Tu non sei

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Tu non sei emozionante, tu sei le Emozioni.

Tu non sei sensibile, tu sei la Sensibilità.

Tu non sei delicato, tu sei la Delicatezza.

Tu non sei gentile, tu sei la Gentilezza

tu non sei spaventato, tu sei la Paura.

Tu non sei ansioso, tu sei l’Ansia.

Tu non sei buono, tu sei la Bontà.

Tu non sei tenero, tu sei la Tenerezza.

Tu non sei lacrime, tu sei il Pianto.

Tu non sei musicista, tu sei la Musica.

Tu non ami, tu sei l’Amore.

E per tutto ciò tu non sei poeta, tu sei la Poesia.

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Tenerezza

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cigni (1)

una famiglia di Cigni sul fiume Mincio sotto al ponte di Borghetto di Valeggio

mamma cigno e papà cigni erano attentissimi ai due piccoli…

Il mio sogno senza di te

Il mio sogno si vestì di te,

gli diedi la tua voce e la tua tenerezza,

gli diedi i tuoi occhi e le tue stelle,

gli diedi le tue mani e le tue speranze,

gli diedi le tue labbra e il tuo sorriso…

Il mio sogno è spoglio di illusione, oramai.

Tu sei andato via.

Ora sogno il mio sogno

e mi addormento felice,

il mio  sogno è comodo,

si lascia sognare come desidero,

e ogni notte lo ritrovo,

privo di te,

dentro di me.

Sei andato via

 

Raccoglievo semini di speranza, e pietrine e

sassolini in riva alla mia tenerezza,

e conchiglie e rametti,

e piccole cose e semplici emozioni,

per fartene dono,

ogni pensiero era per te,

e ti mandavo rose e fiori blu,

ed ero felice se tu lo eri,

ed ero triste se tu lo eri

ti mandavo infinito amore

e ti pensavo sempre

ti rispettavo e onoravo, 

e sempre ti ascoltavo

e tu sei andato via … ???

forse ho sbagliato tutto,

forse non ho sbagliato nulla,

mi sarei meritata di vivere un amore come questo

 

e se tu sei andato via

io continuo a sognarti

e a prendermi cura di te…

 

 

L’amore trasparente per Fossati e per me

L’amore trasparente non so cosa sia mi sei apparsa in sogno e non mi hai detto niente ti ho dormito accanto e mi hai lasciato andare sarà anche il gioco della vita ma che dolore (Fossati)

L’amore trasparente è un amore che non esiste,

è fatto di sogni che al mattino evaporano lievi

e lasciano tracce di tenerezza sul cuore.

Nella notte ti sogno…

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Nella notte pronuncio il tuo nome

e subito il mio cuore si riempie di tenerezza

e ti dico le parole più dolci,

esprimo per le preghiere più vere,

e i pensieri più belli sono per te,

penso alle stelle che ti cullano

e alla luna che è la tua casa,

e l’universo che è il tuo mondo,

penso all’amore che hai nel cuore

e prego che la tua vita sia buona e serena,

poi la notte finisce

e il sogno di te svanisce,

di giorno spero che venga presto la notte

per poterti incontrare…

§§§

By night I dream of you

By night I pronounce  aloud your name
and suddenly my heart is filled with tenderness
and I tell you the sweetest words,
I express for you the truest prayers
and the most beautiful thoughts of you,
I think about the stars that will lull you
about the moon is your home,
about the universe that is your world,
I think of great love in your heart
and I pray that your life is good and serene,
then the night ends
and dream of you fades away,
by day I hope night is coming soon
to meet you again …

Amore inesistente

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Io ho un amore perfetto,

esso è invisibile e assente.

Ho un amore che mai potrà dirmi mai più

o mandarmi via o proibirmi parole di tenerezza,

ho un amore perfetto perché non esiste

e non sei tu.

E’ un amore immaginario,

un amore inesistente.

§§§

A nonexistent love
I have a perfect love,
it is invisible and absent.
I have a love that cannot  say me nevermore
or getting me away or forbidding me  tenderness words,
I have a perfect love because there’s
not you.
It is an imaginary love,
a non-existent love.

