miei pensieri, come nuvole blu all’alba.

Figlio, vorrei cullarti ancora

ma ora è la tua Vita a condurti per mano

ed io resto a sognarti e tu sei già grande…

 

 

Son, I would,

as you return with confidence to lean on me,

gently I would tell you my good for you,

I would like to tell your nights waiting for you,

your shooting stars for your whishes,

your sunrises and your sunsets  thinking of you,

and my eyes wide open in the dark with your heart inside mine,

Son, let me tell you how much I love you,

but  I rest quietly watching you,

without daring to caress those rebellious curls of yours,

and the words, I would  say , seem so unnecessary and far;

I would like to call you with my secret nicknames of affection,

my dear, my tender love, my baby,

and tell you have a sweet sleep and do not be afraid,

but I say your name

and I know that it encloses your whole being so unique and special;

Son, let me hold you stronger

but I hold myself back out because of the shame and the fear of offending you,

I embrace you gently in my thoughts as dawn made of blue clouds.

Son, I would cradle you again,

but now Life is guiding you by the hand

and I stay here

 dreaming about you and you’re already grown up…

 

Amico…ti aspetto

bouquet-1153037_1280Amico Amica,

sei una polvere innamorata come me,

sei un passeggero come me,

con tutte le tue paure e le tue incertezze,

sono uguali alle mie,

fermati qui,

questi fiori sono per te.

Condivido e rispetto il tuo Silenzio,

ti accolgo come sei, viandante senza maschere,

e prego insieme a te.

Ti aspetto

Isole

isole

Isole di pensieri tra due silenzi :

Luci di faro dialogano muti, lontani
Intermittenze di lucciole accendono la notte
Balbettii di stelle tra le nuvole
Cime di carrubi si elevano all’immensita`
Boccioli di fiori abbozzano sorrisi selvatici
Torri di guardia occhieggiano sulla costa solitaria
Gocce di pioggia catturano granelli di deserto
Il vento gioca con il mare
Respiri di correnti oceaniche
Le tue emozioni navigano sul mio cuore :

Isole di pensieri tra due magnifici silenzi

Le accenderai tu le stelle?

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Come tutte le sere io lo stavo aspettando, non ero certa che sarebbe venuto…lo aspettavo come le cose che non si aspettano più, lo aspettavo come il profumo di un fiore in un soffio di vento che arriva all’improvviso o  come il fresco sorriso di un bimbo…

Comunque  io lo aspettavo con la tenerezza di una notte estiva.

Sola nel giardino, gli occhi al cielo, mi sentivo immersa nel liquido amniotico dell’ universo. La pace della notte risuonava nel canto dell’allocco e nel gracidare lontano delle rane.

Il sole era appena tramontato, l’ora blu sfumata in un cielo di stelle e io pensavo a lui nel giardino  estivo e solitario, lo tenevo stretto nei miei pensieri, così vicino a me che vi dialogavo continuamente nella mia mente e mi pareva di udire le sue risposte.

Le lucciole nel prato davano la sensazione che il cielo si fosse capovolto a testa in giù, distesa nella mia amaca fluttuavo in un doppio cielo …

Ecco che quando non lo attendevo più, udii un lieve fruscio, non mi spaventai, poteva essere il gatto Zorro, invece era lui, il Piccolo Principe.

Ogni volta che ritornava dalle sue silenziose assorte assenze io mi sorprendevo e gliene ero grata, vivevo la sua presenza  come un dono.

“Ciao, scusami…”

disse in un sorriso, il capo leggermente inclinato a destra, gli occhi vivaci e indecifrabili, nel suo sguardo vi era un qualcosa che non saprei spiegare. Spesso capitava che nel corso di una conversazione lui mi lasciasse a metà discorso e  che io continuassi a parlare finché non mi accorgevo della sua assenza, ma non ci facevo caso più di tanto, perché lui era così, sempre impegnato e preoccupato a riordinare il mondo, una cosa mica da poco. Ogni volta riprendevamo il filo interrotto del nostro precedente discorso come se non ci fossimo mai separati…

“Immagino che tu abbia avuto da fare ad accendere tutte le stelle e che tuoi 43 tramonti ti abbiano dato non poche preoccupazioni…”

“Sai…in realtà ora le stelle si accendono da sole, ho installato il sensore crepuscolare… e per i tramonti c’è il timer…”

“Ma sei sicuro che tutto funzioni bene? e se timer e sensore  si dovessero rompere, le accenderai tu le stelle?”

