Il nido è vuoto

Due tazze azzurre,

Sul tavolo,

sole,

Aspettano due cuori che si parlano

E due solitudini che si incontrano.

E torneremo a bere il the,

e torneremo a raccontarci le piccole cose quotidiane,

e alla solita ora scosterò le tendine bianche

per vederti arrivare in bicicletta,

scalderò le tue mani fredde con una tazza di the bollente

E io ti sorriderò e tu mi sorriderai,

E i nostri sorrisi saranno semplici e buoni come queste tazze azzurre

Mi darai l’abbraccio della buonanotte,

E andrai via,

Io laverò le tazze pensando a te

Ma ora il nido è vuoto

Annunci

Ho percorso

Tra noi non fu mai amore,

così come si intende tra uomo e donna,

no:

mai ti toccai,

mai ti baciai,

eppure è come se ti avessi amato infinite volte

in un non luogo , in un non tempo

dal sapore d’eternità

ho percorso con le parole ogni centimetro della tua pelle

ho percorso con i sogni ogni centimetro della tua anima

ho percorso le vie del tuo sorriso e

le ho lavate con tutte le lacrime del mio pianto,

ho percorso le strade del tuo cuore

per giungere al mio,

infine,

felice.

 

 

 

 

Il mio cuore si fa gemma

marigold-1503876_640

Ti lascio andare,

amore,

ma non lascio andare il mio cuore,

se lo facessi morirei come foglia

che abbandona l’albero e non può farvi ritorno.

Il mio cuore si fa gemma

al gelo del tuo inverno,

basterà un tuo sorriso

per farlo rifiorire di speranza…

(foto di Myriams_foto)

Autoritratto nella metro

metro-1807913_1280

Nel vagone della metro

osservo me stessa nel riflesso opaco del finestrino,

mi vedo con tutta la mia vita che mi porto dietro,

mi guardo ora che sto per arrivare da te,

quanta strada che ho fatto e che rifarei per arrivare fino a te,

mi avvolgo nello scialle quasi a proteggermi,

vedo una donna matura,

vedo una donna bella,

vedo una donna forte e fragile,

vedo una donna emozionata e felice,

perché tra poco io incontro te,

 

mi stringo nello scialle,

tengo nel cuore il mio segreto,

una promessa di sorriso,

una promessa di estate,

una promessa di rose,

nella metro dell’inverno,

mi raggomitolo nello scialle

contro il freddo dell’amore.

Impercettibile

Un gesto o forse una parola, o il ricciolo che si sposta di lato, o il labbro che trema, impercettibile, e lei sorride e lui sorride: la magia di un sorriso, la condivisione di un istante d’eterno, il rapimento di un momento, lo smemorarsi di se stessi: innanorarsi: due anime che respirano l’una nell’altra, ape e fiore a completare l’uno nell’altra….(Dedicata a due innanorati)

Se…

sunrise-165094_640

Se in ogni tua lacrima brilla una stella scivolata via dal cielo,

in ogni tuo sorriso c’è un ‘alba infinita di pace e di amore

 

Per quel sorriso

Ieri sera ho telefonato a mio zio Fausto, il padre di Gianmarco, che è disabile grave. Fausto era sfinito… il ritorno dal Brasile in Italia con tanti dubbi sul possibile intervento che Gianmarco dovrebbe subire alla schiena. In Brasile Gianmarco è stato a lungo in ospedale, un ospedale che di ospedale ha solo il nome… non aggiungo altro…

Gianmarco ora si alimenta solo con la sonda, mio zio mi ha detto ” sono tornato ma sono frastornato, devo adattarmi all’uso della nuova sonda che la sanità italiana fornisce, ho portato Gianmarco a fare una passeggiata, lui sorride ancora ma non come prima…”

non ho saputo rispondergli anche se l’ho sentito forte questo dolore che ti annienta, che non ti fa dormire, che ti fa pregare e sperare.

il dolore di un padre, il dolore di una madre sta tutto qui:

in un figlio che non sorride, in un figlio che non sta bene, in un figlio a cui vorresti dare tutto e di più, in un figlio che vorresti sentire felice, in un figlio che vorresti solo vedere sorridere …

Cosa non si farebbe per quel sorriso!