(foto di Santiagonader)

Il cavallo e gli asinelli alla cascata

incontro con un cavallo e un asina e un asinello : momenti di tenerezza incantata alla cascata nella valle dell’Acerreta (tra Tredozio e Marradi, appennino tosco-romagnolo)

Il cavallo che già avevamo incontrato a Trebbana era protettivo nei confronti dell’asinello e lo controllava mentre questi si lanciava in corsette e si rotolava nella sabbia, ci è venuto per primo incontro e si è ricordato che la volta precedente gli avevo dato un poco della mia merenda, così mi ha dato una carezza con il muso e poi anche un morso nel braccio, per fortuna che avevo la felpa.

È arrivato anche il piccolo a salutarmi, era morbidissimo e apprezzava le coccole e infine anche mamma asina ha voluto un saluto.

Sullo sfondo la graziosa cascata dell’Acerreta, non lontana dal monastero di Gamogna e di quello di Trebbana.

 

 

Ti dimenticherò

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Ti dimenticherò

come foglia che il fiume porta via,

come neve che si scioglie al sole,

come traccia che il mare cancella

come il ricordo di un viso che sbiadisce,

dimenticherò persino il tuo sorriso,

se un giorno qualcuno mi dirà il tuo nome

io non saprò chi sei,

stupido, incoerente, illogico, infinito amore,

io ti dimenticherò.

Ti cancellerò pezzettino per pezzettino

andando a ritroso dentro di me,

ti cancellerò parola dopo parola,

andando sempre più a fondo di me,

ti cancellerò emozione dopo emozione,

andando alla radice del mio essere.

Io ti cancellerò,

silenzio dopo silenzio,

andando a ritroso dentro di me

per trovare quel punto

in cui è nata la mia tenerezza per te , Figlio,

e inciderò la mia carne

per strappare il male di averti amato.

Stupido, incoerente, illogico, eterno amore,

allora forse io ti dimenticherò.

Come si fa a dimenticare un Figlio?

§§§

I’ll forget

I’ll forget you
like a leaf that the river carries away,
like snow melting in the sun,
like traces that the sea deletes on the beach,
like the memory of a fading face,
I’ll forget even your smile,
if one day someone will tell me your name
I will not know who you are.
Stupid, incoherent, illogical, infinite love,
I will forget you.
I’ll erase you bit by bit
going back inside me,
I’ll erase you word by word,
going more and more down on me,
I’ll erase you emotion by emotion,
going to the root of my being.
I will delete you,
silence by silence
going back inside me
to find that point
where my tenderness was born for you, Son,
and I’ll engrave my flesh
to rip the evil of having loved you.

Stupid, incoherent, illogical, eternal love,
then, maybe, I will forget you.
How may I forget a Son?

(photo by Mariusz Matuszewski)

Un viaggio nuovo e diverso

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Un viaggio nuovo e diverso

Figlio, per te ho fatto un viaggio nuovo e diverso:

sono andata alle radici di me stessa

per ritrovare la fonte della  mia tenerezza

e la sorgente più pura della mia compassione,

per te, Figlio.


A new and different journey

For you, Son, I made a new and different journey:

I went to the roots of myself

to find the source of my tenderness

and the purest source of my compassion,

for you, Son.

Figlio, non ci sei.

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Non so dove sei, Figlio

non so se avresti imparato a suonare il pianoforte,

non so di che colore sarebbero stati i tuoi occhi,

non so se la tua voce mi avrebbe fatto commuovere,

non so se guardandoti avrei pianto di tenerezza,

non se sarei stata orgogliosa

al tuo primo passo o al tuo primo amore.

Figlio, ti penso anche se non ci sei

ti aspetto anche se non potrai arrivare,

ti onoro e ti rispetto anche se non sei presente:

certe assenze sono destinate a rimanere sempre con noi,

impalpabili presenze a cui non si può sfuggire

sempre ci ricordano ciò che non siamo,

ciò che non abbiamo,

sempre ci inchiodano alla croce

di ciò che non saremo,

ciò che non avremo,

fino alla fine.

Figlio, non ci sei.

I doni

​Per il mio Re del mondo porto in dono: cura tenerezza e compassione

(foto di Hans da pixabay)

Una lettera.