“Se si rompono timer e sensore, le accendo io, le stelle e i tramonti. Io ho tanto tempo.”, si mise a guardare in alto, quel mantello blu notte trapuntato di diademi, forse cercava il suo pianeta, il suo sguardo si perdeva nell’infinito, lui era lì in carne ed ossa vicino a me ma lontanissimo con il pensiero.

“Oh sì, accendili tu, risposi, ecco io ora sto più tranquilla…”

Lui era sempre preoccupato e pensieroso che quasi mai io avevo il coraggio di chiedergliene il motivo, lo rispettavo profondamente e non osavo infrangere il suo perfetto e intenso silenzio.

 Si parla anche con i gesti, con gli sguardi, con i movimenti del corpo. Si parla con il Silenzio.”  aveva detto una volta e io il suo silenzio lo conoscevo bene e lo amavo quanto  le sue parole.

D’un tratto mi disse:

“ Sai Phlomis, io ora devo partire per un piccolo viaggio, poi torno. Poi torno.”

Quel ‘ poi torno’ ripetuto due volte doveva servire a rassicurare  me o  forse più se stesso, non vi diedi peso, io pure stavo con il naso all’insù, nell’universo io vi vedevo riflessa la sua immagine.

Eh sì io lo amavo di una tenerezza infinita…

” E se qualche stella scivolasse via e diventasse una stella cadente… oh eccola…, esclamai, ti è  appena scivolata via una stella, Piccolo Principe, esprimi un desiderio ! “

Mi voltai verso di lui ma era già sparito, niente di strano, lui era così…

Il prato e il cielo scintillavano ugualmente di stelle...

Di nuovo era tutto silenzio, il canto dell’allocco risuonava in fondo alla valle, avvertii il lieve tocco della zampina del gatto Zorro che reclamava il suo posticino sull’amaca, allora lo espressi io  un desiderio per il piccolo principe :

” che la tua stella possa portarti tutto ciò che desideri…

e quanto a me… io spero di poterti rivedere presto…”

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(foto da pixabay )

 

Passeggiata nel silenzio.

Domenica 29 novembre 2015,

Brisighella,

passeggiata intorno alla rocca veneziana.

Silenzio che ascolta,

silenzio che accoglie,

silenzio che sorride,
silenzio che comprende,

silenzio che ama,

Silenzio nel Silenzio

respiro la tua anima nella mia.

cuore bambino 1

Per te.
Per te, poeta iperrealista.
Per te, eterno poeta,
e nemmeno sai di esserlo.
Per te che hai il cuore
“Pulito, come appena nevicato”.
Per te che hai il cuore
Che si emoziona come un bambino.
Per te che sai la felicita’ delle piccole cose
O delle stelle lontanissime.
La tua voce lieve e delicata
Mi parla con il profondo silenzio del tuo cuore.

E con le mani Amica.

aaa

Qualche giorno fa è stato il compleanno d A., la mia migliore amica, che vive a 100 km di distanza da me, e così verso sera le ho telefonato per farle gli auguri per I suoi splendidi 47 anni. A. è una magnifica donna, sensibile e dolcissima.

Al telefono mi ha risposto sua figlia quindicenne, ed io ho provato un tuffo al cuore, la sua voce era uguale identica a quella di sua mamma, la mia amica, alla sua stessa età, quando io l’ho conosciuta, d’un tratto mi è sembrato di essere tornata indietro nel tempo, mi pareva di parlare al telefono con la mia amica di allora, di più di 30 anni prima.