Non importa tutto il resto, non importa nulla se non quel sorriso…

Un padre lo sa, una madre lo sa…

(e leggo anche qui su WP le vostre storie di dolore e vi sono vicina nel silenzio)

 

Ti verrei incontro

Ti verrei incontro,

danzando

con il sorriso di sempre,

e il cuore lieto e leggero,

e mille rose,

se solo

tu tornassi

indietro

sulla strada dell’impossibile

ti verrei incontro (Small)

Vorrei farti un sorriso gentile

lizard-2196468_640

Vorrei farti un sorriso gentile

con il sole negli occhi,

accarezzare lieve la tua mano,

dirti una parola di miele,

e confortarti con la speranza,

e baciare le tue lacrime,

ma tu sei lontano e non mi ascolti

oppure non puoi capirmi.

Non so più come comunicare con il tuo cuore,

e allora ti tengo vicino

come un pensiero dolce e segreto.

Mi hai proibito le parole

ma il mio cuore vola più in là,

nel fitto silenzio che mi sovrasta

e che avvolge te,

muto,

solo

e lontano

§§§

I would like to make you a gentle smile

I would like to make you a gentle smile with the sun in my eyes, stroke your hand mildly, say you a word of honey, and comfort you with the hope, and kiss your tears, but you are far away and do not listen to me or you can not understand me. I do not know how to tune on  your heart, so  then, I hold you close to me as a sweet and secret thought. You had forbidden me from telling love words but my heart goes farther  in heavy silence overwhelming me, and surrounding  you, mute, alone and far away…

Ti dimenticherò

beach-1799232_640

Ti dimenticherò

come foglia che il fiume porta via,

come neve che si scioglie al sole,

come traccia che il mare cancella

come il ricordo di un viso che sbiadisce,

dimenticherò persino il tuo sorriso,

se un giorno qualcuno mi dirà il tuo nome

io non saprò chi sei,

stupido, incoerente, illogico, infinito amore,

io ti dimenticherò.

Ti cancellerò pezzettino per pezzettino

andando a ritroso dentro di me,

ti cancellerò parola dopo parola,

andando sempre più a fondo di me,

ti cancellerò emozione dopo emozione,

andando alla radice del mio essere.

Io ti cancellerò,

silenzio dopo silenzio,

andando a ritroso dentro di me

per trovare quel punto

in cui è nata la mia tenerezza per te , Figlio,

e inciderò la mia carne

per strappare il male di averti amato.

Stupido, incoerente, illogico, eterno amore,

allora forse io ti dimenticherò.

Come si fa a dimenticare un Figlio?

§§§

I’ll forget

I’ll forget you
like a leaf that the river carries away,
like snow melting in the sun,
like traces that the sea deletes on the beach,
like the memory of a fading face,
I’ll forget even your smile,
if one day someone will tell me your name
I will not know who you are.
Stupid, incoherent, illogical, infinite love,
I will forget you.
I’ll erase you bit by bit
going back inside me,
I’ll erase you word by word,
going more and more down on me,
I’ll erase you emotion by emotion,
going to the root of my being.
I will delete you,
silence by silence
going back inside me
to find that point
where my tenderness was born for you, Son,
and I’ll engrave my flesh
to rip the evil of having loved you.

Stupid, incoherent, illogical, eternal love,
then, maybe, I will forget you.
How may I forget a Son?

(photo by Mariusz Matuszewski)

Un origami d’amore

origami


Se tu fossi stato di legno avrei costruito un burattino,

fossi stato di stoffa avrei cucito una bambola,

di piume avrei fatto un nido per gli uccellini,

di spine avrei intrecciato un cesto per i fichi,

di bronzo avrei forgiato una sonora campana,

di vetro vi avrei soffiato un angelo,

Invece piego e ripiego carta sottile sotto alle mie dita,

in un origami d’amore.