29 maggio 2015

Sono le quattro di notte e sto piangendo, ti ho appena incontrato e so che domani dovrò salutarti. E tornare a casa, alla mia vita. E vorrei che tu venissi con me, vorrei tenerti con me per sempre. Io lo so che tu sei libero, magnificamente libero, ed è questo che più amo di te.

La tua libertà, la forza della tua solitudine, il tuo grande amore per l’universo.

Sai mi sono innamorata di te quando parlavi del tuo desiderio di diventare padre e tu lo sai che io non sono madre. Eppure mi hai commosso, mi hai colpito profondamente.

Dicesti “io penserei a mio figlio in ogni momento, mentre al lavoro mangio un panino, mentre guido verso casa e saprei che sto per tornare ad abbracciare lui, sempre vi penserei. Farei in modo di regolare il battito del mio cuore al suo.”

Quanta tenerezza nelle tue parole, una tenerezza così  struggente che  io iniziai allora a provarla per te, iniziai a volerti bene proprio come tu amavi questo figlio che non avevi e che io spero che un giorno avrai.

Ti amo così come un figlio anche se non ti ho partorito io, anche se non sono madre, e ieri io ho visto un fiore speciale fiorire e avrei voluto mandarti milioni di rose  per dirti che non c’è rosa più bella di te.

E come tutte le notti sono sveglia a quest’ora che precede l’alba e ti sto scrivendo o sto scrivendo a me stessa, so che tu sei sveglio, so che mi leggerai ma non potrai rispondermi, io stringo tra le mani la pietrina che mi hai dato poche ore fa quando ci siamo incontrati.

Io ti ringrazio tanto per averti potuto incontrare ed io vorrei potermi ricordare per sempre il tuo discorso alla conferenza, il nostro breve dialogo, il suono della tua voce, il colore dei tuoi capelli, li tuo sorriso, le tue mani e tutto… e tutto ciò che io non potrò mai spiegare o tradurre in parole, tutte le mie emozioni sia al tuo discorso sia all’incontro con te tanto che dirti ti voglio bene non avrebbe alcuno significato.

Lascio che sia la luce blu dell’alba ad abbracciarti al posto mio.

Lascio andare nelle lacrime tutto ciò che provo e che non riesco a tradurre in parole.

E sono felice e sono triste.

Sono felice per il fiore che ho ammirato e sono triste perché dobbiamo dirci addio e io non riesco.

E non riesco a capire perché non possa esserci un’altra soluzione, perché per forza devo dirti addio se quest’amore è così grande…

Abbi una buona notte e cerca di riposare e avere sogni sereni

Phlomis

Vi presento Fausto Marinetti

Fausto Alberto Marinetti nasce a Milano nel  1942, diventa sacerdote nel 1968, licenziato in Teologia Pastorale, rinuncia al dottorato per entrare nell’«università del popolo».

Quattro esperienze in particolare segnano la sua vita:

La prima esperienza è la convivenza con i “rifiuti umani” scaricati ai margini della città, ciò gli insegna che i mali della società non si curano con palliativi.

La seconda esperienza lo vede impegnato per dieci anni nella comunità di Nomadelfia, accanto a Don Zeno, qui sperimenta l’avventura dell’uomo nuovo, della famiglia e della società nuova, vive la speranza dell’utopia.

La terza esperienza è trovarsi a vivere e sopravvivere per  vent’anni sul Calvario del terzo mondo nel Nordest brasiliano, qui incontra la più grande tragedia della storia: l’oceano della miseria e la sua disperazione, l’arricchimento del nord del mondo al prezzo dell’impoverimento del sud. Dai “depauperati del pianeta” impara che la cosa più urgente è un cambiamento di rotta.

Essendo egli stesso un testimone della storia,  Fausto diviene conferenziere e scrittore, denuncia le cause dell’ingiustizia istituzionale con libri-testimonianza: “L’olocausto degli empobrecidos” (1986, 7^ edizione), “Lettere dalla periferia della storia” (1989, 2^ ed.), “Canto l’uomo” (1990), “Ai confini di Dio” (1995), dal 1990 al 2000 visita vari paesi come reporter per diverse riviste missionarie, nel 2000 rientra in Italia e si dedica all’approfondimento e alla diffusione del messaggio di don Zeno e degli “empobrecidos”, attualmente vive a Fortaleza, Brasile.