E così mi sono rivista a casa di A., all’età dei 15 anni, nella sua cameretta, dopo lo studio a chiacchierare nella luce fioca della lampada mentre fuori era inverno e la nostra amicizia stava sbocciando: lei, allegra brillante estroversa effervescente e io goffa timida impacciata al punto da non riuscire a spiaccicare parola a volte e di tacere d’un colpo.

Insieme a lei non mi annoiavo mai anche a stare senza far niente, o a fantasticare cose senza senso, o a fumare le prime sigarette che non abbiamo mai saputo fumare, o a inseguire in bicicletta i primi ragazzi che ci piacevano.

Durante il periodo estivo A. si trasferiva in collina, lontano, così l’estate era triste perchè lei era via, mentre l’autunno era bello perchè ricominciava la scuola e io potevo andare a trovarla per studiare insieme.

A. era appassionata di Claudio Baglioni, si commuoveva con Piccolo grande amore mentre io lo trovavo a dir poco melenso, però concordavamo su Lucio Battisti e su De Gregori e la donna cannone ascoltata in quell’atmosfera calda della sua camera aveva davvero qualcosa di speciale,

e con le mani amore
per le mani ti prendero’
e senza dire parole
nel mio cuore ti portero’
e non avro’ paura se non saro’
bella come vuoi tu
ma voleremo in cielo in carne ed ossa
non torneremo piu’
e senza fame e senza sete
e senza ali e senza rete voleremo via

e noi sognavamo un amore così forte e pulito da trasportarci in cielo e farci volare via e intanto le pareti della sua cameretta cedevano e si allargava il cielo nel nostro giovane ingenuo cuore.
Q
ualche volta d’estate trascorrevo qualche giorno presso di lei, giorni spensierati e felici, ridevamo e piangevamo senza un motivo, facevamo tanti sogni, lei che avrebbe voluto avere tanti figli ed io invece che non ne volevo per paura. Oppure dovevamo fissarci negli occhi e resistere senza scoppiare a ridere, tante cose così senza senso che fai con un amica.

A. mi diceva sempre che con me era bello anche rimanere in silenzio perché era un silenzio pieno ricco intenso e che nei miei occhi vedeva tutto ciò che non riuscivo a dire, che vedeva in me una persona sensibile e bella. E poi mi diceva che se un giorno per assurdo, e questo mai sarebbe successo, non avrebbe più saputo cosa dirmi, magari si sarebbe inventata una barzelletta.

La barzelletta non me l’ha ancora raccontata e siamo tuttora amiche anche se viviamo lontane e purtroppo non ci incontriamo spesso.

A. ha avuto una sola figlia che è magnifica quanto lei, mentre io non ho saputo avere alcun figlio.

Se io penso a cosa significa avere un’amica io penso ad A. e la ringrazio di aver saputo capire i miei silenzi e di averli amati.

Cara amica se tu riuscivi vedere nei miei occhi ciò che non dicevo è perché tu eri e sei magnifica.

Dentro di me sei l’amica dei miei 15 anni…

e con le mani amica
per le mani ti prendero’
e senza dire parole
nel mio cuore ti portero


e senza fame e senza sete
e senza ali e senza rete voleremo via

così amica mia lo sei ora a 47 anni…

Auguri A.

Per sottofondo Paolo Conte. (da Appunti di giovinezza)

La fine di una telefonata, la fine di una storia di non amore, un’ultima lettera e per sottofondo la musica e le parole di Paolo Conte.

“Lo so, se non ci fosse il telefono, se fossimo io e te soli nella stessa stanza, potremmo rimanere a lungo seduti in silenzio, senza bisogno di parlare. Ma il telefono non è fatto per stare zitti. Credo che potremmo dirci molte cose anche senza usare le parole.”

Se fossero vicini.

La sala è in penombra, il sole è appena tramontato.

Silenzio.

Le braccia incrociate, lo sguardo perso in un punto imprecisato della stanza, fino a che la sala non diventi completamente scura, fino a che un gesto non intervenga a rompere il magico equilibrio di due esseri in comunicazione.

Guglielmo sospende il silenzio.

“Ti richiamo domani. Ciao.”

Non sono mai stati vicini quanto in quei pochi istanti.