Ti disegno un cuore per riempirlo di emozioni,

ti disegno un sorriso perché tu sia felice,

e due ali libere per volare via,

ti coloro di blu nella coperta della notte, trapuntata di stelle

Piego e ripiego

la mappa del tuo Infinito

in un origami d’amore


(foto di Duy Pham)

Mio figlio non esiste

young-fox-1404017_640

Mio figlio è una piccola volpe spaventata

a volte morde la mia mano che si avvicina

a volte esplode in rabbia o in pianto,

non sa quanto gli voglio bene;

mio figlio è una piccola volpe triste

quando non si sente accettata,

non sa che non è mai solo

perché è sempre nei miei pensieri;

mio figlio è una piccola volpe libera e felice,

corre nel bosco, amando la vita,

non sa che io lo ammiro;

mio figlio è una piccola volpe innamorata

che aggiunge bellezza al mondo,

di notte la luna lo avvolge come una madre,

non sa che è la mia carezza;

mio figlio ha zampe magre di volpe,

non ha imparato ad abbracciare,

non sa che io l’abbraccio con le parole;

mio figlio ha muso di volpe

e non ha imparato a sorridere,

non sa che io sento il suo sorriso;

mio figlio ha un cuore di volpe

_mio figlio non esiste_

è solo un sogno che la luna pietosa mi ha donato,

non sa che per lui io scrivo poesie.

Vorrei essere il tuo angelo

Vorrei essere l’angelo del tuo sorriso per tenerlo sempre acceso,

l’angelo della tua stella quando dimentichi la Luce,

l’angelo della tua notte per tenerti addormentato tra le mia braccia,

l’angelo della tua veglia per attendere che la speranza ritorni,

l’angelo del tuo dolore per sostenerti,

l’angelo della tua gioia per farla risuonare nel creato,

l’angelo della tua morte per donarti la quiete.

(4 gennaio 2017, scritta nel cortile del Duomo di Salerno, ascoltando un angelo)

§§§

I would like to be your  angel
I would like to be the angel of your smile
to keep it always on,
the angel of your star when you forget the Light,
the angel of your night to keep you sleeping into my arms,
the angel of your vigil to wait for  hope to return,
the angel of your pain to support you,
the angel of your joy to make it resound in creation,
the angel of your death to give you the peace.

Bruciature

cigarette-1496721_640

Ogni giorno ti mandavo un sorriso

nella speranza che tu potessi sorridere,

non a me, piccolo fiore,

ma al mondo intero,

non era facile trovare un sorriso da regalarti

ma ne scoprivo sempre uno nuovo, invincibile, solo per te.

Ma tu spegnevi sigarette ardenti

sulle pupille del mio amore

e quei sorrisi, ora,

non hanno labbra ma vivide bruciature,

occhi spenti e speranza morta.

Imprevisto

soothsayer-1472635_1280

Tu hai programmato con meticolosità ogni cosa

affinché tutto fosse perfetto,

hai imparato la parte a memoria,

l’hai provata e riprovata un centinaio di volte,

ha dedicato ore ed ore

a regolare la giusta intonazione,

hai disegnato e cucito l’abito di scena come una seconda pelle,

hai trovato un sorriso allo specchio e l’hai reso tuo,

hai tagliato corti i tuoi capelli,

hai scelto con cura la gradazione di colore dei pantaloni

da abbinare alla montatura degli occhiali,

hai calcolato i tempi e le pause e i secondi del respiro,

ma non hai calcolato il fattore imprevisto

quello che scombina il piano più accurato,

quell’imprevisto che fa deragliare treni e cuori:

quell’ imprevisto non previsto,

fuori da ogni controllo,

fuori da ogni regola,

senza disciplina o ragione:

tu chiudesti baracca e burattini

“lo spettacolo è stato rinviato a data da destinarsi”

ammoniva la fascia sulla locandina

all’entrata del teatro

(foto di Meijer da Pixabay)

 

Più forte.