Ma la quarta e fondamentale esperienza è quella di diventare padre di due figli, in particolare di Gianmarco, disabile grave e non vedente.

Ancora una volta e ancora di più Fausto sperimenta che l’amore è quella cosa che inizia laddove finiscono le nostre risorse, un andare oltre a noi stessi.

Fausto si trova ad un bivio come lui stesso scrive:

” la voglia di desistere e quella di buttarti, di credere che l’amore vero è un “Oltre” tale che incomincia dove finiscono le tue risorse. Se decidi di starci, nasci all’amore, diventi una nuova creatura.”

Il figlio Gianmarco insegna a Fausto a comprendere il più importante dei linguaggi, quello del cuore, comunicando con il suo sorriso che la tenerezza della vita è un bene prezioso e insostituibile.

I libri dell’autore sono reperibili sul sito www.logoslibrary.it digitando su autore: Marinetti Fausto. O richiedendoli a: fausto.marinetti@gmail.com Due libri su don Zeno: L’eresia dell’amore, Don Zeno, obbedientissimo ribelle . Su www.arcoiris.tv digitare su CERCA: Diario dalla periferia della storia. Documentario della RAI su Fausto. L’uomo di Nomadelfia , fiction della RAI su don Zeno.

Il prossimo 9 aprile 2018 sarà in uscita il suo nuovo libro intitolato Caro Francesco, una serie di lettere dal nordest brasiliano, da Fortaleza, testimonianza diretta di un mondo dimenticato, degli scarti della società, bambini abbandonati, ex drogati, perduti e disperati…

Fausto invia al Papa i messaggi degli ultimi perché vengano ascoltati ed accolti. Fausto è il portalettere, un semplice postino di tanti crocefissi che gli hanno affidato la loro voce per giungere all’attenzione del Papa.

Caro Francesco è anche un diario di quattro anni sofferti a stretto contatto con gli emarginati della vita, una sfida ad accoglierli a rispettarli ed amarli….

Caro Francesco. Riflessioni, testimonianze, messaggi
di Fausto Marinetti

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Che contrasto…

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Imperatriz, Maranhao, Brasil, 21-4-1992

Che contrasto tra la bellezza sfolgorante del creato e il disordine ad opera dell’uomo! Lo notavo all’alba mentre tutto si colorava di un rosa travolgente che si rovesciava senza misura sui tetti, sulle campagne, scendendo lungo le dodici palme dei babaçu. La tenerezza del cielo prendeva corpo in quel colore rosa che inteneriva l’universo e la storia. Dio, la terra degli scomunicati dalla vita è assetata della tua tenerezza. Poi la festa dei colori. E gli uccelli ad esaltarla in coro. La preghiera scorre dentro spontanea, come il ruscello là, dietro ai cespugli. I banani con immense pale verdi a tessere storie di clorofilla, approvvigionamento d’acqua e di calore per produrre il frutto. La spirale della vita riprende la sua marcia… Per saldare tutto insieme :note ed elettroni, colori ed onde, stelle e fiori, uomini e popoli.

(da Ai confini di Dio) Fausto A. Marinetti

(foto da pixabay)

L’amore vero è un “Oltre” tale che incomincia dove finiscono le tue risorse.

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All’alba vivo un fenomeno strano. Il corpo riposato, rilassato sembra liberare lo spirito. Ed allora vivo la vita in trasparenza. Una specie di smaterializzazione. Quando le prime luci colorano il mattino, il mio essere lievita sotto l’influsso di colori. L’anima si fa più leggera. E’ il momento più propizio per rileggere la propria storia nella controluce del nuovo giorno. Ci sono esperienze così forti nella nostra esistenza che per coglierne tutto il significato bisogna riemmergersi in esse a più riprese. Come I pescatori di perle. Qual è stata l’esperienza più forte della mia vita, quella che è servita da interruttore per accendere in me una nuova energia, questa corrente che mi pervade?