Nella sua stanza, alla luce della lampada sulla scrivania, un disco che gira, Eva gli scrive una lettera.

“Sentire la tua voce,

il tuo tono ora dolce,

e sentirmi inutile, inerme

fa solo venire voglia di piangere lacrime leggere.

Quante canzoni di Paolo Conte che ora riascolto,

parlano di te e di me,

di noi, di quello che è successo o non è successo

‘recitando un ritorno sulla pista delle allegrie’

Dancing, Parigi, Come mi vuoi, Recitando, Blu notte, Mocambo…

Non solo le parole ma anche la musica

evocano un sapore un profumo un ricordo

Quando in Blue Notte Paolo Conte canta

che vuoto, che grande vuoto

è questo il modo in cui Eva desidera Jonathan

o in Madeleine

tanto io capisco soltanto il tatto delle tue mani

a C. seduti a quel tavolino

e la pioggia leggera di Parigi

un addio senza che me ne rendessi conto

o come in Mocambo

serrande abbassate

tempo sulle insegne delle notti andate (Rimini)

Devo pendarci su ( tu adesso)

ma dipenderà (io non ci capisco niente)

‘quale storia vuoi che io ti racconti?

E ricomincerà come da un rendez-vous

parlando piano tra di noi’

(ora sta piovendo forte e leggero)

‘passa una mano qui sopra ai miei lividi’

e la terribile dancing l’attimo in cui tu mi sei sembrato niente.

E ora i giorni del tuo ritorno, quando non è rimasto più niente.”

C’è un bandito di cenere

bandito grigio

C’è un bandito di cenere che corre sul mio cuore

a volte mi fa credere che è andato via

è solo ben nascosto nel mio cuore

e corre corre sul mio cuore incessantemente…

Sono impercettibili piste nella savana

Sono fondenti bivacchi di stelle

Sono desiderati thé nel deserto alla menta

Sono brucianti gocce di rugiada

Sono tesi amplessi all’alba

Sono assettati abbracci di tenerezza

Si nasconde il mio bandito

è inseguito il mio bandito

è braccato

è intrappolato

ha perso la sua libertà

I suoi pugni lasciano andare lacrime e polvere

C’è un bandito di cenere che corre sul mio cuore

e corre corre sul mio cuore incessantemente…

è solo ben nascosto nel mio cuore,

adatta il suo respiro muto al mio

per non farsi accorgere,

io resto in ascolto di lui

al di là di ogni silenzio,

io so che lui non è andato via

il mio bandito

si confonde alla sua ombra

la tensione lo stringe

il terreno è minato

e fugge fugge via

vuole fuggire via

deve fuggire

nei magri fianchi

lo scatto compresso della corsa

C’è un bandito di cenere che corre sul mio cuore

e corre corre incessantemente

tracciando instancabili sentieri di polvere e speranza

il tremito del cuore che qui della ragione il corpo muore. (Tom)

il tremito del cuore che qui della ragione il corpo muore. Tom

Le orme del silenzio attendi

sorridi ai passi e taci

e non una risata fragorosa che attira a sé

le anime senza posa.

L’odore sento fremere

del legno antico

timidi i bagliori che non vedo

mi dicono che siete qui

in un vortice attorno.

Sotto i cipressi profonda

la notte e il freddo lieve dell’aria appena mobile

che l’alito delle anime

non commuove.

E’ il muoversi

delle fiamme sulle tombe

ma l’alito delle anime

non riscalda

neppure calma il tremito del cuore

che qui della ragione il corpo muore.

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CONTATTOZERO - NARCISISMO PATOLOGICO E PSICOPATIA

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narcisismo patologico

Un benvenuto speciale alle/ai Sopravvissut@ al narcisismo. una volta scoperto che NON SIAMO PAZZ@ e soprattutto NON SIAMO SOL@, possiamo cominciare a rivivere un'altra volta. la miglior vendetta è una vita vissuta bene e pienamente.

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Questa è la poesia del mio cuore. Il mio essere, il mio amore. Dedicata alla persona che amo.

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Quando sono quello che sono appare Dio dentro di me. (A. Jodorowsky)

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