children-1217246_1280

Figlio, ti amo più forte

contro la mia ragione,

contro le mie convinzioni,

contro me stessa:

te le dico nella carezza rubata mentre dormi,

nel bacio che mi neghi per capriccio,

quando piangente ti abbraccio e non so consolarti,

te le dico in un sorriso quando tieni il broncio,

te le dico cucinando il tuo piatto preferito quando non vuoi mangiare,

te lo dico nel silenzio quando rifiuti di parlarmi,

quando ti sento piangere dietro a quella porta e non ho il coraggio di avvicinarmi,

quando ti osservo di nascosto provare la tua nuova bicicletta

e devo trattenermi dal dirti di stare attento,

quando mi vorresti vicina e io non riesco a stare al tuo passo,

quando non posso dirti quanto ti amo

nell’abbraccio o nella carezza o nel bacio che non vuoi…

e dico parole senza senso e faccio errori

e tu mi ferisci allontanandomi.

Figlio,

ti amo forte

contro ogni ragione

contro ogni logica

contro quello che sono,

e vorrei essere perfetta per te

e vorrei essere più forte

della mia paura di sbagliare,

della mia paura di non sapere come fare,

della mia paura di deluderti e di perderti.

Figlio,

voglio amarti più forte.

 

(foto di Soledadsnp da pixabay)

La sfida di Gianmarco per andare Oltre.

La sfida di Gianmarco per andare Oltre.

Vedi… è questa la sfida di Gianmarco – devo accoglierlo così come è. Lui mi costringe ad andare OLTRE il razionale, la comunicazione orale, le chiacchiere, le teologie, la compassione, ecc. ecc.

Lui, oggi, è il mio maestro di Vita. Da lui ho mille cose da imparare – valorizzare il treno, il movimento, il miele, la piscina, la musica, le piccolissime cose che noi diamo continuamente per scontate, ecc. ecc. Un eccetera eccetera senza fine come senza fine è il suo sorriso. Ed è questo, il suo SORRISO, che è la mia università di Vita, la presenza di quell’ OLTRE che prende viso, espressione, manifestazione attraverso di lui.

Gianmarco. E’ lui la presenza del mio OLTRE. E’ lui che me lo rende presente, che me fa lo vivere, vibrare.

Datemi una mano. Perché senza un interlocutore non riesco ad esternare quello che vivo dentro.

Ho scritto qualche cosa, ma mi rendo conto, che oggi è diverso. Lui invade la mia giornata e la mia anima, portando primavera, fiori, sorrisi senza fine.

Sorrisi, ho detto, vero…

E’ quello la presenza visiva del mistero, dell’Oltre… e non ho più parole per procedere.

Lui è più anima che materia…

Come trovare le parole adeguate per esprimerlo come lo sento, come lo vivo…?

Accettate la sfida di Gianmarco per andare Oltre?

Fausto A. Marinetti

(Gianmarco è figlio di Fausto ma anche il suo più grande Maestro di Vita, ha 18 anni, è affetto tetraparesi spastica e atrofica ottica ma la sua anima è tra le più libere e sorridenti che io conosca…)

Incontro con Gianmarco

Dopo molti anni che non ci vedevamo lo scorso 24 luglio ho incontrato mio zio Fausto, sua moglie Luiza e il loro figlio Gianmarco.

Mio cugino è disabile grave non vedente, eppure i suoi occhi sono magnifici e il suo sorriso e la sua felicità contagiose.

Certo i suoi genitori si occupano di lui a tempo pieno, giorno e notte, con un amore, una dedizione e un sorriso che mai vengono a meno.