La prima perla si chiama Rita. Un essere fragile, tremante, scosso dalla disperazione, assetato di bontà. Tremava come una foglia. Ed aveva solo sedici anni. Minuta, sqonquassata, scampata ad un uragano. Ridotta ad un rottame. Una drogatina con sei tentati suicidi alle spalle. I cocci di questa creatura avevano il potere di travolgermi, di rivelarmi quello che né nei libri, né università mi avevano rivelato. Il Cristo non è né di gesso, né di legno, né di carta. Entra nella tua vita quanto meno te lo aspetti. E diventa esigente. Vuole tutto da te. Ti chiede l’impossibile. Che tenerezza le sue lacrime, le ribellioni, le bizze per l’astinenza! Quel parlare sconclusionato, la psicologia a pezzi. Una personalità tutta scollata. Notti insonni. Pazienza senza fine. Si disperava perchè tutti esigevano da lei che fosse un’altra, che smettesse di fare questa o quella pazzia: ubriacarsi, smaniare per la droga, una sigaretta dietro l’altra. Non voleva condizioni né ricatti. Non sopportava nulla perchè aveva sopportato tutto. Solo il fiele dell’abbandono e del diprezzo. Mi metteva alla prova. Voleva vedere fino a che punto resistevo alle sue stravaganze. Una creatura spaventata dalla vita. Parlava, buttava fuori tutto il male che aveva ricevuto. Senza padre, né madre. Due tentati suicidi sotto ai miei occhi. Per vedere l’effetto che faceva su di me. Per capire se la consideravo importante.

Una volta ha buttato giù una ventina di Valium. Fingevo che quel gesto non mi riguardasse. Poi, con un colpo inprovviso, le ho buttato via il mucchietto di pillole. Le ha raccolta ad una ad una. L’ho lasciata fare. Fino in fondo. Con il cuore in gola. Inebetiti tutti e due. Io volevo vedere fino a che punto arrivava lei e lei fino a che punto arrivavo io. Raccoglieva ed inghiottiva. La vedevo inghiottire la morte. Eppure volevo vedere fin dove arrivava. Poi fuggì in mezzo ai campi ed io cominciai a disperare.

In Rita ho scoperto che tutte le vittime del mondo preferirebbero morire piuttosto che vivere senza amore.

Un ‘infinita sete di amore.

E tu ti trovi ad un bivio: la voglia di desistere e quella di buttarti, di credere che l’amore vero è un “Oltre” tale che incomincia dove finiscono le tue risorse. Se decidi di starci, nasci all’amore, diventi una nuova creatura.

Da Canto l’ Uomo.

Fausto A. Marinetti

 

Proibito colore blu

 

Il mio amore per te si veste di un solo colore proibito

è il colore blu,

io non riesco a vedere gli altri colori,

so che il mondo è fatto di colori,

io non riesco a vedere l’arcobaleno lassù in alto,

sento il cuore pesante e oppresso

il mio cuore si veste di un solo colore,

e io sono folle d’amore per questo colore,

mi toglie il respiro,

mi annienta i pensieri,

non mi fa vedere il blu del cielo,

il colore blu occupa tutto il mio cuore,

io piango perché non so che fare,

tutto ciò è troppo grande,

sentire il cuore di colore blu,

tutto ciò è troppo forte,

tutto ciò mi sovrasta,

io ho pregato per avere la forza

di trasformare questa oppressione

in amore per il blu dell’universo.

Madre Infinita,

blu è il tuo mantello,

blu è il tuo amore,

blu la tua tenerezza,

blu il tuo dolore,

tu, Madre Infinita,

io,  madre di nulla,

ho blu il mio cuore

e lo stringo forte

per tingerlo del rosso del mio amore.

(scritto ascoltando forbidden colors David Sylvian)

Dedicato a Blue Moon il gatto che sta per entrare nella mia vita…
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Andata e ritorno fino alla luna.

luna

Prendimi per mano andata e ritorno fino alla luna, a piedi,

guida i miei passi insieme a te:

un raggio di luna si è posato tra i tuoi capelli,

io ti seguo,

tu non perdermi.

Raccontami in silenzio una storia senza parole, senza parlare,

perché mi possa addormentare serena,

sfiorami con la carezza del tuo sorriso

perché ti possa ricordare,

abbracciami senza toccarmi come un’ombra gentile

perché possa sognarti.

Prendi il mio cuore andata e ritorno fino alla luna, a piedi,

e non lasciarmi cadere

io non ti lascio cadere

le stelle sempre accese danzano intorno a noi

e quando la luna sarà spenta e invisibile

ti amerò con l’argento della tenerezza.

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