Gianmarco ama molto andare in stazione e sentire i treni passare e anche salirvi e fare piccoli tragitti in treno. E così dopo il pranzo di festa per esserci ritrovati, siamo andati insieme alla stazione a gioire insieme a Gianmarco. Al solo sentire le parole treno e stazione Gianmarco si illumina e scoppia in un riso vero di pura gioia. La sua felicità è fatta di tante altre piccole cose…per esempio le parole affettuose di mamma e papà, la musica che ascolta con le cuffie, il rombo di un aereo, la gratella di un tombino su cui passa sopra con la carrozzina…

La felicità di Gianmarco è semplice e pura e fa stare bene chi gli è vicino, è contagiosa, restituisce il valore autentico della Vita, semplice pura e viva come lui a dispetto della sua grave disabilità. Gianmarco è un autentico Maestro di Vita.

Mio zio racconta:

“Frequento la scuola di Vita di mio figlio Gianmarco da 18 anni e sono ancora all’abc. Io non finisco mai di imparare da Gianmarco. Vado alla stazione quasi tutti i giorni e comincio a godere con lui del treno, delle botole, delle “graticole” (per strada). Lui percepisce quando entriamo nel sottopassaggio e sa già che io farò il verso del treno a tutto volume, incurante dei passanti, i quali sorridono, sorridono…

Mi fermo in sosta quando sento un uccellino che canta e lo invito, a gran voce, a cantare ancora per Gianmarco. I cani, poi, vengono invitati ad abbaiare delicatamente…

E poi c’è l’orchestra del mare. Rimaniamo a lungo ad ascoltarla, applaudirla, viverla con tutti i pori del corpo e dell’anima.

Ieri sono andato in treno con Gianmarco da Senigallia fino a Pesaro.

Non stava nella pelle… dovevi vederlo per sentire le sue vibrazioni di gioia e piena felicità. Forse può bastare un viaggio in treno per sentirsi vivi, felici?

Quando stai insieme a Gianmarco  mi passa tutto, ogni turbamento, ogni sofferenza, ogni dolore, tutto, perché mi costringe ad essere felice per trasmettergli felicità, anzi, è una simbiosi: lui trasmette a me ed io a lui. Vedrai, provare per credere.

Anche stasera siamo andati alla stazione… ormai piace anche a me:

movimento, vita, correre dietro a un sogno che viaggia senza fine… come il treno della Vita!”

(nella foto Fausto Gianmarco Phlomis )

gianmarco

Caro Amico ciao…


Ciao.

La tua scelta improvvisa di partire mi ha reso triste e sola. Ma cerco di accettarla.
Avrei tante cose da dirti ma ne ho scelte solo quattro.

1) hai fatto bene a bloccarmi nel caso tu non fossi felice con me. Ma forse non ti sei accorto di stringere tra le tue dita la mia liberta’. Gli amici si fidano e si aiutano l’un l’altro e cosa piu’ importante si sorridono sempre l’un l’altra. Io ho sempre desiderato farti sorridere e  Tu hai sempre sorriso  poco…

2) mi ha messo nella lista delle persone… io non sono le persone, io sono una persona, uguale o diversa non vi e’ #differenza…

tu invece… ci sei tu e le persone

3) continuerò a pregare per il tuo Bene. Perché la preghiera è libertà ed è l’unica cosa che non può essere bloccata, supera anche le sbarre delle prigioni e dei pensieri chiusi

4) sono triste perché la tua partenza è stata così repentina che io non sono neppure riuscita a salutarti. Ti saluto ora, così.

Caro Amico ciao…

che il mio ciao ti sia più leggero di una piuma…

Se…

se

Se un annunzio d’angelo

fa accogliere il mistero dentro sé,

se un’idea può illuminare una vita,

se una speranza indica la via,

se un sorriso dà senso al mio cuore,

allora io prego…

Un elenco.

checklist-1279157_1280

Un elenco delle cose che mi dai.

Belle o brutte non importa perché  sono quelle che mi dai tu.

Sono le tue. Solo le tue.

L’amore per l’universo.
La solitudine che fa vomitare l’anima.
La forza della tua speranza.
Le tue lacrime.
La tua bontà.
Il colore blu.
Il numero 8.
Tutte le mie poesie.
La mia disperazione.
I fiori di prugno selvatico.
Una doppia goccia di pioggia.
La tua delicatezza.
La tua sensibilità.
Il tuo iperrealismo.
Il mio blog.
Io come phlomis.
L’amore incondizionato.
Il tuo affermare che sempre ne vale la pena.
La Volpina Blu.
La tua conferenza al planetario.
Il volere attenderti.
Tutte le tue parole.
Tutte le tue emozioni.
Quel momento in cui hai alzato gli occhi alle stelle e hai sorriso e hai detto io amo il mondo.
I miei disastri.
La tua indipendenza.
La tua libertà.
La favola che ho scritto.
Il mio Pensarti.
Il tuo amore per il lavoro.
La tua stanchezza.
E poi il tuo rialzarti e andare avanti.
Sempre.
Ieri. Anche ieri, che non è stato un giorno buono.
Oggi che sorriderai a chi incontrerai.
Io che sorrido se tu sorridi al mondo.

Dal ponte di Furore

P1140091 (Medium)
Gra
P1140036 (Medium)
Grande Luce photo
P1140102 (Medium)
Grande Luce photo
sposa 2 (Medium)
Grande Luce photo

Dal ponte di Furore

 

osservo il tuffo che mai farò :

resto a guardare i sublimi tuffatori delle vertigini

da quell’altezza affrontare con sicurezza il mare;

resto a guardare i tenaci tuffatori di ieri e di domani

alternarsi alle stagioni della mia vita;

sul bordo del ponte io resto a fissare il tuffo che mai farò.

Dal ponte di furore

osservo una sposa che brilla nel sole

le labbra rosse

i piedi nell’acqua

lo scintillio della veste

il sorriso di rosa.

Dal ponte di furore

osservo il tuffo che non ho fatto:

bambini cercano piccoli pezzi di mattonelle

tra la sabbia il brillante perso.

(Foto di Grande Luce al Fiordo di Furore, costiera amalfitana)

Il sorriso del pupazzo :)

Seminascosto dietro ad un cassonetto della spazzatura, in una tangenziale, sorrideva triste e abbandonato un grande pupazzo di colore rosa , era posato su di un vecchio materasso tra i rifiuti…

Potevo lasciarlo in strada ?

… ora sorride a casa mia 🙂

Sorriso falso di pupazzo

né triste né allegro,

né serio né scherzoso,

né dolce né crudele,

né buono né cattivo,

di tanti sorrisi sei forse il più vero…

pupazzo 1

Io vedo col cuore.

sun-943798_1280

Quando qualche anno fa Papa Francesco è andato ad Assisi, e prima di visitare il santuario di pietra ha voluto visitare i santuari vivi in un istituto per non vedenti.

Tra questi, nel cuore, c’era la presenza di Gianmarco M.

Gianmarco è disabile grave non vedente.

Egli è un dono del cielo perché è nato per sorridere alle cose della Terra e a quelle del Cielo…

Gianmarco non parla ma chi l’ha detto che non parla? Gianmarco ha il suo modo di comunicare, che  è  oltre alle parole. E non ha bisogno di vedere con gli occhi perché vede con il cuore.

Questa è la sua lettera al papa:

Caro papa Francesco,

c’ero anch’io tra i miei fratellini disabili di Assisi.

C’ero, perché so di essere nel tuo cuore.

Ti sei emozionato, commosso, vergognato di leggere il testo preparato a tavolino e ti sei lasciato trascinare dal cuore. Dal nostro e dal tuo, vero?

Mi chiamo Gianmarco (Joao Marcos).

Sono nato nel nordest del Brasile in una clinica a pagamento. Eravamo due, io e il mio gemello, e ci hanno messo in una sola incubatrice, arrugginita. Il pediatra ha detto che io ero spacciato ed il mio fratello sicuro. Dopo due giorni lui è partito ed io sono rimasto per “sorridere”, perché è questo lo scopo della mia esistenza.

Sorrido a tutti, al Cielo, alla terra, alla lune e alle stelle.

A tutti, anche a te.

Sai, quando sono nato, piangevo come un’aquila. Tutte le sere cominciava il Calvario per me e per i miei genitori. Non riuscivo a liberarmi dai gas intestinali. Il mio papi ha vissuto una tragedia dell’anima. La mattina si alzava presto, usciva di casa, andava in mezzo ai banani si bagnava di rugiada, voleva cantare con gli uccellini, ma non ci riusciva. L’anima gli piangeva senza volerlo. Pensava a me e minacciava il Cielo con il pugno. Lo sentivo dire: “Che vigliaccheria, Dio! Perché te la prendi con un innocente? Prenditela con me, non con mio figlio”.

Poi mi faceva il bagnetto in piscina, danzava e piangeva. Cercava di occultare il pianto per non farmi soffrire, ma io lo sentivo e gli sorridevo. Allora lui dimenticava tutto, mi portava in groppa a visitare il “mondo”, accarezzare il gattino, prendere in mano i pulcini, passare la mano sulla pale delle banane e mi lavava viso ed anima con la rugiada…

Hai detto:

Qui siamo tra le piaghe di Gesù che sono anche un dono per noi… ma queste piaghe hanno bisogno di essere ascoltate, di essere riconosciute”…

Caro Papa, vorrei dirti che voi non potete capire il nostro mondo.

Sai chi ha aiutato mio padre a vedermi come “un dono”?

Dei genitori che hanno figli come me.

Gli dicevano:

“Tu soffri, perché vedi le cose dal punto di vista di quello che la società ci impone, volendoci tutti aitanti, belli, primi della classe. Cosa manca a tuo figlio? Ha l’affetto, il cibo, le cure, tutto ciò di cui ha bisogno. Vedi che lui è felice e tu, crogiolandoti nel tuo inutile dolore perché non è “come gli altri”, gli trasmetti tristezza? Lui è perfetto nel suo modo di essere, non gli manca niente”.

Da quel giorno papi è risuscitato.

Io non parlo? Chi l’ha detto?

Io ho il mio modo di comunicare che non ha bisogno delle parole, è oltre.

Non ho bisogno di vedere con gli occhi, vedo col cuore.

Non ho bisogno delle gambe per camminare, cammino con le gambe di papi.

Sai? La mia passione è il treno. Papi mi porta alla stazione e noi corriamo dietro al treno. Spesso andiamo alla fermata successiva e torniamo indietro. Devi vedermi in treno: non sto nella pelle e la mia anima canta, fischia con il treno. Poi faccio il tifo per la musica e anche lì corro tutto il giorno su e giù dalle scale musicali. Amo i cantautori brasiliani, che cantano il riso, i fagioli, la luna, l’amore.

Forse hai ragione a dire che noi siamo le piaghe del Cristo. Di quale, quello del venerdì santo o quello dell’alba di resurrezione? Forse si può dire che all’inizio le nostre “piaghe sono da venerdì santo”, ma i nostri genitori a furia di amore le trasformano in “piaghe di luce”, quelle del risorto. Tu, forse, lo intuisci, ma per i nostri genitori è una certezza.

Non essere triste per noi, ti prego.

Guardami: io sorrido, sono felice.

E’ per questo che sono nato.

E ti mando un abbraccio grande come il Cielo,

tuo Gianmarco M. </blockquote
(Fausto e Gianmarco Marinetti, padre e figlio)

Delicato Amore.

Agnese dolce Agnese
color di cioccolata
adesso che ci penso
non ti ho mai baciata.  (Ivan Graziani)

delicato amore

Delicato Amore,

non conosco il sapore delle tue labbra

perché mai ti ho baciato

….

Delicato Amore,

non conosco la forza della tua stretta

perché mai ti ho abbracciato

….

Delicato Amore

non conosco la trama della tua pelle

perché mai l’ho accarezzata

….

Delicato Amore

non conosco le mie dita sul tuo viso

perché mai l’ho sfiorato

Delicato Amore

….

 ma conosco l’intimità delle tue lacrime

e la forza della tua speranza

 e la trama delle tue parole

e il sogno del tuo sorriso

Delicato Amore

io non so se posso chiamarti

Amore

Buonanotte che è ioinviaggio (per una madre)

fiori4

Buonanotte che è ioinviaggio.

16 agosto 2015

Buonanotte anche se so che non dormirai,

anche se so che non dormirò

buon viaggio per domani

e il mio pensiero ti accompagnerà,

io sarò il piccolo sbuffo di nuvola nel cielo

che ti seguirà,

o la coccinella su un fiore,

il tuo splendido fiore,

il mio piccolo fiore:

ogni tuo sorriso io sorriderò,

ogni tuo sorriso sarà il mio,

ogni tua lacrima io asciugherò

e ne farò un diamante

per la mia collana di ossidiana nera,

ogni tua emozione sarà la cascata

a cui attingerò acqua purissima

per innaffiare il mio giardino,

ogni tuo ricordo sarà un geode prezioso

che conserverò con cura e ne farò poesia,

buonanotte anche se so che non dormirai

buonanotte anche se so che non dormirò,

buonanotte di quieta veglia,

buonanotte di chiaro sonno,

buonanotte come una luce accesa alla finestra

che mai si spegne,

buonanotte che è già quasi il tuo viaggio,

buonanotte che è ioinviaggio.

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

Libri per Sognare

Letture e illustrazioni per l'infanzia

mygirllollipop

sharing handmade cards

carlo maria cirino

www.coibambini.com

FLOW.

KEEP YOUR FLOW. RIMANI NEL FLUSSO

La Non Margherita

Cantastorie o contaballe, l'importante è far sognare

daniele peluso

Benvenuti nel mio Albergo d’Anima. Fotografia amatoriale, scrittura amatoriale, minimalismo, voli pindarici, nebbie ed utopie.

Cristalli d'estate

Racconti e poesie

Suoni diversi beccati sul mio cuore

Quali immagini se non quelle del cuore?

l'ombra esiste solo dove c'è la luce

La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

PINOCCHIO & i suoi compagni d'avventura

la storia di tanti sogni che si avverano

Byopia Press

ARTIST'S BOOKS/ALTERED BOOKS

A Papered Life

Celebrating all things paper and pretty

Sticks, Stones, and Paper Stew Blog

nature, pets, art and life

il tempo di un caffè

riflessioni leggere in un mondo un po' pesante

antoninoficili

La Poesia è in ogni cosa. In ognuno di noi c'è Poesia.

Alessandro Invernizzi

Voleremo più in alto e veloce delle nostre ali

Sui sentieri del Pollino

Escursionismo e natura nel Pollino con Saverio De Marco, Guida Ambientale Escursionistica

LISOLADIELISA

La vita è viaggio. Viaggiare è vivere due volte.

A piedi nudi

365 giorni

Mamma mia che viaggio

Make your dreams come true!

Istantanee di viaggio

Vado a cercare un grande forse

Scents of Science

Think different.

nicolekaufman

lots & lots of words

cheFavola!

la creatività è folle, vede qualcosa che ancora non esiste

una milanese a parigi

Consigli, idee ed istantanee di una vita tra Parigi e Milano

sunflowersdolleyesvibes

Segui sempre il tuo istinto!

Mammachesprint

I bambini al centro del mondo...il mio!

Guignolesco

Non è Pop, è Pulp!

Pensieri diretti

Sei un involucro del tuo DNA.

VOCI DAI BORGHI

PERDERSI TRA LE EMOZIONI DEI BORGHI ITALIANI

Stanlaurel

Da domani si volta pagina

Poesíainstante

Personal e íntimo

Libringioco

La verità non esiste, esistono solo storie (Jim Harrison)

I viaggi della Cipolla

FOTO E AVVENTURE

Wanderings in the Labyrinth

Andrew B. Watt's blog

infuso di riso

perchè nella vita ci sono poche ore più gradevoli dell'ora dedicata alla cerimonia del te pomeridiano (H. James)

Pina Chidichimo

Basilicata Terra Da Amare

Favole per bambini

Brevi storie della buonanotte